Santa Marinella, M5S: "Si istituisca il consiglio comunale dei giovani"

SANTA MARINELLA – Il gruppo consigliare del Movimento Cinque Stelle, chiede all’amministrazione comunale di istituire il consiglio comunale dei giovani. “Era il due ottobre del 2007 – dice il consigliere comunale grillino Francesco Settanni – quando l’ex vice sindaco Massimiliano Fronti andò a incontrare i ragazzi e le ragazze del liceo Galilei per spiegare il primo progetto del consiglio comunale dei ragazzi di Santa Marinella, un progetto che avrebbe dato voce alle numerose voci giovanili presenti nella nostra città ma rimaste sempre inascoltate, anche dal giovanissimo successore Bacheca. Un progetto partito con le migliori intenzioni con tanto di statuto e regolamento, destinato però ad arenarsi come siamo stati abituati a vedere per ogni cosa in questa città. Il Movimento Cinque Stelle ha nella partecipazione diretta la sua stella polare e il ripristino del consiglio dei giovani sarebbe stata sicuramente una battaglia che avremmo portato avanti in caso di vittoria a giugno. Così non è stato, e con un Comune ora in dissesto come il nostro sembra solo un’idea destinata a rimanere tale. Fortunatamente, la Regione Lazio, ci offre l’opportunità di riaprire questo cantiere chiuso da tempo, di riaprire la strada della partecipazione giovanile alle decisioni della loro città, pertanto chiediamo alla maggioranza di non buttare via questa occasione, di ascoltare coloro che hanno voce ma non sanno come farsi ascoltare, di aprire le menti e i cuori dei ragazzi, di farli innamorare della loro città, mettendo anche i mattoni prodotti da loro nella costruzione di qualcosa di nuovo e chissà anche di rivoluzionario”. “Proprio a questo scopo – conclude il leader grillino – informiamo l'amministrazione comunale che tutti i Comuni possono partecipare al nuovo avviso pubblico della Regione Lazio per favorire la nascita dei consigli dei giovani con un bando aperto fino al 31 gennaio 2019, per la cui esigenza sono stati messi a disposizione 125 mila euro”.

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Santa Marinella, chiusura Bambin Gesù: piovono interrogazioni

SANTA MARINELLA – Non si placano le polemiche sul rischio chiusura del Bambin Gesù. Le voci allarmate della popolazione sono arrivare fino a Roma, tutti i partiti rappresentati nel consiglio regionale del Lazio si sono mossi e stanno redigendo le relazioni da inviare alla presidenza Zingaretti. Presenteranno interrogazioni il Movimento 5 Stelle, Forza Italia, Fratelli d’Italia e ha promesso un suo intervento anche la Lega. Il tema delle interrogazioni sarà centrato sul disagio alla popolazione più che sul mantenimento delle tradizioni locali legate alla struttura che entro tre anni, come dichiarato dall’assessore Renzo Barbazza, sarà abbandonata senza che un’attività analoga, in termini di supporto diagnostico e specialistico, possa rimpiazzarla. Barbazza ha parlato anche di possibile installazione, al posto dell’ospedale pediatrico, di un centro di primo intervento sanitario. I dubbi espressi nelle interrogazioni, a quanto trapelato finora, riguardano anche il reparto per la degenza post acuzie che fu realizzato tempo fa, inaugurato nel 2007 ma che ha fatto già parlare di se in quanto, i fondi per costruirlo, o parte di questi, furono reperiti con una raccolta televisiva stimolata dal noto presentatore Paolo Bonolis. Il progetto “Futuriamo” riuscì a raccogliere due milioni e mezzo di euro ai quali si aggiunsero 10mila euro donati dal Comune di Santa Marinella. Le donazioni furono sostenute dal programma Rai “Domenica In” ed ora tanti cittadini, reagiscono alla chiusura a pochi anni all’inaugurazione, pensando se sia stato giusto finanziare questo castello nel deserto con le proprie donazioni. A maggio scorso la Regione Lazio aveva rinnovato l’accreditamento della struttura di Santa Marinella per venti posti letto in regime di altra specialità riabilitativa e trattamento di gravi disabilità dell’età evolutiva con in aggiunta due posti per il day hospital riabilitativo neuromotorio oltre all’attività specialistica ambulatoriale. La Asl Roma 4, da parte sua, risponde con un comunicato sulle notizie di questi giorni. “Nessun accordo è stato posto in essere tra l’amministrazione comunale e la Asl per il trasferimento dei locali nella struttura del Bambin Gesù di Santa Marinella”.

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Bambin Gesù, si lavora su soluzioni alternative

SANTA MARINELLA – Pur non essendo direttamente coinvolta nella scelta che faranno i vertici del Bambin Gesù circa una eventuale chiusura della sede locale dell’ospedale pediatrico, l’amministrazione comunale ha in serbo alcune soluzioni per cercare di non creare problemi alla cittadinanza. A spiegare quali saranno i passi che la giunta Tidei farà, qualora il Vaticano dovesse chiudere il portone del Bambin Gesù, è l’assessore ai servizi sociali e alla sanità. “La nostra amministrazione – dice Renzo Barbazza – si sta prodigando per evitare la probabile chiusura dei servizi sanitari offerti fino ad oggi dal Bambin Gesu. I due incontri, che di recente sono stati effettuati con i vertici della struttura, hanno avuto il significato di verificare la fondatezza delle voci che, da molto tempo, si rincorrono in tal senso e la risposta che ci è stata data è di conferma a questa volontà di continuare il depotenziamento delle attività fino alla loro dismissione nell'arco di tre anni. Da parte nostra, è stata espressa una forte contrarietà a questa decisione, con la sottolineatura dell'importanza storica che l’ospedale rappresenta per la città e per tutto il comprensorio. Considerando, tuttavia, che si tratta di una realtà sanitaria privata, pur convenzionata, sulle cui scelte aziendali ne il Comune ne la Regione ne la Asl possono intervenire sul piano decisionale, la nostra amministrazione, nel caso in cui non si riesca a scongiurare tale eventualità, sta cercando di individuare soluzioni alternative che consentano comunque di mantenere a Santa Marinella gli stessi servizi offerti fino dal Bambin Gesu'”. Barbazza infatti propone di potenziare la struttura qualora venisse chiusa, con un posto di primo soccorso, non solo pediatrico, che non è mai stato istituito, e che richiede spazi idonei per poter funzionare adeguatamente, e che l'attuale ambulatorio di via Valdambrini non è in grado di poter fornire. “Ed anche la specialistica ambulatoriale – continua l’assessore – potrebbe essere potenziata, grazie ai numerosi spazi esistenti nella struttura del lungomare Marconi. Questa soluzione, ripeto, è secondaria e alternativa alla eventualità che i vertici del Bambin Gesu' intendano non recedere dal loro intento e la nostra amministrazione, di concerto con la Asl, ha il dovere di pensare di provvedere affinché i servizi sanitari attualmente garantiti alla città vengano mantenuti e incrementati, potendo contare su una dislocazione più centrale e accessibile per l'utenza locale, territoriale e regionale. Anche in termini di sicurezza stradale e maggiore individuabilità logistica, oltre che di utilizzazione di spazi e locali già pronti. Riteniamo che anche in questo modo si possa salvare e difendere la sanità pubblica della nostra città, senza demagogia e strumentalizzazioni politiche finalizzate solo a seminare confusione e mancanza di verità”. Anche perché c’è da sottolineare che il progressivo depotenziamento del Bambin Gesù e' in atto da molti anni. “Il pericolo della possibile chiusura della struttura esiste da almeno una decina di anni – conclude Renzo Barbazza – con uno smantellamento progressivo di servizi ed il loro spostamento a Palidoro. Ma noi accogliamo favorevolmente questo coinvolgimento, perché siamo convinti che tutta la città, maggioranza ed opposizione comprese, debbano unirsi e trovare una soluzione, non solo opponendoci alla chiusura, ma anche, qualora questa fosse inevitabile, individuando soluzioni alternative altrettanto valide e funzionali per la nostra città”.

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Chiusura Bambin Gesù, Roberta Felici: ''Chi può faccia qualcosa di politico''

SANTA MARINELLA – Scende in campo la politica e quindi lo scontro si fa più duro, contro la ventilata ipotesi della chiusura della sede locale del Bambin Gesù. Ad intervenire nel dibattito, è la coordinatrice cittadina della Lega Santa Marinella Roberta Felici. “Siamo qui a dover prendere una netta posizione nei confronti della incredibile ingiustizia alla quale noi cittadini stiamo andando incontro – dice la Felici – ovvero la chiusura dell’ospedale Bambin Gesù di Santa Marinella. Voci sempre più insistenti ed autorevoli, tra cui l’assessore alla sanità di Santa Marinella, hanno confermato l’intenzione sempre più reale di chiudere questa grande eccellenza del nostro territorio. Una eccellenza che negli anni ha permesso di curare, assistere e portare speranza a migliaia di famiglie alle prese con il più terribile degli incubi, la malattia di un figlio. A noi non interessa nulla di quali siano le motivazioni di questa folle idea – continua la coordinatrice della Lega – a noi importa solo che chi può faccia qualcosa. Non ci aspettiamo una risposta burocratica del tipo non è nostra competenza e non possiamo far nulla. Ci aspettiamo una risposta politica. Perché la politica a questo serve, a uscire dalle logiche dei vantaggi economici ed organizzativi. La politica deve dare le risposte anche quando i problemi sembrano insuperabili”.

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Bambin Gesù, sale la preoccupazione 

S. MARINELLA – Da giorni circolano voci alquanto preoccupanti circa la possibilità che la sede cittadina dell’ospedale pediatrico del Bambin Gesù venga chiuso. A registrare queste sconvolgenti notizie tra gli altri è stato il blog Word in Press che ha registrato centinaia di messaggi di protesta inviati dai cittadini, anch’essi in ansia per la sorte del nosocomio pediatrico. «Che qualcosa non vada – si legge nel sito informativo – che stia cambiando l’assetto complessivo della struttura sanitaria della sede di Santa Marinella dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, se ne sono accorti per primi gli utenti. Le prestazioni diagnostiche e specialistiche sono riservate ai soli pazienti più piccoli. Gli specialisti visitano ormai per lo più a Palidoro ed anche la diagnostica, fatta eccezione per i prelievi, è stata ridotta di molto nel tipo di esame e nella frequenza di esecuzione, limitata al lunedì ed al giovedì. A Roma, bocche cucite, ma pare che il progetto complessivo porti ad una razionalizzazione generalizzata dei centri dell’istituto di cura e ricerca, concentrando gli sforzi anche di natura economica sul complesso di Palidoro che presto si arricchirà di un altro grande padiglione dove potrebbe essere collocato anche il reparto di Santa Marinella, quello inaugurato poco più di una decina di anni fa». 
«Esiste una forte preoccupazione anche tra il personale – sottolinea Word  in Press – che non ha informazioni adeguate ma in alcuni settori vede ridursi le ore settimanali di impiego. Un’ulteriore riduzione della gamma delle prestazioni e degli orari di apertura della struttura sarebbe un grave colpo per la cittadinanza, soprattutto per le fasce deboli della popolazione che sarebbero costrette ad emigrare per ottenere prestazioni sanitarie di qualità, come ha sempre distribuito la struttura, forte dell’elevata professionalità del proprio personale a tutti i livelli e di una scelta aziendale rivolta all’utenza in senso generale». «Una grave preoccupazione investe anche il destino dell’area su cui insite il complesso sanitario – conclude il blog – un lotto di grandi dimensioni con annessa spiaggia e pontile che è separato dal lungomare che lo attraversa e lo taglia. Nei tempi passati si mormorava di una sua eventuale destinazione turistica ma ogni volta i fatti hanno fortunatamente smentito le illazioni, per il benessere complessivo della popolazione locale. Popolazione che è già stata messa alla prova con la riorganizzazione del soccorso su ambulanza».

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Ladispoli ricorda i bimbi morti nell'esplosione dell'1 dicembre 1944

LADISPOLI – "Andavamo in giro sulla spiaggia alla ricerca di queste bombe, proiettili…. Non avevamo molto con cui giocare e ci arrangiavamo così …". Ma quel giorno, il gioco si trasformò in una terribile tragedia. Era l'1 dicembre 1944. Settantaquattro anni fa oggi. Alcuni bambini, come sempre si erano radunati nei pressi di Porto Pidocchio per trascorrere insieme la giornata. Stavano giocando tranquillamente quando all'improvviso il forte boato e tutto cambiò. Una delle bombe trovate per giocare esplose spazzando via la vita di due anime innocenti, Luigi Picchioni 7 anni e Claudio Zoffoli di 5. Con loro c'erano anche Augusto Moretti, Roberto Nardocci, Valter Valentini e Franco Prosperi. Loro rimasero miracolosamente vivi, ma segnati a vita da quel tragico evento. "Mi porto ancora dietro i segni di quel terribile giorno", hanno raccontato oggi durante la cerimonia di intitolazione della piazzetta sul lungomare Marco Polo ai loro amici rimasti uccisi dall'esplosione. "Un ricordo che non si cancella dalla mente". Voci strozzate, visi commossi i veri protagonisti di oggi: il giorno del ricordo. Con loro amici e parenti. Anche di chi oggi purtroppo non c'è più. 
Ed è talmente vivo il ricordo che l'amministrazione comunale non ha potuto dire di no alla richiesta di intitolare quel luogo a quei bambini. "Potevano essere i miei figli, i figli di chiunque", ha commentato il sindaco Alessandro Grando scoprendo la targa in via Bassano dedicata ai piccoli angeli che la cerimonia l'hanno vista dal cielo e a chi invece qui sulla terra continuerà fortemente a ricordarli per sempre. 

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''La città si arricchirà di iniziative''

SANTA MARINELLA – Nel consueto incontro che il sindaco ha con i cittadini per informarli su quelle che sono le attività amministrative della sua giunta, Tidei ha esternato una serie di iniziative per rendere più fruibile il castello di Santa Severa. Ma l’argomento principe che il primo cittadino ha voluto ricordare, è l’approvazione del bilancio di previsione che si è chiuso con un disavanzo di due milioni e 200 mila euro. “Alla faccia di tutti quelli che dicevano che il dissesto non era praticabile – commenta il sindaco – sono state giornate intense passate a lavorare sulle spese, sulle entrate e su tutte quelle voci che rendono l’esercizio finanziario apprezzabile. Di più non potevamo fare, siamo partiti con uno squilibrio di quindici milioni di euro e questo ci ha costretto a dover chiamare in causa i revisori dei conti che stanno passando al setaccio gli esercizi precedenti. Chiaramente il dissesto porterà come conseguenza l’aumento di tutte le imposte e dei servizi a richiesta, come previsto dalla legge, ma anche una vigorosa spending review che ha portato a immediati tagli per 2,7 milioni e proseguirà nel 2019. I tagli non hanno riguardato le specie sociali e anche l’impatto sulle tariffe è stato minimizzato attraverso la ricontrattazione delle condizioni con i fornitori e, come è accaduto per gli scuolabus, salvaguardando la fascia sociale di esenzione che è il trenta per cento dell’utenza. Entro due anni comunque usciremo dal dissesto e potremo iniziare una nuova fase”. Tidei annnuncia comunque che anche in regime di austerity la città si arricchirà di iniziative. «Dopo aver inaugurato il museo del restauro al castello di Santa Severa – prosegue il sindaco – ci sarà un evento sotto Natale nel maniero medievale che potrà consentire ai bambini di divertirsi, ci sarà una pista sul ghiaccio e tanti avvenimenti gratuiti, il villaggio di Babbo Natale e tutto a costo zero, grazie alla Regione Lazio, a LazioCrea e a Coopculture, possiamo fare manifestazioni natalizie senza spendere soldi. C’è la possibilità di visitare il castello che sta diventando un archivio di reperti storici importantissimi ed io invito i cittadini a visitarlo». «Stiamo preparando le pratiche per l’abbattimento del cementificio – conclude Tidei – stiamo acquisendo le terre dell’Arsial, provvederemo all’asfaltatura di alcune strade, mentre vogliamo riaprire la scuola Vignacce, mettere in sicurezza il palazzetto dello sport e la piscina comunale».

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''L’astensione della minoranza ci carica di responsabilità''

S. MARINELLA – Il sindaco Tidei incassa la fiducia della sua maggioranza, ma anche l’astensione di tutti i gruppi di minoranza da Forza Italia a Fratelli d’Italia, dai 5 Stelle alla lista Il Paese che Vorrei, e fa approvare il primo bilancio dell’era del dissesto del Comune di Santa Marinella. «È una astensione che ci carica di maggiore responsabilità – dice il sindaco Tidei – in un momento sicuramente difficile per Santa Marinella. Pure nel reciproco rispetto dei ruoli spero che questo possa aprire una fase politica nuova di collaborazione e di lavoro comune. Sostenibilità, equità e trasparenza, queste le linee guida di un bilancio che chiude quest’anno con oltre due milioni di deficit da recuperare nei prossimi due esercizi. Entrate in forte aumento nel 2019, ma già nel 2020 è previsto che la morsa delle imposte si allenti. Nessun rallentamento invece per la progressiva riduzione della spesa a cominciare da quella del personale e riorganizzato in una nuova pianta organica che ha ridotto le posizioni apicali. La strada che porta lontano dalla crisi prevede l’aumento della Tari, dell’Irpef, il ricorso al photored ma anche il rilancio della farmacia comunale e della Santa Marinella Servizi, mentre la spending review non risparmia nessuna delle 400 voci di spesa e nessuno dei contratti di fornitura mirando per quello che riguarda la macchina comunale a mettere ordine e a liberare nuove energie». «Verifiche e controlli – conclude Tidei – non più ogni anno, bensì ogni tre mesi come accade nelle aziende con il coinvolgimento attivo dei capigruppo e della commissione bilancio».

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''L’astensione della minoranza ci carica di responsabilità''

S. MARINELLA – Il sindaco Tidei incassa la fiducia della sua maggioranza, ma anche l’astensione di tutti i gruppi di minoranza da Forza Italia a Fratelli d’Italia, dai 5 Stelle alla lista Il Paese che Vorrei, e fa approvare il primo bilancio dell’era del dissesto del Comune di Santa Marinella. «È una astensione che ci carica di maggiore responsabilità – dice il sindaco Tidei – in un momento sicuramente difficile per Santa Marinella. Pure nel reciproco rispetto dei ruoli spero che questo possa aprire una fase politica nuova di collaborazione e di lavoro comune. Sostenibilità, equità e trasparenza, queste le linee guida di un bilancio che chiude quest’anno con oltre due milioni di deficit da recuperare nei prossimi due esercizi. Entrate in forte aumento nel 2019, ma già nel 2020 è previsto che la morsa delle imposte si allenti. Nessun rallentamento invece per la progressiva riduzione della spesa a cominciare da quella del personale e riorganizzato in una nuova pianta organica che ha ridotto le posizioni apicali. La strada che porta lontano dalla crisi prevede l’aumento della Tari, dell’Irpef, il ricorso al photored ma anche il rilancio della farmacia comunale e della Santa Marinella Servizi, mentre la spending review non risparmia nessuna delle 400 voci di spesa e nessuno dei contratti di fornitura mirando per quello che riguarda la macchina comunale a mettere ordine e a liberare nuove energie». «Verifiche e controlli – conclude Tidei – non più ogni anno, bensì ogni tre mesi come accade nelle aziende con il coinvolgimento attivo dei capigruppo e della commissione bilancio».

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