Outlet a Fiumaretta: Confcommercio contrariata

CIVITAVECCHIA – “Così come è stato concepito, il progetto avrà numerosi risvolti negativi sulla già precaria situazione commerciale cittadina”. Altro che condivisione. Non sembrano infatti positive le valutazioni della Confcommercio, così come espresse dal presidente Graziano Luciani, sul polo di convergenza turistica di Fiumaretta. Le rassicurazioni del sindaco Antonio Cozzolino e dell’assessore al Commercio Enzo D’Antò sul progetto, ribadite nel corso del consiglio comunale per l’approvazione della variante urbanistica, si scontrano con le parole di Luciani, che oggi torna a ribadire la contrarietà della categoria. I tempi non sono certo stretti, avendo votato ieri la nuova variante e considerata la fase di stallo degli ultimi tre anni. Ma se dovesse andare in porto, il progetto non riesce ancora a convincere del tutto politica e commercianti. Dall'opposizione sono stati diversi i dubbi sollevati sul progetto, così come quelli messi in evidenza anche dal consigliere di maggioranza Rolando La Rosa, che ha espresso perplessità sull'impatto che una simile struttura potrebbe avere sul futuro del territorio. A partire ovviamente dall'outlet che, stralciata ormai l'ipotesi della realizzazione del mega albergo, resta il punto centrale del progetto. E la Confcommercio, oggi, torna ad alzare diversi dubbi, come già fatto nei mesi passati.

“Durante un incontro organizzato il 22 febbraio scorso – ricorda Luciani – ci eravamo resi disponibili a partecipare attivamente al "progetto" per contribuire ad evidenziare e migliorare le criticità emerse. Da quella data, sebbene gli Assessori D'Antò e Ceccarelli avessero rassicurato sulla volontà dell'Amministrazione comunale di adottare anche in questa fase un metodo condiviso, è caduto il silenzio totale”. Non si può quindi far finta di non sentire le voci che arrivano dalla categoria. “Le istanze dei commercianti vanno ascoltate – ha aggiunto Luciani – ad oggi non abbiamo avuto risposte in merito alla chiusura del "circuito", alla gestione del punto informativo, alle scelte in tema di mobilità e alla seconda stazione ferroviaria. La città ha fortemente bisogno di una programmazione di lungo periodo basata su strategie precise, ed interventi funzionali a realizzare progetti condivisi di crescita sociale e commerciale”.

Si parla di una struttura commerciale da 70 negozi – prima erano 49 – disposti su un’area di 17mila metri quadrati, di un Welcome Center e di un ampio spazio dedicato a parcheggio (6185 mq di parcheggio pubblico per autobus e taxi, 20mila mq di parcheggio provato anche per lunga sosta).

IL PROGETTO – Come descritto nella relazione architettonica nei sei ettari di proprietà del Comune, dopo l'abbattimento dei manufatti esistenti, si andrà a realizzare un "Welcome centre" per l'accoglienza e l'assistenza dei turisti che transitano per il porto ed un parco commerciale denominato "Outlet Porto". Il Welcome centre si apre verso il porto sia funzionalmente che architettonicamente, e si struttura come un’ampia superficie vetrata pronta a mediare il passaggio tra la terra ed il mare. Ha lo scopo di filtrare il sistema di arrivo al porto dei croceristi. È collegato direttamente con l’outlet, seppur mantenendo una sua autonomia gestionale oltre che funzionale. Dal grande salone interno che fa da accesso all'outlet è inoltre prevista la futura realizzazione di un collegamento interrato che andrà a costituire il primo tratto di collegamento con la futura nuova stazione prevista lungo la linea ferroviaria al di la della via Aurelia. L’Outlet Porto si struttura come un area commerciale completamente chiusa e destinata all’uso dei croceresti che trovano qui la possibilità di effettuare acquisti di vario genere ed in gran parte non disponibili nel tessuto commerciale esistente a Civitavecchia . L’edificio si ispira formalmente alla tradizione dei magazzini portuali, da Genova a Triste ad i grandi porti del nord Europa, con una facciata esterna ritmata dalla funzione interna che ripete un modulo tipicamente industriale.

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Bullismo, gli esperti: «I discorsi degli adulti non funzionano, ma le voci dei ragazzi fanno breccia»

Lancini (Fondazione Minotauro): non basta sospendere, servono punizioni socialmente utili

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Porto: è battaglia sulle gru

CIVITAVECCHIA – "È fuori dubbio che la Cfft ha la possibilità ed il diritto di operare come meglio crede decidendo di lavorare in autonomia senza usare mezzi della Gtc e il personale (art.17) della Cpc. L’anomalia potrebbe essere quella  che la Cfft è socia al 8,89% della Gtc e Steven Clerckx è membro del Consiglio di Amministrazione dalla sua costituzione ed è perfettamente a conoscenza di tutta l’attività della società: saranno i nostri legali ad occuparsi se necessario di questo aspetto". È ormai esploso in tutti i suoi aspetti il caso delle gru all'interno del porto. Il presidente della Gtc, Ugo la Rosa, è infatti intervenuto a seguito delle dichiarazioni del manager della società belga; e non sembra aver gradito quanto chiarito dallo stesso Clerckx. 

Oggi quella pace sociale sembra minata all'interno dello scalo. Gtc, Compagnia Portuale e Cfft difendono il proprio operato, chiariscono i contorni della storia, cercando di scrollarsi di dosso responsabilità che alla fine, come spesso accade, rischiano di avere ripercussioni sempre e soltanto sui lavoratori. 

"Il fatturato annuo relativo alle nostre prestazioni nei confronti della Cfft  è il 13,90%  del totale e non il 50% come sbandierato in molte dichiarazioni – ha spiegato La Rosa – tale quota di fatturato non è servita assolutamente ed evitare la cassa integrazione ai dipendenti. È stato il restante 86,10% di fatturato proveniente dagli altri soci e specialmente alla società Traiana a farlo. La nostra società, negli anni passati, nonostante le difficoltà dovute alla diminuzione  del lavoro non ha mai avuto ritardi nel pagamento di stipendi, contributi sociali, fornitori; questo grazie all’intervento dei soci che hanno, quando necessario, ricapitalizzato la società. Per quanto riguarda il traffico della Cfft a questa società è stata sempre applicata la massima attenzione. Tariffe molto competitive, turni di lavoro 24h x 7 giorni. Nei limiti del possibile e del lecito è stata favorita nell’accosto delle navi e nella priorità di fornitura dei mezzi, senza logicamente sfavorire le altre correnti di traffico. Èsenz’altro vero che le gru, come del resto tutti i mezzi meccanici nei porti, sono state soggette a brevi soste operative dovute a problemi tecnici. Il nostro personale è sempre stato all’altezza dei suoi compiti ed ha un livello tecnico e operativo notevole. È strano che la Cfft si lamenti di questi problemi ma che poi acquisti semoventi come le nostre e soprattutto per gestirle ci sottragga nostro personale".

E infatti il presidente La Rosa ricorda quanto accaduto a partire dagli ultimi mesi del 2017 quando "su pressante richiesta della Cpc – ha spiegato – abbiamo organizzato a nostra cura e spese un corso di addestramento per sei  giovani portuali che ad aprile abbiamo certificato come ottimi gruisti.  L’accordo era che ce ne saremmo serviti sulle nostre gru quando necessario logicamente a pagamento. E questo è già avvenuto. Il  4 aprile durante il Cda della Gtc, essendo da tempo girate voci su un possibile acquisto di gru da parte della Cfft, è stato chiesto al consigliere Clerckx quali fossero le loro intenzioni. La risposta è stata molto chiara. Non avrebbero acquistato gru perché economicamente non conveniente. Il successivo 9 aprile lo stesso consigliere ci comunicava telefonicamente di aver cambiato idea e di procedere all’acquisto di gru semoventi. E negli stessi giorni due nostri  dipendenti ci annunciavano le proprie dimissioni in quanto assunti da Cfft. Nel campo commerciale  ognuno  può fare quello che meglio crede, ma non sono accettabili certi comportamenti. Se gli operatori di questo porto non avessero messo a disposizione della Cfft attrezzature, personale, aree ed ogni altro necessario, il lavoro dei contenitori frigo non sarebbe decollato. Non dobbiamo dimenticare che, per aver collaborato con la Cfft, abbiamo dovuto sopportare il sequestro delle gru con conseguenti enormi danni sia d’immagine che finanziari e notevoli spese legali per i vari processi civili e penali che ancora stiamo subendo".

Il presidente di Gtc ha quindi criticato il comportamento di Cfft e della Compagnia Portuale, sottolineando però come la società sarà in grado di continuare la propria attività "e superare come al solito da soli, eventuali difficoltà. Il lavoro sta lentamente ma costantemente aumentando – ha concluso – ed abbiamo fiducia che tale trend continui".

"La Compagnia, da oltre vent’anni, forma il proprio personale alla guida delle gru portuali, in collaborazione prima direttamente con l’Autorità Portuale e poi con la Gtc  Gestione Terminals Civitavecchia – hanno spiegato dalla Cpc – siamo una cooperativa di lavoratori autorizzata, ex art. 17 comma 2 della L. n. 84/94, a somministrare manodopera alle imprese portuali che operano nello scalo ai sensi degli artt. 16 e 18 della stessa l. n. 84/94 e che ne facciano espressamente richiesta. L’esecuzione delle operazioni portuali è specificamente disciplinata dal Decreto del commissario straordinario dell’Autorità Portuale n. 87/2016, nella fattispecie la Cooperativa, in qualità di “impresa somministratrice”, fornisce alle “imprese utilizzatrici” richiedenti lavoratori qualificati ed altamente specializzati al fine di garantire la piena esecuzione di tutte le operazioni collegate al cosiddetto ciclo nave. Appare evidente che la Cpc non ha nulla a che vedere con la querelle tra Cfft e Gtc, imprese portuali le cui dinamiche commerciali, economiche e societarie non devono né possono inficiare l’operato della Compagnia Portuale. La Cpc nei suoi 121 anni di storia non ha mai abbandonato alcun lavoratore del porto e si è sempre fatta trovare pronta e disponibile a dare il proprio contributo in ogni situazione di crisi occupazionale. La Cpc lo ha sempre fatto e sempre lo farà, a tutela dei propri soci e di ogni lavoratore impiegato nel nostro porto".   

 

 

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Porto, esplode il caso gru

CIVITAVECCHIA – "È fuori dubbio che la Cfft ha la possibilità ed il diritto di operare come meglio crede decidendo di lavorare in autonomia senza usare mezzi della Gtc e il personale (art.17) della Cpc. L’anomalia potrebbe essere quella  che la Cfft è socia al 8,89% della Gtc e Steven Clerckx è membro del Consiglio di Amministrazione dalla sua costituzione ed è perfettamente a conoscenza di tutta l’attività della società: saranno i nostri legali ad occuparsi se necessario di questo aspetto". È ormai esploso in tutti i suoi aspetti il caso delle gru all'interno del porto. Il presidente della Gtc, Ugo la Rosa, è infatti intervenuto a seguito delle dichiarazioni del manager della società belga; e non sembra aver gradito quanto chiarito dallo stesso Clerckx. 

Oggi quella pace sociale sembra minata all'interno dello scalo. Gtc, Compagnia Portuale e Cfft difendono il proprio operato, chiariscono i contorni della storia, cercando di scrollarsi di dosso responsabilità che alla fine, come spesso accade, rischiano di avere ripercussioni sempre e soltanto sui lavoratori. 

"Il fatturato annuo relativo alle nostre prestazioni nei confronti della Cfft  è il 13,90%  del totale e non il 50% come sbandierato in molte dichiarazioni – ha spiegato La Rosa – tale quota di fatturato non è servita assolutamente ed evitare la cassa integrazione ai dipendenti. È stato il restante 86,10% di fatturato proveniente dagli altri soci e specialmente alla società Traiana a farlo. La nostra società, negli anni passati, nonostante le difficoltà dovute alla diminuzione  del lavoro non ha mai avuto ritardi nel pagamento di stipendi, contributi sociali, fornitori; questo grazie all’intervento dei soci che hanno, quando necessario, ricapitalizzato la società. Per quanto riguarda il traffico della Cfft a questa società è stata sempre applicata la massima attenzione. Tariffe molto competitive, turni di lavoro 24h x 7 giorni. Nei limiti del possibile e del lecito è stata favorita nell’accosto delle navi e nella priorità di fornitura dei mezzi, senza logicamente sfavorire le altre correnti di traffico. Èsenz’altro vero che le gru, come del resto tutti i mezzi meccanici nei porti, sono state soggette a brevi soste operative dovute a problemi tecnici. Il nostro personale è sempre stato all’altezza dei suoi compiti ed ha un livello tecnico e operativo notevole. È strano che la Cfft si lamenti di questi problemi ma che poi acquisti semoventi come le nostre e soprattutto per gestirle ci sottragga nostro personale".

E infatti il presidente La Rosa ricorda quanto accaduto a partire dagli ultimi mesi del 2017 quando "su pressante richiesta della Cpc – ha spiegato – abbiamo organizzato a nostra cura e spese un corso di addestramento per sei  giovani portuali che ad aprile abbiamo certificato come ottimi gruisti.  L’accordo era che ce ne saremmo serviti sulle nostre gru quando necessario logicamente a pagamento. E questo è già avvenuto. Il  4 aprile durante il Cda della Gtc, essendo da tempo girate voci su un possibile acquisto di gru da parte della Cfft, è stato chiesto al consigliere Clerckx quali fossero le loro intenzioni. La risposta è stata molto chiara. Non avrebbero acquistato gru perché economicamente non conveniente. Il successivo 9 aprile lo stesso consigliere ci comunicava telefonicamente di aver cambiato idea e di procedere all’acquisto di gru semoventi. E negli stessi giorni due nostri  dipendenti ci annunciavano le proprie dimissioni in quanto assunti da Cfft. Nel campo commerciale  ognuno  può fare quello che meglio crede, ma non sono accettabili certi comportamenti. Se gli operatori di questo porto non avessero messo a disposizione della Cfft attrezzature, personale, aree ed ogni altro necessario, il lavoro dei contenitori frigo non sarebbe decollato. Non dobbiamo dimenticare che, per aver collaborato con la Cfft, abbiamo dovuto sopportare il sequestro delle gru con conseguenti enormi danni sia d’immagine che finanziari e notevoli spese legali per i vari processi civili e penali che ancora stiamo subendo".

Il presidente di Gtc ha quindi criticato il comportamento di Cfft e della Compagnia Portuale, sottolineando però come la società sarà in grado di continuare la propria attività "e superare come al solito da soli, eventuali difficoltà. Il lavoro sta lentamente ma costantemente aumentando – ha concluso – ed abbiamo fiducia che tale trend continui".

"La Compagnia, da oltre vent’anni, forma il proprio personale alla guida delle gru portuali, in collaborazione prima direttamente con l’Autorità Portuale e poi con la Gtc  Gestione Terminals Civitavecchia – hanno spiegato dalla Cpc – siamo una cooperativa di lavoratori autorizzata, ex art. 17 comma 2 della L. n. 84/94, a somministrare manodopera alle imprese portuali che operano nello scalo ai sensi degli artt. 16 e 18 della stessa l. n. 84/94 e che ne facciano espressamente richiesta. L’esecuzione delle operazioni portuali è specificamente disciplinata dal Decreto del commissario straordinario dell’Autorità Portuale n. 87/2016, nella fattispecie la Cooperativa, in qualità di “impresa somministratrice”, fornisce alle “imprese utilizzatrici” richiedenti lavoratori qualificati ed altamente specializzati al fine di garantire la piena esecuzione di tutte le operazioni collegate al cosiddetto ciclo nave. Appare evidente che la Cpc non ha nulla a che vedere con la querelle tra Cfft e Gtc, imprese portuali le cui dinamiche commerciali, economiche e societarie non devono né possono inficiare l’operato della Compagnia Portuale. La Cpc nei suoi 121 anni di storia non ha mai abbandonato alcun lavoratore del porto e si è sempre fatta trovare pronta e disponibile a dare il proprio contributo in ogni situazione di crisi occupazionale. La Cpc lo ha sempre fatto e sempre lo farà, a tutela dei propri soci e di ogni lavoratore impiegato nel nostro porto".   

 

 

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DECISIONE 13 febbraio 2018, n. 218

Decisione di esecuzione (UE) 2018/218 della Commissione, del 13
febbraio 2018, che modifica l'allegato II della decisione 92/260/CEE
per quanto riguarda l'ammissione temporanea di cavalli registrati
provenienti da determinate parti della Cina, che modifica la
decisione 93/195/CEE per quanto riguarda le condizioni di polizia
sanitaria e la certificazione veterinaria cui e' subordinata la
reintroduzione di cavalli registrati per corse, competizioni e
manifestazioni culturali dopo un'esportazione temporanea in Cina, in
Messico e negli Stati Uniti d'America, e che modifica l'allegato I
della decisione 2004/211/CE per quanto riguarda le voci relative alla
Cina, al Messico e alla Turchia figuranti nell'elenco dei paesi terzi
e delle parti dei paesi terzi da cui sono autorizzate le importazioni
nell'Unione di equidi vivi nonche' di sperma, ovuli ed embrioni della
specie equina [notificata con il numero C(2018) 713] – Pubblicato nel
n. L 42 del 15 febbraio 2018
(18CE0757)

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Porto: security senza amministratore

CIVITAVECCHIA – È scaduto giovedì alle 12 l’avviso di selezione pubblica per titoli finalizzato alla nomina dell’amministratore unico della Port Authority Security. 
Si tratta di scegliere chi dovrà andare a occupare il posto di Umberto Saccone; al momento a ricoprire quel ruolo ci pensa il collegio dei revisori, in attesa della nomina del nuovo amministratore. 
Non si conoscono però i tempi, perché nessuna notizia è apparsa sui siti ufficiali di Pas o di Molo Vespucci. 
Sembrerebbe che siano state disposte delle integrazioni al bando e conseguentemente sia stata prorogata la scadenza per la presentazione delle domande; ma è tutto da confermare.
Quello che è certo è che però, anche a causa proprio dell’assenza di un amministratore unico, difficilmente la Pas potrà chiudere il proprio bilancio entro la data del 30 aprile. 
E questo vuole dire che anche l’Autorità di Sistema Portuale, socio unico della Port Authority Security, non potrà provvedere, nella seduta di fine aprile, ad approvare il proprio consuntivo 2017. 
Anzi, gli stessi vertici della Pas avrebbero chiesto una proroga di 120 giorni per l’approvazione del bilancio, per attendere la chiusura dell’audit da parte della società MMP ed associati a cui è stata richiesta la consulenza e dell’accertamento in corso da parte dell’Agenzia delle Entrate per l’anno 2015. 
Bisognerà capire se siano vere o meno le voci di una presunta perdita della società che porterebbe seri problemi anche alla stessa Autorità di Sistema portuale, già alle prese con alcune questioni spinose in termini economici.
 Nel caso in cui venissero confermati le perdite ed i conti in rosso per oltre 300 mila euro, Molo Vespucci non avrebbe la possibilità di risolvere il problema, attraverso una ricapitalizzazione. 
Ed il rischio sarebbe quello, per la Pas, di dover portare i libri in Tribunale. Una grana non di poco conto, con un effetto domino non indifferente. 
Ma bisognerà attendere la chiusura del bilancio per capire quali saranno i futuri scenari che si apriranno.
 Anche se, a quanto pare, dalla società tranquillizzano, parlando di conti in regola.
 E a maggior ragione, allora, risulterebbe difficile comprendere il perché di una richiesta di proroga così lunga – con l’audit che si sarebbe potuto anticipare – ed i motivi del clima di tensione che si respirerebbe a Molo Vespucci.

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‘‘Il Paese che vorrei’’ ricorda le battaglie ambientaliste

S. MARINELLA – Anche facebook propone il ricordo di una delle tante battaglie promosse da “Il Paese che Vorrei”. Due anni fa insieme a tante altre associazioni, il movimento civico fu uno dei soggetti che animarono il comitato di cittadini contro l’ossidatore e si fece diretto promotore delle mozioni per dire no all’installazione nel Centro di Santa Lucia, approvate all’unanimità sia nel Comune di Santa Marinella che di Cerveteri. Nello stesso periodo, diede vita al Comitato No Triv che al referendum del 2016 ottenne a livello cittadino l’84% dei consensi a favore dello stop alle trivellazioni in mare. «Se a tutto questo aggiungiamo le numerose iniziative a difesa del verde pubblico – dicono i dirigenti del movimento – prima tra tutte la mozione per la difesa degli alberi e il verde pubblico, con la quale si impegnava l’amministrazione alla piantumazione di nuovi alberi e a riformare il regolamento comunale, le numerose partecipazioni alla marcia per il clima organizzata dall’associazione Le Voci, le piantumazioni di nuovi alberi in diverse zone della città, il profilo ambientalista del Paese che Vorrei è evidente».

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«Un bilancio del nulla»

CERVETERI – Nei confronti del bilancio di previsione approvato il 29 marzo scorso durante una seduta di consiglio ritenuta dai più infuocata che ha marciato su due rette che non si sono mai incontrate, arrivano durissime posizioni da parte di Salvatore Orsomando, capogruppo di Forza Italia e Aldo De Angelis capogruppo della lista Trasparenza e legalità. Orsomando era quella sera assente perché impegnato per problemi di carattere familiare tanto che il presidente Travaglia, in apertura ci ha tenuto a precisare che il consigliere aveva dato notizia del suo impedimento ed ha dichiarato giustificata la sua assenza. Ma il capogruppo di FI, ha sentito lo svolgersi dei lavori ascoltando la diretta e non si è trattenuto dall’esprimere un giudizio: «Ho ascoltato tutte le precisazioni, le osservazioni e critiche mosse dall’opposizione perché, sinceramente, delle voci dei consiglieri di maggioranza non vi è stata traccia. E’ un bilancio vuoto fatto semplicemente di cifre tecniche, che la dicono lunga sull’operatività e la lungimiranza di questa Amministrazione. Cerveteri è una città alla quale sono state prosciugate energie vitali, in cui non un solo progetto intelligente è stato portato a termine. Lustri di “negazionismo ambientale” e di “negazionismo economico-finanziario” hanno portato ai risultati che vediamo con gravissime responsabilità politiche di questa classe dirigente. Questa manovra previsionale chiarisce inequivocabilmente che si potrà spendere solo ciò che è strettamente previsto dalla legge: ciò significa ancora meno investimenti in progettualità di crescita e sviluppo e sempre maggior degrado urbano e crisi economica. Questo bilancio è un libro dei sogni che rispecchia pari, pari i contenuti del programma del Sindaco che non ho  condiviso e continuo a non condividere. Quella che c’è, è una maggioranza priva di personalità politica propria fornita di paraocchi. Qualsiasi proposta viene respinta senza il minimo confronto. È scandaloso il modo in cui questa amministrazione non prenda in considerazione altri punti di vista. Guardando, poi, tra le pieghe di questo pseudo bilancio ci accorgiamo che non c’è un progetto futuro, in particolare sullo sviluppo occupazionale e sull’artigianato alcune voci sono praticamente a zero o con cifre a dir poco irrisorie. Si stanziano 150mila euro per attrezzature ludiche senza specificare di cosa si parla e soprattutto dove si intende posizionarle dimostrando senso di programmazione nullo non parliamo, poi, dei servizi cimiteriali e di altri servizi. Ho notato, invece, che non mancano però le “previsioni” di spesa per alcune voci e contributi festaioli oramai “di serie” che avrebbero potuto essere evitati a favore di altre esigenze primarie. Insomma un Bilancio di previsione che prevede tutto e l’opposto di tutto  rispecchiando le qualità negative dell’amministrazione Pascucci ed evidenziando tante zone d’ombra».  
Non è da meno anche il giudizio di De Angelis, noto da tempo per aver svolto con Orsomando un meticoloso lavoro di ricerca e di censure continue verso l’operato dell’amministrazione del sindaco Pascucci, stigmatizzando ogni atto ritenuto a loro giudizio anomalo ricorrendo, per gli opportuni chiarimenti, a ricorsi e a esposti denuncia presso ogni autorità ritenuta competente. De Angelis dice: «E’ il bilancio del niente. presentato con inconsueto isterismo e ira dal vicesindaco Zito; non c’è quasi nulla di concreto in termini di opere pubbliche reali e impegni a favore della città. Alcune voci essenziali sono praticamente a zero (artigianato, commercio, cimiteriali, etc.). Sono stati inseriti costi che potevano essere evitati come i 27mila euro anno per una figura di controllo nel settore rifiuti (ci domandiamo allora l’assessore all’Ambiente cosa fa?); oppure il particolare inserimento del finanziamento regionale per la pseudo Strada-Lungomare dei Navigatori Etruschi che, ad oggi risulta ancora in fase di ammissione (abbiamo una risposta regionale del dipartimento competente proprio del 27 marzo), ma che il nuovo tecnico comunale dichiara regolarmente già preso. Per il sociale avevamo addirittura presentato un emendamento per spostare cifre proprio a favore dell’assistenza educativa culturale (Aec) per il diritto allo studio per bambini e adolescenti diversamente abili ma, purtroppo, sono stati dati tutti pareri negativi per un problema di cifre. Non parliamo poi dell’ aumento della maggior parte dei costi come i fitti passivi e quant’altro. La questione rifiuti, poi, è incredibile ed emblematica. Avevano annunciato risparmi mirabolanti invece aumentano i balzelli a carico dei cittadini galleggiando con poche decine di migliaia di euro, che forse entrano e forse no, come non abbiamo apprezzato il “correre ai ripari” utilizzando un puerile escamotage per cercare di risolvere il “papocchio” della gara strisce blu (parcheggi a pagamento) dove si è avuta notizia dell’ assenza di un verbale Audit e di una probabilità volontà di affidamento del servizio verso la multiservizi. Per tutto ciò, io non lo ho votato». 

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M5S alla guerra dei tagli

L'asse tra il Movimento 5 Stelle e la Lega che ha portato all'elezione dei due nuovi presidenti di Camera e Senato, sulla sfondo della difficile (e probabilmente lunga) partita che si gioca per la formazione del nuovo governo, potrebbe replicarsi in sede di Ufficio di presidenza a Montecitorio, luogo scelto dai pentastellati come teatro della battaglia per l'abolizione dei vitalizi e dei costi della politica, punto cardine del programma di governo del Movimento guidato da Luigi Di Maio.

Non a caso, il primo pensiero del candidato premier grillino è andato proprio agli sprechi della politica, subito dopo la votazione che ha portato alla formazione della 'squadra di comando' di Montecitorio. Con Roberto Fico alla presidenza della Camera e Riccardo Fraccaro questore anziano, "per i vitalizi non c'è più scampo", ha avvertito Di Maio. Eppure, l'en plein realizzato dai 5 Stelle nell'Ufficio di presidenza non basta ad avere la certezza del risultato. Oltre a Fico e Fraccaro, infatti, il M5S può contare su una vicepresidente (Maria Edera Spadoni) e quattro segretari.

In tutto, sette voti che scendono a sei perché il presidente della Camera per prassi non vota. Ecco che il blitz per occupare le caselle chiave potrebbe non bastare. Da qui la necessità di guardare fuori casa. E dove, se non a quella Lega con la quale si sta intavolando la partita delle partite per Palazzo Chigi? Per ora, si apprende da fonti parlamentari pentastellate, non ci sarebbero state ancora risposte da parte dei leghisti. Eppure, lo stesso Matteo Salvini non ha fatto mistero di puntare a una riduzione dei privilegi.

Già il 14 marzo Salvini, dopo un colloquio telefonico con Di Maio, aveva aperto a un taglio dei vitalizi e delle spese inutili: sarà una "nostra priorità", aveva promesso il leader della Lega. Non solo. Salvini ha anche paventato un taglio dei vitalizi "retroattivo". Solo indizi, che però lasciano intendere che sull'argomento ci potrebbe essere una convergenza tra le due forze premiate dalle urne.

Il percorso del ddl Richetti che aveva come obiettivo proprio il taglio dei vitalizi (e sul quale c'era stato un accordo con il Pd) si è arenato al Senato alla fine della scorsa legislatura dopo aver superato il vaglio della Camera. Questa volta però il M5S non vuole incagliarsi in un accidentato percorso parlamentare, ma vorrebbe affrontare il tema direttamente con una delibera in Ufficio di presidenza.

"D'altronde – ha sottolineato lo stesso Fraccaro in un'intervista al Sole24Ore – è questa la sede prescelta già dal 2012 con la riforma del sistema contributivo. Ad oggi sono in pagamento 2.600 vitalizi per un totale di 190 milioni l'anno".

Fraccaro ha annunciato: "Come questore anziano sottoporrò da subito al collegio la necessità di intervenire di concerto con l'Ufficio di presidenza. Tutte le forze politiche si sono impegnate in tal senso: confidiamo che si passi subito ai fatti". Nell'Udp di Montecitorio la Lega schiera quattro 'pedine': il vicepresidente Lorenzo Fontana e tre segretari. Si lavora quindi a un asse che potrebbe diventare il banco di prova in vista di un'eventuale intesa di governo.

Ma l'abolizione dei vitalizi non è l'unico obiettivo del Movimento. "Da sempre il M5S sostiene che vadano anzitutto ridimensionate le spese per i deputati – ha ricordato sempre Fraccaro – che in totale, tra indennità, benefit e rimborsi, ammontano a circa 280 milioni".

Anche "le spese generali di funzionamento della Camera, che superano i 200 milioni, andranno vagliate con attenzione per eliminare ogni possibile spreco", ha sottolineato il questore anziano di Montecitorio. Sul fonte dei costi dei dipendenti, "sarà necessario intervenire per ridurre le voci di spesa che, peraltro, già erano state individuate su nostro impulso dall'Ufficio di presidenza uscente". (Adnkronos)

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Pietro Tidei apre la campagna elettorale

S. MARINELLA – Parte ufficialmente stamane la campagna elettorale per la coalizione del centro sinistra che sostiene il candidato sindaco Pietro Tidei. Da qualche giorno, infatti, sono stati affissi dei manifesti in cui spicca il volto dell’ex parlamentare che ha come sfondo lo splendido paesaggio della Passeggiata al Mare invasa dai gabbiani in volo e la scritta “Con Tidei sindaco rinasce la città, perché valori ed esperienza significano qualcosa”. Sarà una riunione a cui parteciperanno tutti i massimi esponenti delle liste che fanno parte della coalizione e i tanti sostenitori di questa parte politica e civica, dove si metterà in moto la macchina elettorale e probabilmente si parlerà anche della campagna diffamatoria che si sta abbattendo sull’ex sindaco di Civitavecchia, preso di mira da personaggi politici del suo stesso partito peraltro esterni alla Perla del Tirreno. Una cosa, questa, che ha mandato su tutte le furie il segretario del Pd cittadino Pierluigi D’Emilio, che risponde con fermezza, rivolgendo a coloro che utilizzano i social network per lanciare accuse a volte prive di fondamento. “Quando finirete di spalare fango sulla coalizione – dice D’Emilio in un post su facebook – dove movimenti civici e forze di centro-sinistra propongono Pietro Tidei come Sindaco, sarà sempre troppo tardi. Al fine di mettere a tacere tutte queste voci, vogliamo invitare tutti coloro che avessero voglia di collaborare, a partecipare all’incontro organizzativo di sabato alle 10 presso il circolo del Pd in via Aurelia nei pressi di Piazza Civitavecchia, dove militanti e simpatizzanti daranno vita al comitato per iniziare la campagna elettorale». D’Emilio evita di rispondere direttamente a Stefano Giannini, membro della direzione regionale del Pd, che sui social aveva criticato il comportamento di Tidei, per aver allontanato dalla sede elettorale della figlia Marietta Tidei l’ex consigliere comunale del Pd Andrea Bianchi, per aver sostenuto in campagna elettorale un’altra candidata regionale del Partito Democratico. Giannini, rivolge critiche anche al segretario cittadino D’Emilio perché non è intervenuto sulla questione. «Noi andiamo avanti per la nostra strada lasciando da parte insulti e polemiche – conclude D’Emilio – questo è un momento importante della vita di questa città che ha bisogno di una guida esperta e professionale per uscire dalle sabbie mobili. Per questo abbiamo fissato per il 7 aprile un’assemblea pubblica dove verrà reso noto il programma elettorale».

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