Commento al Vangelo. Sappiate che Egli è vicino

di Don Ivan Leto

Gesù, in un contesto in cui la profezia sulla distruzione di Gerusalemme fa da supporto al discorso sulla fine dei tempi, afferma: “Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno”. C’è dunque qualcosa che passa: la mia vita come si snoda in questa esistenza terrena; le persone con cui percorro il cammino della vita; le cose che mi stanno intorno, piccole e grandi, il cielo e la terra, l’universo: questo universo, nell’attesa di “cieli nuovi e terra nuova”. La conseguenza è chiara e la indica la lettera agli Ebrei: uscire e andare incontro a Gesù, “perché non abbiamo quaggiù una città stabile, ma cerchiamo quella futura” (13,13-14). Non comportarci come se dovessimo rimanere sempre quaggiù, ma vivere “nell’attesa che si compia la beata speranza e venga il Salvatore nostro Gesù Cristo”. Perché egli verrà “sulle nubi con grande potenza e gloria”. Del resto, non si tratta di un’attesa passiva. Gesù è tornato al Padre dopo aver consumato la sua breve esistenza in un totale dono di sé agli altri culminato nel sacrificio della croce. Tale dev’essere la nostra attesa: dinamica, nella totalità del nostro impegno di uomini, di cristiani. Dunque, non sappiamo né il giorno né l’ora. Proprio perché non sappiamo, perché il Signore può venire, per tutta l’umanità o per ciascuno di noi, in qualsiasi momento, vale anche per noi l’ammonimento di Paolo. Dopo aver ricordato la prassi che egli segue costantemente lavorando “con fatica notte e giorno per non essere di peso ad alcuno”, richiama la regola data da lui alla comunità: “Chi non vuol lavorare neppure mangi” (1 Ts 3,8-10). Dunque, la consapevolezza che tutto passa, l’attesa del Signore che verrà, ma non sappiamo quando, non devono indebolire, bensì piuttosto stimolare la sollecitudine nel lavoro relativo alla terra presente. È un richiamo al dovere del lavoro, che vale per tutti: per chi solo dal lavoro può trarre il sostentamento quotidiano e anche per chi, favorito dalla fortuna dei mezzi, potesse farne a meno, e tuttavia ha l’obbligo di lavorare a vantaggio degli altri. Dovere tanto più grave quanto più sono urgenti le necessità a cui deve provvedere.

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Il Crc sfida la neopromossa Jesi

Crc in campo per la sesta giornata e per il sesto sigillo. Torna di scena alle 14.30 la squadra allenata dai tecnici Giampiero Granatelli e Mauro Tronca. 
Avversario, il Rugby Jesi 1970, una formazione neopromossa, ma che ha dato segnali decisamente convincenti in questo primo scorcio di stagione. 
Ha vinto la partita inaugurale di inizio campionato, in tutto due gare su cinque. 
«È una squadra che si riaffaccia nel campionato di serie B – dichiara il coach Granatelli – si tratta di un gruppo abbastanza giovane, con dei giocatori interessanti che hanno una gran voglia di fare risultati importanti. Nelle condizioni di alta classifica in cui ci troviamo, ogni avversario desidera fare risultato con il Crc Civitavecchia, così è stata la partita di domenica scorsa contro Modena, che si è battuta alla grande cercando di metterci il più possibile in difficoltà. Avrò a disposizione lo stesso gruppo di giocatori, la nota positiva è che porteremo con noi tre ragazzi dell’under 18, Nastasi, Nocchi e Olivieri». 
Arbitrerà Maria Beatrice Benvenuti, direttore di gara donna, romana di Trastevere, classe 1993. 
Figlia di un dirigente del CUS Roma Rugby e a sua volta sorella di rugbisti, si iscrisse ai corsi federali d’arbitraggio a 16 anni nel 2009, iniziando a dirigere a livello giovanile due mesi più tardi. 
Fu designata alla direzione di incontri maschili del campionato di serie B e quelli femminili di serie A, scelta grazie alla finale del titolo femminile 2013-14. 
Il 16 marzo 2018 debuttò al Sei Nazioni femminile arbitrando la partita tra Galles e Francia. Uno spunto di interesse in più per un incontro tutto da vivere.

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Snc pronta a stupire nel girone Nord

di MARCO GRANDE

Il conto alla rovescia, già iniziato dagli albori della preparazione, sta per arrivare al suo culmine. Gli amanti della pallanuoto cittadina si apprestano a vivere l’ennesima stagione agonistica ad alti livelli della Snc, con la speranza che possa regalare quel sogno attualmente utopico rappresentato dalla promozione. 
A nove giorni esatti dall’ inizio del campionato di serie A2, la formazione guidata dall’inesauribile Marco Pagliarini intensifica il lavoro svolto a partire da fine settembre. Il clima che sembra trapelare al PalaEnelMarco Galli è quello di un cauto ottimismo per la società di patron D’Ottavio: da parte della squadra la voglia di mettersi in gioco secondo le proprie potenzialità è tanta, così come la volontà di spingersi oltre i propri limiti. Un binomio perfetto, dunque, che aiuterà il team di capitan Simeoni in vista delle prime partite di un campionato che per i rossocelesti sarà una sorta di incognita: la Snc, infatti, concorrerà nel girone del Nord a distanza di anni dall’ultima apparizione in questo raggruppamento. Come espresso in estate dai vertici della società, un altro obiettivo da conseguire nell’arco di questa intensa annata è la valorizzazione dei giovani. 
Proprio il talentuoso classe 1997 Leonardo Checchini ha parlato in vista del primo grande scoglio che la sua truppa deve superare, l’Ancona: «Non avendo mai giocato contro la formazione marchigiana – inizia – non sappiamo in che modo si esprimono; pertanto la affronteremo a viso aperto e concorrendo soprattutto da squadra. Vincere al debutto sarebbe fondamentale ma in caso di sconfitta non dobbiamo assolutamente farne un dramma in quanto occorrerà tempestivamente correggere i nostri eventuali errori in vista degli impegni seguenti».
Circa i suoi obiettivi personali, invece, l’interno vuole prima di tutto confermare quanto ha dimostrato in precedenza a livello agonistico e provare a migliorarsi bracciata dopo bracciata. Senza screditare il reparto offensivo, il ventunenne ritiene inoltre che sia la difesa il nucleo dal quale è possibile costruire i risultati. Infine afferma che nel primo appuntamento stagionale il fattore campo, il quale inevitabilmente comporterà una considerevole riduzione dell’affluenza dei tifosi, non sarà affatto un problema: «Penso che inaugurando il torneo in casa avremmo avuto più pressione; dunque il fatto di giocare a 300 km da qui è assolutamente un aspetto positivo».
Il cammino del team civitavecchiese inizierà sabato 24 novembre da Ancona. Dopo il match inaugurale saranno tre le sfide successive che poi condurranno alla sosta del periodo natalizio: le gare casalinghe contro Como Nuoto e R. N. Sori e nel mezzo la trasferta contro la Sportiva Surla delineeranno quali sono gli obiettivi per cui questa formazione è realmente in grado di lottare e attribuiranno quindi l’effettiva dimensione di un gruppo attualmente costruito per il mantenimento della categoria.
 

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Cpc e Corneto provano ad accorciare sulla vetta

Nell’undicesima giornata del campionato di Promozione, la Cpc2005 fa visita al Canale Monterano. Dopo la vittoria interna a spese del Montefiascone, in cui si sono ritrovati gol e determinazione, c’è la trasferta in terra viterbese per gli uomini di Caputo. Se da una parte vincere è l’obiettivo primario, dall’altra l’occhio va alle sfide delle dirette concorrenti di questa rincorsa al primato. La capolista Monti Cimini in casa affronterà il Pian due Torri, la seconda in graduatoria, la Vigor, a un punto di distanza, sarà impegnata invece sul campo del Montefiascone, mentre la Corneto, a pari punti coi portuali e con tre punti di distanza dalla vetta, affronterà il Bomarzo al Bonelli. Per la trasferta dei portuali, il Canale viene dall’importante vittoria ottenuta in casa dell’ostico Pian due Torri, in una classifica che li vede ora in un confortante ottavo posto. Da un campionato anomalo dove il divario tra le prime della classe e il resto del gruppo è più che evidente, perdere terreno nelle sfide sulla carta più soft potrebbe diventare pericoloso. La Csl Soccer di patron Vitaliano Villotti, sfida il fanalino di coda Aurelio Roma, con soli due punti all’attivo. Alle 11, i rossoblù del tecnico Daniele Fracassa, saranno impegnati nella Capitale per cercare di espugnare l’ostico campo e tornare a vincere in trasferta. I leoni, infatti, non fanno bottino pieno fuori dal “Gagliardini” da ben cinque partite di fila tra campionato e Coppa Italia. Giovedì scorso la Csl ha giocato anche un’amichevole con il Montalto di Salipante, compagine che milita in Eccellenza. Il tecnico civitavecchiese schiererà il 3-5-2, saranno assenti Gaeta e Siani per problemi fisici, mentre Luca Bresciani è in dubbio. Una sfida, dunque, tutta da vivere per una Csl che vuole avvicinarsi il più possibile alla vetta. «Francamente ci stiamo provando – dice il ds D’Aponte – nulla accade per caso ci tengo a sottolinearlo, il parco giocatori è di livello, l’ambiente ha le sue diatribe come tutte le famiglie calcistiche e non, ma nel complesso è coeso, le motivazioni a spingerci oltre un limite, aumentano ogni giorno, dobbiamo lavorare con umiltà però, verranno momenti meno belli e li dovremmo essere lucidi». Oggi pomeriggio alle 14.30 al Tamagnini, saranno di scena in un derby che si preannuncia molto bello, il Santa Marinella e il Tolfa. I tirrenici dovranno fare i conti con gli infortunati perché, a quanto sembra, sia Iacobucci (capocannoniere dei rossoblù con sei gol realizzati) per un ginocchio gonfio che Rosati, sofferente di una distorsione, dovranno saltare questa gara. «Il Tolfa e un’ottima squadra – dice mister Morelli – difficile da affrontare, forte agonisticamente e se vuoi batterla devi giocartela con la concentrazione giusta. Noi, se non diamo il 101 per cento delle nostre possibilità, non facciamo nulla. Purtroppo la rosa è ancora corta e abbiamo delle assenze, quindi serviranno due centrocampisti un attaccante alla riapertura del mercato dicembrino. Finalmente ho visto uno spogliatoio coeso e questo produce molto ottimismo». Sull’altra sponda mister Sperduti sarà privo di Cascianelli e Mecucci. «Troveremo una squadra diversa rispetto a quella affrontata in Coppa Italia – spiega il tecnico collinare – ora ha più fiducia di se stessa, dopo il successo di domenica scorsa con il Cerveteri. Dovremo far fronte ad un gruppo agguerrito che ci aspetta per confermare il loro buon momento. È una partita importante dove ci sono tre punti in palio, ma noi l’abbiamo preparata bene. Grande rispetto per loro, nonostante la differenza in classifica. Non abbiamo obiettivi particolari in questa stagione, ma con il Santa Marinella giocheremo per vincere». Gara tutta da giocare tra il Città di Cerveteri e l’Urbetevere. Questa mattina al “Galli”, mister Zeoli dovrà rinunciare ai soliti Bacchi, D’Amelio e Paris oltre a Giustini squalificato. Tre sconfitte nelle ultime quattro gare per i verdazzurri. «Ho visto una squadra moscia domenica con il Santa Marinella – dice il presidente Ranieri – bisogna partire sempre dal fatto che stiamo giocando tre gare a settimana con 12-13 giocatori in organico, dunque dobbiamo stare vicini alla squadra perchè siamo in un momento difficile. Dobbiamo andare avanti domenica per domenica e cercare di rimetterci in carreggiata. È vero che con il Santa Marinella non dovevamo perdere, ma bisogna capire che mister Zeoli deve sopportare delle grosse difficoltà di effettivi a disposizione. Questa rosa oggettivamente non è da quarto posto né prima con Silvestri e né ora con Zeoli. Basta guardare le rose delle squadre che occupano i primi sei sette posti della classifica per rendersene conto». Pronostico tutto a favore per il Corneto Tarquinia che questa mattina in casa, nella gara contro un Bomarzo privo di Daniele Ingiosi che nei giorni scorsi ha lasciato la comitiva. Del Canuto avrà tutta la rosa a disposizione, eccezion fatta di Vincenzi. L’Atletico Ladispoli, invece, viaggia alla volta della Capitale per affrontare il Duepigreco Roma.

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L’Ultimo etrusco continuerà a vivere

TARQUINIA – Il mito continuerà a vivere: nella memoria dei tarquiniesi, ma anche e soprattutto attraverso le sue imponenti opere e presto anche nell’attività della Fondazione che la figlia Daniela si sta apprestando a creare.  Quello di oggi, nella gremita chiesa del Duomo di Tarquinia, è stato quindi  solo un arrivederci ad Omero Bordo. L’’’Ultimo degli Etruschi’’ – come convintamente lo ha voluto definire il critico d’arte Vittorio Sgarbi che con tanto di fascia tricolore da sindaco di Sutri, non ha voluto mancare all’appuntamento, improvviso, per rivolgere un pensiero ad “un grande amico” e ad un “grande artista” – continuerà infatti a far parlare di sé. Anche e forse più di prima, grazie pure alla penna nobile di Sgarbi che si è detto pronto a ripubblicare il libro di tanti anni fa che racconta la sua vita di Omero Bordo.
Morto nella sua casa di Tarquinia, nel cuore del centro storico, Omero Bordo è stato fino all’ultimo contornato dall’affetto della sua famiglia: la moglie Anna Lucia e le figlie Daniela e Katia. Da qualche tempo combatteva contro una malattia che lo affaticava nel fisico ma non nel spirito, sempre pronto attento e pieno di idee. A salutarlo ieri tanti tarquiniesi, rappresentanti di più o meno recenti cariche istituzionali. Persone che lo hanno amato e aiutato, anche nei momenti difficili che non sono mancati nella sua vita. La cerimonia, officiata da Don Rinaldo Copponi e da Don Roberto Fiorucci, ha lasciato spazio al termine del rito religioso, a tre interventi illustri: quello del giornalista Osvaldo Bevilacqua, del politico del territorio Gianni Moscherini e del critico d’arte Vittorio Sgarbi.
“Dovevo essere a Venezia per la presentazione di un libro. – ha raccontato Sgarbi –  Ma ho telefonato che non sarei andato. Mi sembrava più giusto essere qui per dire il mio pensiero su una persona che mi era cara sul piano istintivo e umano. Sono arrivato in tarda serata a Tarquinia e ho alloggiato in albergo. Un portiere gentilissimo mi ha dato il libro “Omero, l’ultimo degli Etruschi – La mia biografia”. Un’opera bella, che ho subito letto, nella quale Omero attraverso lo scritto del giornalista Cecchelin non nasconde nulla della sua vita. Sarà mio impegno – ha annunciato Sgarbi – come amico e uomo delle istituzioni, di ripubblicare questo libro per farlo conoscere al mondo, come merita”. Sgarbi ha letto alcuni passaggi del libro sottolineando, tra le altre cose, la dolcezza dell’uomo: l’amore e il legame profondo che Omero nutriva ad esempio per la figlia Daniela; e gli incontri nei suoi tanti viaggi-studio sulle tracce degli Etruschi.
Cariche di pathos le parole del giornalista Osvaldo Bevilacqua che, con la sua trasmissione Tv Sereno Variabile,  ha raccontato tante volte Omero Bordo e la sua arte di realizzare vasi etruschi con tecniche arcaiche che non ha mai completamente svelato. Bevilacqua ha voluto ricordare come grazie ad Omero abbia conosciuto la moglie Sandra (nipote dell’artista) con la quale ha costruito una famiglia. “Caro Omero, ti aspettavi così tanta gente? Una così grande partecipazione? – ha esclamato alla platea Bevilacqua – Omero è stato un grande artista, un genio nella sua semplicità. Il fatto che un critico, uno scrittore, un ricercatore così importante come Sgarbi sia qui, dimostra e testimonia che il valore di Omero è grande. Era un uomo molto semplice, ma un grande genio che ci ha avvicinato al mondo degli Etruschi. Io personalmente devo molto ad Omero, è stato fondamentale per la mia vita. E’ stato uno dei primi personaggi che ho voluto intervistare e conoscere per quello che ha rappresentato. Dal punto di vista umano e familiare lo debbo ringraziare perché attraverso di lui ho conosciuto mia moglie e costruito una famiglia, i miei figli, che lui adorava”. “Forse – ha aggiunto Bevilacqua – Omero Bordo è stato anche sottovalutato; forse qualcuno avrebbe potuto dargli ancora più risalto. Ma poi la vita gli ha dato grandi soddisfazione. Tante opere che si trovano al Louvre o altrove e che portano il suo nome ne sono la dimostrazione. Vi garantisco che Omero ci capiva tanto di Etruschi, ma veramente tanto; più di quanto si possa immaginare. Ci ho tenuto a far capire che in questo territorio ha vissuto un grandissimo artista”. 
Gianni Moscherini, che di Omero era pure grande amico, ha voluto ricordare due  incarichi importanti che gli affidò nel corso della sua carriera politico-amministrativa: prima da presidente dell’Autorità portuale di Civitavecchia, quando gli diede l’incarico di realizzare la maestosa statua in bronzo di Traiano all’ingresso del porto, di oltre due metri; poi da sindaco di Civitavecchia, quando chiese ad Omero di dedicare una statua al vescovo Carlo Chenis, che potesse stare in mezzo alla gente. “Omero – ha ricordato Moscherini – scelse di collocarla sul primo gradino della scalinata della cattedrale di Civitavecchia”. Moscherini ha ricordato anche il grande successo che ebbero i vasi etruschi di Omero che portò più volte alla fiera di Miami. 
 “Il negozio di Omero – ha anche detto Moscherini – non è un negozio normale. A me richiamava la bottega dell’arte di Firenze, del Rinascimento. Un luogo aperto al pubblico dove poter vivere e parlare della cultura etrusca”. Moscherini ha ricordato Omero anche per il grande amore per la sua famiglia, un amore fortemente ricambiato.

Il mito di Omero oggi continua a vivere oltre i 75 anni nei quali l’artista ha costruito  un personaggio che si è presentato al mondo – attraverso interviste rilasciate a televisioni e giornali – in tutta la sua semplicità ma anche nella sua grande competenza e conoscenza, formatasi più che sui libri, proprio ‘’sul campo’’ in senso stretto, quando già 15enne si sentì travolto dalla passione per gli Etruschi e divenne un ineguagliabile scavatore clandestino. Un ‘’errore di gioventù’’ disse più tardi, quando a 20 anni passò dalla parte della legge, divenendo invece collaboratore della Soprintendenza  dalla quale ottenne il permesso di scavo grazie al sovrintendente  Mario Moretti. Fu così  che scoprì la Tomba delle Pantere, tra le più importanti della necropoli di Tarquinia, e poi molte altre persistenze di notevole importanza, come pure diversi frammenti dell’Ara della Regina.  Da lì in poi una escalation di attività, viaggi ed incontri che lo vedono ormai consacrato come l’indiscusso “ultimo Etrusco’’. Erano gli inizi degli anni 70 quando Omero Bordo iniziava la ricerca dell’impasto arcaico, la produzione di ceramica e poco dopo la produzione di opere in bronzo e più tardi la lavorazione dei preziosi etruschi, in particolare dell’oro. Prolifico il  decennio di lavoro al fianco del grande amico e pittore cileno Sebastian Matta, dando vita alla scuola Etrusculudens, ricca di produzioni ceramiche di altissimo valore. Nel 1995 inizia a coronare  il sogno della sua vita con la costruzione di Etruscopolis, un vero  viaggio nel tempo. Numerose sue opere si trovano esposte nei più importanti musei del mondo. Innumerevoli i premi e le onorificenze: il San Valentino d’oro, la laurea honoris causa a Boston per la facoltà di Etruscologia, il premio Europa con il regista Zeffirelli. Le sue opere sono esposte nei musei di tutto il mondo.
 

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Caso Cfft, la bananiera dirottata a Livorno

CIVITAVECCHIA – La bananiera non scaricherà a Civitavecchia. È scaduto l'ultimatum lanciato dalla Cfft all'Authority questa mattina alle 10. La nave è stata quindi dirottata a Livorno. Attesa febbrile per i lavoratori sotto Molo Vespucci, nella speranza di conoscere la decisione dell'Adsp con un presidio pacifico. Alle 10 è arrivata la conferma che la bananiera avrebbe scaricato in un altro porto, evidentemente l'Adsp non ha cambiato idea e la nave, come promesso, è salpata per altri lidi. 

Pesante l'assenza del presidente dell'Authority Francesco Maria di Majo mentre il segretario generale Roberta Macii ha tentato di gestire la situazione con Cfft e Rtc, alla ricerca di una mediazione o di un possibile accordo.

I vertici della società italo belga con i sindacati hanno convocato una conferenza stampa presso il proprio terminal. (SEGUE)

"Non mi sarei mai aspettato di arrivare a questo punto: oggi si scrive una delle pagine più brutte per il nostro porto". È l'amara considerazione del segretario della Filt Cgil Alessandro Borgioni che questa mattina ha atteso sotto Molo Vespucci insieme ai lavoratori la decisione dell'Adsp. "Abbiamo trovato le porte chiuse – ha spiegato, rimarcando il fatto che la porta scorrevole dell'ente fosse stata bloccata – questo è il segnale dell'isolamento dell'Authority dal resto del contesto con cui invece dovrebbe dialogare. Un traffico che viene mandato via fa male a tutti. Questo è un porto in contrazione e cosa si fa? Si rischia di perdere uno dei pochi traffici in espansione, senza dare la possibilità ad una delle pochissime aziende che si sono date da fare, portando lavoro, di crescere". Il sindacato è molto critico: si aspettava una maggiore partecipazione da parte dell'Adsp e un accordo tra i due soggetti, impossibile però da trovare nei soli 45 giorni di proroga concessi questa estate. "Respingere i traffici oggi – ha aggiunto Borgioni – significa compromettere la credibilità dello scalo: sbaglia chi pensa che si possa vivere solo di crociere e traghetti. Una cosa è certa: qualcuno, nel breve periodo, deve avere il coraggio di decidere: le istituzioni preposte sono dentro Molo Vespucci". L'auspicio, considerato che il ritiro dell'ordinanza è stato chiesto più volte invano, è che almeno venga concessa un'ulteriore proroga, almeno fino a giugno, fino a quando cioè il Tar non esprimerà la propria sentenza nel merito. Perché perdere un traffico come quello di Chiquita significa depauperare il porto". 

In effetti si parla oggi di 140mila tonnellate di merce con 7000 container: il che significa il 10% del traffico container totale del porto. E per Cfft il 60% circa del lavoro. Numeri che parlano chiaro. (Agg. 08/11 ore 13.32)

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«Approdo turistico, il privato ci dica se è ancora interessato»

LADISPOLI – Mentre a palazzo Falcone prosegue l'iter per permettere la riapertura dei campeggi il prima possibile, e si dà il via libera in consiglio comunale alla variante urbanistica per l'individuazione di strutture ricettive all'aria aperta così da far tornare a vivere, in estate, la zona nord della città, con i commercianti da anni ormai che sentono la mancanza di questa importante fetta di turismo, della darsena, o meglio dell'approdo turistico non sembra ancora esserci traccia. Più volte annunciata dalla precedente amministrazione, inserita nel programma elettorale dell'allora assessore ai Lavori Pubblici di centrosinistra Marco Pierini, ad oggi, tutto sembra essere fermo. Nessun passo in avanti. Da un lato c'è l'oggi consigliere d'opposizione Pierini, per l'appunto, che spiega, interrogato sulla questione, in una trasmissione radiofonica, come la sua amministrazione avesse già predisposto tutto per far diventare l'approdo turistico una realtà, dall'altra però c'è il primo cittadino Alessandro Grando che sempre nel corso della stessa trasmissione, ha spiegato come in realtà, a palazzo Falcone, si stia lavorando per «reperire tutti i documenti prodotti in passato, anche quelli relativi alle Conferenze dei Servizi», il tutto con «difficoltà» perché a palazzo Falcone del progetto «non riusciamo a trovare molto». Ma nonostante il lavoro ''faticoso'' che l'amministrazione Grando sta compiendo, c'è poi anche un'altra faccenda da risolvere: se, cioè, il privato che inizialmente aveva espresso la volontà di realizzare l'opera sia ancora interessato oppure no. All'ncontro tra l'amministrazione e il soggetto interessato, non sarebbe seguito altro. «Gli abbiamo chiesto di dimostrare con i fatti – ha spiegato il Sindaco – di voler portare avanti quanto detto. O dimostra la sua disponibilità mettendo a disposizione della città gli investimenti che ha promesso – ha sottolineato Grando – oppure si faccia da parte e cercheremo qualcun altro interessato. Non possiamo rimanere fermi».

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''Santa Marinella deve vivere anche d’inverno''

S. MARINELLA – Il consigliere comunale Francesco Fiorucci, noto per essere il gestore di un albergo situato nel centro storico cittadino, esprime alcune considerazioni, in merito alla possibilità di dare a Santa Marinella una vocazione turistica per l’intero anno. «Da albergatore, da cittadino e da consigliere comunale – dice Fiorucci – mi piacerebbe che la vocazione turistica della nostra città fosse stravolta, benevolmente. S. Marinella può, anzi deve vivere anche d’inverno. Le potenzialità che corrono tra la via Aurelia, il mare e le colline sono enormi, e ridurle alla sola estate è sintomo di scarsa programmazione e poca sensibilità recettiva. Da bravi amministratori, imprenditori lungimiranti, cittadini impegnati, abbiamo l’obbligo di far crescere e promuovere S. Marinella anche quando la stagionalità la relegherebbe a sito turistico prettamente estivo. Ai più non può sfuggire, passeggiando in città, la presenza di turisti stranieri che apprezzano l’ancora mite e il soleggiato clima. A questi visitatori noi dobbiamo offrire un soggiorno fatto si di sole e mare, ma anche di scorci romantici, resti antichi, castelli incantati e soprattutto di sorrisi, accoglienza, e decoro urbano. L’imperativo deve essere pianificare strategicamente, programmare nel medio lungo periodo. Per farlo, ritengo si debba partire da ciò che abbiamo, dal territorio, dalle risorse, chiaramente con una opportuna riqualificazione». «Da imprenditore – conclude il consigliere – mi piacerebbe immaginare che la destagionalizzazione del turismo di S. Marinella passasse dapprima per un’organizzazione delle risorse del territorio, poi sarebbe giusto confezionare l’offerta turistica, affidandosi a tour operator che sappiano vendere soggiorni tutto l’anno fruttando, un potenziale flusso di migliaia di persone che viaggiano sulla direttrice Civitavecchia Roma».

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Un party per la notte delle streghe

TARQUINIA – L’idea di un party per la Notte delle Streghe nasce da Atletica ’90 Tarquinia, che ha chiesto la collaborazione, subito accolta, di Tarquinia Calcio e Pallavolo Tarquinia: così, oltre a collaborare dal punto di vista della preparazione dei ragazzi, le tre società propongono loro iniziative ed appuntamenti di aggregazione e divertimento anche al di fuori del campo di gioco. Il risultato è un appuntamento aperto non solo agli iscritti ad Atletica ’90 Tarquinia, Tarquinia Calcio e Pallavolo Tarquinia, ma un pomeriggio di festa per tutti i bambini e ragazzi della città. Si inizia alle 16 e 30, quando presso il campo d’atletica “Franco Guidozzi” inizierà al festa per il divertimento per bambini e ragazzi mascherati e non, tra giochi,  sport e musica. Intanto, alle 16 e 45, presso lo stadio Cardoni arriverà una gradita sorpresa: quella di Fabrizio Donato, emblema dell’atletica italiana, da venticinque anni ai vertici del salto triplo nazionale ed internazionale: il già campione europeo e bronzo olimpico – oltre che vincitore di ventitré titoli italiani – che giunge in città per salutare i giovani calciatori rossoblù impegnati in amichevole sul campo in erba dello stadio. Quindi, alle 17,30, il campione si sposterà al campo d’atletica: lì, tra le pedane e le corsie che tanto gli sono familiari, Fabrizio Donato saluterà e incontrerà i ragazzi di Atletica ’90 e in generale tutti coloro che saranno accorsi in pista per vivere un Halloween speciale. Da concludere nel segno della golosità: Nutella party per tutti, mascherati e non, tra giochi, staffette, salti (sotto gli occhi di un vero campione) e tante foto. Un pomeriggio da non perdere: Halloween a Tarquinia quest’anno è all’insegna dello sport e dell’aggregazione.

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Studenti ambasciatori: rientrati dall'Albania con un bagaglio carico di emozioni

CIVITAVECCHIA – Hanno fatto ritorno in Italia i 20 studenti dello Scientifico Galilei e dell’Istituto Calamatta che hanno partecipato ad un progetto internazionale di scambio in Albania. 
Anche stavolta il deputato del territorio Alessandro Battilocchio è stato il promotore del percorso di amicizia che ha visto i ragazzi protagonisti. Il gruppo accompagnato dai docenti (tra cui la dirigente Maria Zeno) ha vissuto una settimana presso il Liceo Rogazionista di Lezhe, nel nord dell’Albania: lezioni congiunte, visite sul territorio, attività per conoscere e scoprire usi e costumi dei due Paesi che hanno un profondo legame da sempre. Lo stesso Battilocchio è voluto essere personalmente presente nella terra delle Aquile, al fianco delle due scuole civitavecchiesi, per l’avvio e poi di nuovo per la conclusione delle attività. 
I 20 ragazzi hanno inoltre ricevuto il primo giorno di permanenza una gradita sorpresa: ad attenderli in classe l’Ambasciatore d’Italia in Albania, Alberto Cutillo che ha voluto suggellare, assieme al deputato Battilocchio ed alle autorità scolastiche e politiche locali, l’importanza di questa iniziativa bilaterale che vede gli alunni dei 2 Paesi in prima fila. I ragazzi in collaborazione con l’Ambasciata italiana e la scuola albanese hanno portato avanti anche percorsi di alternanza all’insegna della diplomazia internazionale (in Ambasciata) e della multiculturalità. Particolarmente apprezzata anche la performance finale congiunta delle due scuole con le presentazioni dei lavori dei gruppi ed interessante la conferenza presso l’Università di Tirana. 
Tutti i ragazzi hanno anche vissuto momenti di condivisione nelle famiglie dei partners albanesi ed hanno soggiornato presso il centro “Laura Vicuna”, gestito da suore salesiane.
«Grazie ad Alessandro Battilocchio che ha reso possibile tutto ciò – ha dichiarato la dirigente del liceo Galilei Maria Zeno – grazie di cuore poi agli amici di Lezhe: la loro ospitalità ci ha letteralmente “travolto”. Siamo commossi della loro accoglienza: hanno fatto vivere ai nostri ragazzi un’esperienza bellissima che per sempre porteranno nel cuore».
«Sono lieto di aver dato una mano alle due scuole a realizzare questo progetto pilota – ha poi aggiunto il deputato Alessandro Battilocchio – un grazie speciale al nostro Ambasciatore Cutillo che ha mandato con la sua presenza un segnale molto positivo alle scuole. Emozionante vedere le lacrime di commozione alla partenza dei ragazzi, segno dell’intensa settimana vissuta. Bello essere stato presente sia lunedi che venerdì. Come dico spesso: tra la mia gente, sempre. 
Di seguito i nomi dei ragazzi protagonisti del progetto. 
Per il liceo Galileo Galilei: Luca Bargiacchi, Martina Pesoni, Alessio Valle (IIIBL), Arianna Giannini, Sara D’Arrigo, Leonardo La Rosa, Manuel Saraudi, Alessia Tedesco (IIICS), Beatrice Fanelli, Valentina Foschi (IIIBS). 
Per l’Istituto Calamatta: Francesco Gatta, Marica Tirelli, Silvia Tenan Cristina Astuti, Annalisa Magazzù, Angelica Nuccio, Gariele Rizzotto, Alessio D’Oriano, Alberto Lanzilotta, Michela Pintus.

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