Consorzio universitario da record

di FEDERICA CONGIU

CIVITAVECCHIA – Solita folla di studenti a piazza Verdi per l’Openday 2018/2019 del consorzio universitario Città di Civitavecchia del presidente Enrico Maria Mosconi. Moltissimi sono stati gli studenti accolti dalle varie istituzioni locali. «Vi do il benvenuto nella sede universitaria che da qualche anno è tornata a vivere – ha commentato il Vice Sindaco Daniela Lucernoni – non è cosa da poco avere una sede predisposta agli studenti e una città che seppur non immensa come Roma, può offrire altri aspetti che sicuramente saranno formativi, non solo dal punto di vista dell’istruzione ma anche dal punto di vista umano, perché si studia sia per sapere che per saper essere». Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente della Fondazione Cariciv Gabriella Sarracco: «Il corso di economica circolare è la perla di questo consorzio». La sinergia tra comune, Tuscia e Fondazione si è posto l’obiettivo di avviare corsi di laurea triennali e magistrale, attraverso convenzioni con altri atenei, ricerca e didattica di livello e strutture e laboratori composti da attrezzature avanzate.

La didattica offre corsi di laurea in Economia Aziendale, indirizzi di Economia del mare e del commercio internazionale e Management (dipartimento DEIM), Scienze Ambientali (dipartimento DEB), e corsi di laurea magistrale in Economia Circolare (DEIM) e in Biologia ed Ecologia Marina (DEB). «Ritengo che la nostra università sia molto vicina allo studente – ha dichiarato il Prof. Alessandro Ruggeri, Rettore dell’università degli studi della Tuscia, rivolgendosi agli alunni – non solo attraverso i servizi, ma anche attraverso la possibilità di offrire una serie di rapporti con il mondo del lavoro, per mettere voi giovani nella condizione di avere quell’esperienza fondamentale alla fine dei corsi di studio che vi consenta di camminare con le vostre gambe».

La novità di quest’anno è l’aumento della soglia di reddito che permetterà alle famiglie con redditi inferiori ai 15 mila euro di non pagare le tasse. Mantenute invece le agevolazioni per i più meritevoli. Presente ed applaudito il presidente di Unindustria Stefano Cenci che ha sottolineato le possibilità occupazionali dei corsi.

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Presepe vivente, confermate le tre rappresentazioni

TARQUINIA – Il Presepe Vivente di Tarquinia si rinnova e giunge alla 12ª edizione. 
La manifestazione natalizia più attesa e suggestiva della città etrusca conferma le tre rappresentazioni: quelle del 26 e 30 dicembre e quella finale dell’Epifania con il tradizionale corteo dei re magi. 
«Saranno tre mesi d’intenso lavoro per l’allestimento delle scenografie e la ricerca dei figuranti. – dichiara l’organizzazione – La location deve essere ancora definita. Sono allo studio varie soluzioni. Di certo qualsiasi scelta sarà fatta, il centro storico sarà sempre regalare scorsi suggestivi e magici, ideali per vivere l’atmosfera del Natale e apprezzare la bellezza del presepe». 
L’evento, come di consueto, è promosso dall’associazione Presepe Vivente di Tarquinia, in collaborazione con la Pro Loco Tarquinia. 
Per gli aggiornamenti è possibile seguire la pagina facebook e il profilo twitter.
 

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«Al perdono non ci penso e non lo concederò mai»

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – «Al perdono non ci penso e credo che non glielo concederò mai. Il perdono è un sentimento e nei confronti di quella gente non riesco a nutrire sentimenti. Ne sono indegni dopo i comportamenti tenuti nei confronti di mio figlio morente  verso il quale non ne hanno nutrito alcuno anteponendo i propri interessi alla possibilità di salvezza di Marco. Come può pretendere di avere il mio perdono dopo aver lasciato mio figlio agonizzante addirittura per terra, neanche sdraiato su un divano? No, non lo avrà mai. Ma non per questo io lo odio. L’odio è già un sentimento e loro non meritano neanche quello. Voglio soltanto, e penso di averne tutto il diritto, sapere la verità. Ma la verità vera, non quella processuale o quella di comodo che si sono inventati e ripetono tra tre anni e mezzo. Del resto non me ne frega niente».
Risponde così Marina Conte, mamma di Marco Vannini, il ventenne deceduto il 18 maggio 2015 dopo una drammatica agonia a seguito di un colpo di pistola partito dalla beretta calibro nove di Antonio Ciontoli,  condannato a 14 anni in primo grado per omicidio volontario e i suoi familiari a tre anni per omicidio colposo (la moglie Maria Pezzillo e i figli Federico e Martina, fidanzata di Marco), che ieri  chiede il perdono attraverso un’intervista rilasciata a Valentina Stella per il quotidiano ''Il Dubbio'', di Piero Sansonetti. Mamma Marina dice di non averla letta perché, sottolinea: «Leggere quello che loro dicono mi fa solo star male. Loro già hanno ferito tanto me e mio marito Valerio e soprattutto mio figlio che a vent’anni non c’è più. Forse sarò dura ma continuando con questa solfa, riescono sempre più a farmi schifo. Si devono vergognare. Per come si muovono e per come agiscono. Tutti i giornalisti che sono venuti a casa mia hanno invitato anche loro a parlare. Ma non hanno mai voluto farlo. E’ inutile che continuano a fare le vittime». 
Mamma Marina, come un fiume in piena parla in modo concitato, facendo trasparire dalla voce un profondo fastidio non tanto per l’argomento quanto per le persone di cui è, per certi versi, costretta a parlare.  All’affermazione di Ciontoli quando dice: «abbiamo scelto di non parlare con la stampa per rispettare la famiglia di Marco e anche il giusto processo»,  lasciando intendere che loro sono stati rispettosi anche dell’istituzione, Marina risponde: «Se avesse voluto rispettare la famiglia di Marco mi chiedo perché fuori dall’udienza ha comunque attaccato mio nipote dicendogli “ma non ti vergogni”? E poi perché  è stato denunciato? Se non voleva ferirmi non doveva fare niente di tutto questo. Lui e la sua famiglia sono delle persone malvagie. Punto. Chi ha fatto cattiverie sono soltanto loro. Hanno strappato la foto di Marco e poi dice «il mio amatissimo Marco»? Ma quando mai l’ha amato. Sono stanca di sentire queste cose. Se ha qualcosa da dire, la verità, deve andare dai giudici e dirla a loro. Potrebbe così liberarsi la coscienza, ammesso che l’abbia».
Ciontoli nell’intervista parla del clamore mediatico che ha creato questa vicenda e Marina replica: «Se si lamenta del fatto che c’è un processo mediatico non dipende da me.  Sarebbe bastato soccorrere tempestivamente mio figlio e salvarlo ed oggi non staremo a parlare di questo. Ma l’hanno lasciato morire. Ed ora vogliono fare le vittime? Le vittime di che? Anche Federico quando lo vedo in televisione non mi sembra poi tanto angosciato per la morte di Marco».  
Non ci sta mamma Marina anche quando Ciontoli dice di non essere «né un assassino, né un criminale, né un delinquente». «Ha un senso quello che lui dice? – si chiede mamma Marina – Lui padre di due figli dice di amare Marco come un figlio ma non ha fatto niente per salvarlo. Parliamoci chiaro, ad oggi per la giustizia italiana lui e i suoi familiari sono quattro assassini. Chi uccide una persona è un assassino. Per come la vedo io e per come mi hanno educato i miei genitori, anche chi uccide un cagnolino lo è». 
Mamma Marina interviene sul punto in cui Ciontoli dice che: «Sin dall’inizio abbiamo provato a parlare con loro, abbiamo provato in vari modi ad avvicinarci a loro, tant’è che Martina nei giorni successivi è andata fuori casa loro, implorandoli di darle la possibilità di poterli abbracciare, senza riuscirci. Hanno comprensibilmente chiuso tutte le porte. A quel punto, abbiamo capito che forse il silenzio era il modo migliore per rispettarli».
«Non è vero – replica  mamma Marina – che noi abbiamo messo una barriera con loro. Nell’immediatezza del fatto ero sconvolta per quanto successo. Era morto mio figlio in un modo così violento e drammatico e tante cose non riuscivo a capirle. Mi ero come sconnessa da tutto e dal mondo. Non si capiva poi quello che era successo. Ma non avevamo chiuso i ponti con nessuno. Martina ha continuato a dialogare con mio nipote Alessandro per giorni e fino a quando lo stesso non si è reso conto che continuava a riferirgli una serie di bugie, tanto che alla fine le ha detto di non disturbarlo più. La verità stava iniziando ad emergere. Martina ha tentato di mettersi in contatto anche con me. Ma in quei primi giorni stavo tanto male, chiusa nel mio dolore lancinante, che non volevo vedere nessuno e neanche lei. Volevo vivere il mio dolore da sola. Così mio nipote gli ha detto di andare a casa sua per parlare con lui. Ma lei ha rifiutato. “Da te non ci vengo” è stata la sua risposta. Se avessi voluto chiudere le porte da subito non avrei certo permesso che Martina stesse in chiesa per i funerali. Io e mio marito eravamo distrutti dal dolore e se veramente anche loro vivevano la nostra stessa situazione avrebbero cercato un contatto con noi e ci potevano essere tanti modi per incontrarci. Loro con me vogliono fare solo le vittime. Ad oggi dopo tutto quello che ho vissuto, dopo tutte le menzogne che ho sentito, perché del prima non posso sapere niente visto che in quella casa non c’ero ma del dopo so tutto. Dall’arrivo al Pit io so tutto. L’ho vissuto in prima persona. E già dall’inizio hanno mentito.  Però col tempo ci sarà giustizia per Marco, e ci sarà anche una giustizia divina dalla quale nessuno potrà mai sfuggire. Una mamma non si da mai per vinta perché vorrà sempre sapere la verità. E questo è stato il mio incubo fin dal primo momento. Loro oramai si sono costruiti la loro verità, preparata e studiata con i loro legali».
Infine, un ultimo commento di mamma Marina quando Ciontoli afferma «Marco per me e mia moglie era come un figlio ed era il ragazzo che mia figlia Martina amava, e che sempre ameremo. Marco manca tantissimo anche a noi. Ma questo Marina e Valerio lo sanno benissimo come sanno benissimo che noi li continueremo ad amare».  
«Andiamo a vedere se è vero che loro amavano Marco – dice mamma Marina con un filo di voce –  Va ricordato che mio figlio ha urlato e urlato  e i vicini hanno dichiarato di aver sentito urla disumane. Tutti loro erano consapevoli che era partito un colpo d’arma da fuoco e Maria Pezzillo, invece, che ha disdetto la prima chiamata al 118 non mi sembra poi che lo amava così tanto visto che lo ha lasciato morire.  Non dimentico certo quando arrivata al Pit, si avvicina a me e accendendosi una sigaretta mi ha detto che il marito, per quanto successo, avrebbe perso il posto di lavoro. Quindi questo grande amore per mio figlio non lo vedo. Secondo me sono persone anaffettive. Per quanto riguarda il capofamiglia l’abbiamo sentita tutti, non solo io, la chiamata al 118 quando, con una tranquillità e una lucidità unica, diceva “venite c’è un ragazzo che sta male e si è ferito con un pettine a punta”. Dove sta questo amore? Dove sta? L’amore è solo verso loro stessi che fino ad oggi hanno solo pensato esclusivamente a ‘’pararsi il culo’’, come dice Viola (fidanzata di Federico e presente anche lei in casa quella maledetta sera), l’uno con l’altro. Loro stanno male perché vivono male. Era una famiglia che viveva di immagine. Purtroppo con quello che è successo la loro immagine è crollata. Quindi stanno male solo per questo, non per mio figlio. Ogni volta che hanno parlato di Marco, anche nel corso del processo, hanno sempre detto la “cosa” , il “ragazzo” e raramente hanno pronunciato il suo nome. Questo per dire di che vogliamo parlare? Loro non hanno mai fatto niente per lui. Antonio Ciontoli non è una vittima. Alla prima occasione ti salta addosso. Cosa c’entrava aggredire mio nipote? Che voleva da lui?. O quando  sempre Antonio, mentre stava sul divanetto,  parlando al telefono con il fratello, come registrato dalle intercettazioni ambientali nella caserma di Civitavecchia poche ore dopo il fatto, paragonavano la morte di mio figlio al furto di una Ferrari. O Federico quando diceva “ne abbiamo passate tante e passeremo pure questa”, cioè, come se è morto il gattino dentro casa. Di quale amore stiamo parlando?» conclude Marina.

 

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Ladispoli, invasione di zanzare

LADISPOLI – Acqua stagnante sul fondo della piscina e tantissima melma…. l'habitat ideale dove far nascere tanti piccoli ranocchi e soprattutto il luogo ideale da dover far "sbocciare" le tante odiose zanzare. Una situazione di disagio dove le condizioni igienico-sanitarie sono messe in seria discussione. Ci troviamo a via Claudia, a Ladispoli. Qui la denuncia arriva da privati cittadini, stanchi ormai di dover trascorrere 4 stagioni su 4 (eh si perché le zanzare sopravvivono anche alle rigide temperature invernali, non dando tregua nemmeno a Natale) con prurito costante causato dai morsi incessanti del tanto odiato insetto. A causare il problema, che ormai si protrae da anni, sarebbe a quanto pare una piscina privata nella zona, lasciata all'incuria. "Lo stato di abbandono e incuria in cui versa e la mancanza di una adeguata copertura della vasca che si inonda ad ogni acquazzone – si legge nella lettera/denuncia inviata all'amministrazione comunale e indirizzata al sindaco Grando in prima persona – hanno reso l'area una fonte di incontrollata proliferazione delle zanzare, problema che d'estate diventa insostenibile". Non solo zanzare, però: "L'acqua di cui si riempie la vasca con le piogge, che resta di fatto stagnante per la maggior parte dell'anno, con ovvia maggiore incidenza nei mesi invernali, è bacino di accumulo anche di guano di uccelli, foglie marce, immondizia di ogni sorta che col vento cade nell'acqua, con conseguente nauseabondo odore di fogna". Una situazione ideale, insomma, per le zanzare di sopravvivere anche alle temperature rigide dell'inverno. 
Una vera a propria piaga che ha spinto negli anni, alcuni residenti a segnalare la situazione, oltre che al Sindaco, anche alla Asl di Ladispoli, senza però, ottenere alcun effetto. Ed a quanto pare non sarebbe servita nemmeno l'ordinanza emessa dal sindaco Alessandro Grando, prima dell'inzio della "stagione delle zanzare". Un vero e proprio vademecum dove si ordinava la pulizia di canali, la rimozione di acque stagnanti (pubbliche e private) per evitare, appunto, il proliferare delle zanzare. Un documento, quello firmato dal primo cittadino, che sì avrebbe prodotto, grazie alla denuncia di alcuni residenti, all'elevazione di alcune sanzioni ma che, col trascorrere dei giorni, delle settimane, si è comunque rivelato inefficace. La melma è ancora lì e con essa anche le zanzare. Con i cittadini che più volte si sono recati dai vigili urbani per chiedere di far rispettare l'ordinanza. Ma da questo fronte tutto tace, con i residenti che nonostante le denunce e le segnalazioni continuano a vivere una situazione problematica. "Ci chiediamo – dicono – quale sia l'utilità di un'ordinanza se si rivela impossibile farla rispettare e dove finiscano i denari pagati dai contribuenti alle prese con servizi 'fantasma'". La situazione relativa al problema delle zanzare è già "pesante" di per sè con le disinfestazioni programmate dal Comune, rese inutili "dall'incuria in cui versano tutti i canali della cittadina, con la crescita senza freno di vegetazione"; se poi ci si mettono anche i privati cittadini trasformando una piscina (un luogo dove trascorrere insieme le belle giornate, e trovare refrigerio dal caldo torrido estivo), la situazione rischia di sfuggire di mano.

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Stadio Ladispoli, la Questure dispone dei parametri per la vendita dei biglietti

LADISPOLI – L’attesa è finita: la Us Ladispoli ospiterà domenica l’Avellino, squadra che lo scorso anno militava in serie B prima dei guai societari. E’ già allerta per la sicurezza dato che che lo stadio Angelo Sale può contenere poco più che 500 spettatori (almeno quelli seduti) solo che se ne prevedono almeno il doppio considerando l’arrivo degli ultrà campani. La Questura avrebbe disposto dei parametri sulla vendita: non più di 230 tagliandi agli avellinesi. Per far fronte alle richieste, evitando che ci sia un afflusso superiore con possibili disagi sulla sicurezza, la società del Ladispoli potrebbe concedere ai tifosi la possibilità di acquistare i tagliandi attraverso prevendite autorizzate. «Stiamo lavorando per accogliere i tifosi avellinesi nel modo migliore – dice il presidente rossoblu Umberto Paris -. Abbiamo ricevuto delle disposizioni, il nostro intento è quello di regalare una domenica di spettacolo. I biglietti da destinare ai tifosi irpini non sono tantissimi e il nostro stadio non ha una capienza numerosa. Ragione per cui dobbiamo attenerci a delle regole». Tornano d’attualità le critiche ad una struttura costruita 2 anni fa dalla precedente giunta senza tribune adeguate con enormi disagi. Il patron del Ladispoli rivolge un appello alla città: «I nostri tifosi ormai sono dei fedelissimi, anche senza invito riempiranno lo stadio. Gli ultras ci seguono ovunque, sono quel dodicesimo uomo in campo che ci faranno vivere delle belle domeniche». Dopo la cavalcata avvincente dello scorso anno la formazione allenata da mister Bosco punta a partire nel migliore dei modi contro una corazzata che da poco ha messo a segno un colpo di mercato di livello: Ferdinando Sforzini.

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Angelo Sale pronto alla battaglia

Tanta attesa e conto alla rovescia iniziato. Ladispoli-Avellino non è una partita qualunque, è un appuntamento da scrivere negli annali. 
Al di là del risultato sarà una domenica da vivere, densa di emozioni, con lo spettacolo sugli spalti che dominerà su tutto. 
Sì, perchè all’Angelo Sale si prevedono oltre 1000 spettatori, 400 dei quali di fede irpina. La presenza di tifosi biancoverdi è stata assicurata in maniera massiccia dalle diverse richieste di biglietti. 
Non solo da Avellino e provincia, ma anche da Roma, dove è presente il club ‘‘Capitale Biancoverde’’ che raccoglie tifosi iripini residenti a Roma, trasferitisi per motivi di studio e lavoro. 
La Questura, però, ha disposto dei parametri sulla vendita, non più di 230 tagliandi ai sostenitori campani. Per far fronte alle richieste, evitando che ci sia un afflusso superiore alle istruzioni, la società del Ladispoli potrebbe concedere ai tifosi la possibilità di acquistare i tagliandi attraverso prevendite autorizzate. 
«Stiamo lavorando per accogliere i tifosi avellinesi nel modo migliore – ha detto Umberto Paris, presidente rossoblu – abbiamo ricevuto delle disposiozioni, il nostro intento è quello di regalare una domenica di spettacolo a chi assisterà alla gara. I biglietti da destinare ai tifosi irpini, mi dispiace,  non  sono tantissimi e il nostro stadio non ha una capienza numerosa. Ragione per cui dobbbiamo attenerci a delle regole giuste, pur sapendo che sarebbe un peccato negare l’ingresso a chi ha desiderio di vedere la squadra del cuore». 
Paris in ultmo fa un appello alla tifoseria:  «I nostri tifosi ormai sono dei fedelissimi, anche senza invito riempiranno lo stadio. Gli ultras ci seguono ovunque, sono quel dodicesiomo uomo in campo che ci farà vivere delle belle domeniche».

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Trofeo delle Regioni senior: convocati tre Snipers

Si terrà in questo weekend, da oggi a domenica a Roana (VI), il primo Trofeo delle Regioni senior di hockey in line. La manifestazione, voluta dalla Federazione, è sperimentale e mette a confronto tutti i migliori atleti divisi per regioni di provenienza. 
Per la squadra del Lazio il ruolo di giocatore-allenatore è stato affidato al presidente della Cv Skating Riccardo Valentini.
«Sono onorato di questo incarico – afferma Valentini – perchè ho ricevuto la fiducia da parte dei colleghi delle altre squadre del Lazio. Si tratta di una manifestazione sperimentale ed è una prima edizione. Come Lazio purtroppo abbiamo ricevuto molte defezioni a causa di esami universitari e problemi di lavoro ma abbiamo una rosa giovane e motivata, comunque vada sarà una bella esperienza per loro ed un modo di confrontarsi con atleti di altissimo livello. Non abbiamo particolari ambizioni: vogliamo divertirci, far crescere i giovani e vivere una bella esperienza».
Per la Cv Skating i convocati sono Riccardo Valentini, Marco Stefani e Stefano Cocino.

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Angelo Sale pronto alla battaglia

Tanta attesa e conto alla rovescia iniziato. Ladispoli-Avellino non è una partita qualunque, è un appuntamento da scrivere negli annali. 
Al di là del risultato sarà una domenica da vivere, densa di emozioni, con lo spettacolo sugli spalti che dominerà su tutto. 
Sì, perchè all’Angelo Sale si prevedono oltre 1000 spettatori, 400 dei quali di fede irpina. La presenza di tifosi biancoverdi è stata assicurata in maniera massiccia dalle diverse richieste di biglietti. 
Non solo da Avellino e provincia, ma anche da Roma, dove è presente il club ‘‘Capitale Biancoverde’’ che raccoglie tifosi iripini residenti a Roma, trasferitisi per motivi di studio e lavoro. 
La Questura, però, ha disposto dei parametri sulla vendita, non più di 230 tagliandi ai sostenitori campani. Per far fronte alle richieste, evitando che ci sia un afflusso superiore alle istruzioni, la società del Ladispoli potrebbe concedere ai tifosi la possibilità di acquistare i tagliandi attraverso prevendite autorizzate. 
«Stiamo lavorando per accogliere i tifosi avellinesi nel modo migliore – ha detto Umberto Paris, presidente rossoblu – abbiamo ricevuto delle disposiozioni, il nostro intento è quello di regalare una domenica di spettacolo a chi assisterà alla gara. I biglietti da destinare ai tifosi irpini, mi dispiace,  non  sono tantissimi e il nostro stadio non ha una capienza numerosa. Ragione per cui dobbbiamo attenerci a delle regole giuste, pur sapendo che sarebbe un peccato negare l’ingresso a chi ha desiderio di vedere la squadra del cuore». 
Paris in ultmo fa un appello alla tifoseria:  «I nostri tifosi ormai sono dei fedelissimi, anche senza invito riempiranno lo stadio. Gli ultras ci seguono ovunque, sono quel dodicesiomo uomo in campo che ci farà vivere delle belle domeniche».

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Tarquinia, notte Bianca della biodiversità: oltre 300 presenze alla prima edizione

TARQUINIA – La Riserva Naturale Statale “Saline di Tarquinia”, ha ospitato l'evento denominato "La Notte bianca della biodiversità" realizzato dal Reparto Carabinieri per la Biodiversità di Roma, attraverso il locale Nucleo che durante tutto l’anno tutela il sito, habitat importantissimo per il ripopolamento animale.

Sabato scorso, quindi, dalle ore 21 e fino alle ore 23 e 30, oltre 300 persone hanno avuto l’occasione pressoché unica di vivere la Riserva in notturna, godendo di un’apertura straordinaria alla scoperta della Natura, dei suoi rumori, dei suoi profumi.

Scopo della manifestazione è stato quello di promuovere l'osservazione e lo studio della fauna notturna locale e favorire la conoscenza e divulgazione delle Riserve Naturali e delle attività che in esse si svolgono

La preziosa collaborazione di alcuni astrofili ha fatto sì che i tanti partecipanti (tra i quali numerose famiglie) abbiano potuto ammirare stelle e costellazioni, in un’atmosfera incantevole, in una notte di luna nuova, senza luci artificiali e senza rumori.

I visitatori, lungo un percorso appositamente creato all’interno del vecchio impianto di produzione del sale, accompagnati da Carabinieri Forestali esperti nell’educazione ambientale, hanno avuto modo di abbandonare per qualche ora la confusione della vita quotidiana per immergersi nella Natura, scoprire la storia delle Saline e vivere un’esperienza particolare e significativa legata alla riscoperta delle proprie emozioni e dei propri sensi.  

Un evento speciale, dove, col favore della tenebre, per i partecipanti è stato possibile, almeno per una notte, riappropriarsi della ricchezza misteriosa della vita notturna degli ecosistemi e diventarne parte.

Una serata per innamorati della natura, che dovrà contribuire alla creazione di coscienze autenticamente ambientaliste ed alla nascita di uno spontaneo rispetto degli ecosistemi: solo così, conoscendo l’importanza della biodiversità e della conservazione degli equilibri ecologici, si avrà una efficace prevenzione dei comportamenti negativi a danno della Natura e l’inizio di cicli comportamentali virtuosi verso di essa, elemento fondante di tutta la vita sul nostro Pianeta.

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Ladispoli, siringhe al bosco di Palo

LADISPOLI – Ancora segnali di degrado all'interno del bosco di Palo. A preoccupare e a far irritare i numerosi cittadini che dall'apertura del polmone verde, usufruiscono dell'area per godersi una bella giornata all'aria aperta, sono gli incivili. Ancora una volta volontari di FareAmbiente all'opera per ripulire l'area da quanto abbandonato da ignoti che anziché usufruire dei contenitori della differenziata preferiscono sporcare il bosco. Non solo. C'è anche chi utilizza i contenitori posti dalla ditta che si occupa del servizio di igiene urbana, in modo errato non conferendo dunque bene i rifiuti consumati e “abbandonati” all'interno del Bosco. A effettuare i controlli del caso c'hanno pensato nei giorni scorsi, appunto, i volontari di Fare Ambiente Ladispoli che per l'ennesima volta hanno lanciato un appello su Facebook: «Questo polmone verde merita di vivere indisturbato al riparo da incivili che lo maltrattano ogni giorno. Rispettarlo è un obbligo per tutti. Ci sono cittadini attenti che segnalando ci permettono di difenderlo. Questa è la parte migliore che reagisce». E a proposito di segnalazioni, una ancor più grave ne è arrivata, sempre qualche giorno fa, alle Guardie Zoofile del Nogra. Questa volta non si è trattato di semplici rifiuti, bensì di siringhe usate. A notare la presenza dell'oggetto, pericoloso per l'incolumità delle persone che frequentano l'area, un cittadino. Una delle due siringhe è stata rinvenuta conficcata su di uno degli alberi presenti all'interno dell'area verde, un'altra era ormai nascosta dalle foglie secche cadute in terra. Segno non solo di inciviltà, ma anche di degrado sociale che lascia intuire come il bosco non sia purtroppo utilizzato solo dagli amanti della natura, ma anche da parte di sbandati che, approfittando della vastità della zona, e dunque del poter “agire” quasi del tutto indisturbati, si introducono all'interno dell'area per le loro “attività”. Da capire se tutto ciò avvenga alla luce del sole, quando cioè il parco è aperto al pubblico o se qualcuno, approfittando della chiusura serale, disposta dall'amminsitrazione comunale, vi si introduca di nascosto per poi abbandonarla alla riapertura dei cancelli. Situazione questa che forse dovrebbe indurre l'amministrazione a intervenire con una maggiore sorveglianza dell'area. Sorveglianza che, come richiesto più volte dai cittadini, dovrebbe essere estesa anche a tutti i parchi pubblici della città. Sebbene infatti un chiaro regolamento approvato dall'amministrazione comunale a inizio anno, abbia messo dei paletti per l'utilizzo dei parchi, ad oggi, purtroppo, c'è chi delle regole se ne infischia, andando a ledere il diritto di bambini e adulti che vorrebbero semplicemente trascorrere qualche ora di relax. Il pericolo è sempre lo stesso: per colpa di pochi incivili c'è chi potrebbe rimetterci in termini di sicurezza.

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