Gino De Paolis: "Il problema è il lavoro: non si strumentalizzino i fatti"

CIVITAVECCHIA – "L'unica verità incontrovertibile è che la nostra città e tutto il comprensorio sono disperati per il lavoro, alias dignità, che non c'è e quello che esiste è messo a rischio. I lavoratori portuali, assieme alle altre società che operano nel settore, stanno facendo proprio questo: chiedono tutela del diritto, sviluppo del territorio e attenzione da parte di tutti i livelli istituzionali. Non ascoltarli e non affiancarli in questa lotta è una violenza inaccettabile". È quanto dichiara il consigliere regionale Gino De Paolis all'indomani del consiglio di venerdì scorso durante il quale i lavoratori portuali si sono presentati "per avere ascolto dal Sindaco rispetto le problematiche inerenti la crisi che attraversa il porto di Civitavecchia. Succede frequentemente, a tutti livelli istituzionali – ha spiegato – che si approfitti della massima assise proprio per rimarcare le difficoltà e le problematiche che si stanno vivendo. È proprio quello che non è accaduto venerdì scorso. A fronte di una richiesta di un consigliere per una sospensione di 10 minuti, votata all'unanimità da tutto il consiglio, il Sindaco si è alzato ed è uscito dall'aula per non dare visibilità e palcoscenico ai lavoratori. A seguito di questa deprecabile decisione del Sindaco, gli animi si sono scaldati. Senza voler giustificare cosa successivamente è accaduto (cosa della quale il Presidente della Compagnia Portuale si è giustamente scusato in diretta e solo allora spiegare il motivo di quella presenza), è fondamentale non scivolare in letture facili e demagogiche, che non hanno altro scopo ha concluso De Paolis – che distogliere l'attenzione dal vero problema e lavarsene le mani".

 

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Sport’n ‘Roll: ancora una giornata di attività

TARQUINIA – Ultimo atto di luglio per Sport’n’Roll, che oggi saluta Tarquinia Lido per tornare ad animare vie e spiagge della cittadina tirrenica nella settimana di Ferragosto con attrazioni inedite per il litorale tarquiniese.
Intanto, però, oggi ancora appuntamenti con sport e musica: da venerdì pomeriggio sta impazzando in piazza degli Eventi il BigAirbag: grandi e piccoli hanno sfidato i timori e ceduto alla curiosità di alzarsi sulla torre elettrica e lanciarsi a corpo libero sul megamaterasso del Parco Avventura Riva dei Tarquini, scegliendo l’altezza del tuffo e vivendo un’esperienza ad alto tasso d’adrenalina. Ed a catturare gli sguardi dei passanti, anche le evoluzioni mozzafiato dello staff del Parco, pronto a volare tra capriole e salti mortali. 
Subito di fronte, nella Next Generation Arena che venerdì ha visto Marco Ferri e Michele Serranti vincere il torneo di Foot Volley, serata dedicata al torneo di Beach Volley. 
La chiusura musicale, a piazza della Cantera, è invece affidata ai Panic Room, al termine di tre sere dalla programmazione davvero ampia e apprezzata.
L’appuntamento, poi, è per la settimana di Ferragosto: dal 13 al 18 agosto si moltiplicheranno gli appuntamenti, dal calcetto saponato al 3 contro 3 nella gabbia, e tanto altro ancora.
Sport’n’Roll è organizzato dalla ProLoco Tarquinia con il patrocinio del Comune di Tarquinia e la collaborazione di Assotur, Sib, Evensound, Domus Artis, Cag e Camping Village Riva dei Tarquini.

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Usi civici, Porrello presenta un mozione in Regione

CIVITAVECCHIA –  Il consigliere regionale Devid Porrello presenta una mozione in Regione sull’annosa questione degli usi civici per chiedere il ritiro della determina A07844. “Sia il Comitato usi civici di Civitavecchia appena costituitosi – spiega il consigliere comunale Emanuele La Rosa – sia il gruppo consiliare M5S del consiglio regionale del Lazio chiedono il ritiro della determina A07844, che ha fatto sorgere tanti problemi a tanti abitanti di Civitavecchia. Mentre il Comitato Usi Civici ha inviato venerdì scorso un comunicato alla stampa in cui lanciava una petizione per il ritiro della determina A07844, per coincidenza il sottoscritto – continua il pentastellato – insieme a Daniele Natili, il consigliere comunale e metropolitano M5S Matteo Manunta, l’assessore Alessandro Manuedda e il presidente del consiglio di Civitavecchia Dario Menditto si sono recati nell’ufficio del consigliere regionale Devid Porrello per finalizzare una mozione che va proprio verso quella direzione”.

Il pentastellato spiega che oggi la mozione è stata protocollata “per ricominciare un percorso virtuoso sulla soluzione del problema legato agli usi civici a Civitavecchia. Mozione che ci aspettiamo che il consiglio regionale approverà all’unanimità. Ci teniamo a far capire alla comunità – prosegue La Rosa – che gli usi civici sono uno strumento ottimo che va a favore della comunità, il problema attuale è legato ai tanti errori che sono stati fatti in passato e che la determina del 2013 ha reso efficaci causando l’enorme disagio che i cittadini stanno subendo. Come illustriamo nella mozione, la determina non è priva di difetti e, a causa della sentenza della Corte Costituzionale dello scorso 31 maggio, ormai inapplicabile. Vi sono, pertanto, tutte le ragioni per richiederne il ritiro. Va anche detto – evidenzia La Rosa – che il ritiro di questa determina è solo un primo passo, è importante che i ricorsi effettuati portino a sentenze utili per tutta la collettività ed è per questo che il Comune è presente in questi ricorsi con la propria avvocatura e con il proprio perito”. 

Il consigliere comunale spiega che è necessario fugare ogni dubbio sulla natura demaniale su tutti i terreni di Civitavecchia in modo che si possa delineare una soluzione finale per “eliminare il gravame demaniale sul territorio di Civitavecchia – conclude La Rosa – senza pesare sulle tasche dei cittadini, i quali sono incolpevoli di questa situazione”.

Porrello ha aggiunto che “l’atto protocollato è un monito per la Giunta regionale di prendere in seria considerazione il disagio che le comunità locali, prima fra tutte Civitavecchia, stanno vivendo a causa di scellerate scelte fatte negli ultimi anni. L’impegno che vogliamo prendere è quello di trovare una giusta soluzione interessando, come già stiamo facendo, il Ministro competente e i nostri parlamentari”.

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Ladispoli, guasto alla condotta del Tevere: gravi disagi all'agricoltura

LADISPOLI – Niente acqua per irrigare i campi. Da ieri gli agricoltori di Ladispoli e Cerveteri stanno vivendo un vero e proprio dramma. La rottura di una guaina alla condotta princiale del Tevere, l'acqua non arriva più a destinazione. Dal Consorzio hanno fatto sapere che ci vorranno almeno una quindicina di giorni per riparare il danno e ridare acqua all'interno della condotta. Un tempo immane per gli agricoltori e soprattutto per le colture che a causa del gran caldo di questi giorni rischiano di andare perdute, causando così un grave danno economico agli imprenditori del settore. I "pezzi di ricambio" dovranno infatti provenire dalla ditta che si trova a Brescia con il guasto che andrà riparato dall'interno della condotta stessa. Operazione che richiede dunque tecniche particolari e soprattutto tempo. Intanto, l'assessore alle Politiche agricole del Comune di Cerveteri Riccardo Agresti e il delegato alle Politiche agricole dl Ladispoli Gianfranco Fioravanti stanno lavorando in sinergia per chiedere alla Regione Lazio e in particolare al presidente della Pisana, Nicola Zingaretti, di sollecitare gli interventi da parte del Consorzio. 

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Idrico, Cozzolino: "Acea faccia la sua parte"

CIVITAVECCHIA – «La nostra attenzione sul tema ‘‘acqua’’ rimane massima, ma è bene che anche Acea faccia la sua parte».
 È quanto afferma il sindaco Antonio Cozzolino, intervenendo sui disagi idirici di questi giorni. 
Il primo cittadino chiama in causa Acea, mettendo in evidenza la differenza tra il periodo precedente e quello successivo al passaggio di gestione del settore idrico alla Spa. «Lo scorso anno – spiega il Sindaco – nonostante la siccità peggiore del secolo, siamo riusciti a tamponare una situazione potenzialmente catastrofica. In questi giorni però l’acqua sta mancando nuovamente nonostante l’apporto  alla città sia circa il doppio di quanto a nostra disposizione nel 2017». 
Cozzolino chiarisce che oggi Acea avrebbe a disposizione 280-300 litri di acqua al secondo per rifornire la città, a fronte dei 160  dello scorso anno. 
«Per questo – fa sapere – ho convocato per domani una riunione con la parte tecnica di Acea. 
Ribadiremo la nostra disponibilità a supportare Acea Ato2 nella gestione dell’avvio del servizio idrico e confido – aggiunge – e confido di trovare una maggiore ricettività ao nostri suggerimenti nell’interesse della cittadinanza che, stante l’attuale apporto idrico, non dovrebbe subire i problemi che invece sta vivendo». 
Antonio Cozzolino nella sua nota mette in evidenza il fatto che solo le manovre attuate dai tecnici comunali avrebbero ridotto i disagi idrici lo scorso anno. 
Ma i problemi rimangono: oltre alla zona Uliveto, viale Baccelli e Mediana, si aggiunge anche il quartiere Boccelle dove i residenti sono senza acqua da mercoledì. 
I cittadini interessanti dai disservizi sono ora pronti a costituire un comitato: «Saremo seguiti da un avvocato e da persone competenti per gestire eventuali denunce – fanno sapere i promotori – la prima riunione è prevista per lunedì sera a Campo dell’Oro»

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Adsp ed Enel nel mirino della Filt Cgil

CIVITAVECCHIA – "La prepotenza di un soggetto, che da sempre si è misurata sul territorio, giocando sulle necessità della popolazione e trovando sempre la strada per ottenere quanto desiderato. L’assenza di un ente che, nonostante le stiano calpestando la norma che ne origina l’autorità, non riesce a fare altro che qualche telefonata e alcuni inutili incontri, non si ha traccia di una chiara presa di posizione di qualcosa di scritto che ne certifichi l’esistenza, un presidente assente che delega costantemente al suo ruolo, una segretaria che cristallizza posizioni irrisolte".

Sono parole dure quelle usate dal segretario generale della Filt Cgil Alessandro Borgioni nei confronti di Enel in primis e dall'Autorità di Sistema Portuale, alla luce della vertenza aperta sullo scarico del carbone per la centrale di Tvn. Per questo, dopo l'apertura dello stato di agitazione, sono già stati dichiarati 7 giorni di sciopero consecutivi a far data dall'11 luglio 2018. Una settimana di braccia incrociate, a tutela del lavoro e dell'occupazione, non solo dello scalo ma dell'intera città.  

"La prepotenza dell’Enel e l’assenza dell’autorità portuale: potrebbe essere il titolo di una sit-com di tendenza se non fosse, purtroppo, il paradossale scenario che si sta vivendo sulla gara per la discarica del carbone – ha sottolineato Borgioni – prima di spiegare quello che sta accadendo, credo sia necessario provare a far vivere questa vertenza depurandola dalle appartenenze politiche e dai personalismi, ma cercando di concentrare l’azione sulla gravità di quanto sta accadendo, a rischio c’è il lavoro e il rispetto di una legge, che nel tempo ha consolidato degli equilibri. Il lavoro prima di tutto. Da tempo nelle gare le parti sociali nella loro interezza, chiedono il rispetto della clausola sociale al fine di dare una continuità occupazionale a chi si impegna nel fornire la propria forza lavoro: ebbene in questa gara tale principio viene calpestato con nemmeno molta eleganza in quanto si inseriscono una serie di sub condizioni che consentono nella sostanza al vincitore della gara di scegliere il personale che vuole".

La Filt Cgil ricorda poi che il compito di promuovere la concorrenza tra gli operatori del settore appartiene all’Adsp la quale lo esercita nei limiti e per i fini stabiliti dalla 84/94. E ribadisce come "la gara è stata comunque pubblicata con una serie di violazioni, a nostro parere, della legge sui porti – ha aggiunto –  l’esempio più evidente è il tentativo di superare la fondamentale differenza, prevista per legge, tra le imprese autorizzate alle operazioni portuali e quelle autorizzate ai servizi ovvero prestazioni specialistiche complementari e accessorie".

Da qui l'appello rivolto a tutte le forze sociali e le maestranze presenti nel porto "a difesa della legge 84/94 e di quelli che sono alcuni punti cardine dei principi del buon lavoro come la clausola sociale. Lo stesso appello riteniamo debba essere rivolto a tutte le forze politiche – ha concluso Borgioni – nella speranza che vengano messe da parte per una volta le rappresentazioni di parte e si contribuisca tutti insieme ad una battaglia di civiltà. Come Filt Cgil ci rendiamo disponibili a partecipare a qualsiasi iniziativa pubblica a cui verremo invitati per rappresentare la nostra posizione e fornire nell’ambito del possibile tutti i chiarimenti del caso".   

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Mamma Marina a ‘‘La vita in diretta Estate’’: «Nessuna condanna mi ridarà mio figlio»

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – «Una sentenza vergognosa. Non ho più parole. Nessuna condanna mi farà tornare indietro mio figlio ma ciò che sta logorando giorno dopo giorno me e tutta la mia famiglia è non conoscere la verità. Mi aspettavo una sentenza esemplare. Ci deve essere un messaggio importante in questa società da dare ai giovani». Questo è il commento di mamma Marina, ospite, dopo il deposito delle motivazioni della sentenza di primo grado, insieme all’avvocato Celestino Gnazi alla trasmissione ‘La vita in diretta Estate’ di lunedì scorso. 
Mamma Marina ripercorre quei momenti drammatici di quella terribile notte quando con una telefonata è stata avvertita dalla moglie di Antonio Ciontoli, Maria Pezzillo, «che Marco era caduto dalle scale» per poi scoprire solo al Pit la sconvolgente realtà. Cerca di trovare una spiegazione su quanto è accaduto quella notte: «Negli ultimi tempi mio figlio era stanco di questa famiglia perché lo opprimevano parecchio e tra l’altro non sono neanche convinta che abbia sparato il capofamiglia. Noi conosciamo solo il dopo, non il prima. Sappiamo solo che Marco era seduto e qualcuno gli ha sparato». 
Ed è a questo punto che Marina esterna una sua sensazione, una sua ipotesi: «Secondo me, c’è stata una discussione quella sera. Erano persone (i Ciontoli) che volevano sempre comandare, nel senso che lo volevano manovrare questo mio figlio. Lui, però, aveva la sua personalità e si era stancato anche se innamorato di Martina”. Marina conclude il suo intervento dicendo: “Sono stanca di stare zitta, di mandare giù tutto. A me hanno ammazzato un figlio. Sono tre anni che aspetto giustizia ma con questa sentenza hanno dato un altro schiaffo a me e alla mia famiglia. La giustizia deve prendere dei provvedimenti». 
Ospite della trasmissione anche il generale Luciano Garofano consulente della famiglia Vannini che punta il dito sull’articolata attività di depistaggio messa in atto dai Ciontoli dopo lo sparo:  «Il loro unico interesse era quello di depistare e far finta che le cose potessero andare in una direzione completamente diversa rispetto alla tragedia che poi è accaduta a Marco e fino all’ultimo hanno agito in quella direzione. Ed è pazzesco tutto questo, sapendo soprattutto che quello sparo non è partito per caso. E’ impossibile. Quello sparo  è partito perché il signor Ciontoli ha deciso deliberatamente di armare quella pistola e sparare. Quindi anche questo aspetto della sentenza ci coglie veramente molto molto tristi e davvero preoccupati». 
Tra gli ospiti l’avvocato Daniele Bocciolini: «La sentenza è sicuramente da alcuni punti di vista opinabile con riferimento alla ricostruzione. Cioè il padre di famiglia che esce, si sente un colpo di pistola, e lui dice che è partito un colpo per aria e dice al telefono che il ragazzo è stato ferito da un pettine a punta. Una ricostruzione assolutamente inverosimile anche per chi era secondo me a casa quel giorno. E’ impossibile parlare di colpa perché non c’è imprudenza, negligenza dal punto di vista della condotta, chi era  casa, a mio parere, sapeva o quantomeno poteva rendersi conto della situazione reale che si stava vivendo».
Il giornalista Andrea Biavardi: «Una vicenda così sconcertante non l’ho mai incontrata per una serie di motivi. Primo, perché questo ragazzo è a casa di persone che dovrebbero proteggerlo, a casa addirittura della famiglia di quella che potrebbe diventare sua moglie. Secondo, i magistrati che hanno emesso questa contestatissima sentenza di primo grado scrivono testuali parole: ‘’Antonio Ciontoli dopo aver sparato ha pensato a tutelare i propri interessi e non ha pensato alla salvezza del ferito’’. Credo che queste parole mettano fine a qualunque tipo di shock – qualora si sia voluto ipotizzare- Per tutelare i propri interessi ha fatto morire un ragazzo. Di fronte a questa cosa le chiacchere stanno in poco posto. A rendere ancora più sconcertante questa vicenda è, che dopo che è partito un colpo di arma da fuoco, non si chiamano i soccorsi. Quando vedo Marina, come adesso, non ho parole, perché prima di tutto ragiono da padre. Non ho parole di fronte a questa vicenda. Non sono stati attivati i soccorsi. Ma quale shock: si è pensato a tutelare i propri interessi. Non aggiungo altro». 

 

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''Buona maturità e in bocca al lupo!"

LADISPOLI – Inizia la sfida per i maturandi 2018. Suona questa mattina la campanella per diversi studenti di Ladispoli che torneranno a sedere tra i banchi di scuola per la prima prova della Maturità 2018. Oggi è il giorno della prima prova; il tema di italiano. Diversi gli anniversari che potrebbero diventare oggetto della traccia di quest'anno: dagli 80 anni dalla promulgazione delle leggi razziali fasciste, al 70esimo anniversario della Costituzione della Repubblica Italiana, passando dai 40 anni dal sequestro e dall'omicidio di Aldo Moro, tanto per citarne alcuni. E a guardare ai tanti ragazzi che siederanno tra i banchi, è il sindaco di Ladispoli Alessandro Grando:  "In queste ore tanti ragazzi e ragazze di Ladispoli saranno impegnati nello svolgimento degli esami di maturità. Molti di loro – ha detto Grando – staranno vivendo questo momento con una certa dose di ansia e di preoccupazione, ed è naturale che sia così. D’altronde gli esami di maturità sono un evento molto importante e segnano, almeno idealmente, il passaggio dall’età dell’adolescenza all’età adulta. In questo momento così particolare, care ragazze e cari ragazzi, voglio rivolgere a tutti voi un grande incoraggiamento e l’augurio di superare brillantemente quello che adesso può sembrare un ostacolo insormontabile ma che in fondo, tra qualche anno, ricorderete come uno dei momenti più belli della vostra vita. Buona maturità e in bocca al lupo!".
 

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Degrado, Giacomini: ''Civitavecchia città da salvare''

CIVITAVECCHIA – “Che l'occupazione è ai minimi storici, che l'ambiente è un ammalato sul letto di morte, che il Commercio locale langue, che le Piccole, Medie imprese e l'artigianato nostrano stanno vivendo il periodo peggiore che si ricordi dal dopo guerra ad oggi, nessuno ne parla e se se ne parla lo si fa in maniera riduttiva e superficiale, tanto per evitare di destare preoccupazione”.

Parola di Federica Giacomini, vicepresidente del Polo democratico, che dipinge un quadro preoccupante di Civitavecchia, una città che definisce “da salvare”.

“Girando per la città – prosegue Giacomini – mi viene voglia di chiedermi e chiedere se un cittadino oggi si sente fiero di sentirsi un Civitavecchiese. Sicuramente si, senza se e senza ma, però poi nel guardarsi intorno le certezze cambiano e cambiano in modo repentino”. Il vicepresidente del Polo democratico parla di una Civitavecchia vittima di degrado e incuria, di una città abbandonata a se stessa.

“Quello che salta agli occhi è il degrado nel quale Civitavecchia nostra è sprofondata – evidenzia Giacomini – e non se ne salva neppure un angolo a partire da nord a sud e da est ad ovest, partendo dalle periferie più estreme che sono lo specchio magico della città. Nella grande maggioranza delle aree a verde regna l'incuria e gli insetti nocivi ed i ratti la fanno da padroni – tuona Giacomini – i cassonetti traboccano di rifiuti e l'olezzo permanente impregna le aree circostanti di sgradevoli miasmi, i rifiuti solidi abbandonati e non raccolti, fanno da squallida cornice alle strade cittadine piene di pericolose buche, mentre le perdite idriche le innaffiano con regolarità mettendo in luce una segnaletica orizzontale e verticale stinta ed invisibile”.
Per Giacomini non si tratta di parole ma di realtà oggettiva, un quadro realista ma desolante. Un insieme di casi e caratteristiche che “ha una "Città da salvare", e l'impegno sarà grande – conclude il vicepresidente del Polo democratico – ma non possiamo permetterci di non provarci altrimenti, come dice qualcuno, sarà meglio fare i bagagli ed approdare in altri lidi, ma lo spirito di chi è nato in questa città è grande e non si farà spaventare da cinque stelle, anzi quattro, che a Civitavecchia non si sono ancore accese per illuminarla”.

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Il Vela Day non si smentisce mai

Imperdibile appuntamento domani alla Lega Navale di Civitavecchia. Marco Corti e tutto il suo staff invitano tutte le famiglie del comprensorio a portare i propri figli al ‘‘Vela day’’. «Vorremmo portare in barca tantissimi bambini – spiega Marco Corti – per far vivere loro una giornata allegra vivendo il mare in maniera particolare ossia con gli sport velici che si possono fare da noi.
L’estate si avvicina, volete provare vela e windsurf per capire se vi piace e che emozioni si provano? domani alla Lega Navale di Civitavecchia dalle 10 alle 17 si può.  Prove gratuite di vela e windsurf per bambini dai 6 anni in su in compagnia dei nostri istruttori federali e con tanti campioni che passeranno a trovarci. Giochi, gadget sole e mare per tutti per una grande festa della vela alla Lega Navale. L’estate si avvicina e quindi tutti i bambini potranno provare vela e windsurf per capire la bellezza di questi sport e le emozioni che si provano. Appuntamento per tutti, quindi, domani alla Lega Navale di Civitavecchia dalle 10 alle 17. «Vi aspettiamo numerosi – esorta Corti – si susseguiranno prove gratuite di vela e windsurf per bambini dai 6 anni in su in compagnia dei nostri istruttori federali e con tanti campioni che passeranno a trovarci. Giochi, gadget sole e mare per tutti per una grande festa della vela alla Lega Navale».

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