Si conferma l'eccellenza di Paolo Migliori

CIVITAVECCHIA – Per il secondo anno consecutivo uno studente del liceo scientifico Galileo Galilei è stato premiato con la possibilità di collaborare con l’IFOM (Istituto di oncologia Molecolare) di Milano per il suo successo al concorso nazionale ‘‘Youscentifist 2018’’. Paolo Migliori, questo il nome del ragazzo, alunno della classe IV C, avrà la possibilità di collaborare per 15 giorni, seguito ovviamente da uno specifico tutor, con scienziati provenienti da tutto il mondo impegnati nello studio di una ricombinazione genetica basata sull’uso di batteri e lieviti. Il ragazzo non è nuovo a questo tipo di successi avendo vinto lo scorso anno una borsa di studio dell’Università “Luiss Guido Carli” grazie alla quale ha partecipato al progetto “LUISS Orientation Summer School”. Lo studente potrà poi partecipare quest’anno anche all’orientamento Universitario 2018 bandito dalle Scuole Universitarie Federate: Sant’Anna – Normale di Pisa  e IUSS di Pavia, avendo, anche in questo caso, superato le prove di selezione. Oltre a quello del ragazzo che ha con impegno raggiunto dei primi importanti traguardi nella sua carriera accademica, è grande anche l’orgoglio della sua professoressa di scienze naturali   Lorella Battilocchio e la direttrice scolastica Maria Zeno che hanno espresso le loro congratulazioni ed augurato al giovane di distinguersi anche in queste esperienze tanto quanto fatto tra i banchi di scuola. È grande anche l’imbocca al lupo di tutta la città che spera per il meglio per la comunità scientifica anche grazie ad un possibile  futuro apporto del ragazzo.

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Max, campione senza mani e coach in azienda

Nato focomelico, ha vinto i tornei di videogames in giro per il mondo e su Facebook è seguito da oltre 220 mila follower

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Volley oltre il muro (del silenzio)

La storia di Ilaria Galbusera, 27 anni, sorda dalla nascita e capitano della nazionale di pallavolo che ha vinto l’argento ai Deaflynmpics 2017

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Tidei: ''Un delegato alla legalità tra i consiglieri di minoranza''

S. MARINELLA – Chi ha vinto e chi ha perso in questa prima fase delle elezioni comunali? Per conoscere la realtà dei fatti bisogna tornare indietro di cinque anni e scartabellare i file che riportano i risultati ottenuti al primo turno dal candidati sindaci Roberto Bacheca di area di centrodestra e dal Massimiliano Fronti del centro sinistra. 
C’è da ricordare che al primo turno, la percentuale dei votanti fu molto alta, il 74%, mentre domenica sono andati al voto solo il 59,59% degli aventi diritto. Nel 2013, Roberto Bacheca ottenne un ottimo successo conquistando 4.630 voti, pari al 45,69% di coloro che votarono, mentre Massimiliano Fronti, della coalizione di centro sinistra, conquistò 3.335 voti e il 33,01% delle preferenze. Poi, al ballottaggio, Bacheca si impose sull’avversario. Rispetto a quelle amministrative, il centrodestra quest’anno si è presentato più frazionato, tanto che il candidato sindaco Bruno Ricci non è andato oltre il 24% dei consensi e 2.100 voti, mentre il suo contendente Pietro Tidei ha ottenuto 3.000 voti e il 34% delle preferenze. Dunque, l’ex parlamentare, parte da una situazione più favorevole rispetto all’avversario che in queste due settimane che restano prima del ballottaggio, dovrà cercare di colmare il gap. 
Sull’altra sponda, l’ex sindaco di Civitavecchia, si dice ottimista ed invece di basare la sua campagna elettorale contro il candidato di centro destra, preferisce parlare di quello che sarà la sua futura amministrazione. 
«E’ fondamentale ripristinare un rapporto privilegiato con i cittadini – spiega Tidei – che devono essere collocati al centro dell’azione amministrativa e diventare di nuovo protagonisti nella loro stessa città. I cittadini devono recuperare fiducia nei confronti di un’amministrazione comunale che li ha tenuti sempre distanti dalle cose che contano perché quanto meno distratta se non occupata a tutelare interessi che non erano quelli diffusi e legittimi. Il risultato, evidente, è l’assenza di servizi ed il dissesto finanziario di un Comune che potrebbe senza sforzo volare molto più in alto. Per questo assieme alla mia coalizione, avanziamo la proposta di nominare un delegato comunale alla legalità ed alla trasparenza, proprio per avere una figura di garanzia che possa indagare ed operare con i metodi della politica, più veloci e snelli rispetto ai mezzi di giustizia, e ricostruire il ponte dei rapporti con la nostra comunità. Abbiamo pensato di individuare questa figura, elevatissima ed istituzionale, proprio tra i consiglieri comunali eletti e segnatamente eletti nella minoranza, affinché abbia ad ampliare la sua condotta di garanzia e controllo già affidatagli dalla legge e dallo statuto comunale. Abbiamo pensato ad una persona con una importante storia personale, che conosca l’amministrazione ed i suoi sistemi e che abbia il carattere necessario a farsi valere. Questa è una proposta importante come importante è il nostro desiderio di cambiare le cose. Questo è il solo motivo per cui siamo scesi in campo». 
Sul fronte opposto si cerca di recuperare il divario cercando un accordo con la forze del centro e del centro destra cittadino che non sono arrivate al ballottaggio. Sembra, infatti, che Ricci abbia già contattato i candidati sindaco di Fratelli D’Italia De Antoniis, Roberto Marongiu e Carlo Pisacane. Solo riuscendo a portare al suo ovile questi personaggi, potrà competere alla pari con il suo avversario.
Gi.Ba.

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Iniziati i lavori per la realizzazione del ponticello delle Saline

TARQUINIA – Il Comune di Tarquinia ha iniziato ieri i lavori per la messa in sicurezza dell’ex foce di Ponente attraverso il rifacimento delle aree crollate.
L’area era stata interdetta per motivi di sicurezza lo scorso dicembre, dopo che l’erosione del mare aveva creato una voragine di notevoli dimensioni  proprio sul molo che congiunge due delle spiagge più amate della cittadina tirrenica.
Dopo la fase di monitoraggio della spaccatura e l’attuazione dei dovuti rilievi, la prossima settimana sarà installato il ponticello che permetterà ai tanti bagnanti l’accesso alla spiaggia delle Saline. 
«Abbiamo seguito un iter di somma urgenza – spiega l’assessora ai Lavori pubblici Laura Sposetti – riuscendo a realizzare il ponte  nel minor tempo possibile e consentendo così la fruizione della spiaggia a stagione balneare appena iniziata». 
«Per quanto non fosse di nostra competenza, – aggiunge la delegata –  visto che l’area interessata è proprietà del Demanio, in accordo con quest’ultimo siamo intervenuti per sanare la situazione. L’opera è ovviamente temporanea, in seguito il Comune presenterà un progetto al Demanio per  la ristrutturazione definitiva del molo».
«Questa mattina sono iniziati i lavori di messa in sicurezza delle parti pericolose della Foce di Ponente alle Saline – commenta Alessio Gambetti di ‘‘Tarquinia nel cuore –  Le criticità della struttura e la contestuale richiesta di realizzare un ponticello che garantisse un passaggio più sicuro per le persone sono state sollevate giá dallo scorso agosto, quasi un anno fa. In questi mesi abbiamo sollecitato tutti gli Enti interessati: il Ministero dell’Ambiente, la Regione Lazio, l’Ardis, il Comune di Tarquinia, i Carabinieri del Nucleo Tutela Ambientale, la Capitaneria di Porto, l’Agenzia del Demanio. Assieme a molti concittadini non abbiamo mai mollato, continuando a spingere perché venissero eseguiti questi interventi importantissimi. Una battaglia vinta grazie all’amore di tanti tarquiniesi che hanno deciso di non mettere la testa sotto la sabbia, di non accontentarsi dello stato dei fatti e di continuare ad attenzionare i problemi senza sosta e senza scoraggiarsi. Quello che ha vinto, con l’inizio dei lavori alla Foce di Ponente, é questo rinnovato senso civico, questo desiderio di non accontentarsi al degrado e di dimostrare amore per il nostro territorio, in barba a lentezze burocratiche ed altri mali che affliggono la nostra societá. Grazie tarquiniesi».

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Fabiano Di Marco secondo con il suo Monaco di Baviera e miglior giocatore del torneo

Fabiano Di Marco brilla ancora in Germania al campionato Over 40 per sordomuti. Il civitavecchiese in forza  al Monaco di Baviera ha conquistato la seconda posizione in classifica, cedendo solo in finale alla vincitrice del titolo, il Berlino.
«La finale che abbiamo giocato con il Berlino – racconta Di Marco – è finita sul punteggio di 8 a 8, ma loro avendo più punti nel girone rispetto alla mia squadra, il Monaco di Baviera, hanno vinto il campionato».
A livello di premi individuali il civitavecchiese ha vinto la coppa di miglior giocatore del campionato sordomuti Over 40 anno 2018.
 

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Comunali, Zingaretti: ''Sono soddisfatto''

“Sono soddisfatto. E ora tutti in campo per i ballottaggi, con spirito aperto e grande forza e determinazione”. È il commento del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti (Pd) alle elezioni comunali e parla anche dei risultati raggiunti a Fiumicino e Santa Marinella.

“Nel Lazio il campo largo del centrosinistra, delle associazioni, dei cittadini, c'è, è presente, ed è l'unica coalizione che si contrappone alla destra egemonizzata da Salvini. C'è stato il grande risultato di Ciaccheri in VIII Municipio – spiega il governatore – benissimo anche Caudo in III Municipio. Poi in provincia di Roma abbiamo vinto in ben 8 Comuni su 11, tra i quali San Cesareo, Valmontone e Sacrofano. E siamo arrivati al ballottaggio, in vantaggio, in 3 Comuni su 5 sopra i 15mila abitanti, ovvero a Fiumicino, Velletri e Santa Marinella. Ci sono certo risultati non positivi come Viterbo, Anagni, Anzio e Pomezia, ma complessivamente siamo in campo, forti e motivati. Così come ottimo è il risultato a Ferentino, dove abbiamo vinto al primo turno, ma anche ad Amaseno, Aquino ed Arpino. E a Formia e Aprilia – conclude Zingaretti – vanno al ballottaggio candidati sindaci civici a noi vicini. Ora tutti in campo per l'ultimo sforzo: i ballottaggi fra due settimane”.

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IL COMMENTO AL VANGELO. La nuova famiglia di Gesù

X domenica del tempo Ordinario
Mc 3,20-35

 

di Don Ivan Leto 

Gesù è ormai riconosciuto come maestro affidabile, da alcuni come un profeta che continua la missione di Giovanni il Battista. La parola autorevole di Gesù e la sua attività di cura e guarigione dei malati attivano molta gente, che vuole ascoltarlo e vederlo. Marco osa attestare questa diffidenza ostile a Gesù da parte dei “suoi”, i familiari che, venuti dal loro villaggio, cercano di mettere le mani su di lui, di prenderlo e portarlo via, giudicandolo “fuori di sé”, esaltato, impazzito. Gesù aveva operato scelte di vita che ai suoi familiari potevano sembrare stoltezza e follia. Aveva infatti abbandonato la famiglia, si era dato a una vita itinerante, viveva la condizione del celibe, del non coniugato, infamante per la cultura del tempo, e con il suo successo si era inimicato le stesse autorità religiose.

Giudicato “eversivo”, andava dunque fermato. Se per i suoi familiari Gesù è pazzo, gli esperti delle sante Scritture lo ritengono posseduto da Beelzebul, il capo dei demoni, che – costoro affermano – opera in lui fino a scacciare dalle persone i demoni inferiori. Si faccia attenzione: costoro non negano che Gesù compia un’opera di liberazione, di guarigione delle persone che egli incontra e cura. Pensano che Gesù scacci i demoni che tengono in schiavitù uomini e donne, ma lo faccia da indemoniato: in lui agisce il capo dei demoni, Beelzebul (alla lettera: il signore dello sterco)! Questa l’insinuazione e il giudizio di quelli che contano, delle autorità della comunità religiosa cui Gesù appartiene.

Gesù però li chiama a sé, li smaschera e si rivolge a loro con linguaggio parabolico, mediante una domanda seguita da alcune affermazioni: “Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito”. Il concetto espresso da Gesù è chiaro: se fosse vero ciò che dicono gli scribi, se Satana, attraverso le sue azioni, insorgesse contro se stesso, ciò significherebbe che il suo potere sta andando in rovina, che non è più vincitore ma vinto. Per questo Gesù aggiunge, in modo decisamente convincente e non contestabile: “Nessuno può penetrare nella casa di un uomo forte e saccheggiarla, se prima non lo ha reso inoffensivo legandolo. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa”. Dunque Gesù può scacciare Satana perché lo ha legato, perché ha reso impotente colui che è forte, fin dalla sua immersione nel Giordano e dalla sua lotta contro Satana nel deserto. Ma la risposta di Gesù diventa anche un avvertimento grave e minaccioso, introdotto da un solenne “Amen”: “Amen, in verità vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie, per quante ne abbiano dette; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito santo non avrà mai perdono, sarà colpevole di una colpa definitiva”. Parole dure, che devono però essere accolte senza indulgere a fantasie o immaginazioni circa questo peccato contro lo Spirito santo. In realtà è un peccato banale, come è banale il male; è un peccato che non richiede particolare malvagità ma è semplicemente consumato da chi vede e discerne il bene che viene fatto eppure, piuttosto che riconoscere questa verità, preferisce chiamarlo male, attribuendolo a Satana. È il peccato che procede dall’invidia, dal non sopportare che un altro abbia fatto o faccia il bene, perché si vorrebbe solo se stessi come soggetti del bene; e non volendo riconoscere in un altro quel bene che viene da Dio, si preferisce attribuirlo al demonio. Quegli scribi vedevano il bene operato da Gesù ma, piuttosto che riconoscerlo come opera ispiratagli da Dio, sceglievano deliberatamente di imputarlo a Satana. Non riconoscere l’opera di Dio, non riconoscere l’azione dello Spirito santo, fino a stravolgere lo sguardo e il giudizio, attribuendo il bene operato a Satana, è davvero il peccato imperdonabile, dice Gesù. Gesù, da parte sua, resta al suo posto, tra i suoi discepoli, in mezzo alla comunità riunita in cerchio attorno a lui, e volgendo lo sguardo su questo gruppo dice con forza: “Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli? Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre”.

In tal modo egli dichiara di conoscere e vivere i legami di una nuova famiglia, la comunità dei discepoli, legami che non nascono dalla carne o dal sangue, cioè dalla storia familiare, ma dal fare la volontà di Dio. La prossimità a Gesù non è decisa dal vincolo parentale ma si basa sull’ascolto della parola di Dio, sul realizzare la sua volontà, sul vivere la fraternità nel vincolo dell’amore quale figli e figlie di un unico Padre: Dio.

Don Ivan Leto
 
* Parroco di San Gordiano Martire in Civitavecchia 
Diocesi Civitavecchia-Tarquinia

 

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Ladispoli, ultimo sforzo per la Serie D

Tutto è pronto per l’ultima e più importante partita della stagione del Ladispoli: il ritorno della finale playoff di Eccellenza. Dopo una stagione spettacolare, domani alle 16.30 sul rettangolo dell’Angelo Sale, Ladispoli e Villafranca Veronese si contenderanno un posto nella Serie D. 
Nel match di andata giocato nella caldissima Villafranca la scorsa domenica, non si è andato oltre il 2-2: a sbloccare il risultato un’incornata vincente del giovane Gallitano servito nell’occasione da un ottimo Vincenzo Lupo. Il Villafranca però non si dà per vinto e a pochi secondi dal duplice fischio Elia, complice anche una disattenzione difensiva rossoblu, supera Travaglini e trova la rete del momentaneo pareggio. La seconda frazione di gioco si apre con gli ospiti un po’ in difficoltà, e che finiscono sotto ad opera di Faye che stacca più in alto di tutti e spedisce il pallone alla destra dell’estremo difensore rossoblu. A ristabilire l’ordine ci pensa Federico Cardella che dagli undici metri riporta la situazione in parità. Termina 2-2 quindi, un risultato che di fatto favorisce il Ladispoli, ma che non deve comunque far adagiare i rossoblu. 
A più di un mese dalla fine del campionato e dopo aver disputato tre gare, i tirrenici di mister Pietro Bosco non sentono la stanchezza, non conoscono più la sconfitta e soprattutto ci credono. 
Nel frattempo continua a ritmo battente la prevendita per i biglietti della sfida: si prevede infatti ancora una volta il tutto esaurito fra i biglietti acquistati in questi giorni e quelli che verranno venduti direttamente allo stadio. 
Si colorerà quindi di rossoblu la tribuna dell’Angelo Sale, pronta a dare l’assalto alla sfida più importante degli ultimi 13 anni. 
Per l’occasione, visto l’elevato numero di richieste in tempi record, un’azienda del territorio sta preparando oltre 200 sciarpe che verranno vendute all’ingresso dello stadio.
La società comunica che anche per la sfida contro i veneti saranno aperti tre ingressi, il GATE 1 riservato a chi acquista il biglietto il giorno della partita, accrediti, stampa e tifosi ospiti, al GATE 2 invece potranno accedere le prevendite, gli Hospitality Pass e le autorità, mentre al GATE 3 tutti i componenti della scuola calcio con relativi accompagnatori. 

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Valentina Vannicola si conferma grande artista

TOLFA – Fari puntati su Tolfa grazie alla bravissima artista locale Valentina Vannicola. La pluripremiata fotografa collinare con un’immagine tratta dalla serie “Eravamo Terraferma” è entrata nella rosa dei 20 finalisti della nona edizione del ‘’Premio Internazionale Combat Prize’’, sezione fotografia. I lavori selezionati verranno esposti al Museo Civico G. Fattori ex Granai di Villa Mimbelli e alla Villa del Presidente di Livorno dal 23 giugno al 14 luglio. Successivamente verranno annunciati i vincitori. «La serie completa ‘’Eravamo terraferma’’ è il mio ultimo lavoro – spiega Valentina Vannicola – ed è stato esposto per la prima volta a marzo di quest’anno all’Auditorium Arte di Roma, in una mostra curata da Anna Cestelli Guidi. In questo progetto, come per tutti gli altri fino ad ora realizzati, ho lavorato con la fotografia messa in scena. In questo caso però non sono partita da un testo letterario di riferimento, come è spesso avvenuto in precedenza, ma da fatti storici realmente accaduti e documentati che sono divenuti la base di un racconto di finzione». ‘‘Eravamo terraferma’’ è la storia degli abitanti di un’isola del Mar Adriatico situata all’interno di un’area petrolifera ormai abbandonata di proprietà Star Oil, una società che vide i suoi fasti all’epoca del Maresciallo Tito e la sua fine con la morte di questo e lo scoppio delle guerre balcaniche negli anni ‘90. Allora tutti gli operai, che provenivano esclusivamente dall’ex Jugoslavia, abbandonarono le piattaforme per imbracciare le armi. Tutti, tranne un piccolo gruppo che decise di disertare, di non combattere quella guerra e di stabilirsi su quell’isola verso cui nessuno aveva mai nutrito grande interesse. ‘‘Eravamo terraferma’’ è quindi un lavoro di fiction, fatti, personaggi, costumi e locations ricostruiti e messi in scena. È ormai riduttivo definire Valentina Vannicola solo una fotografa: lei è una vera e grande artista che si esprime con immagini che non lasciano indifferenti e seppure giovane ha già conquistato da tempo affermazioni, premi e ricoscimenti ritagliandosi uno spazio importante nel mondo della fotografia. Valentina Vannicola (classe 1982) si è laureata con una tesi in Filmologia presso La Sapienza di Roma e successivamente si è diplomata alla Scuola Romana di Fotografia. Le sue immagini fotografiche sono state influenzate dalla tradizione cinematografica, letteraria e teatrale. L’intera pratica artistica della Vannicola è riconducibile al genere della ‘’staged photography’’. Le sue opere sono state esposte in diverse gallerie e Festival tra cui: AuditoriumArte, Roma; l’Istituto Italiano di Cultura ed il Festival Head On di Sydney; Festival Circulation(s), Parigi; Istituto Italiano di Cultura di Melbourne; Gallery Central di Perth, Australia; La Triennale di Milano; Espace André Malraux Herblay, Francia; Vision Lab/Triennale di Milano presso la Mediateca di S. Teresa, Milano; Arte Fiera Bologna; Vienna Fair; Il Bellaria Film Festival; Galleria Al Blu di Prussia, Napoli; G alleria Wuderkammern, Roma; Urban Center di Rovereto; Mia Art Fair; CiternaFotografia-Festival; Fotografia Festival, MACRO Testaccio, Roma; Centro italiano della fotografia d’autore, Bibbiena; Auditorium Parco della Musica, Roma; s.t. Galleria, Roma. Nel 2011 ha pubblicato con la casa editrice Postcard “L’Inferno di Dante”, curato da B. Cestelli Guidi. Le sue immagini sono state pubblicate da diversi giornali periodici e quotidiani tra cui L’Espresso, D di Repubblica, Philosophie Magazine, Il Manifesto, Insidart ed Aracne. Nel 2017 ha vinto il primo premio come ‘’Miglior portfolio’’ a Fotografia Europea ed è stata finalista al ‘’Premio Fabbri’’ e al ‘’Premio Ponchielli’’. Ha partecipato a diverse residenze d’artista tra cui una promossa dal Bellaria Film festival nel 2014 e l’altra presso i BocsArt nel 2017. «Al momento sto realizzando alcune immagini per enti privati e ho appena chiuso una mostra in Francia alla Biennale de Photographie d’Aubagne, dove quest’anno è stato fatto un focus sulla fotografia italiana e sono stata invitata, con il mio lavoro ‘’Riviere’’ insieme ad altri quindici nomi della fotografia italiana tra cui: Luigi Ghirri, Mario Giacomelli, Gianni Berengo Gardin e Paolo Ventura – prosegue la Vannicola – sto infine preparando una mostra, con uno dei miei ultimi lavori, che dovrebbe inaugurarsi nella seconda metà di giugno, per ora non posso ancora dire altro».

Rom. Mos.
 

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