Niente più carburante ad  Allumiere

ALLUMIERE – Chiusura e rimozione del distributore in piazza della Repubblica ad Allumiere. Gli allumieraschi ormai da un mese non hanno più un distributore di carburante all’interno del territorio comunale. Come dichiarato dal sindaco Antonio Pasquini «la decisione non è stata presa dall’amministrazione collinare, ma dalla stessa Tamoil. L’azienda, a seguito dell’entrata in vigore nel 2018 del decreto del Ministero dell’Interno che stabilisce le nuove caratteristiche tecniche e le norme di installazione degli impianti di distribuzione di carburanti e scadute infine le proroghe per gli adeguamenti, il 19 ottobre ha chiuso il punto rifornimenti. La scelta della Tamoil è stata obbligata». La ditta a quanto sembra ha rimandando la chiusura finché possibile, ma si è infine trovata costretta a procedere per non incorrere in sanzioni economiche e penali per l’azienda e per il suo personale gestore. L’impianto non rispettava le ultime normative in merito alla sicurezza, alla garanzia di viabilità e all’impatto ambientale. La posizione del distributore infatti, tra le altre cose, non garantiva un adeguato isolamento del carburante dal suolo sottostante, né la presenza di un’area di rifornimento e scarico che, a norma di legge, deve essere esterna alla carreggiata e/o alla viabilità. L’amministrazione comunale già dal suo insediamento è in attività per affrontare il problema legato all’eventuale chiusura del distributore che già da alcuni anni era attivo solamente grazie a diverse proroghe Ministeriali ed in parziale contrasto con le normative vigenti. Per la collocazione di un nuovo distributore di carburante sarà necessario basarsi sul vigente Piano Regolatore Generale di Allumiere. Il P.R.G. in vigore propone due siti potenziali: Via Basoli o il rettilineo detto “della Vaccareccia”, lungo la strada provinciale Braccianese-Claudia. I due siti presentano alcune problematiche: per quello presso Via Basoli è fondamentale la demolizione del campo didattico ed un’ingente spesa economica a fronte di un servizio limitato ai soli residenti; quello presso il rettilineo lungo la Braccianese non elimina il problema della distanza dal centro urbano che rimarrebbe notevole. Nonostante ciò, e a fronte delle già negative risposte verbali, è in corso di pubblicazione un avviso con richiesta di manifestazione d’interesse rivolto a privati interessati nella realizzazione presso i due siti. Allo stesso tempo, l’amministrazione ha scelto di non lasciare intentata la terza ed ultima via, quella certamente più laboriosa, legalmente e a livello di sicurezza ma che ha incontrato il favore degli investitori: l’inserimento del nuovo distributore all’interno del progetto di riqualificazione del bivio de La Bianca. «Sarà complicato – spiega il sindaco Antonio Pasquini – la zona è segnalata come zona rossa PAI, soggetta a frane, e si trova tra due strade provinciali. Abbiamo avuto alcuni incontri con gli uffici preposti presso la Regione Lazio e la Città Metropolitana di Roma, con cui abbiamo riattivato anche il monitoraggio della zona della frana nei pressi del bivio. In questi incontri è stato nuovamente sottoposto all’attenzione il progetto redatto dal nostro Ufficio Tecnico, già presentato in Consiglio Comunale alcuni mesi fa. Siamo consapevoli che le possibilità non siano a nostro favore ma, finché rimane una speranza, tenteremo». Uno spiraglio per la realizzazione di questo progetto permane, per questo, l’amministrazione si è immediatamente attivata già da diversi mesi per presentare in tempi celeri tutta la documentazione necessaria agli uffici che prenderanno in carico la questione. È convinzione dell’amministrazione che la realizzazione di una nuova area di servizio presso il bivio de La Bianca sarebbe la soluzione migliore per andare incontro alle esigenze degli investitori, a quelle della cittadinanza e permetterebbe la riqualificazione del bivio oramai da troppo tempo abbandonato in un pessimo stato di conservazione.

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Bilancio, Fantozzi: ''Stagnazione, carestia e degrado''

SANTA MARINELLA – Il coordinatore locale di Fratelli d’Italia Ilaria Fantozzi spara a zero contro il sindaco Tidei che nel suo resoconto sul bilancio, ha annunciato ufficialmente che per il prossimo anno ci saranno degli aumenti considerevoli di tutte le tasse comunali. 
«Il bilancio è stato approvato – spiega la Fantozzi – ed a causa del dissesto i cittadini avranno un aumento Irpef dell’undici per cento e un aumento della Tari del 23 per cento, su una tariffa già alta di suo per un servizio di bassa qualità. Via Quattro Novembre è stata chiusa in direzione Roma e non c’è alternativa di viabilità, le buche sono ancora presenti malgrado l’impegno dei cittadini volontari, la segnaletica stradale in alcune zone continua a mancare. Insomma, due anni difficili per la cittadinanza, così come ci comunica l’onorevole sindaco, preparandoci ad un tartassamento economico e degrado urbanistico e ambientale. Le attività continuano a chiudere per il vuoto turistico che non trasuda economia e la mortadella viene venduta anche a 18 euro al chilo in alcuni esercizi per fronteggiare le spese. Bene, questa la realtà dopo sei mesi di insediamento di questa amministrazione. L’importante però, a detta del sindaco, è che si inizi ad intravedere una luce in fondo al tunnel. La veggente amministrazione è fortunata nel vederla». 
«Noi – prosegue la Fantozzi –  per il momento non vediamo nulla anzi, notiamo stagnazione, carestia e degrado. E’ questa l’innovazione politica promessa in campagna elettorale che ha portato al consenso popolare di questa amministrazione? Erano queste le promesse fatte alla cittadinanza? In sei mesi il vuoto. Ma si è colpa del passato e dell’immobilismo politico e strutturale di chi aveva vinto, è colpa del passato se i servizi sono peggiorati, se si pagano più tasse, se ci sono le buche, se le vie vengono chiuse, se ci sono quasi cento deleghe che non servono a nulla se non per accontentare sostenitori e non far crollare questa macchina senza carburante? Ma una parte di questi problemi si conoscevano già e non è forse per questo che si parlava di programmi elettorali per la rinascita della Perla? Quali sono le iniziative concrete che l’amministrazione vuole intraprendere per aiutare i cittadini, per aggiustare le cose, per rendere vivibile questo Paese? “Lo sapremo nella prossima puntata – conclude la Fantozzi – della serie Tidei e il meraviglioso mondo del dissesto santamarinellese. Accorrete tutti e sostenete il nostro sindaco buttando ghirlande per le strade».

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‘‘Allumiere Futura’’: ''Avevamo ragione noi sulla non fattibilità''

ALLUMIERE – «Allora avevamo  ragione noi, quando mettevamo in guardia la “distratta” amministrazione Pasquini sulla non fattibilità della nuova isola ecologica alla zona artigianale a causa della critica viabilità dei mezzi in quella zona». Comincia così la nota del gruppo politico collinare: ‘‘Allumiere futura’’: i vertici del gruppo puntano il dito contro l’amministrazione comunale riguardo alla questione dell’ipotesi di realizzazione dell’Isola ecologica nella erigenda zona artigianale: «Nononostante ciò che abbiamo fatto presente ai nostri amministratori – proseguono da Allumiere Futura – il sindaco e il delegato all’Ambiente hanno continuato sulla propria strada, sordi ad ogni avvertimento, arrivando anche al punto di scontrarsi con qualche cittadino onorario del nostro paese. Oggi, invece, l’amministrazione comunale, costretta a fare retromarcia, ha ripiegato sulla realizzazione dell’Isola Ecologica in sinergia con il comune di Tolfa nella zona vicino al deposito Cotral con il protocollo d’intesa firmato il 23 ottobre dai due sindaci, guarda caso la stessa zona che noi avevamo indicato ma il nostro suggerimento era stato snobbato». I vertici del gruppo collinare scrivono poi: «Siamo sicuri che la firma di questo protocollo in futuro porterà ulteriore giovamento ad Allumiere, sia per la gestione condivisa dei servizi, sia per la possibilità di accedere a finanziamenti pubblici di maggior spessore. Si tratta, forse, dell’unica possibilità per risollevare il nostro paese dall’imbarazzante situazione in cui è precipitato in questo anno e mezzo di amministrazione Pasquini, senza più un  distributore di carburante, con la scuola ancora chiusa, il bocciodromo che cade a pezzi, il traffico in tilt completo (il Cotral ha incontrato più volte il nostro sindaco per cercare una soluzione, senza mai trovarla) e tanto altro ancora. Una volta Fontanatonna fece uscire un foglio umoristico sull’amministrazione Battilocchio denominato ‘’il paese di Bengodi’’: oggi, con loro al potere, è morto anche Bengodi e da ridere c’è rimasto proprio poco».

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Ladispoli, entro il 2020 la stabilizzazione della navetta per l'Aeroporto

LADISPOLI – Duecentosedici mila abitanti tra Tolfa e Allumiere, passando per la zona del lago, fino ad arrivare a Cerveteri e Ladispoli. Una stazione che con i suoi 8mila passeggeri al giorno si aggiudica il secondo posto, per ''popolosità'', nella Regione Lazio. Un trasporto pubblico che tenta di migliorare ogni giorno che passa con la sottoscrizione della convenzione tra Cerveteri e Ladispoli per il Tpl integrato, i treni nuovi messi a disposizione delle Ferrovie dello Stato, gli impianti Cotral e i suoi mezzi che circolano sul territorio, il restyling della stazione Ferroviaria. Ma ancora c'è tanto da fare per il miglioramento della viabilità e soprattutto dei collegamenti tra litorale e lago. A dirlo sono stati i partecipanti al Convegno sui trasporti organizzato dal Partito Democratico, moderato da Gerardo Bevilacqua del direttivo del Pd Ladispoli che ha aperto i lavori. 
A puntare i riflettori sui problemi da risolvere e imputabili all'inerzia di Città Metropolitana, è stato il consigliere metropolitano del Pd Federico Ascani. Si parla della Settevene Palo, strada provinciale che presenta criticità e obbliga al senso unico alternato già da diversi anni. «ERa il 2014 quando la strada è crollata», ha ricordato Ascani ripercorrendo un po' l'iter burocratico in Città Metropolitana. Prima col Commissario, poi nei pochi mesi di governo della sinistra dove la sistemazione della strada era rientrata nel Piano delle Opere Triennali; fino ad arrivare all'avvento del governo Raggi dove «sebbene abbiamo difeso il Consiglio l'inserimento della Settevene Palo nel Piano Triennale delle Opere – ha detto Ascani – la Giunta non ha dato seguito. Forse ora vedremo miracolosamente spostare i massi franati sulla strada qualche mese fa. Ma la situazione non è risolta». E fino a quando non sarà risolta Cotral sarà costretto a percorsi alternativi, con aumento degli orari di attesa per gli utenti e con l'utilizzo di strade secondarie che in questi giorni sono super affollati a causa della chiusura dell'arteria principale e che rischiano di franare anche loro come la Sasso – Manziana. 
E se da un lato, però, le criticità almeno per quanto riguarda il trasporto su gomma risulta problematico per le inadempienze denunciate anche dai consiglieri regionali del Pd Marietta Tidei ed Emiliano Minnucci, presenti anche loro al convegno di ieri all'aula consiliare di palazzo Falcone; si è puntato anche e soprattutto a quanto realizzato in campo di trasporti col sostegno della Regione Lazio. A cominciare dall'arrivo dei nuovi treni sulla tratta Roma – Civitavecchia, del parcheggio di scambio alla stazione di Ladispoli realizzato sotto l'amministrazione Paliotta, fino ad arrivare al restyling della stazione in atto proprio in questi mesi.  «Noi siamo presenti sui territori – ha detto Nicola Passanisi della segreteria dell'Assessorato Regionale ai Trasporti – Cercheremo di portare avanti una politica dei trasporti vicina ai cittadini, ma per farlo abbiamo bisogno della collaborazione di tutte le amministrazioni comunali del territorio. 
Sollevata dall'assessore alla Mobilità del Comune di Ladispoli Amelia Mollica Graziano la questione relativa alla tratta sperimentale con l'Aeroporto di Fiumicino. Tratta sospesa a causa della scadenza della convenzione siglata e che ad oggi, nonostante i solleciti inviati da ambo le amministrazioni comunali del territorio, non ha trovato un suo ripristino. «Si tratta di una navetta – ha detto – utilizzata moltissimo anche dai ragazzi che hanno voglia di fare una passeggiata al centro commerciale». L'Assessore ha puntato i riflettori anche sulla questione sicurezza: con l'introduzione della navetta infatti molti giovani anziché percorrere le strade del territorio in auto, con il rischio di incorrere in incidenti stradali che purtroppo in questo ultimo periodo sembrano notevolmente essere aumentati, possono invece spostarsi da un punto all'altro del litorale grazie ai servizi pubblici. Per non parlare poi dei lavoratori di Centri Commerciali e Aeroporto che utilizzavano la navetta per raggiungere il proprio posto di lavoro, con un notevole risparmio di carburante. 
Ma dalla Regione, a quanto pare, per il momento, non si starebbe valutando la possibilità di ripristino, anche in via sperimentale del collegamento. Il rappresentante della Pisana ha infatti sottolineato come al momento ci siano delle «deficienze economiche» ma che comunque la Regione conta di stabilizzare la navetta per l'Aeroporto entro il 2020. «Ci stiamo lavorando – ha detto Passanisi – dobbiamo solo come farla rientrare nella linea comunale».
Sicuramente una buona notizia anche se l'assessore alla Mobilità del Comune di Ladispoli, Amelia Mollica Graziano auspica che «la linea venga ripristinata anche prima del 2020».
Presente ieri anche Andrea Ricci presidente del Comitato pendolari Fl5 Roma – Civitaecchia e come rappresentante dell'Osservatorio Regionale dei Trasporti che si è detto soddisfatto per «l'efficace integrazione del Tpl tra i due comuni». Pendolari e Osservatorio Regionale dei Trasporti soddisfatti che, nonostante il cambio di ''bandiera politica'' all'interno del palazzetto comunale ladispolano, la nuova amministrazione abbia proseguito sulla strada tracciata dalla precedente amministrazione comunale sul settore dei trasporti. Servizio, quello ad oggi offerto agli utenti dei due comuni dei litorale che «auspichiamo – ha detto Ricci – possa in qualche modo estendersi a Fiumicino, almeno per l'efficace linea Cerveteri- Aeroporto». Un processo, questo, che «suppone una regia convinta e forte». Ricci è intervenuto anche sulle critiche mosse alla Città Metropolitana per la sua assenza dal territorio: «Si è parlato di assenza della Città Metropolitana, ma è già impossibile fare il Sindaco di Roma, anche per motivi di ampiezza, figuriamoci della Città Metropolitana con un livello amministrativo in meno». Per questo motivo, per il rappresentante dell'Osservatorio Regionale dei Trasporti quello che serve, a tutti i livelli, è un «investimento politico in governo dei trasporti, perché le imprese nazionali e internazionali di trasporti sono corazzate». Un investimento politico, per esempio, «che sappia riportare la ferrovia a Fiumicino o ottenere quello scambio in più a Ladispoli che consenta di utilizzare il binario 1 come capolinea». Scambio per Ricci «fondamentale per potenziare il servizio» e che già ora potrebbe ridurre i disagi vissuti dai pendolari a causa dei lavori di restyling in stazione.

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Maltempo, gran lavoro per la Protezione civile collinare

ALLUMIERE – Grande lavoro per i volontari del gruppo di Protezione Civile di Allumiere coordinato da Alfonso Superchi. In questi giorni in cui il maltempo in collina ha imperversato, Superchi e i suoi uomini sono stati attivi e operativi h24. In seguito all’attivazione del COC il gruppo di protezione civile di Allumiere, con l’allerta del 29 e 30 ottobre, ha avuto il suo bel da fare: numerosi interventi per alberi caduti sia dentro il paese, sia lungo la strada Braccianese. «Sono state ore molto impegnative – spiega Alfonso Superchi, coordinatore della Prociv Allumiere – eravamo in stretto contatto con la sala operativa regionale, col sindaco Pasquini, col coordinamento AEOPC, coi carabinieri e con la polizia locale; numerose le chiamate per alberi e tegole cadute. Un intervento lo abbiamo fatto anche alla frazione La Bianca per un albero caduto che interrompeva la viabilità. Durante tutta l’emergenza siamo stati operativi h 24 presso il nostro sito alla cavaccia, da dove abbiamo assistito ai gravi danni che la struttura del campo ha subito: sono volati via tuti i pannelli fotovoltaici e le tegole del tetto degli spogliatoi. Ringrazio tutti i volontari che hanno partecipato con sacrificio all’emergenza dimostrando un forte senso civico verso la nostra comunità».

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“Amministrazione Mencarini, un tempo troppo breve per dare una valutazione attendibile”  

TARQUINIA –  Il teatro sarà inaugurato a breve. E a tagliare il nastro non ci sarà alcun sindaco, ma il commissario prefettizio. ''E forse è giusto così''.

Nemesi storica dell’ex presidente del consiglio comunale Arrigo Bergonzini e della ex assessora ai Lavori pubblici Laura Sposetti a circa un mese dalle dimissioni del sindaco Pietro Mencarini. I due ex amministratori parlano di un tempo di governo troppo breve per dare un giudizio sull’operato e ed elencano tuttavia alcune delle opere messe in cantiere.

“I cittadini romani stanno solo ora chiedendo conto alla sindaca Raggi della mancata soluzione di problemi annosi come la raccolta dei rifiuti, l'inquinamento, il traffico e la presenza dei bus turistici, il degrado urbano, l'occupazione abusiva degli immobili comunali, le questioni di ordine pubblico connesse e così di seguito – affermano Bergonzini e Sposetti – Due anni e sei mesi (medio termine di mandato) costituiscono, infatti, un tempo sufficiente per dare un giudizio sull'attività amministrativa, se non sulla base di risultati concretamente raggiunti quanto meno in termini di progettualità e di prospettive future. Nei confronti dell'amministrazione Mencarini tale giudizio rimane inevitabilmente sospeso sia perché un anno risulta obiettivamente un lasso di tempo troppo breve (luglio 2017 insediamento – agosto 2018 decadenza) per una valutazione attendibile e sia per alcune evidenti difficoltà operative, che si erano da tempo appalesate”.  “Non per questo – rimarca Bergonzini – il rammarico appare minore in riferimento alla mancata soluzione di alcuni problemi, che la stessa amministrazione uscente aveva inizialmente indicato come prioritari e per i quali l’assessora competente, alla quale ho tentato di dare tutto il supporto possibile in termini di conoscenza e di ricerca, si era particolarmente impegnata, pur con la grave colpa di non aver adeguatamente pubblicizzato l’attività progettuale posta in essere. Volendo elencare solo alcuni dei temi di maggiore interesse, partirei dal confronto o meglio dal contenzioso instaurato con la S.A.T. Società Autostrada Tirrenica per la sistemazione di tutte le criticità sulla viabilità principale e secondaria determinatisi a seguito dei lavori autostradali, quali la rotatoria allo svincolo sulla Provinciale Porto Clementino, le strade complanari e quelle vicinali (strada del Pidocchio), motivo di costante pericolosità. La sistemazione di una serie di spazi urbani a ridosso del centro storico, per la quale erano state avviate le pratiche amministrative per la eliminazione del distributore di carburanti sulla circonvallazione Cardarelli con una previsione di area a verde e parcheggio in prossimità della Torre di Dante contestualmente alla sistemazione del “Bucone”, con la prospettiva di poter effettuare un parcheggio sottostante il giardino pubblico limitrofo. La realizzazione di un'altra area a verde e parcheggio in zona Clementina su un’area oggetto di cessione da parte del privato e l’ampliamento del parcheggio fuori la Barriera S. Giusto, previo anche in quel caso il recupero di un’area di servizio carburanti. La definizione del rapporto concessorio trentennale con i proprietari del Top 16, iniziato proprio nel 1988, che prevedeva la presa in carico di tutte le opere di urbanizzazione (sistemate) e degli spazi comuni, oltre all’adempimento di altre obbligazioni contrattuali”. “Basti pensare – rimarcano i due ex amministratori – che ancora non è formalmente intervenuta la cessione in proprietà del Comune dei locali dove è ubicata la farmacia. L’avvio dei lavori per le opere di eliminazione del vincolo PAI su tutte le zone artigianali e commerciali fino alla stazione di Tarquinia, finanziate con fondi europei, di cui è stato fatto quanto meno il progetto esecutivo per i vari pareri ministeriali. La realizzazione di quest’opera attiene allo sviluppo produttivo ed occupazionale delle zone interessate suddette, nelle quali è ubicato anche il principale complesso scolastico di Tarquinia. La definizione delle proprietà Arsial, compresa la Cantina Cerveteri e tutti gli ampi terreni annessi, che permetterebbero la sistemazione definitiva sotto il profilo urbanistico di tutta la zona produttiva D/2, in cui è ricompresa la struttura. L’acquisizione in sicurezza di tutta una serie di terreni e strutture, come il centro chimico-militare, suscettibili di ampia utilizzazione a servizio della collettività, come anche varie aree al Lido di Tarquinia da destinare a verde e parcheggio. L’elenco completo delle iniziative avviate sarebbe troppo lungo. Purtroppo sono mancati i tempi necessari

Tutto questo al netto della questione riguardante “S. Giorgio”, che non compariva in alcun modo nel nostro programma elettorale, ma che alcuni hanno tentato di affrontare senza le opportune conoscenze storico-amministrative e senza la preparazione tecnico-urbanistica necessaria. Ma questa è un’altra storia….., che racconteremo più avanti. Così come storia diversa e particolare e quella del teatro comunale”. “Per tale questione – afferma Bergonzini – permettetemi di attingere ai ricordi dell’altra vita amministrativa, nel corso della quale mi sono interessato della vicenda per la prima volta nella seduta del consiglio comunale del 20/12/1988, del quale facevo parte come consigliere.  In quella occasione (Deliberazione n. 246) fu discussa ed approvata la risoluzione anticipata del contratto di locazione dell’immobile comunale adibito a “Cinena Teatro Moderno” nei confronti del gestore Ciatti Enzo, al quale veniva corrisposta una indennità di Lire 95.000.000=.  La motivazione era quella di avviare gli atti e le procedure per la realizzazione di una struttura destinata “ .. alla programmazione di spettacoli teatrali, sia per favorire l’avvicinamento del pubblico a questo genere di cultura sia per dare spazio a formazioni di teatro locali che potrebbero avere così a loro disposizione una struttura stabile ..”, come si legge nella relazione allegata alla delibera. Personalmente ero contrario a tale iniziativa, che ritenevo eccessivamente costosa ed inopportuna prima di una adeguata progettazione complessiva sulle opere, sui costi necessari e sui tempi di realizzazione. Intervenni in Consiglio (facevo parte della maggioranza di allora presieduta dal Sindaco prof. Ciurluini) e feci presenti le mie perplessità, concludendo che con questo modo di operare vi era il pericolo che dopo “VENTI ANNI” il Teatro non sarebbe ancora stato realizzato, avendo nel tempo il Comune investito enormi risorse economiche, secondo un costume italico dello “spreco” di risorse pubbliche. La mia rimase una voce isolata ed anche senza il mio consenso la deliberazione fu approvata con 24 voti favorevoli (praticamente all’unanimità) e 1 contrario. Ricevetti nell’occasione varie pressioni (lecite) sotto il profilo politico, come presunto avversario di iniziative culturali indispensabili per la “crescita” della Città.  Pur in presenza del mio (poco rilevante) parere contrario, con quell’atto e quell’impegno economico è partita l’avventura amministrativa per la realizzazione del Teatro, che, come semplice cittadino, ho sempre seguito nelle varie vicissitudini economiche e contrattuali.  E’ stata un’avventura sfortunata, caratterizzata da problemi di varia natura economica, amministrativa, giudiziaria e progettuale (anche se il progetto iniziale redatto dall’arch. Proli è veramente apprezzabile dal punto di vista funzionale ed estetico, come potrà fra non molto essere verificato da tutti i cittadini). L’elenco dei meriti e delle eventuali responsabilità appare attualmente inutile, certo è che “venti anni” non sono bastati, ce ne sono voluti trenta: Consapevole della cosa, quando sono stato nuovamente investito di una qualche responsabilità amministrativa, la prima cosa che ho segnalato come prioritaria all’assessorato ai Lavori pubblici è stato il completamento del teatro, la realizzazione dell’appalto sugli arredi e l’acustica, nonché la sistemazione della pensilina esterna e dell’atrio. Da parte dell’assessorato vi è stato il massimo impegno, cercando anche di abbreviare i tempi di gara e di consegna, nonostante alcuni ulteriori impedimenti di carattere burocratico e difficoltà operative varie.  Vi era la volontà di percorrere più in fratta possibile “l’ultimo miglio” di un percorso lungo ed impervio, sicuramente nato sotto una “cattiva stella”.  Eravamo, comunque, sicuri che dopo Trenta anni dalla prima delibera n. 246/1988 saremmo stati noi ad inaugurare finalmente il teatro, magari con soddisfazione immeritata rispetto all’impegno anche di precedenti amministratori, ma pensando legittimamente di poter decidere sugli aspetti gestionali futuri dell’opera. Tale sicurezza si è infranta sullo scoglio dello scioglimento prematuro dell’amministrazione Mencarini”. “In una sorta di nemesi storica il teatro dovrà essere inaugurato dal commissario. – concludono Bergonzini e la Sposetti – E a ben vedere, appare giusto così.  Il teatro costituisce un evento positivo per la città ed in qualche modo purificatore di errori passati, di incomprensioni ed incompetenze, che è auspicabile non si ripetano al momento di affrontare tutti i problemi che affliggano il nostro, pur privilegiato, Paese, dove “tutto è fermo ed incantato .. anche il “Vento”, secondo il ricordo di Cardarelli, ma dove tutto potrebbe essere al tempo stesso “in movimento”, favorito dalla felice collocazione territoriale sulle grandi vie di comunicazione nazionale e internazionale. L’auspicio è che i cittadini sappiano riavviare tale vivacità e capacità gestionale con le loro scelte elettorali prossime venture. Auguri a tutti, anche di buon Teatro”.

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"Maltempo, a Tarquinia un pool efficiente, ma serve fare prevenzione"

TARQUINIA – "C'é chi li ha definiti angeli, chi eroi: a noi piace definirli come il cuore pulsante di Tarquinia". Inizia così il plauso di "Tarquinia nel cuore" a tutte le unità operative che hanno preso parte all'emergenza maltempo. L'associazione ricorda tuttavia alla Provincia e alle altre istituzioni l'importanza della prevenzione sul territorio mediante la pulizia e la manutenzione di piante e fossi.

"Sono tutte quelle persone – spiegano da Tarquinia nel cuore – che, per lavoro o per volontariato, stanno garantendo in queste ore interventi per ripristinare viabilitá, sicurezza e servizi: Polizia Locale, Carabinieri Forestali, Vigili del Fuoco, e, preziosissimi, AEOPC e Protezione Civile. Il forte vento che ha interessato Tarquinia ha prodotto mareggiate e caduta di alberi, lampioni, pali, cartelli pubblicitari, rami: é solo grazie al lavoro ed all'opera delle nostre forze ordinarie e volontarie che le emergenze sono rientrate quasi ovunque, e con tempistiche davvero ridotte. Esprimiamo dunque un forte ringraziamento a questi nostri angeli, senza i quali i forti eventi metereologici come quello appena accaduto sarebbero veri e propri disastri".

"Teniamo comunque a ricordare – aggiungono – che per ridurre gli effetti degli eventi metereologici è utile anche la prevenzione: oltre che con le consuete segnalazioni scritte, ricordiamo dunque anche a mezzo stampa alla Provincia ed alle altre Istituzioni interessate che gli arbusti e le cunette vanno curati, perchè basta la caduta anche solo di un ramo su un'automobile in corsa per causare una tragedia; non aspettiamo che ciò accada, impegniamoci nelle potature e negli sfalci".

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Scene apocalittiche con raffica di alberi caduti

TARQUINIA – Giornata apocalittica sul litorale viterbese dove il maltempo, segnato da forti raffiche di vento e pioggia, ha creato disagi in tutto il territorio. Incessante il lavoro degli uomini della Polizia locale guidata dal comandante Mauro Bagnaia e della Protezione civile, sia comunale sia Aeopc, che notte e giorno hanno vigilato su tutto il territorio. Le criticità maggiori sono state causate dalla caduta di alberi in diverse zone. Nel pomeriggio sono caduti alberi sulla Litoranea, al Lido, lungo le strade provinciali, a Montarozzi, lungo la strada della  vecchia stazione e sull’Aurelia bis. e anche all’interno de giardino delle scuole. In centro invece sono caduti diversi cornicioni. Crolli di intonaci inoltre nella sede della Asl, in località Il Piano, dove è stato necessario l’intervento dei Vigili del fuoco.

Disagi per la viabilità con tanti alberi a terra contemporaneamente che hanno dato gran lavoro ai volontari della Protezione civile e ai Vigili urbani coordinati dal comandante Bagnaia. Alle Saline strada interrotta per la caduta di un pino caduto pericolosamente sui fili della corrente. Necessaria la richiesta di intervento ai tecnici dell’Enel.  Sulla Litoranea sono caduti due alberi di Eucaliptus che hanno bloccato la strada per il tempo necessario alla Protezione civile, Polizia locale e Vigili del fuoco, di liberare con tempestività la carreggiata. Preziosissimo il contributo dei frontisti che con i trattori e mezzi propri, hanno contribuito alla rimozione di rami e alberi.

Sull’Aurelia bis, nel tratto tra Tarquinia e Monte Romano, all’altezza dell’acquedotto romano, si sono ribaltati tre mezzi pesanti a causa delle forti raffiche di vento. Due camion si sono accasciati lateralmente sul bordo della carreggiata, mentre un terzo si è ribaltato in mezzo alla strada, bloccando il passaggio alle auto.

Tanti i suppellettili e oggetti vari che nel pomeriggio sono precipitati da balconi e terrazze finendo  in mezzo alla strada in varie zone della città.

Sul litorale il mare in tempesta ha invaso le spiagge, con l’acqua che ha raggiunto le strutture balneari. Diverse le ruspe attivate dagli operatori per mettere in sicurezza gli stabilimenti dal passaggio dell’acqua. Interventi anche a Montalto di Castro dove ieri pomeriggio un albero è caduto su un’auto in sosta in via Gramsci, per fortuna non facendo registrare alcun ferito. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della locale stazione.

Tra stamattina e stanotte a Tarquinia sono caduti alberi lungo la provinciale Porto Clementino e sulla Litoranea, lungo le due direzioni sia verso Civitavecchia sia verso Marina Velca.  In centro i vigili urbani hanno transennato l’area per via del cedimento di parte della grondaia del palazzo comunale. Piegato anche un palo dell’illuminazione della corrente in via Ferri. Resta costante il monitoraggio della situazione: «Siamo in costante comunicazione con il commissario prefettizio Ranieri – ha spiegato il comandante Bagnaia –  Siamo tutti fuori per monitorare il territorio. Abbiamo anche controllato i fiumi Marta e Mignone che sono dentro i parametri e al momento non destano alcuna preoccupazione». Oggi gli studenti di Tarquinia e Montalto di Castro, come nel resto del comprensorio, sono rimasti a casa. Domani invece, stando alle ultime indicazioni, le attività didattiche nei due comuni dovrebbero riprendere regolarmente.

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Via ai cambi di destinazione d’uso

ALLUMIERE – Approvata ad Allumiere la nuova regolamentazione relativa ai cambi di destinazione d’uso degli immobili, così come previsto dai commi 1, 2 e 3 dell’art. 4 della Legge Regionale 7/2017. 
Nei giorni scorsi si è svolto il consiglio comunale e la nuova delibera è stata approvata. Sono compresi cambi d’uso su immobili ricadenti al di fuori delle zone individuate come insediamenti urbani storici dal PTPR ovvero zone Omogenee B e C sature ai sensi del DM 1444/68; cambi d’uso anche nella frazione di La Bianca, purché non ricadenti nelle aree di PTPR con vincolo dichiarativo art. 136 d.lgs. 42/04. Nei prossimi giorni si provvederá all’individuazione delle aree e dei limiti consentiti per attuare le modificazioni d’uso funzionale ai sensi dell’art. 23-ter nei perimetri del tessuto urbano storico art. 43 PTPR, attraverso apposito Regolamento Attuativo. 
I cambi d’uso sono consentiti nelle zone omogenee tipo B e C (sature), purché non ricadenti nelle aree di Paesaggio degli Insediamenti Urbani Storici del PTPR, i cambi di destinazione d’uso tra le categorie residenziale, turistico–ricettiva, produttiva, direzionale e commerciale. Per gli immobili ricadenti nelle zone individuate come insediamenti urbani storici dal PTPR, sono consentiti altresì cambi di destinazione d’uso tra le seguenti categorie: residenziale, turistico–ricettiva, commerciale, attività artigianali non inquinanti, studi tecnici, medici, uffici ecc. Per le Zone omogenee “D – aree industriali ecc.” rimangono applicate le attuali norme di PRG per cui non possono essere autorizzati cambi di destinazione d’uso. È stato stabilito in consiglio di procedere alla valutazione di alcuni ambiti all’interno del tessuto urbano cittadino su cui avviare un confronto con le realtà socio economiche presenti, per attivare Programmi di Rigenerazione Urbana, quali l’area di completamento centro abitato; l’area della frazione La Bianca; le aree in Piani di Lottizzazione saturi. Si prenderà atto delle altre previsioni normative della legge regionale 7/2017 che trovano applicazione diretta sulle procedure urbanistiche per adeguamenti anti sismici, efficientamenti energetici e messa in sicurezza degli immobili e alla adozione degli atti di conseguenza secondo quanto disposto di legge ovvero in applicazione di modifica dello strumento urbanistico vigente ai sensi dell’art. 1 L.R. 36/87. Contestualmente alla redazione dei Regolamenti Attuativi, l’amministrazione si impegna a redigere regolamenti o norme attuative in materia di parcheggi e viabilità nel centro urbano, ciò al fine di prevedere soluzioni organiche per una migliore qualità ambientale ed urbana di tutto il nucleo centrale. L’atto è stato immediatamente eseguibile

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Autobus Cotral senza controllo nel centro cittadino

CERVETERI – Pochi minuti fa, un mezzo del trasporto pubblico della Cotral, fermo in piazza Aldo Moro, probabilmente a causa del cedimento di un freno ha iniziato a scendere senza controllo lungo la strada del Parco delle Rimembranze.

Diversi i danni alle strutture e alle auto in sosta, ma fortunatamente non ci sono feriti.

Attualmente la circolazione in Via delle Mura Castellane è chiusa. È attiva la viabilità alternativa per scendere dalla parte alta del paese, utilizzando Via del Lavatore e a seguire Via della Circonvallazione, oppure Via Francesco Rosati per poi proseguire al Piazzale del Granarone e in via Suor Adalberta Landenberg.

Sul posto la Polizia Locale, l’Assovoce, i Vigili del Fuoco e gli operatori del 118. (SEGUE)

Si rende noto che a seguito dell’incidente verificatosi questa mattina in via delle Mura Castellane che ha visto coinvolto un mezzo del trasporto pubblico, per le prossime ore il capolinea dei mezzi Cotral, si sposta in via Settevene Palo (altezza Mondo Risparmio).

Invariato invece il capolinea del Trasporto Pubblico Locale di Seatour, che rimarrà in Piazza Aldo Moro, ma anziché scendere lungo via Mura Castellane effettuerà il giro del Palazzo del Granarone per poi riprendere la normale tratta in via Settevene Palo (davanti UNICREDIT). (AGG. ore 11.45)

Se necessario forniremo nuovi aggiornamenti in seguito.

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