Caso Cfft, Iarlori (FdI): ''Di Majo dovrebbe dimettersi''

CIVITAVECCHIA – «Dopo tutti questi disastri l’avvocato Di Majo dovrebbe fare soltanto una cosa: dimettersi».

Lo dichiara Paolo Iarlori, componente dell’assemblea nazionale di Fratelli d’Italia e portavoce del circolo territoriale ‘‘Giorgio Almirante’’ di Civitavecchia che interviene sulla situazione critica del porto e, in particolare, sul caso Cfft dopo la proroga all’ordinanza di soli 45 giorni.

«Ancora una volta il presidente della Adsp Francesco Maria Di Majo riesce ad adottare una decisione completamente sbagliata – prosegue Iarlori – che scontenta tutti e rischia di vanificare il lavoro del tavolo regionale e gli sforzi di Cfft e Rtc di trovare una soluzione alla vertenza causata dalla precedente ordinanza dello stesso Di Majo.  Sarebbe stato sufficiente concedere una proroga al 31 dicembre, come suggerito anche da tutti i partecipanti al tavolo regionale, ma è più forte di lui: deve per forza fare danno. Dal momento che non gli riesce proprio di farne una giusta e, quindi, molto difficilmente si dimetterà, auspico – continua duro l’esponente FdI – che il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti prenda l’iniziativa e lo sollevi dall’incarico, liberando Molo Vespucci dalla nociva presenza di un manager cosi inadeguato. Con la speranza che nel frattempo il nostro scalo non subisca ulteriori conseguenze negative, perdendo il traffico container di primari operatori internazionali, che certamente – conclude – non accoglieranno bene il clima di assoluta incertezza che si respira nello scalo portuale».

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Port Mobility, approvato il Piano dei servizi: allarme momentaneamente rientrato

CIVITAVECCHIA – Firmato il decreto relativo al ‘‘Piano dei Servizi 2018’’ presentato da Port Mobility e l’allarme rientra ma la situazione rimane tesa. Una tregua momentanea ma in porto la tensione è palpabile. Le vertenze si accumulano e  lo scalo continua a soffrire. Un problema simile a quello dello scorso aprile quando per la società non era stato ancora rilasciato il Cig, codice necessario per le operazioni di pagamento. Anche il quel caso l’allarme era rientrato dopo la minaccia di sciopero che aveva velocizzato le operazioni di Molo Vespucci.

Una firma seguita dalla promessa che la scadenza del 31 maggio sarebbe stata prorogata al 31 dicembre. Siamo al 10 agosto e non c’è il decreto. Il numero uno di Port Mobility Edgardo Azzopardi comunica ai sindacati le sue difficoltà nel pagare gli stipendi. Le sigle si allarmano, poi in tarda mattinata arriva la comunicazione: la firma c’è, è stata emessa nella tarda serata di giovedì.

«Serve una programmazione pluriennale – ha tuonato Alessandro Borgioni segretario generale della Filt Cgil – altrimenti avremo sempre delle fibrillazioni che prima o poi porteranno al rischio di scioperi». Dello stesso avviso Fabiana Attig, responsabile Ugl Civitavecchia, che aggiunge: «Sicuramente a settembre avvieremo tutte le procedure necessarie perché in questo modo è difficile andare avanti». Soluzioni tampone e tardive ma il problema resta: il porto al momento è una bomba ad orologeria.

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Vertenza Cfft: il tavolo prosegue a Molo Vespucci

CIVITAVECCHIA – È stata una lunga discussione, quella di ieri sera, in Regione per affrontare la vertenza legata alla scarico dei container all’interno del porto e, in particolare, per trovare una soluzione alla movimentazione di quelli destinati al terminal agroalimentare che, su disposizione di Molo Vespucci, dal 15 settembre dovranno arrivare alla banchina 25 ed essere poi trasferiti al terminal di Cfft. Niente più collegamento diretto come impone l’ordinanza firmata dal presidente Francesco Maria di Majo, presente ieri alla riunione. 

Ampio il dibattito, con le parti che hanno argomentato le proprie ragioni. Presenti anche i sindacati, con la Filt Cgil che aveva proprio richiesto il tavolo, ed il Pincio, con il sindaco Cozzolino ed il delegato Fortunato. 

La riunione è stata aggiornata a questa mattina a Molo Vespucci, con Adsp, Cfft e Rtc che cercheranno una soluzione per evitare che il porto possa perdere traffici – Chiquita ha già minacciato di lasciare lo scalo – è posti di lavoro in un momento piuttosto delicato per il porto. ( SEGUE) 

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Cfft: giornata cruciale

CIVITAVECCHIA – Una giornata fondamentale quella di oggi per il futuro dello scalo. Il tavolo convocato in Regione dagli assessori Mauro Alessandri e Claudio Di Berardino per cercare di dirimere la vertenza relativa allo scarico dei container, a seguito dell’ordinanza del presidente dell’Adsp Francesco Maria di Majo che impone, dal 15 settembre l’utilizzo esclusivo, anche per il traffico agroalimentare, della banchina 25 gestita da Rtc, diventa essenziale per capire cosa accadrà nello scalo già da domani. "Se non arriverà un segnale serio e concreto da parte di Molo Vespucci – ha spiegato Sergio Serpente, consigliere della Civitavecchia Fruits Forest Terminal – i problemi non saranno solo per Cfft ma per tutti". Anche perché se venisse impugnato il piano regolatore portuale – alla base dell’ordinanza – questo provocherebbe, a cascata, una serie di conseguenze per tutti gli insediamenti oggi presenti sulle banchine interessate, almeno la 24 e 25, e che da prg non dovrebbero essere lì, dalle crociere alle auto. "Auspichiamo una soluzione – ha aggiunto Serpente – che possa essere compatibile con il mantenimento dei traffici e con le richieste dei clienti, che sono stati rassicurati nel poter svolgere in servizio con le modalità che oggi vengono contestate". 

Chiquita è stata la prima a dire che, se non si potrà più sbarcare direttamente al terminal di Cfft, sarà costretta a dirottare le navi in altri porti. E se non avrà risposte certe nell’arco delle prossime ore opterà proprio per questa soluzione: i tempi tecnici per le pratiche burocratiche legate al viaggio della nave impongono certezze già oggi. 

Oggi Cfft sarà presente al tavolo insieme anche ad Rtc; e questo su espressa richiesta del sindaco Antonio Cozzolino e del delegato del Pincio Francesco Fortunato che ieri hanno convocato una commissione consiliare sul lavoro apposita, invitando anche i vertici del Cffft e quelli di Molo Vespucci. A rappresentare l’Adsp, anche questa volta, il segretario generale Roberta Macii la quale confida nel buonsenso «da parte di tutti gli attori che saranno presenti al tavolo. Questo porto – ha sottolineato – non può permettersi di perdere traffici". Ed il sindaco Cozzolino, in questo senso, è stato chiaro: "Faremo di tutto perché non ci siano problema né ai traffici né ai livelli occupazionali della città che oggi – ha spiegato – non si può permettersi di perdere neanche mezzo posto di lavoro. Devo chiedere al presidente di Majo di farsi parte attiva, molto più presente e fattiva di quanto finora mostrato, per la risoluzione di una vertenza obiettivamente complicata".

Proprio il numero uno di Molo Vespucci è stato richiamato, da più parti, al proprio ruolo; stigmatizzata la sua assenza nei momenti più critici e nei tavoli di discussione. Oggi è atteso in Regione. "E speriamo che si presenti con le idee chiare – ha commentato il presidente della Cpc Enrico Luciani – ossia con la revoca dell’ordinanza. Non esistono mezze misure a questo punto della vertenza. Vogliamo lavorare, non fare battaglie. Ma certo che se arriverà una fumata nera, ognuno si dovrà assumere le proprie responsabilità. E il presidente deve sapere che tutto quello che accadrà dipenderà da lui". C’è timido ottimismo attorno al tavolo di oggi in Regione. Ne è convinto anche il segretario della Filt Cgil Alessandro Borgioni che ne ha richiesto, come sindacato, la convocazione, "perché consci della difficoltà della vertenza che si è incancrenita nel tempo. Una soluzione c’è e deve esserci – ha concluso – in Italia non esiste alcun porto dove l’Authority, attraverso propri provvedimenti, faccia saltare i traffici. Se non si trova la quadra ognuno si dovrà assumere le proprie responsabilità".

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Vertenza Cfft: tutto rinviato in Regione

CIVITAVECCHIA – Una giornata fondamentale, quella di domani per il futuro dello scalo. Il tavolo convocato in Regione dagli assessori Mauro Alessandri e Claudio Di Berardino per cercare di dirimere la vertenza relativa allo scarico dei container, a seguito dell’ordinanza del presidente dell’Adsp Francesco Maria di Majo che impone, dal 15 settembre l’utilizzo esclusivo, anche per il traffico agroalimentare, della banchina 25 gestita da Rtc, diventa essenziale per capire cosa accadrà nello scalo già da mercoledì. Perché senza un segnale chiaro ed una soluzione concreta il rischio di sciopero è davvero alto. Soprattutto per non perdere i traffici consolidati nel tempo. 
Chiquita è stata la prima a dire che, se non si potrà più sbarcare direttamente al terminal di Cfft, sarà costretta a dirottare le navi in altri porti. E se non avrà risposte certe nell’arco delle prossime ore opterà proprio per questa soluzione: i tempi tecnici per le pratiche burocratiche legate al viaggio della nave impongono certezze già oggi. 
Domani Cfft sarà presente al tavolo insieme anche ad Rtc; e questo su espressa richiesta del sindaco Antonio Cozzolino e del delegato del Pincio Francesco Fortunato che ieri hanno convocato una commissione consiliare sul lavoro apposita, invitando anche i vertici del Cfft e quelli di Molo Vespucci. A rappresentare l’Adsp, anche questa volta, il segretario generale Roberta Macii. Il sindaco Cozzolino è stato chiaro: "Faremo di tutto perché non ci siano problema né ai traffici né ai livelli occupazionali della città che oggi – ha spiegato – non si può permettersi di perdere neanche mezzo posto di lavoro. Devo chiedere al presidente di Majo di farsi parte attiva, molto più presente e fattiva di quanto finora mostrato, per la risoluzione di una vertenza obiettivamente complicata». Proprio il numero uno di Molo Vespucci è stato richiamato, da più parti, al proprio ruolo; stigmatizzata la sua assenza nei momenti più critici e nei tavoli di discussione. Domani è atteso in Regione. "E speriamo che si presenti con le idee chiare – ha commentato il presidente della Cpc Enrico Luciani – ossia con la revoca dell’ordinanza". C’è timido ottimismo attorno al tavolo di domani in Regione. Ne è convinto anche il segretario della Filt Cgil Alessandro Borgioni che ne ha richiesto, come sindacato, la convocazione, "perché consci della difficoltà della vertenza che si è incancrenita nel tempo. Una soluzione c’è e deve esserci – ha concluso – in Italia non esiste alcun porto dove l’Authority, attraverso propri provvedimenti, faccia saltare i traffici. Se non si trova la quadra ognuno si dovrà assumere le proprie responsabilità".

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Caso Cfft: giornate calde nello scalo

CIVITAVECCHIA – I portuali aspettano un segnale da parte dei vertici di Molo Vespucci. Lo stesso che aspetta anche la Cfft e la Chiquita, che ha minacciato di lasciare lo scalo se non potrà far arrivare i suoi container di banane direttamente al terminal agroalimentare. «Attendiamo un intervento che permetta di non far perdere traffici importanti al porto – ha spiegato il segretario della Filt Cgil Alessandro Borgioni, siamo fiduciosi per una risoluzione del problema. Non vogliamo che passi il messaggio che lo scalo sia respingente ai traffici». Perché sarebbe una chiusura di cui oggi il porto non ha bisogno, tutt’altro. Le prossime ore saranno cruciali. Il rischio è che si possa andare al blocco delle attività portuali: uno sciopero nelle giornate più calde per i traffici. Lunedì l’Adsp ed i vertici di Cfft sono stati chiamati in audizione al Pincio per una commissione consiliare lavoro e partecipate, utile a raccogliere tutti gli elementi per affrontare poi la discussione, martedì mattina, in Regione Lazio, nell’ambito del tavolo tecnico convocato dagli assessori regionali Di Berardino e Alessandri.

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Total Erg: la sovrattassa va restituita

CIVITAVECCHIA – Altri guai per Molo Vespucci, alle prese oggi non solo con vertenze occupazionali. Una nuova tegola si è abbattuta infatti sull’ente, che dovrà restituire nei prossimi due mesi, 4,7 milioni di euro  alla Total Erg a seguito della sentenza della scorsa settimana della Quinta Sezione del Consiglio di Stato. Nodo del contendere la sovrattassa applicata da qualche anno, con il Consiglio di stato che l’ha bocciato, definendo la ‘‘sovrattassa qualificabile come tributo aggiuntivo, consentito dalla normativa, solo per finanziare opere ed investimenti particolari’’.

La questione è stata anche al centro di una interrogazione al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti da parte del senatore di Forza Italia Gaetano Quagliariello – in discussione probabilmente subito dopo l’estate – nella quale, tra l’altro, veniva sottolineata l’inerzia degli attuali vertici dell’Adsp ‘‘perché per tutto l’anno 2017, pur essendo a conoscenza della grave e preoccupante situazione creatasi per l’equilibrio dei conti dell’ente a seguito delle diverse sentenze, non ha ritenuto, né di addivenire ad un accordo transattivo con TotalErg o suoi aventi causa, né tanto meno di approvare un nuovo decreto di revisione delle aliquote, motivandolo adeguatamente in considerazione della realizzazione della darsena traghetti e servizi del porto di Civitavecchia, opera infrastrutturale rientrante tra quelle per le quali la legge n. 84 del 1994 ha attribuito alle autorità portuali la potestà impositiva della sovrattassa”. La transazione, che avrebbe potuto evitare questo esito, non ha probabilmente imboccato la strada giusta, anche se dall’Adsp nessuno commenta al momento. 

Negli anni 2012 e 2013 l’Autorità portuale aumentò l’aliquota della tassa portuale relativa ai traffici di oli minerali e carbone, con Totalerg che presentò ricorso al Tar del Lazio contro tali aumenti. Nel 2015, il Tar del Lazio accolse il ricorso di Totalerg e annullò i decreti dell’Autorità portuale, perché non motivati da esigenze di investimenti infrastrutturali, né valevoli per ogni tipologia di merce. L’ente fece appello al Consiglio di Stato che, nel febbraio 2016, lo accolse e riformò le sentenze del Tar di un anno prima, rimettendo la materia alla magistratura tributaria. Nel novembre 2016, però, il Consiglio di Stato denunciò l’insussistenza delle motivazioni che avevano portato l’Autorità portuale ad aumentare la sovrattassa; successivamente, il Presidente della Repubblica accolse il ricorso straordinario presentato dalla società Total Erg SpA e dalla sua partecipata Raffineria di Roma SpA al Consiglio di Stato. Oggi Molo Vespucci si trova nelle condizioni di dover restituire i 4,7 milioni – accantonati ad aprile con una variazione di bilancio – dall’altro attende il pronunciamento sempre del Consiglio di Stato, e previsto per novembre, sulla tassa: in questo caso si parla di 9 milioni di euro.  

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Caso Cfft: l'Authority tira dritto

CIVITAVECCHIA – Dopo il consiglio comunale caldo della scorsa settimana ed il duro faccia a faccia con i portuali a seguito della decisione di sospendere il tavolo del lavoro cittadino, il consigliere Francesco Fortunato ha convocato per lunedì mattina una seduta della commissione consiliare lavoro e partecipate a cui sono state invitate anche l'Autorità di Sistema Portuale ed i vertici di Cfft. “L'obiettivo – ha spiegato – è avere infomazioni dai soggetti direttamente coinvolti nella vicenda che sta animando il porto in questi giorni. La seduta sarà utile all'amministrazione per assumere tutte le informazioni necessarie ad esercitare costruttivamente il proprio ruolo nella seduta del tavolo convocata dagli assessori regionali Di Berardino e Alessandri per il giorno 7 agosto presso la Pisana”. 

E poi, per rispondere alle accuse giunte negli ultimi giorni, Fortunato ha chiarito: “Come in tutte le vertenze lavorative che hanno coinvolto la città da 4 anni a questa parte l'amministrazione comunale è intenzionata ad impegnare fino in fondo il proprio ruolo al fine di salvaguardare – ha concluso – i livelli occupazionali ed i lavoratori di Civitavecchia”.

intanto Molo Vespucci va avanti per la sua strada e, riferendosi alla contestata ordinanza, spiega che “tale limitazione non determina tuttavia l'impossibilità dell'imbarco e sbarco dei container reefer (contenenti prodotti ortofrutticoli) nel Porto di Civitavecchia e il loro trasferimento al magazzino della Frutta (situato in prossimità dell'area destinata ai container), stante la possibilità – hanno chiarito il presidente Di Majo e la segretaria Macii – di utilizzare a tal fine (come peraltro ancora avviene seppur in misura ridotta) la banchina n.25, destinata ai container che risulta sottoutilizzata rispetto alle proprie capacità complessive. In ogni caso l'amministrazione, nella medesima ordinanza, si è impegnata a rendere più efficace e a meglio regolamentare tale trasferimento. Si fa presente, altresì, che a prescindere da tale provvedimento, l'Amministrazione ha già avviato un percorso di rivisitazione della distribuzione delle funzioni del PRP con particolare riguardo all'intera area commerciale, in chiave anche "anticipatoria" della futura adozione del Piano Regolatore di Sistema Portuale. L'obiettivo finale è quello di adeguare il PRP ad un assetto maggiormente rispondente alle istanze economiche ed occupazionali che successivamente all'approvazione dello stesso si sono sviluppate e che debbono trovare collocazione all'interno di una cornice programmatoria elaborata nel rispetto dell'ambiente e della salute ed idonea a consentire la ricezione e l'incremento di importanti traffici nel porto di Civitavecchia. Tale amministrazione presenterà tale lavoro subito dopo l'estate in modo da poter anche ricevere le eventuali diverse osservazioni che perverranno dagli stakeholders”. 

Intanto nel pomeriggio è arrivata la replica della Cfft. “Rimaniamo molto sorpresi dagli articoli apparsi oggi sulla stampa locale – scrivono in una nota – relativa alla vertenza sullo scarico diretto dei container che ci vede interessati. Continuiamo ad avere piena fiducia riguardo le promesse ricevute durante le numerose riunioni avvenute questa settimana con tutte le autorità e i soggetti pubblici coinvolti nella vicenda”.

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Turismo e commercio: vertice a Molo Vespucci

CIVITAVECCHIA – Creare sinergia tra istituzioni ed operatori per soddisfare le attese dei crocieristi che scalano il porto, migliorando i servizi e offrendo ai turisti che si fermano in città attività alternative, che vanno dalla cultura alla gastronomia, dal commercio all’arte, valorizzando così il patrimonio storico ed artistico presente nel porto e nella città. Di questo si è discusso nei giorni scorso, nel corso della terza riunione del gruppo di lavoro voluto dal presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale Francesco Maria di Majo sul “Codice di buona pratica per lo sviluppo turistico-commerciale cittadino legato al traffico crocieristico”. Attorno allo stesso tavolo si sono seduti Comune di Civitavecchia, Rct, rappresentanti degli armatori e dei commercianti, tour operator, guide e accompagnatrici turistiche con il comune obiettivo di migliorare e favorire l’offerta turistica della città. 

Vivo l’interesse da parte dei rappresentanti dei commercianti, che hanno ribadito l'importanza di mettere in atto azioni non solo per attrarre il crocierista ma anche i membri dell’equipaggio, le crew, che rappresentano una fetta significativa di coloro che, ogni settimana, si fermano a Civitavecchia.

“Da qui al 2025 saranno costruite ben 110 navi da crociera; il mercato, quindi, continua a crescere – ha spiegato il dirigente dell'ufficio promozione dell'Adsp Malcolm Morini, che in quest'occasione ha presieduto il tavolo – ma risentirà dell’influenza di quello asiatico che, in continua espansione, avrà inevitabili ricadute nel Mediterraneo. Per questo dobbiamo essere maggiormente competitivi proseguendo il percorso di collaborazione fattiva che abbiamo intrapreso con istituzioni, associazioni di categoria, tour operator e con tutti coloro che hanno interesse alla valorizzazione del nostro territorio”.

Il Segretario Generale dell’AdSP, Roberta Macii, intervenuta a margine dell’incontro, si è detta soddisfatta per la nutrita partecipazione al Tavolo “Codice di buona pratica per lo sviluppo turistico-commerciale cittadino legato al traffico crocieristico”.  

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