I 2004 fanno un passo verso la salvezza

Il weekend calcistico appena trascorso ha confermato il buon momento dei Giovanissimi 2004 e il periodo no dei Giovanissimi 2003 incapaci di ritrovare una vittoria che manca ormai da quaranta giorni. Ancora una sconfitta consumata nei minuti finali per gli Sperimentali 2005. Hanno riposato gli Allievi 2002.   
Ci sono sconfitte e sconfitte. Quella patita domenica in casa dai Giovanissimi Regionali 2003 contro la Petriana per 3 a 1 e l’ennesima in quest’ultimo mese, è qualcosa che può davvero compromettere un’intera stagione. Un harakiri per i dielleffini incapaci di vincere ormai da 40 giorni e, cosa ancora più grave, che vede tutte le dirette avversarie far punti e allontanarsi dalla zona retrocessione. Non poteva andare peggio ai biancoverdi nella venticinquesima giornata che li vedeva opposti alla Petriana. Stavolta la squadra di Midei non può davvero rammaricarsi di nulla: ha giocato una delle peggiori partite di quest’ultimo periodo, confusionaria e sbadata come mai prima, ha sbagliato anche un rigore sul 3-1, che poteva riaprire la partita. Una squadra involuta, impalpabile e messa male in campo, con la Petriana che ha prima controllato il gioco senza problemi per poi affondare le unghie e realizzare la rete del vantaggio con Bordi che in rovesciata mette la palla sotto l’incrocio.
Senza un regista di ruolo e un centrocampo sempre in inferiorità numerica, il gioco dei biancoverdi è scolastico e scontato, con la palla che inevitabilmente è sempre preda dei capitolini. L’unica reazione degna di nota è l’azione del momentaneo pari con Chessa che impatta al volo e centra l’angolino in alto alla destra del portiere. Ma è un fuoco di paglia. Appena tre minuti dopo la Petriana torna in vantaggio. La punizione calciata dal vertice sinistro è forte e a giro e si spegne imparabilmente sul palo opposto di Ferilli. La seconda parte della gara vede i biancoverdi più reattivi. L’occasione del pari arriva già al 2’ minuto: Napolitano si invola sulla destra e manda al centro una palla che deve essere solo spinta in rete, Bencini si libera della marcatura, ma in equilibrio precario colpisce con la coscia mandando la palla oltre il fondo scheggiando la traversa. La Petriana invece non spreca e trova la rete del doppio vantaggio al capovolgimento di fronte. Punizione dai venti metri, il tiro, non irresistibile che finisce in rete con la complicità dell’estremo difensore biancoverde. 
I dielleffini potrebbero riaprire la partita dopo appena due minuti, complice un atterramento in area di Chessa. Sul dischetto va Midei che calcia a lato confermando il momento no dei biancoverdi. La gara si trascina senza sussulti fino al termine dove affiora un evidente stato di inquietudine, che produce soltanto due rossi. Insomma, è ormai evidente che la situazione è veramente grave, solo un miracolo può ormai salvare la categoria. Non ci resta quindi che pregare. Dlf Civitavecchia: Ferrilli, Paniccia, Chessa, Di Giorgio, Gagliardi, Midei, Tamasi, Tersigni, Coppari, Bencini, Moretti, Napolitano, Di Stefano, Scirocchi. Allenatore: Andrea Midei. (Agg. 24/4 ore 17.49 SEGUE)

IL RISULTATO DEI GIOVANISSIMI 2004 – I primi caldi si fanno già sentire e le formazioni biancoverdi faticano a tenere il campo, e solo l’orgoglio e la voglia di raggiungere l’obiettivo danno quel passo in più che è determinante per l’esito del risultato finale. Così i Giovanissimi Regionali Fascia B 2004 possono esultare di un successo che nella prima mezz’ora sembrava improbabile. Poi la grinta, la voglia di non darsi mai per vinti hanno fornito quella marcia in più determinante ai fini del successo finale che dice 3 a 2 per i biancoverdi sul Città di Cerveteri. Già dalle prime battute si intuiva che i dielleffini non erano quelli delle ultime gare. Infatti i ragazzi di mister Secondino non riescono ad imbastire nessuna trama di gioco e subiscono l’iniziativa degli ospiti che sono pericolosi sulle fasce e aggressivi e compatti a centrocampo. 
Al primo vero affondo i Cervetrani vanno in gol con Ardel: il numero 9 trova su punizione l’angolino in alto dove Notari non può arrivare. I biancoverdi non riescono a reagire e dopo appena due minuti arriva la mazzata del raddoppio. 
Lancio sulla destra per Vergari che fugge via a Bergantini, il numero sette scorge in area Ardel e Salomone contrastati dal solo Velardo, lasciato colpevolmente da solo, Salomone tocca per Ardel che di prima intenzione tira in porta battendo per la seconda volta l’incolpevole Notari. 
Il raddoppio scuote i dielleffini che cominciano a tessere trame tattiche più offensive, portando al tiro Velardo e Elisei senza però impensierire il portiere avversario. Al 27’ è Elisei che ruba palla e innesca sulla destra Carannante. Il numero 10 supera due avversari e mette in mezzo per l’accorrente Chessa che di contro balzo batte Tortorelli. 
Con il risultato di 2 a 1 si va al riposo. Nella ripresa il Dlf è sceso in campo con un piglio diverso. Come spesso accade le gare si vincono anche negli spogliatoi. Mister Secondino rimanendo abbastanza tranquillo, ha incoraggiati i ragazzi, e soprattutto li ha sistemati tatticamente, e la partita è cambiata. I biancoverdi sembrano un’altra squadra, giocano con tranquillità, attaccano con forza e aggrediscono gli spazi, costringendo gli avversari a chiudersi nella propria metà campo. 
Al 5’ arriva il meritato pari: cross dalla destra e inspiegabilmente il portiere ospite blocca la sfera dopo che la stessa ha varcato la riga di porta, 2 a 2. 
I biancoverdi sono incontenibili e solo la mancanza di lucidità sotto porta impedisce ai dielleffini di portarsi in vantaggio. Vantaggio che arriverà al 28’ con l’ariete Forte, che dopo aver sbagliato di tutto, trova in Mura l’assist man ideale per compiere un prodigio che vale tre punti. 
Il Cerveteri non ha più la forza di reagire e i biancoverdi possono così condurre in porto la gara senza ulteriori patemi.
Provato ma felice mister Secondino: «Ho provato un deja-vu, mi sembrava di rivivere la gara dell’andata, inizialmente ho rivisto la squadra del girone di inizio campionato, lontana anni luce da quella che ora è. Nell’intervallo ci siamo ricompattati e abbiamo vinto meritatamente la partita».
Dlf Civitavecchia: Notari, Carannante, Bergantini, Giustiniani, Di Giorgio, Baroncini, Shabanaj, Elisei, Forte, Chessa, Velardo, Di Stefano, Del Rio, Baracco, Mura, Vargiolu, De Gianni. Allenatore:  Fabio Secondino. (Agg. 24/4 ore 18.16 SEGUE)

LA GARA DEI GIOVANISSIMI 2004/2005 – Un’altra gara persa dopo averla condotta in lungo e in largo. Ancora una volta i Giovanissimi Provinciali Fascia B 2004/05 guidati da mister Pino Grosselli escono sconfitti per 3-2 dal Darini da una Virtus Bracciano che per lunghi periodi l’ha condotta in modo autoritario. Anche in dieci uomini i biancoverdi hanno avuto la palla per vincerla, invece come insegna il calcio, da gol sbagliato nasce i gol subito.
Eppure come spesso accade, sono i biancoverdi a passare in vantaggio con Conte. Il vantaggio dura un intero tempo, solo al 35’ la Virtus agguanta il pareggio. Si va negli spogliatoi sul punteggio di 1 a 1. La ripresa vede ancora i biancoverdi protagonisti e con un eurogol Mura riporta nuovamente in vantaggio i biancoverdi. 
I pari della Virtus arriva al 10’ dagli sviluppi di una punizione. Al 20’ i biancoverdi rimangono in dieci per l’espulsione di Vargiolu. Anche in inferiorità numerica i biancoverdi continuano a spingere. 
Al 23’ l’occasionissima arriva sui piedi di Mura che però stavolta spreca malamente. Sul rovesciamento di fronte la Virtus trova ancora su punizione la rete che decreterà la vittoria finale.
Ancora una volta usciamo dal campo molto soddisfatti, consapevoli della nostra forza e della nostra tenacia, eppure sconfitti – dichiara mister Grosselli – ma ancora una volta a testa alta vista la grande prestazione di cuore e grinta che i nostri ragazzi hanno fornito oggi.
Dlf Civitavecchia: Orchi, De Gianni, Leone, Di Gennaro Baracco, Vargiolu, Del Rio, Conte, Mura,  Santacroce, Di Stefano, Locci, Carannante. Allenatore: Giuseppe Grosselli. (Agg. 24/4 ore 18.44)

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Outlet a Fiumaretta: Confcommercio contrariata

CIVITAVECCHIA – “Così come è stato concepito, il progetto avrà numerosi risvolti negativi sulla già precaria situazione commerciale cittadina”. Altro che condivisione. Non sembrano infatti positive le valutazioni della Confcommercio, così come espresse dal presidente Graziano Luciani, sul polo di convergenza turistica di Fiumaretta. Le rassicurazioni del sindaco Antonio Cozzolino e dell’assessore al Commercio Enzo D’Antò sul progetto, ribadite nel corso del consiglio comunale per l’approvazione della variante urbanistica, si scontrano con le parole di Luciani, che oggi torna a ribadire la contrarietà della categoria. I tempi non sono certo stretti, avendo votato ieri la nuova variante e considerata la fase di stallo degli ultimi tre anni. Ma se dovesse andare in porto, il progetto non riesce ancora a convincere del tutto politica e commercianti. Dall'opposizione sono stati diversi i dubbi sollevati sul progetto, così come quelli messi in evidenza anche dal consigliere di maggioranza Rolando La Rosa, che ha espresso perplessità sull'impatto che una simile struttura potrebbe avere sul futuro del territorio. A partire ovviamente dall'outlet che, stralciata ormai l'ipotesi della realizzazione del mega albergo, resta il punto centrale del progetto. E la Confcommercio, oggi, torna ad alzare diversi dubbi, come già fatto nei mesi passati.

“Durante un incontro organizzato il 22 febbraio scorso – ricorda Luciani – ci eravamo resi disponibili a partecipare attivamente al "progetto" per contribuire ad evidenziare e migliorare le criticità emerse. Da quella data, sebbene gli Assessori D'Antò e Ceccarelli avessero rassicurato sulla volontà dell'Amministrazione comunale di adottare anche in questa fase un metodo condiviso, è caduto il silenzio totale”. Non si può quindi far finta di non sentire le voci che arrivano dalla categoria. “Le istanze dei commercianti vanno ascoltate – ha aggiunto Luciani – ad oggi non abbiamo avuto risposte in merito alla chiusura del "circuito", alla gestione del punto informativo, alle scelte in tema di mobilità e alla seconda stazione ferroviaria. La città ha fortemente bisogno di una programmazione di lungo periodo basata su strategie precise, ed interventi funzionali a realizzare progetti condivisi di crescita sociale e commerciale”.

Si parla di una struttura commerciale da 70 negozi – prima erano 49 – disposti su un’area di 17mila metri quadrati, di un Welcome Center e di un ampio spazio dedicato a parcheggio (6185 mq di parcheggio pubblico per autobus e taxi, 20mila mq di parcheggio provato anche per lunga sosta).

IL PROGETTO – Come descritto nella relazione architettonica nei sei ettari di proprietà del Comune, dopo l'abbattimento dei manufatti esistenti, si andrà a realizzare un "Welcome centre" per l'accoglienza e l'assistenza dei turisti che transitano per il porto ed un parco commerciale denominato "Outlet Porto". Il Welcome centre si apre verso il porto sia funzionalmente che architettonicamente, e si struttura come un’ampia superficie vetrata pronta a mediare il passaggio tra la terra ed il mare. Ha lo scopo di filtrare il sistema di arrivo al porto dei croceristi. È collegato direttamente con l’outlet, seppur mantenendo una sua autonomia gestionale oltre che funzionale. Dal grande salone interno che fa da accesso all'outlet è inoltre prevista la futura realizzazione di un collegamento interrato che andrà a costituire il primo tratto di collegamento con la futura nuova stazione prevista lungo la linea ferroviaria al di la della via Aurelia. L’Outlet Porto si struttura come un area commerciale completamente chiusa e destinata all’uso dei croceresti che trovano qui la possibilità di effettuare acquisti di vario genere ed in gran parte non disponibili nel tessuto commerciale esistente a Civitavecchia . L’edificio si ispira formalmente alla tradizione dei magazzini portuali, da Genova a Triste ad i grandi porti del nord Europa, con una facciata esterna ritmata dalla funzione interna che ripete un modulo tipicamente industriale.

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Di Maio guarda al Pd

Il forno con la Lega è chiuso e si guarda al Pd come ultima spiaggia per tentare quel "governo di cambiamento" che potrebbe portare Luigi Di Maio a Palazzo Chigi. Il suo nome, per i vertici del Movimento, resta una delle poche certezze: "Non abbiamo sacrificato la testa di Luigi per la Lega – dice una fonte autorevole all'Adnkronos – figurarsi se mai lo faremmo per il Pd". Sullo sfondo lo spauracchio del 'governissimo', che condannerebbe il M5S all'opposizione e a una più che probabile implosione interna.

Nel giorno in cui il Colle affida il mandato esplorativo a Roberto Fico, il movimento volta pagina e archivia la Lega, anche se fonti autorevoli assicurano che uno spiraglio con il Carroccio resta aperto e che i contatti sotto banco e a fatica vanno avanti. Ma dai piani alti dei 5 stelle arriva un'altra versione. Mentre la base è in rivolta al grido di 'mai col Pd', Di Maio e i suoi osservano come, giunti a questo punto, non si possa tornare indietro e deludere il Quirinale: i dem rappresentano l'ultima strada che resta da battere, mentre monta l'ira verso Matteo Salvini, 'reo' di non aver dato il benservito a Berlusconi e aver fatto esporre inutilmente il Movimento, portandolo ad aprire -senza risultati- all'appoggio esterno di Forza Italia.

I contatti con i Pd, assicurano i vertici grillini, in queste settimane sono andati avanti e sono molto meno tesi di quel che sembrerebbe. La fiducia nel Colle è piena come quella in Roberto Fico: "Non tradirebbe mai Luigi", si dicono convinti i vertici grillini. Ma la delusione per il mancato accordo con il Carroccio è palpabile – "Ci credevamo fino a stamattina", raccontano – e anche i timori che serpeggiano nel Movimento per il nuovo capitolo che si sta aprendo: dopo aver cannibalizzato il bacino elettorale del Pd, si rischia di bruciare tutto tentando di andare al governo proprio con i dem. (Adnkronos)

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Processo Vannini, le precisazioni degli avvocati Miroli e Messina

LADISPOLI – «In merito alla trasmissione di venerdì 20 aprile arriva una  puntualizzazione a firma degli avvocati  Andrea Miroli  e Pietro Messina.
«Premesso – scrivono – che appare evidente che tutti coloro, che hanno espresso valutazioni ed opinioni sull’andamento del processo a carico di Antonio Ciontoli e dei suoi familiari, non hanno preso visione ovvero non hanno tenuto conto di tutta la complessa e corposa mole degli atti di indagine e del materiale istruttorio acquisito dalla Corte d’Assise, è doveroso ribadire che:
1 – Antonio Ciontoli pur essendo in forza all’AISE non ha mai avuto compiti operativi e, di conseguenza, non aveva armi in dotazione personale e solo raramente partecipava ad esercitazioni di tiro;
2 – Nessun teste ha mai affermato che nell’abitazione dei Ciontoli vi sia stata una lite o soltanto una discussione tra alcuni dei presenti; gli stessi genitori hanno potuto far riferimento soltanto ad alcune presunte e marginali divergenze tra i fidanzati sui progetti lavorativi di Marco, per cui risulta sorprendente sentire esprimere dubbi sul possibile coinvolgimento di Federico, basati sulla inedita  affermazione che i due «litigavano spesso», cosa non riscontrata e, comunque, in evidente contrasto con la circostanza certa delle ripetute telefonate intercorse tra il giovane ed i genitori fino a pochi minuti prima del tragico evento; ancora si è ripetuto in trasmissione che una vicina di casa avrebbe sentito Martina esclamare «lo vedi papà», ma non si è specificato quale fosse il tono usato in quel momento e, soprattutto, a chi fosse rivolto il richiamo della ragazza (Federico o Marco?);
3 – Le indagini nella abitazione dei Ciontoli sono state sufficienti ed adeguate per stabilire in maniera certa la dinamica dei fatti; è, comunque, plausibile che eventuali approfondimenti avrebbero ulteriormente avvalorato la versione fornita dagli imputati. In ogni caso i consulenti del PM hanno accertato che : a) la ferita sul braccio si è richiusa subito dopo il passaggio del proiettile, e ciò spiega l’assoluta scarsità delle tracce ematiche; b) la quantità delle tracce di polvere da sparo ritrovate sugli imputati ha consentito di affermare che nel bagno al momento dello sparo era presente il solo Antonio Ciontoli; c) la scena del crimine non ha subito alcuna alterazione, consentendo anche per tale verso di confermare la ricostruzione fatta dagli imputati; d) nessuno dei testimoni ha riconosciuto nel «rumore» avvertito attraverso le pareti delle abitazioni confinanti un «colpo di pistola» (uno dei vicini è militare di professione!) e, ciò, nonostante l’ora e l’ambiente completamente silenziosi; e) che Martina non fosse presente al momento dello sparo è stato dimostrato anche dalla diretta visione del passaggio delle intercettazioni ambientali, laddove la stessa, volendo indicare il punto in cui si era fermato il proiettile, ha appoggiato la punta delle sue dita sullo stomaco all’altezza del diaframma e non nella zona mammaria (ciò che conferma che i particolari dell’evento le sono stati raccontati da altri). Tutto quanto sopra detto e puntualizzato, in aggiunta agli altri elementi emersi nel corso del processo, non giustificano affatto le affermazioni fatte in trasmissione di residui dubbi sulla dinamica dei fatti e sulle responsabilità individuali. 
Rimane soltanto la pervicace ricerca di scenari diversi – concludono gli avvocati – e ancor più inquietanti che, da una parte, vuole alimentare l’attenzione mediatica per meri fini speculativi, e, dall’altra, asseconda il giusto risentimento dei genitori del povero Marco, indirizzandolo verso una richiesta di giustizia distorta e fortemente connotata da valutazioni di natura esclusivamente moralistiche, che alimentano le spinte giustizialiste espresse da chi prescinde in ogni caso dalla verità dei fatti in ossequio alle istanze moralizzatrici, che non possono appartenere ad uno stato di diritto».

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Crisi al porto, Uiltrasporti: "Occorre intervenire"

CIVITAVECCHIA – Il caso Port Mobility sembra essere oggi lo specchio di una crisi che sta investendo molti settore portuali. È quanto evidenzia anche la Uiltrasporti che, esprimendo piena solidarietà ai lavoratori della società, invita la dirigenza a «riconsiderare la sua posizione e pagare immediatamente gli stipendi» e all’Autorità portuale «a provvedere, evitando di creare caos e confusione all’interno dello scalo a scapito degli utenti e delle altre imprese operanti», auspicando a breve un incontro tra le parti. «Siamo vicini ai lavoratori – ha spiegato il segretario Gennaro Gallo – a sostegno del loro sacrosanto diritto a ricevere lo stipendio per il lavoro svolto nei tempi previsti contrattualmente ed a non essere strumentalizzati da nessuno fino al punto di dovere effettuare azioni di proteste e di sciopero che  sicuramente li danneggiano economicamente, per vicende che non li riguardano, come quella della mancata  emissione del CIG da parte della Autorità di Sistema Portuale alla Società Port Mobility, in quanto questione questa che riguarda soprattutto i rapporti tra le società. Che la situazione nel porto stia divenendo di giorno in giorno più complessa sotto l’aspetto del lavoro, con aziende in crisi e lavoratori preoccupati è ormai un dato incontrovertibile. Oggi più che mai, se non si interviene con azioni decise e mirate, esiste il rischio reale di una involuzione irreversibile con perdite di parti importanti del lavoro portuale. Eppure sotto questo aspetto il presidente Di Maio sembra non condividere, è abulico, assente, infastidito verso chi questa realtà gli rappresenta. Da tempo, insieme a Cgil e Cisl, chiediamo che sulle questioni del lavoro venga attivato un tavolo di confronto allargato a tutte le parti interessate, purtroppo  ad oggi senza ottenerlo».

E sulla vicenda Port Mobility è intervenuto anche il circolo locale di Fratelli d’Italia, rinnovando l’appello alle istituzioni "affinché intervengano con la dovuta sollecitudine – hanno spiegato – per risolvere questa ennesima vertenza occupazionale, con la speranza che presto a Molo Vespucci possa esserci un opportuno rinnovamento dei vertici, per invertire la rotta e promuovere finalmente una nuova stagione di sviluppo e di creazione di nuova occupazione stabile, della quale Civitavecchia ha un disperato bisogno. Si tratta della ennesima dimostrazione di incapacità gestionale e di preoccupante superficialità e sciatteria da parte di Molo Vespucci: non è certamente un caso che nelle ultime settimane anche autorevoli esponenti di centrosinistra abbiano preso nettamente le distanze dal presidente Di Majo, che pure è stato nominato dal ministro Pd Delrio e rappresenta senza ombra di dubbio una figura vicina al Partito Democratico, come testimoniato dal suo protagonismo nella scorsa campagna elettorale. E non è neanche casuale che le gravi negligenze del presidente Di Majo siano state oggetto, proprio in questi giorni, di una interrogazione parlamentare dell’onorevole Quagliarello, che ha stigmatizzato, come noi stessi avevamo fatto tempo addietro, l’assurda inerzia di Molo Vespucci nella vicenda Total Erg, dove la mancata approvazione ed applicazione di nuove tariffe per i prodotti petroliferi rischiano, in caso di esito sfavorevole del contenzioso – hanno concluso – di portare la nostra Autorità di Sistema Portuale in una situazione di default, con ricadute drammatiche per la stessa economia del nostro già martoriato territorio".

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Porto, Mari (FI): ''Si metta fine all'esperienza di Majo''

CIVITAVECCHIA – "Si metta fine all’esperienza di Majo". Lo dichiara il vice coordinatore locale di Forza Italia Emanuela Mari che si scaglia contro il numero uno dell’AdSP del Mar Tirreno centro settentrionale Francesco Maria di Majo.

L’azzurra punta il dito contro la gestione del presidente dopo la dichiarazione dello stato d’agitazione dei lavoratori Port Mobility, verso cui esprime solidarietà, che ha portato alla luce una serie di lungaggini da parte dell’ente che hanno messo in difficoltà l’azienda, al punto che i sindacati (Ugl mare e porti, Fit – Cisl e Filt Cgil) hanno accusato l’AdSP di "inerzia".

"L’aria – prosegue Mari – sta diventando sempre più irrespirabile a causa delle numerose vertenze che giorno dopo giorno stanno esplodendo, mettendo in risalto l’assenza di una guida autorevole a Molo Vespucci. Si registra infatti l’apertura di una ulteriore grave vertenza all’interno del nostro scalo portuale con la conseguenza che a rimetterci saranno sempre i lavoratori civitavecchiesi. Dopo Royal Bus e i gruisti di Gtc è la volta addirittura della Port Mobility che, quasi certamente, pagherà in ritardo gli stipendi a causa di inspiegabili ed ingiustificabili inadempienze dell’AdSP. Si tratta – tuona Mari – dell’ennesima dimostrazione di incapacità gestionale da parte di chi oggi guida Molo Vespucci e mi auguro davvero che, con la nascita del nuovo governo di centrodestra (ma a questo punto di qualunque colore politico sia), si ponga fine – conclude dura – a questa drammatica esperienza che sta trascinando nel baratro tutta la città per invertire rotta".

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Appalti a Tvn, sale la tensione

CIVITAVECCHIA  – Torna a salire la tensione in città tra operai ed imprese interessate, per il prolungarsi delle procedure di aggiudicazione di alcuni importanti appalti Enel all’interno della centrale di Torrevaldaliga Nord. L’allarme era stato lanciato già nei mesi scorsi. Ed oggi la preoccupazione è tanta, alla luce della decisione presa da aziende cittadine che, nei giorni scorsi, hanno inviato ai propri operai alcune decine di preavvisi di licenziamento, considerata una situazione di incertezza alla vigilia della scadenza di alcune proroghe contrattuali concesse in attesa dell’espletamento delle nuove gare.

Una situazione che va ad acuire una crisi ormai purtroppo generalizzata e che riguarda sia il porto che la città: il rischio concreto che buona parte delle manutenzioni Enel venga assegnato ad aziende di fuori crea tensione e allarme sociale.

Anche tra i lavoratori, sebbene siano tutelati dalle clausole di salvaguardia occupazionale: passare da una azienda locale radicata ad una ditta nuova che non ha nulla a che fare con il territorio e che poi potrebbe anche disporre trasferimenti e spostamenti del personale, non può lasciare tranquilli.

Ma soprattutto, come ribadito più volte dal consigliere della Svolta Massimiliano Grasso in questi ultimi mesi, la salvaguardia “politica” deve necessariamente essere attuata anche verso le imprese locali, che da sempre lavorano e reinvestono gli utili sul territorio e che hanno sostenuto i costi di formazione del personale. “È evidente che la politica non deve fare o tentare indebite ingerenze – aveva infatti sottolineato qualche mese fa, riferendosi proprio al rapporto tra Enel ed imprese – ma deve in ogni caso svolgere il suo ruolo di tutela e garanzia per le realtà territoriali, dialogando a monte con le istituzioni e i grandi gruppi che insistono su quest’area”.

E invece sembra proprio che negli ultimi tempi la politica, e quella di Enel in particolare, va verso la concentrazione di appalti sempre più grandi, tagliando fuori le aziende locali che dovrebbero rassegnarsi a far da subappaltatori. E questo nel silenzio delle istituzioni, a partire dall’amministrazione comunale, che hanno rinunciato ad interpretare ogni ruolo di garanzia e tutela dell’imprenditoria locale e quindi dell’economia del territorio.

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Adotta una capra per sfalciare l’erba dai cigli delle strade

di TONI MORETTI

CERVETERI – Una provocazione tanto plateale quanto intrigante quella di Luca Piergentili, consigliere comunale di opposizione che in polemica con le inadempienze dell’amministrazione Pascucci adotta una capra ed invita i cittadini ad adottarne una a loro volta affinchè la portino a pascolare lungo i cigli delle strade e dei marciapiedi dove abbondante è l’erba che non viene tolta, tanto da offrire ai residenti, ma soprattutto ai visitatori, un’immagine molto singolare della città. «Ormai è inutile parlare e rimpallare responsabilità con una amministrazione di assenti. Di gente incapace di far rispettare un appalto ad una società che ha mostrato tutti i suoi limiti, difesa fino all’indifendibile, e verso la quale non si riesce a capire tanta clemenza». Lo afferma Luca Piergentili, trovato ed immortalato con la sua capretta al guinzaglio che ha cominciato la sua opera di bonifica per ora solitaria ma non è detto che la cosa non diventi “virale” tra la gente esasperata che non ne può più. 
«Sono tanti – continua Piergentili – che non se la sentono più di essere inclusi tra gli “incivili” a causa di qualche imbecille che probabilmente reagisce male ed abbandona i rifiuti per le strade, da quelle persone che mostrano tanta civiltà lasciando le erbacce per le strade pur avendo il potere ed i mezzi perché ciò non accada con un interlocutore unico che è pagato per non fare quello che deve fare. Ma soprattutto sconvolge l’incapacità a venire a capo della questione. E’ sbagliato il contratto d’appalto? Non si è stati chiari? Qualcuno ha preso fischi per fiaschi? Bene, anche i contratti si possono correggere in corso d’opera. Basta che chi le ha ed ha sbagliato si prenda le proprie responsabilità».

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Pyrgi: con Rent Max c'è in ballo la salvezza

Se tutto va per il verso giusto, domenica sera, il Pyrgi Basket dovrebbe festeggiare il raggiungimento della salvezza. Il quintetto di coach Andrea Ciprigno, infatti, ospiterà per l’ultima giornata della seconda fase del campionato di basket maschile serie C Silver, il Rent Max, squadra attestata all’ultimo posto della classifica. (Agg. 20/4 ore 16.54 SEGUE)

IL MOMENTO DEL PYRGI E I POSSIBILI SCENARI PER CENTRARE LA SALVEZZA – Ovviamente, per i tirrenici, non sarà una passeggiata in quanto, i romani, vengono da una serie di gare vinte, che potrebbero portarli a giocarsi i playout, qualora riuscissero a battere la squadra santamarinellese. Per quel che riguarda, invece, gli atleti cari al presidente Pierosara, questi otterrebbero la permanenza nella categoria nel caso vincessero l’ultima sfida in programma, ma riuscirebbero a salvarsi anche se dovessero perdere la gara di domenica ma, contemporaneamente, la Sam batta il Fonte Basket Roma. I tirrenici, invece, si vedrebbero costretti a disputare i playout, nel caso in cui dovessero perdere con il Rent Max e il Fonte Basket dovesse imporsi sulla Sam Roma. (Agg. 20/4 ore 17.24 SEGUE)

LE DICHIARAZIONI DI COACH ANDREA CIPRIGNO – «In quel caso – spiega l’allenatore del Pyrgi Santa Severa coach Andrea Ciprigno – andremmo ai playout come quinti e quindi dovremmo attendere lo spareggio tra la settima e la sesta e chi vince affronterà a noi. Insomma, ci sono tutti i presupposti per essere ottimisti, perché se vinciamo domenica saremmo salvi matematicamente. Purtroppo dovrò rinunciare a Taraddei che è il nostro cecchino perché, per problemi personali, non può essere della gara. Però noi contiamo sul gruppo e quindi dobbiamo essere ottimisti. Loro sono ultimi in classifica e in emergenza. Nonostante il roster ai minimi storici, quella col Rent Max potrebbe essere l’ultima partita stagionale. Convocherò tanti ragazzi ed esordirà il 2002 Biritognolo». (Agg. 20/4 ore 17.56)

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