Rubinetti a secco per diverse ore

di TONI MORETTI

CERVETERI – La scoperta, stamattina intorno alle sette: i rubinetti asciutti e subito come ci ha abituati si invia un messaggio al sindaco pascucci per avvertirlo della situazione che si era venuta a creare. L’o stupore più grande, credetemi, l’ho avuto quando verso le sette e cinquanta arriva il suono della campanella che avvertiva la ricezione di un messaggio sul cellulare  Era il sindaco che rispondeva: «Si ho scritto ad Acea». Ma Successivamente verso le nove un altro messaggio del sindaco informa che «a causa di un guasto elettrico all’impianto di sollevamento, il serbatoio che rifornisce Cerveteri Capoluogo è rimasto senza acqua». Avvertiva tra l’altro che ACEA era già intervenuta per la riparazione ma che per la delicatezza del danno ci sarebbero volute alcune ore per il ripristino del servizio. Intanto  due autobotti avrebbero alleggerito il disagio provocato dall’emergenza. Non si può dire che il suo monitorare in prima persona e il suo coinvolgimento diretto nelle attività che riguarda l’Acea nella gestione del servizio idrico, non sia costante. Sarà che tra l’amministrazione e l’azienda ci sono state estenuanti trattative per le condizioni e le criticità in cui sin dall’inizio è stata trovata la rete idrica e fognaria, trattative che comunque hanno trovato sempre soluzioni soddisfacenti per la continuazione del rapporto, grazie anche all’impegno e alla disponibilità dei dirigenti Acea, che forse, in fondo in fondo, qualcosa da farsi perdonare, ce l’hanno. Appena sono uscito da casa, naturalmente ho raccolto gli “smadonnamenti” di chi comunque non perde occasione di dire che anche quando piove il governo è ladro, ma nelle prime ore del pomeriggio comunque,  i rubinetti hanno ripreso a distribuire acqua e i bar, che la mattina facevano il caffè con l’acqua minerale e lo servivano nel bicchierino usa e getta, hanno ripreso a servirlo nella tazza e a farlo con l’acqua della rete idrica. 
Disagio si comunque e comprensibile  irritazione di chi ha dovuto in qualche modo arrangiarsi ma non più di quanto succede a chi al mattino trova la batteria a terra e l’auto non parte.Il notevole ritardo nel ripristino è stato comunque dovuto al fatto che non ci si è accorti subito del guasto che ha consentinto lo svuotamento dei serbatoi lasciando gradualmente tuttà la città all’asciutto.

 

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Notifica di atti giudiziari e multe da parte di privati: il Dm in Gazzetta

Nuovo passo verso la liberalizzazione anche in materia di atti giudiziari: definite le modalità con le quali i soggetti giuridici privati possono acquisire la…

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Ladispoli, il Pd chiede una commissione consiliare sull'uso del Polifunzionale

LADISPOLI – Una commissione consiliare sul problema dell'uso del polifunzionale. La richiesta arriva dal Partito democratico di Ladispoli. "Uno dei settori più delicati ed importanti della pubblica Amministrazione è quello della Scuola : perché li si formano le nuove generazioni, perché c'è la cultura di base, perché ci sono operatori impegnati con passione. E perché alla Scuola ogni giorno le famiglie affidano i propri figli. L'inizio delle lezioni in alcune scuole a Ladispoli – scrivono i dem – è stato purtroppo quanto di più lontano si potesse immaginare dal rispetto e l'attenzione che gli amministratori dovrebbero avere verso questo delicato settore. La scelta, mai discussa in alcuna sede, di togliere il Polifunzionale dal suo uso originario di mensa, ha provocato la legittima protesta dei genitori che hanno sottolineato l'assoluta inadeguatezza della proposta alternativa dell'Amministrazione. Alla protesta il Sindaco ha risposto con la grave accusa rivolta ai genitori di essere "strumentalizzati politicamente" dal Dirigente scolastico. E come se non bastasse il Sindaco ha detto esplicitamente che avrebbe portato il suo attacco al Dirigente fino agli "Organi superiori". Ignorando che esiste l'autonomia Scolastica e la libertà di insegnamento. Il Sindaco è il rappresentante di tutti i cittadini e ha l'obbligo di trovare soluzioni, non può minacciare o accusare genitori che chiedono solo sistemazioni sicure per i propri figli. Chiediamo che sia convocata una Commissione Consiliare sul problema dell'uso del Polifunzionale e che la struttura rimanga destinata all'uso per la quale è stata progettata e pagata anche dalle rette versate finora dalle famiglie".
 

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Deleghe a valanga, Vergati sbotta e lascia la coalizione

SANTA MARINELLA – L’assegnazione ufficiale delle deleghe, sta creando evidenti problemi alla giunta Tidei. Nonostante siano stati dati una infinità di incarichi, c’è chi è rimasto scontento delle scelte fatte dal sindaco. A far sentire la sua voce, particolarmente irritata, è uno dei “grandi elettori” dell’ex parlamentare, che ieri mattina, nel corso di una conferenza stampa, ha detto a chiare lettere di abbandonare la coalizione di centro sinistra. «Non voglio più essere uno dei punti di riferimento della coalizione che ha sostenuto Pietro Tidei – dice Adalberto Vergati – ed il motivo è semplice.     Non condivido alcune scelte fatte dal sindaco in questi ultimi tempi». Vergati, non lo dice esplicitamente, ma per chi conosce le “cose politiche” di Santa Marinella sa benissimo che, sin dalla fase preelettorale, Vergati aveva chiesto a Tidei, in caso di vittoria, di poter avere la delega alla Polizia locale, proprio per poter essere uno dei punti di riferimento dei vigili urbani, verso l’amministrazione comunale. Evidentemente, Tidei non ha riconosciuto in lui una delle figure che potesse dare un supporto così importante come quello che dovrebbe dare l’ex comandante della Polizia locale di Cerveteri, Scarpellino, nominato delegato alla Polizia municipale. «Se il sindaco ha fatto le sue scelte, ben per lui – conclude Vergati – ciò vuol dire che non ha apprezzato il mio supporto alle elezioni. A questo punto mi prenderò il tempo necessario per riflettere ma certamente orienterò le mie scelte verso altri obiettivi». In pratica la stessa vicenda che ha coinvolto la lista civica Amici dello Sport, che dopo aver avuto tutte le assicurazioni da parte del sindaco che in caso di successo, sia la delega che l’assessorato allo sport sarebbero stati assegnati a loro, a  pochi giorni dalla vittoria al ballottaggio, Tidei ha preferito dare l’assessorato a Emanuele Minghella, ex delegato al bilancio della giunta Bacheca. 

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Due detenuti suicidi al carcere di Civitavecchia

CIVITAVECCHIA – “Due detenuti suicidi in cella a Civitavecchia in meno di 24 ore, un’altra donna ristretta salvata in tempo ma in gravi condizioni e una situazione di altissima tensione in atto dei detenuti del carcere testimoniano la drammaticità che caratterizza le carceri italiane”. È questa la denuncia che arriva dal segretario generale del Sappe Donato Capece. La sua è una presa di posizione dura, contro un sistema che continua ad avere grosse lacune: tanto che chiede l’intervento del Ministro della Giustizia Alfonso Bonfade per affrontare la questione penitenziaria, diventata ormai un’emergenza.

“Da quando sono stati introdotti nelle carceri vigilanza dinamica e regime penitenziario aperto, sono decuplicati eventi gli eventi critici in carcere. Ad ora la tensione è altissima nel carcere di Civitavecchia – ha aggiunto Capece – con i detenuti che stanno manifestando rumorosamente e pericolosamente. Un detenuto che muore o che, peggio, si toglie la vita in carcere è una sconfitta dello Stato e dell’intera comunità. Il suicidio costituisce solo un aspetto di quella più ampia e complessa crisi di identità che il carcere determina, alterando i rapporti e le relazioni, disgregando le prospettive esistenziali, affievolendo progetti e speranze. La via più netta e radicale per eliminare tutti questi disagi sarebbe quella di un ripensamento complessivo della funzione della pena e, al suo interno, del ruolo del carcere. Negli ultimi 20 anni le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria hanno sventato, nelle carceri del Paese, più di 21mila tentati suicidi ed impedito che quasi 168mila atti di autolesionismo potessero avere nefaste conseguenze. Ma il suicidio di un detenuto rappresenta un forte agente stressogeno per il personale di Polizia Penitenziaria e per gli altri detenuti. Per queste ragioni un programma di prevenzione del suicidio e l’organizzazione di un servizio d’intervento efficace sono misure utili non solo per i detenuti ma anche per l’intero istituto dove questi vengono implementati. È proprio in questo contesto che viene affrontato il problema della prevenzione del suicidio nel nostro Paese. Ciò non impedisce, purtroppo, che vi siano ristretti che scelgano liberamente di togliersi la vita durante la detenzione”.

Capece ricorda infine che per chiedere più attenzione e rispetto verso gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria e denuncia l’invivibilità della situazione penitenziaria il Sappe manifesterà nei prossimi giorni davanti alle principali carceri italiane ed al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria di Roma.

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Ciak si gira: Enrico Brignano a Tarquinia

TARQUINIA – Cinque set in pochi mesi: Tarquinia conferma la propria capacità di attrarre produzioni cinematografiche ed al suo curriculum di ospiti illustri aggiunge un nuovo nome. 
Nei giorni scorsi, infatti, è giunta in città – ed in particolare presso la spiaggia di Sant’Agostino, allo stabilimento ''Boca do Mar'' – la troupe di “Tutta un’altra vita”, pellicola diretta da Alessandro Pondi e prodotta da Rodeo Drive. E protagonisti della scena allestita in riva al mare tarquiniese sono stati stato Enrico Brignano e Paola Minaccioni, in un ciak con numerose comparse che ha approfittato degli ultimi giorni dell’estate tarquiniese.

Ad accogliere la troupe, il vicesindaco ed assessore allo Spettacolo di Tarquinia, Martina Tosoni, accompagnata dai responsabili di Tarquinia Film Office Aps, neonata realtà locale che ha curato i rapporti con la produzione e che sarà, d’ora in poi, strumento di attrazione di altre iniziative cinematografiche verso le location tarquiniesi.

L’associazione, infatti, sulla scorta dell’esperienza e delle attività vissute in occasione dei recenti set allestiti in città – da Gianni Zanasi a Andrej Konalovskij, passando per Alice Rohrwacher, peraltro ospite in città a presentare il “suo” Lazzaro Felice – ha intrapreso un percorso che mira a offrire servizi e collaborazione a produttori e registi che vogliano approfittare della variegata offerta di bellezza che Tarquinia offre, con le positive ricadute di immagine ed indotto per la città.Una fase di costruzione che sta per giungere a completamento, con contatti già avviati con le strutture ricettive cittadine, la programmazione di una serie di attività e strumenti per l’offerta di servizi quanto più ampia possibile e, soprattutto, alcuni primi contatti con la Lazio Roma Film Commission, punto di riferimento in quest’ambito a livello regionale.

Non solo: nelle prossime settimane Tarquinia Film Office si attiverà per coinvolgere quanto più attivamente possibile la comunità tarquiniese nel progetto, sia con una campagna di sostegno indirizzata sia ai privati che alle aziende, ma anche lanciando una sorta di censimento volontario delle location: chiunque abbia locali, abitazioni, giardini o strutture di pregio e voglia metterle a potenziale disposizione per un set potrà contattare lo staff. A breve, infine, partirà una sorta di casting diffuso per raccogliere la disponibilità – oltre che i dati e le fotografie – dei concittadini che desiderano provare l’esperienza da comparse: per farlo – come sarà annunciato a breve – TFO stringerà un accordo di collaborazione con un’azienda professionista del settore, così da garantire la massima tutela ai partecipanti ed il totale rispetto della normativa, ancor di più qualora si tratti di minori.

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Enrico Brignano a Tarquinia

TARQUINIA – Cinque set in pochi mesi: Tarquinia conferma la propria capacità di attrarre produzioni cinematografiche ed al suo curriculum di ospiti illustri aggiunge un nuovo nome. 
Nei giorni scorsi, infatti, è giunta in città – ed in particolare presso la spiaggia di Sant’Agostino, allo stabilimento ''Boca do Mar'' – la troupe di “Tutta un’altra vita”, pellicola diretta da Alessandro Pondi e prodotta da Rodeo Drive. E protagonisti della scena allestita in riva al mare tarquiniese sono stati stato Enrico Brignano e Paola Minaccioni, in un ciak con numerose comparse che ha approfittato degli ultimi giorni dell’estate tarquiniese. Ad accogliere la troupe, il vicesindaco ed assessore allo Spettacolo di Tarquinia, Martina Tosoni, accompagnata dai responsabili di Tarquinia Film Office Aps, neonata realtà locale che ha curato i rapporti con la produzione e che sarà, d’ora in poi, strumento di attrazione di altre iniziative cinematografiche verso le location tarquiniesi. L’associazione, infatti, sulla scorta dell’esperienza e delle attività vissute in occasione dei recenti set allestiti in città – da Gianni Zanasi a Andrej Konalovskij, passando per Alice Rohrwacher, peraltro ospite in città a presentare il “suo” Lazzaro Felice – ha intrapreso un percorso che mira a offrire servizi e collaborazione a produttori e registi che vogliano approfittare della variegata offerta di bellezza che Tarquinia offre, con le positive ricadute di immagine ed indotto per la città.Una fase di costruzione che sta per giungere a completamento, con contatti già avviati con le strutture ricettive cittadine, la programmazione di una serie di attività e strumenti per l’offerta di servizi quanto più ampia possibile e, soprattutto, alcuni primi contatti con la Lazio Roma Film Commission, punto di riferimento in quest’ambito a livello regionale. Non solo: nelle prossime settimane Tarquinia Film Office si attiverà per coinvolgere quanto più attivamente possibile la comunità tarquiniese nel progetto, sia con una campagna di sostegno indirizzata sia ai privati che alle aziende, ma anche lanciando una sorta di censimento volontario delle location: chiunque abbia locali, abitazioni, giardini o strutture di pregio e voglia metterle a potenziale disposizione per un set potrà contattare lo staff. A breve, infine, partirà una sorta di casting diffuso per raccogliere la disponibilità – oltre che i dati e le fotografie – dei concittadini che desiderano provare l’esperienza da comparse: per farlo – come sarà annunciato a breve – TFO stringerà un accordo di collaborazione con un’azienda professionista del settore, così da garantire la massima tutela ai partecipanti ed il totale rispetto della normativa, ancor di più qualora si tratti di minori.

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Mensa alla Melone, Agresti: ''Anche per la CIR locali non idonei''

LADISPOLI  – Torna alla carica il dirigente scolastico della Corrado Melone, Riccardo Agresti. Ancora al centro della polemica con l'assessore alla Pubblica istruzione Lucia Cordeschi, ci sono i locali mensa della scuola. Quelli realizzati dall'amministrazione per "liberare" il polifunzionale, attiguo all'istituto e che fino allo scorso anno veniva utilizzato come mensa (oltre che luogo per spettacoli) proprio dalla Melone. 

"A seguito dell’intervista rilasciata dall’assessore Cordeschi a “Centromareradio”, sabato mattina scorso, duole essere costretti a contestare e conseguentemente “sbugiardare” l’esimia assessora che a volte non sa nulla, mentre a volte sa cose che nessuno conosce. Quale delle due situazioni sia estremamente improbabile lo lascio al giudizio del lettore, ma proprio perché, come diceva Socrate, si sa solo di non sapere, riporterò solo i dati di fatto in riscontro alle stravaganti e spesso contraddittorie affermazioni dell’assessora, frasi che riporto citando a memoria.
Assessora: “La popolazione scolastica di Ladispoli è cresciuta”, se è vero, perché sta consentendo che in altre Scuole vi siano o vi saranno aule vuote (ad esempio le aule attualmente utilizzate per ospitare i bambini di via Rapallo i cui lavori di ristrutturazione finiranno entro Natale)?
Assessora: “Chi ci ha preceduto non ha pensato la mensa”, se è vero, come spiega la presenza della sala polifunzionale che è, appunto, multi funzione con priorità mensa scolastica?
Assessora: “La ASL ha fornito parere negativo alla polifunzionale come mensa”, se è vero, come spiega l’esistenza dei documenti diffusi a tutti i genitori dai quali si evince che la mensa può coesistere con attività serali ma, se non sanificata, debba essere usata solo come mensa scolastica?
Assessora: “Esiste il parere favorevole all’uso dei nuovi locali da parte dei VVFF”, se è vero, come mai invece di fare un sopralluogo lunedì mattina, i VVFF non hanno risposto che abbiamo già il loro parere?
Assessora: “Risulta rispettato il parametro di Legge per l’affollamento previsto per la mensa”, se è vero, come mai un tecnico (architetto), il Responsabile per la sicurezza, la prevenzione e la protezione di bambini e dei lavoratori afferma il contrario su un documento ufficiale?
Assessora: “La risposta visiva dei locali è diversa, non è un rettangolo ma i tavoli entrano tutti”, se è vero che tavoli e sedie sono entrati tutti nel nuovo locale, il problema è che devono entrarci fisicamente circa 100 persone alla volta e la disposizione dei tavoli non permette una rapida evacuazione del locale.
Assessora: “Non si deve sempre parlare de PTOF della Melone”, mi domando quale sia il problema della trasparenza del nostro Istituto: se le altre Scuole realizzano volantini pubblicitari per attirare iscrizioni, perché la Melone non può parlare semplicemente dei fatti e di ciò che realmente offre? D’altronde i genitori devono avere libertà di scelta e quindi è un loro diritto conoscere per avere l’opportunità di valutare e scegliere a ragion veduta.
Assessora: “I genitori devono avere libertà di iscrizione”, esattamente ciò che affermiamo e se le iscrizioni superano la capienza dell’edificio, è il Comune che deve recuperare i locali per garantire la soddisfazione delle richieste dei genitori, ad esempio pretendendo i locali inutilizzati dalle altre Scuole o effettuando un corretto dimensionamento degli Istituti.
Assessora: “Esiste un decreto legge che ho mostrato ad Agresti che limita il numero di iscrizioni”, probabilmente l’assessora mi ha sognato e nel sogno ha stilato un decreto legge che non esiste. In ogni caso questo fatto contraddirebbe ciò che ha appena affermato: se la “Melone” deve rinunciare alle iscrizioni che vi arrivano, come sarebbe garantita la libertà di scelta dei genitori che gradiscono la nostra offerta formativa?
Assessora: “Non si deve parlare solo della Melone e del suo PTOF, tutte le Scuola lo hanno uguale”, credo che questa sia la risposta alla mia domanda precedente: se i genitori non conoscono ciò che le Scuole di Ladispoli realmente offrono, allora possono essere dirottati verso Scuole che non offrono altrettanto e la stessa assessora mostra di non conoscere le grandi differenze presenti fra una Scuola e l’altra.
Assessora: “Il Comune collabora, però fino a un certo punto, non può esaudire tutte le richieste di Agresti”, forse l’assessora dimentica che le richieste sono per i bambini e non per il dirigente. Io non chiedo benzina per la mia auto, né un aumento dello stipendio (come hanno fatto gli assessori) né altro per me, ma solo ciò che possa garantire il bene dei bambini, cittadini di Ladispoli.
Assessora: “Ho risposto no alle richieste di arredo di Agresti, ma comunque le abbiamo esaudite”, francamente non credo che chiedere banchi e sedie per i bambini sia una richiesta da non esaudire, comunque quando ricevetti la risposta negativa dell’assessora non feci una piega, avevamo già programmato di mandare le classi senza arredi a fare lezione nella sala consiliare.
Assessora: “Le Scuole lasciano arredi nuovi alle intemperie, compresa la Melone”, ora se avessimo avuto gli arredi nuovi (negati a luglio, e ricevuti solo la scorsa settimana) non li avremmo richiesti, non ce ne avrebbero dati altri la scorsa settimana, non li avremmo lasciati alle intemperie, evidentemente l’assessora ci confonde con altre scuole, alla Melone non abbiamo “arredi nuovi” da lasciare alle intemperie. Non li abbiamo punto!
Assessora: “Le aule ci sono tutte per tutti”, certamente non grazie al suo lavoro che è solito svolgere senza chiedere né confrontarsi perché “io sono l’assessore e decido io” (sic!), ma grazie all’aiuto del Sindaco. Se non fosse intervenuto confrontandosi con la Scuola per conoscere le problematiche, le nostre tre classi che l’assessora ha fatto spostare dalla Livatino per lasciare vuote le aule (che saranno usate da chi?) sarebbero andate a fare lezione in sala consiliare.
Assessora: “I genitori hanno solo una parte delle informazioni che il Comune ha”, “Il Comune conosce altre verità”, “la sala polifunzionale ha problemi strutturali”, “La ASL ha vietato un uso promiscuo”, “La CIR avrebbe dovuto igienizzare la sala dopo l’uso serale”, “La sala polifunzionale sarà usata solo come teatro perché gli uffici appositi lo hanno stabilito”, effettivamente nessuna di queste frasi trova riscontro fra i documenti a disposizione della Scuola o comunque dei cittadini, non vorrei che si tratti di uno dei famosi sogni dell’assessora. Restiamo in attesa di poter vedere questi fantomatici documenti, che una seria amministrazione avrebbe dovuto mettere immediatamente a disposizione invece di permettere l’uso della sala polifunzionale. Se questi documenti su problemo strutturali esistono veramente, la cosa sarebbe gravissima perché significherebbe che il Sindaco ha messo a rischio la salute dei bambini e dei lavoratori della Melone!
Assessora: “La sala sarà disponibile per spettacoli e laboratori mattutini per tutte le scuole di Ladispoli”, ma allora i problemi strutturali ci sono o no? L’assessora dimentica però un piccolo particolare, la sala polifunzionale non è sua proprietà e la struttura è disponibile per il Comune (come lo è la palestra) solo dopo il termine delle lezioni dell’Istituto dove è ubicato, per cui nessuno può mettervi piede senza l’autorizzazione del dirigente scolastico. Ora è vero che personalmente non avrò alcun problema a cedere i locali per i bambini di altre Scuole (per me i bambini hanno tutti gli stessi diritti), ma è anche vero che non mi risulta che le altre Scuole (e non per le recite di fine anno) in questi anni abbiano mai avuto necessità di locali come la sala polifunzionale. Nemmeno quando la sala consiliare (concessaci senza problemi dal Sindaco Paliotta) ospitò personalità ragguardevoli, nessuna classe, eccetto che dalla Melone, ha mai partecipato (anche a causa delle distanze delle rispettive sedi). Nel ribadire che personalmente autorizzerò l’ingresso di qualsiasi classe entro il recinto della Melone, non vorrei che l’assessora stia pensando di sprecare altri soldi dei cittadini per bypassarmi e recintare la sala polifunzionale per metterla fuori dagli spazi di mia competenza e responsabilità.
Assessora: “Ho chiesto io alla CIR di dare i panini per il pic nic”, forse l’assessora non sa ciò di cui io sono perfettamente a conoscenza ovvero che la stessa CIR ritiene inidonei i locali da lei fatti realizzare con i soldi pubblici e che la CIR non avrebbe fornito alcun pasto lunedì se non avesse saputo che i docenti avevano deciso, a loro volta, di non far entrare alcun bambino nei locali adibiti a mensa portandoli a consumare un panino all’aperto; forse l’assessora non sa che da un accordo di venerdì pomeriggio la CIR ha concesso i pranzi al sacco che i nostri alunni consumeranno all’aperto sotto la sorveglianza dei docenti, altrimenti la Scuola avrebbe dovuto chiudere le lezioni alle ore 13.00 senza avere potuto avvisare alcuno.
Assessora: “Martedì i bambini mangeranno a mensa”, poiché non credo che l’assessora non abbia minima coscienza della realtà che dovrebbe gestire, posso ipotizzare che abbia la bacchetta magica e martedì sarò a mensa a mangiare con i bambini.
Assessora: “Faremo una pseudo protesta al MIUR”, probabilmente, anzi sicuramente, ho compreso male: l’assessora andrà al MIUR insieme ad altri a fingere una manifestazione?
Devo avere capito male!"

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Il gelo di Bonafede verso Salvini: non va inseguito, sembra in campagna elettorale permanente

Il Guardasigilli infastidito dalle parole dell’alleato leghista

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