Premio ai Quartieri per il restyling al cimitero comunale

SANTA MARINELLA – Si è rivelato veramente emozionante l’incontro che il sindaco Tidei ha avuto con i Quartieri, la nota famiglia di operatori turistici di Santa Severa, che ha ricevuto un significativo riconoscimento da parte del primo cittadino per essere stata protagonista di un atto che ha consentito di effettuare un consistente restyling al cimitero comunale. «Dobbiamo dire grazie a Maddalena, Fabio e Stefano Quartieri – ha commentato Tidei – per aver fatto fare una vera e propria riqualificazione del cimitero a proprie spese. Tutto questo in onore del fratello Antonio, che io conoscevo benissimo, e che purtroppo ora non c’è più. Con questo gesto, il giorno dei defunti, il nostro camposanto è apparso tirato a nuovo».  Tra le lacrime, Maddalena Quartieri, ha voluto far presente che il restyling c’è stato anche grazie all’aiuto della cittadinanza e che il progetto deve essere ancora portato a termine.

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Sartorelli,occasione d’oro

Va a caccia del primo successo stagionale la Serramenti Sartorelli Asp nella quinta giornata del campionato di serie C maschile. Dopo lo scontro diretto in chiave salvezza perso la settimana scorsa in casa del Top Volley Latina, i rossoblu oggi giocheranno un’altra sfida determinante per la classifica. Alle 19 al Palasport arriva infatti il Nepi, fanalino di coda del girone A del campionato di serie C maschile, con zero punti all’attivo. Si tratta di una ghiottissima occasione per Mancini e compagni di muovere la classifica, che li vede al penultimo posto, in piena zona playout, con un solo punto. Si tratta della prima, vera partita per il nuovo tecnico Alessandro Sansolini, che a differenza del turno precedente, ha avuto a disposizione l’intera settimana per lavorare con i ragazzi e preparare al meglio il confronto.
«L’Asp deve saper uscire da queste situazioni – spiega Sansolini – e in settimana abbiamo lavorato molto, sia dal punto di vista fisico, che tecnico. È vero, Nepi è un avversario sulla carta abbordabile. Ma credo che in questo momento, l’unico avversario siamo noi stessi. Vogliamo sicuramente tirar su la testa e iniziare un viatico migliore».
Capitolo formazioni: nessun problema per l’allenatore civitavecchiese, che avrà a disposizione la rosa al completo.

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Piendibene (Pd): "Bisogna pensare ad una Marina strutturalmente più solida"

CIVITAVECCHIA – “A differenza di quanto dichiarato dal sindaco Cozzolino, la barriera soffolta non durò soltanto anno e una simile affermazione rivela mancanza di rispetto e forse la malizia di chi vuole sminuire il lavoro delle amministrazioni che lo hanno preceduto”.

Lo dichiara il capogruppo del Partito democratico Marco Piendibene che interviene sul tema ricordando come “la rivoluzione che portò al primitivo “water front” è stata pianificata e parzialmente realizzata durante la seconda giunta Tidei. Il valore aggiunto di quella amministrazione comunale, per la quale mi onoro di aver svolto il ruolo di assessore ai Lavori pubblici, è stato quello di aver scommesso su una visione di città completamente diversa da quella che era sotto gli occhi di tutti”. Piendibene prosegue evidenziando come, tra le varie opere, venne dato “incarico ad un tecnico specializzato (l’ingegner Pittori) di progettare una barriera soffolta – dice il dem – che potesse proteggere la nascente spiaggia dalle mareggiate. La barriera progettata aveva una sezione a forma di trapezio isoscele e uno sviluppo di circa 400 metri, parallelo all’arenile, con la sommità posta a circa a -0,5 m sul livello del mare. La barriera si fece e fu realizzata dall’impresa Properzi. Le successive verifiche – sottolinea – della direzione lavori confermarono la corretta esecuzione dell’opera e la corrispondenza tra il progetto quanto realizzato”.

Il problema è semplice per Piendibene: “Ogni manufatto ha bisogno di manutenzione e la barriera soffolta non fa eccezione. Stiamo parlando di una struttura che avrebbe avuto bisogno di un ripascimento periodico per bilanciare gli effetti delle mareggiate, cosa che non è mai stata fatta – tuona il capogruppo dem – sia per i considerevoli costi di un intervento a mare ma anche perché l’attenzione delle giunte successive fu rivolta esclusivamente alla progressiva riqualificazione di piazza degli Eventi. Creare oggi una scogliera frangiflutti emersa, prescindendo da ogni valutazione sui costi, potrebbe anche snaturare la vocazione della Marina aperta all’orizzonte e utilizzabile anche come attrattiva per attività sportive sul mare. Ovviamente la Marina, anche in caso di una manutenzione straordinaria della barriera soffolta, sarebbe sempre esposta al rischio di mareggiate eccezionali come quelle della scorsa settimana e quindi, a mio giudizio, il problema della burrasca straordinaria andrebbe affrontato da un altro punto di vista”.

Secondo il dem sarebbe necessario riflettere su una Marina strutturalmente più solida per evitarne il disfacimento “ogni qual volta si verificano le condizioni per una grande mareggiata. La ricostruzione fronte mare della nuova Marina non dovrebbe prevedere elementi strutturali troppo fragili oppure assemblati senza una predisposizione specifica per resistere alla forza dei marosi. Con questi presupposti – conclude Piendibene – ciò che inevitabilmente sarebbe sacrificato alle mareggiate eccezionali è l’arenile. Ma un conto è riportare sabbia e ciottoli sul bagnasciuga ed un altro conto è far fronte ad una vera e propria devastazione del nostro bellissimo lungomare. Spero che intorno a queste riflessioni si possa sviluppare un sereno dibattito”.

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Sprar, l'unica strada � rinunciare al progetto

CIVITAVECCHIA –  “L’amministrazione comunale sullo Sprar ha una sola strada: quella di rinunciare e rispettare la volontà popolare". Lo conferma il capogruppo della Svolta Massimiliano Grasso – che da subito insieme al collega Perello votò in consiglio contro lo Sprar dopo aver organizzato le manifestazioni contro Il Cara e i paventati sbarchi al porto – alla luce dei "tentennamenti" del Comune, dopo la gara andata deserta qualche settimana fa.

"Leggo di varie opzioni che il sindaco Cozzolino e la sua vice Lucernoni starebbero studiando – ha infatti spiegato – dall’affidamento diretto a un nuovo bando, fino alla rinuncia. Ecco, questa è l’unica ipotesi percorribile. Cozzolino non si inventi nulla: il bando per gli alloggi andato deserto è l’ennesima dimostrazione del fatto che i civitavecchiesi non vogliano forme di pseudo accoglienza. Peraltro, a fronte del taglio dei fondi annunciato dal ministro Salvini, la stessa Arci ha dichiarato che con 22 euro al giorno anziché 36 non sarebbe vera accoglienza. Al di là delle perplessità che si potrebbero esprimere sulle dichiarazioni dell’Arci, il Sindaco si limiti all’ultima considerazione e ritiri l’adesione di Civitavecchia da ogni tipo di progetto di accoglienza. La città – ha concluso – è già in ginocchio da sola”.

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La denuncia: ''Prelievo bancomat impossibile''

SANTA MARINELLA – “Una locale agenzia bancaria di via Aurelia – ha pensato bene di rendere, e garantire, una più sicura operazione di prelievo bancomat sistemando, davanti alla plancia, una barriera metallica di notevole dimensione”. La denuncia è di un utente che chiede il ripristino della situazione iniziale.  “Se lo scopo era quello, come si diceva, di garantire la riservatezza proteggendo l’operatore da invasivi sguardi estranei, – prosegue l’utente – si può affermare che esso sia stato conseguito ed anche troppo, ma, nel contempo, si è resa assai difficile, faticosa, talora impossibile l’operazione stessa di prelievo. La fascia metallica, una vera blinda, per come è collocata, impedisce, specialmente a chi non è sufficientemente alto, di digitare il pin e di ritirare il contante. Con l’installazione di detta barriera si è, infatti, ridotto assai lo spazio di manovra per cui si rende necessario giostrare, col braccio e con la mano, non più in comoda posizione orizzontale ma in verticale col bordo della blinda che ostacola i movimenti, come si è verificato con una persona di ridotta altezza che non è riuscita nell’intento pur contorcendosi ed alzandosi sulle punte dei piedi. Situazione comica? No, indegna. E allora, non sarebbe opportuno, e ragionevole o l’abbassamento della fascia o meglio ancora la sua rimozione, riportando il meccanismo allo stato precedente?” 

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Il tornado che spazzò via la città

LADISPOLI – Per le strade non c'è quasi nessuno. Il cielo è grigio, il pomeriggio uggioso e in tv ci sono le partite di serie A a far compagnia agli amanti dello sport. Qualcuno si sposta in auto o a  piedi per qualche via del centro per tornare a casa dopo il pranzo della domenica tra amici o in famiglia. Qualcuno è a lavoro, nei bar, nei negozi come tutte le domeniche. Niente potrebbe mai far pensare che una semplice pioggia possa trasformarsi in così poco tempo in una vera e propria bomba pronta a seminare panico e distruzione. E' il 6 Novembre 2016. E' domenica. Suonano le 17 quando all'improvviso dal mare una enorme nuvola viene sbalzata a tutta velocità sulla terra ferma avvolgendo nel buio cose e persone. La furia del tornado si abbatte in città. Arriva dal mare: da porto Pidocchio e in un attimo investe, distrugge e spazza via tutto quello che trova sul suo cammino. Pareti esterne di abitazioni sbriciolate, tetti scoperchiati, alberi abbattuti al suolo, auto distrutte, ringhiere, calcinacci spazzate via dalla furia del vento. Una questione di attimi prima di ritrovarsi dentro la scena di uno di quei tanti film sulla devastazione del mondo che tengono fino all'ultimo col fiato sospeso. Ma è la realtà. Sembra essere in guerra. E purtroppo, come nelle guerre, anche Ladispoli ha la sua vittima. Un uomo che alla vista della furia della natura aveva tentato di ripararsi dal vento sotto i cornicioni di una Chiesa in via Odescalchi. Quello stesso cornicione che gli è crollato addosso senza lasciargli scampo. La macchina dei soccorsi si è subito messa in moto. A cominciare da chi in quel momento, come graziato dal Cielo, si è ritrovato in mezzo al ciclone e per fortuna non si è fatto nemmeno un graffio. Sono i ladispolani stessi i primi a scendere in strada, a soccorrere i feriti, a tentare di liberare le strade dalle macerie e dagli alberi e lampioni che come foglie si sono abbattuti al suolo. Protezione civile, vigili del fuoco, sanitari del 118, Croce Rossa, cittadini, istituzioni, … Tutti insieme per risollevarsi il prima possibile. Per riparare i danni, contare e curare i feriti, ritornare presto alla vita di ogni giorno, cercando di dimenticare, almeno all'apparenza l'enorme ferita che quel tornado ha provocato a un'intera comunità. Da quel giorno sono trascorsi due anni. E' il 6 novembre 2018. La conta dei danni non è ancora finita. C'è chi aspetta ancora di vedersi arrivare il risarcimento per quanto perso, per quanto ha dovuto ricostruire. C'è chi aspetta ancora di essere “rimborsato” per i sacrifici di una vita intera spazzati via in una manciata di minuti. Sono privati cittadini, agricoltori, aziende private, attività commerciali. C'è anche il Comune. Il tornado attraversando diametralmente la città ha causato notevoli danni anche a infrastrutture. Ponti, scuole, strade. Il lavoro è stato tanto. Sono circa 200 i privati cittadini che hanno presentato la richiesta risarcimento a palazzo Falcone per i danni subiti. Tra loro, purtroppo, non ci potranno essere coloro i quali hanno visto completamente distrutta l'auto. Dovranno invece aspettare ancora le aziende per ottenere i rimborsi. Per loro si dovrà aprire infatti una ''seconda tranche''. Per quanto riguarda poi i risarcimenti per il Comune, a breve dalla Regione dovrebbero arrivare 340mila euro. Soldi che fanno parte di una somma complessiva di circa 620mila euro totali di rimborsi per i danni subiti. Risarcimenti che almeno dal punto di vista economico, forse, riusciranno a rimarginare la ferita apertasi quel tremendo pomeriggio di due anni. Scene che per mesi hanno invaso la mente dei ladispolani. Ad ogni sussulto della natura per diverso tempo si è temuto il peggio. Si è temuto di poter rivivere anche solo per un attimo quel drammatico 6 Novembre. Immagini, quelle di una storia passata ma recente, che tornano in mente anche in momenti come questi, quando mezza Italia si ritrova flagellata dalla furia della natura. Un'ondata di maltempo senza eguali che anche questa volta ha mietuto le sue vittime. Se Ladispoli oggi conta solo i danni sugli arenili pubblici e non, c'è chi purtroppo piange le sue vittime. A cominciare dalla vicina Terracina. «Si è trattato sicuramente dell'evento calamitoso più forte che ci sia stato da quando ne ho memoria – ha detto il sindaco Alessandro Grando ricordando quel terribile giorno – I danni sono stati ingenti. Purtroppo rimarrà nella mente di tutti noi». Il primo cittadino ha però voluto sottolineare la solidarietà, il fare squadra, dell'intera città: «Quando a Ladispoli accadono fatti come quello di due anni fa, per fortuna, la comunità si stringe sempre attorno a chi subito delle perdite o dei danni. La città ha reagito nel migliore dei modi». Per giorni migliaia di ladispolani si sono rimboccati infatti le maniche per dare una mano a chi quella domenica ha visto la furia del vento distruggere le proprie case. Un lavoro di squadra senza sosta. «Purtroppo contro la furia della natura possiamo fare ben poco», ha proseguito il primo cittadino che ha però sottolineato come l'amministrazione possa cercare di ''rendere difficile'' alla natura il suo atto di distruzione, puntando soprattutto alle manutenzioni e messa in sicurezza di tutto ciò che possa ritenersi pericoloso: «Quello che possiamo fare – ha infatti concluso Grando – è quello di curare maggiormente il nostro patrimonio come ad esempio le alberature, gli impianti di illuminazione per attutire i danni che la furia della natura potrebbe causare». Una natura che negli ultimi anni, purtroppo, forse un po' per colpa dell'uomo e della sua mano, così clemente con il genere umano, non lo è più.  
 

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Scarico container: la palla passa all'Authority

CIVITAVECCHIA – Sembra essere una vera e propria patata bollente la vertenza legata allo scarico dei container all’interno del porto. La settimana che si sta per aprire servirà a capire che strada ha intenzione di percorrere l’Autorità di Sistema Portuale anche se voci sempre più insistenti parlano della volontà di proseguire sulla decisione presa già a luglio, i cui effetti sono stati sospesi con due proroghe oggi scadute. 

La decisione del Tar del Lazio di non concedere la sospensiva alla Civitavecchia Forest Fruit Terminal ma di voler dirimere la delicata questione nel merito, a giugno prossimo, scarica di fatto nuovamente la palla su Molo Vespucci che ora dovrà stabilire come si dovrà procedere da domani relativamente allo sbarco e imbarco dei contenitori in un settore, quello commerciale, che oggi come oggi ha bisogno di essere sostenuto per non trascinare il porto in acque agitate. 
Se in queste ore non interverrà una decisione diversa, attraverso un’ordinanza, da parte del presidente Francesco Maria di Majo, entrerà in vigore l’ordinanza del 13 luglio, quella che stabilisce come ogni operazione relativa ai container dovrà svolgersi all’interno della banchina 25, quella gestita da Rtc. Questo comprenderà anche i contenitori legati al traffico agroalimentare, fino ad oggi arrivati direttamente al terminal di Cfft, così come richiesto anche dagli stessi clienti, nell’ottica soprattutto di un risparmio dei tempi e, di conseguenza, dei costi. 

In tutto questo non sembra che sia stato trovato, così come auspicato dall’Adsp nel corso del tavolo in Regione, quell’accordo tra Cfft e Rtc. Un accordo prevede infatti un beneficio per entrambe le parti, ma a quanto pare, in questo caso, non era così. Intanto l’arrivo della prima bananiera è in programma per metà settimana: ia quel punto si capirà se l’Authority vorrà attendere la sentenza, a giugno, del Tar o andare avanti sulla sua strada. 

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Il Corneto dilaga, tris Cpc, impatta la Csl

di MATTEO CECCACCI

Cinque le squadre del comprensorio che ieri hanno disputato le gare valevoli per i sedicesimi di finale di Coppa Italia Promozione: Corneto Tarquinia, Città di Cerveteri, Cpc2005, Csl Soccer e Tolfa. I tarquiniesi allenati da Stefano Del Canuto hanno asfaltato alle Muracciole l’Aranova per 4-1 grazie alla doppietta di Pastorelli e alle reti di Moretti e Forieri: da mettere in risalto la prestazione di quest’ultimo  che finora in Coppa Italia ha messo a segno ben tre gol, un vero e proprio gioiello da tenersi stretto il classe 2000 ex Civitavecchia Calcio.
La Cpc2005 di Paolo Caputo cala il tris al Tamagnini ai danni del Tolfa di Sperduti in un match a senso unico. Dopo la batosta subita domenica scorsa nello scontro diretto con il Corneto, che ha fatto perdere la vetta ai ragazzi di patron Patrizio Presutti, i rossi hanno vinto grazie ai sigilli di Spanò, Tabarini e Esposito. I collinari, mai in partita, dovranno compiere una vera e propria impresa tra dodici giorni sul campo amico del Felice Scoponi.
I leoni della Csl Soccer del tecnico Daniele Fracassa hanno impattato 2-2 al Gagliardini la sfida contro un nuovo Città di Cerveteri. I biancoverdi, infatti, dopo il cambio allenatore che ha visto in panchina il successore di Andrea Silvestri, Michele Zeoli, e il neo acquisto Ciro Di Fiandra sono andati in vantaggio per due volte, per poi farsi recuperare nella ripresa dalla doppietta di Cherubini. Si deciderà tutto al Galli. Gare di ritorno previste mercoledì 14 novembre.

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Vecchia nel baratro

di MATTEO CECCACCI

Quarta sconfitta consecutiva, ultimo posto in classifica e tanta, tantissima amarezza. Così si può riassumere la partita di domenica scorsa disputata alla Cavaccia di Allumiere tra Civitavecchia Calcio 1920 e Montalto. Doveva essere la gara perfetta o meglio ancora lo scontro diretto utile per risalire la china, ma i calciatori nerazzurri che avrebbero dovuto giocare con il giusto piglio, tanta determinazione e col carattere da combattivi per dare segnali positivi ai tifosi, non sono riusciti a sfornare tra le mura amiche una prestazione convincente. Andando al match, mister Rocchetti senza capitan Boriello e bomber Manuel Vittorini schiera il 4-4-2 con Tomarelli tra i pali, in difesa Simmi e Fatarella centrali, a destra Bellumori e a sinistra Iacomelli, in mezzo al campo Befani, Mannozzi, Zagarella e Nuti dietro alle spalle della coppia d’attacco Miguel Vittorini e Lorenzo Serafini. Ad aprire le marcature sono i gialloblu del tecnico civitavecchiese Nicola Salipante, che al quarto d’ora di gioco vanno in vantaggio dagli undici metri con Rodriguez, dopo una trattenuta fallosa di Leo Bellumori ai danni del numero 10 montaltese. La Vecchia cerca di reagire e di costruire azioni di gioco per gonfiare la rete di Quattrotto con Mannozzi, in veste da capitano per la prima volta, e Nuti, ma il fraseggio risulta sbagliato e impreciso. Alla mezz’ora sono ancora gli ospiti a provarci con Rodriguez che colpisce il palo a porta completamente spalancata. Unica occasione locale risulta al 40’ con Zagarella che prova la girata vincente, ma termina fuori dai pali. Nella ripresa appare una Vecchia carica che cerca a tutti i costi il segno ics, sbaglia un rigore e il Montalto alla prima occasione sigla il definitivo 0-2 grazie a Fraschetti che da due passi appoggia il pallone in rete, ringraziando il compagno di reparto Cissè per l’ottimo assist. Ennesima sconfitta, quindi, per il Civitavecchia Calcio 1920 che crolla all’ultimo posto della classifica a quota sette punti all’attivo insieme al Villalba. Adesso la situazione è veramente critica, come la prossima partita che vedrà i tirrenici sfidare la seconda della classe Astrea. Il tecnico comunque non è assolutamente in discussione, ma è doveroso da parte della società prendere qualche decisione, soprattutto per il popolo civitavecchiese che vuole vedere un po’ di luce in fondo a quel tunnel: luce che in casa Civitavecchia manca ormai da più di un mese. Una vera e propria crisi inaspettata, ma d’altronde questo deve essere un anno di transizione. «Abbiamo toccato – spiega mister Rocchetti – il fondo dopo questo match. L’atteggiamento in campo non mi è piaciuto, ora bisogna reagire al più presto».

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