Porto, Perello: ''Di Majo torni ai suoi amati convegni''

CIVITAVECCHIA – “Mi ha piacevolmente stupito che il presidente dell’Adsp Francesco Maria Di Majo, in questi giorni impegnassimo con numerosi e nevralgici dossier da cui potrebbe dipendere il futuro di numerosi lavoratori dello scalo e forse anche il suo permanere alla guida di Molo Vespucci, abbia voluto dedicare tempo ad una così articolata ed esaustiva replica al mio intervento da semplice consigliere comunale”.

Lo dichiara Daniele Perello in risposta alla replica del numero uno di Molo Vespucci dei giorni scorsi. Una lunga risposta “che non fa che confermare la mia convinzione – continua il consigliere comunale d’opposizione – per quanto si possa impegnare Di Majo è inadatto a ricoprire quell’incarico ed il governo Lega – M5S dovrebbe prendere una posizione in merito affinché non diventi responsabile insieme Pd, schieramento che ha nominato lo stesso presidente. Quello stesso Pd che oggi Di Majo vuole allontanare da sé nonostante sia la parte politica che lo ha nominato e nonostante il Presidente continui a partecipare ad iniziative elettorali dello stesso partito (ricordate Marietta Tidei e Zingaretti?) e a riunioni con esponenti politici (sempre dem) per organizzare liste e votanti in vista delle primarie”.

Perello spiega come si potrebbe rispondere che veniva fatto anche da alcuni dei predecessori di Di Majo ma sottolinea come comportamenti come questo siano stati nel tempo ampiamente criticati.

“Il sottoscritto – aggiunge il consigliere comunale –  come ben saprà, non ha mai partecipato a questi giochetti. Non ho nulla contro il presidente, sia chiaro. Anzi, penso sia anche un brav’uomo, ma non è caratteristica per amministrare uno scalo così importate. Sono enormi le falle dirigenziali – tuona Perello – dovute al fatto che il Presidente non sembrerebbe un  grande conoscitore del porto e della sua storia. Sull’accordo con il Comune – incalza – Di Majo rinvia tutto al Consiglio di Stato partendo dall’assunto che l’intesa non sia valida. Da consigliere comunale, peraltro di opposizione, non posso non rilevare come il Tar in primo grado abbia ritenuto sostanzialmente valido l’accordo e che Di Majo, anziché calarsi in un’ottica di leale collaborazione tra amministrazioni pubbliche, abbia presentato un ulteriore ricorso”.

Perello prosegue evidenziando come “sul dirottamento delle banane a Livorno l’operato di Di Majo, che ora si ritrova tra due fuochi, è sotto gli occhi di tutti. Io non insinuo nulla, ma ribadisco che un presidente debba compiere scelte importanti sulla base della sua ‘comprovata esperienza’’ nel settore della portualità. E a volte non credo che il presidente abbia fatto scelte nell’interesse del porto di Civitavecchia. Così come su Total Erg Di Majo sostiene che aumentare nuovamente la tassa, motivandola adeguatamente, avrebbe significato far perdere competitività al porto. Forse dimentica, o magari non sa, che sia Total Erg (oggi Italiana Petroli) che la stessa Enel anche volendo non potrebbero cambiare scalo di destinazione”.

Per quanto riguarda Enel secondo Perello la posizione di Di Majo è chiara: “Forse andrebbe illustrata con altrettanta chiarezza a Minosse e alla Compagnia Portuale poiché – dichiara il consigliere comunale – l'Autorità portuale si è comportata come Ponzio Pilato dinanzi alla vertenza del carbone. Anche qui, purtroppo, a rimetterci sono ancora una volta i lavoratori e le famiglie Civitavecchiesi”. 

Sulla Pas Perello dice di non aver mosso contestazioni ma di aver ripreso le notizie di stampa “su vari esposti che sono stati presentati: a decidere sulla validità delle risposte del Presidente non sarò certo io, ma a diverso titolo Anac e Procura della Repubblica e forse poi il Tribunale. Di certo, su Pas e Autorità Portuale e sul malcontento dei dipendenti  ho solo ripreso gli articoli stampa dei sindacati confederati  che hanno manifestato tutto il loro dissenso”. 

Per quanto riguarda le statistiche “credo che al Presidente non sarà sfuggito (magari faceva comodo ometterlo) che il segno positivo dei container era dovuto sostanzialmente al traffico della Cfft, ora fortemente a rischio, mentre per il traffico auto Fca – incalza Perello – la cancellazione e lo spostamento completo sono stati decisi dopo il suo arrivo a Civitavecchia per ovvie garanzie che sono venute meno. Prendo atto del fatto che il presidente consideri le mie critiche, così come quelle di tutte le altre parti politiche, immotivate ed infondate perché non considerano gli “innumerevoli risultati conseguiti” nei 2 anni della sua gestione. Forse sarò colpevole, insieme ad una intera città, di una grave forma di amnesia, ma non riesco proprio a ricordare quasi nulla di questi risultati conseguiti dal presidente Di Majo, se non quelli di aver vanificato gli sforzi compiuti dallo scalo negli anni e il sogno di qualche amministratore che ha sempre avuto un altra visione per questo porto. Su una cosa sono in sintonia con Di Majo – conclude Perello – su come “ci sia ora veramente bisogno di riportare serenità in questo porto il cui sviluppo deve essere da tutti sostenuto, da tutte le forze politiche locali e nazionali”. Per questo mi auguro che il presidente torni quanto prima ai suoi amati convegni ed alla sua attività precedente, auspicando che al suo posto venga nominata una figura nuova e non già vista, in grado di risolvere gli innumerevoli problemi creatisi o drammaticamente acuitisi in questi due anni”.

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Porto, Perello: ''Di Majo torni ai suoi amati convegni''

CIVITAVECCHIA – “Mi ha piacevolmente stupito che il presidente dell’Adsp Francesco Maria Di Majo, in questi giorni impegnassimo con numerosi e nevralgici dossier da cui potrebbe dipendere il futuro di numerosi lavoratori dello scalo e forse anche il suo permanere alla guida di Molo Vespucci, abbia voluto dedicare tempo ad una così articolata ed esaustiva replica al mio intervento da semplice consigliere comunale”.

Lo dichiara Daniele Perello in risposta alla replica del numero uno di Molo Vespucci dei giorni scorsi. Una lunga risposta “che non fa che confermare la mia convinzione – continua il consigliere comunale d’opposizione – per quanto si possa impegnare Di Majo è inadatto a ricoprire quell’incarico ed il governo Lega – M5S dovrebbe prendere una posizione in merito affinché non diventi responsabile insieme Pd, schieramento che ha nominato lo stesso presidente. Quello stesso Pd che oggi Di Majo vuole allontanare da sé nonostante sia la parte politica che lo ha nominato e nonostante il Presidente continui a partecipare ad iniziative elettorali dello stesso partito (ricordate Marietta Tidei e Zingaretti?) e a riunioni con esponenti politici (sempre dem) per organizzare liste e votanti in vista delle primarie”.

Perello spiega come si potrebbe rispondere che veniva fatto anche da alcuni dei predecessori di Di Majo ma sottolinea come comportamenti come questo siano stati nel tempo ampiamente criticati.

“Il sottoscritto – aggiunge il consigliere comunale –  come ben saprà, non ha mai partecipato a questi giochetti. Non ho nulla contro il presidente, sia chiaro. Anzi, penso sia anche un brav’uomo, ma non è caratteristica per amministrare uno scalo così importate. Sono enormi le falle dirigenziali – tuona Perello – dovute al fatto che il Presidente non sembrerebbe un  grande conoscitore del porto e della sua storia. Sull’accordo con il Comune – incalza – Di Majo rinvia tutto al Consiglio di Stato partendo dall’assunto che l’intesa non sia valida. Da consigliere comunale, peraltro di opposizione, non posso non rilevare come il Tar in primo grado abbia ritenuto sostanzialmente valido l’accordo e che Di Majo, anziché calarsi in un’ottica di leale collaborazione tra amministrazioni pubbliche, abbia presentato un ulteriore ricorso”.

Perello prosegue evidenziando come “sul dirottamento delle banane a Livorno l’operato di Di Majo, che ora si ritrova tra due fuochi, è sotto gli occhi di tutti. Io non insinuo nulla, ma ribadisco che un presidente debba compiere scelte importanti sulla base della sua ‘comprovata esperienza’’ nel settore della portualità. E a volte non credo che il presidente abbia fatto scelte nell’interesse del porto di Civitavecchia. Così come su Total Erg Di Majo sostiene che aumentare nuovamente la tassa, motivandola adeguatamente, avrebbe significato far perdere competitività al porto. Forse dimentica, o magari non sa, che sia Total Erg (oggi Italiana Petroli) che la stessa Enel anche volendo non potrebbero cambiare scalo di destinazione”.

Per quanto riguarda Enel secondo Perello la posizione di Di Majo è chiara: “Forse andrebbe illustrata con altrettanta chiarezza a Minosse e alla Compagnia Portuale poiché – dichiara il consigliere comunale – l'Autorità portuale si è comportata come Ponzio Pilato dinanzi alla vertenza del carbone. Anche qui, purtroppo, a rimetterci sono ancora una volta i lavoratori e le famiglie Civitavecchiesi”. 

Sulla Pas Perello dice di non aver mosso contestazioni ma di aver ripreso le notizie di stampa “su vari esposti che sono stati presentati: a decidere sulla validità delle risposte del Presidente non sarò certo io, ma a diverso titolo Anac e Procura della Repubblica e forse poi il Tribunale. Di certo, su Pas e Autorità Portuale e sul malcontento dei dipendenti  ho solo ripreso gli articoli stampa dei sindacati confederati  che hanno manifestato tutto il loro dissenso”. 

Per quanto riguarda le statistiche “credo che al Presidente non sarà sfuggito (magari faceva comodo ometterlo) che il segno positivo dei container era dovuto sostanzialmente al traffico della Cfft, ora fortemente a rischio, mentre per il traffico auto Fca – incalza Perello – la cancellazione e lo spostamento completo sono stati decisi dopo il suo arrivo a Civitavecchia per ovvie garanzie che sono venute meno. Prendo atto del fatto che il presidente consideri le mie critiche, così come quelle di tutte le altre parti politiche, immotivate ed infondate perché non considerano gli “innumerevoli risultati conseguiti” nei 2 anni della sua gestione. Forse sarò colpevole, insieme ad una intera città, di una grave forma di amnesia, ma non riesco proprio a ricordare quasi nulla di questi risultati conseguiti dal presidente Di Majo, se non quelli di aver vanificato gli sforzi compiuti dallo scalo negli anni e il sogno di qualche amministratore che ha sempre avuto un altra visione per questo porto. Su una cosa sono in sintonia con Di Majo – conclude Perello – su come “ci sia ora veramente bisogno di riportare serenità in questo porto il cui sviluppo deve essere da tutti sostenuto, da tutte le forze politiche locali e nazionali”. Per questo mi auguro che il presidente torni quanto prima ai suoi amati convegni ed alla sua attività precedente, auspicando che al suo posto venga nominata una figura nuova e non già vista, in grado di risolvere gli innumerevoli problemi creatisi o drammaticamente acuitisi in questi due anni”.

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Allarme topi alla Livatino, la denuncia dei genitori

LADISPOLI – Invasione di Topi alla scuola Livatino? La questione era emersa già la scorsa settimana a seguito delle segnalazioni dei genitori che avevano rilevato, insieme al personale scolastico e docente, tracce ed escrementi di roditori nei corridoi del plesso di competenza della Castellammare e che, in stato di allarme, avevano deciso di lasciare i propri figli a casa, nonostante nessuno degli organi competenti avesse dichiarato la scuola inagibile.

La ditta era stata attivata, in quei giorni, per un sopralluogo: esito? Non veniva rilevata la presenza di topi dentro la scuola. A confermare questa versione le stesse fonti comunali.

Silenzio per qualche giorno. Bimbi di nuovo in classe. Ma poi la situazione di protesta è riemersa e ieri, in relazione a nuovi abbondanti avvistamenti di escrementi di roditori, i genitori in presenza di docenti, hanno lanciato nuovamente l'allarme informando i vertici scolastici e stavolta anche le forze dell'ordine.

Secondo le ultime notizie i tecnici si sarebbero recati nuovamente presso l'istituto per un altro sopralluogo, di cui si attende l'esito.

Genitori sul piede di guerra dunque, fortemente preoccupati per le condizioni igienico sanitarie del plesso dove c'è anche la mensa dei bambini del tempo prolungato.

Da verificare se la segnalazione è stata inoltrata anche alla asl a seguito degli ultimi interventi e delle scorse settimane.

La scuola, come da prassi, topi o non topi, fino a contrordine, resterà aperta. Molti bambini anche questa mattina sono rimasti a casa. Tra le testimonianze raccolte risulterebbe che i roditori hanno preso di mira persino gli armadietti interni alle aule, rosicchiando crackers e biscottini destinati alla merenda dei piccoli, rompendone quindi gli involucri e lasciando escrementi in aula dopo i gustosi banchetti.

Segnalazioni insistenti quelle delle famiglie, che andranno verificate con accuratezza e contezza da tutti gli organi preposti: non è possibile demandare questo ruolo ai genitori.
E non tarda ad arrivare la replica da parte dell'amministrazione comunale che parla di “allarmismi diffusi in queste ore sui social e sul web, in merito alla presunta presenza di topi nella scuola Livatino”. Da palazzo Falcone fanno sapere che proprio questa mattina a scuola si sarebbero presentati ispettori della Asl “chiamati da alcuni genitori legittimamente preoccupati dalle voci, hanno effettuato un accurato controllo del plesso scolastico. Durante l’ispezione di tutti gli ambienti dell’istituto era presente il consigliere comunale Emiliano Fiorini, delegato alla manutenzione scolastica”.

“Al termine della lunga ispezione – spiega il consigliere Fiorini – gli inviati dell’Asl hanno rivolto i loro complimenti alla scuola ed all’amministrazione comunale per la pulizia e la situazione igienico sanitaria della scuola. Nel corso del sopralluogo non sono stati trovati escrementi di roditori, ne tracce della loro presenza. L’unico piccolo roditore era stato rinvenuto qualche ora prima in una delle otto trappole che la ditta aveva posizionato all’interno dell’edificio.

Ricordiamo alle famiglie degli alunni che il plesso è stato totalmente bonificato e sanificato, così come accade quotidianamente grazie al lodevole impegno delle collaboratrici scolastiche che elogiamo anche a nome dell’assessore alle politiche sociali Lucia Cordeschi. Siamo perplessi dall’atteggiamento allarmistico di alcune persone che hanno diffuso notizie totalmente infondate e pretestuose, inondando il web di informazioni che hanno ottenuto soltanto l’effetto di gettare nella paura centinaia di famiglie. Purtroppo a Ladispoli ci sono ancora personaggi che tentano vigliaccamente di fare politica sulla pelle dei nostri figli. A tutti coloro che sui social hanno annunciato di voler invadere il palazzetto comunale per chiedere spiegazioni su questa fantomatica invasione dei ratti, annunciamo di essere pronti ad accoglierli in modo caloroso”.

 

 

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� morto Omero Bordo: addio all'Ultimo Etrusco

TARQUINIA – Addio all'Ultimo etrusco. È morto all'età di 75 anni nella sua casa al centro storico di Tarquinia Omero Bordo, l'etrusco doc, l'artista che ha vissuto la sua vita convinto che la discendenza dei suoi antichi conterranei fosse stata un suo diritto esclusivo. Con alle spalle un passato di tombarolo, quando da ragazzino scavava coccetti, vasi e bronzi, Omero Bordo abbandonó quegli "errori di gioventù", per diventare un vero e proprio imprenditore dell'archeologia, riproducendo oggetti che gli Etruschi realizzavano migliaia di anni fa.  

Dipinse tombe etrusche come fossero originali, dimostrando al mondo intero la sua abile arte che gli ha regalato grande fama nazionale ed internazionale per la riproduzione fedele di metodi e tecniche sconosciute e mai completamente rivelate.

 Ospite di trasmissioni in tv e autore di libri, Omero Bordo è colui che scoprì la tomba delle Pantere, risalente al settimo secolo avanti cristo, forse la prima tomba mai realizzata a Tarquinia; e alcuni frammenti del frontone dell'Ara della Regina.

"Non sapevo che quel gioco da bambino, diventato mestiere e passione, fosse reato", ha sempre raccontato Omero durante le sue interviste ormai da artista famoso.

Fondatore del noto Etruscoludens, laboratorio ceramico di Tarquinia dove tanti ragazzi hanno imparato e sperimentato la lavorazione della creta con tanto di tornio e forno di cottura, Omero Bordo lascia a Tarquinia una delle sue ultime maestose fatiche: Etruscopolis, il suo grande sogno, un museo privato che riproduce i manufatti artistici dell'antico popolo italico.

"Andavo a visitare le tombe già scoperte e mi accorgevo che nessuno sapeva spiegare realmente la loro storia -raccontó Omero -. Da qui decisi di realizzare un luogo dove si potesse comprendere visivamente come veniva deposto un morto etrusco nella tomba, come venivano sistemati gli oggetti, i vasi, gli ori". Ben 15mila metri quadri scavati sotto terra, nella pietra in macco,  per rappresentare l'intera civiltà di un popolo che ha ispirato tutta la vita di Omero Bordo , regalandogli gioie e dolori.

 Etruscopolis sorge in una cava originale a 50 metri di profondità nell'area alta di Tarquinia, a poca distanza dalla Necropoli. Qui sono state fedelmente ricostruite sette tombe dipinte complete di corpi e corredo funebre, il plastico dell'antica città di Tarquinia, l'abitazione italica, una rappresentazione del lavoro di estrazione, la preparazione del corpo del defunto prima di essere deposto nella tomba. Un'ampia area è stata adibita a museo, con vasi e bronzi di varie epoche. Ad Etruscopolis tra i tanti che vi hanno fatto visita spicca anche il nome di Arafat.

Omero ha rappresentato un'icona in tutto il mondo: di lui si ricordano l'invito di una prestigiosa Università di Los Angeles, nel 2003 a Roma fu insignito con il registra Zeffirelli del Premio Europa. Ha anche proposto al prestigioso Metropolitan Museum di New York di acquistare i suoi vasi perché lui stesso diceva: "Sono un'autentica opera d'arte etrusca contemporanea".

Nella sua terra ottenne, tra le altre cose, anche il riconoscimento ufficiale di un importante organismo culturale che suggellò definitivamente la riconciliazione di fatto con la sua Tarquinia. Con la scrittura del libro "Omero: la mia vita con gli Etruschi", finalmente la figura inquieta e chiacchierata del tombarolo lasciò il posto all'artista con un percorso coraggioso, comune a tutta l'arte, fatto di riproduzioni, falsificazioni e passione che hanno avuto il potere dirompente di tramandare la storia di un popolo altrimenti troppo sconosciuto.

 Prima la sua opera e poi la sua fama hanno fatto presto il giro del mondo dove Omero ha esposto vasi e bronzi e raccontato l'arte etrusca, conquistando pagine e pagine di giornali, tra i quali anche il New York Times. Omero Bordo è stato anche l'autore di Traiano, maestosa opera in bronzo realizzata per il porto di Civitavecchia. Tanti i riconoscimenti e le benemerenze, compresa quella dell'Università Agraria di Tarquinia che in tempi più recenti gli ha riconosciuto i meriti archeologici e artistici conseguiti in Italia e all'estero.

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Blitz alla De Carolis: arrestato un 30enne nigeriano

CIVITAVECCHIA – Alle prime luci dell’alba di ieri, gli agenti della Polizia di Stato del commissariato di  Civitavecchia, in collaborazione con i militari della locale Compagnia della Guardia di Finanza, hanno effettuato un  servizio di controllo presso l’ex caserma “De Carolis”, volto a verificare la presenza di eventuali occupanti all’interno, che ha portato all’arresto di un 30enne nigeriano.

All’interno sono stati trovati, tra giacigli di fortuna e in precarie condizioni igienico sanitarie,  4 cittadini extracomunitari, alcuni dei quali già in passato avevano dimorato nell’edificio. Durante i controlli, l’unità cinofila antidroga della Guardia di Finanza ha rinvenuto, all’interno della tasca dei pantaloni di uno degli stranieri, circa 10 grammi di marijuana .

Al termine delle operazioni  i 4 uomini sono stati accompagnati presso gli uffici del commissariato di viale della Vittoria, anche al fine di verificare la loro posizione sul territorio nazionale. Durante le fasi di identificazione è emerso che il tribunale di Civitavecchia aveva emesso, un’ Ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di uno degli stranieri: O. C., queste le sue iniziali,  30enne nigeriano.

L’uomo,  già sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria,  nell’ultimo anno era stato più volte denunciato per reati inerenti lo spaccio di sostanze stupefacenti e contro la persona nonché, in data 15 marzo 2018, proprio per l’invasione di terreni, poiché, anche in quella data, era stato trovato, con altri connazionali a dimorare all’interno dell’ex caserma. Inoltre, nel maggio del 2018 era stato formalmente diffidato a lasciare la Regione Lazio, non ottemperando, poiché il 23 agosto e l’8 settembre veniva rintracciato nella capitale.

L’uomo, dopo le formalità di rito, è stato associato presso la casa circondariale di Civitavecchia, mentre gli altri stranieri sono stati denunciati in stato di libertà per l’occupazione abusiva della struttura ed uno per il possesso dello stupefacente. Infine, dai controlli effettuati sui documenti dei fermati, 3 sono risultati in possesso di permesso di soggiorno per motivi umanitari, mentre uno è stato accompagnato presso l’Ufficio immigrazione della Questura di Roma poiché il titolo è risultato scaduto.

A supporto dell’ attività svolta dalle forze dell’ordine, preziosa è stata anche la collaborazione della Polizia locale e del Comune che ha provveduto ad inviare una squadra di operai i quali hanno immediatamente ripristinato i cancelli d’ingresso alla caserma divelti dagli occupanti. 

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Fuga di gas a piazzale Torraca: i pompieri evitano la strage

CIVITAVECCHIA – Provvidenziale intervento, questa mattina alle 5.40 dei Vigili del fuoco a piazzale Torraca per una fuga di gas. I Vigili del fuoco, allertati dai condomini, una volta giunti sul posto, hanno rilevato attraverso apposito strumento (esplosimetro), presenza di gas proveniente da un appartamento posto al secondo piano, di uno stabile di quattro piani fuori terra. Adottando le precauzioni previste per questa tipologia d’intervento, i Vigili del fuoco hanno aperto la porta d’ingresso, chiuso il rubinetto del gas dal quale fuoriusciva gas metano, arieggiato l’abitazione e soccorso il residente al momento in casa; un uomo di nazionalità italiana di circa cinquanta anni, ancora cosciente ma in stato confusionale.

Lo stesso aveva probabilmente dimenticato la manopola di uno dei fornelli aperta senza fiamma, per cui la fuoriuscita di gas aveva saturato i locali. L’uomo veniva trasportato presso l’ospedale S. Paolo di Civitavecchia dal personale sanitario 118 intervenuto. Da quanto si può dedurre, Il tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco ha scongiurato ben più gravi conseguenze.

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Fuga di gas a piazzale Torraca: i pompieri evitano il peggio

CIVITAVECCHIA – Provvidenziale intervento, questa mattina alle 5.40 dei Vigili del fuoco a piazzale Torraca per una fuga di gas. I Vigili del fuoco, allertati dai condomini, una volta giunti sul posto, hanno rilevato attraverso apposito strumento (esplosimetro), presenza di gas proveniente da un appartamento posto al secondo piano, di uno stabile di quattro piani fuori terra. Adottando le precauzioni previste per questa tipologia d’intervento, i Vigili del fuoco hanno aperto la porta d’ingresso, chiuso il rubinetto del gas dal quale fuoriusciva gas metano, arieggiato l’abitazione e soccorso il residente al momento in casa; un uomo di nazionalità italiana di circa cinquanta anni, ancora cosciente ma in stato confusionale.

Lo stesso aveva probabilmente dimenticato la manopola di uno dei fornelli aperta senza fiamma, per cui la fuoriuscita di gas aveva saturato i locali. L’uomo veniva trasportato presso l’ospedale S. Paolo di Civitavecchia dal personale sanitario 118 intervenuto. Da quanto si può dedurre, Il tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco ha scongiurato ben più gravi conseguenze.

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“Amministrazione Mencarini, un tempo troppo breve per dare una valutazione attendibile”  

TARQUINIA –  Il teatro sarà inaugurato a breve. E a tagliare il nastro non ci sarà alcun sindaco, ma il commissario prefettizio. ''E forse è giusto così''.

Nemesi storica dell’ex presidente del consiglio comunale Arrigo Bergonzini e della ex assessora ai Lavori pubblici Laura Sposetti a circa un mese dalle dimissioni del sindaco Pietro Mencarini. I due ex amministratori parlano di un tempo di governo troppo breve per dare un giudizio sull’operato e ed elencano tuttavia alcune delle opere messe in cantiere.

“I cittadini romani stanno solo ora chiedendo conto alla sindaca Raggi della mancata soluzione di problemi annosi come la raccolta dei rifiuti, l'inquinamento, il traffico e la presenza dei bus turistici, il degrado urbano, l'occupazione abusiva degli immobili comunali, le questioni di ordine pubblico connesse e così di seguito – affermano Bergonzini e Sposetti – Due anni e sei mesi (medio termine di mandato) costituiscono, infatti, un tempo sufficiente per dare un giudizio sull'attività amministrativa, se non sulla base di risultati concretamente raggiunti quanto meno in termini di progettualità e di prospettive future. Nei confronti dell'amministrazione Mencarini tale giudizio rimane inevitabilmente sospeso sia perché un anno risulta obiettivamente un lasso di tempo troppo breve (luglio 2017 insediamento – agosto 2018 decadenza) per una valutazione attendibile e sia per alcune evidenti difficoltà operative, che si erano da tempo appalesate”.  “Non per questo – rimarca Bergonzini – il rammarico appare minore in riferimento alla mancata soluzione di alcuni problemi, che la stessa amministrazione uscente aveva inizialmente indicato come prioritari e per i quali l’assessora competente, alla quale ho tentato di dare tutto il supporto possibile in termini di conoscenza e di ricerca, si era particolarmente impegnata, pur con la grave colpa di non aver adeguatamente pubblicizzato l’attività progettuale posta in essere. Volendo elencare solo alcuni dei temi di maggiore interesse, partirei dal confronto o meglio dal contenzioso instaurato con la S.A.T. Società Autostrada Tirrenica per la sistemazione di tutte le criticità sulla viabilità principale e secondaria determinatisi a seguito dei lavori autostradali, quali la rotatoria allo svincolo sulla Provinciale Porto Clementino, le strade complanari e quelle vicinali (strada del Pidocchio), motivo di costante pericolosità. La sistemazione di una serie di spazi urbani a ridosso del centro storico, per la quale erano state avviate le pratiche amministrative per la eliminazione del distributore di carburanti sulla circonvallazione Cardarelli con una previsione di area a verde e parcheggio in prossimità della Torre di Dante contestualmente alla sistemazione del “Bucone”, con la prospettiva di poter effettuare un parcheggio sottostante il giardino pubblico limitrofo. La realizzazione di un'altra area a verde e parcheggio in zona Clementina su un’area oggetto di cessione da parte del privato e l’ampliamento del parcheggio fuori la Barriera S. Giusto, previo anche in quel caso il recupero di un’area di servizio carburanti. La definizione del rapporto concessorio trentennale con i proprietari del Top 16, iniziato proprio nel 1988, che prevedeva la presa in carico di tutte le opere di urbanizzazione (sistemate) e degli spazi comuni, oltre all’adempimento di altre obbligazioni contrattuali”. “Basti pensare – rimarcano i due ex amministratori – che ancora non è formalmente intervenuta la cessione in proprietà del Comune dei locali dove è ubicata la farmacia. L’avvio dei lavori per le opere di eliminazione del vincolo PAI su tutte le zone artigianali e commerciali fino alla stazione di Tarquinia, finanziate con fondi europei, di cui è stato fatto quanto meno il progetto esecutivo per i vari pareri ministeriali. La realizzazione di quest’opera attiene allo sviluppo produttivo ed occupazionale delle zone interessate suddette, nelle quali è ubicato anche il principale complesso scolastico di Tarquinia. La definizione delle proprietà Arsial, compresa la Cantina Cerveteri e tutti gli ampi terreni annessi, che permetterebbero la sistemazione definitiva sotto il profilo urbanistico di tutta la zona produttiva D/2, in cui è ricompresa la struttura. L’acquisizione in sicurezza di tutta una serie di terreni e strutture, come il centro chimico-militare, suscettibili di ampia utilizzazione a servizio della collettività, come anche varie aree al Lido di Tarquinia da destinare a verde e parcheggio. L’elenco completo delle iniziative avviate sarebbe troppo lungo. Purtroppo sono mancati i tempi necessari

Tutto questo al netto della questione riguardante “S. Giorgio”, che non compariva in alcun modo nel nostro programma elettorale, ma che alcuni hanno tentato di affrontare senza le opportune conoscenze storico-amministrative e senza la preparazione tecnico-urbanistica necessaria. Ma questa è un’altra storia….., che racconteremo più avanti. Così come storia diversa e particolare e quella del teatro comunale”. “Per tale questione – afferma Bergonzini – permettetemi di attingere ai ricordi dell’altra vita amministrativa, nel corso della quale mi sono interessato della vicenda per la prima volta nella seduta del consiglio comunale del 20/12/1988, del quale facevo parte come consigliere.  In quella occasione (Deliberazione n. 246) fu discussa ed approvata la risoluzione anticipata del contratto di locazione dell’immobile comunale adibito a “Cinena Teatro Moderno” nei confronti del gestore Ciatti Enzo, al quale veniva corrisposta una indennità di Lire 95.000.000=.  La motivazione era quella di avviare gli atti e le procedure per la realizzazione di una struttura destinata “ .. alla programmazione di spettacoli teatrali, sia per favorire l’avvicinamento del pubblico a questo genere di cultura sia per dare spazio a formazioni di teatro locali che potrebbero avere così a loro disposizione una struttura stabile ..”, come si legge nella relazione allegata alla delibera. Personalmente ero contrario a tale iniziativa, che ritenevo eccessivamente costosa ed inopportuna prima di una adeguata progettazione complessiva sulle opere, sui costi necessari e sui tempi di realizzazione. Intervenni in Consiglio (facevo parte della maggioranza di allora presieduta dal Sindaco prof. Ciurluini) e feci presenti le mie perplessità, concludendo che con questo modo di operare vi era il pericolo che dopo “VENTI ANNI” il Teatro non sarebbe ancora stato realizzato, avendo nel tempo il Comune investito enormi risorse economiche, secondo un costume italico dello “spreco” di risorse pubbliche. La mia rimase una voce isolata ed anche senza il mio consenso la deliberazione fu approvata con 24 voti favorevoli (praticamente all’unanimità) e 1 contrario. Ricevetti nell’occasione varie pressioni (lecite) sotto il profilo politico, come presunto avversario di iniziative culturali indispensabili per la “crescita” della Città.  Pur in presenza del mio (poco rilevante) parere contrario, con quell’atto e quell’impegno economico è partita l’avventura amministrativa per la realizzazione del Teatro, che, come semplice cittadino, ho sempre seguito nelle varie vicissitudini economiche e contrattuali.  E’ stata un’avventura sfortunata, caratterizzata da problemi di varia natura economica, amministrativa, giudiziaria e progettuale (anche se il progetto iniziale redatto dall’arch. Proli è veramente apprezzabile dal punto di vista funzionale ed estetico, come potrà fra non molto essere verificato da tutti i cittadini). L’elenco dei meriti e delle eventuali responsabilità appare attualmente inutile, certo è che “venti anni” non sono bastati, ce ne sono voluti trenta: Consapevole della cosa, quando sono stato nuovamente investito di una qualche responsabilità amministrativa, la prima cosa che ho segnalato come prioritaria all’assessorato ai Lavori pubblici è stato il completamento del teatro, la realizzazione dell’appalto sugli arredi e l’acustica, nonché la sistemazione della pensilina esterna e dell’atrio. Da parte dell’assessorato vi è stato il massimo impegno, cercando anche di abbreviare i tempi di gara e di consegna, nonostante alcuni ulteriori impedimenti di carattere burocratico e difficoltà operative varie.  Vi era la volontà di percorrere più in fratta possibile “l’ultimo miglio” di un percorso lungo ed impervio, sicuramente nato sotto una “cattiva stella”.  Eravamo, comunque, sicuri che dopo Trenta anni dalla prima delibera n. 246/1988 saremmo stati noi ad inaugurare finalmente il teatro, magari con soddisfazione immeritata rispetto all’impegno anche di precedenti amministratori, ma pensando legittimamente di poter decidere sugli aspetti gestionali futuri dell’opera. Tale sicurezza si è infranta sullo scoglio dello scioglimento prematuro dell’amministrazione Mencarini”. “In una sorta di nemesi storica il teatro dovrà essere inaugurato dal commissario. – concludono Bergonzini e la Sposetti – E a ben vedere, appare giusto così.  Il teatro costituisce un evento positivo per la città ed in qualche modo purificatore di errori passati, di incomprensioni ed incompetenze, che è auspicabile non si ripetano al momento di affrontare tutti i problemi che affliggano il nostro, pur privilegiato, Paese, dove “tutto è fermo ed incantato .. anche il “Vento”, secondo il ricordo di Cardarelli, ma dove tutto potrebbe essere al tempo stesso “in movimento”, favorito dalla felice collocazione territoriale sulle grandi vie di comunicazione nazionale e internazionale. L’auspicio è che i cittadini sappiano riavviare tale vivacità e capacità gestionale con le loro scelte elettorali prossime venture. Auguri a tutti, anche di buon Teatro”.

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Addio a Pino Grasso: i messaggi di cordoglio

CIVITAVECCHIA – "Ciao Pino, amico carissimo e compagno di tante avventure giornalistiche.
Te ne sei andato così, in silenzio, contrariamente al tuo carattere dirompente, sempre in prima linea, denunciando, con forza e grande amore per la tua città adottiva, ciò che per tutti noi, eterni ragazzi della nostra generazione, non andava per un futuro migliore e sottolineando quanto di buono e costruttivo veniva attuato. Siamo cresciuti insieme, muovendo i primi passi nel mondo della cronaca, affrontando e denunciando problemi da tempo irrisolti, sollecitando con forza provvedimenti più giusti più consoni alla vita e allo sviluppo di Civitavecchia.
Ci siamo frequentati come fratelli sin dai tempi del Liceo e ci siamo incamminati insieme lungo l'affascinante sentiero della carta stampata, cercando sempre di trattare, a fondo e con obiettività, problemi di vita quotidiana guardando con fiducia all'avvenire della città a noi tanto cara. Sei stato più che un amico, un fratello. Abbiamo trascorso insieme giorni bellissimi all'insegna di un sano entusiasmo giovanile che ci ha sempre accompagnato.
La notizia della tua dipartita mi ha profondamente colpito e non riesco ancora a rendermene conto. Tu resterai sempre nel mio cuore e ti ricorderò con tanto affetto. Ciao grande amico mio!"
Pino Maggi

"A nome mio, come Sindaco di Civitavecchia, del consiglio comunale e di tutta l'amministrazione voglio porgere le più sentite condoglianze alla famiglia Grasso per la scomparsa di Giuseppe Grasso, storico giornalista locale e per anni addetto stampa di quello che oggi è l'autorità portuale.
Un punto di riferimento per il giornalismo locale, un uomo che tanto ha dato a questo importante settore". Antonio Cozzolino, sindaco di Civitavecchia

"Sono rimasto profondamente addolorato per la scomparsa del caro Giuseppe grasso. Un giornalista ma soprattutto un amico con il quale si sono intercorse le mie dinamiche personali dell' impegno politico amministrativo degli anni 80 e 90. Grasso era un personaggio del giornalismo cittadino che con il suo garbo ed il suo entusiasmo si faceva sentire amico di tutti. Le mie più sentite condoglianze al figlio Massimiliano ed a tutta la famiglia".
Valentino Carluccio, ex sindaco

"L'Ugl di Civitavecchia si stringe al dolore della famiglia Grasso. Un abbraccio forte a Massimiliano Grasso e alla sua famiglia. Giuseppe Grasso ha rappresentato per la nostra città uno dei capisaldi del Giornalismo locale e non. Ciao Pino che la terra ti sia lieve". 

"Piangiamo oggi la scomparsa di Pino Grasso, un giornalista d'altri tempi, un professionista serio e attento che per tanti anni ha seguito da vicino le vicende di Civitavecchia, raccontando la realtà dei fatti con impegno e oggettività. Perdiamo un uomo elegante, uno di quei cronisti che usavano la macchina da scrivere come simbolo di precisione e accuratezza: una rarità in un mondo dove spesso si rincorrono lo scandalo e i toni eccessivi. Voglio esprimere le mie più sentite condoglianza e la mia vicinanza al figlio Massimiliano e alla famiglia, certa che il valore di questo uomo resterà per sempre un patrimonio della nostra città". Marietta Tidei, consigliere Regione Lazio

"Appresa la notizia, sono ad esprimere le più sentite condoglianze del Partito Democratico di Civitavecchia al Consigliere comunale Massimiliano Grasso per la dipartita del padre Giuseppe. Il circolo locale tutto, vicino alla famiglia, partecipa sentitamente con sincera commozione al loro dolore. Noto cronista locale, da sempre impegnato in battaglie per la città, Giuseppe Grasso lascia indubbiamente un vuoto nel giornalismo cittadino. Un uomo di valore che resterà sicuramente nella memoria della città". Germano Ferri, segretario del Pd

"Accolgo con tristezza la notizia della scomparsa di Pino Grasso. Giornalista di valore, ha svolto un ruolo importante nel mondo dell'informazione locale ed è stato un punto di riferimento prezioso per me e per tanti della mia generazione. Esprimo al figlio Massimiliano, ai familiari tutti e ai collaboratori, a nome della CNA e mio personale, sentimenti di vicinanza e profondo cordoglio". È la dichiarazione di Alessio Gismondi, presidente della CNA di Civitavecchia

"L’Associazione Crocerossine d’Italia Onlus – Sezione di Civitavecchia, si unisce alla famiglia, alla città e al territorio tutto, nel cordoglio, per la perdita un pezzo di storia importante di Civitavecchia, Pino Grasso, non era soltanto un giornalista, ma un uomo di grande cultura, un vero signore, che in questa città ha marcato un epoca, lasciando un segno intangibile della sua presenza. Alla famiglia diciamo coraggio, non siete soli nel vostro dolore.; vi siamo vicini. Tutta una città che si onora di averlo avuto come figlio, lo piange e ne ricorderà sempre la spiccata personalità". La Responsabile dell’Associazione Crocerossine d’Italia Onlus – Sezione di Civitavecchia Antonella Appetecchi

"È con grande tristezza che apprendiamo la cattiva notizia della morte di Pino Grasso. Un grande amico,un vero giornalista, un fine politico,un civitavecchiese verace, seppure di adozione ,sempre pronto ad affrontare i problemi della città ed a essere di insegnamento ai più giovani. Pioniere del giornalismo , fondatore di diversi Giornali Locali ,insieme al suo grande amico Espartero Melchiorri, con il quale ha condiviso , anche progetti culturali ed una maniera di vita. Ciao grande Pino ,possa riposare in pace,sentite condoglianze ai famigliari".
Civitavecchia c'è 

 

 

 

 

 

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