Consiglio comunale, approvato il bilancio

CIVITAVECCHIA – Approvato il bilancio di previsione 2018 – 2020. Tredici voti favorevoli dalla maggioranza e 4 contrari dall’opposizione concedono l’immediata eseguibilità. Un bilancio che il consigliere di minoranza Patrizio Scilipoti (Mdp) ha definito «anonimo e privo di idee di sviluppo per il futuro ».  Ennesimo botta e risposta sul tema Acea Ato 2 con il consigliere Matteo Manunta (M5S) che ricorda come si stia rispettando una sentenza e afferma: «Da qui parte il futuro».

Una dichiarazione che, in una città con una disoccupazione alle stelle, lascia qualche dubbio. Insomma come al solito maggioranza e minoranza si scontrano su un bilancio che per i pentastellati è un grande traguardo e per l’opposizione è privo di ogni ambizione. In apertura il consigliere Rolando La Rosa ha espresso la sua solidarietà al capogruppo de La Svolta Massimiliano Grasso. Marco Di Gennaro (PD) ha ricordato come certamente il pareggio del bilancio sia un buon risultato ma si chiede a quale costo e incalza: «L’operato è giudicato anche in base alle promesse fatte e al programma elettorale».

Alessandra Riccetti (Lega) è tornata invece sullo stabile di via Pecorelli che dovrebbe essere demolito secondo i piani dei pentastellati: «È un bene sottoposto a tutela da parte della Soprintendenza», tornando poi sulla questione Ops per cui l’assessore al Bilancio Florinda Tuoro e il sindaco Antonio Cozzolino hanno ricordato esserci un contenzioso in corso. Floccari (M5S) ribatte dicendo che in questi anni è stata trovata una voragine di «48 milioni di euro» dai Cinque stelle e spiega come la parola sviluppo sia cara al Capitolismo e dice: «Questa amministrazione non persegue lo sviluppo».

Proprio da questa affermazione parte la replica di Grasso: «In queste parole ci sono tutte le nostre differenze di vedute vedremo quando andremo al voto a chi darà ragione la cittadinanza». Cozzolino in un lungo intervento, di molto superiore ai 30 minuti solitamente consentiti, ha parlato della bontà dell’operato della sua giunta: «Ci siamo dovuti inventare milioni di euro di entrate, non ci siamo divertiti. Risanare era quello che andava fatto. Siamo riusciti a diminuire le spese degli swap tra le altre cose. È ipocrita chi dice ‘‘ma come non hai rifatto le strade?’’ servivano milioni di euro che non c’erano. Adesso ripartiamo dalla normalità». Scilipoti fa notare come il termine sviluppo non sia necessariamente negativo.

Tra gli ultimi interventi c’è la dichiarazione di voto di Grasso. Dubbi sull’iter per la creazione di Csp, soprattutto visto l’iniziale parere negativo sul concordato espresso in assemblea dei creditori. Concordato poi ritirato. Grasso si domanda perché data l’improcedibiltà espressa per le altre 3 sot per Hcs sia stato utilizzato un metro diverso. «Vorrei – ha concluso – capire come sia stato possibile. Tutto questo è un problema che non è stato risolto».        

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 ''Invocare il dissesto è da irresponsabili''

S. MARINELLA – Qualche giorno fa la lista civica “Il Paese che Vorrei” ha festeggiato con iscritti e simpatizzanti l’apertura della campagna elettorale. Lo scorso 10 dicembre ha annunciato la presentazione di una propria lista alle elezioni comunali. La grande partecipazione all’assemblea testimonia il profondo desiderio di condivisione e la voglia di voltare pagina partecipando a un progetto concreto di sviluppo della città. Davanti ai molti presenti, il candidato sindaco Lorenzo Casella ha espresso un totale disaccordo nei confronti di chi, da mesi, invoca la dichiarazione di dissesto finanziario per il Comune. «La dichiarazione di dissesto – dice Casella – è un fatto tecnico che riguarda il rapporto tra i debiti contratti e la relativa possibilità di risanarli e speriamo che questa eventualità sia scongiurata, perché il default finanziario di un Comune si traduce in una serie di automatismi che ricadono sulla collettività. Significa imporre tasse alla massima aliquota a tutti, contrarre l’erogazione dei servizi ai cittadini e aumentare le tariffe dei servizi che non possono essere sospesi. Significa anche l’impossibilità di contrarre mutui per la realizzazione di progetti di sviluppo ma il vincolo a contrarne unicamente per estinguere il debito. Significa, infine, la svendita dei beni pubblici, la liquidazione di ciò che è rimasto tra i beni patrimoniali comunali e altre eventuali azioni fortemente penalizzanti». A pagare il prezzo di tutto questo sarebbero i cittadini».  «Con che senso di responsabilità si può invocare una cosa del genere? – si domanda il candidato sindaco – il discorso è continuato evidenziando la necessità di creare le condizioni per trasformare Santa Marinella e Santa Severa». «Com’è possibile limitare la stagione turistica a soli due mesi l’anno con le potenzialità di cui disponiamo? – continua Casella – l’amministrazione, in questo, ha un ruolo centrale, perché deve affiancare le imprese e le associazioni offrendo loro il supporto e la collaborazione necessari a pianificare attività per l’intero anno. In questo modo, sarà possibile diventare un punto di riferimento e produrre un indotto significativo nei settori del commercio, della ristorazione e dell’accoglienza turistica». È stato inoltre ricordato il progetto, presentato dal ‘‘Paese che Vorrei’’ con l’adesione di molte associazioni di Santa Marinella, per la qualificazione del castello di Santa Severa come luogo di cultura di arte e di formazione, approvato dai Comuni del comprensorio e anche da quello di Santa Marinella, che lo ha poi abbandonato in un cassetto. Infine, Lorenzo Casella, ha duramente attaccato la proposta di un project financing per la costruzione del nuovo municipio. «Ancora si parla della necessità di una sede comunale – conclude l’esponente del Paese che Vorrei – che ha due o tre piani di parcheggi sotterranei e un centro commerciale, naturalmente per invogliare il finanziatore. E questa grande opera ha come obiettivo che il Sindaco e il consiglio possano disporre di spazi all’altezza del ruolo. Noi diciamo no finché il sindaco e il consiglio non garantiranno una migliore qualità della vita ai cittadini possono tranquillamente rimanere dove stanno. Prima conquistiamo il progresso sociale in termini di occupazione e di riqualificazione ambientale e poi vedremo di dare alla classe politica quello che avrà dimostrato di meritare”.

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Cpc: lotta serrata per i playoff

Per la 28^ giornata del campionato di Promozione, questa mattina alle 11 al Fattori, la Cpc2005 ospita la Pescatori Ostia. In una lotta serrata per la conquista dell’ultimo posto disponibile per i playoff, la compagine di mister Blasi si gioca una larga fetta dell’attuale terzo posto. Incalzano a ridosso dei civitavecchiesi infatti il Fiumicino, il Montefiascone, l’Aranova e il Grifone, che non aspettano altro che i portuali cadano, per recuperare posizioni in classifica. In un campionato così livellato e con pochi punti che distaccano le prime delle classe dalle dirette concorrenti, spazio ce ne è anche per il Santa Marinella distanziato di sei punti dalla Cpc2005. Per quanto riguarda questa gara, la Compagnia Portuale Civitavecchia è costretta a vincere, sedando i dubbi comparsi nelle ultime uscite su condizione mentale e fisica. Assenti Desini e Paolini per mano del giudice sportivo, Gravina è in diffida e al prossimo giallo scatterà la squalifica, mentre per Poggi e Loiseaux solo nella prossima stagione li vedremo calcare il terreno di gioco. «Per noi – spiegano dalla Cpc2005 – è estremamente importante vincere, perché dobbiamo difendere a tutti i costi questo terzo posto che porta al possibile salto di categoria». (Agg. 24/03 ore 18.08 SEGUE)

IL DERBY TRA SANTA MARINELLA/SANTA SEVERA E ATLETICO LADISPOLI – Per quel che riguarda il Santa Marinella/Santa Severa, l’undici di Michele Zeoli è impegnato alle 11 al Maurizio Astolfi nel derby con l’Atletico Ladispoli. Una gara tutta da vivere visto che entrambe le squadre hanno bisogno di punti. I padroni di casa per cercare di guadagnare posizioni di alta classifica, gli ospiti invece per uscire dalla zona playout. Dunque, un pareggio non servirebbe a nessuno e quindi entrambe daranno fondo a tutte le loro risorse per portare a casa i tre punti. Per quel che riguarda Brutti e compagni, a parte il solito Castelletti, saranno assenti anche Capriotti e Adornato che, per problemi fisici, non si sono allenati. Recuperato invece Brutti che però dovrebbe partire dalla panchina. «Nelle ultime tre partite – commenta mister Zeoli – abbiamo fatto solo cinque punti. Incontriamo una squadra molto difficile, che ha un bravo allenatore, ma che purtroppo staziona nelle posizioni playout, dunque non ci regalerà nulla. Noi dobbiamo fare risultato, altrimenti rischiamo di scendere ulteriormente in classifica». «Nonostante i sette punti – afferma mister Morelli – fatti nelle ultime tre partite, ancora non siamo fuori dai playout. Contro i biancocelesti ce la giochiamo e sono certo che anche loro faranno di tutto per vincere, in quanto potrebbero ancora entrare nei playoff. Per questa gara avrò Chistol squalificato e Mannozzi infortunato, comunque rientreranno Bresciani, Remondi e Tirabassi». (Agg. 24/03 ore 18.47 SEGUE)

LA GARA DEL CERVETERI – Il Cerveteri invece sarà di scena alle 11 a Fiumicino. (Agg. 24/03 ore 19.14)

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Zingaretti bis: Porrello attacca, soddisfatti Tidei e De Paolis

Nominata la nuova giunta regionale dal riconfermato governatore Nicola Zingaretti. Vicesindaco con deleghe al coordinamento dell’attività della giunta sull’area del sisma e protezione civile rimane Massimiliano Smeriglio. Alessandra Sartore sarà assessora al Bilancio e Patrimonio. Lorenza Bonaccorsi si prende il turismo, la viterbese assessora alle Politiche Sociali, Welfare ed Enti Locali sarà Alessandra Troncarelli. Enrica Onorati è stata nominata all’Agricoltura, assessore alle Infrastrutture Mauro Alessandri. Alessio D’Amato da responsabile della Cabina di Regia della Sanità della Regione Lazio diventa assessore regionale alla Sanità, Gianpaolo Manzanella va allo Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Start-Up e Innovazione e Massimiliano Valeriani all’Urbanistica e Rifiuti. Le nomine hanno visto la dura presa di posizione di Devid Porrello: «Avremo modo di conoscere i nuovi assessori che Zingaretti presenterà al primo consiglio. Al momento possiamo solo esprimere una prima impressione su chi nella passata legislatura ha comunque ricoperto un ruolo e ha avuto modo di interagire con noi. Desta meraviglia la nomina di Alessio D’Amato ad assessore alla santità su cui nella passata legislatura abbiamo avuto modo di esprimere le nostre serie perplessità sul suo ruolo di capo della cabina di regia per il rinvio a giudizio per truffa ai danni della Regione. Vedremo come si comporterà Massimiliano Valeriani che da capogruppo PD passa ad avere la gestione di importanti temi come ambiente, rifiuti e politiche della casa, poi vedremo inoltre se anche in questa legislatura il ruolo di Alessandra Sartore sarà determinante per la tenuta dei rapporti tra esecutivo e consiglio». Soddisfatto invece Gino De Paolis che molto probabilmente dovrà cedere il ruolo di capogruppo della civica a supporto di Zingaretti Bonafoni: «La conferma di Smeriglio viceopresidente rappresenta l’ottimo lavoro svolto in questi anni. Conosco diverse personalità di questa giunta e devo dire che sono di ottimo livello come l’assessore al bilancio ed il mio ex collega in Provincia Manzanella. Sono sicuro che faremo bene». Soddisfatta anche Marietta Tidei eletta nella lista del partito democratico con un grandissimo risultato personale: «Credo sia una giunta di grandissime professionalità. Sono molto contenta che sia stata rispettata la parità di genere con molte donne presenti in giunta. Soddisfatta anche per la nomina di Mauro Alessandri, sindaco di Monterotondo, persona amica e che stimo moltissimo. Ora aspettiamo il primo consiglio per iniziare a lavorare». Il prossimo mese si insedierà il consiglio regionale e soprattutto le commissioni, vero ingranaggio madre della macchina amministrativa. Sarà fondamentale vedere le prime nomine per capire la scelta fatta dal governatore. Le commissioni seguono il bilanciamento del consiglio regionale, organo nel quale il governatore è in inferiorità numerica. Molto probabile che gli accordi a livello di Parlamento possano influire anche sulle scelte regionali, con il congresso del Partito Democratico all’orizzonte. «Anche da segretario eletto rimarrà alla guida della Regione» assicurano dall’entourage di Zingaretti.

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Soddisfazione dei Vannini per la requisitoria del pm

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – «Sono molto soddisfatta. Naturalmente soddisfatta tra virgolette perché Marco non me lo ridarà indietro nessuno. Però la giustizia sembra che finalmente stia facendo il giusto percorso. Non ti nascondo che quando il pm ha ripercorso tutta la tragedia di quella notte, per me è stata molto dura risentire che mio figlio urlava, si lamentava, ripetendo le parole esatte dei testimoni e che loro (i Ciontoli), invece, non hanno fatto niente in risposta a quelle invocazioni. Però, alla fine sono soddisfatta. Oggi è stato un momento importante. Il pubblico ministero Alessandra D’Amore è stata molto brava, incisiva.  Ha ripercorso i punti salienti del procedimento. Si è visto chiaramente che il caso lo ha studiato molto bene. Mi sarebbe piaciuto in un momento di entusiasmo poterle stringere la mano. Non l’ho fatto perché chiaramente lei è il pm ed io la parte offesa per cui non mi sono avvicinata, nonostante il grande desiderio di farlo. Oggi sono 34 mesi dalla morte di mio figlio e finalmente si può registrare una nota positiva in suo favore. Marco lo hanno lasciato agonizzante per oltre un’ora, dimostrando crudeltà ed efferatezza. Lo hanno fatto per motivi futili, rispetto al valore di una vita, quella di mio figlio. Ho affrontato la giornata con molta positività. Ero fiduciosa e stamattina venendo in udienza ero tranquilla perché parlando con Marco metaforicamente, egli  mi diceva: ‘’Stai tranquilla mamma, va tutto bene”, ed è andata come ha detto lui». 
Questo il commento a caldo di Marina Conte, mamma di Marco Vannini, qualche ora dopo l’udienza di ieri alla Corte di Assise di Roma, dove si è tenuta la requisitoria del pubblico ministero per il processo del figli. Alessandra D’amore ha sollecitato la condanna per omicidio volontario per tutti i componenti della famiglia Ciontoli. Per l’accusa non ci sono dubbi: sono tutti colpevoli, anche se in modo diverso, per quanto successo quella tragica notte di circa tre anni fa nella loro villetta a Ladispoli quando Marco è stato ferito da un colpo di pistola.  Finalmente arriva un raggio di luce per la famiglia Vannini, molto provata da questa drammatica vicenda.  
Papà Valerio: «Siamo abbastanza  soddisfatti. Il pm ha richiesto una pena per tutta la famiglia Ciontoli  portando fino in fondo l’accusa iniziale. Adesso dobbiamo aspettare il 18 aprile, giorno della sentenza,  per vedere come vengono accolte dalla Corte queste richieste. Per adesso è andata bene, anche se qualsiasi condanna non ci porterà indietro mio figlio. L’unica cosa che mi lascia perplesso e che Antonio Ciontoli ha pianto quando ha sentito la richiesta ma non certo perché pentito di aver ucciso un ragazzo di vent’anni». 
Anna Conte e Roberto Carlini, zii di Marco: «E’ stata una giornata importante. Ad oggi possiamo ritenerci soddisfatti della richiesta di pena avanzata dal pubblico ministero e speriamo che venga confermata. Per Antonio Ciontoli è stata richiesta una pena di 21 anni per omicidio volontario più tre mesi per la mancata custodia delle armi. Noi ci auguriamo che la Corte la confermi.  Una mattinata passata in grande tensione. Il pm ha ripercorso tutte le fasi della vicenda nei dettagli e stai li con un’ansia indescrivibile che ti attanaglia in attesa di quello che poi ti interessa, ossia conoscere la conclusione che è arrivata un’ora e mezza circa dopo. Stai li con il cuore in gola. Dopo però c’è stato un senso di liberazione. Poi è intervenuto l’avvocato Coppi, il legale che ci rappresenta, che ha illustrato, con molta chiarezza la tesi del dolo eventuale. Rimaniamo comunque con i piedi per terra perché è solo una richiesta di pena. Abbiamo fatto un grosso passo in avanti. Adesso sta alla Corte valutare tutti i fatti, perizie dati tecnici e quant’altro. Aspettiamo la sentenza e poi vedremo come va avanti».  
L’avvocato Celestino Gnazi, legale di mamma Marina: «Le richieste del pubblico ministero sono equilibrate, coerenti, proporzionate ed adeguate rispetto alle accuse contestate, accuse che il dibattimento ha dimostrato essere sempre più consistenti». 

 

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Civitavecchia: si tratta di nuovo

di GIAMMARCO MORGI

Torna di attualità la possibilità dell’acquisizione del Civitavecchia Calcio 1920. Come confermato più volte dalla stessa dirigenza nerazzurra la volontà di vendere il club c’è stata e persiste tutt’ora, a patto che il soggetto interessato possa portare reali benefici alla società di via Bandiera e, nonostante le ultime trattative si siano rivelate dei fuochi di paglia, pare che stavolta possa essere quella buona e che la Vecchia possa rafforzarsi sia dal punto di vista economico che societario. Si tratta della United Sport Management, società operante nel campo pubblicitario ed della consulenza e gestione di società sportive e calciatori, la quale fa capo alla figura dell’imprenditore, anch’egli viterbese, Mario Corinti; uomo che sta portando avanti il progetto di acquisizione. (Agg. 16/03 ore 12.23 SEGUE)

LA CONFERMA DI PATRON IVANO IACOMELLI – «La trattativa – conferma il patron del Civitavecchia Calcio 1920 Ivano Iacomelli – è stata avviata e abbiamo già avuto diversi incontri con i soggetti interessati, tra i quali proprio Corinti che non sarà soltanto un intermediario ma una parte attiva all’interno del progetto dirigenziale che vorremmo attuare». (Agg. 16/03 ore 12.50 SEGUE)

LA CLAUSOLA DELLA TRATTATIVA E IL PROSSIMO INCONTRO – C’è una clausola non da poco, però, in gioco visto che la condizione minima è l’acquisizione del titolo di serie D, alla quale stanno cercando di provvedere i nuovi acquirenti.
«L’intenzione dell’imprenditore viterbese – conclude Iacomelli – è quella di partire da un campionato nazionale, quindi stanno cercando di ottenere un titolo di serie D. Vedremo come evolveranno le cose, ma intanto abbiamo un altro incontro fissato per lunedì». (Agg. 16/03 ore 13.22)

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Csp, Attig: ''Esuberi, situazione scandalosa''

CIVITAVECCHIA – Dopo l'attacco di ieri del capogruppo della Svolta Massimiliano Grasso, sulla vicenda Csp interviene anche l’Ugl con il suo rappresentante di Civitavecchia Fabiana Attig, che stamattina insieme alla Fiadel ha incontrato l'amministratore della società Francesco De Leva.

"La festa è finita – tuona Fabiana Attig – quello che emerge è un vero e proprio scandalo che, in altri tempi, avrebbe già determinato le dimissioni dell’amministratore unico e inevitabilmente del Sindaco – prosegue Attig – complice di una condotta inaudita oltre che antisindacale. L’Ugl ha sempre denunciato, in tutte le sedi, il raggiro che si stava perpetrando a danno dei lavoratori, dietro la condotta poco trasparente dell’Amministrazione. Dura la sindacalista prosegue dicendo che, per quanto riguarda l’Ugl, l’accordo sindacale del 19 maggio 2017 è stato «totalmente disatteso. Dichiarare oggi degli esuberi è una violazione di tutti gli accordi sottoscritti a cominciare da quello del 19 maggio 2017.Un accordo – evidenzia Attig – che, come tutti noi ricordiamo perfettamente, al fine di salvare tutti i livelli occupazionali ha sostenuto la linea della riduzione dello stipendio per circa 380 dipendenti".

Attig ricorda come nel verbale del 22 dicembre si parlasse di aumentare il personale di controllo sulla sosta a pagamento e del fatto che un solo dirigente per 400 dipendenti non fosse sufficiente e incalza De Leva e Cozzolino dicendo che l’Ugl non tollererà più una linea in cui "l’amministratore unico taglia gli stipendi ai dipendenti e si prende lui parte di quei soldi, sotto forma di premio di produzione per aver “risanato la società”. Sarebbe utile comprendere primo come mai questo importantissimo risultato De Leva non la abbia discusso con le organizzazioni sindacali ( tra l’alto previsto nell’accordo)".

Il dubbio che solleva Attig è come si possa prevedere un premio per i risultati "già da dicembre 2017 quando, il primo bilancio della Csp, ci sarà il 30 aprile 2018". La sindacalista si chiede anche come faccia De Leva a parlare di esuberi quando ancora «la commissione Paritetica non è mai stata messa nelle condizioni di lavorare alla pianta organica , agli inquadramenti, alla riqualificazione del personale e alla organizzazione della nuova società". L’Ugl prende atto, dalle stesse affermazioni di De Leva, che "non c’è più bisogno di chiedere sacrifici ai lavoratori, ormai il bilancio è risanato nonostante gli esuberi che vengano – conclude dura – restituiti tutti i soldi tolti ai lavoratori, si faccia chiarezza sull’inquadramento di tutti i dipendenti con un organigramma completo e con i rispettive mansioni e carichi di lavoro".  

GRASSO: "COZZOLINO MENTE SAPENDO DI MENTIRE" – "Sugli esuberi del personale di Csp e sui compensi di De Leva Cozzolino mente sapendo di mentire, oppure è estremamente confuso". È la risposta del capogruppo de La Svolta Massimiliano Grasso al Sindaco che nei giorni scorsi, durante un’intervista dichiarava: "Si è lavorato per cercare di recuperare il personale in esubero in processi lavorativi, proprio per non mandare a casa nessuno. Quindi quel punto è stato superato. Per quanto riguarda invece i compensi di De Leva sono quelli pattuiti e non può andare oltre".

Parole che Grasso non ha mandato giù e incalza: "Intanto su questo verbale di assemblea del 5 febbraio scorso, misteriosamente apparso sul sito della società solo dopo la mia richiesta di accesso agli atti, non c’è comunque scritto che non ci sono esuberi, ma solo che la procedura burocratica indicata nel verbale del 30 novembre scorso è improcedibile. E comunque – prosegue il consigliere di minoranza – invito il Sindaco e l’amministratore De Leva, congiuntamente, a dichiarare pubblicamente nero su bianco che Csp ad oggi non ha esuberi, nella sostanza e nella forma. Visto che si potrebbe sempre sostenere che una società che non ha ancora una pianta organica approvata non possa dichiarare esuberi sulla base di un documento che non esiste formalmente. Se così fosse, però, ci spieghi il dottor De Leva il senso delle sue affermazioni oggi (ieri ndr), nell’incontro con Ugl e Fiadel, ad esempio a proposito dell’organico sulla nettezza urbana". (Agg. 14/3 ore 20.15)

GRASSO: "A DE LEVA 25.000 EURO IN PIU' DI QUANTO PREVISTO NEL BANDO. ORA VEDREMO I RIMBORSI" – Per quanto riguarda i compensi dell’amministratore unico Grasso spiega: "Basta riprendere il bando di selezione di De Leva per leggere all’articolo 6 come il compenso fosse stabilito in 60mila euro lordi fissi più una parte variabile, da corrispondere solo in caso di risultato ante imposte positivo, che non poteva eccedere quella fissa, quindi altri 60mila euro. Dal verbale di assemblea – evidenzia il leader de La Svolta – invece si evince che il socio Comune, nella persona del Sindaco, ha concesso a De Leva 25mila euro in più di fisso ed il massimo del variabile, cioè 145mila euro, senza contare, sul modello Micchi, i rimborsi spese, che non sono quantificati e sui quali produrremo una ulteriore richiesta di accesso agli atti. In ogni modo, riconoscere 145mila euro più rimborsi ad un singolo amministratore – tuona Grasso – in una azienda che dichiara esuberi ed ha il personale in solidarietà, appare quantomeno inopportuno, tenuto conto che sono già pronti almeno altri 120mila euro di compensi per altri due consiglieri di amministrazione pronti ad essere nominati". (Agg. 14/3 ore 20.55)

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Indagine su largo della Pace

CIVITAVECCHIA – Aperta una indagine sui lavori di sistemazione di Largo della Pace. Sull’inchiesta, di cui si stanno occupando i Carabineri Forestali, vige il più stretto riserbo. A quanto pare, però, gli inquirenti avrebbero già sentito il presidente dell’Università Agraria di Civitavecchia Daniele De Paolis e almeno un dirigente dell’Autorità di Sistema Portuale.
Il fatto che sia stato presso a sommarie informazioni testimoniali il rappresentante dell’Agraria lascia supporre che ancora una volta il nodo da sciogliere riguardi gli usi civici che gravano su più di una particella ricadente su largo della Pace. 
La vicenda si trascina ormai da anni, però sembrava si fosse arrivati ad una sua definizione, quando – uscito di scena l’ex assessore Pantanelli che come in gran parte delle questioni di cui si era occupato aveva creato più che altro ulteriore confusione – si era giunti ad un accordo secondo il quale il Comune avrebbe nominato un perito demaniale che avrebbe determinato l’importo che l’Adsp avrebbe dovuto pagare per liquidare gli usi civici, sgravando l’area oggetto dell’intervento di sistemazione per il nodo di scambio dei passeggeri.
A quanto pare, però, per motivi che ora saranno chiariti dai Carabinieri Forestali coordinati da Salvatore Verzilli, l’Authority non avrebbe pagato l’importo previsti e quindi, di fatto, il terreno su cui nei giorni scorsi sono stati avviati gli interventi previsti, sarebbe ancora gravato dall’uso civico e quindi il cantiere non avrebbe potuto essere aperto.  
LA CONFERMA DI DE PAOLIS – Lo stesso Daniele De Paolis ha confermato al sito Etrurianews di essere stato chiamato dai Carabinieri forestali e di aver risposto alle loro domande, confermando che ad oggi, l’Autorità Portuale, pur avendo iniziato l’istruttoria, non ha pagato gli usi civici che svincolerebbero l’area. «Per quello che ci riguarda  – ha concluso De Paolis – non potevano fare alcun tipo di intervento».
Sviluppi che potrebbero portare anche al sequestro del cantiere sono attesi già nei prossimi giorni, anche sulla base di quanto potrebbe aver dichiarato il dirigente di Molo Vespucci, che – stando le cose come riportato dal presidente dell’Agraria – non è chiaro come potrebbe aver motivato il mancato pagamento dell’affrancamento dali usi civici. (Agg. 28/2 ore 20.01)

ALTRI DUBBI SULLA PAESAGGISTICA. IL PARALLELO CON IL CREMATORIO – Altro dubbio non secondario riguarderebbe la mancanza dell’autorizzazione paesaggistica, quand’anche fossero stati liquidati gli usi civici.
E’ però anche vero che in una situazione simile, quella del forno crematorio, finora nessuno ha eccepito, nonostante esposti e denunce, il vizio del titolo edilizio costituito dalla delibera di giunta numero 95, in cui si citata una autorizzazione paesaggistica in quel momento del tutto inesistente.Vedremo se su largo della Pace i pesi e le misure adottate da chi dovrà giudicare la correttezza dell’iter svolto saranno gli stessi usati finora per il Comune e il crematorio. (Agg. 28/2 ore 20.27)

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Concessioni demaniali, la Soprintendenza dice no

CIVITAVECCHIA – A rischio il bando per le concessioni demaniali marittime. Pare infatti che nei giorni scorsi i quattro imprenditori interessati siano stati informati, nel corso della conferenza servizi, del fatto che la Soprintendenza abbia dato il proprio parere negativo per i manufatti, nello specifico sul fatto che non vengano smontati e rimontati dopo la stagione. «La previsione è che il bando venga annullato – ha spiegato uno degli imprenditori – noi abbiamo partecipato ad un bando pubblico europeo, abbiamo speso circa 30mila tra progetto e spese varie e dato tutte le garanzie possibili ed oggi ci sentiamo dire che non se ne farà più niente? Il Comune dovrebbe tutelarci».

Dura la dichiarazione dell’imprenditore che ripercorre il lungo iter. «Dopo il bando di dicembre 2016 – ha continuato – siamo andati avanti con la documentazione, attenendoci alle loro richieste e poi veniamo a sapere che la Soprintendenza ha dato un parere negativo. Ci siamo sentiti rispondere che la colpa è della Regione e che il Comune ha fatto tutto secondo le regole e che i nostri sono ‘‘rischi imprenditoriali’’. Oggi – ha tuonato – ci riuniremo e vedremo di fare un’azione comune contro il Pincio. Siamo pronti ad impugnare un eventuale nuovo bando».

Una situazione che rischia di ripercuotersi soprattutto sui cittadini perché i tempi stringono e nonostante il Comune pare sia pronto ad un nuovo bando per l’assegnazione di spiagge attrezzate gli imprenditori sono pronti a fare opposizione con il rischio, piuttosto concreto, che la stagione estiva arrivi senza che si siano assegnate le spiagge come la scorsa estate quando problemi di natura burocratica e mancate verifiche sui requisiti avevano fatto slittare il tutto, regalando ai civitavecchiesi una stagione estiva piuttosto triste.

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