Ladispoli, fumo da un appartamento: sul posto vigili del fuoco e sanitari

Attimi di paura a via Livorno. A quanto pare in mattinata, alcuni residenti avrebbero notato del fumo uscire da un appartamento. Immediatamente allertati i Carabinieri, sul posto si sono portati i vigili del fuoco e i sanitari del 118 che, una volta aperta la porta avrebbero portato fuori dall'abitazione il proprietario. SEGUONO AGGIORNAMENTI

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Il Santa Marinella inizia la preparazione

Comincerà lunedì pomeriggio al Comunale di Civitavecchia, la preparazione del Santa Marinella Calcio. La società tirrenica, per il quarto anno consecutivo, si vede costretta a uscire fuori dalle mura amiche per poter continuare a fare calcio. Alla presenza dell’intera dirigenza, i due mister Stuccilli e Di Martino, inizieranno a far lavorare i giocatori, nella speranza di portarli al massimo della forma ad inizio settembre, quando prenderà il via il campionato di Promozione. Dopo la corposa campagna acquisti, chiusa con l’arrivo dei due giovani Muzio Simone e Errico Domenico. Il primo, classe ‘99 ex Astrea, è un difensore esterno, giocatore duttile che riesce a ricoprire il ruolo su entrambe le fasce, mentre Errico, classe 2000, cresciuto nelle giovanili della Lazio ed ex SFF Atletico, dove ha messo in mostra le sue doti tecniche nella juniores nazionale. Tesserato anche il centrocampista Pasquale Gramegna, proveniente dall’Ischia di Castro, un classe 1995 cresciuto nel settore giovanile rossoblu e lanciato nel campionato di Promozione nel lontano 2013 dall’allora tecnico Dominici che, nella passata stagione, l’ha voluto con lui all’Ischia di Castro. Nonostante le difficoltà per non avere una propria casa dove giocare, il gruppo dirigenziale presieduto da Patrizio Gramegna con tanta passione e la collaborazione dei due responsabili tecnici Di Martino e Stuccilli, ha rivoluzionato l’intero organico, per affrontare al meglio la nuova stagione. Dunque, domani, saranno presenti al Comunale Paoloni Alessandro proveniente dal Latera e protagonista della cavalcata che ha riportato il Santa Marinella in Promozione, i difensori Roberto Famà ex Giarre e Ischia di Castro, Tersigni Carmine ex San Lorenzo Nuovo con un passato nelle giovanili della Roma, Patrizio Mancini ex Poseidon Soccer ma soprattutto vincitore del campionato di 1° categoria con la maglia del Santa Marinella, Errico Domenico proveniente dalla Tevere Roma e Capoccia Kevin (classe 1999) proveniente dal Tolfa; i centrocampisti Carra Gianluca ex Ladispoli e Manciano, Matteo Scaramozzino anche lui vincitore del campionato di 1° categoria con la maglia rossoblu e quest’anno in forza al Manciano, Stenbock Nicolò punto di forza dell’Aranova, Muzio Simone (classe 1999) proveniente dalla Tevere Roma e gli attaccanti Arilli Manuel (classe 2001) ex Ladispoli e Bordoni Andrea ex Maccarese. Questi dunque i convocati. Portieri: Sanfilippo, Paoloni e Priori. Difensori: Terzigni, Famà, Mancini, Errico, Capoccia, Muzio e Gilardi. Centrocampisti: Iacovella, Stenbock, Fanari, Rocchetti, Rosati, Carra e Gramegna. Attaccanti. Arilli, Bonaventura, Bordoni, Scaramozzino e Zimmaro.

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Ecco Matteo Di Grisostomo

Inarrestabile la Stemar 90 di coach Lorenzo Cecchini, che nelle ultime ore si è aggiudicata il cestista Matteo Di Grisostomo. Ventidue anni, play guardia, è l’ultimo tassello che va a comporre la la rosa civitavecchiese per la stagione 2018-2019. Proviene dal Bracciano dove ha giocato le ultime tre stagioni in serie C Silver, chiudendo l’ultima annata con una media di 19 punti a partita e dove nel 2014-2015 aveva ottenuto la promozione dalla serie D. Ha giocato le giovanili con la Virtus Roma, con la quale è riuscito anche a bagnare l’esordio in A1 nella stagione 2014-2015.
«Sono onorato – commenta il nuovo innesto Matteo Di Grisostomo – di poter indossare la maglia della Stemar 90 il prossimo anno, ringrazio per questo il presidente Rizzitiello, il ds Campogiani e il coach Cecchini per l’interessamento. Alla chiamata non ho esitato, conosco bene l’ambiente e sono sicuro che mi aiuterà nella mia crescita professionale. Entro a far parte di un gruppo giovane, in parte già assemblato, ma insieme ai nuovi innesti proverò ad ambientarmi il più velocemente possibile dando il massimo per ripagare la fiducia della società».
«Di Grisostomo – spiega coach Lorenzo Cecchini – ci dà quel brio e imprevedibilità che a volte ci è mancata nella passata stagione per uscire dai momenti di difficoltà. È un ragazzo che ha fatto bene nella categoria inferiore e ha gran voglia e disponibilità di mettersi in mostra al nostro livello».
«Adesso – conclude il ds Maurizio Campogiani – abbiamo la rosa al completo secondo quelle che erano le richieste del tecnico. Abbiamo fatto sacrifici importanti per allestire un roster di prim’ordine e come già detto, l’obiettivo deve essere solo ed unicamente quello di puntare al massimo e di restare al vertice della categoria, confermando e migliorando il risultato della passata stagione».

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Pascucci a Salvini: «Sgombera Casapound»

di TONI MORETTI

CERVETERI – Come sindaco di Cerveteri, come consigliere dell’Area Metropolitana e come coordinatore nazionale del Movimento Italia In Comune, Alessio Pascucci interviene con una missiva inviata al Ministro degli Interni Matteo Salvini, al Prefetto Basilone e alla sindaca Raggi. «Nella Capitale esiste  – scrive Pascucci – un elenco di immobili occupati stilato, con deliberazione n.50 del 26 aprile 2016 dal Prefetto Tronca. In tale deliberazione vengono individuati 16 immobili da sgomberare con assoluta priorità, fra i quali vi è anche il palazzo di Via Napoleone III n. 8,occupato dal 2003 dal movimento politico ‘Casapound’ che ha trasformato tale immobile pubblico nella sede ufficiale del partito. Come sindaco, io voglio essere tranquillo che il ministro dell’Interno intende far rispettare la legge ovunque questa venga infranta, senza andare a colpire qua e là. Per questo motivo ho inviato la lettera e mi aspetto una risposta forte e decisa come quelle date finora sui migranti o sui campi rom. Sono certo che Salvini farà rispettare la legge anche ai neofascisti di Casapound».  
«L’illegalità – continua Pascucci – non ha colore di pelle o nazionalità, esattamente come i bisogni delle persone. Se uno stabile è occupato illegalmente occorre verificare le condizioni di quelle persone, censirle e, laddove ne abbiano diritto, offrire loro delle soluzioni alloggiative alternative. Ci risulta però che in quell’immobile vivano anche amici e parenti dei leader di partito. E’ una cosa inaccettabile – prosegue  Pascucci -. E’ incredibile che in Italia un partito politico possa avere una sede abusiva in un palazzo illegalmente occupato dal 2003, fare attività politica, conferenze stampa e convegni e inneggiare al fascismo, cosa che dovrebbe essere considerato un reato, almeno finchè il ministro Fontana non farà cancellare la legge Mancino. Quella sede,  dista fra l’altro  pochi passi dal Viminale. Uno schiaffo in faccia alla tanto decantata legalità che per il momento a destra può non essere rispettata. Sarebbe un bel segnale di legalità se il ministro Salvini venisse a via Napoleone III, magari indossando le felpe con gli slogan di Casapound, e spiegasse a queste persone che quel palazzo è del demanio e non può essere occupato e trasformato in sede politica. Lo farà o proseguirà ad inseguire gli immigrati che arrivano sui barconi?». 
Dura, decisa e maschia la presa di posizione di Pascucci, che fa le prove generali di come affrontare il suo ruolo di coordinatore di Italia in comune, che fino ad oggi non si è distinto con posizioni eclatanti nei confronti di questa dubbia quanto infelice coalizione di governo. Sembra che il movimento, definito ormai da tutti il “partito dei sindaci”, abbia difficoltà ad uscire da quel ghetto dove si è autoconfinato, fatto di esaltazione  delle buone pratiche amministrative fatte dagli amministratori locali. Se è vero, come sarà vero, che il futuro terreno di contesa sarà la riaffermazione di basilari postulati politici offuscati dai gas velenosi fuoriusciti dalle pance della gente e  provocati da chi riesce a parlare solo con quelle creando un contagio epidemico, Italia in Comune dovrà attrezzarsi a fare da argine per non rimanere intossicato e stordito dalle esalazioni.

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''Non si tenti di giustificare il tradimento politico''

TARQUINIA – Sale il livello dello scontro in seno alla Università Agraria di Tarquinia. Il gruppo di Idea Sviluppo torna ad alzare la voce contro il neo nato movimento di ‘’Avanti per Tarquinia”. A scatenare la miccia il caso Ceccarini, l’assessora eletta nelle fila di Idea Sviluppo che ha ora deciso di staccarsi ed aderire, insieme ad Alessandro Sacripanti, ad ‘’Avanti per Tarquinia’’. «Il gruppo consigliare “Avanti Tarquinia” non faccia vittimismo per giustificare il tradimento politico. – tuonano da Idea Sviluppo – Gli  auguri di pronta guarigione per l’assessore Stefania Ceccarini sono arrivati con tempismo da parte di tutti i componenti di Idea Sviluppo sia nel recente passato ma anche in questi ultimi giorni. Il problema è che sia il consigliere Sacripanti (conosciuto alle cronache locali come colui che ha cambiato sei gruppi in sei mesi) sia l’assessore Ceccarini ,con poco più di 100 preferenze totali in due, una volta raggiunto il potere democraticamente concesso dagli altri candidati consiglieri, hanno deciso di formare un gruppo proprio per paura di dover lasciare la poltrona. La politica delle caramelle degli amministratori dell’Università Agraria funziona con chi non ha a cuore il bene dell’ente ma guarda solo ai benefici personali».
«Dopo il presidente,  anche la giunta e i consiglieri si sentono autorizzati a fare ciò che vogliono, in barba alle regole della coerenza politica, dove, ad esempio, il vice presidente Alberto Tosoni avrebbe dovuto dimettersi per fare spazio al consigliere Andrea Serafini più volte candidato nelle file del centrodestra ma purtroppo anch’esso vittima del metodo Guarisco, il quale è ormai entrato a far parte di Rinnova. Ad oggi l’unico dato certo è che con le preferenze di “Avanti per  Tarquinia” Sacripanti avrebbe al massimo potuto fare l’amministratore di condominio, invece ora si reinventa mentore e stratega politico. Comunque per quanto riguarda Idea Sviluppo continuiamo a lavorare per il bene dell’Università Agraria e presto saremo in Regione per poter consigliare ai nuovi amministratori, ormai in panne, la strada da seguire per uscire da questa annosa situazione, anziché occupare a tutti i costi una poltrona».
 

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''Idea Sviluppo fa ostruzionismo''

TARQUINIA – «Bene il dibattito politico, ma speculare sulla mancata partecipazione in Giunta della Ceccarini, conoscendo il suo stato di salute attuale è vergognoso e inaccettabile». Il gruppo consiliare ‘‘Avanti per Tarquinia’’ all’Università Agraria interviene dopo le esternazioni di Idea Sviluppo. «Leggiamo dalla stampa che il gruppo dell’Università Agraria Idea Sviluppo attacca l’assessore Stefania Ceccarini per aver promosso un seminario sulla cucina per badanti. Un progetto che era in essere già da alcuni mesi, anche quando la Ceccarini era in seno ad Idea Sviluppo. È chiaro che oggi che non ne fa più parte viene attaccata gratuitamente, forse perché non si hanno argomenti. L’assessore Ceccarini non essendo più in linea con le forzature di Idea Sviluppo all’Agraria, quando troppe volte sono state contrapposte per fare scelte non condivise, ha deciso di uscire ed è entrata a far parte del nuovo gruppo consiliare ‘’Avanti per Tarquinia’’. Ci stiamo al dibattito politico, ognuno ha le sue idee e se ne fa un punto di forza, ma puntualizzare sulla poca partecipazione in Giunta dell’assessore Ceccarini, sapendo del suo momento di salute precaria è vergognoso e inaccettabile. Poi si può discutere di tutto, anche delle proposte su come risanare l’ente. A proposito, su questo va ricordato che proprio Idea Sviluppo presentò una richiesta per discutere insieme al resto del consiglio sul tema del bilancio dell’Università Agraria. Peccato che proprio all’ultimo momento qualcuno ha imposto al gruppo di non partecipare alla riunione, per scrivere sui giornali di non essere mai stati coinvolti alla discussione sul bilancio». «Una chiara ed evidente incoerenza – concludono – che ha portato all’uscita dal gruppo anche del consigliere Alessandro Sacripanti, che insieme alla Ceccarini, sentendosi ‘liberi’ di poter pensare ed agire a favore dell’ente e della città hanno continuato a rimanere in maggioranza per costruire, e non per fare quell’ostruzionismo di Idea Sviluppo protratto  dal primo giorno successivo alle elezioni». 
«Infine – concludono da ‘’Avanti per Tarquinia’’ – fa specie che la critica si soffermi anche alla vita privata e ai selfie della Ceccarini in qualche festa, speriamo di non vedere mai qualche selfie dei componenti di Idea Sviluppo altrimenti saranno uguali a chi puntano il dito».

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Bilico finisce nella cunetta: Litoranea bloccata per oltre 4 ore

TARQUINIA – Litoranea bloccata per oltre quattro ore giovedì dal pomeriggio fino a sera a causa di un bilico che trasportava prodotti ortofrutticoli. Il mezzo pesante è infatti rimasto incastrato nella cunetta, occupando la carreggiata, durante le manovre per uscire da un terreno. Sul posto sono dovuti intervenire i Vigili del fuoco che hanno provveduto a scaricare parte dell’autoarticolato dei cassoni presenti nel carico, per poter liberare la strada e  riattivare la viabilità. Ancora una volta un esempio concreto dell’inadeguatezza dell’arteria, sulle cui condizioni di poca sicurezza, peraltro, nei giorni scorsi è intervenuto anche il Codacons.  Che la larghezza della Litoranea fosse inadeguata (con appena cinque metri), al passaggio di mezzi pesanti lo si era capito subito, all’indomani della presentazione del progetto sulle complanari legate alla realizzazione dell’autostrada Tirrenica. Proprio con la realizzazione dell’autostrada Tirrenica, la Litoranea ha intensificato il traffico veicolare con molti automobilisti che decidono di non pagare il pedaggio autostradale, girando allo svincolo per  Riva dei Tarquini. Per non parlare del fatto che in estate, l’arteria serve ben quattro campeggi. E gli automobilisti protestano: «Questa strada è diventata un inferno». 

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Moscherini: ''San Giorgio, avanti con la legge 28/80'' 

TARQUINIA – Entro il 10 agosto il passaggio in commissione urbanistica, convocata ad hoc, che acquisirà la legge regionale 28/80 e che permetterà di stoppare, subito, le demolizioni. Comprese le procedure già avviate. Poi,  nei tempi possibili, l’acquisizione del documento  in consiglio comunale. Perché la risoluzione del caos urbanistico di San Giorgio si ottiene “salvando tutti”,  e soprattutto attraverso il percorso delineato dalla legge 28/80 che riporta tutto in mano all’amministrazione comunale. 
Parola del consigliere comunale Gianni Moscherini che ieri mattina ha indetto una conferenza stampa per illustrare, anche alla presenza di alcuni consorziati,  che “stavolta si volta pagina”, dopo 50 anni di immobilismo incapacità.
Moscherini ha annunciato, dalle sale del ‘’Cantiere della nuova politica”, di essere in linea con il percorso che ha deciso di intraprendere l’amministrazione comunale per riportare ordine in una delle zone più belle del territorio di Tarquinia. L’iter procedurale su come affrontare il caso San Giorgio Moscherini lo ha infatti già discusso con il sindaco Pietro Mencarini e il segretario generale.
«Mi ero preoccupato molto in questi giorni –  ha detto – per le notizie diffuse circa il fatto che gli uffici comunali stanno mandando ai consorziati le lettere di acquisizioni e di demolizione; anche a coloro che hanno pagato il condono. Il sindaco però mi ha confortato, condividendo un’azione amministrativa che sarà risolutiva nel riportare tutto alla legalità, nell’ambito di un progetto urbanistico che risponderà a tutte le esigenze: turistiche, abitative, dei servizi». 
«Anche Mencarini – ha aggiunto il consigliere –  insieme al segretario generale, condivide con me  il fatto di dover procedere utilizzando la legge regionale 28/80 uni vero percorso per riportare tutto sul binario giusto. Anche perché la legge ci consente immediatamente di stoppare gli ordini di demolizione, e rimettere in mano tutta la vicenda  urbanistica al Comune. Perché il Comune ha il dovere di risolvere i problemi che ci sono nell’area e  che risalgono al 1964. La legge in questione stabilisce anche quali sono i benefici che i Comuni, applicando la norma, possono utilizzare  in via straordinaria per i cittadini». 
Moscherini non ha dubbi: «In quella legge è disegnato il percorso. Quindi, con il sindaco  e il segretario generale siamo perfettamente d’accordo; al punto che mi hanno comunicato che prima del 10 agosto si terrà una commissione urbanistica ad hoc, in Comune, dove si stabilirà questo percorso dell’utilizzo della legge 28/80.  La commissione voterà, cioè,  un documento di linea di indirizzo che sarà portato in consiglio comunale per essere votato, ci auguriamo, all’unanimità. Nel documento chiederò espressamente di raccomandare agli uffici comunali di stoppare immediatamente  le demolizioni, senza neanche aspettare il voto del consiglio comunale, che, comunque,  certificherà in maniera inequivocabile l’applicazione della legge». Per uscire dal caos per Moscherini serve anche procedere con un altro tassello: «Un altro passaggio fondamentale – ha detto il consigliere – è quello di chiudere i consorzi, che hanno contribuito a generare il caos. Qui bisogna ridisegnare quella che io in campagna elettorale ho definito come ‘’città giardino’’. Il Comune, riprendendo in mano tutta l a vicenda urbanistica, dovrà far fare un nuovo progetto, dove verranno tutelati i diritti di tutti, nessuno escluso. Tutti i problemi devono essere risolti: urbanisticamente, in tema di servizi e altro. Ringrazio il sindaco e il segretario generale per questa decisione che cambierà il volto di un’area importante di Tarquinia. I consorzi si mettano da una parte, non si occupino più di materie che attengono al Comune e ai professionisti ai quali l’amministrazione si affiderà per portare a termine l’obiettivo». «La legge 28/80 – ha voluto rimarcare Moscherini –  rimette in mano tutto al Comune, e i Consorzi non si infilino sulla questione urbanistica. I consorziati si devono allineare perché con l’applicazione della legge 28 si sana il diritto. Trovo questa novità da parte dell’amministrazione molto bella, che ridà una luce di speranza, anche ad  altri progetti». «In commissione – ha più volte rimarcato Moscherini –  farò inserire esplicitamente la dicitura che invita la commissione a sospendere qualunque procedura già avviata ai fini della demolizione. Da questo momento, pertanto, si apre un capitolo nuovo. Io sono favorevole  a questo iter e chiederò agli altri colleghi della minoranza  di sostenere questo percorso. Sarebbe importante che uscisse con un voto in commissione, e poi in consiglio, all’unanimità».
A margine della conferenza, gli interventi di alcuni consorziati che hanno sconfessato il presidente Lugni il quale, a loro dire, avrebbe assunto la decisione di ricorrere al Tar (senza tuttavia chiedere la sospensiva) contro la delibera di giunta, n13, che adotta la legge 28/80,  senza preventivamente  consultarsi con il consorzio che rappresenta. «Non trovo giusto che un presidente possa fare iniziative di questo tipo senza aver riunito preventivamente i consorziati in assemblea. Siamo esausti.  Io, come tutti, chiedo, in linea con l’amministrazione comunale e il consigliere Moscherini che venga immediatamente applicata la 28/80». 
 

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Caso Cfft, Luciani: ''Pronti a scendere in piazza''

CIVITAVECCHIA – «Se in questi giorni non dovessero giungere soluzioni siamo pronti a scendere in piazza per una protesta che sarebbe il grido di dolore di un porto che sta morendo». Parola del presidente della Compagnia portuale di Civitavecchia Enrico Luciani che interviene sul caso Cfft, senza mezzi termini. La misura è colma e a rischiare sono nuovamente i lavoratori. «L’ordinanza dell’Adsp è pesante – ha continuato Luciani – e ha prodotto un’enorme preoccupazione perché ci sono clienti che hanno già manifestato la volontà di abbandonare il porto di Civitavecchia nel caso in cui non ci sia una soluzione a questa vertenza. La Cfft ci ha informato che, nel caso in cui l’ordinanza dovesse andare avanti, dal 15 settembre sarà costretta a non richiedere più i servizi che svolgiamo come articolo 17». L’ordinanza dell’Adsp infatti, in applicazione del vecchio piano regolatore portuale, vieta lo scarico dei container direttamente al terminal agroalimentare, e indica il passaggio obbligatorio per la banchina 25. Di conseguenza i tempi di scarico andrebbero ad allungarsi, come evidenziato nei giorni scorsi dalla stessa Cfft.

«La Cpc – ha continuato Luciani – sta soffrendo pesantemente e non è tollerabile che il porto di Roma sia ridotto in queste condizioni». Una decisione che rischia di mettere definitivamente in ginocchio lo scalo cittadino. «La nostra non è una minaccia – ha sottolineato Luciani – ma l’estrema ragione. Le organizzazioni sindacali e i lavoratori sono mobilitati da tempo, basta premere un bottone. Ma noi – ha tuonato il presidente della Cpc – non aspetteremo il 15 settembre per protestare, siamo pronti a bloccare il porto. Qui passano migliaia di crocieristi mentre il porto sta morendo beh – ha detto duro – se saremo costretti ad incrociare le braccia si sposteranno da un’altra parte». Il presidente Luciani ha parlato di una perdita di circa 800mila euro per la Cpc, tamponanta per 400mila proprio grazie, per la maggior parte, al lavoro con la Cfft «se non ci fosse – ha dichiarato Luciani – per noi la perdita sarebbe sostanziosa. L’Adsp si deve impegnare per non perdere nemmeno un grammo di lavoro nello scalo ed è assolutamente risibile che tutto questo venga fuori da un contenzioso tra Rtc e Cfft. Msc in dieci anni – ha incalzato il presidente della Cpc – non ha rispettato quelle che erano le logiche che avevano portato al rilascio della concessione. A mio giudizio – ha aggiunto – quella concessione sarebbe dovuta essere ritirata. I 300 – 500mila teus di movimentazione sono ben lontani». Ma Luciani punta il dito anche contro Molo Vespucci: «L’Adsp – ha continuato – dovrebbe essere qui con noi. Ringrazio il segretario generale Macii per il suo impegno, ma il presidente dovrebbe essere con noi quotidianamente. Questo scalo sta diventando un hub centrale per la penisola per quanto riguarda le banane – ha sottolineato Luciani – mi auguro che la data dell’ordinanza del 15 settembre venga rivista, noi siamo pronti al confronto e lo facciamo con tutti ma il porto di Civitavecchia deve uscire da queste secche – ha concluso – i tempi stringono e noi ci vedremo costretti ad agire».

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