Sopralluoghi per quantificare i danni alle aziende

TARQUINIA – Sopralluoghi immediati per quantificare i danni alle aziende e ai territori. È quanto disposto dal consigliere regionale Sergio Pirozzi che ottiene il plauso del consigliere dell’Università Agraria di Tarquinia Alessandro Sacripanti. “Il maltempo dei giorni scorsi che ha colpito la nostra regione ed in particolare la zona del sud laziale, ha lasciato una scia di danni materiali e creato numerosi disagi alla comunità in generale, ma in particolare alle attività agricole del territorio – afferma Sacripanti –  Per questo ringraziamo il consigliere regionale Sergio Pirozzi, che come presidente della XII Commissione sulla Tutela del territorio ha immediatamente intrapreso un’iniziativa affinché la Regione Lazio invii i tecnici dell’area decentrata della Direzione agricoltura ad effettuare le stime dei danni delle aziende colpite, garantendo che i risarcimenti vengano erogati nel più breve tempo possibile”. 
“La priorità per i territori del litorale sud del Lazio – ha dichiarato Pirozzi – flagellati dal maltempo sono due: tutelare gli edifici danneggiati dalla tromba d’aria e velocizzare le procedure per i risarcimenti alle aziende agricole colpite». «Dalla nostra – aggiunge Alessandro Sacripanti – abbiamo tenuto al corrente il presidente Pirozzi su quanto è avvenuto nel litorale a causa del maltempo, e anche dell’annoso problema della zona costiera che ha visto arrivare l’acqua fino alla strada mettendo in forte crisi molte attività balneari. L’interesse di Pirozzi ai territori è la dimostrazione che c’è un forte collegamento con le istituzioni regionali e gli enti locali». 

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Agraria Tarquinia, Leoncelli e Massi: «Vogliamo i documenti che attestano il debito»

TARQUINIA – Ancora polemiche sull’amministrazione dell’Università Agraria di Tarquinia. Ad alzare la voce  contro l’operato della giunta Borzacchi sono i consiglieri leoncelli e Massi che parlano di un’amministrazione  inconcludente, “capace  solamente di  scaricare  le  colpe  sulle  altre  amministrazioni”. Imprenditori  agricoli  (così  si  definiscono ) che  poco  hanno  a  che  fare  con  l’amministrazione  pubblica, e che pensano di amministrare l’ente come fosse  la  propria  azienda  agricola”.  Al centro degli attacchi le mancate risposte da parte del presidente Sergio Borzacchi: “Dopo  quel  manifesto  che   la  maggioranza  ha  sbandierato   ai  quattro  venti – dicono Roberto Massi e Maurizio Leoncelli –  con  più  di  4  milioni  di  euro  di  debito,  avevamo fatto  richiesta  della  documentazione  per verificare  la  reale  esistenza  di  tale  debito. Era il  1 ottobre  e ad  oggi  non  è  pervenuta  alcuna documentazione . Considerando  che  per  legge  l’ ente  ha  a  disposizione  30 giorni  per  produrre  tutti  i  documenti  del  caso  a  qualsiasi  amministratore  che  ne  faccia  richiesta,  siamo fuori  tempo  massimo.  Ma   sembra  che  questa  amministrazione  non  faccia  tanto  caso  né  a  rispettare  lo  statuto  né  la  legge:  vedi  la  convocazione  dei  consigli, in  un  anno  sono stati fatti solo 3  e  tutti e tre  carenti  di  documenti  e  di  convocazioni;  addirittura spostate  con  dei  messaggi  sul  telefonino, o  addirittura  con un  consuntivo  che  doveva  essere  fatto  ad aprile  e ad  oggi,  allo  scadere  del  2018, ancora  non  è  stato  prodotto;  per  finire  con la  richiesta  di  documentazione  dove  saremo  costretti  a  rivolgerci  alle  autorità  competenti visto  che  è  un  diritto  visionare  i  documenti.  Questi amministratori  sono solo  capaci di  farsi  dei  selfi  a  scopo  mediatico  ma  ad  oggi   non  hanno  prodotto  nulla, addirittura  non  sono riusciti  ancora  a  produrre  legname  per  la  stagione  corrente; sono  riusciti  a  far  lievitare  il  credito  con  la  Maretour a  700.000.00 settecento  mila  euro,  mai  successo  in  alcuna  amministrazione,  per  poi  non  produrre  nulla,  solo  la  certezza  che  oltre  al  debito  che  loro  sostengono,  il  credito  vantato  non  potrà  più  essere  esigibile, vista  la  situazione  critica  in cui versa    la  società  che  gestisce  la  pineta.  Forse  il  tutto  è  anche  imputabile  a  degli  amministratori, inesperti  della  gestione  pubblica  che  pensano  che  tutto  possa  essere  gestito  come  la  cosa  propria, e  che  se  guardiamo  nell’ archivio  dell’ ente   li  ritroviamo  alcuni  ad  amministrare   proprio  negli  anni  che  è  stato  prodotto  il  maggior  debito  dell’ ente.   Detto  ciò nei  prossimi  giorni  saremo  costretti  a  presentarci   alle  autorità  competenti  e  denunciare    l’ impossibilità  di  esercitare  il  nostro  mandato,  visto  che  non  ci  vengono  consegnati  i  documenti   inerenti   i  debiti    sbandierati   dalla  medesima  maggioranza”.

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Ladispoli alla Fiera internazionale dell’invenzione in Medio Oriente

Ladispoli sarà presente alla Fiera internazionale dell’invenzione in Medio Oriente, organizzata dal Club delle Scienze del Kuwait che si terrà dal 27 al 30 gennaio 2019.

“L’evento – sottolinea l’assessore alle politiche sociali Lucia Cordeschi – prevede la presentazione di brevetti ed invenzioni di tutti coloro che vorranno partecipare all’iniziativa. Ladispoli, attraverso la delegata alle politiche internazionali Cendrella Diab, sarà presente alla manifestazione. L’amministrazione ringrazia il mediatore internazionale Hussein Farroukh per aver invitato il comune di Ladispoli a partecipare”.

Tutti i cittadini di Ladispoli e del territorio che volessero presentare una propria invenzione già brevettata possono contattare la delegata tutti i mercoledì dalle ore 9 alle 11 presso l’ufficio dell’assessorato alle politiche sociali in piazza Falcone. Oppure per mail cendrella.diab@comunediladispoli.it.

“La fiera internazionale dell'invenzione del Medio Oriente – prosegue l’assessore Cordeschi – ha una tradizione consolidata: oggi IIFME è una delle più grandi fiere di invenzione specializzate in Medio Oriente ed è considerata la seconda fiera più significativa a livello mondiale.

L'IIFME rappresenta un aspetto significativo dei risultati ottenuti dagli sponsor del settore privato e dalle autorità di sponsorizzazione governative, portando l'IIFME agli standard internazionali, abbiamo fatto in modo di creare alleanze ed ottenere supporto con organizzazioni non-Profit- come, l'Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale (OMPI), UNESCO, Federazione internazionale delle associazioni di inventori (IFIA), la Mostra internazionale di Invenzioni, Ginevra e il consiglio di cooperazione per gli stati arabi del Golfo, Fondazione del Kuwait per il Progresso delle Scienze (KFAS), la camera di commercio e dell’Industria del Kuwait. Oggi, IIFME è una solida piattaforma per investire nelle persone, promuovere invenzioni, aumentare l'interesse locale e internazionale, apprezzare le idee e trasformarle in progetti. La fiera si concentrerà sulle recenti invenzioni e tecnologie avanzate nei seguenti campi; ad esempio, strumenti meccanici e industriali, informatica, ingegneria civile, elettronica, agricoltura e giardinaggio, metodi di insegnamento, aviazione, veicoli a motore, energia alternativa, medicina e molti altri. Come organizzatori, faremo del nostro meglio per seguire la tradizione IIFME invitando ricercatori eccezionali come relatori chiave, oltre a garantire il tempo sufficiente per stimolanti discussioni. Pertanto, l'IIFME sarà molto attraente per gli inventori esperti, le scuole e le università pubbliche e private, le società del settore privato che fungono da investitori e produttori, uomini d'affari; oltre alle autorità che possono offrire opportunità di invenzioni e desiderano condividere e discutere idee innovative e i giovani inventori. Quest'ultimo non solo riceverà un'opportunità unica per ascoltare i maestri, ma anche per discutere del loro lavoro attuale e dei risultati con loro, e non sottovalutare alcuna opportunità di stabilire buone relazioni scientifiche. In aggiunta a quanto sopra, un premio complessivo del valore di 50.000 dollari sarà fornito ai vincitori durante la cerimonia finale”.

 

 

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Tarquinia calcio, oggi allo stadio Cardoni ''Obiettivo sicurezza''

TARQUINIA – Oggi alle 16 e 30 allo stadio “Cardoni” si terrà “Obiettivo sicurezza”, pomeriggio dedicato alla sensibilizzazione antincendio per i bambini con i Vigili del fuoco di Tarquinia. Oltre alle spiegazioni e ai racconti di  Vigili del fuoco e Protezione civile, ogni bambino avrà la possibilità di osservare da vicino le attrezzature utilizzate per spengere gli incendi: sarà consentito loro di sedersi sui mezzi utilizzati per i soccorsi e, qualora lo desiderino, potranno impugnare la ‘manichetta’, indossando casco e guanti, provando, a debita distanza, a spengere un fuoco. L’idea nasce dal Tarquinia Calcio, promossa da Massimiliano Coluccio, con la collaborazione dell’Università Agraria  e dell’Aeopc Tarquinia.

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Il giovane allenatore Alessandro Crinò: ''Abbiamo ragazzi davvero promettenti''

Nuovo puntata della rubrica “A tu x tu con il Crc”, l’appuntamento fisso che mette in copertina i protagonisti dell’universo biancorosso. Mentre il Crc continua a correre spedito in serie B, anche le altre compagini giovanili stanno dando segnali di crescita importanti. Questa settimana il faccia a faccia è con Alessandro Crinò (nella foto di Rebecca Bartolini), coordinatore tecnico dell’Under 6-14 del Crc, allenatore dell’under 14, giocatore della serie B e infine responsabile regionale dell’under 14 Lazio.
Alessandro, oltre ad avere tutti questi incarichi legati al rugby, studia anche Agraria all’Università della Tuscia.
In che ordine mette le sue competenze e gli impegni che ha?
«La parte di allenatore è molto importante, sia da tecnico regionale che con il comitato, sia il ruolo a Civitavecchia. La parte universitaria, invece, mi può garantire un futuro quindi sta al primo posto, ma cerco di far conciliare tutto nel miglior modo possibile».
Dove e come inizia la sua formazione nel mondo del Rugby?
«Ho cominciato a 9 anni perché giocava anche mio cugino. Venivo dal volley e dal nuoto. Poi ho fatto le trafile, dalle giovanili alla prima squadra. Successivamente ho iniziato ad allenare, quest’ultimo è sempre stato un mio obiettivo».
Cosa insegna e cosa vuole dai ragazzi delle giovanili del Crc?
«Intanto il rugby è uno sport di squadra, uno dei valori fondamentali è quello del sostegno, in campo e fuori. Non si è solo compagni di squadra, si creano delle amicizie che durano nel tempo, una sorta di fratellanza. Lo stesso fatto che nel rugby bisogna avanzare passando palla all’indietro è un insegnamento grande per la vita, ti incita a non mollare e a continuare ad andare avanti nonostante le difficoltà».
Come vede i giovani del Crc? C’è una crescita oltre che dei numeri anche della qualità del gioco? Secondo te ci sono ragazzi che in prospettiva potranno giocare in serie B e magari, perchè no, anche in serie A?
«Si, il settore è cresciuto molto non solo dal punto di vista dei numeri. Abbiamo tanti ragazzi interessanti, a livello qualitativo è stato fatto un passo in avanti importante. La formazione che dobbiamo fare è per giocare in A, in Eccellenza, l’obiettivo deve essere sempre massimo. I traguardi devono essere ambiziosi, altrimenti i ragazzi non arriveranno molto lontano. Ci sono dei talenti che hanno la stoffa per diventare davvero bravi».
Una domanda da giocatore di serie B, c’è una percentuale che indichii per il Crc di passare nella serie superiore, con quali prospettive?
«Il gruppo è forte, ci sono innesti buoni. Abbiamo il 70% di possibilità di poter salire, ma dobbiamo sbrigarci a fare gruppo. La serie B è difficile, non bastano le individualità. È importante che riusciamo a creare un’identità solida. Le potenzialità per salire di categoria comunque ci sono tutte».

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Università Agraria di Tarquinia, si è dimesso Roberto Corridoni

TARQUINIA – Roberto Corridoni si è dimesso dalla carica di consigliere dell’Università Agraria di Tarquinia. L’ente di via Garibaldi sotto la guida del presidente Sergio Borzacchi è alle prese con i cambiamenti. Ad annunciarlo è il vicepresidente Alberto Tosoni che ringrazia il consigliere dimissionario Corridoni e dà il benvenuto, augurando buon lavoro, al neo consigliere Andrea Serafini. 
“Ringrazio Roberto per l’impegno profuso in questo anno a favore dell’Ente – afferma Tosoni – e per l’ottimo lavoro svolto in particolare sull’allevamento delle lepri al Centro aziendale della Roccaccia. Una persona sempre presente e pronta a lavorare nell’interesse dei cittadini. L’occasione è anche quella di augurare buon lavoro ad Andrea Serafini già consigliere dell’Università Agraria prima del periodo commissariale”. “Continueremo a lavorare per tentare di risollevare le sorti dell’Ente – aggiunge il vicepresidente – convinti che la strada intrapresa sia quella giusta. Il lavoro da fare è molto e faticoso ma cerchiamo quotidianamente di adoperarci per essere vicini alle esigenze di tutti i cittadini”.
 

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� morto Omero Bordo: addio all'Ultimo Etrusco

TARQUINIA – Addio all'Ultimo etrusco. È morto all'età di 75 anni nella sua casa al centro storico di Tarquinia Omero Bordo, l'etrusco doc, l'artista che ha vissuto la sua vita convinto che la discendenza dei suoi antichi conterranei fosse stata un suo diritto esclusivo. Con alle spalle un passato di tombarolo, quando da ragazzino scavava coccetti, vasi e bronzi, Omero Bordo abbandonó quegli "errori di gioventù", per diventare un vero e proprio imprenditore dell'archeologia, riproducendo oggetti che gli Etruschi realizzavano migliaia di anni fa.  

Dipinse tombe etrusche come fossero originali, dimostrando al mondo intero la sua abile arte che gli ha regalato grande fama nazionale ed internazionale per la riproduzione fedele di metodi e tecniche sconosciute e mai completamente rivelate.

 Ospite di trasmissioni in tv e autore di libri, Omero Bordo è colui che scoprì la tomba delle Pantere, risalente al settimo secolo avanti cristo, forse la prima tomba mai realizzata a Tarquinia; e alcuni frammenti del frontone dell'Ara della Regina.

"Non sapevo che quel gioco da bambino, diventato mestiere e passione, fosse reato", ha sempre raccontato Omero durante le sue interviste ormai da artista famoso.

Fondatore del noto Etruscoludens, laboratorio ceramico di Tarquinia dove tanti ragazzi hanno imparato e sperimentato la lavorazione della creta con tanto di tornio e forno di cottura, Omero Bordo lascia a Tarquinia una delle sue ultime maestose fatiche: Etruscopolis, il suo grande sogno, un museo privato che riproduce i manufatti artistici dell'antico popolo italico.

"Andavo a visitare le tombe già scoperte e mi accorgevo che nessuno sapeva spiegare realmente la loro storia -raccontó Omero -. Da qui decisi di realizzare un luogo dove si potesse comprendere visivamente come veniva deposto un morto etrusco nella tomba, come venivano sistemati gli oggetti, i vasi, gli ori". Ben 15mila metri quadri scavati sotto terra, nella pietra in macco,  per rappresentare l'intera civiltà di un popolo che ha ispirato tutta la vita di Omero Bordo , regalandogli gioie e dolori.

 Etruscopolis sorge in una cava originale a 50 metri di profondità nell'area alta di Tarquinia, a poca distanza dalla Necropoli. Qui sono state fedelmente ricostruite sette tombe dipinte complete di corpi e corredo funebre, il plastico dell'antica città di Tarquinia, l'abitazione italica, una rappresentazione del lavoro di estrazione, la preparazione del corpo del defunto prima di essere deposto nella tomba. Un'ampia area è stata adibita a museo, con vasi e bronzi di varie epoche. Ad Etruscopolis tra i tanti che vi hanno fatto visita spicca anche il nome di Arafat.

Omero ha rappresentato un'icona in tutto il mondo: di lui si ricordano l'invito di una prestigiosa Università di Los Angeles, nel 2003 a Roma fu insignito con il registra Zeffirelli del Premio Europa. Ha anche proposto al prestigioso Metropolitan Museum di New York di acquistare i suoi vasi perché lui stesso diceva: "Sono un'autentica opera d'arte etrusca contemporanea".

Nella sua terra ottenne, tra le altre cose, anche il riconoscimento ufficiale di un importante organismo culturale che suggellò definitivamente la riconciliazione di fatto con la sua Tarquinia. Con la scrittura del libro "Omero: la mia vita con gli Etruschi", finalmente la figura inquieta e chiacchierata del tombarolo lasciò il posto all'artista con un percorso coraggioso, comune a tutta l'arte, fatto di riproduzioni, falsificazioni e passione che hanno avuto il potere dirompente di tramandare la storia di un popolo altrimenti troppo sconosciuto.

 Prima la sua opera e poi la sua fama hanno fatto presto il giro del mondo dove Omero ha esposto vasi e bronzi e raccontato l'arte etrusca, conquistando pagine e pagine di giornali, tra i quali anche il New York Times. Omero Bordo è stato anche l'autore di Traiano, maestosa opera in bronzo realizzata per il porto di Civitavecchia. Tanti i riconoscimenti e le benemerenze, compresa quella dell'Università Agraria di Tarquinia che in tempi più recenti gli ha riconosciuto i meriti archeologici e artistici conseguiti in Italia e all'estero.

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Incontro con i neurochirurghi di Roma e del Lazio

di TONI MORETTI

CERVETERI – Anche quest’anno, come è ormai consuetudine, il Professor Massimiliano Visocchi, illustre concittadino, neurochirurgo, presidente della Società Mondiale di Neurochirurgia Ricostruttiva nonché consigliere della Società Italiana di Neurochirurgia,  con il Professor Alberto Delitalia, presidente della Società Neurochirurgica Mediterranea MANS”, organizzerà l’incontro  dei Neurochirurghi di Roma e del Lazio, sabato a partire dalle ore 9 presso la prestigiosa aula consiliare del palazzo del Granarone. Saranno un centinaio di neurochirurghi accreditati di Roma e del Lazio che come negli anni passati avranno il piacere di condividere fra di loro e con noi le loro esperienze su casi di interventi di confine come appunto sono tutte le sfide chirurgiche. Oltre agli organizzatori, Visocchi e Delitala, modereranno l’incontro il professor Franco Tomasello, presidente onorario della Società mondiale di neurochirurgia e il professor Paolo Cappabianca, segretario della Società italiana di neurochirurgia. L’iniziativa è annunciata, sentendosi onorato di ospitarla, dal sindaco Pascucci. Il Professor Visocchi, è da tempo che nel quadro di una valorizzazione e di riqualificazione del territorio e della città di Cerveteri, propone la nascita di un centro di neuroscienze sul territorio per il quale sviluppò un progetto fornendo dettagliate indicazioni sulla base delle sue grandi competenze acquisite nel settore.  Il tutto fu anche frutto di una delibera di intenti  approvata dall’allora sindaco Antonio Brazzini, che Pascucci dovrebbe ricordare, delibera che rimaneva aperta all’impegno di eventuali investitori che si facessero carico dell’iniziativa, ma tutto si fermò probabilmente perché i capitali si dovevano reperire a livello internazionale visto che il centro avrebbe assunto tale rilevanza, e bisognava meglio sfruttare la risonanza mondiale che Cerveteri ha assunto con l’Unesco, diventando patrimonio dell’umanità. Ma ci sarebbe voluto anche probabilmente un più concreto impegno del comune che dimostrasse più in concreto la sua volontà di realizzare nella sua città, quello che in concreto sarebbe diventato un centro di studio e di cura aperto a tutte le università del mondo? Ci si chiede se le managerialità, le competenze e le conoscenze acquisite nell’ultimo periodo in alcuni settori direttamente partecipati dal comune, non siano in grado di produrre gestioni illuminate tali da proporre e lanciare una ricerca di partecipazione a vario titolo a livello internazionale intorno a questo progetto che ha tale respiro. Basta con la custodia dei gioielli di famiglia se non sono stimolo per correre anche dei rischi per la realizzazione di cose importanti. Dategli delle idee a Pascucci che a lui piacciono.

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Università Agraria di Bracciano: al via il progetto Collina dei Venti casa di accoglienza per donne vittime di violenza

BRACCIANO – Prosegue l’attività di valorizzazione del patrimonio dell’Università Agraria di Bracciano. Grazie ad un accordo siglato con l’Associazione Temporanea di Imprese Collina dei Venti i locali e 9 ettari di terreno in località Macchia Grande diventeranno una casa di accoglienza di secondo livello mirata al recupero dell’autosufficienza da parte di donne già vittime di violenza.

“E’ un progetto al quale credo molto e che ho seguito in ogni suo passaggio perché credo sia una ottima soluzione – commenta Alberto Bergodi, vicepresidente dell’Università Agraria di Bracciano – non solo per andare a valorizzare spazi del patrimonio collettivo ma anche per contribuire alla realizzazione di importanti attività di alta valenza sociale. Non si tratterà di una struttura chiusa – aggiunge ancora Bergodi – ma di un servizio che proporrà, al contrario, occasioni di integrazione con il territorio e che garantirà la massima fruibilità sia per gli utenti che per i cittadini. Pensiamo – sottolinea il vicepresidente – che attivare sinergie e collaborazioni a vantaggio della comunità debba essere uno degli obiettivi per un ente di gestione di proprietà collettive come il nostro e questo progetto. A mio avviso, risponde appieno a questa esigenza”.

L’area che era già stata utilizzata per la comunità di recupero per tossicodipendenti Punto Linea Verde con questo progetto, nato dalla stretta collaborazione tra l’Università Agraria e la associazione di imprese, si candida a divere il luogo dove realizzare uno dei primi progetti in Italia indirizzati a questi importanti scopi sociali.

L’Università Agraria di Bracciano aveva indetto un bando per la presentazione di manifestazione d’interesse specifica per la assegnazione di questi spazi in esecuzione della deliberazione della Deputazione Agraria del 15 giugno 2015 e la proposta presentata dalla ATI che vede come capofila la Associazione per la  Fondazione Paola Decini trova oggi, dopo la firma dell’accordo, la possibilità di concretizzarsi unendo un progetto di valenza sociale a quello della valorizzazione del patrimonio collettivo.

Disposto, in particolare l’affidamento per sei anni, rinnovabili in altri sei anni. L’obiettivo è la realizzazione di una casa di semi-autonomia, ovvero di una struttura di accoglienza e ospitalità temporanea di secondo livello, rivolta a donne vittime di violenza e ai loro figli minori.

La gestione è affidata ad un Consorzio che include tra i partner l’Università Agraria di Bracciano alla quale viene affidato un ruolo di supervisione volto a verificare la coerenza del progetto accolto e la compatibilità con gli scopi dell’ente.

Oltre al recupero dei 14 fabbricati presenti, verranno attivate attività agricole e creata una fattoria sociale con scopi anche educativi. La struttura ospiterà anche una scuola dei mestieri dedicata alla formazione di artigiani guardando alle nuove tecnologie produttive e si propone come spazio di incontro e per la organizzazione di attività culturali. Prevista inoltre la realizzazione di sentieri e percorsi attrezzati. L’intervento previsto è di oltre 1.500.000 euro.

“Grazie alla sensibilità ed alla attenzione alle finalità sociali dell’Università Agraria di Bracciano – commenta il professor Vinicio Bottacchiari, presidente dell’Associazione per la Fondazione Paola Decinifinalmente si può realizzare un progetto a cui la Associazione Paola Decini ha lavorato per anni, elaborando un percorso sempre più ricco di suggestioni e di esperienze. Si tratta di creare un insieme di condizioni e di opportunità che consentano alle donne che hanno subito violenza di superare la fase emergenziale e di progettare un futuro di emancipazione e di autosufficienza, in un contesto di serenità e di fiducia. Sarà una esperienza di comunità solidale ed aperta, con percorsi di valorizzazione delle competenze e di costruzione di profili professionali autonomi ed imprenditoriali. Essenziale sarà il rapporto con l’ambiente sociale ed istituzionale locale, in una logica di interscambio e di sussidiarietà. Il progetto, cui hanno già aderito molti soggetti – conclude Bottacchiari – è aperto alla attiva partecipazione di Enti, associazioni ed organizzazioni, soprattutto locali, così da proporsi come modello ad altre esperienze. Siamo fieri di potere così continuare il lavoro e gli ideali di Paola Decini, cui è dedicata la Associazione”.

L’intero progetto verrà illustrato a breve nei dettagli nel corso di un evento di presentazione.

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Atti vandalici alla Civita: prese di mira le tabelle della Riserva

TARQUINIA  – Atti vandalici alla Civita: piegate e rotte diverse tabelle della Riserva, a Pian della Regina. L’Università Agraria di Tarquinia però non si arrende. «Noi non ci fermiamo – afferma il consigliere Alessandro Sacripanti all’unisono con il vicepresidente Alberto Tosoni –  La nostra Guardia campestre dell’Università Agraria di Tarquinia ci ha segnalato che alla Civita sono stati evidenziati atti vandalici ai danni delle tabelle della Riserva a Pian della Regina. Le abbiamo subito fatte fare nuove e più resistenti, grazie ad un intervento gratuito a sostegno dell’ente. La Civita è patrimonio di tutti, un gioiello archeologico di grande importanza ambientale. Gli organi di vigilanza e di Polizia saranno attenti, non possiamo farci rovinare da gente incivile il nostro parco naturale».
 

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