Mamma Marina a ‘‘La vita in diretta Estate’’: «Nessuna condanna mi ridarà mio figlio»

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – «Una sentenza vergognosa. Non ho più parole. Nessuna condanna mi farà tornare indietro mio figlio ma ciò che sta logorando giorno dopo giorno me e tutta la mia famiglia è non conoscere la verità. Mi aspettavo una sentenza esemplare. Ci deve essere un messaggio importante in questa società da dare ai giovani». Questo è il commento di mamma Marina, ospite, dopo il deposito delle motivazioni della sentenza di primo grado, insieme all’avvocato Celestino Gnazi alla trasmissione ‘La vita in diretta Estate’ di lunedì scorso. 
Mamma Marina ripercorre quei momenti drammatici di quella terribile notte quando con una telefonata è stata avvertita dalla moglie di Antonio Ciontoli, Maria Pezzillo, «che Marco era caduto dalle scale» per poi scoprire solo al Pit la sconvolgente realtà. Cerca di trovare una spiegazione su quanto è accaduto quella notte: «Negli ultimi tempi mio figlio era stanco di questa famiglia perché lo opprimevano parecchio e tra l’altro non sono neanche convinta che abbia sparato il capofamiglia. Noi conosciamo solo il dopo, non il prima. Sappiamo solo che Marco era seduto e qualcuno gli ha sparato». 
Ed è a questo punto che Marina esterna una sua sensazione, una sua ipotesi: «Secondo me, c’è stata una discussione quella sera. Erano persone (i Ciontoli) che volevano sempre comandare, nel senso che lo volevano manovrare questo mio figlio. Lui, però, aveva la sua personalità e si era stancato anche se innamorato di Martina”. Marina conclude il suo intervento dicendo: “Sono stanca di stare zitta, di mandare giù tutto. A me hanno ammazzato un figlio. Sono tre anni che aspetto giustizia ma con questa sentenza hanno dato un altro schiaffo a me e alla mia famiglia. La giustizia deve prendere dei provvedimenti». 
Ospite della trasmissione anche il generale Luciano Garofano consulente della famiglia Vannini che punta il dito sull’articolata attività di depistaggio messa in atto dai Ciontoli dopo lo sparo:  «Il loro unico interesse era quello di depistare e far finta che le cose potessero andare in una direzione completamente diversa rispetto alla tragedia che poi è accaduta a Marco e fino all’ultimo hanno agito in quella direzione. Ed è pazzesco tutto questo, sapendo soprattutto che quello sparo non è partito per caso. E’ impossibile. Quello sparo  è partito perché il signor Ciontoli ha deciso deliberatamente di armare quella pistola e sparare. Quindi anche questo aspetto della sentenza ci coglie veramente molto molto tristi e davvero preoccupati». 
Tra gli ospiti l’avvocato Daniele Bocciolini: «La sentenza è sicuramente da alcuni punti di vista opinabile con riferimento alla ricostruzione. Cioè il padre di famiglia che esce, si sente un colpo di pistola, e lui dice che è partito un colpo per aria e dice al telefono che il ragazzo è stato ferito da un pettine a punta. Una ricostruzione assolutamente inverosimile anche per chi era secondo me a casa quel giorno. E’ impossibile parlare di colpa perché non c’è imprudenza, negligenza dal punto di vista della condotta, chi era  casa, a mio parere, sapeva o quantomeno poteva rendersi conto della situazione reale che si stava vivendo».
Il giornalista Andrea Biavardi: «Una vicenda così sconcertante non l’ho mai incontrata per una serie di motivi. Primo, perché questo ragazzo è a casa di persone che dovrebbero proteggerlo, a casa addirittura della famiglia di quella che potrebbe diventare sua moglie. Secondo, i magistrati che hanno emesso questa contestatissima sentenza di primo grado scrivono testuali parole: ‘’Antonio Ciontoli dopo aver sparato ha pensato a tutelare i propri interessi e non ha pensato alla salvezza del ferito’’. Credo che queste parole mettano fine a qualunque tipo di shock – qualora si sia voluto ipotizzare- Per tutelare i propri interessi ha fatto morire un ragazzo. Di fronte a questa cosa le chiacchere stanno in poco posto. A rendere ancora più sconcertante questa vicenda è, che dopo che è partito un colpo di arma da fuoco, non si chiamano i soccorsi. Quando vedo Marina, come adesso, non ho parole, perché prima di tutto ragiono da padre. Non ho parole di fronte a questa vicenda. Non sono stati attivati i soccorsi. Ma quale shock: si è pensato a tutelare i propri interessi. Non aggiungo altro». 

 

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Punta di Palo, Grando: ''Dai 5 Stelle solo disinformazione''

LADISPOLI – “Sulla vicenda legata ai piani urbanistici nella cosiddetta zona di Punta di Palo il Movimento 5 stelle continua a disinformare i cittadini ed a descrivere scenari che non corrispondono alla realtà dei fatti”. Così il sindaco Alessandro Grando replica ai grillini su Punta di Palo. 

“Occorre ricordare – prosegue Grando – che al nostro arrivo alla guida del Comune di Ladispoli la situazione in quell'area era già completamente definita, con un piano di lottizzazione approvato nel 2002. Successivamente modificato attraverso la legge regionale sul “piano casa”, e un programma integrato solamente adottato. L'iter di approvazione del piano casa, che prevede 30.000 metri cubi di residenziale, è stato completato ed i permessi di costruire rilasciati prima delle ultime elezioni comunali. Il programma integrato, invece, di 120.000 metri cubi residenziali e commerciali, era rimasto inattuato. Le due procedure non sono dunque collegate tra loro, al contrario di quello che è stato scritto dagli esponenti del Movimento 5 stelle, e l'aver interrotto l'iter del programma integrato non ha nessun effetto sulla procedura del piano casa. Ricordiamo, inoltre, che l'Ufficio tecnico ha recentemente emesso un'ordinanza di sospensione dei lavori al fine di accertare se l'intero iter del piano casa fosse legittimo. È quindi l'Ufficio tecnico, non certo il sindaco e tantomeno il Movimento 5 stelle, l'unico deputato a stabilire se il progetto possa continuare o meno. Questo i rappresentanti del Movimento 5 stelle lo sanno bene, ma preferiscono continuare a condurre un'attività politica fatta di cattiva informazione, titoli ad effetto e slogan senza sostanza. Gli unici atti che fino ad ora hanno prodotto risultati concreti sono stati quelli dell'amministrazione comunale, attraverso i quali sono stati annullati ben sette programmi integrati ereditati dalla precedente Giunta”.

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Cpc2005, numeri record

Un’annata straordinaria per la Scuola Calcio “Manuele Blasi”. L’incremento dei bambini nell’ultimo triennio, con la punta di centodieci iscrizioni quest’anno, ha superato le più rosee aspettative. C’è solo tanto lavoro e dedizione dietro tutto questo, null’altro. Di quei voli pindarici letti  e portati alla ribalta altrove non ne abbiamo bisogno. Ovvero non servono per attirare bambini, con le selezioni delle squadre professionistiche che arrivano anche qui e danno l’opportunità a qualche ragazzo di emigrare  calcisticamente nel calcio dei sogni. (Agg. ore 17,04 SEGUE)

Quest’anno Roma e Lazio stanno scegliendo dalla nostra scuola Calcio alcuni talenti per insegnare loro il calcio, con delle strutture economicamente superiori alle nostre e che sono sintomo inconfutabile di crescita individuale per i bambini. Non se ne è fatto un vanto da mostrare, qui si insegna il gioco sottile tra lo sport e la vita sociale con il rispetto delle regole. Sappiamo bene di aver affidato i nostri bambini a degli istruttori preparati e riconosciuti dalla Figc, questo è il biglietto da visita di chi siamo e  di quello che facciamo. Il responsabile unico della scuola calcio Pino De Fazi ne disegna il quadro, senza smancerie ne predominanza tra una categoria e l’altra. «È stata un’annata splendida – dichiara Pino De Fazi -, e che ancora per alcune categorie non volge al termine. Il Pulcino d’ Oro sta mettendo in mostra i progressi calcistici di  alcune nostre compagini, e si spera di bissare, almeno in una categoria, la vittoria della passata stagione. Da noi però contano poco i risultati, sembrerà strano a vederla dal di fuori ma è cosi. (Agg. ore 18,06 SEGUE)

Quello che conta dopo un’infinità di tornei giocati in tutto il Lazio e di tante partite di campionato, è che i bambini fondamentalmente si divertano col sorriso sulle labbra. Poi di pari passo c’è la crescita calcistica. Per tutto questo devo fare un ringraziamento a tutti i nostri allenatori, senza di loro l’organizzazione societaria servirebbe a poco. Indistintamente tutte le categorie sono cresciute, ottenendo riconoscimenti sul loro avanzamento calcistico nei vari tornei. Una stagione intensa che ha avuto il culmine per i nostri bambini con la festa dello sport indetta dalla FIGC. Ci ha visto presenti allo stadio Olimpico come unica società della nostra città, li su quel manto erboso grandi e piccini hanno vissuto per un giorno la magia di uno stadio.  Non ci fermiamo e a giorni inizia la  programmazione della prossima stagione. La stagione 2018/2019  è già iniziata». (Agg. ore 20,06)

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MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 3 maggio 2018, n.70

Regolamento recante attuazione degli articoli 126-vicies semel,
126-vicies bis e 126-vicies quater del decreto legislativo 1º
settembre 1993, n. 385 (testo unico bancario), introdotti dal decreto
legislativo 15 marzo 2017, n. 37, recante attuazione della direttiva
2014/92/UE, sulla comparabilita' delle spese relative al conto di
pagamento, sul trasferimento del conto di pagamento e sull'accesso al
conto di pagamento con caratteristiche di base. (18G00094)

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''Punta di Palo, la verità che il Sindaco non dice''

LADISPOLI – Il sindaco Alessandro Grando punta il dito contro il Movimento 5 Stelle per il voto contrario alla revoca del Piano Integrato a Punta di Palo e i grillini replicano. "Il Movimento 5 Stelle non si è prestato a questo giochetto, ha votato no per contrastare il piano casa  (unico che, di fatto sta progredendo ed interessa la società che sta costruendo); ha inoltre indicato  all’amministrazione quali sono i vizi di forma che rendono illegittime le concessioni edilizie del piano casa (assenza di valutazione di incidenza, mancato parere del consorzio di bonifica ed altre). Vedremo nei prossimi mesi se le nostre osservazioni saranno prese in considerazione o se il “grando cambiamento” è, di fatto, come già dimostrato per Piazza Grande un “grando bluff”. Il Movimento 5 Stelle cerca di ripercorre un po' quanto successo, a cominciare da settembre dello scorso anno quando chiesero al primo cittadino e alla maggioranza "di bloccare i lavori a Punta di Palo" con Grando che li "tranquillizzò che tutto sarebbe stato bloccato. Dopo otto mesi ci troviamo a contrastare da soli questa speculazione edilizia, otto mesi in cui l'amministrazione – prosegue il 5 Stelle – ha taciuto. Otto mesi – incalza – in cui sono iniziati materialmente gli scavi, sono stati versati oneri di concessione edilizia. Insomma tutto è stato reso più difficile per poter bloccare i lavori di cementificazione. Secondo un copione già visto il Sindaco, per dirla con il poeta, 'si indigna, si impegna e poi getta la spugna con gran dignità'. Sappiamo benissimo – proseguono ancora i grillini – come andrà a finire, con la società che minaccerà ritorsioni risarcitorie contro il comune (e i cittadini) con il Sindaco che dovrà cedere perché ci costerebbe troppo ed i lavori che riprenderanno a gran velocità in barba a tutto e a tutti. Per “Piazza Grande” è successo così. Come contrastare oggi questa speculazione edilizia? Per assurdo la norma urbanistica ci dava uno strumento: la presenza contemporanea, sull’area di Punta di Palo, di due progetti edificatori, il programma integrato e il piano casa. Nessuno dei due progetti poteva essere portato avanti in presenza dell’altro; le stesse concessioni edificatorie potevano, in presenza del programma integrato, essere dichiarate illegittime ed annullate. Questo è stato ribadito anche dalla Regione in fase di conferenza di servizi ”le concessioni  edilizie potevano essere concesse solo dopo aver ritirato il programma integrato”. Ebbene con il ritiro del programma integrato, sbandierato con arroganza dal Sindaco – aggiungono i 5 Stelle – come un atto di salvaguardia del bosco e dell’ambiente, che ieri nella pantomima del consiglio comunale è stato annullato, si da di fatto il via libera ai lavori del piano casa, rendendo sempre più difficile ostacolare questa vera e 
propria speculazione edilizia. Lo stesso sindaco, nel vano tentativo di farci passare per incompetenti ancora una volta, si è lasciato sfuggire che il piano casa è realtà e non potrà essere fermato….. allora a cosa è servito bloccarlo fino a novembre 2018 se già afferma che procederà? 
Il Movimento 5 Stelle non si è prestato a questo giochetto, ha votato no per contrastare il piano casa (unico che, di fatto sta progredendo ed interessa la società che sta costruendo); ha inoltre indicato all’amministrazione quali sono i vizi di forma che rendono illegittime le concessioni edilizie del piano casa 
(assenza di valutazione di incidenza, mancato parere del consorzio di bonifica ed altre). Vedremo nei prossimi mesi se le nostre osservazioni saranno prese in considerazione o se il “grando cambiamento” è, di fatto, come già dimostrato per Piazza Grande un “grando bluff”.".

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Interporto, Ugl chiede l'intervento del giudice m

CIVITAVECCHIA – L’arresto nei giorni scorsi dell’amministratore unico di Icpl Franco De Angelis non rappresenta solo una tegola giudiziaria per l’interporto, ma un problema concreto anche per chi, nonostante le criticità, continua a lavorare all’interno della struttura. È questo il motivo per il quale l’Ugl ha inoltrato una richiesta al curatore fallimentare Angelo Novellino per farmi promotore presso il giudice per le indagini preliminari per lo sblocco di parte dei conti dell’Icpl, almeno per consentire il pagamento delle spettanze dei lavoratori nei prossimi mesi. “Il sequestro dei conti correnti intestati alla società, infatti, oltre che privare la società di qualsiasi liquidità – ha ricordato la responsabile confederale Ugl Fabiana Attig – rende vana la possibilità di provvedere al pagamento degli stipendi e degli emolumenti dovuti ai lavoratori, privandoli, quindi, del proprio sostentamento e della possibilità di provvedere ai bisogni familiari”. (SEGUE)

L'INTERVENTO DI CIVITA TERMINAL – Tanto che, per quanto riguarda lo stipendio di maggio, proprio su sollecitazione dell’Ugl, è stata la Civita Terminal srl, società che lavora all’interno dell’interporto, a farsi carico di pagare le spettanze in due tranche. Ma si tratta di una soluzione tampone che non può ripetersi ogni mese. Il dottor Novellino si è reso disponibile a dare seguito alla richiesta, si attende quindi la decisione del giudice al quale si chiede di nominare al più presto un curatore per l’ordinaria amministrazione e per il pagamento delle spese correnti per il mantenimento dell’esercizio di Icpl Srl. “Ci auguriamo anche che si possa procedere alla nomina un nuovo amministratore delegato di Icpl – ha aggiunto Attig – vista la momentanea impossibilità di De Angelis, al fine di garantire fino alla nuova asta, per la vendita dei rami di azienda, al mantenimento degli impegni assunti con i contratti in essere”.

La procedura scade il 23 luglio e, se andrà a buon fine, avrà la normale conseguenza della cessazione dei rapporti di lavoro in essere. “Questo vuol dire che Icpl dovrà provvedere al pagamento delle competenze di fine rapporto e dei trattamenti di fine rapporto dovuti ai dipendenti – ha spiegato Attig – non solo. I lavoratori, a tutt’oggi vantano competenze arretrate che sono state azionate con singoli decreti ingiuntivi, già tutti notificati alla società Icpl e dalla stessa opposti, le cui udienze sono al momento fissate, presso la sezione lavoro del Tribunale di Civitavecchia, tra il corrente mese e i successivi mesi, fino a marzo 2019; alcuni dei quali già definiti con sentenza e soccombenza della società. Allo stato attuale è evidente la situazione di pericolo e di difficoltà in cui versano i dipendenti della società e l’urgente necessità che la magistratura autorizzi il pagamento di tutti gli emolumenti dovuti ai dipendenti connessi ai rapporti di lavoro e tutto quanto dovuto in virtù dei giudizi incardinati presso la sezione lavoro del Tribunale di Civitavecchia”. (Agg. 18/06 ore 14.33)

LA CRITICA A PALAZZO DEL PINCIO – Attig però punta il dito contro l’amministrazione comunale per il silenzio assordante di questo periodo. “Avremmo tanto auspicato un intervento anche del sindaco Cozzolino a tutela dei lavoratori – ha sottolineato – e del ben pubblico quale è l’interporto di Civitavecchia. Evidentemente non sono le priorità di questa amministrazione. (Agg. 18/06 ore 16.25)

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"Lex Aquilia": torna l'appuntamento con la scuola forense di Civitavecchia

CIVITAVECCHIA – Si terrà domani, dalle 16 alle 19 presso la Sala Convegni dell’Autorità Portuale di Civitavecchia, il convegno – lezione dal titolo “Lex Aquilia, tra tradizione e novità”, organizzato dalla Scuola Forense di Civitavecchia.

Introdurrà i lavori il presidente del Tribunale di Civitavecchia,Francesco Vigorito e relazioneranno sull'argomento due tra i massimi esperti della materia, ossia Marco Rossetti, Consigliere della Corte di Cassazione ed il professor Enrico Del Prato, Ordinario di Diritto Civile presso l’Università di Roma “La Sapienza”.

Modererà l’incontro l’avvocatoPaolo Mastrandrea, presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Civitavecchia, unitamente al Direttore della Scuola Forense, l'avvocato Leonardo Montini Paciotta.

"Si tratta del secondo appuntamento del ciclo di lezioni organizzate dalla Scuola Forense, unico ente accreditato dalla normativa vigente (D.M. Giustizia 9 febbraio 2018, n. 17) che garantisce l'adempimento dei requisiti di frequenza obbligatoria ai fini del rilascio del certificato di compiuta pratica – hanno spiegato gli avvocati Mastrandrea e Montini Paciotta – non di meno, l'offerta formativa della Scuola Forense non sarà indirizzata soltanto ai praticanti che affronteranno l’esame di abilitazione professionale, ma garantirà una qualificata formazione continua obbligatoria per gli avvocati già iscritti. A causa delle difficoltà in cui molti giovani versano per l'adempimento dell'obbligo formativo, la Scuola Forense ed il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Civitavecchia stanno valutando ogni possibile soluzione per ridurre i costi di iscrizione al corso per i giovani praticanti avvocati".

La lezione di domani varrà per la concessione di 3 crediti, validi per la formazione continua degli avvocati. L’evento è gratuito.

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Un'altra estate senza stabilimenti

CIVITAVECCHIA – “Sindaco, vergognati. Ci hai tolto pure il Pirgo. Cittadini indignati”. È lo striscione apparso domenica mattina sulla passerella del Pirgo. Perché si sta chiudendo anche giugno e dello stabilimento balneare neanche l’ombra. E così sarà per tutta la stagione, anche alla Marina, dove è presente soltanto la Handy Beach che dovrebbe aprire ufficialmente tra domani e giovedì. Per il resto il deserto. Come è stato anche lo scorso anno, con il Pirgo affidato comunque in extremis. Uno scenario desolante, sia per i cittadini che vorrebbero usufruire dell’unico tratto di mare in centro città, sia per i tanti crocieristi che quotidianamente sbarcano in porto.

Marina, Pirgo e Piazza Betlemme sono state oggetto di un bando per una concessione di sei anni; ma la conferenza dei servizi si è chiusa con il parere negativo soltanto della Soprintendenza che ha di fatto bloccato l’iter di affidamento. Già a febbraio gli imprenditori che avevano partecipato, proponendo progetti e prevedendo ingenti investimenti – solo per il Pirgo si parla di 250mila euro – erano stati informati della decisione della Soprintendenza, con il Pincio che aveva poi deciso successivamente di annullare in autotutela la procedura. Con l’impegno, però, di trovare una soluzione almeno per quest’anno, per garantire i servizi di assistenza bagnanti e noleggio delle attrezzature. Ma ad oggi ancora nulla. E anche se la situazione si riuscisse a sbloccare domani, per gli imprenditori ci sarebbero non poche difficoltà. Anche solo quella di riuscire a trovare bagnini disponibili, considerando che tutti gli stabilimenti e piscine in zona hanno già iniziato l’attività. Gli stessi imprenditori stanno anche valutando l’ipotesi di presentare ricorso e comunque far valere le proprie ragioni attraverso un’iniziativa comune. “Anche perché – ha spiegato Mario Benedetti, che da anni si occupa di gestire la spiaggia del Pirgo – di tempo per cercare di trovare una soluzione ce n’è stato, ma l’amministrazione non è riuscita a gestire questa situazione, magari attraverso un’autorizzazione temporanea, lavorando poi per quella pluriennale a partire dalla prossima stagione. Così invece si sono messi in difficoltà gli imprenditori e i cittadini stessi”. Con il Pirgo che, nel frattempo, è lasciato a se stesso, tra sporcizia ed incuria.

“Per quanto riguarda i bandi pluriennali gli uffici del Comune stanno collaborando con la massima disponibilità con gli altri enti coinvolti per trovare una soluzione comune – aveva dichiarato a fine maggio l’assessore Enzo D’Antò –  l'obiettivo è rendere le spiagge fruibili ed erogare servizi: in base a ciò che scaturirà dalla conferenza dei servizi prenderemo le decisioni adeguate al raggiungimento di questo obiettivo”.  Eppure, ad oggi, non si vedono passi avanti. E difficilmente anche quest’anno i civitavecchiesi potranno usufruire delle loro spiagge centrali.

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Interporto, Ugl chiede l'intervento del giudice

CIVITAVECCHIA – L’arresto nei giorni scorsi dell’amministratore unico di Icpl Franco De Angelis non rappresenta solo una tegola giudiziaria per l’interporto, ma un problema concreto anche per chi, nonostante le criticità, continua a lavorare all’interno della struttura. È questo il motivo per il quale l’Ugl ha inoltrato una richiesta al curatore fallimentare Angelo Novellino per farmi promotore presso il giudice per le indagini preliminari per lo sblocco di parte dei conti dell’Icpl, almeno per consentire il pagamento delle spettanze dei lavoratori nei prossimi mesi. “Il sequestro dei conti correnti intestati alla società, infatti, oltre che privare la società di qualsiasi liquidità – ha ricordato la responsabile confederale Ugl Fabiana Attig – rende vana la possibilità di provvedere al pagamento degli stipendi e degli emolumenti dovuti ai lavoratori, privandoli, quindi, del proprio sostentamento e della possibilità di provvedere ai bisogni familiari”.

Tanto che, per quanto riguarda lo stipendio di maggio, proprio su sollecitazione dell’Ugl, è stata la Civita Terminal srl, società che lavora all’interno dell’interporto, a farsi carico di pagare le spettanze in due tranche. Ma si tratta di una soluzione tampone che non può ripetersi ogni mese. Il dottor Novellino si è reso disponibile a dare seguito alla richiesta, si attende quindi la decisione del giudice al quale si chiede di nominare al più presto un curatore per l’ordinaria amministrazione e per il pagamento delle spese correnti per il mantenimento dell’esercizio di Icpl Srl. “Ci auguriamo anche che si possa procedere alla nomina un nuovo amministratore delegato di Icpl – ha aggiunto Attig – vista la momentanea impossibilità di De Angelis, al fine di garantire fino alla nuova asta, per la vendita dei rami di azienda, al mantenimento degli impegni assunti con i contratti in essere”.

La procedura scade il 23 luglio e, se andrà a buon fine, avrà la normale conseguenza della cessazione dei rapporti di lavoro in essere. “Questo vuol dire che Icpl dovrà provvedere al pagamento delle competenze di fine rapporto e dei trattamenti di fine rapporto dovuti ai dipendenti – ha spiegato Attig – non solo. I lavoratori, a tutt’oggi vantano competenze arretrate che sono state azionate con singoli decreti ingiuntivi, già tutti notificati alla società Icpl e dalla stessa opposti, le cui udienze sono al momento fissate, presso la sezione lavoro del Tribunale di Civitavecchia, tra il corrente mese e i successivi mesi, fino a marzo 2019; alcuni dei quali già definiti con sentenza e soccombenza della società. Allo stato attuale è evidente la situazione di pericolo e di difficoltà in cui versano i dipendenti della società e l’urgente necessità che la magistratura autorizzi il pagamento di tutti gli emolumenti dovuti ai dipendenti connessi ai rapporti di lavoro e tutto quanto dovuto in virtù dei giudizi incardinati presso la sezione lavoro del Tribunale di Civitavecchia”.

Attig però punta il dito contro l’amministrazione comunale per il silenzio assordante di questo periodo. “Avremmo tanto auspicato un intervento anche del sindaco Cozzolino a tutela dei lavoratori – ha sottolineato – e del ben pubblico quale è l’interporto di Civitavecchia. Evidentemente non sono le priorità di questa amministrazione.

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Ladispoli, ordine pubblico e sicurezza: limitata l'apertura dei mini market

LADISPOLI – Potrà continuare a esercitare la sua attività ma dovrà farlo solo esclusivamente dalle 7 alle 19. Protagonista dell'ordinanza emessa proprio questa mattina dal primo cittadino di Ladispoli, Alessandro Grando, è il mini market di via Trieste. 

"Vista la comunicazione della Stazione Carabinieri di Ladispoli nella quale venivano elencati diversi episodi causati da avventori dell'esercizio commerciale in oggetto, i quali, fino a tarda serata, affluiscono nel locale acquistando alcolici e causando disagio alle persone lì residenti e che, i residenti della zona lamentano l'abituale ritrovo di cittadini extracomunitari e non, che bivaccano in strada consumando diverse bottiglie di bevande alcoliche lungo i marciapiedi delle vie antistanti l'attività in oggetto, contribuendo ad alimentare fenomeni di degrado urbano e disturbo della quiete pubblica".

Ritenuto che al momento l'ordinanza contingibile ed urgente sia l'unico strumento idoneo a prevenire e contrastare situazioni di degrado, si ordina al 'mini market' di svolgere la propria attività commerciale in un orario compreso tra le ore 7:00 e le ore 19:00. Nel caso di mancato rispetto è prevista sanzione amministrativa. Ma quella che ha colpito il locale di via Trieste non sarà l'unica ordinanza a essere attualizzata nei prossimi giorni. A breve, tra oggi e domani al massimo, il Sindaco ha infatti annunciato una nuova ordinanza che limiterà l'orario di apertura di tutti i mini market (della stessa tipologia di quello di via Trieste) che si trovano sul territorio comunale ricompreso tra il fosso Vaccina e Sanguinara, la Stazione ferroviaria e il litorale. La chiusura sarà fissata alle 20. In caso di inottemperanza si procederà a una sospensione dell'attività da 2 a 5 giorni e in caso di recidiva a una sospensione che potrà andare da uno a 3 mesi. «Iniziamo a impartire delle sanzioni un po' più pesanti – ha detto il Sindaco – Basta con la tolleranza, la città non può essere maltrattata in questo modo con i cittadini che ormai devono avere paura di uscire la sera quando è buio». Riflettori puntati anche sul numero troppo esiguo di forze dell'ordine su cui il Comune può contare. «Non abbiamo molti uomini di Polizia locale per presidiare tutto il territorio e se i Carabinieri avessero un organico più ampio e Ladispoli fosse dotata di un posto di Polizia soffriremmo meno». A tal proposito qualche settimana fa il primo cittadino si è recato al Viminale «per chiedere un intervento diverso da parte dello Stato nel territorio, con l'intensificazione della presenza di Polizia e Carabinieri soprattutto durante la stagione estiva. Nelle prossime settimane – ha concluso Grando – torneremo a chiedere al viminale interventi in questo senso per la nostra città. Si potrebbe iniziare dall'aumento dell'organizo delle Forze dell'ordine già presenti».

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