COMUNE DI REGGIO EMILIA – AVVISO

Parziale modifica e proroga dei termini, rivolta unicamente ai
potenziali candidati privi della vista, dei concorsi pubblici, per
esami, per la copertura di posti di funzionario amministrativo,
categoria D1, a tempo pieno, di funzionario reti sociali,
specializzazione servizi sociali assistente sociale, categoria D1,
a tempo pieno, e di gestore processi amministrativi, categoria C, a
tempo pieno.
(18E12287)

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Di Majo: "Accuse immotivate ed infondate"

CIVITAVECCHIA – "Ieri è stato pubblicato su uno dei quotidiani più importanti di Civitavecchia la Provincia e sul quotidiano telematico Civonline.it un lungo articolo di un consigliere comunale di Civitavecchia, sig. Perello in cui viene presa di mira la gestione dell’AdSP, enucleando quelle che a suo parere sono le criticità che avrebbero caratterizzato il mio mandato. Sento il dovere, non solo per proteggere la mia dignità e reputazione, ma anche quella di tutti i funzionari dell’ente, chiedendo diritto di replica a queste infondate critiche". 

Una lunga lettera, quella del presidente dell'Adsp Francesco Maria di Majo, per replicare alle dichiarazioni di Daniele Perello, punto per punto.

"Nell’intervento del consigliere Perello si è parlato di “un‘amministrazione dell’ente politicizzata” e che il Presidente dell’ente avrebbe sostituito il Capo Ufficio Stampa, Massimiliano Grasso (ovvero il fondatore di Civonline), perché quest’ultimo “consigliere comunale non della stessa parte politica di di Majo”. Premesso che il sottoscritto non appartiene a nessuna “parte politica”, ebbene se Grasso fosse stato spostato effettivamente per motivi politici, è curioso che ciò sia avvenuto ben dopo circa 15 mesi dall’inizio del mio mandato. Preciso, inoltre, che a capo dell’ufficio promozione e stampa vi è un dirigente dell’ente e non il funzionario a cui fa riferimento il consigliere Perello.

Leggo poi, sempre dall’articolo di Civonline, che il consigliere Perello ha dichiarato che “il presidente di Majo nonostante l'ente abbia in cassa accantonati, come risulta dal bilancio, oltre 40 milioni di euro, si è rifiutato per motivi politici, di pagare all'amministrazione M5S del Comune di Civitavecchia i 2 milioni annui previsti dal protocollo d'intesa sottoscritto dal precedente Presidente". Ebbene, forse il consigliere Perello – ha aggiunto – non si è ben documentato o è stato mal informato, sul fatto che questa amministrazione, sulla base di un parere dell’Avvocatura di Stato (richiesto dal sottoscritto ad inizio del suo mandato, dato che dopo qualche giorno dal mio insediamento mi sono visto recapitare una diffida di pagamento del Comune per circa 5 milioni di Euro), non ha provveduto al pagamento della predetta somma sulla base dell’assunto che l’accordo di collaborazione (firmato non da me, bensì da Pasqualino Monti nel luglio 2015), che prevede l’elargizione di un contributo in favore del Comune per 2 milioni all’anno per ben 10 anni (a fronte di un asserito impatto dei crocieristi sulla città) è inefficace o invalido. E se questa tesi dell’avvocatura (a difesa degli interessi dell’ente) sia effettivamente corretta lo deciderà il Consiglio di Stato il prossimo anno (Consiglio di Stato che ha comunque accolto, il mese scorso, la richiesta di sospensiva dell’ente avverso il pagamento di 2 milioni di Euro). Ciò nonostante questo ente ha sin da subito intrapreso diversi contatti con il Comune al fine di addivenire ad un nuovo accordo che prevedesse l’individuazione di determinati interventi utili per la città e per il porto.
Il consigliere Perello insinua, inoltre, che il sottoscritto abbia in qualche modo partecipato al “dirottamento” delle banane Chiquita a Livorno scegliendo un dirigente livornese nella commissione interistituzionale.  Credo che questa insinuazione sia talmente campata in aria che non meriti neppure di essere commentata. 
Perello sostiene poi che sussiste “il rischio concreto di esporre l’ente a numerosi contenziosi derivanti da cause del lavoro già annunciate da numerosi dipendenti dell’Adsp a causa delle successive riorganizzazioni interne dell’ente, condotte in diversi casi senza il preventivo accordo con le organizzazioni sindacali”. Ricordo al consigliere Perello, che nel caso di riorganizzazione interne dell’ente, il vertice è tenuto ad informare e consultare le organizzazioni sindacali, e non viene prevista dal contratto collettivo la concertazione. In ogni caso l’ente ha avuto diversi incontri ed interlocuzioni con le organizzazioni sindacali prima di varare la predetta riorganizzazione (che ha comportato anche una ordinaria rotazione, dopo circa 12 anni, del personale di alcuni uffici) ed ha anche accolto diverse proposte di modifica presentate da tali organizzazioni sindacali (talune delle quali hanno anche formalmente aderito allo schema finale di riorganizzazione dell’ente).
Viene addebitato alla “gestione di Majo” anche il ritiro del gruppo Gavio dalla Darsena Energetica Grandi Masse (DEGM).  Ebbene il gruppo Gavio ha deciso di abbandonare il progetto della DEGM da diverso tempo ma è solo con questa amministrazione che si è avviata e dichiarata la decadenza della relativa concessione riottenendo anche la riconsegna delle aree. Gavio ha avviato un arbitrato avanzando una pretesa di restituzione dei canoni dal 2006 al 2016 (circa 15 milioni) e di circa ulteriori 15 milioni di Euro per supposte opere realizzate che andrebbero a beneficio dell’ente. Tali pretese sono state tutte contestate da questo ente in sede arbitrale. Ma ciò che più conta oggi è che le aree verranno presto rimesse sul mercato e quindi rese operative affinché il porto di Civitavecchia possa finalmente essere dotato di una banchina petrolifera e di una importante banchina per le merci alla rinfusa nonché di un importante bacino di carenaggio per la cantieristica navale".

Di Majo interviene poi sulla vicenda Total Erg (oggi Italiana Petroli), "che, lo si ripete ancora una volta, nasce diversi anni fa e riguarda l’impugnativa di alcuni decreti sulla tassa e sovrattassa adottati dalla “gestione Monti” e i cui contenziosi si sono trascinati fino alla “gestione di Majo”. Il commissario ad acta – ha spiegato – è stato nominato perché non è stato possibile accertare con esattezza le somme da restituire (in base all’incremento della sovratassa) e che erano state riscosse, per conto dell’ente, dalle Dogane, in virtù del Decreto n.209 del 2014, poi dichiarato illegittimo con Decreto del Presidente della Repubblica.  Ricordo al consigliere Perello che la sovrattassa è una tassa che può (ma non deve) essere imposta dall’amministrazione portuale a carico delle merci imbarcate o sbarcate a copertura dei costi sostenuti per le opere infrastrutturali nei porti. Ciò è stato fatto da questa amministrazione, ma solo a seguito  di una lunga e complessa istruttoria (illustrata in seno all’Organismo di Partenariato e approvata dal Comitato di Gestione) insieme all’introduzione di nuovi incrementi delle tasse portuali che comunque, complessivamente, hanno ridotto il carico tributario nei porti, rendendoli così più competitivi, riducendo altresì la differenza del carico tributario con gli altri porti italiani (negli anni passati Civitavecchia ha avuto uno dei regimi di tassazione tra i più elevati nel panorama della portualità italiana). Chiedo, dunque, a Perello, se è ancora convinto che la cosa giusta da fare, come ha affermato, sarebbe stata quella di aumentare ulteriormente le tasse! Così da far perdere sì traffici a questo scalo.
Il consigliere Perello mi o ci (dato che io rappresento un ente in cui lavorano più di 100 persone) contesta un supposto "mancato intervento su Enel", consentendo alla Spa elettrica "in contrasto con quanto disposto dalla Legge 84/94, di bandire una gara pubblica per l’individuazione dell’impresa portuale da adibire alle operazioni di scarico del carbone, consentendo ad Enel – ha aggiunto -di trarne un risparmio dal ribasso di asta, a danno delle imprese e dell’occupazione locale”. Sul mancato intervento di questa amministrazione, basta vedere chi ha partecipato ai numerosi incontri per capire che l’ente non si è mai sottratta nell’affrontare questa vicenda. Sul resto chiedo al Sig. Perello di indicarmi la norma della legge 84/94 che impedirebbe all’Enel di bandire una gara pubblica. Forse avrebbe dovuto ricordare piuttosto che l’ambito portuale, in cui ENEL svolge la propria attività, è un ambito chiuso in cui le operazioni portuali possono essere esercitate previa autorizzazione di questo ente (autorizzazioni che sono limitate).  In sostanza chiunque verrà prescelto dall’Enel avrà necessità, per poter operare, di ottenere tale autorizzazione. E tutto ciò è stato ben chiarito da questa amministrazione ai rappresentanti dell’Enel.
Sulle contestazioni mosse dal consigliere Perello sulla Pas e in merito all’asserita incompatibilità dell’incarico del dott. Vincenzo Conte quale amministratore ad interim e quale direttore generale, ho già chiarito in un precedente comunicato stampa che tale incompatibilità non sussiste essendo egli non dipendente di questa amministrazione; peraltro l’incarico di amministratore (non retribuito e limitato all’ordinaria amministrazione, come precisato nel nulla osta dato dalla sua amministrazione di appartenenza, è limitato al tempo necessario per selezionare un nuovo amministratore.

Infine, il consigliere Perello parla di “calo complessivo dei traffici del porto di Civitavecchia registrato nel 2017”. Invito Perello a consultare meglio i dati statistici dell’ente e vedrà che tutti i traffici riportano il segno + nell’anno 2017 e ciò anche nel primo semestre del 2018 (con una forte crescita del traffico RO-RO), con solo poche eccezioni, tra cui il traffico di carbone dell’ENEL (ma spero che non si voglia imputare all’ente la responsabilità circa le scelte dell’ENEL di variare il livello di produttività della centrale)  e quello delle autovetture in esportazione. A tale ultimo riguardo corrisponde a verità che il traffico delle autovetture FCA si è spostato (peraltro da più di un anno) a Gioia Tauro, ma vorrei nuovamente ricordare che tale decisione è stata assunta ad inizio del 2016 (prima quindi del mio mandato) ovvero allorché il gruppo Grimaldi ha deciso di assumere una partecipazione in quel porto (basta vedere gli articoli sul giornale dell’epoca).

"Ho sentito il dovere, come sopra indicato, di replicare alle sopra indicate contestazioni – ha ribadito il presidente Di Majo – e di cercare di interrompere questo flusso unilaterale di immotivate ed infondate accuse che vengono ripetutamente mosse al sottoscritto e all’ente che mi onoro di rappresentare. Tali accuse, che non possono essere definite critiche, appaiono volte unicamente ad offrire un quadro distorto della gestione dell’ente, senza minimamente considerare gli innumerevoli risultati conseguiti negli ultimi quasi 2 anni dalla sua istituzione. Rinvio a qualche settimana (ovvero al passaggio dei 2 anni della “mia gestione” dell’ente) una illustrazione, quindi, degli innumerevoli ed importanti risultati conseguiti da questo ente, grazie allo sforzo di più di 100 funzionari e dirigenti che quotidianamente lavorano per l’amministrazione e lo sviluppo dei tre porti del network laziale (Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta). Risultati che ho illustrato già qualche giorno fa nel corso di un’audizione presso una Commissione della Regione Lazio che è durata un intero pomeriggio e che sono stati tutti riportati nel Piano Operativo Triennale 2018-2020 e nella recente revisione annuale, consultabile sul sito dell’AdSP. Mi limito, comunque, qui a segnalare (relativamente al solo porto di Civitavecchia) alcuni dati concernenti le opere realizzate o avviate: procedura di gara per le nuove opere infrastrutturali (costruzione di un nuovo pontile nella darsena traghetti che collegherà ulteriormente Civitavecchia a Barcellona e che è stato anche oggetto di un contributo dell’Unione Europea e che usufruirà di parte di un finanziamento BEI  di ben 195 milioni, approvato il mese scorso da tale Banca); smantellamento e ripristino del molo ex ferrovie dello Stato; realizzazione ad opera del concessionario Rct del più grande terminal crocieristico d’Italia (inaugurato lo scorso 18 maggio); risistemazione e ripristino del muro paraonde della diga foranea da parte dell’AdSP; prossimo avvio degli interventi di realizzazione e di adeguamento tecnologico dei collegamenti ferroviari nel porto etc. Tutti questi interventi sono stati realizzati nonostante che questa nuova amministrazione, sin dall’inizio,  abbia dovuto dedicare una gran parte delle proprie  risorse ad affrontare complessi contenziosi, generati nel corso delle passate amministrazioni oppure sorti nel corso di questa amministrazione ma derivanti da atti o fatti di anni passati (ad esempio, oltre ai citati casi Total Erg e Gavio, ricordo il mega contenzioso con Fincosit derivante dall’appalto per la realizzazione della darsena traghetti negli anni 2013-2015; i contenziosi con Rtc e Cfft  etc.)".

E aggiunge come oggi "ci sia ora veramente bisogno di riportare serenità in questo porto il cui sviluppo deve essere da tutti sostenuto, da tutte le forze politiche locali e nazionali, perché solo rilanciando l’economia di questo porto e dei porti di Fiumicino e Gaeta, verrà rilanciata anche l’occupazione; e questa città non si merita di avere uno dei più alti tassi di disoccupazione del Lazio. Ieri ho incontrato nel mio ufficio i rappresentanti di una società internazionale – ha concluso – che ha appena fatto un investimento di circa 20 milioni di euro per poter avviare un’attività di cantieristica navale importante in questo porto e ci hanno rappresentato investimenti, a tale fine, per circa 130 milioni di euro con decine e decine di nuovi posto di lavoro. Ebbene, credo che sia interesse davvero di tutti che questo porto possa avere altri investimenti così importanti e che possa diventare uno dei principali porti italiani; i presupposti tecnico-economici ed amministrativi per riuscirci – se tutto il cluster portuale e la città è coesa a tal fine – ci sono".

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Di Majo: “Inaspettato lo spostamento della nave”

CIVITAVECCHIA – “E’ giunta inaspettata la notizia dello spostamento della nave Maersk (che avrebbe dovuto portare alcuni container destinati al magazzino della frutta) dal porto di Civitavecchia a quello di Livorno”. Il presidente Dell’Adsp Francesco Maria di Majo rompe il silenzio sulla questione e lo fa all’indomani dell’audizione in Regione, confermando la bontà della strada seguita finora nella delicata vicenda e sottolineando il fatto che non si sarebbe aspettato una decisione del genere. Questo nonostante le diverse lettere che Chiquita avrebbe inviato all’ente per annunciare che, nel caso in cui non fosse stato più possibile attraccare alla banchina 24 di Cfft, avrebbe cambiato porto.

“Era stato già autorizzato, mercoledì 7 novembre, l’attracco della nave presso la banchina 25. Il repentino “cambio di rotta” – ha aggiunto Di Majo – non è comunque dipeso, è opportuno precisarlo, da ragioni tecniche ma probabilmente da ragioni commerciali rispetto alle quali questa AdSP farà un approfondimento con gli operatori coinvolti, invitandoli, ancora una volta, a raggiungere un’intesa basata sul rispetto del principio di leale concorrenza e ciò al fine, come precisato nell’ordinanza 28/2018, di ottimizzare l’utilizzo dell’intera infrastruttura portuale facente parte dell’area commerciale del porto a beneficio di un corretto ed armonioso sviluppo delle attività commerciali nel porto di Civitavecchia”. E ha ripercorso poi cosa accadute nelle ultime settimane, a partire da quando il Tar del Lazio non ha accolto la richiesta di sospensiva della società Cfft contro l’ordinanza n.28 emessa dall’AdSP il 13 luglio “con la quale è stato precisato che l’imbarco e lo sbarco di contenitori da parte di navi che effettuano servizi regolari ovvero di linea dovrà avvenire (fino a quando non verrà realizzata una banchina nell’area di cui alla Darsena Energetica Grandi Masse) unicamente presso la banchina 25 del Porto di Civitavecchia, la cui area è destinata, da piano regolatore portuale – ha aggiunto – per le operazioni portuali relative alla movimentazione e stoccaggio di contenitori (e data in concessione ad un terminalista). La predetta ordinanza è stata adottata a valle di un parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici dello scorso marzo (pubblicato a maggio 2018) e di un parere consultivo di una Commissione Interistituzionale (composta da rappresentanti di tre AdSP, Autorità Marittima e Dogane) che ne ha declinato i contenuti in relazione al caso specifico della banchina 24, e dai quali è emerso, in particolare, che lo sbarco e l’ imbarco di container può avvenire su tale banchina purchè sia occasionale, mentre laddove dovesse avvenire in forma regolare (come il traffico settimanale che il vettore Maersk effettua per CFFT sulla banchina 24) dovrà essere svolto sulla banchina 25. Al fine di non pregiudicare un traffico così interessante ed in crescita come quello dei prodotti ortofrutticoli (che genera importanti ricadute occupazionali), questa AdSP – ha sottolineato il Presidente di Majo – ha ritenuto opportuno favorire un accordo tra il terminalista e l’operatore del magazzino della frutta. I due operatori – ha continuato il Presidente dell’AdSP – hanno, così, raggiunto delle intese preliminari volte a creare forme di collaborazione che sono state, poi, ufficialmente comunicate a questa AdSP il 3 ottobre u.s. A seguito di tali comunicazioni l’Ente ha presentato in Comitato di Gestione una delibera (poi approvata) di accordo sostitutivo con la quale è stato individuato un percorso amministrativo volto, in particolare, a consentire la concreta ed efficace attuazione di una sinergica e positiva collaborazione tra due importanti operatori del porto”.

Ancora ieri, infatti, c’è stato un gran via vai a Molo Vespucci, con rappresentanti di Cfft che sono stati all’interno dell’ente. Bocche cucite su quanto avvenuto e su quanto detto, ma a quanto pare il Presidente, dopo aver cercato più volte chiarimenti da Maersk – che però ha sempre dichiarato che non è lui l’interlocutore, non decidendo dove andare, ma è il cliente che decide tutto, rotta compresa – ha contattato i vertici di Chiquita, azienda leader nel settore. I bene informati parlano di un colloquio telefonico che non ha portato chiarimenti, tutt’altro. A quanto pare, ormai, il cliente – ed un cliente come Chiquita pesa per i traffici dello scalo – non si sente più tutelato. E siccome nel mercato “governa” la merce, per ora l’intenzione rimane quella di non attraccare più a Civitavecchia. 

 

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Container: da Cfft una diffida all'Authority

CIVITAVECCHIA – La Cfft, la società italo  belga che gestisce il terminal agroalimentare all’interno del porto, starebbe preparando una diffida nei confronti dell’Autorità di Sistema Portuale, invitandola a non procedere sulla strada che, fino alla giornata di ieri, sembrava essere quella più accreditata. Ossia l’entrata in vigore dell’ordinanza di luglio, quella secondo la quale fino a quando non verrà realizzata la Darsena Energetica Grandi Masse – progetto tra l’altro in stand by al momento con  la revoca della concessione al gruppo Gavio – l’imbarco e sbarco di contenitori da parte di unità navali adibite a trasposto di container che effettuano servizi di linea dovrà avvenire unicamente presso la banchina 25, quella gestita da Rtc.

Perché se è vero che il Tar – al quale Cfft si è appellata proprio contro questa ordinanza – non ha concesso la sospensiva, è altrettanto vero che, secondo la società italo belga, il tribunale è stato piuttosto chiaro, nel momento in cui ha fornito alcune indicazioni importanti, sottolineando di fatto la necessità di tutelare tutte le imprese portuali – che finora comunque non si sono esposte sulla vicenda ma sulle quali l’ordinanza potrebbe avere ripercussioni – e andando a definire la questione nel merito, rinviandola di soli sei mesi, ritenendo apprezzabili favorevolmente e tutelabili adeguatamente con la sollecita definizione del giudizio nel merito le esigenze di Cfft.

Tra domani e giovedì dovrebbe arrivare la prossima nave carica di banane. Il condizionale è d’obbligo perché a quanto pare Maersk e Chiquita, come già annunciato nei mesi scorsi, sarebbero pronte a dirottare le proprie navi in altri porti, nel caso in cui dovessero svolgere le operazioni di sbarco ed imbarco container alla banchina 25 con Rtc. E questo, senza ombra di dubbio, sarebbe un duro colpo per la società Cfft, ma soprattutto per il porto che, in questi anni, ha visto crescere proprio il settore agroalimentare rispetto ad altri in maniera esponenziale. 

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Citt� Pulita: il Tribunale dichiara il fallimento

CIVITAVECCHIA – Non proprio un fulmine a ciel sereno, quando piuttosto una fine annunciata quella che è toccata a Città Pulita, la vecchia sot del gruppo Hcs che ieri mattina è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Civitavecchia. La stessa sorte potrebbe toccare a breve anche ad Argo, la vecchia municipalizzata del trasporto pubblico locale. 
Una fine già scritta soprattutto a dicembre, con il decreto di improcedibilità per il concordato da parte dello stesso Tribunale che aveva sottolineato come nessun creditore avesse votato favorevolmente il concordato e che il liquidatore della società avesse espresso la volontà di rinunciare al concordato stesso.  
Il fallimento di Città Pulita arriva dopo quello di  Civitavecchia Infrastrutture, quest’ultimo per circa 50mila euro. 
Per il sindaco Antonio Cozzolino si è trattato di «un atto purtroppo inevitabile stante la presa di posizione dell’Inps che ne detiene circa il 60% del credito, corrispondente a circa 6 milioni di euro. Nel corso degli ultimi due anni – ha ricordato il primo cittadono – per ben tre volte mi sono recato personalmente dal presidente Boeri per spiegare nel dettaglio il senso dell’operazione e sopratutto il fatto che non accettando le condizioni che eravamo in grado di mettere in campo, l’Inps ne avrebbe subito un danno. Purtroppo nonostante le rassicurazioni date a me e ai deputati e senatori che mi hanno accompagnato, basandosi unicamente su circolari interne del 2009, invece che sul buon senso, l’ente ha deciso di rigettare la proposta concordataria». E Cozzolino ricorda che «l’amministrazione ha messo a disposizione della procedura concordataria ben 10 milioni di euro. Di più – ha aggiunto – non ne avevamo a disposizione. Abbiamo fatto il possibile, come sempre». 
Che tipo di scenari si aprono adesso, in attesa anche della votazione del concordato per Hcs, soprattutto per i lavoratori? Gli ex dipendenti della Sot, passati da un anno alla NewCo Civitavecchia Servizi Pubblici, dovranno infatti recuperare il Tfr rimasto nelle vecchie sot, ad eccezione di Hcs.  Un iter non proprio semplice, anche se il sindaco Cozzolino, in questo senso, si dice fiducioso. «Città Pulita vanta crediti sostanziosi nei confronti di Hcs – ha ricordato il primo cittadino –  la moneta concordataria che proverrà da Hcs una volta omologato il concordato – ha assicurato – sarà più che sufficiente per coprire il tfr dei lavoratori».

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Riccetti (Lega): "Bene la riforma sulla legittima difesa"

CIVITAVECCHIA – "Provo grande soddisfazione per la riforma sulla legittima difesa. Il governo del cambiamento continua, anche con questa proposta, a passare dalle parole ai fatti”. È il commento del capogrupppo della Lega in consiglio comunale Alessandra Riccetti. 

“Si tratta pure per noi, qui a Civitavecchia, di una vittoria che la Lega persegue da anni, da quando l’allora coordinatore Luigi D’Amico organizzò con successo una raccolta firme in città – ha spiegato – per far sì che ogni civitavecchiese avesse maggior tutele, soprattutto all’interno delle mura domestiche, della propria azienda o negozio. L’obiettivo di questa riforma è di assistere le vittime e non risarcire i ladri: chi si è difeso non pagherà più per dimostrare la propria innocenza. Un provvedimento che finalizza il testo unicamente a soddisfare la voglia di sicurezza degli Italiani, riportando la serenità nel nostro territorio e creando così anche un deterrente utile per diminuire questo terribile fenomeno che colpisce cittadini ed esercenti. Provvedimento che molti italiani attendono da tempo. Una vittoria del buonsenso; come quella portata a termine sempre dal nostro Ministro dell’Interno e Vice Premier Matteo Salvini con il Decreto Sicurezza. Contrariamente, invece, è quanto avviene a Civitavecchia dove nonostante la città abbia manifestato la propria contrarietà allo Sprar, la Giunta ha deciso comunque di procedere alla gara che, però, è andata miseramente deserta sotto gli occhi increduli dell’assessore ai Servizi Sociali Daniela Lucernoni. Un risultato – ha concluso Riccetti – che dovrebbe far capire una volta per tutte all’attuale Giunta quali sono le sue priorità. Mi riferisco ai tanti cittadini a rischio di esclusione sociale, ai diversamente abili, alle periferie sempre più abbandonate e non dare priorità all’accoglienza di immigrati, risparmiandosi così queste figuracce. Un’accoglienza che, tra l’altro, negli anni ha creato più indagati che integrati. Basterebbe seguire le linee del Governo di cui entrambi facciamo parte”.

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Quest’anno più di 360 verbali contro gli incivili delle discariche abusive

CERVETERI – L’assessore all’ambiente Elena Gubetti, fa un resoconto della battaglia iniziata con la colaborazione delle guardie ecoozoofile di Fare Ambiente nei primi nove mesi del 2018 contro gli “incivili” che abbandonano i rifiuti per strada. 
«Sono più di 360 i verbali elevati a seguito dei controlli serrati e dei filmati delle “fototrappole” -dice  l’assesore Gubetti – e nonostante questo intenso lavoro,  gli annunci, i continui moniti fatti in più forme, attraverso i social, la stampa,e nonostante siano ben chiari i servizi a disposizione di tutti i cittadini, continuiamo ad assistere a questo scempio che nuoce gravemente all’ambiente e al decoro del nostro meraviglioso territorio».
Non si è mai riusciti a capire con chiarezza il perché della reazione  così trucida, verso un territorio nel quale comunque si vive. Non si è mai riusciti ad inquadrare il fenomeno e dare ad esso una connotazione di inciviltà e menefreghismo, dal momento che lo sforzo da parte dell’azienda deputata alla raccolta, pur essendosi dovuta trovare di fronte a delle criticità, sia pure nelle difficoltà e nelle incomprensioni intervenute, è comunque massimo. 
L’istituzione dell’isola ecologica nei pressi dell’incrocio con la braccianese, gli scarrabili posizionati ciclicamente nelle frazioni ci sono stati e la comunicazione degli orari e delle presenze, sia pure con qualche errore e qualche incertezza, è stata fatta. E’ mancata soltanto un pizzico di collaborazione in più da parte dei cittadini, incentivati dai social a diventare legittime sentinelle del fenomeno, quindi preziosi anche loro se non fosse che l’effetto collaterale che si è avuto è stato lo sdoganare la costituzionale ed endemica inciviltà di quei pochi che l’hanno probabilmente metabolizzata come una forma di protesta. Ora questi signori sappiano che chi getta i rifiuti per strada con disinvoltura non rischia solo multe salate. L’abbandono di rifiuti è un reato penale e si rischia di uscirne sanzionati e con la fedina penale sporca. 
Si potrebbe cominciare a ritornare a quei saggi consigli di quei nonni che dicevano che a fare bene le cose ci si impiega lo stesso tempo che a farle male?  L’assessore Gubetti, chiude poi con un particolare ringraziamento «ai volontari delle guardie ecozoofile per la professionalità e l’impegno con cui ogni giorno svolgono l’attività di controllo del territorio e grazie ai quali stiamo portando avanti una vera e propria battaglia morale nei confronti di chi pensa di poter deturpare i loghi in cui viviamo con gesti unicamente irrispettosi per la nostra città e per la convivenza civile».

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Consiglio, il Pd: "Due grandi assenti: il sindaco Mencarini e la chiarezza"

TARQUINIA – "Nella seduta del consiglio comunale convocato il 13 settembre, per la presa d’atto delle dimissioni presentate dal Sindaco Pietro Mencarini e protocollate in data 3 settembre c’erano due grandi assenti: il sindaco Mencarini e la chiarezza". Immediato il commento della segreteria del partito democratico all'indomani del consiglio comunale sulle dimissioni del sindaco Mencarini.

"Eppure, i consiglieri di opposizione Sandro Celli e Anselmo Ranucci, in nome della cittadinanza, hanno chiesto esattamente e unicamente che la maggioranza facesse chiarezza sulle motivazioni che lo stesso Sindaco definisce “politiche”, – aggiungono dal Pd – le quali lo hanno indotto a lasciare dopo alcuni mesi, la guida dell’amministrazione cittadina. Nel domandare spiegazioni, hanno citato frasi, pronunciate dallo stesso Sindaco dimissionario, che di lusinghiero nei confronti dei membri della sua stessa maggioranza, avevano ben poco e che da sole, sarebbero dovute bastare a suscitare una reazione, un moto di orgoglio, il bisogno di dare giustificazioni plausibili ai cittadini che erano accorsi numerosissimi, se non altro, per aiutarli a capire".

"Invece niente. – tuonano i democrat – Il silenzio di assessori e consiglieri di maggioranza, è stato scrosciante. L’”Orchestrina del Titanic”, forse ammutolita dall’imbarazzo, ha smesso di suonare proprio nel momento in cui aveva il dovere di emettere illuminanti note chiarificatrici. E così, gli unici elementi che si possono correttamente trarre da questa vicenda, sono quelli derivanti dalle dichiarazioni di Mencarini il quale, stufo dell’immobilismo, dell’inimicizia. dell’eccessiva ambizione personale dei suoi amministratori che evidentemente costituiva insormontabile intralcio all’azione di governo, ha dovuto prendere atto dell’impossibilità di amministrare la cosa pubblica e trarne, correttamente, le logiche conseguenze".

"L’imbarazzo, l’incapacità di dare spiegazioni, l’arrancare del presidente del consiglio sul crinale di argomentazioni speciose (Tutti colpevoli, nessun colpevole), – conclude il Pd – forse sono più eloquenti di mille chiarimenti politici. Forse, il momento di voltar pagine è arrivato prima di quanto chiunque si sarebbe aspettato, ma sarà la data del 23 settembre, giorno in cui le dimissioni di Pietro Mencarini diverranno irrevocabili, che ce lo dirà con assoluta certezza". 

 

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''Santa Marinella ha alzato la testa''

SANTA MARINELLA – La lista civica ‘‘Il Paese che Vorrei’’, interviene in merito alla nuova delibera votata dalla maggioranza sull’adeguamento delle tariffe degli scuolabus, accusando la giunta Tidei di essere stata indotta alla revisione dei costi di trasporto degli studenti, dai genitori che hanno fatto sentire la loro voce. «Sulle tariffe – dice il direttivo della lista civica – Santa Marinella ha alzato la testa inducendo sindaco e giunta a un significativo cambio di rotta. Le tariffe deliberate il 21 agosto, da noi definite vergognose, sono state drasticamente ridotte. Rimane tuttavia inqualificabile aver gettato le famiglie nello sconforto con una delibera smentita a distanza di una settimana. Dietro quelli che vengono considerati unicamente come numeri di un default c’è la vita delle persone. Inoltre, il nuovo piano tariffario non è stato ancora formalizzato e figura, per il momento, solo negli annunci. Diverse sono le domande sui nuovi termini del servizio. Se i pulmini saranno tre anziché cinque quali saranno gli orari del doppio giro dei bus che si prospetta? E i tempi di attesa per gli studenti prima dell’ingresso in aula? Non è ancora chiaro fino a che punto la contrattazione con la Sap abbia abbassato la qualità o le modalità di erogazione del servizio scuolabus». Il Paese che Vorrei tenta da giorni di far capire alla maggioranza che, oltre alla contrattazione con il fornitore, esiste anche una questione di garanzia del diritto allo studio. In linea con le politiche della Regione Lazio, la tutela di questo diritto significa risorse per alleggerire ulteriormente le tariffe, a parità di servizio erogato. «Non disperiamo – continuano i responsabili del movimento – puntiamo invece all’esenzione totale del costo dello scuolabus, per le fasce economicamente più deboli. Sappiamo infatti che è previsto, a breve, un incontro tra il Comune e la direttrice regionale in materia di diritto allo studio, da noi contattata per definire il percorso di accesso ai fondi regionali sul settore del trasporto scolastico. Insomma, nonostante il Sindaco, con l’eleganza che lo contraddistingue abbia etichettato le nostre pressioni come fregnacce, dopo pochi giorni ha rivisto il piano tariffario e si è messo in contatto con la direzione regionale preposta, per approfondire i termini di un contributo. Ci preme pertanto rassicurare il Sindaco sul fatto che il nostro impegno, aldilà degli epiteti con cui vorrà etichettarlo, è e sarà sempre a disposizione dei nostri concittadini e del Sindaco stesso, se lo vorrà utilizzare per portare benefici sul nostro territorio».

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Ecco Matteo Di Grisostomo

Inarrestabile la Stemar 90 di coach Lorenzo Cecchini, che nelle ultime ore si è aggiudicata il cestista Matteo Di Grisostomo. Ventidue anni, play guardia, è l’ultimo tassello che va a comporre la la rosa civitavecchiese per la stagione 2018-2019. Proviene dal Bracciano dove ha giocato le ultime tre stagioni in serie C Silver, chiudendo l’ultima annata con una media di 19 punti a partita e dove nel 2014-2015 aveva ottenuto la promozione dalla serie D. Ha giocato le giovanili con la Virtus Roma, con la quale è riuscito anche a bagnare l’esordio in A1 nella stagione 2014-2015.
«Sono onorato – commenta il nuovo innesto Matteo Di Grisostomo – di poter indossare la maglia della Stemar 90 il prossimo anno, ringrazio per questo il presidente Rizzitiello, il ds Campogiani e il coach Cecchini per l’interessamento. Alla chiamata non ho esitato, conosco bene l’ambiente e sono sicuro che mi aiuterà nella mia crescita professionale. Entro a far parte di un gruppo giovane, in parte già assemblato, ma insieme ai nuovi innesti proverò ad ambientarmi il più velocemente possibile dando il massimo per ripagare la fiducia della società».
«Di Grisostomo – spiega coach Lorenzo Cecchini – ci dà quel brio e imprevedibilità che a volte ci è mancata nella passata stagione per uscire dai momenti di difficoltà. È un ragazzo che ha fatto bene nella categoria inferiore e ha gran voglia e disponibilità di mettersi in mostra al nostro livello».
«Adesso – conclude il ds Maurizio Campogiani – abbiamo la rosa al completo secondo quelle che erano le richieste del tecnico. Abbiamo fatto sacrifici importanti per allestire un roster di prim’ordine e come già detto, l’obiettivo deve essere solo ed unicamente quello di puntare al massimo e di restare al vertice della categoria, confermando e migliorando il risultato della passata stagione».

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