Treno crocieristi: l'idea non tramonta

CIVITAVECCHIA – Il treno dedicato ai crocieristi torna a essere una possibilità. Ad annunciarne la sua introduzione, con delle linee sperimentali è stato Nicola Passanisi, della segreteria dell’Assessorato regionale ai Trasporti intervenuto giovedì pomeriggio al convegno sui trasporti organizzato dal Partito democratico e a cui erano presenti oltre che il rappresentante della Pisana anche i consiglieri regionali Marietta Tidei ed Emiliano Minnucci, il consigliere metropolitano Federico Ascani e il portavoce dell’Osservatorio Regionale sui Trasporti Andrea Ricci. Durante il convegno, la consigliera regionale dei dem, Marietta Tidei, aveva espresso la necessità da parte della Regione di effettuare uno sforzo in più «per alleggerire i treni dedicati ai pendolari» che ogni giorno si spostano da Civitavecchia a Roma andando ad inserire dei nuovi collegamenti dedicati proprio ai turisti in arrivo al Porto. A cominciare proprio da treni diretti dalla città portuale alla Capitale e perché no anche a dei treni che colleghino lo scalo civitavecchiese con l’Aeroporto di Roma. E così Passanisi ha annunciato che da marzo 2019 a Civitavecchia approderanno le prime linee sperimentali dedicate proprio ai crocieristi. Una novità questa annunciata già nei mesi scorsi e che sarebbe dovuta entrare in vigore, sempre in via sperimentale dal 15 ottobre all’8 dicembre che prevedeva anche un trasbordo dei passeggeri delle navi, fino alla stazione di Civitavecchia, a bordo di autobus in partenza proprio dal porto. In stazione invece sarebbero dovuti essere presenti due coppie di treni Vivalto a sei carrozze con una capacità totale di 720 posti a sedere che avrebbero dovuto fare la spola tra Civitavecchia e la Capitale con arrivo a Roma Ostiense. Progetto che però era sfumato ancor prima di partire a causa di costi troppo alti. Ora a quanto pare, a detta di Passanisi il progetto è pronto a esser tirato fuori dal cassetto. Servizio che però non prevede il trasporto dei crocieristi dal porto alla stazione ferroviaria. Assenza questa definita dal rappresentante dell’Osservatorio Regionale dei Trasporti Andrea Ricci, «grave mutilazione» a cui va incontro l’iniziativa. Ricci ha infatti ricordato come negli anni passati erano stati già attivati dei treni dedicati ai crocieristi ma che alla fine, a causa dell’arrivo dei viaggiatori a piedi in stazione, e a una scarsa pubblicizzazione del servizio, la maggior parte di questi si riversavano comunque sui treni dei pendolari. «Confidiamo – ha detto Ricci – che le prevendite siano efficaci e che queste vadano a sopperire in modo organico all’assenza di un trasporto tra il porto e la stazione ferroviaria».

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Maltempo, tra i resistenti del Bellunese: «Che rovina, senza turisti siamo finiti»

Viaggio nei paesi isolati: «Pioggia e vento hanno cambiato tutto». La testimonianza di una donna: «Mio marito ha fatto 40 km a piedi per trovare nostra figlia»

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Maltempo: tregua quasi finita, arriva una nuova perturbazione|

Allerta arancione dalla mezzanotte in Liguria, venti e onde in aumento. In Piemonte ha ripreso a piovere debolmente. Stelvio: rinviato per la nebbia il recupero dei turisti bloccati per la neve

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''Santa Marinella deve vivere anche d’inverno''

S. MARINELLA – Il consigliere comunale Francesco Fiorucci, noto per essere il gestore di un albergo situato nel centro storico cittadino, esprime alcune considerazioni, in merito alla possibilità di dare a Santa Marinella una vocazione turistica per l’intero anno. «Da albergatore, da cittadino e da consigliere comunale – dice Fiorucci – mi piacerebbe che la vocazione turistica della nostra città fosse stravolta, benevolmente. S. Marinella può, anzi deve vivere anche d’inverno. Le potenzialità che corrono tra la via Aurelia, il mare e le colline sono enormi, e ridurle alla sola estate è sintomo di scarsa programmazione e poca sensibilità recettiva. Da bravi amministratori, imprenditori lungimiranti, cittadini impegnati, abbiamo l’obbligo di far crescere e promuovere S. Marinella anche quando la stagionalità la relegherebbe a sito turistico prettamente estivo. Ai più non può sfuggire, passeggiando in città, la presenza di turisti stranieri che apprezzano l’ancora mite e il soleggiato clima. A questi visitatori noi dobbiamo offrire un soggiorno fatto si di sole e mare, ma anche di scorci romantici, resti antichi, castelli incantati e soprattutto di sorrisi, accoglienza, e decoro urbano. L’imperativo deve essere pianificare strategicamente, programmare nel medio lungo periodo. Per farlo, ritengo si debba partire da ciò che abbiamo, dal territorio, dalle risorse, chiaramente con una opportuna riqualificazione». «Da imprenditore – conclude il consigliere – mi piacerebbe immaginare che la destagionalizzazione del turismo di S. Marinella passasse dapprima per un’organizzazione delle risorse del territorio, poi sarebbe giusto confezionare l’offerta turistica, affidandosi a tour operator che sappiano vendere soggiorni tutto l’anno fruttando, un potenziale flusso di migliaia di persone che viaggiano sulla direttrice Civitavecchia Roma».

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Ospedale Tarquinia, Blasi (M5S): "La Asl chiarisca"

TARQUINIA –  – “Avviate le procedure concorsuali per sette posti nella Medicina d’urgenza per la provincia di Viterbo di cui solo due medici verrebbero assegnati all’ospedale di Tarquinia, presidio storico, già fortemente depotenziato, molto importante per un bacino di utenza dei servizi diagnostici e di Primo soccorso la cui popolazione di utenti raddoppia per i turisti presenti sulla fascia costiera nei mesi estivi fino a raggiungere picchi di oltre 100mila persone”. Così in una nota Silvia Blasi, consigliera regionale M5S del Lazio, sull’incontro sull’ospedale di Tarquinia avuto con i vertici della Asl di Viterbo, la direttrice, Daniela Donetti, e il direttore Sanitario, Antonella Proietti. “Purtroppo l’ospedale, nonostante ingenti investimenti per la ristrutturazione, è stato fortemente depotenziato avendo perso nel tempo diverse strutture complesse, come ostetricia e ginecologia. Per quanto non sia un nodo importante della rete cardiologica ed il Pronto Soccorso è in carenza di organico, grazie alla professionalità e allo spirito di servizio del personale, l’ospedale consegue ottimi risultati sul trattamento degli infarti del miocardo, compensa la scarsa assistenza nel territorio su alcune patologie così come in indicato dagli esiti del Pre.Val.E.”.
“Anche per il trattamento della colecistectomia si registrano corrette pratiche ed un elevato numero di interventi oppure per il trattamento della frattura del femore entro 28 ore dove si rileva un’elevata accettazione con trattamento corretto e bassa mortalità post intervento. Al contempo è emerso come le discipline core dell’ospedale sono ortopedia, medicina, radiologia e endoscopia per le quali ho chiesto chiarezza sulle misure di potenziamento e sostegno dei servizi”. “Ho chiesto alla dirigenza di chiarire la visione strategica aziendale sull’ospedale, potenziando le strutture esistenti e quali siano le prospettive future per l’assunzione di nuovo personale. Seguirò con attenzione termini e modalità per l’attuazione di quanto emerso dall’incontro”, conclude Blasi.

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«Il turismo messo a dura prova dalle regole»

MONTALTO DI CASTRO – «Se la Regione Lazio vuol rilanciare il turismo e fare in modo che chi investe si senta più tutelato, deve riesaminare le proprie leggi e i propri regolamenti, al fine di sviluppare un'economia turistica (sia lavorativa che di fruizione) competitiva rispetto ad altre zone d'Italia o estere». Il sindaco di Montalto di Castro, Sergio Caci, torna a puntare i riflettori sulla direttiva Bolkestein e sull'impossibilità per i proprietari di chioschi, nonostante gli sforzi congiunti di amministrazione e Guardia Costiera, di mantenere montate queste strutture anche nel periodo invernale. 
«Quest’anno, a meno di ventiquattro mesi dall’entrata in vigore della direttiva Bolkestein, spauracchio di tutti i concessionari di stabilimenti balneari, l’amministrazione comunale, insieme alla Guardia Costiera, si è attivata presso la Regione Lazio al fine di ottenere la disponibilità a tenere montati i chioschi temporanei realizzati sulla spiaggia e vincolati appunto allo smontaggio una volta terminata la stagione estiva. Mi riferisco – ha spiegato il Sindaco – alle numerose strutture in legno che ogni estate accolgono bagnanti locali e turisti, che offrono servizi essenziali regalando a tutti i frequentatori momenti di relax impagabili. Questi chioschi, gradevoli allo sguardo e molto ben inseriti nel contesto naturalistico delle spiagge di Montalto e Pescia, nella maggior parte dei casi sono gestiti familiarmente, creando un reddito che, paragonato all’immagine data al paese ed ai positivi commenti dei turisti, è più basso di quanto si possa immaginare. I chioschi in questione sono vincolati al Piano Territoriale Paesistico Regionale ed alla Legge Regionale nr.24 del 1998 (Pianificazione paesistica e tutela dei beni e delle aree sottoposte a vincolo paesistico) ovvero devono, come dicevo sopra, essere montati all’inizio della stagione estiva e smontati al suo termine. Un'attività – ha tenuto a sottolineare Caci – che ha dei costi e che, in quest'ultimo periodo di crisi economica, con una legge sulle concessioni in arrivo che rischia di far svanire i diritti sulle singole licenze, si sarebbe voluta evitare volentieri. Purtroppo – ha tuonato Caci – la politica in questo caso, ha fallito. Nonostante i nostri ripetuti reclami e solleciti, né la giunta né il consiglio regionale, che in questo caso sono gli unici ad avere il potere di cambiare le regole, sono riusciti a trovare una soluzione utile». Per il primo cittadino «queste norme andrebbero radicalmente riviste». Questa è l'unica soluzione per «rilanciare il turismo e fare in modo che chi investe si senta più tutelato». E a cambiare le regole del gioco deve essere, per Caci, proprio la Regione Lazio. E' la Pisana infatti che «deve riesaminare le proprie leggi e i propri regolamenti, al fine di sviluppare un'economia turistica competitiva rispetto ad altre zone d'Italia o estere». Un cambio di passo, dunque necessario che se non intrapreso, per il primo cittadino castrense, potrebbe causare solo danni all'economia locale: «Gravare di maggiori costi le attività – ha infatti detto – si traduce irrimediabilmente in chiusure definitive o innalzamento dei prezzi. Abbiamo ancora tanti anni di amministrazione avanti a noi, sia comunale che regionale ed è giunto il momento che, insieme, di ragioni a una riorganizzazione paesistica e turistica che non si compromettano a vicenda. Oggi purtroppo è così, pur con delle strutture che, durante l’inverno, non danno fastidio a nessuno». Il sindaco Caci, infine, coglie l'occasione per ringraziare comunque i consiglieri regionali «Enrico Panunzi, Stefano Parisi e Antonello Aurigemma che, insieme all’amministrazione comunale, hanno approfondito il tema e cercato una soluzione. Ringrazio anche la Federbalneari che si è spesa e si sta impegnando anche per affrontare il futuro delle concessioni balneari. Ringrazio infine i concessionari, soprattutto perché in questi ultimi anni, tra montaggi e smontaggi, ogni volta si sono privati di parte dei loro guadagni, senza mai venir meno al loro impegno».

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La Fondazione Vulci alla Fiera Cavalli di Verona

MONTALTO DI CASTRO – Fondazione Vulci sarà presente con uno spazio espositivo da venerdì 26 a domenica 28 ottobre presso "Fiera Cavalli" a Verona. Parteciperanno alla manifestazione numerose associazione equestri locali, tra le quali i Cavalieri di Vulci con il presidente Agostino Mariotti che si esibiranno nelle quattro giornate al padiglione associazione italiana allevatori. L’associazione Cavalieri Maremmani, con Alessio Filippo e Lorenzo Cavallaro di Pescia Romana, si esibiranno da giovedì a sabato al galà serale.

Inoltre come ogni anno l'azienda "Terre di Maremma" di Domenico Eleuteri esporrà i prodotti tipici locali.

«Stiamo sponsorizzando il parco di Vulci non solo sotto il profilo archeologico – dichiara l'assessore alla cultura Silvia Nardi – ma anche per quanto riguarda l'aspetto naturalistico dell'area. Considerata la forte attrattiva rappresentata dal turismo equestre e dai sentieri a cavallo presenti anche all'interno del parco, proprio su questo settore l'amministrazione sta lavorando con le associazioni locali per realizzare e mettere a sistema percorsi fruibili ai turisti – conclude l'assessore – che andranno ad arricchire l'offerta del territorio per la stazione estiva».

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Outlet a Fiumaretta, Ferri(PD): ''Idea scellerata''

CIVITAVECCHIA – “Ritengo fortemente che tale progetto sia un'idea scellerata utile esclusivamente a tutelare il bilancio e gli equilibri finanziari di un'amministrazione che non ha a cuore le persone della nostra città dato che, in virtù degli oltre 70 negozi che all'interno del punto di ritrovo andranno a sorgere, si rischia di danneggiare fortemente il commercio locale ed i tanti commercianti, e relative famiglie, che da esso ne traggono sostentamento”.

Sono le parole del segretario del Partito democratico di Civitavecchia Germano Ferri che commenta le dichiarazioni del consigliere comunale Salvatore Cardinale (M5S) riguardo il “Welcome center portuale o, più semplicemente, l'outlet che sorgerà a Fiumaretta. Non posso che rimanere spiazzato da quanto affermato da Cardinale in virtù della "bufala" che con tante belle parole vuole propinare alla comunità locale, atteggiamento per altro il linea con il fare del M5S nazionale”.

L’augurio del dem è di una Civitavecchia turistica che “non sia esclusivamente una zona di transito e, una struttura come quella in questione, avrebbe come conseguenza esclusivamente quella di convogliare i turisti che non si recano a Roma per quelle ore di transito a livello locale – conclude Ferri – in attesa di risalire sulla nave e proseguire la loro vacanza". 

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Outlet a Fiumaretta: il Pincio aggira l'ostacolo

CIVITAVECCHIA – Sembra più una difesa d’ufficio quella che il Movimento Cinque Stelle ha affidato al consigliere Salvatore Cardinale per sostenere la bontà del progetto dell’outlet a Fiumaretta, all’indomani dei risultati dell’indagine condotta dall’istituto Demetra per conto dell’associazione “Meno poltrone più panchine” che evidenziano una bocciatura, soprattutto da parte dei commercianti. 
«Presso Fiumaretta non sorgerà un centro commerciale, bensì un “Welcome Center” – ha spiegato – è indubbio che largo della Pace sia un’area non idonea a svolgere il ruolo di entry point nazionale che la nostra città è chiamata a svolgere nei confronti dell’Italia. I turisti che sbarcano dalle crociere, o in generale coloro che scendono dalle navi per qualunque motivo, hanno il diritto di avere un centro dotato di tutti i comfort e servizi necessari per vivere il nostro paese al meglio, così come già accade in grossi centri quali l’aeroporto di Fiumicino o la stazione ferroviaria di Roma Termini. Al suo interno si potranno trovare collegamenti con i trasporti locali, punti informativi e quant’altro tipico degli snodi logistici d’Italia e dei paesi civilizzati”. Nessuno però ha contestato la realizzazione del “Welcome Center” in sé, quanto piuttosto l’inserimento di un Outlet che andrebbe a minare, ancora di più, il già precario tessuto commerciale cittadino. E su questo aspetto c’è un sol passaggio nelle parole di Cardinale, quando assicura che “non andrà in concorrenza con il tessuto commerciale cittadino. D’altronde – ha aggiunto andando di fatto in contrasto con i dettami del M5S a livello nazionale – favorire i sani investimenti privati porta solo che ricchezze al territorio e lo sviluppo di un Welcome Center degno di questo nome non potrà che aumentare i posti di lavoro presenti sul nostro territorio. Parlare superficialmente di centro commerciale può voler dire due cose: essere disinformati o voler strumentalizzare la vicenda”.
Intanto sulla questione Outlet è intervenuto anche Vittorio Petrelli, di ‘‘Ripartiamo dai cittadini’’, invitando la politica ed in particolare il M5S ad un senso di responsabilità, auspicando un confronto serio con la città. «Le future realtà economiche che verranno collocate a Fiumaretta – ha sottolineato – rappresentano una nuova servitù: soggetti esterni alla città, che in cambio di qualche contratto  a tempo determinato  metteranno in forte crisi l’attuale  settore terziario, mineranno definitivamente quello commerciale,  facendo saltare definitivamente – ha concluso Petrelli – il già problematico ed insufficiente  rapporto tra crocierismo e città». 

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Ferri: ''Non rischiamo di diventare solo città di transito"

CIVITAVECCHIA – Prende spunto dalla sospensione del progetto sperimentale del treno per i crocieristi che sarebbe dovuto partire oggi il segretario del Pd Germano Ferri per sottolineare come, in questo senso, un tassello fondamentale per lo sviluppo turistico della città sia indubbiamente un collegamento ferroviario efficiente con Roma e Fiumicino, "connessione necessaria anche a decongestionare la linea ferroviaria Fl5 – ha spiegato – quotidianamente frequentata dai tanti pendolari del comprensorio che per motivi di studio o lavoro si trovano a dover condividere i vagoni ferroviari con i tanti croceristi che dal porto di Civitavecchia si accingono a raggiungere la capitale".

E ricorda come Civitavecchia, anche per il 2018, si è confermatail principale porto croceristico italiano, con milioni di turisti movimentati, "e tenuto presente che buona parte dei croceristi che prendono il treno lo fanno per raggiungere Roma e Fiumicino, come sottolineato dal Presidente dell’Adsp Francesco Di Majo, lo sviluppo del porto – ha aggiunto – deve prevedere anche un collegamento efficiente con le città poc'anzi citate. Ci fa ben sperare quindi il finanziamento di ben 195 milioni di euro da parte della Banca Europea degli investimenti, utile a livello locale a realizzare grandi opere infrastrutturali, tra cui miglioramenti nelle connessioni viabilistiche. Auspico però che tale credito non porti Civitavecchia a diventare ancor più zona di transito dato che sono convinto la nostra città debba beneficiare da una movimentazione di persone così importante, anche in virtù delle conseguenze come l'inquinamento che il porto ha verso la nostra città e soprattutto considerata la boccata d'ossigeno che tale flusso di persone può apportare alla difficile situazione occupazionale locale".

 

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