Scuola infanzia: lunedì apre il nuovo plesso di via Consalvi

di TONI MORETTI

CERVETERI – «Da lunedì 12 novembre gli alunni della scuola dell’infanzia dell’I.C. Giovanni Cena potranno iniziare le attività scolastiche all’interno del nuovo plesso di Via Consalvi. Viene così completata l’assegnazione di un nuovo spazio che, come promesso all’inizio dell’anno scolastico, potrà meglio rispondere alle esigenze delle famiglie e dei bambini interessati». Tanto dirama il sindaco Pascucci in un comunicato completo della cronistoria della vicenda di via Consalvi nel quale difende a spada tratta e ringrazia tutti i funzionari, i dirigenti presenti. Ringrazia la pazienza delle mamme  per il disagio subito a causa dell’inconveniente, pur ribadendo che non trattandosi di scuola dell’obbligo quasi gli si doveva gratitudine per tutto quanto ha fatto. Non dice nel comunicato cosa realmente è successo in quella riunione con le mamme convocate per annunciare la lieta novella. Non ha detto per esempio che non ha gradito la presenza della stampa sollecitata da alcune di loro. Non ha detto che qualcuna ha inveito contro di lui e contro l’assessore Cennerilli per la mancanza di presenza e di comunicazione. Non ha detto che ad un certo punto ha dovuto misurarsi con due figure di rilievo dei suoi uffici che hanno prodotto pareri opposti, tanto che ha promesso che sarebbe intervenuto su “qualche testa”, vedremo. Il comunicato sembra che dica, che nonostante le difficoltà brillantemente superate, tutto è risolto e lunedì i bambini potranno occupare via Consalvi. 
Tutto è bene quel che finisce bene. Se qualcuno si chiede perché si pagano con centinaia di migliaia di euro teste che sbagliano è errato. Bisogna aver fiducia, perché tanto tutto è bene quel che finisce bene.

 

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Cerimoniale, dimenticati i martiri delle foibe

SANTA MARINELLA – Ha generato polemiche la dimenticanza da parte del sindaco Pietro Tidei, di inserire i martiri delle foibe nel regolamento del cerimoniale votato in consiglio comunale, argomento molto caro agli esponenti politici della destra cittadina. «Apprendo con sincero stupore – dice Tidei – che il consigliere Calvo e la non eletta Felici, sbandierano alla cittadinanza una vittoria di Pirro, per la presunta dimenticanza del giorno del ricordo dei martiri delle foibe, all’interno del regolamento sul cerimoniale. Ai disattenti Calvo e Felici, voglio dire che il regolamento del cerimoniale è stato redatto sulla base della direttiva dell’ufficio del cerimoniale di Stato della Presidenza del Consiglio dei Ministri, consultabile al link: http://presidenza.governo.it/ufficio_cerimoniale/cerimoniale/giornate.html#solennita, che inserisce la giornata in ricordo delle vittime istriane, fiumane e dalmate del 10 febbraio come una solennità civile dove lo Stato italiano prevede, in ricordo della memoria, esclusivamente l’imbandieramento degli uffici pubblici, trattandosi di un giorno non festivo e non celebrativo nazionale e internazionale. Altro aspetto per le giornate del 19 marzo, riconosciuto dal Comune come festivo perché è la festa del Santo Patrono e il 2 ottobre, riconosciuto come giornata alla memoria cittadina con tanto delibera di consiglio comunale”. “Ciò nonostante – conclude Tidei – all’articolo 29 del regolamento comunale sul cerimoniale, lo stesso all’ordine del giorno dell’ultimo consiglio comunale, vi è chiaramente scritto che, oltre alle cerimonie indicate nell’elenco si deve far riferimento all’appendice dove sono inserite tutte le altre date e ricorrenze. Cari Calvo e Felici, come potete vedere non manca nulla se non la vostra attenzione nella consultazione degli atti pubblici”.

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Scuola infanzia: nubi su via Consalvi

di TONI MORETTI

CERVETERI – Il silenzio del quale sia Giuseppe Zito, assessore ai lavori pubblici nonché vice sindaco e sia Francesca Cennerilli, assessore alle politiche scolastiche e sociali fanno uso circa le risposte e le richieste di delucidazioni che le mamme chiedono sulla situazione di Via Consalvi, è assordante e suscita nelle stesse ulteriori preoccupazioni ed incrementa nuovi sospetti.  
A via Consalvi, si sa, è stato preso in locazione dall’amministrazione comunale, un locale che avrebbe dovuto alloggiare fin dall’inizio dell’anno scolastico, bambini della scuola materna del Giovanni Cena, visto che, per disguidi avuti con la proprietà, chiamiamoli disguidi, non erano stati confermati quelli di via Marieni, occupati fino allo scorso anno scolastico.  I locali di via Consalvi avevano bisogno di lavori di adeguamento che come spesso succede hanno sforato i tempi previsti per la realizzazione tanto che i bambini, dopo essere stati ospitati all’istituto Giovanni Cena con un arrangiatissimo programma didattico concepito per gestire l’emergenza abortito in pochi giorni, sono stati destinati al vecchio plesso in disuso del Quartaccio.
Tutto doveva risolversi in pochi giorni. La comprensione stava nel perdonare il ritardo rispetto alle date di inizio dell’anno scolastico. Di aver avuto bisogno di nuove aule all’improvviso per mancanza di pianificazione adeguata. Per essersi rifugiatti in un plesso dismesso poiché ritenuto insicuro in quanto in campagna e raggiungibile attraverso una rete viaria non proprio idonea per il trasporto scolastico. Ma per un breve periodo, nonostante nessuno abbia chiesto scusa per il disagio procurato per un manifesto errore, si può fare. 
Ora però che si ipotizza, perlomeno dalle informazioni che ritengono di avere le mamme in ebollizione, un nuovo impiccio, ancora una volta figlio di errori dovuti ad incompetenza, se così fosse, qualche testa deve saltare. Non fosse altro per il rispetto dovuto ad una intera comunità, alla quale sono stati presi i figli in ostaggio, coinvolgendoli in una situazione dalla quale sembra difficile uscire. Si chiede di comprendere e di capire, rivolgendosi anche in maniera supponente che sfiora l’arroganza, cosa?  Chi è pagato per commettere degli errori? 
Bhe! Se è così è chiedere un po’ troppo.  Cosa può essere successo? 
Vediamo se è possibile bucare la coltre di “riservatezza” per arrivare in qualche modo al bandolo della matassa. 
Partiamo dall’Assessorato alla scuola. Preso atto che non erano più disponibili i locali di via Marieni, questi uffici hanno chiesto nuove aule. Quando? Hanno corredato la richiesta con i numeri esatti degli alunni da allocare, frutto di una pianificazione precedente? Se questo è stato fatto, Il dirigente che ha promosso il bando per la ricerca delle aule necessarie ha tenuto conto delle caratteristiche del locale richiesto e del numero dei metri-quadrati occorrenti? 
Allora come ha potuto crearsi il corto circuito che si è verificato che vede la ASL rilasciare le autorizzazioni e il dirigente dell’Area 3 che pare opponga resistenza o perlomeno voglia fare ulteriori verifiche?   
Via Consalvi è a posto, i lavori sono ultimati, rimane il nodo delle autorizzazioni e bisogna effettuare delle verifiche di legge che allargano il campo della compatibilità perché vanno dalla metratura per ogni soggetto occupante, all’abbattimento delle barriere architettoniche  e tanto altro. Il rischio che quei bimbi svernino al Quartaccio? Purtroppo c’è. 
De Angelis che con Orsomando hanno presentato una interrogazione ed una mozione a risposta scritta sull’argomento dice: «Sapevano che il rischio c’era ma l’anno taciuto scientemente». Lamberto Ramazzotti ipotizza siano stati commessi degli errori. Angelo Galli, consigliere di maggioranza dice: «E’ tutto a posto, i lavori sono finiti e il trasferimento si farà al massimo entro quindici  giorni». 

 

I consiglieri De Angelis e Orsomando prentantano un’interrogazione ed una mozione

CERVETERI – I consiglieri Aldo de Angelis (capogruppo Legalità e Trasparenza) e Salvatore Orsomando di Forza Italia annunciano di aver presentato una mozione e un interrogazione per chiedere perché i bambini destinati al plesso del Quartaccio sono ancora li e non sono stati trasferiti in via Consalvi. I due consiglieri scrivono in una nota che: «Dopo aver letto sui vari social alcune accorate grida d’aiuto di alcune  famiglie e dopo aver preso visione di alcuni documenti abbiamo deciso di presentare una specifica interrogazione a risposta scritta per chiedere 1) Perché i bambini, alla data attuale, ancora non sono stati mandati nei locali di via Consalvi e per quale data, eventualmente, si pensa di provvedere a tale trasferimento. 2) Cosa c’è che non va, quali sono le motivazioni e perché  i locali di via Consalvi risultano essere ancora chiusi e se gli stessi hanno ottenuto tutte le certificazioni di legge previste con relativi collaudi. 3) Se non si ritiene opportuno di chiedere scusa ai genitori, quantomeno per le promesse non mantenute, visto che, pur non trattandosi di scuola dell’obbligo, è pur sempre un servizio che l’ Amministrazione dovrebbe rendere ai propri concittadini senza ledere, in primis, i bambini stessi che hanno tutti i stessi diritti perché sono tutti uguali». 
Con la mozione, invece chiedono «un impegno definitivo nel dislocare immediatamente i bambini destinati al plesso del Quartaccio presso i locali di via Consalvi fornendo alle famiglie imminente data certa e ufficiale entro la quale si realizzerà materialmente e definitivamente tale evento naturalmente, sempre se gli stessi locali siano stati ritenuti idonei, collaudati e a norma. Come abbiamo anche chiesto di impegnarsi a verificare immediatamente, prima del dislocamento, il corretto rilascio delle certificazioni dovute per legge e il rispetto della normativa di edilizia scolastica in merito ai medesimi locali di via Consalvi fornendo preventiva comunicazione alle famiglie coinvolte».

 

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Preliminare di vendita: legittimo subordinarlo alla concessione del mutuo

E’ efficace la clausola che subordina gli effetti della vendita alla concessione del mutuo in favore dell'acquirente, non trattandosi di una condizione…

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Di Majo rischia per la nomina di Conte

CIVITAVECCHIA – La nomina di Vincenzo Conte ad amministratore unico della Pas (Port Authority Security), la società che si occupa dei controlli ai varchi e delle banchine nell’ambito della sicurezza portuale, il cui socio unico è l’Autorityà di Sistema Portuale, è finita non solo in Procura della Repubblica, in seguito ad un esposto presentato nei giorni scorsi, ma anche all’Anac (l’Autorità Anticorruzione) e alla Direzione Porti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a cui è stato inviato il medesimo esposto già trasmesso a via Terme di Traiano.

Secondo quanto contenuto nell’esposto, infatti, la nomina sarebbe irregolare: Conte, infatti, è il direttore tecnico della società, di fatto un suo dipendente. Ed ai sensi del codice civile, come ribadito anche nel testo unico sulle società a partecipazione pubblica, la stessa persona non può essere contemporaneamente dipendente ed amministratore unico di una srl.

Si tratta di una causa di incompatibilità espressamente prevista dalla normativa vigente: l’amministratore/lavoratore, infatti, questa è la ratio della norma, deve risultare in concreto assoggetato ad un potere disciplinare direttivo esercitato da altri amministratori (come potrebbe essere nel caso di un consiglio di amministrazione in cui le deleghe relative al personale potrebbero essere conferite ad un componente diverso dal Presidente del Cda, qualora questi fosse anche dipendente dell’azienda). Pertanto, è pacifico che l’amministratore unico non possa essere anche lavoratore dipendente della società (come nel caso del direttore tecnico) non ravvisandosi in tal caso il vincolo di subordinazione e cumulandosi nella stessa persona il ruolo di controllore e controllato. Peraltro, a quanto pare, Conte non avrebbe dichiarato l’intenzione di dimettersi da direttore tecnico (ruolo per il quale percepisce oltre 200.000 euro annui), bensì la volontà di svolgere l’incarico di amministratore unico a titolo gratuito.

Una scelta, questa, che però non servirebbe a rimuovere l’oggettiva condizione di incompatibilità. Inoltre, qualora il vizio della nomina fosse riscontrato (e sarebbe interessante conoscere il parere del collegio dei revisori dei conti della società a questo proposito), sarebbe con ogni probabilità sanzionabile ai sensi della Legge Severino (trattandosi di una società inhouse di un ente pubblico) anche chi ha deciso e firmato la nomina in qualità di socio unico, ossia il presidente dell’Adsp Francesco Maria Di Majo, che in caso di applicazione della norma, potrebbe essere inibito ad effettuare altre nomine per almeno 3 mesi. 

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Mondo Convenienza, da domani porte chiuse

TARQUINIA – Ultimo giorno di attività oggi per i dipendenti del punto vendita di Mondo Convenienza. Da domani il negozio resterà chiuso, come comunicato verbalmente dall’azienda ai lavoratori lo scorso 13 settembre. Una chiusura avvolta nel mistero. Non è chiaro infatti quale sarà il destino dell’immobile di proprietà della società che nel giro di pochi mesi ha deciso per la chiusura dell’outlet di Civitavecchia e dello showroom di Tarquinia. Un’azienda in crescita che però a Tarquinia registrerebbe eccessivi costi di gestione.
Ieri gran lavoro all’interno dello showroom di Tarquinia, con il direttore impegnato nelle ultime operazioni di smantellamento. Praticamente tutta venduta la merce all’interno. I dipendenti hanno continuato a lavorare con impegno e puntualità, anche se la preoccupazione è alle stelle. 
Diverse le strade intraprese dai sindacati, con i Cobas che hanno sbarrato ogni forma di trattativa con l’azienda, mentre l’Ugl sta tentando la strada della concertazione con incontri serrati.
I dipendenti, dal canto loro, a questo punto non possono fare altro che aspettare. Aspettare, niente altro che le lettere contenenti le nuove destinazioni di lavoro predisposte dall’azienda. Lettere che, – stando a quanto comunicato dai vertici ai lavoratori, e a meno che non avvengano colpi di scena -, conterranno destinazioni al di fuori dei confini regionali, «per assenza – così è stato detto – di posizioni aperte nel Lazio». Il ricollocamento in sedi lontane costringerà la gran parte dei dipendenti a rifiutare le nuove destinazioni proposte, trattandosi per lo più di donne con figli e in diversi casi con situazioni familiari difficili. Soltanto una coppia, entrambi dipendenti di Mondo Convenienza, per poter garantire sostentamento ai due figli, dirà sì al trasferimento; senza sapere, ad oggi, dove dovrà andare. Punto interrogativo ancora sul destino della struttura, con il direttore che sarà trasferito altrove. L’unica cosa certa, ad oggi, è che a Tarquinia cala il sipario su un’azienda leader del settore, che rendeva la città etrusca punto di riferimento per tutto il comprensorio.

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Mondo Convenienza, diciotto lavoratori  da lunedì senza più un lavoro

TARQUINIA –  Sono stati convocati giovedì 13 settembre, all’interno del negozio. A gruppetti – gli altri continuavano nelle operazioni di vendita –  hanno ascoltato quanto riferito dall’azienda. Una comunicazione choc, dopo decenni di onorata carriera: «Il punto vendita di Tarquinia chiude il 30 settembre». 
Poco più di 15 giorni per prendere coscienza di aver perso il lavoro.

Per i 18 dipendenti di ‘’Mondo Convenienza’’, negozio di Tarquinia, un fulmine a ciel sereno. Sono infatti decisamente preoccupati perché, stando a quanto comunicato dai vertici – in maniera peraltro esclusivamente verbale (ad oggi infatti nessuna comunicazione scritta è giunta ai diretti interessati)-, nell’area del Lazio non ci sarebbero posizioni aperte; non ci sarebbero cioè opportunità di ricollocamento per nessuno dei 18 lavoratori.

Eppure, stando ai bene informati, i negozi più vicini avrebbero diversi contratti in scadenza: sette a Fiumicino, cinque a Roma Aurelia e cinque a Viterbo. In tutto quindici, un buon numero a fronte dei 18 che rimarranno senza lavoro e che risiedono nel territorio:  cinque sono di Tarquinia, una di Canino e i restanti di Civitavecchia. Per lo più donne con figli; e in alcuni casi separate. Donne che, di questo lavoro, hanno estremo bisogno. Tutti sarebbero disponibili a spostarsi, ma quasi tutti impossibilitati ad andare oltre i confini del Lazio. Ma, secondo quanto comunicato dall’azienda, i posti disponibili sarebbero solo in regioni come la Toscana, il Piemonte, il Veneto, la Sardegna  e la Sicilia.

Al momento, ha accettato questo ‘’trasferimento al buio’’ una coppia di dipendenti che, pur di garantire un sostentamento ai propri figli, ha detto sì al ricollocamento. Ad oggi, tuttavia, i due non sanno ancora dove saranno trasferiti. Non sanno, cioè, dove dovranno cercarsi una nuova casa e in quale scuola dovranno mandare i loro figli. Una situazione paradossale per i lavoratori in balìa dei giorni che passano. Tra i 18 in perdita di lavoro, c’è anche una donna separata con una figlia disabile. E neanche per lei l’azienda avrebbe riservato una soluzione percorribile.
Eppure si tratta di un’azienda che, giova ricordarlo, è considerata tra le più fiorenti del settore (quasi dopo Ikea), e che è in procinto, peraltro, di aprire un nuovo punto vendita a Pompei.

Ufficialmente l’azienda ha motivato la chiusura con i costi eccessivi: le spese di gestione sarebbero però superiori ai guadagni. Ma i lavoratori non ne sarebbero troppo convinti. Il sospetto è che trattandosi di contratti ‘‘vecchi’’ (quelli in essere a Tarquinia), e quindi molto costosi, l’azienda abbia deciso per un licenziamento ‘’velato’’ per poter poi assumere ragazzi giovani con nuovi contratti. Solo ipotesi, di fronte al nulla informativo.
In mancanza di una lettera ufficiale – ad oggi ancora non pervenuta -, i dipendenti continuano a lavorare.  E con ogni probabilità si presenteranno davanti al posto di lavoro anche lunedì mattina. Cosa troveranno, però, non è dato sapere. 
Intanto i sindacati stanno cercando di fare la loro parte, con incontri serrati con l’azienda.
Al momento, di questa difficile situazione sembrano aver beneficiato solo i consumatori che, grazie alla svendita totale, hanno acquistato quasi tutta la merce presente nel punto vendita a prezzi ribassati, come pubblicizzato nei cartelli diffusi in città. I dipendenti continuano così a lavorare come se nulla fosse, prendendo anche ordini e programmando consegne per i prossimi mesi, anche se  non si sa da dove partiranno. 
Cosa diventerà, poi, l’immobile situato sulla Porto Clementino è un altro nodo da sciogliere. Al momento si sa che l’azienda è proprietaria della struttura, ma non è chiaro se sia stata venduta.
Un’operazione, insomma, avvolta dal mistero, mentre i politici del territorio chiedono a gran voce che venga fatta chiarezza e che soprattutto si garantisca la tutela dei lavoratori.
 

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L’Università della Tuscia premiata per la sana gestione

VITERBO – Prima dell'Università della Tuscia solo altri 4 Atenei in Italia. Nel Lazio è la prima tra le Università ad ottenere risultati così lusinghieri. Mai prima d'ora aveva raggiunto livelli così ottimali. Questo risulta dalle classifiche rese pubbliche dal MIUR che riguardano il fondo di finanziamento ordinario (FFO) : un finanziamento statale che costituisce una delle principali fonti di entrata per le università italiane.  

Si tratta del finanziamento più importante dell’anno in quanto determina la quota trasferita annualmente agli atenei per il pagamento degli stipendi e per le spese per la didattica e la ricerca. Le risorse vengono attribuite agli atenei utilizzando un modello basato su alcuni parametri, con peso diverso, uguali per tutti gli atenei: numero studenti regolari attivi, il cosiddetto costo standard, qualità della ricerca, qualità del reclutamento accademico. In più le università possono scegliere autonomamente ulteriori parametri (cosiddetta autonomia responsabile) di valutazione che contribuiscono ai calcoli del modello. L’utilizzo di questi parametri definisce le assegnazioni alle università e, di fatto, determina una classifica.  Tra le tante classifiche del panorama accademico, molte basata su parametri poco rilevanti, questa è l’unica che conta davvero, perché è quella del Ministero ed assegna le risorse finanziarie necessarie per la sopravvivenza e lo sviluppo degli atenei.

L’Università della Tuscia, come dato totale, ottiene un finanziamento complessivo superiore, rispetto allo scorso anno, di oltre 1.200.000 euro, ovvero il 3,72% in più.

Si tratta di un risultato straordinario, uno dei migliori di sempre, che posiziona l’Ateneo, in una ipotetica classifica degli atenei più progrediti, al quinto posto assoluto nel Paese nell’unica vera classifica che conta.

L’Ateneo, per la prima volta negli ultimi anni, migliora in tutti gli ambiti della classifica, dal numero di studenti regolari attivi al reclutamento.

Il risultato assume ancora più rilevanza perché si tratta di una classifica dinamica, in cui vengono confrontate le prestazioni degli atenei. Non è sufficiente dunque migliorare, occorre farlo in misura superiore agli altri.Va anche rilevato che quest’anno il Ministero ha introdotto, con buon senso, dei parametri perequativi per le università localizzate in aree più difficili da raggiungere, tra cui anche Viterbo. Ma al di là di questo, comunque importante perché riconosce situazioni di obiettivo disagio, l’Ateneo ha migliorato tutte le proprie prestazioni. Il merito, come sempre accade, va condiviso con tutte le componenti della comunità accademica, studenti, personale docente e personale tecnico amministrativo, ciascuno ha fatto la propria parte in modo diverso. "Si tratta anche di un premio alla serietà -afferma il rettore dell'UNITUS Alessandro Ruggieri-e alla costanza del lavoro svolto su didattica e ricerca, ma anche un riconoscimento alle politiche strategiche dell’Ateneo di questi anni, ferme nel perseguire alcuni obiettivi, come il miglioramento delle prestazioni didattiche, la razionalizzazione dei corsi di studio, e la capacità di scegliere bene i propri parametri autonomi, che hanno contribuito in modo significativo al risultato (numero di crediti conseguiti dagli studenti e crediti conseguiti all’estero). Politiche dell’Ateneo che dunque hanno pagato: l’Università viterbese, ormai da 5 anni, al proprio interno, ribalta il modello FFO per distribuire le risorse interne, valorizzando così i più bravi e meritevoli e coloro che più contribuiscono alle prestazioni positive.

E’ un risultato importante di cui essere felici e orgogliosi ma non deve far abbassare la guardia rispetto al miglioramento continuo. Un obiettivo raggiunto e un punto di partenza per una ulteriore crescita dell’Ateneo, soprattutto sul fronte dell’attrattività dell’offerta formativa, perché, trattandosi di classifiche dinamiche, anche gli altri atenei stanno lavorando per migliorare.

Resta oggi la soddisfazione di un ateneo molto competitivo e ormai ben saldamente posizionato nel panorama nazionale e internazionale".

 

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Vaccini, Lecis: ''Situazione sotto controllo a Civitavecchia''

CIVITAVECCHIA – «A Civitavecchia al momento non ci sono problemi quindi non dobbiamo preoccuparci». Parola dell’assessore all’Istruzione Alessandra Lecis che fa chiarezza sul tema vaccini – scuola e, in particolare sull’obbligo di vaccinazione per l’iscrizione scolastica. «La legge è in vigore – ha spiegato Lecis – ma ci troviamo in un periodo cuscinetto».

La Regione Lazio sta mettendo a disposizione delle scuole l’anagrafe unica vaccinale per semplificare le procedure. Da mesi la Asl Roma 4 si era attivata creando una piattaforma online che permetteva di scaricare la certificazione dei propri figli, previa iscrizione. «In fase d’iscrizione – ha continuato Lecis – bisogna presentare la documentazione alla scuola, tutta scaricabile. Siamo in una fase transitoria, non viene impedito ai minori di frequentare, diciamo che le famiglie vengono indirizzate alla vaccinazione. La media cittadina – ha evidenziato – è molto alta, siamo al 92% quindi a Civitavecchia non abbiamo problemi di copertura vaccinale».

Secondo l’assessore va fatta una distizione tra scuola d’obbligo e scuola d’infanzia. «Secondo una circolare del Miur – ha evidenziato – abbiamo due livelli. In fase di iscrizione ci sono tre opzioni. Possiamo dire di aver vaccinato i nostri figli, che li vaccineremo o che non li vaccineremo. In questo caso trattandosi di scuola dell’obbligo si parla di una muta. Per quanto riguarda invece quella dell’infanzia – ha detto l’assessore Lecis – in caso di non vaccinazione i dirigenti possono impedire di frequentare ma a Civitavecchia non abbiamo questo tipo di problemi. Si tratta di una fase transitoria – ha concluso Lecis – probabilmente la legge, se non ci saranno cambiamenti, entrerà in vigore a livello pratico nell’anno scolastico 2019 – 2020».  

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DiVino Etrusco, avvio di successo

TARQUINIA – Avvio di successo a Tarquinia per il DiVino Etrusco Edizione 2018, che l’altra sera ha fatto il pieno di visitatori pur trattandosi di una serata infrasettimanale, prima delle quattro serate in programma.
Un taglio del nastro alla presenza della più alte autorità civili e militari del territorio: un parterre nutrito che ha sottolineato quanto questa manifestazione abbia una sua connotata identità e quanto sia ormai riconosciuta come appuntamento annuale imprescindibile.
il Sindaco Pietro Mencarini e l’Amministrazione comunale ringraziano tutti i presenti all’inaugurazione: il Prefetto di Viterbo, Dott. Giovanni Bruno, che pur avendo impegni nella seconda parte della serata non è voluto mancare dimostrando così la sua gradita vicinanza, i Senatori Umberto Fusco e Francesco Battistoni, il consigliere comunale del Comune di Viterbo Stefano Caporossi, le Forze dell’Ordine, e anche chi, a causa di impegni presi precedentemente, non è potuto essere presente. 
Vie e piazze del centro storico animate, musica, stand gastronomici e mercatini di vario genere hanno fatto da sfondo all’allegria di tanta gente, molti dei quali stranieri o provenienti da lontane regioni italiane, che hanno confermato il successo del formato.
Grandi aspettative per questa sera con l’amministrazione comunale che lancia un caloroso invito a partecipare.

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