Container ed agroalimentare: riunione fiume in Authority

CIVITAVECCHIA – Cinque ore di discussione, per cercare di trovare un accordo o comunque una strada da seguire che possa soddisfare le diverse esigenze. 
Tanto è durata la riunione di ieri mattina a Molo Vespucci relativa alla movimentazione dei container all’interno del porto. 
Presenti i vertici dell’Autorità di Sistema portuale, oltre ai rappresentanti di Rtc – la società che gestisce il traffico alla banchina 25 container – e quelli di Civitavecchia Fruit Forest Terminal (Cfft), la società che opera nel settore agroalimentare all’interno dello scalo. 
Da quando il presidente dell’Authority Francesco Maria di Majo ha emesso l’ordinanza per cui lo scarico dei container deve essere svolto esclusivamente alla banchina 25, anche quelli che finora sono stati sbarcati direttamento al terminal agroalimentare, gli equilibri sono precari. 
Basta una mossa sbagliata per perdere anni di traffici. 
Fino a fine ottobre gli effetti dell’ordinanza – come richiesto nel corso del tavolo appositamente convocato a luglio scorso dalla Regione Lazio, – sono stati sospesi. 
Nel frattempo però va trovato un accordo tra le parti. 
E di questo si è tornato a discutere ieri mattina, nella riunione fiume a Molo Vespucci, con l’Adsp che avrebbe messo sul tavolino delle opzioni sulle quali lavorare. 
Ma le voci circolate dopo l’incontro non sembrano proprio positive. 
I legali che stanno seguendo la vicenda per conto di Cfft starebbero valutando proprio la fattibilità di queste proposte che però, a quanto pare, sembrano essere difficilmente praticabili.

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Adsp: Di Majo disponibile al confronto

CIVITAVECCHIA – Il presidente dell'Autorità di sistema portuale Francesco Maria Di Majo questa volta rompe il silenzio. Evidentemente non sono passati inosservati gli ultimi interventi dei consiglieri comunali che hanno criticato diversi aspetti relativi alla gestione dell'ente e ai rapporti con il Pincio. Tanto che il numero uno di Molo Vespucci, rispondendo alle diverse sollecitazioni e contestazioni giunte, si è detto disponibile ad illustrare nelle prossime settimane, qualora venisse invitato al Consiglio Comunale, le motivazioni alla base dell'avvio dell'iter di un adeguamento tecnico fnzionale sulla banchina 26, criticato proprio dagli esponenti politici.  

"Si è anche disponibili – ha spiegato Di Majo – ad illustrare i contenuti dell'ultimo accordo sottoscritto con l'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale che è stato sottoposto all'attenzione del Comitato di Gestione e il cui obiettivo principale è quello di rafforzare il ruolo di Civitavecchia come gateway per intercettare i traffici intermodali che, dall'ovest dell'Europa, devono raggiungere il centro-sud dell'Italia e/o la penisola balcanica e la Grecia e viceversa".

 

Ed i vertici dell'Ente interviene anche in merito alle contestazioni mosse riguardo l’appello al Consiglio di Stato presentato recentemente da Molo Vespucci, con il patrocinio dell'Avvocatura di Stato, contro la sentenza del Tar Lazio per il versamento dei 2 milioni di euro nelle casse del Pincio per l'accordo del 2015. "Un atto dovuto a tutela degli interessi erariali dell'ente e riguarda un contenzioso che è scaturito da un'ordinanza di ingiunzione che il Comune di Civitavecchia – hanno spiegato – ha notificato al presidente di Majo a poche settimane dall'inizio del suo mandato nonostante che quest'ultimo avesse, da subito, manifestato la disponibilità (tuttora peraltro confermata) a voler negoziare un nuovo accordo di collaborazione che avesse un contenuto più chiaro e articolato (e sottoscritto da un Presidente con pieni poteri), a differenza di quello sottoscritto nel luglio 2015 (che prevede peraltro un gravoso impegno finanziario per questo ente pari a 20 milioni di euro in 10 anni), oggetto dell’attuale contenzioso".  

Infine, per quanto riguarda i contenziosi con la Total Erg (oggi Italiana Petroli), l'Adsp precisa che "riguardano i decreti su tasse portuali e sovratasse risalenti agli anni 2013-2014 e rispetto ai quali – ha concluso Di Majo – questa nuova amministrazione ha agito mettendo in campo tutti gli strumenti legali per tutelare gli interessi dell'ente avviando anche un tentativo di accordo stragiudiziale il cui contenuto è stato portato all'attenzione del Comitato di Gestione che ha conferito un preciso mandato al Presidente di questa AdSP, con le trattative per raggiungere tale accordo che sono tuttora in corso". 

 

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Banchina 26, niente granaglie: l'Adsp fa spazio alle auto

CIVITAVECCHIA – In attesa dell’ok all’ingresso di Giuseppe Lotti come membro espressione del Comune di Civitavecchia, si è riunito il Comitato di Gestione dell’Adsp. Si è discusso delle modifiche ed integrazioni al Regolamento d’uso delle aree demaniali marittime nei porti del Network e a quello per la determinazione dei canoni demaniali, del piano di riassetto del porto di Gaeta e dell'avvio dell'iter per l’adeguamento tecnico funzionale della banchina 26. Proprio su quest’ultimo punto si è concentrata la seduta.  

Su quest’area il presidente Francesco Maria di Majo è stato chiaro: considerata la crescita del traffico Ro/Ro e Car/Carrier questa dovrà «essere destinata a tale traffico piuttosto che – ha spiegato – alle rinfuse solide, in particolare granaglie, settore merceologico non più presente nello scalo ormai dal 2012, consentendo peraltro così un passaggio più graduale dell’area commerciale a quella traghetti passeggeri». Una bocciatura implicita, quindi, al progetto presentato dal consorzio Tmc – joint venture tra Interminal e Bellettieri – per completare l’infrastrutturazione e sviluppare traffici sulla banchina 26 dello scalo, puntando proprio a riprendere e rilanciare il traffico granaglie?

“Desidero ringraziare i componenti del Comitato di Gestione – sottolinea il numero uno di Molo Vespucci – che hanno dato mandato alla Segreteria tecnico-operativa dell’Ente di avviare l’istruttoria per l’elaborazione del progetto di Adeguamento Tecnico Funzionale al PRP per quanto riguarda la banchina 26. L’avvio di tale istruttoria riveste un’importanza fondamentale per lo sviluppo del porto di Civitavecchia. Il punto di partenza è sempre il PRP. In questa fase si è reso necessario rispondere alle esigenze di particolari traffici il cui ulteriore sviluppo dovrà avvenire in aree che rispetto all’attuale PRP non necessitano di modifiche infrastrutturali ma soltanto di un adeguamento della destinazione d’uso. Al fine di un ulteriore sviluppo di tale tipologia di traffico è fondamentale, quindi, un adeguamento delle attuali funzioni, pur mantenendo l’attuale assetto infrastrutturale. Le aree pertinenziali alla banchina 26 rimangono, dunque, nell’ambito della “Componente funzionale commerciale” ma verranno destinate al traffico dei vettori Ro/Ro in genere, con particolare riguardo alla tipologia dei Car/Carrier”. 

Nel rispetto dell’assetto complessivo del porto definito nel Piano Regolatore Portuale vigente, gli uffici dell’Ente hanno elaborato, in via preliminare, un masterplan che fa la “fotografia” dello stato di fatto e programma le successive fasi attuative di realizzazione delle opere, necessarie alla piena infrastrutturazione dello scalo. Il presidente Di Majo ha illustrato la prima fase di sviluppo del porto di Civitavecchia (dal 2019 al 2022) che riguarda in particolare la darsena servizi e la darsena traghetti (che doteranno lo scalo di un consistente numero di  nuovi accosti) e, quindi, il completamento del I Lotto funzionale delle Opere Strategiche, nonché gli interventi per potenziare i collegamenti ferroviari di ultimo miglio. "Proprio due giorni fa – dichiara di Majo – presso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, sono state collaudate definitivamente le importanti opere marittime realizzate nella parte nord dello scalo per un valore di circa 200 milioni di euro e, già a partire da marzo 2019, saremo in grado di avviare i lavori per la realizzazione di un nuovo ulteriore "pennello", parallelo alla banchina 28, per il quale abbiamo ottenuto il contributo di 2,2 milioni, a fondo perduto, da parte della Commissione europea nell’ambito della Blending Call insieme al porto di Barcellona ed un finanziamento della BEI, per un totale di 7 milioni di euro”. 

Con riferimento ai Regolamenti d’uso delle aree demaniali marittime nei porti del network e a quello per la determinazione dei canoni demaniali, che fanno  seguito alle indicazioni di Art, Anac e AgCom, sono stati individuati e resi pubblici i criteri predeterminati di selezione (sia per i procedimenti avviati d’ufficio sia su istanza di parte) con le relative ponderazioni, quali pesi e punteggi degli elementi tecnici ed economici rispondendo, così, alle esigenze di assicurare un’effettiva conoscibilità agli operatori interessati, nel rispetto in particolare dei principi di efficacia, imparzialità e trasparenza. “La DG del MIT – sottolinea il presidente di Majo – si è espressa su tale tema fornendo delle indicazioni che l’Adsp ha tradotto nel Regolamento. In particolare, è stato riscritto l’art. 13, che disciplina la fattispecie delle istanze in concorrenza. Nella sostanza – ha conclusoc il presidente dell’AdSP – nel caso di concorso di più domande di concessione o l’avvio di una bando da parte di questa AdSP, sono stati indicati i parametri di cui tenere conto ai fini del rilascio della concessione stessa, improntati alla tutela ed alla valorizzazione dell’interesse pubblico”.

 

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Una passeggiata per sollecitare la riapertura dell'antemurale

CIVITAVECCHIA – Una passeggiata per sollecitare la riapertura dell'antemurale. È quella organizzata da un gruppo di civitavecchiesi, guidati da Antonio Margioni e Roberto Melchiorri, in programma venerdì prossimo, 31 agosto, alle 18. Un'iniziativa per chiedere di poter usufruire, dopo anni ormai, di quell'angolo tanto amato dai cittadini ma chiuso per ragioni di sicurezza relativa ai traffici portuali.

"Se il motivo dell'ordinanza è la sicurezza – hanno spiegato da Civitavecchia C'è – basterebbe alzare il muro che divide l'antemurale dal porto e togliere i tetrapodi dallo spazio per transitare". 

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Vertenza Cfft: il tavolo prosegue a Molo Vespucci

CIVITAVECCHIA – È stata una lunga discussione, quella di ieri sera, in Regione per affrontare la vertenza legata alla scarico dei container all’interno del porto e, in particolare, per trovare una soluzione alla movimentazione di quelli destinati al terminal agroalimentare che, su disposizione di Molo Vespucci, dal 15 settembre dovranno arrivare alla banchina 25 ed essere poi trasferiti al terminal di Cfft. Niente più collegamento diretto come impone l’ordinanza firmata dal presidente Francesco Maria di Majo, presente ieri alla riunione. 

Ampio il dibattito, con le parti che hanno argomentato le proprie ragioni. Presenti anche i sindacati, con la Filt Cgil che aveva proprio richiesto il tavolo, ed il Pincio, con il sindaco Cozzolino ed il delegato Fortunato. 

La riunione è stata aggiornata a questa mattina a Molo Vespucci, con Adsp, Cfft e Rtc che cercheranno una soluzione per evitare che il porto possa perdere traffici – Chiquita ha già minacciato di lasciare lo scalo – è posti di lavoro in un momento piuttosto delicato per il porto. ( SEGUE) 

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Cfft: giornata cruciale

CIVITAVECCHIA – Una giornata fondamentale quella di oggi per il futuro dello scalo. Il tavolo convocato in Regione dagli assessori Mauro Alessandri e Claudio Di Berardino per cercare di dirimere la vertenza relativa allo scarico dei container, a seguito dell’ordinanza del presidente dell’Adsp Francesco Maria di Majo che impone, dal 15 settembre l’utilizzo esclusivo, anche per il traffico agroalimentare, della banchina 25 gestita da Rtc, diventa essenziale per capire cosa accadrà nello scalo già da domani. "Se non arriverà un segnale serio e concreto da parte di Molo Vespucci – ha spiegato Sergio Serpente, consigliere della Civitavecchia Fruits Forest Terminal – i problemi non saranno solo per Cfft ma per tutti". Anche perché se venisse impugnato il piano regolatore portuale – alla base dell’ordinanza – questo provocherebbe, a cascata, una serie di conseguenze per tutti gli insediamenti oggi presenti sulle banchine interessate, almeno la 24 e 25, e che da prg non dovrebbero essere lì, dalle crociere alle auto. "Auspichiamo una soluzione – ha aggiunto Serpente – che possa essere compatibile con il mantenimento dei traffici e con le richieste dei clienti, che sono stati rassicurati nel poter svolgere in servizio con le modalità che oggi vengono contestate". 

Chiquita è stata la prima a dire che, se non si potrà più sbarcare direttamente al terminal di Cfft, sarà costretta a dirottare le navi in altri porti. E se non avrà risposte certe nell’arco delle prossime ore opterà proprio per questa soluzione: i tempi tecnici per le pratiche burocratiche legate al viaggio della nave impongono certezze già oggi. 

Oggi Cfft sarà presente al tavolo insieme anche ad Rtc; e questo su espressa richiesta del sindaco Antonio Cozzolino e del delegato del Pincio Francesco Fortunato che ieri hanno convocato una commissione consiliare sul lavoro apposita, invitando anche i vertici del Cffft e quelli di Molo Vespucci. A rappresentare l’Adsp, anche questa volta, il segretario generale Roberta Macii la quale confida nel buonsenso «da parte di tutti gli attori che saranno presenti al tavolo. Questo porto – ha sottolineato – non può permettersi di perdere traffici". Ed il sindaco Cozzolino, in questo senso, è stato chiaro: "Faremo di tutto perché non ci siano problema né ai traffici né ai livelli occupazionali della città che oggi – ha spiegato – non si può permettersi di perdere neanche mezzo posto di lavoro. Devo chiedere al presidente di Majo di farsi parte attiva, molto più presente e fattiva di quanto finora mostrato, per la risoluzione di una vertenza obiettivamente complicata".

Proprio il numero uno di Molo Vespucci è stato richiamato, da più parti, al proprio ruolo; stigmatizzata la sua assenza nei momenti più critici e nei tavoli di discussione. Oggi è atteso in Regione. "E speriamo che si presenti con le idee chiare – ha commentato il presidente della Cpc Enrico Luciani – ossia con la revoca dell’ordinanza. Non esistono mezze misure a questo punto della vertenza. Vogliamo lavorare, non fare battaglie. Ma certo che se arriverà una fumata nera, ognuno si dovrà assumere le proprie responsabilità. E il presidente deve sapere che tutto quello che accadrà dipenderà da lui". C’è timido ottimismo attorno al tavolo di oggi in Regione. Ne è convinto anche il segretario della Filt Cgil Alessandro Borgioni che ne ha richiesto, come sindacato, la convocazione, "perché consci della difficoltà della vertenza che si è incancrenita nel tempo. Una soluzione c’è e deve esserci – ha concluso – in Italia non esiste alcun porto dove l’Authority, attraverso propri provvedimenti, faccia saltare i traffici. Se non si trova la quadra ognuno si dovrà assumere le proprie responsabilità".

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Vertenza Cfft: tutto rinviato in Regione

CIVITAVECCHIA – Una giornata fondamentale, quella di domani per il futuro dello scalo. Il tavolo convocato in Regione dagli assessori Mauro Alessandri e Claudio Di Berardino per cercare di dirimere la vertenza relativa allo scarico dei container, a seguito dell’ordinanza del presidente dell’Adsp Francesco Maria di Majo che impone, dal 15 settembre l’utilizzo esclusivo, anche per il traffico agroalimentare, della banchina 25 gestita da Rtc, diventa essenziale per capire cosa accadrà nello scalo già da mercoledì. Perché senza un segnale chiaro ed una soluzione concreta il rischio di sciopero è davvero alto. Soprattutto per non perdere i traffici consolidati nel tempo. 
Chiquita è stata la prima a dire che, se non si potrà più sbarcare direttamente al terminal di Cfft, sarà costretta a dirottare le navi in altri porti. E se non avrà risposte certe nell’arco delle prossime ore opterà proprio per questa soluzione: i tempi tecnici per le pratiche burocratiche legate al viaggio della nave impongono certezze già oggi. 
Domani Cfft sarà presente al tavolo insieme anche ad Rtc; e questo su espressa richiesta del sindaco Antonio Cozzolino e del delegato del Pincio Francesco Fortunato che ieri hanno convocato una commissione consiliare sul lavoro apposita, invitando anche i vertici del Cfft e quelli di Molo Vespucci. A rappresentare l’Adsp, anche questa volta, il segretario generale Roberta Macii. Il sindaco Cozzolino è stato chiaro: "Faremo di tutto perché non ci siano problema né ai traffici né ai livelli occupazionali della città che oggi – ha spiegato – non si può permettersi di perdere neanche mezzo posto di lavoro. Devo chiedere al presidente di Majo di farsi parte attiva, molto più presente e fattiva di quanto finora mostrato, per la risoluzione di una vertenza obiettivamente complicata». Proprio il numero uno di Molo Vespucci è stato richiamato, da più parti, al proprio ruolo; stigmatizzata la sua assenza nei momenti più critici e nei tavoli di discussione. Domani è atteso in Regione. "E speriamo che si presenti con le idee chiare – ha commentato il presidente della Cpc Enrico Luciani – ossia con la revoca dell’ordinanza". C’è timido ottimismo attorno al tavolo di domani in Regione. Ne è convinto anche il segretario della Filt Cgil Alessandro Borgioni che ne ha richiesto, come sindacato, la convocazione, "perché consci della difficoltà della vertenza che si è incancrenita nel tempo. Una soluzione c’è e deve esserci – ha concluso – in Italia non esiste alcun porto dove l’Authority, attraverso propri provvedimenti, faccia saltare i traffici. Se non si trova la quadra ognuno si dovrà assumere le proprie responsabilità".

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Adsp: crescono i passeggeri, scendono le auto

CIVITAVECCHIA – Sono positivi i primi sei mesi del porto di Civitavecchia. E questo a vedere i dati pubblicati nei giorni scorsi dall'Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centro settentrionale. Segno positivo per il settore passeggeri (sia di linea che crociere), Ro-Ro, container e delle rinfuse solide; diminuiti i traffici legati al ciclo produttivo della centrale dell’Enel, così come riscontrato nel 2017. 

In particolare i passeggeri di linea crescono di oltre il 2%, mentre i crocieristi del 17%, di cui un aumento in cosiddetto “turn around” – lo sbarco/imbarco – del 9% ed in transito del 21%.

Cresce in particolare il traffico complessivo nel porto di Civitavecchia (+3%), stabile nel porto di Fiumicino e in flessione dell’ 8% nel porto di Gaeta. Sulla base del dato complessivo dei tre porti dell’AdSP si registra una crescita dell’1,3% e segnatamente una crescita del tonnellaggio movimentato, con 8 milioni 200 mila tonnellate complessive (+105 mila tonnellate).

La crescita del porto di Civitavecchia risulta trainata principalmente dal traffico di merci in colli che, nel complesso, crescono di oltre il 14%, pari a 400 mila tonnellate in più rispetto al 2017, grazie ad un ulteriore incremento del traffico di merce in container (+4,3%) e soprattutto delle merci trasportate in modalità RO-RO, di cui risulta un incremento del 17%, con oltre 53 mila T.E.U. e oltre 120 mila mezzi pesanti movimentati al 30 giugno 2018.

La crescita del traffico di merci in colli, e delle restanti rinfuse solide, compensa ampiamente l’ulteriore calo, dovuto a fattori esogeni, dei traffici legati al ciclo produttivo dell’Enel, in particolare carbone e cenere, che fanno registrare una perdita pari ad oltre 270mila tonnellate nel primo semestre del corrente anno.

Tale dato è in controtendenza rispetto alle restanti rinfuse solide che, nel complesso, registrano un incremento del 10%. In particolare si conferma, come già riscontrato nel corso del  2017, un’ulteriore crescita del 13% del traffico in importazione di ferrocromo, e del 20% del traffico in esportazione di coils in acciaio, ciò ad ulteriore conferma della ritrovata dinamicità delle acciaierie di Terni. Ulteriore sensibile crescita si registra anche per il traffico di fluorite (+41%); per l’argilla (+39%) mentre in flessione del 19% risulta il traffico di cippato di legno.

Per quanto concerne il traffico di autovetture nuove, le importazioni mantengono pressochè lo stesso dato registrato nel primo semestre del 2017 (segnatamente 83.290 autovetture rispetto alle 85.840 del primo semestre 2017), mentre si registra una sensibile flessione del traffico di autovetture in esportazione (da 85.285 a 31.168). Tale ultimo dato risente in particolare dell’andamento del traffico auto FCA prodotte dallo stabilimento di Cassino.  

Infine, per quanto concerne il traffico di prodotti petroliferi nel porto di Civitavecchia si registra, in controtendenza con l’andamento negativo degli ultimi anni, una crescita di oltre il 12%.

Con riferimento allo scalo di Gaeta si continua a registrare una flessione del traffico complessivo, pari all’ 8%, determinata dalla contrazione del 5% del traffico di prodotti petroliferi (dovuta soprattutto ai lavori, tuttora in corso, di manutenzione del pontile petrolifero), ma soprattutto del traffico di merci solide (-17%). Tra le rinfuse solide, a fronte di una crescita del traffico di carbone e fertilizzanti (rispettivamente +40 mila e +21  mila tonnellate), si registra una contrazione generalizzata di tutte le altre tipologie merceologiche.

Infine si conferma stabile il traffico di prodotti petroliferi nel porto di Fiumicino, pari ad oltre 1 milione e 500 mila tonnellate per 29 accosti, sostanzialmente uguale all’anno precedente.

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