Economia del mare: una svolta per il territorio

CIVITAVECCHIA – Civitavecchia deve puntare sempre più sui driver che rappresentano la sua vocazione, ciò non vuol dire perdere lo status di porto polifunzionale ma vuol dire fare scelte strategiche. Le crociere ed il Ro-Ro hanno un notevole impatto moltiplicativo sull’economia per cui sulle prime va rafforzato il ruolo di home port (porto di partenza e di rifornimento) e per i secondi andrebbe impiantato nel tempo un sistema rivolto sempre più anche a dare logistica alle auto. Per accogliere investimenti logistici è necessario dare progettare strumenti che favoriscano l’attrazione di investimenti: in questo senso i porti del Centro – Nord hanno la possibilità di istituire Zone Logistiche Semplificate. Il "porto del futuro" deve garantire al territorio: internazionalizzazione, logistica e sviluppo del turismo. Sono questi i 3 imperativi su cui Civitavecchia deve impostare la propria crescita e la Zls potrebbe contribuire a farne crescere alcuni.

Sono queste le conclusioni a cui si è giunti con il convegno convegno "Economia del mare – opportunità di sviluppo per il territorio laziale" organizzato da Intesa Sanpaolo in collaborazione con SRM (centro studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo), l'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale e l'Ordine dei Commercialisti ed Esperti Contabili di Civitavecchia. L'occasione per presentare anche la 5° edizione del Rapporto "Italian Maritime Economy” di SRM: strumento che ha messo in evidenza il grande ruolo che il sistema marittimo e portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta svolge per la crescita del territorio e ha sottolineato quali sono in prospettiva i nuovi driver da sviluppare per far sì che lo scalo sia sempre più protagonista con investimenti infrastrutturali e l’attrazione di investimenti imprenditoriali. (SEGUE)

I COMMENTI – “Lo studio realizzato da SRM è molto importante per il nostro Network ed è particolarmente determinante e appropriato per il porto di Civitavecchia – ha commentato il presidente dell'Adsp Francesco Maria di Majo – in quanto mette in evidenza le potenzialità di un porto considerato un punto chiave per lo sviluppo economico della nostra regione, dell’Italia e non solo. Il porto di Civitavecchia e i porti del Network, Fiumicino e Gaeta, sono stati riconosciuti, ultimamente, strategici anche a livello Europeo tanto che la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) ha approvato un finanziamento di 195 milioni di euro, il più grande finanziamento concesso dall’istituto di credito lussemburghese in favore di un’autorità di sistema portuale, mirato all'ampliamento del porto di Civitavecchia ed alla realizzazione del nuovo porto commerciale di Fiumicino. Nel primo scalo il progetto riguarderà la realizzazione di grandi opere infrastrutturali, tra cui in particolare il completamento delle opere relative alle darsene servizi e traghetti, e il prolungamento della diga foranea, nonché le relative connessioni viabilistiche. A Fiumicino, il progetto prevedrà, invece, la costruzione della nuova darsena pescherecci e della prima fase del nuovo porto commerciale a servizio di traghetti passeggeri, navi ro-ro, navi da crociera, grazie alla realizzazione di due nuovi frangiflutti e di un’importante opera di dragaggio dei fondali”. 
“Nel Lazio le imprese agganciate al sistema marittimo sono oltre 33mila e generano qualcosa come 7,5 miliardi di euro di valore aggiunto e 134mila posti di lavoro – ha sottolineato Pierluigi Monceri, direttore regionale Lazio, Sardegna e Sicilia Intesa Sanpaolo – Civitavecchia ha registrato nel 2017 la movimentazione di 17 milioni di tonnellate cargo e, con 2,2 milioni di passeggeri, è il primo scalo crocieristico d’Italia ed il secondo d’Europa. La cosiddetta economia del mare costituisce un asset di crescita e sviluppo sempre più strategico e la connessione tra tutti gli attori coinvolti deve essere sempre più forte. La geografia non basta e i competitor sono sempre più agguerriti: occorre consapevolezza del nostro ruolo e delle nostre potenzialità per non perdere le opportunità connesse a questo grande settore. Il Gruppo Intesa Sanpaolo sostiene il settore dei trasporti e della logistica convinto che imprese e infrastrutture di questo settore rappresentino un patrimonio dell’Italia e, nel caso specifico al centro dei lavori di oggi, di Civitavecchia e del Lazio”.
“Il Mediterraneo sta aumentando la sua centralità nell’ambito dei traffici marittimi mondiali, non a caso nell’ultimo ventennio il traffico container è aumentato del 500% – ha quindi aggiunto Alessandro Panaro, responsabile Area Maritime Economy SRM-Studi e Ricerche per il Mezzogiorno – nuovi fenomeni vanno affacciandosi nel Mare Nostrum come ad esempio i numerosi investimenti che la Cina sta realizzando nella logistica e nella portualità marittima, il gigantismo navale che va assumendo proporzioni sempre più preoccupanti per i nostri porti e un’aggressiva politica di attrazione di investimenti imprenditoriali messa in campo dai Paesi dell’area MENA (Middle East & North Africa) attraverso le Free Zones. Queste sfide necessitano di un sistema portuale sempre più innovativo, pronto a realizzare investimenti sempre più mirati alla crescita del territorio ed integrati con la logistica e a definire al più presto strategie che vadano in sinergia con le imprese; in questo senso le ZLS-Zone Logistiche Semplificate possono dare una forte mano a semplificare quelle procedure burocratiche che da sempre rappresentano il problema del nostro sistema portuale. Il sistema portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta con la sua grande vocazione Crocieristica e con una particolare vocazione rivolta al servizio del sistema produttivo deve essere in prima fila per consentire al Paese di non perdere le opportunità che il Mediterraneo sta mettendo in campo”. (Agg. 11/10 ore 13.37)

I NUMERI – La regione Lazio ha un sistema marittimo che vanta la presenza di oltre 33mila imprese (il 18% del Paese), genera 7,5 miliardi di euro di valore aggiunto (il 17% del Paese) e 134mila occupati (il 15,4% del Paese). Al 2017, il porto di Civitavecchia ha registrato circa 17 milioni di tonnellate cargo con una tenuta rispetto al 2016. L’import export marittimo del Lazio supera i 15 miliardi di euro. È significativa la quantità di rinfuse movimentata ma evidenziamo che a dare valore ai traffici commerciali di Civitavecchia è soprattutto il Ro-Ro (trasporto auto e veicoli gommati in generale) che sfiora i 5 milioni di tonnellate con un aumento del 3% sul 2016. Il Ro-Ro è un settore che consente al Paese di ridurre l’inquinamento e l’incidentalità (i tir viaggiano più sicuri sulle navi) e danno forza al nostro export di auto.Si tratta di un comparto ad alto valore aggiunto soprattutto se legato al trasporto delle auto-nuove.  Civitavecchia rappresenta il 5% del traffico nazionale. Il traffico Ro-Ro del porto è cresciuto del 23% negli ultimi 5 anni. Lo scorso anno nel porto di Civitavecchia il traffico di autovetture nuove è stato di 280mila unità, dato che conferma il trend positivo del 2016. Attraverso le Autostrade del Mare Civitavecchia è collegata con servizi regolari ai porti mediterranei di Barcellona, Tunisi, Olbia, Porto Torres, e con i porti Extra mediterranei di Halifax, Davisville, New York, Baltimore, Jacksonville, Houston, Tuxpan, Veracruz. Civitavecchia è il primo scalo crocieristico d’Italia con 2,2 milioni di passeggeri ed il secondo in Europa (dopo Barcellona) ed un punto di riferimento per il turismo. Esso è la «porta» di accesso alla Capitale. Quasi un quarto dei crocieristi italiani transita attraverso questo scalo. Problema del porto è rafforzare il ruolo di home port vale a dire porto di imbarco e non di mero transito. (Agg. 11/10 ore 14.29)

 

 

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Super Franco Superchi porta la Vecchia agli ottavi

di MATTEO CECCACCI

Missione compiuta per il Civitavecchia Calcio 1920 di patron Ivano Iacomelli che nel match valevole per i 16esimi di ritorno di Coppa Italia batte 4-1 ai rigori il Montalto del tecnico Nicola Salipante dopo il 2-0 della gara di andata del 26 settembre scorso. L’accesso agli ottavi di finale è legato a un nome, Franco Superchi: non il preparatore dei portieri, bensì il nipote ventitreenne dello storico estremo difensore di Fiorentina e Roma che ieri grazie alla sua straordinaria prestazione, soprattutto durante l’esecuzione dei tiri di rigore, ha regalato oltre al passaggio del turno una grande gioia all’intera Cavaccia e ai numerosi supporter nerazzurri; ma andiamo con ordine e capiamo il perché di tutto questo. Mister Rocchetti schiera il 4-3-3 con un ampio turnover, portando in panchina anche tre pupilli di Livio Valle: Belloni, Santoni e Marras. Sul manto erboso della Cavaccia partono titolari Superchi, sulla linea difensiva capitan Boriello e Simmi centrali, a destra Bellumori e a sinistra Fatarella, in mezzo al campo Lollo Pietranera, Zagarella e l’ex di turno Nuti alle spalle del tridente d’attacco composto da Miguel e Manuel Vittorini (altra vecchia conoscenza) e Lorenzo Serafini. I primi 45’ vedono grande equilibrio tra le due compagini con una Vecchia che invece di attaccare tende maggiormente a difendere e un Montalto che crea occasioni a non finire, ma che non impensieriscono seriamente il portiere nerazzurro. Nella ripresa il Civitavecchia parte nel migliore dei modi e con la giusta carica di Rocchetti durante l’intervallo, i nerazzurri vanno a segno due volte nell’arco di 5’ sistemando lo 0-2 dell’andata, prima con il classe ‘94 Miguel Vittorini e dopo con Serafini. Dopo il triplice fischio si va direttamente ai tiri di rigore che danno inizio al Franco Superchi show: l’estremo difensore classe ‘95, omonimo del preparatore dei portieri e fratello di Federico, altro promettente calciatore militante in serie D con la Torres, si è reso assoluto protagonista della lotteria dagli undici metri parando ben tre rigori dei gialloblu. Pregiate parate che hanno regalato alla Vecchia l’accesso agli ottavi di finale di Coppa Italia Eccellenza. Il cognome Superchi, dunque, è sempre una garanzia e oggi si è visto.

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Ladispoli, la doppietta di Cardella non basta

Il Ladispoli di patron Umberto Paris esce sconfitto 2-3 dall’Angelo Sale nel match valevole per la terza giornata del campionato di serie D. Una gara scoppiettante fin di primi minuti che ha visto i biancoverdi schierati da Gardini col consueto 4-3-3 come quello di mister Bosco. A partire meglio è il Lanusei che appena dopo 7’ va in vantaggio grazie al talentuoso diciottenne Sicari che fa esplodere di gioia l’intero settore ospiti e i tanti supporter giunti dalla piccola città nuorese. Il vantaggio, però, dura ben poco con il Ladispoli che agguanta il pari 12’ dopo dagli undici metri con Cardella, ma gli ospiti non mollano, vogliono vincere e approfittando dell’incitamento dei propri tifosi siglano l’1-2 con Ladu che di destro sfonda la porta dell’estremo difensore. Nella ripresa si vede un Lanusei sempre più sicuro di se e al 6’ mette a segno il tris con il classe ‘96 Luca Quatrana. Il match continua sulla falsa di riga dei primi 45’, con un Ladispoli troppo cinico e timido nelle ripartenze, mentre i biancoverdi continuano a stupire creando continue occasioni: prima alla mezz’ora con Bernardotto che trova, però, un Salvato reattivo e dopo con il centravanti Ladu, ma il difensore La Rosa devia in angolo. I ladispolani poi,  nell’ultimo scorcio di partita, accorciano le distanze al 44’ nuovamente con il ventiquattrenne Cardella per la sua prima doppietta stagionale in D per il definitivo 2-3. Per il Ladispoli, quindi, altra battuta d’arresto, una caduta che fa scendere  i tirrenici nei bassifondi della graduatoria del girone G. Per il Lanusei un risultato a dir poco eccezionale che fa bottino pieno in un terreno di gioco difficile per tutti, ottenendo tre punti di fondamentale importanza per la seconda vittoria in campionato dopo quella di misura all’esordio in casa della Torres.
 

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Per il Ladispoli subito l'Avellino, ma la tribuna per gli ospiti è piccola

LADISPOLI – Il giorno ics è il 16 agosto. Data in cui partirà il campionato di calcio di Serie D in cui milita la Us Ladispoli. Manca poco per il grande spettacolo, troppo poco. Anche perché, paradosso di un sistema calcio ormai alla frutta, solo oggi è stato reso noto il calendario dei vari turni della stagione dopo un’attesa lunghissima. Insomma, i calendari dei nove gironi di serie D, annunciati dalla Lega Nazionale Dilettanti, sono pronti, con netto ritardo però rispetto al passato. Ed è subito sorpresa per il Ladispoli che va a pescare l’Avellino, squadra campana che lo scorso anno militava in serie B e che alla fine è stata spedita nel calcio dilettantistico.
Certo il calendario pubblicato a dieci giorni dall’avvio della stagione è un bel casino se si considera che la società di patron Paris dovrà organizzare trasferte molto lunghe in Sardegna e prenotare alberghi, ristoranti e voli. Torres, Sassari, Budoni ma anche Lanuesi e Castiadas: sono le cinque trasferte che la squadra di Bosco dovrà affrontare nel corso dell’anno ma poi ce ne sono tante altre: Cassino, Albalonga, etc. E subito si presenta un altro grande problema: lo stadio Angelo Sale di Ladispoli. Inutile puntare il dito contro l’impianto realizzato anni fa senza copertura e senza gradinata per il settore ospite. E’ un problema grande quindi perchè nel girone del Ladispoli sono state inserite formazioni del calibro di Avellino e Latina con tifoserie caldissime e soprattutto numerose. I lupi campani dell’Avellino ospiti del Ladispoli dove si sistemeranno considerato che la piccola tribuna allestita velocemente dal Comune può ospitare pochi centinaia di tifosi? Il Ladispoli rischia di giocare subito la prima giornata in un altro impianto? Grattacapi che accompagnano i pensieri degli sportivi in questi giorni. Ladispoli si prepara ad ospitare tifosi che per storia e tradizione hanno al seguito tanti supporters. La società in collaborazione con le forze dell'ordine starebbe predisponendo piani di sicurezza efficaci con la realizzazione del settore ospiti (adiacente agli ultras del Ladispoli), con l'obiettivo di assicurare la massima serenità a chi seguirà la squadra. Certo non sarà così per quanto riguarda l'ospitalità agli operatori dell''informazione, destinati a lavorare in assenza di una tribuna stampa men che meno di una copertura anti vento e pioggia. In caso di acquazzone anche i tifosi di casa sarebbero costretti ad abbandonare la partita per colpa di uno stadio realizzato solo a metà.

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Ladispoli nel gruppo G a 20 squadre tra Lazio, Sardegna e Campania

Emanati i nove gironi ufficiali della serie D, dove da domenica 16 settembre il Ladispoli Calcio del presidente Umberto Paris prenderà il via. La società rossoblu è stata inserita nel girone G a 20 squadre, come i gruppi E ed F, mentre i restanti sei sono tutti composti da 18 compagini. Insieme al Ladispoli sono state inserite tutte formazione sarde, collocate alla regione Lazio, ovvero: Budoni, Castiadas, Lanusei, Sassari Latte Dolce e Torres. Quelle laziali, invece, sono Albalonga, Anzio, Aprilia Racing, Atletico, Cassino, Città di Anagni, Flaminia, Latina, Lupa Roma, Monterosi, Ostiamare, Trastevere e Vis Artena, ad eccezione del club campano dell’Avellino Calcio del tecnico Archimede Graziani.

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Porto: esodo di Ferragosto da bollino nero

CIVITAVECCHIA – Un lungo weekend da bollino nero quello che interesserà il porto, fino a domani. L’esodo di Ferragosto segnerà lunghe file, gran lavoro ed un alto livello di sicurezza all’interno dello scalo. Tra la giornata di ieri e quella di domani si registreranno circa 70mila passeggeri in transito, tra partenze ed arrivi. Le Autostrade del Mare sono prese d’assalto in questi giorni per la settimana di vacanza per eccellenza, quella appunto a cavallo del 15 agosto. Migliaia le persone dirette a Cagliari, Porto Torres, Olbia, Barcellona, Palermo e Tunisi. 

Per quanto riguarda la compagnia Grimaldi saranno 5500 i passeggeri in partenza, con 2400 auto al seguito. Sono 3500 invece quelli che si imbarcheranno su Gnv con 1220 auto. Tirrenia conterà la presenza, in partenza, di 21mila passeggeri e 6400 auto al seguito. A questi dovranno aggiungersi i passeggeri senza prenotazione e quelli che invece faranno scalo al porto cittadino. 
Per quanto riguarda le crociere, saranno 11 le navi presenti a Civitavecchia in questi tre giorni, per un totale di 36mila passeggeri.

Un boom di passeggeri che si traduce in un intenso lavoro per tutti gli operatori portuali, impegnati nelle diverse attività a supporto. Così come per forze dell’ordine e di Polizia che devono garantire la massima sicurezza. Il livello è alto, come si vede anche dalle file che si allungano proprio per i controlli da parte della Polizia di frontiera così come della Capitaneria di porto, Gdf, carabinieri e singole compagnie.    

Fino a qualche anno fa era più semplice partire: bastava avere biglietto e documento e si poteva raggiungere il porto anche con poco anticipo, a differenza di oggi, con controlli più intensi e verifiche per contrastare illegalità e terrorismo.
E poi, se non si hanno i documenti, il rischio concreto è di restare a terra, perdendo anche il biglietto, perché anche le compagnie di navigazione sono molto rigide su questo punto. Soprattutto i minori, anche se accompagnati dai genitori, devono avere un documento di riconoscimento: non valgono, in questo senso, codici fiscali e tessere sanitarie. 

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Thomas Funari entra nelle fila della Cpc

La Asd CPC2005 Calcio annuncia l’acquisizione delle gesta sportive di Thomas Funari. Il classe ’92, difensore posizionabile sia nel duo centrale che sulle fasce, proviene dall’Anzio e ha alle spalle, seppur sia giovanissimo, esperienze in categorie maggiori con il Frosinone e la Torres. A lui va il benvenuto della società che gli augura un proficuo cammino con la maglia rosso portuale. Thomas sarà così vicino a suo fratello Mattias, ventenne ex Roma, che sarà preparatore dei portieri per la Csl Soccer. Il classe ‘92, nonostante la giovane età, viene da una carriera di tutto rispetto: da vero fuoriclasse. Nella scorsa stagione ha militato in serie D nell’Anzio 1924 per un totale di 26 presenze e 1 gol. Nella stagione 2016 – 2017, invece, ha giocato per il Flaminia Civita Castellana – sempre in serie D – per un totale di 24 presenze e 3 gol. Thomas Funari ha anche 43 presenze nella primavera della serie C. Insomma la Cpc si prepara ad una grande stagione con un nuovo acquisto di spessore dopo Lorenzo Di Rauso il giovane, ex Romulea e classe 2000, che è andato ad affiancare Luca Nunziata a difesa dei pali della compagine portuale. Nei giorni scorsi, inoltre, è partita ufficialmente la preparazione atletica in vista della prossima stagione con il primo allenamento presso lo stadio Tamagnini.

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Se ne va un pezzo di storia del pugilato

Un pezzo di storia del pugilato civitavecchiese se n’è andato. L’ex campione italiano dei pesi medi Franco Scisciani si è spento stamattina all’età di 83 anni. Al dolore dei familiari, si unisce quello di tutti gli appassionati di nobile arte, disciplina alla quale ha dato tanto sia da dilettante che da professionista. (Agg. 09/03 ore 15.06 SEGUE)

IL RICORDO DELLO SCRITTORE ALESSANDRO BISOZZI – A dipingere meglio la figura di Franco Scisciani, le parole dello scrittore Alessandro Bisozzi: «Lo incontro spesso durante le sue passeggiate pomeridiane – scrisse Bisozzi nel suo libro ‘‘I Campioni’’ – nei pressi della “marina” e a volte lo cerco io, perché a me piace farlo parlare di pugilato e lui lo fa volentieri. Ha ottant’anni suonati, ma non aspettatevi di trovarlo appoggiato ad un bastone o curvo sotto il peso dell’età. Chiunque gli darebbe, a dir poco, dieci anni meno e quando gli stringi la mano ti accorgi che quell’uomo, dallo sguardo ancora attento e sicuro, deve essere stato anche molto forte. Ha lavorato al porto come ormeggiatore per tutta la vita, o meglio, quasi tutta la vita, perché prima era un atleta, un atleta di prim’ordine: un pugile professionista». Oggi Bisozzi ha poi voluto dargli l’ultimo saluto: «Nel 2014 ho dedicato l’apertura del mio libro, “I Campioni”, a Franco Scisciani. Devo infatti a lui se sono riuscito in qualche modo a ricostruire non solo la sua straordinaria carriera, ma anche le vicende e i personaggi di uno sport che alla nostra città ha portato, in più di cento anni, tantissimi prestigiosi trofei. Sono davvero desolato per questa scomparsa. Lo sport civitavecchiese perde una delle sue pietre miliari, un grande campione, un uomo d’altri tempi, generoso e profondamente onesto». Domani alle 15 alla chiesa di San Gordiano i funerali. (Agg. 09/03 ore 18.52 SEGUE)

IL PROFILO SPORTIVO – Nato l’8 gennaio 1934 a Civitavecchia, Franco Scisciani era cresciuto tra i giovani allievi della “Boxe Arena”. Il fascino del ring, in una città che già vantava una lunga tradizione pugilistica, fu per lui irresistibile. Frequentando gli ambienti dove erano ancora fresche le orme dei fortissimi pugili civitavecchiesi del passato, Franco cominciò l’attività agonistica giovanissimo. Peso welter poi medio, da dilettante disputò una settantina di incontri, conquistando il primo successo importante nel 1955 a Barcellona, quando vinse la medaglia d’argento ai Giochi del Mediterraneo. Nello stesso anno partecipò ai campionati europei a Berlino, dove ai quarti di finale subì un’ingiustizia clamorosa al termine dell’incontro col sovietico Scharerjan, quando fu eliminato addirittura dopo essere stato proclamato vincitore. Una beffa che scatenò l’inferno all’interno dello Sportpalast, dove si erano riunite cinquemila persone in stragrande maggioranza di nazionalità italiana. Una vergognosa decisione che spinse i dirigenti della Federazione italiana ad abbandonare le gare. Nel 1956 divenne campione internazionale militare, titolo che arrivò poco prima della sua partecipazione alle Olimpiadi. Ai quarti di finale del torneo olimpico di Melbourne, Franco ebbe la sfortuna di incontrare un fenomenale portoricano – con passaporto americano – un pugile leggendario che da professionista diventò per quattro volte campione mondiale dei medio-massimi: José Torres. Scisciani, comunque, fu battuto non senza una certa difficoltà da Torres, il quale dovette poi inchinarsi, in finale, di fronte alla straordinaria classe dell’ungherese Laszlo Papp. Passato professionista nel 1957, dopo aver di nuovo conquistato il titolo internazionale militare, il civitavecchiese si distinse per una lunga serie di vittorie, alcune delle quali ottenute grazie alla sua pesante mazzata di destro, un pugno particolarmente violento e capace di chiudere il match fin dalle prime battute. Dopo aver sconfitto elementi quali Dante Madella, Aldo Chiesa e Aristide Dal Piaz, il 6 marzo 1958 Scisciani affrontò e batté il fortissimo Jean Ruellet, challenger al titolo di Francia, un solidissimo ed esperto combattente che si era già misurato con i migliori elementi europei e che accettò di incontrarlo sul ring del teatro Traiano di Civitavecchia. Quello stesso anno arrivarono altri cinque successi per lui: il mulatto Louis Trochon perse ai punti in otto riprese ma andò al tappeto ben due volte colpito dai ganci del civitavecchiese. Poi toccò all’ex campione d’Italia Gino Rossi, che al settimo round fu costretto al ritiro a causa della rottura della clavicola destra, centrata dalla dinamite contenuta nel guantone dell’avversario. E ancora Roger Maletrez, che andò ko al primo minuto in quel di San Remo, mentre al teatro Traiano di Civitavecchia lo straordinario incassatore spagnolo Domingo Lopez perse ai punti dopo una battaglia per lui durissima. Infine il tedesco Gerhard Moll, pugile coriaceo e battagliero, atterrato alla prima ripresa e poi battuto nettamente ai punti. Scisciani conservò l’imbattibilità per quasi due anni, per poi perderla contro il potente campione d’Italia dei pesi medi Italo Scortichini, proprio il giorno del suo venticinquesimo compleanno. Fu una sconfitta cocente per lui che comunque uscì dal confronto ingigantito sulla scala dei valori nazionali; una posizione che lo qualificò, a tutti gli effetti, come lo sfidante ufficiale al titolo d’Italia. Il 3 novembre del 1959, a Civitavecchia, Scisciani batté Remo Carati – un bravo atleta bolognese di due anni più vecchio e con una consolidata esperienza alle spalle – e conquistò il titolo italiano dei pesi medi. Sei mesi più tardi, dopo essere stato battuto da Bruno Fortilli nel match valido per il titolo italiano, Franco Scisciani abbandonò improvvisamente e prematuramente l’attività. (Agg. 09/03 ore 19.21)

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Tornano le offerte low cost per la Sardegna

CIVITAVECCHIA – Anche quest’anno si rinnova la partnership tra Grimaldi Lines ed il Consorzio Sardegna Turismo e Servizi che garantirà sconti e riduzioni per i collegamenti con la Sardegna ed i soggiorni sull’isola presso le oltre 250 strutture aderenti il consorzio Sts , per un totale di 40mila posti letto.

Per le partenze da gennaio a giugno e dal 16 settembre al 31 dicembre è previsto il 15% di sconto, mentre per le partenze dal 1 luglio al 15 settembre del 10%. l’offerta è valida per i collegamenti marittimi Livorno – Olbia, Civitavecchia – Olbia, Civitavecchia Porto Torres , Porto Torres – Barcellona e viceversa. Lo sconto sarà inoltre cumulabile con le promozioni ‘‘Super advanced booking’’ e ‘‘ last minute 7 giorni’’.

La compagnia metterà a disposizione le navi gemelle Cruise Bonaria e Mykonos Palace, che verranno sottoposte ad un intervento di restyling, affiancate dalla già operativa Cruise Olbia. Il servizio offerto comprende cabine interne ed esterne standard e superior, ristorante à la carte, self – service, piscina, discoteca, cinema, sala  videgames, internet point e sala giochi per bambini. È possibile prenotare ed usufruire delle agevolazioni sul sito web www.sardegnasullacrestadellonda.it per prenotare presso una delle strutture convenzionate, e poi inserire il codice sconto che verrà fornito sul sito www.grimaldi-lines.com durante l’acquisto del viaggio.

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