IL COMMENTO AL VANGELO. Credere alla parola del Signore

III domenica di Pasqua
 

*di Don Ivan Leto

Lc  24,35-48

35In quel tempo i due discepoli tornati da Emmaus narravano ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto Gesù nello spezzare il pane. 36Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». 37Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. 38Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? 39Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». 40Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. 41Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». 42Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; 43egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
44Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». 45Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture 46e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, 47e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. 48Di questo voi siete testimoni


Il vangelo di questa domenica racconta un altro evento. Sempre nel medesimo giorno, “il primo della settimana”, ma alla sera, i due discepoli tornati a Gerusalemme sono nella camera alta, a raccontare agli Undici e agli altri “come hanno riconosciuto Gesù nello spezzare il pane”. Ed ecco che, improvvisamente, si accorgono che Gesù è in mezzo a loro e fa udire la sua parola: “Pace a voi!”. Non consegna loro parole di rimprovero per la loro fuga al momento del suo arresto, non redarguisce Pietro per il rinnegamento, non dice nulla sul fatto che essi non sono più Dodici, ma solo Undici, perché il traditore se n’è andato. No, dice loro: “Shalom ‘aleikhem! Pace a voi!”, saluto abituale per i giudei, ma che quella sera risuona con una forza particolare. Questo saluto, rivolto ai discepoli profondamente scossi e turbati dagli eventi della passione e morte di Gesù, significa innanzitutto: “Non abbiate paura!”.

La resurrezione ha radicalmente trasformato Gesù, l’ha trasfigurato, reso “altro” nell’aspetto, perché egli ormai “è entrato nella sua gloria”, e può solo essere riconosciuto dai discepoli attraverso un atto di fede. Quest’atto di fede è difficile, faticoso: gli Undici stentano a viverlo, a metterlo in pratica. Non a caso Luca annota che i discepoli “sconvolti e pieni di paura, credono di vedere uno spirito”, allo stesso modo con cui i discepoli sul cammino di Emmaus credevano di vedere un pellegrino. Allora Gesù li interroga: “Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; uno spirito non ha carne e ossa, come vedete che io ho”. Nel dire questo, mostra loro le mani e i piedi con i segni della crocifissione. Sì, il Risorto non è altro che colui che è stato crocifisso! Questa ostensione da parte di Gesù delle sue mani e dei suoi piedi trafitti per la crocifissione è un gesto che chiede ai suoi discepoli di incontrarlo innanzitutto nei segni della sofferenza, del patire e del morire. La carne piagata di Cristo è la carne piagata dell’umanità. Eppure, nonostante queste parole e questo gesto, i discepoli non arrivano a credere, malgrado un’emozione gioiosa non giungono alla fede. È vero, noi esseri umani approdiamo facilmente alla religione, ma difficilmente arriviamo alla fede; viviamo facilmente emozioni “sacre” o religiose, ma difficilmente aderiamo a Gesù Cristo e alla sua parola. Eppure il Risorto ha grande pazienza, per questo offre alla sua comunità una seconda parola e un secondo gesto. Chiede loro se hanno qualcosa da mangiare, ed essi gli offrono del pesce arrostito, il cibo che abitualmente mangiavano insieme, quando vivevano l’avventura della vita comune in Galilea. Ricevutolo, Gesù lo mangia davanti a loro! Gesù dà ai discepoli questi segni, che in verità contengono verità indicibili, affinché credano che il Crocifisso ha vinto realmente la morte. Il suo corpo crocifisso è un corpo ora vivente, “un corpo spirituale”, cioè vivente nello Spirito, dirà l’Apostolo Paolo. Ed ecco che, mentre il Risorto ricorda e spiega la parola di Dio contenuta nelle sante Scritture, opera il vero miracolo: “aprì loro la mente per comprendere le Scritture”. Gesù si fa insieme a loro esegeta, interprete delle profezie che lo riguardavano, ricorda anche le sue parole consegnate durante la predicazione in Galilea, mostrando la necessitas del compimento, della realizzazione nella sua vita nella sua morte. La fede pasquale scaturisce dalla fede e dalla conoscenza delle sante Scritture, come ancora professiamo nel Credo: “Morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture. Con tanta fatica Gesù ha reso nuovamente credenti quei discepoli che erano venuti meno durante la sua passione, li ha resi testimoni della sua morte e resurrezione, li ha resi capaci di comprendere cosa sia il perdono dei peccati che essi devono annunciare, in virtù del loro essere stati i primi a ricevere il perdono dal Risorto.

 Don Ivan Leto
* Parroco di San Gordiano Martire in Civitavecchia 
Diocesi Civitavecchia-Tarquinia

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La CoserAniene strappa altri due pass

Altri due pass per gli Italiani di categoria centrati dalla CoserAniene che non smette di strappare successi e di togliersi grandi soddisfazioni. Dopo i qualificati della scorsa settimana nella categoria Juniores, infatti, gli atleti del sodalizio romano-civitavecchiese diretti dai tecnici Enrico Rovetto e Fabio De Santis sono tornati nella vasca del Centro Sportivo Pietralata di Roma per disputare la seconda fase delle finali regionali della categoria Ragazzi/e. A centrare al qualificazione sono stati Elia Vicidomini e Giulia Corallo che, entrambi nei 100 e 200 delfino, vanno a rimpolpare il già folto gruppo di atleti della CoserAniene.
«Siamo – commentano gli allenatori Enrico Rovetto e Fabio De Santis – molto soddisfatti. Quest’anno siamo riusciti a qualificare dieci atleti del vivaio sui 27 totali, questo a dimostrazione che il lavoro dello staff e l’impegno dei ragazzi stanno dando i frutti sperati. Ora ovviamente speriamo di ripeterci e toglierci altre soddisfazioni agli Italiani».

Gi. Mor.

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Vecchia: poker Allievi, gli Juniores fermano la capolista

di MATTEO CECCACCI

Dopo la settimana di stop indetta dal presidente Zarelli a causa del maltempo, anche il settore giovanile del Civitavecchia Calcio 1920 ha potuto riassaporare l’odore del manto erboso del Vittorio Tamagnini. Due vittorie, un pareggio e due sconfitte: questo è il resoconto del weekend nerazzurro. A dire la verità, però, ci sarebbe una terza sconfitta, forse la più clamorosa e inaspettata, una sconfitta che molto probabilmente nessuno si sarebbe mai immaginato, soprattutto patron Iacomelli. Un vero e proprio fulmine a ciel sereno, sia per gli appassionati di sport e di calcio giovanile. È l’addio del direttore sportivo dell’agonistica Mauro Magi. L’ex dielleffino nella giornata di domenica, nel tardo pomeriggio, ha rassegnato dinanzi all’intero direttivo le sue dimissioni. Ancora incerto il suo futuro, anche se i vari indizi portano a dire che Magi sarebbe in procinto di partire verso nuovi lidi di prestigiose società laziali. Un addio che in questo momento non ci voleva, soprattutto per la complicatissima stagione delle categorie civitavecchiesi, ma andiamo con ordine. (Agg. 13/03 ore 17.43 SEGUE)

GLI JUNIORES DEL CIVITAVECCHIA – Pareggio a reti bianche degli Juniores Elite di Pino Brandolini che, nella 9^ giornata di ritorno, fanno 0-0 contro la capolista Tor di Quinto. Un segno ics giusto, dato che il match è stato equilibrato fino al 90’. Onore al merito al Civitavecchia che in entrambe le sfide non ha fatto mai prevalere il team di patron Massimo Testa. A Via del Baiardo il primo tempo vede la noia padrona del campo, se non fino al 35’ quando Carolis, estremo difensore del Tor di Quinto, per bloccare un cross in volata, cade a terra bruscamente; l’arbitro interrompe immediatamente il gioco e mister Moretti è obbligato a far entrare Natali. Nella ripresa i locali si fanno avanti, prima con Sornoza che non c’entra lo specchio della porta e dopo con Libertini che trova un reattivo Paniccia. La Vecchia reagisce e ci prova con Gaudenzi, ma il portiere gli nega la gioia del gol. Nel finale di tempo è capitan Pietranera ad avere la meglio, ma a tu per tu con Natali si lascia ipnotizzare. Al triplice fischio è 0-0 e il Tor di Quinto può così esultare amaramente il suo confermatissimo primato in classifica con 61 punti all’attivo a +7 dal Pro Roma, con la consapevolezza però, di non essere mai riusciti a battere in questa annata il Civitavecchia. Per i nerazzurri un punto d’oro, anche se l’obiettivo erano i tre punti per inseguire quella zona playoff tanto ambita, ancora distante cinque punti. I tirrenici ora navigano al sesto posto della graduatoria con 38 punti all’attivo in attesa della penultima della classe Vis Aurelia del tecnico Incarbona. La capolista invece, sarà ospite dell’Almas Roma. (Agg. 13/03 ore 18.11 SEGUE)

LE FORMAZIONI DEGLI ALLIEVI E DEI GIOVANISSIMI IN MAGLIA NERAZZURRA – Poker degli Allievi Elite di Andrea Rocchetti che rifilano all’Arnaldo Fuso di Ciampino quattro gol all’Almas Roma di mister Tariciotti. Tre punti di fondamentale importanza che in chiave salvezza fanno ben sperare in questi ultimi sei incontri. I primi 40’ hanno visto il gol in apertura dei locali, grazie al sigillo di Gasperini, bravo ad approfittare un errore difensivo. Gli ospiti non ci stanno e reagiscono poco dopo ribaltando il risultato nell’arco di 6’: prima è Belloni, abile ad appoggiare il pallone in rete dopo la respinta di Rosiello, dovuta al tiro precedente da fuori area da parte di Gravina e dopo con capitan Loi dagli undici metri, grazie al penalty guadagnato da Belloni. Nella ripresa la Vecchia parte forte e gestisce bene il risultato concedendo pochi spazi all’Almas. Al 22’ arriva il tris firmato Tomaselli che, approfittando dell’ottimo assist di Loi da calcio di punizione, batte Fatello. Il definitivo 4-1 che chiude del tutto le speranze dei capitolini, lo mette a segno Manuel Fattori con un gran tiro dalla distanza. Al triplice fischio di Calabretta i nerazzurri possono vantare la loro settima vittoria stagionale che li fa stazionare al quartultimo posto della classifica con 25 punti all’attivo in compagnia dell’Aurelio Fiamme Azzurre a -1 dall’Ottavia e con la Totti Soccer School inseguitrice a -1. I biancoverdi invece, in piena crisi, rimangono al penultimo posto con 13 punti, consapevoli che la matematica già li ha condannati ai playout.
Niente da fare per i Giovanissimi Elite del tecnico Pasquale Oliviero che tra le mura amiche perdono 2-0 col Savio di mister Ciciotti, al posto dello squalificato Iacovolta. La gara si svolge maggiormente nella prima frazione di gioco in cui i blues siglano entrambe le reti. A mettere a segno i due gol è il talento romano De Sanctis che nell’arco di 3’ realizza una doppietta. Il Civitavecchia reagisce con un tiro di Liberati nel finire di tempo, ma la conclusione esce di poco fuori.
Nella ripresa il quotato Savio prevale nei restanti 35’, ma Fioretti si fa valere molto tra i pali, in particolar modo sulle conclusioni di Faziani e Ippolito. La Vecchia trova difficoltà a superare la metà campo avversaria e di conseguenza è obbligata a tirare dalla distanza senza impensierire l’estremo difensore ospite. L’ultima occasione è targata Savio con De Chiara, ma il suo tiro lambisce la traversa. Al triplice fischio è 2-0 Savio e il team di Ciciotti può festeggiare il suo diciottesimo successo che li fa stazionare al secondo posto in compagnia con l’Ostiamare, prossima rivale dei nerazzurri. La compagine di Oliviero, penultima in classifica con 15 punti insieme all’Sff Atletico e Rieti, vede così spegnersi la speranza salvezza, in quanto gli scontri diretti li ha già giocati tutti, tranne il Rieti.
Una condanna molto pesante che diventerà certezza la prossima settimana, a meno che non succeda un vero e autentico miracolo all’Anco Marzio di Ostia.
Nel match valevole per la 3^ giornata di ritorno gli Allievi regionali fascia B di mister Mazza perdono 3-1 con la capolista Honey che si conferma sempre più in vetta con 37 punti a +6 dal Montefiascone e Fiumicino. Il match ha visto un buon primo tempo, equilibrato e ricco di occasioni. A sbloccare il risultato sono i locali alla mezz’ora con Iossa che beffa Formisano in uscita. Gli ospiti rispondono prontamente con Capogrossi, bravo a trafiggere Petrucci in area di rigore. Nella ripresa ad avere la meglio è l’Honey che risulta più aggressiva e coraggiosa della Vecchia. È il neo entrato Romeo che in 2’ mette a segno una doppietta che chiude del tutto la partita. Esultano i gialloneri e escono amareggiati i nerazzurri che rimangono al quarto posto della classifica con 24 punti in compagnia del Pianoscarano in attesa della sfida casalinga col Fiumicino, seconda della classe.
Continua il positivo e lungimirante cammino dei Giovanissimi regionali fascia B di Andrea Gualtieri che rifilano tre gol al Calcio Tuscia. I primi 35’ hanno visto buon gioco e altrettanta determinazione di entrambe le squadre, ma a passare in vantaggio sono i nerazzurri che appena dopo 5’ siglano l’1-0 grazie al gol di Palma che scaglia un bolide di destro dai venti metri col pallone che si infila sotto la traversa. Il Calcio Tuscia ci prova a ristabilire gli equilibri più volte, ma la bravura di Bracchi nega la gioia agli ospiti. Nella ripresa la Vecchia dilaga e mette a segno il 2-0 con il neo entrato Jacopino Mancini, bravo a beffare Tegoni dopo una bella azione corale. Il Calcio Tuscia risponde con il colpo di testa di Froidani, ma va alto sopra la traversa. A chiudere definitivamente il match ci pensa Tizi Crepaccioli, bravo a sfondare la porta dell’estremo difensore ospite dopo un’ottima azione personale, senza dubbio il migliore in campo. Per i classe 2004 è la dodicesima vittoria stagionale che porta il Civitavecchia secondo in classifica a -4 dalla capolista con la Leocon che insegue a -1 insieme al Campus Eur.
«È stata – spiega il tecnico Gualtieri a fine gara – una partita giocata bene. Siamo tornati a giocare dopo quasi un mese di stop. Purtroppo, a causa del maltempo, non abbiamo neanche avuto modo di disputare le varie amichevoli organizzate. Ora viene il bello, ci giochiamo la stagione nei prossimi due incontri, ma pensiamo partita per partita. Adesso faremo una settimana intensa per affrontare al meglio la capolista, poi penseremo al derby con la Leocon. Voglio ricordare – conclude il mister – che all’andata con l’Honey tra pali e traverse colpite abbiamo fatto 1-1. Sono convinto che il calcio quello che una volta ti toglie, poi deve ridartelo». (Agg. 13/03 ore 18.40)

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Esplosione in una villetta di Montalto: un weekend d’amore finito in tragedia

MONTALTO DI CASTRO – Un’esplosione improvvisa nel cuore della notte poi la tragedia nel comprensorio turistico Torre di Maremma a Montalto di Castro. Un ragazzo di soli 26 anni, Walid Elsayed, è morto; mentre la sua compagna, Beatrice Meduri, romana di 24 anni, è stata trasferita in eliambulanza al Sant’Eugenio di Roma in gravi condizioni per le ustioni riportate. 
Il fatto è accaduto intorno all’una  e mezza di ieri notte in un appartamento al civico 39 del complesso C9, nel residence della cittadina castrense, situato nei pressi delle Murelle. La villetta è andata quasi completamente distrutta. I muri non hanno retto alla deflagrazione. Finestre distrutte, soffitto e pareti crollati con calcinacci schizzati all’esterno che hanno invaso il giardino dell’abitazione. Altre tre case attigue sono rimaste danneggiate. Uno scenario agghiacciante. 
L’ALLARME. Subito dopo il boato è scattato l’allarme lanciato dai vicini, con il vigilantes di turno, dell’istituto di Vigilanza privata Marcoccia, che ha allertato i colleghi.  Sul posto si sono precipitati i Carabinieri della stazione di Montalto, i poliziotti del Commissariato di Tarquinia, con gli uomini della Scientifica, e i vigili del fuoco di Gradoli e di Viterbo, questi ultimi intervenuti con un’autobotte. I pompieri hanno subito spento l’incendio e messo in sicurezza l’area.  I medici del 118 intervenuti non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del giovane ritrovato a brandelli nei pressi del giardino dell’abitazione, sbalzato fuori al momento dell’esplosione a distanza di diversi metri con tutte le macerie. La ragazza è stata invece ritrovata agonizzante e in stato di choc. Urlava disperata.  
FORSE UNA FUGA DI GAS. A causare l’esplosione probabilmente una fuga di gas proveniente dai tubi interni all’abitazione. La perdita avrebbe saturato completamente l’ambiente del pian terreno, fino al boato finale originato, forse, da una scintilla o un contatto elettrico. Due le bombole di gas rinvenute in un casottino nell’area esterna all’abitazione. Una delle due, secondo quanto appreso, sarebbe stata trovata fredda, come se si fosse da poco svuotata. Saranno comunque gli inquirenti a ricostruire con esattezza quanto effettivamente accaduto. I Vigili del fuoco ieri mattina sono tornati sul luogo della tragedia anche per verificare lo stato delle case vicine, tre di esse in parte danneggiate. 
L’AUTOPSIA. Il magistrato di turno, la dottoressa Alessandra D’Amore della Procura di Civitavecchia, ha disposto l’autopsia sul corpo del ragazzo che è stato trasferito presso l’istituto di medicina legale del cimitero del Verano a Roma. 
UN WEEKEND D’AMORE FINITO IN TRAGEDIA. Il giovane, straniero ma residente a Roma, era giunto a Montalto di Castro con la fidanzata per trascorrere il weekend nella villetta di proprietà della famiglia di lei. Una tragedia inimmaginabile. Sul posto si sono precipitati i famigliari del ragazzo. 
LA RICOSTRUZIONE. La giovane, secondo quanto appreso, non sarebbe in pericolo di vita. Avrebbe riportato ustioni al 50% del corpo, in modo particolare alle gambe e alle braccia. Secondo quanto ricostruito, la giovane coppia si trovava al piano superiore della villetta, quando il ragazzo, avvisato dalla compagna di una strana puzza di gas, sarebbe sceso al piano inferiore, con l’ambiente già evidentemente saturo di gas. A quel punto non si sa cosa possa essere accaduto. Il 26enne, con precedenti specifici noti alle forze dell’ordine, forse ha tentato di accendere qualcosa per capire la provenienza dell’odore di gas. Un gesto che sarebbe stato fatale. Inevitabile la deflagrazione, con il ragazzo scaraventato nell’area esterna della villetta. Lei, invece, cosciente, ai Carabinieri avrebbe tentato, lamentandosi del dolore, di raccontare con poche parole confuse cosa fosse accaduto. 
Sono stati poi i poliziotti della Scientifica ad identificare il ragazzo, grazie anche ai tatuaggi che il giovane aveva sul corpo. Sarà ora l’autopsia a cercare di fare chiarezza su quella che doveva essere una fuga d’amore al mare finita in tragedia. 
a.r.

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Ancora neve in collina

ALLUMIERE – Nuova ondata di maltempo in collina con i fiocchi di neve che sono tornati a scendere. I due Comuni di Allumiere e Tolfa sono attanagliati da una morsa di ghiaccio. Scuole chiuse ad Allumiere e Tolfa anche oggi. Duro lavoro da 4 giorni e notti delle amministrazioni comunali, dei due gruppi di Protezione Civile, dell’Agraria, delle ditte private che hanno messo a disposizione uomini e mezzi e dei volontari. Ieri, poi, sono drasticamente scese le temperature. Le amministrazioni delle Università Agearie di Alumiere e Tolfa in questi giorni oltre a fornire i mezzi ai Comuni hanno provveduto a portare cibo e acqua agli animali.

Ad Allumiere, nonostante l’infortunio all’occhio, il coordinatore della Prociv, Alfonso Superchi, è sempre in prima linea in questa emergenza. Per tutto il giorno di martedì e fino alla mezzanotte lui e i volontari Prociv hanno sparso il sale, spalato la neve, portato viveri e la spesa alle famiglie residenti nelle campagne provvedendo a liberare le strade d’accesso bloccate dalla neve e a ripristinare la viabilità nelle vie, nelle piazzette e nei vicoletti. Fino alle 2.30 di notte hanno provveduto a pulire la strada e il piazzale delle scuole e a spargere il sale. Terminata nella notte la scorta di sale alle 9.30 di mercoledì è arrivato un bilico con 34 tonnellate di sale e quindi i volontari hanno ricominciato a lavorare senza sosta. «Non ci fermiamo e continuiamo a lavorare e la situazione è sotto controllo – spiega il coordinatore della Prociv Allumiere, Alfonso Superchi – continuiamo a passare coi mezzi spargisale e spazzare la neve. Più di così non si può fare. Questa ondata di gelo, ghiaccio e neve (sono scesi oltre 40 cm di neve) è un evento eccezionale e bisogna lavorare tutti uniti. Ringraziamo l’Agraria che ci ha messo a disposizione i mezzi». Prociv e Croce Rossa stanno continuando il servizio trasporto dei dializzati e del personale medico. «Prima abbiamo dato la priorità alle strade principali, poi a quelle secondarie e, infine, ai vicoli interni (coi Bobcat cingolati) e le vie rurali. Ce la stiamo mettendo tutta per tenere sotto controllo la situazione – spiega il sindaco di Allumiere, Antonio Pasquini – la macchina organizzativa sta funzionando. Stiamo tenendo accesa al minimo le caldaie della scuola per garantire una scuola calda agli alunni e al personale. Abbiamo provveduto a ripulire manualmente anche i marciapiedi e garantito ad una famiglia di poter fare il funerale al loro caro. Ci siamo dovuti occupare e ci stiamo occupando da soli di ben 104,64 km di strade tra viabilità comunale e quella provinciale senza vedere un mezzo della Provincia. Ringrazio di cuore Alfonso Superchi e tutti i volontari della Prociv che stanno facendo un lavoro encomiabile: lavorano al gelo notte e giorno in modo impeccabile. Grazie a tutti gli amministratori di maggioranza tutti presenti e collaborativi e al consigliere d’opposizione Roberto Taranta che a La Bianca ha molto collaborato, ai vigili, ai dipendenti, all’Agraria, alle imprese e ditte che hanno messoa disposizione uomini e mezzi. Un grazie speciale a tutti i cittadini che hanno collaborato e danno una mano». Prosegue senza sosta il grande e proficuo lavoro sinergico fra amministrazione comunale, Protezione Civile, Agraria, i ragazzi del clan degli scout (volontari) e le ditte private. Il sindaco Luigi Landi e il vicesindaco Stefania Bentivoglio (incurante della bronchite continua a lavorare) sono in prima linea e stanno coordinando il lavoro di tutti.»Abbiamo fatto (e continuiamo a fare) un grandissimo il lavoro. Tutte le strade principali e quelle secondarie sono state liberate. Sono stati portata via anche i blocchi di neve che erano ai bordi delle carreggiate. Coi mezzi spazzaneve e spargisale siamo arrivati ovunque grazie anche all’eccezionale lavoro della Prociv edegli scout che manualmente hanno liberato le strade. La Protezione Civile di Tolfa continua a lavorare senza sosta notte e giornospargendo sale e pulendo. Un grazie speciale a tutti i volontari e ai cittadini che si sono impegnati e hanno collaborato.

Rom. Mos.

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''La signora rinunci a fare la scrutatrice''

LADISPOLI – Prese di posizione da parte dell’amministrazione comunale di Ladispoli sulla presenza di Maria Pezzillo, moglie di Antonio Ciontoli, tra le liste degli scrutatori elettorali.

Il primo a prendere la posizione è stato il sindaco di Ladispoli Alessandro Grando il quale ha inviato una nota stampa per chiedere alla signora Pezzillo di rinunciare all’incarico.

«Abbiamo appreso dagli organi di stampa che tra i 106 scrutatori sorteggiati in modo telematico dall’apposita Commissione elettorale lo scorso 7 febbraio c’è anche il nome della signora Maria Pezzillo. Consorte di Antonio Ciontoli. Siamo del parere che in questo momento la signora Pezzillo non sia interessata a svolgere il ruolo di scrutatrice a Ladispoli, la invitiamo, per una questione di opportunità, a far pervenire all’Ufficio elettorale del Comune la sua rinuncia ufficiale».

«Rinnovando l’invito a rinunciare – prosegue Grando – cogliamo l’occasione per segnalare come questa incresciosa vicenda abbia comunque testimoniato l’assoluta correttezza del lavoro svolto dalla Commissione elettorale che, al fine di non favorire alcuni a danno di altri, ha preferito procedere con l’estrazione a sorte. Sono stati estratti 106 numeri per individuare gli scrutatori titolari e altri 30 per i supplenti».

Il sindaco Grando ha spiegato le modalità con le quali si è svolta la selezione: «La seduta pubblica si è svolta alla presenza del Segretario Generale, del sottoscritto, dei commissari Risso, De Simoni e Palermo e di alcuni cittadini. A ciascun numero corrispondeva un nominativo dell’Albo degli scrutatori, che non è stato consultato seduta stante bensì utilizzato successivamente per compilare gli elenchi.»

L’intervento di Grando di chiude con un appello: «Ci attendiamo un segnale di buon senso da parte della signora Pezzillo».

Ad intervenire nella vicenda sono stati anche i legali della famiglia Ciontoli che assistono la signora Pezzillo nel caso della morte di Marco Vannini, gli avvocati Andrea Miroli e Pietro Messina.

«Con riferimento alla notizia di stampa pubblicata – spiegano i legali – si precisa come la Sig.ra Maria Pezzillo sia una cittadina che gode pienamente dei diritti civili e politici garantiti dalla Costituzione ed, in quanto tale, iscritta nelle liste per le commissioni elettorali, peraltro in data antecedente ai fatti del maggio 2015.»

I legali della famiglia Ciontoli sono tornati una seconda volta sul tema con particolare attenzione sulle parole espresse dal sindaco Alessandro Grando.

«Non possiamo che esprimere un senso di profondo imbarazzo di fronte alle improvvide dichiarazioni del Sindaco Grando il quale ha (semplicemente) "calpestato" alcuni articoli della nostra Costituzione, dimostrando la propria subalternità ai farneticanti navigatori del web in spregio al proprio ruolo istituzionale di difensore dei diritti civili di tutti i cittadini. Cosi facendo si è unito a coloro che, utilizzando la "gogna mediatica", hanno praticamente "bandito" un’intera famiglia dalla propria città.

Ora, forse – concludono i legali – dobbiamo aspettarci che lo stesso ci faccia pervenire ulteriore "invito" a non esercitare neanche il diritto al voto!»

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Il giornalino di Gianburrasca – 10 dicembre

Evviva gli sposi! Evviva Giannino! E abbasso le minestre di capellini! Finalmente la pace è tornata in famiglia e tutto per merito mio.

Stamattina dunque, come mi ero ripromesso, io stavo all’erta; e quando ho sentito un po’ di rumore in casa, zitto zitto mi sono alzato, mi son vestito e sono stato ad aspettare gli eventi. Nessuno pensava a me. Ho sentito il babbo, la mamma, Ada e Virginia che sono scesi giù dalle loro camere; poi è venuto l’avvocato Maralli, e in ultimo ha suonato il campanello il vetturino e tutti sono usciti.

Allora io che stavo pronto, lesto come una saetta, sono sbucato dalla mia camera, sono uscito di casa, e via a corsa precipitosa dietro la carrozza che si era appena mossa. L’ho raggiunta poco distante da casa, ho agguantato la traversa di legno che è in fondo, dietro il mantice, e mi son ficcato lì a sedere, come fanno i ragazzi di strada, pensando fra me: – Ecco che ora non potrete più nascondermi dove andate! – Il più bello poi è questo: che stando lì, udivo tutti i discorsi che facevano dentro la carrozza. E tra l’altro ho sentito il Maralli che diceva: – Per carità, badate che quel tremoto di Gian Burrasca non sappia niente di questa nostra gita… altrimenti lo ridice a mezzo mondo! – Cammina cammina, dopo molto tempo la carrozza s’è fermata e tutti sono scesi. Ho aspettato un poco e poi sono sceso anch’io.

Oh meraviglia! Si era davanti a una chiesetta di campagna, nella quale erano entrati i miei genitori, le mie sorelle e il Maralli. – Che chiesa è questa? – ho domandato a un contadino che era lì fuori. – È la chiesa di San Francesco al Monte. –

Sono entrato anch’io, e ho visto dinanzi all’altare maggiore inginocchiati davanti al prete l’avvocato Maralli e Virginia, e più indietro Ada, il babbo e la mamma. Io, strisciando lungo la parete della chiesa, mi sono avvicinato all’altare senza che nessuno si accorgesse di me, e così ho potuto assistere a tutto lo sposalizio, e quando il prete ha domandato a Virginia e al Maralli se erano contenti di sposarsi e che loro hanno risposto di sì, allora sono uscito a un tratto fuori dell’ombra e ho detto: – Sono contento anch’io; e allora perché non mi avete detto niente, brutti cattivi? – Non so perché, ma in quel momento m’è venuto da piangere, perché quell’azione mi era dispiaciuta davvero, e tutti sono rimasti così meravigliati della mia apparizione, che nessuno ha fiatato. Ma subito la mamma si è messa a singhiozzare e mi ha preso tra le braccia e mi ha baciato, domandandomi con voce tremante: – Giannino mio, Giannino mio, ma come hai fatto a venir fin qui? – Il babbo ha borbottato: – Una delle solite! – Anche Virginia, dopo lo sposalizio, piangeva e mi ha abbracciato e baciato, ma il Maralli m’è parso molto malcontento, e presomi per un braccio mi ha detto: – Bada bene, Giannino, che non ti scappi detto a nessuno, in città, quello che hai visto… Hai inteso? – E perché? – Non ti impicciare del perché. Non son cose che possono capire i ragazzi, queste. Sta’ zitto e basta. –

Ecco dunque un’altra delle tante solite cose che i ragazzi non possono capire! Ed è possibile – domando io – che delle persone grandi credano sul serio che una ragione simile possa soddisfare un ragazzo?

Basta. L’interessante per me è che ora tutti mi vogliono bene; siamo tornati a casa, e nel ritorno sono stato a cassetta col vetturino, e ho guidato quasi sempre io; e, quel che più conta, ora non mangerò più minestre di capellini per un pezzo.

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Il giornalino di Gianburrasca – 12 Dicembre

Gran bella cosa per un ragazzo avere delle sorelle grandi che piglian marito! Giù la sala da pranzo pare diventata una bottega di pasticcere… Vi sono preparate paste di tutte le qualità: le migliori però sono quelle con la conserva di frutta, ma son buoni anche i diti con la crema dentro, sebbene abbiano il difetto che quando si mettono in bocca da una parte per mangiarli, la crema scappa via da quell’altra, e anche le maddalene nella loro semplicità sono squisite, ma in quanto alla delicatezza le marenghe bisogna lasciarle stare… Io però non le ho lasciate stare, e di quelle ne ho mangiate nove… Sono così fragili, che si struggono in bocca e non durano nulla. Tra un’ora gli sposi torneranno dal Municipio con i testimoni e tutti gli invitati, e allora avrà principio il rinfresco.

In casa c’è soltanto Ada che piange, poveretta, perché vede che tutte le sorelle piglian marito e lei ha paura di far come la zia Bettina. A proposito: la zia Bettina non è venuta, benché il babbo l’abbia invitata. Ha risposto che non si sentiva di affrontare il viaggio, e che mandava tanti auguri di felicità dal fondo del cuore, ma Virginia ha detto che non sa che se ne fare, e che sarebbe stato meglio se quell’avaraccia le avesse mandato un regalo.


Giornalino mio, rieccoci daccapo chiusi in camera, e forse, Dio non voglia, condannati alle minestre di capellini! Quanto sono disgraziato! Sono tanto disgraziato che piangerei chi sa come, se non mi venisse da ridere nel ripensare alla faccia del Maralli quando è scoppiata la gola del caminetto. Com’era buffo, con quel barbone che gli tremava tutto dalla paura! Il disastro è stato grande; ed è inutile dire che la causa sono stato io, perché io sono la disperazione dei miei genitori e la rovina della casa… per quanto, alla fin dei conti, la rovina si riduca a una sola stanza e precisamente al salotto di ricevimento.

Ecco dunque com’è andato il fatto. Quando il Maralli, mia sorella, il babbo, la mamma e tutti gli altri son tornati dal Municipio faceva un gran freddo, ragione per cui uno degli invitati, entrando nella sala da pranzo, ha detto: – Siamo tutti intirizziti; se ci date anche il rinfresco, moriremo qui assiderati! – Allora Virginia e l’avvocato Maralli hanno chiamato subito Caterina e le han fatto accendere il caminetto nella sala da ricevere. La Caterina, poveretta, ha obbedito e… Dio, che bomba! È parsa proprio una bomba; e poi lì per lì, tra la polvere, sotto 1a pioggia dei calcinacci che schizzavano qua e là si è creduto che rovinasse tutta la casa. Caterina è cascata lunga distesa senza più dar segno di vita; Virginia, che stava lì a vederle accendere il caminetto, ha cacciato un urlo come quando trovò il fantoccio sotto il letto; e il Maralli, bianco come un cencio lavato, scoteva il barbone e ballettava per la stanza ripetendo: – Mamma mia, il terremoto! Mamma mia, il terremoto! – Molti invitati sono scappati via. Il babbo, invece, è corso subito sul luogo del disastro, ma nessuno capiva il perché si era schiantata la gola del caminetto, facendo rovinare giù mezza parete della stanza. Ad un tratto, quando tutto pareva finito, si è sentito dentro il camino un fischio e tutti son rimasti senza fiato per la sorpresa. Il Maralli ha detto: – Ah! Li dentro c’è un incendiario! Bisogna chiamar le guardie! Bisogna farlo arrestare! – Ma io che avevo capito tutto non ho potuto fare a meno di esternare il mio dispiacere: – Ah, i miei razzi col fischio! – Mi ero ricordato in quel momento che quando avevo comperato i fuochi per festeggiare il matrimonio di Luisa, non avendoli potuti più adoperare li avevo ficcati appunto su per la gola del camino nel salone di ricevimento, dove non andava mai nessuno, perché il babbo non me li trovasse, ché altrimenti me li avrebbe sequestrati. Naturalmente la mia esclamazione è stata un lampo di luce per tutti. – Ah! – ha gridato l’avvocato Maralli imbestialito – ma tu sei addirittura il mio flagello! Ero scapolo e tentasti di accecarmi, ora piglio moglie e tenti di incenerirmi! –

La mamma intanto mi aveva preso per un braccio e, per salvarmi dal babbo, mi ha portato qui in camera mia, tanto per mutare. Fortuna che quando ci sono dei rinfreschi in casa, io ho la precauzione di farmi sempre la parte prima che incomincino!

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