Libertine primo al traguardo

Una regata “altalenante” la Roma/Giraglia 2018, vissuta bene o, a pochissime centinaia di metri di distanza, male dall’una o dall’altra barca. L’ha vinta Libertine, di Marco Paolucci e Lorenzo Zichichi, che ha conquistato la Line Honours con una fantastica discesa verso Riva di Traiano. Ma anche la loro regata è stata tormentata. Un’ottima risalita verso la Giraglia interrotta davanti alle coste del “dito” di Capo Corso. Ed anche sulla rotta del rientro, non tutto è filato liscio.
«È stata più dura di quanto pensassi – commenta Marco Paolucci – il vento fresco in partenza ci ha consentito una bella cavalcata fino alla Giraglia, poi le previsioni hanno un po’ disatteso le nostre aspettative e ci siamo trovati con un calo d’aria e un’onda noiosa che ci spingeva sempre verso il basso. Per passare la Giraglia, quindi, abbiamo impiegato molto tempo e siamo stati recuperati da due barche. Nella discesa, all’inizio abbiamo sbagliato una vela e di nuovo due barche ci hanno raggiunto, ma poi la nostra tenacia ci ha consentito di arrivare al giro di vento sotto l’Elba dove abbiamo fatto un’ottima manovra cambiando in un attimo una vela e prendendo finalmente il vento giusto che ci ha portato fino all’arrivo, dove ci siamo di nuovo fermati senza vento. Ma a Traiano, si sa, si soffre. E’ un classico». Conferma tutto Lorenzo Zichichi: «Cambi di vele effettivamente faticosi, ma il più pesante di tutti è stato sicuramente quello davanti al porto, perché ci sentivamo oramai arrivati ed invece abbiamo dovuto aspettare 40 minuti ed effettuare un cambio di vele per percorrere quei pochi metri che rimanevano. Devo dire, però, che la fatica è stata mitigata dal divertimento. Come sempre la Giraglia è stata bella, molto tattica, ed estremamente interessante. Senz’altro la nostra tenacia ha pagato, ed è lei che ci ha fatto vincere».  
Altra importante performance tra i monoscafi, è stata quella degli svizzeri di Tivan, GS 43 di Remo Leuzinger. Per loro un bel 3° posto assoluto e la vittoria in IRC. 
«Regata bellissima e percorso fantastico. Per noi è andata benissimo – spiega Remo Leuzinger – perché, a parte due o tre buchi d’aria che erano anche preannunciati, abbiamo sempre avuto vento e ci siamo divertiti molto. E’ stato fantastico, specialmente il ritorno tra l’Elba e il Giglio, che abbiamo fatto in due ore con punte di 11 nodi e mezzo. Il bel tempo ha aiutato ed è stata un’esperienza davvero fantastica».
Spettacolare l’arrivo di Asià, l’unico catamarano in regata, che ha conquistato il secondo posto assoluto percorrendo gli ultimi 200 metri cantando a squarciagola. Un bel modo di esprimere la felicità per aver portato a termine una gran bella regata. Non avendo un ‘‘rating’’, l’Outremer 55 di Marcello Patrizi non è in classifica, ma la soddisfazione resta.
A vincere in IRC è stato Tivan, GS43, di Remo Leuzinger, seguito dal Modulo 72 Nayla di Fabio Pii (che ha fatto davvero una gran regata con una barca di soli 8 metri) e dal Comet 45S Vis Viva 3bù di Guglielmo Noya.
In ORC la vittoria è andata a Libertine, Comet 45S di Marco Paolucci, che ha lasciato al secondo posto il rientrante Mario Girelli in coppia con Marta Magnano che, con il suo Figaro 2 Zabriskie Point, ha accusato 2 ore e 23 minuti di ritardo, lasciando il terzo gradino del podio a Vis Viva 3bù.
I due solitari, Ugo Vinti, e Oscar Campagnola,  sono arrivati nella notte, rispettivamente alle ore 1.26 e alle 2.24.
«Uno spettacolo andarli a prendere in mare al buio – commenta il presidente Alessando Farassino –  perché sono due veri sportivi. Cinque barche nella notte sono state un bell’impegno, ma è una consuetudine alla quale non vogliamo rinunciare.  Alcuni commenti mi hanno colpito, come quello di Valerio Brinati, che appena arrivato, non faceva altro che parlare dei tramonti meravigliosi che questa regata regala. È bello capire quanto la vela e questa regata possano emozionare anche un marinaio di lungo corso  come Valerio».

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Libertine primo al traguardo

Una regata “altalenante” la Roma/Giraglia 2018, vissuta bene o, a pochissime centinaia di metri di distanza, male dall’una o dall’altra barca. L’ha vinta Libertine, di Marco Paolucci e Lorenzo Zichichi, che ha conquistato la Line Honours con una fantastica discesa verso Riva di Traiano. Ma anche la loro regata è stata tormentata. Un’ottima risalita verso la Giraglia interrotta davanti alle coste del “dito” di Capo Corso. Ed anche sulla rotta del rientro, non tutto è filato liscio.
«È stata più dura di quanto pensassi – commenta Marco Paolucci – il vento fresco in partenza ci ha consentito una bella cavalcata fino alla Giraglia, poi le previsioni hanno un po’ disatteso le nostre aspettative e ci siamo trovati con un calo d’aria e un’onda noiosa che ci spingeva sempre verso il basso. Per passare la Giraglia, quindi, abbiamo impiegato molto tempo e siamo stati recuperati da due barche. Nella discesa, all’inizio abbiamo sbagliato una vela e di nuovo due barche ci hanno raggiunto, ma poi la nostra tenacia ci ha consentito di arrivare al giro di vento sotto l’Elba dove abbiamo fatto un’ottima manovra cambiando in un attimo una vela e prendendo finalmente il vento giusto che ci ha portato fino all’arrivo, dove ci siamo di nuovo fermati senza vento. Ma a Traiano, si sa, si soffre. E’ un classico». Conferma tutto Lorenzo Zichichi: «Cambi di vele effettivamente faticosi, ma il più pesante di tutti è stato sicuramente quello davanti al porto, perché ci sentivamo oramai arrivati ed invece abbiamo dovuto aspettare 40 minuti ed effettuare un cambio di vele per percorrere quei pochi metri che rimanevano. Devo dire, però, che la fatica è stata mitigata dal divertimento. Come sempre la Giraglia è stata bella, molto tattica, ed estremamente interessante. Senz’altro la nostra tenacia ha pagato, ed è lei che ci ha fatto vincere».  
Altra importante performance tra i monoscafi, è stata quella degli svizzeri di Tivan, GS 43 di Remo Leuzinger. Per loro un bel 3° posto assoluto e la vittoria in IRC. 
«Regata bellissima e percorso fantastico. Per noi è andata benissimo – spiega Remo Leuzinger – perché, a parte due o tre buchi d’aria che erano anche preannunciati, abbiamo sempre avuto vento e ci siamo divertiti molto. E’ stato fantastico, specialmente il ritorno tra l’Elba e il Giglio, che abbiamo fatto in due ore con punte di 11 nodi e mezzo. Il bel tempo ha aiutato ed è stata un’esperienza davvero fantastica».
Spettacolare l’arrivo di Asià, l’unico catamarano in regata, che ha conquistato il secondo posto assoluto percorrendo gli ultimi 200 metri cantando a squarciagola. Un bel modo di esprimere la felicità per aver portato a termine una gran bella regata. Non avendo un ‘‘rating’’, l’Outremer 55 di Marcello Patrizi non è in classifica, ma la soddisfazione resta.
A vincere in IRC è stato Tivan, GS43, di Remo Leuzinger, seguito dal Modulo 72 Nayla di Fabio Pii (che ha fatto davvero una gran regata con una barca di soli 8 metri) e dal Comet 45S Vis Viva 3bù di Guglielmo Noya.
In ORC la vittoria è andata a Libertine, Comet 45S di Marco Paolucci, che ha lasciato al secondo posto il rientrante Mario Girelli in coppia con Marta Magnano che, con il suo Figaro 2 Zabriskie Point, ha accusato 2 ore e 23 minuti di ritardo, lasciando il terzo gradino del podio a Vis Viva 3bù.
I due solitari, Ugo Vinti, e Oscar Campagnola,  sono arrivati nella notte, rispettivamente alle ore 1.26 e alle 2.24.
«Uno spettacolo andarli a prendere in mare al buio – commenta il presidente Alessando Farassino –  perché sono due veri sportivi. Cinque barche nella notte sono state un bell’impegno, ma è una consuetudine alla quale non vogliamo rinunciare.  Alcuni commenti mi hanno colpito, come quello di Valerio Brinati, che appena arrivato, non faceva altro che parlare dei tramonti meravigliosi che questa regata regala. È bello capire quanto la vela e questa regata possano emozionare anche un marinaio di lungo corso  come Valerio».

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Usi civici, Italia in comune chiede un tavolo tra Agraria, comitati e Petrelli

CIVITAVECCHIA – «Invitiamo il presidente Daniele De Paolis a sedersi intorno ad un tavolo con il comitato costituitosi e Vittorio Petrelli per capire quale possa essere veramente la strada da intraprendere per concludere con successo una tormentata storia vissuta ancora una volta sulla pelle dei cittadini».

È quanto dichiara Italia in comune Civitavecchia in merito alla vicenda usi civici, dopo l’evento dei giorni scorsi organizzato dall’Università agraria. «Sicuramente – proseguono dal partito – è stato fatto un passo in avanti rispetto a ieri in quanto alcune zone oggi non risulterebbero più gravate da usi civici. Condizionale d’obbligo in quanto bisogna comunque aspettare l’iter burocratico di conferma della Regione Lazio». Italia in comune è dura e dice che, nel pratico, poco è cambiato. «Molti cittadini presenti all’evento – incalzano dal partito – denunciano principalmente una colpevole omissione da parte degli enti pubblici competenti, che avrebbero dovuto dichiarare e vantare illo tempore diritti o richieste di affrancazione, tutelando in tal modo il diritto all’informazione all’atto delle stipule di compravendita».

Un duro commento per l’evento di giovedì scorso che per Italia in comune è stata una semplice «passerella politica in prossimità delle elezioni – tuonano dal partito – dove qualcuno aveva bisogno di autoreferenziarsi omettendo di riconoscere che tale piccolo successo è stato dovuto alla costanza di un comitato di cittadini e, per onor del vero, di Vittorio Petrelli unico a rappresentarne da sempre ragioni e diritti. È da qui che Italia in Comune vuole partire, promuovendo una strada concreta e condivisa per la risoluzione del problema che vada a vantaggio – concludono da Italia in comune Civitavecchia – dello stato di diritto e delle ragioni dei cittadini evitando ulteriori decennali attese di leggi nazionali o sentenze di tribunali».

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Due pesi e due misure, sot verso il fallimento

CIVITAVECCHIA – Mentre la tormentata vicenda pre-fallimentare di Hcs va avanti tra mille perplessità procedurali dopo il ritiro dell’istanza di fallimento della Mad, e dopo invece il fallimento di Civitavecchia Infrastrutture per circa 50.000 euro (che ha suscitato "stupore" nel sindaco Cozzolino), anche le Sot sembrano essere arrivate al capolinea. Sicuramente almeno Argo e Città Pulita, per cui lo scorso primo dicembre il Tribunale ha emesso il decreto di improcedibilità per il concordato, prendendo atto, nella camera di consiglio tenutasi il 23 novembre, del fatto che nessun creditore avesse votato favorevolmente al concordato, che lo stesso liquidatore della società avesse espresso la volontà di rinunciare al concordato stesso e soprattutto avendo "rilevato che non essendo state raggiunte le maggioranze di cui all’articolo 177 della Legge Fallimentare… la procedura concordataria va dichiarata improcedibile".

Niente di strano, visto che era apparso evidente fin dal primo momento che il tentativo dell’amministrazione comunale, supportata dall’esperto avvocato Marotta, vero regista di tutta l’operazione che ha portato alla nascita di Csp, fosse quello di recuperare dai concordati di Argo, Città Pulita ed Ippocrate (per cui il discorso potrebbe complicarsi per via delle farmacie comunali ‘‘passate’’ alla newco), abbandonandole al loro destino fallimentare, le risorse (parliamo di circa 3 milioni) con cui cercare un accordo con la Mad per evitare il fallimento di Hcs.

Ciò che risulta difficile spiegare è perché anche per la Hcs il Tribunale non abbia "rilevato" che in realtà l’assemblea dei creditori si era tenuta, anche in quel caso con il mancato raggiungimento della maggioranza, e che quindi il concordato stesso a quel punto non avrebbe potuto essere ritirato e ripresentato, dovendo invece – esattamente come accaduto per le sot – essere dichiarata l’improcedibilità inviando gli atti alla Procura per la successiva dichiarazione di fallimento che, anzi, per Hcs, essendoci l’istanza di Mad, avrebbe potuto essere contestuale all’udienza in cui invece è stato consentito di far finta di nulla rispetto al voto dei creditori che avevano bocciato il concordato.

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