Riga: ''Il centrodestra ci ha portato al dissesto''

SANTA MARINELLA – «Dieci anni di centro destra hanno prodotto il dissesto finanziario». A dirlo è l’ex candidato consigliere della lista Il Paese che Vorrei Andrea Riga, che invita coloro che hanno voglia di conoscere le cause che hanno creato la voragine finanziaria a visitare il blog “Il Paese che Vorrei”. «In quel contesto potete trovare delle considerazioni di carattere personale e generale sulla dichiarazione del dissesto finanziario – dice il giovane – nel testo ho evitato di inserire dati che sono stati citati in questi ultimi tempi tantissime volte. Una piccola premessa di carattere più numerico potrebbe essere quella che l’8 giugno scorso la commissaria prefettizia ha approvato il rendiconto di gestione dell’esercizio 2017 in negativo di circa 15 milioni di euro, tra questi ci sono otto milioni di fatture da pagare ai fornitori e ha chiuso il bilancio di previsione 2018 in squilibrio di due milioni e 700 mila euro. Non riuscendo a raggiungere gli equilibri finanziari nel bilancio 2018-2020, come scritto nella relazione della responsabile del servizio finanziario, del segretario generale ed il sub commissario inviata alla commissaria, non c’è stata la possibilità di un piano di riequilibrio finanziario pluriennale o pre dissesto. I responsabili di questo sfacelo, verranno poi perseguiti dagli organi competenti che faranno le loro indagini. Nel frattempo, la commissione d’indagine sulla situazione contabile dal 2012 ad oggi, approvata nello scorso consiglio comunale, proverà a far luce sugli errori politici commessi». «Naturalmente – continua Riga – non ci si può e non ci si deve sostituire in alcun modo agli organi preposti. Il grande problema, sono stati soprattutto i bilanci gonfiati, la commissaria ha infatti tolto dai residui attivi, nel bilancio 2017, oltre 17 milioni di euro. I revisori dei conti, nella loro ultima relazione, hanno fatto delle considerazioni che inducevano alla dichiarazione di dissesto. Ma questi revisori sono gli stessi che hanno sempre dato parere positivo ai bilanci approvati dall’amministrazione Bacheca ad eccezione dei tre pareri contrari consecutivi della scorsa estate».
 

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Di Bartolomei jr e il post con la pistola: «No all'uso le armi, credetemi»

Il figlio di Agostino, capitano storico della Roma che si è tolto la vita sparandosi nel 1994, su Facebook si schiera contro i 4 italiani su 10 favorevoli alla detenzione di una pistola in casa (sondaggio Censis): «Non produce alcuna sicurezza»

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Piovono congratulazioni per il neo eletto sindaco di Santa Marinella

S. MARINELLA – Continuano i commenti di personalità del mondo della politica e di tante  persone esterne alla campagna elettorale, che ha incoronato Pietro Tidei nuovo sindaco di Santa Marinella. A farsi sentire è stato Bruno Astorre, presidente del consiglio regionale del Lazio. «Voglio fare i miei complimenti a Giovanni Caudo per l’ottima affermazione nel 3° Municipio di Roma, a Esterino Montino che e’ stato riconfermato sindaco di Fiumicino, a Orlando Pocci che a Velletri potrà continuare il buon lavoro fatto da Fausto Servadio e a Pietro Tidei che ha conquistato Santa Marinella. Il Pd esce da questa tornata come primo partito, del resto quando si ha una buona classe dirigente, un’offerta politica chiara e si lavora bene sul territorio, i risultati arrivano». Elogi anche da Massimo Mazzarini dell’Italia dei Valori di Civitavecchia. Complimenti a Pietro Tidei per il risultato elettorale che lo vede nuovo sindaco di Santa Marinella. Torna a coprire quel ruolo istituzionale che gli fu tolto da una incauta sfiducia molto anni fa, ora però, date le drammatiche finanze in cui versa la Perla del Tirreno, non possiamo che augurare a Tidei un buon lavoro di risanamento  economico e urbanistico, che possa essere da esempio anche per il comune di Civitavecchia». «Voglio esprimere i migliori auguri di buon lavoro a Pietro Tidei Sindaco di Santa Marinella – dice Enrico Leopardo della segreteria del PD della Provincia di Roma – ancora una volta, forte della sua esperienza e capacità, con coraggio e determinazione ha messo in campo una proposta vincente ed una squadra composta da giovani e da meno giovani con le competenze giuste per ridare speranza ad un territorio massacrato da anni di mala gestione politica ed amministrativa. Mi lega a Pietro un rapporto di amicizia, di stima e di fiducia, sono certo che saprà restituire a Santa Marinella quel bagliore ormai perso da troppo tempo. Un ringraziamento va anche al segretario del Pd di Santa Marinella Pierluigi D’Emilio e al segretario provinciale Rocco Maugliani per la loro caparbietà ed onestà politica nel tenere unita tutta la coalizione intorno al candidato Sindaco». 
Sulle pagine facebook si è fatto sentire anche Gino Tidei, figlio di Pietro. «Papà, hai vinto la più bella battaglia, forse perché sarà l’ultima sfida politica, forse perché era una partita impossibile. A Santa Marinella il centro destra governa da 70 anni, forse perché qualcuno pensava che non avevi più le forze e le capacità per tornare a vincere, invece ti sei buttato in questa avventura che si prospettava in salita e contro vento ma tu, con la stessa passione e dedizione, sei riuscito a ribaltare il risultato pronosticato, ti auguro davvero il meglio, te lo meriti».

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Un'altra estate senza stabilimenti

CIVITAVECCHIA – “Sindaco, vergognati. Ci hai tolto pure il Pirgo. Cittadini indignati”. È lo striscione apparso domenica mattina sulla passerella del Pirgo. Perché si sta chiudendo anche giugno e dello stabilimento balneare neanche l’ombra. E così sarà per tutta la stagione, anche alla Marina, dove è presente soltanto la Handy Beach che dovrebbe aprire ufficialmente tra domani e giovedì. Per il resto il deserto. Come è stato anche lo scorso anno, con il Pirgo affidato comunque in extremis. Uno scenario desolante, sia per i cittadini che vorrebbero usufruire dell’unico tratto di mare in centro città, sia per i tanti crocieristi che quotidianamente sbarcano in porto.

Marina, Pirgo e Piazza Betlemme sono state oggetto di un bando per una concessione di sei anni; ma la conferenza dei servizi si è chiusa con il parere negativo soltanto della Soprintendenza che ha di fatto bloccato l’iter di affidamento. Già a febbraio gli imprenditori che avevano partecipato, proponendo progetti e prevedendo ingenti investimenti – solo per il Pirgo si parla di 250mila euro – erano stati informati della decisione della Soprintendenza, con il Pincio che aveva poi deciso successivamente di annullare in autotutela la procedura. Con l’impegno, però, di trovare una soluzione almeno per quest’anno, per garantire i servizi di assistenza bagnanti e noleggio delle attrezzature. Ma ad oggi ancora nulla. E anche se la situazione si riuscisse a sbloccare domani, per gli imprenditori ci sarebbero non poche difficoltà. Anche solo quella di riuscire a trovare bagnini disponibili, considerando che tutti gli stabilimenti e piscine in zona hanno già iniziato l’attività. Gli stessi imprenditori stanno anche valutando l’ipotesi di presentare ricorso e comunque far valere le proprie ragioni attraverso un’iniziativa comune. “Anche perché – ha spiegato Mario Benedetti, che da anni si occupa di gestire la spiaggia del Pirgo – di tempo per cercare di trovare una soluzione ce n’è stato, ma l’amministrazione non è riuscita a gestire questa situazione, magari attraverso un’autorizzazione temporanea, lavorando poi per quella pluriennale a partire dalla prossima stagione. Così invece si sono messi in difficoltà gli imprenditori e i cittadini stessi”. Con il Pirgo che, nel frattempo, è lasciato a se stesso, tra sporcizia ed incuria.

“Per quanto riguarda i bandi pluriennali gli uffici del Comune stanno collaborando con la massima disponibilità con gli altri enti coinvolti per trovare una soluzione comune – aveva dichiarato a fine maggio l’assessore Enzo D’Antò –  l'obiettivo è rendere le spiagge fruibili ed erogare servizi: in base a ciò che scaturirà dalla conferenza dei servizi prenderemo le decisioni adeguate al raggiungimento di questo obiettivo”.  Eppure, ad oggi, non si vedono passi avanti. E difficilmente anche quest’anno i civitavecchiesi potranno usufruire delle loro spiagge centrali.

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Tragedia a Udine: spara all’ex moglie davanti a notaio e poi si uccide

Giuliano Cattaruzzi, 80 anni, ha sparato alla nuca a Donatella Briosi, 66, e poi si è tolto la vita davanti al notaio e ad altre 6 persone dove la coppia stava sottoscrivendo un atto di vendita

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Non rispettato il capitolato dei bus

CIVITAVECCHIA – Il flop che ha inficiato anche la prima vera ‘‘inaugurazione’’ con tanto di fascia tricolore del sindaco Cozzolino in ultima analisi è stato dovuto a ragioni ‘‘ideologiche’’ del tandem grillino-ambientalista Manuedda-Pantanelli, che hanno posto il veto su ogni diverso tipo di alimentazione diverso dal metano. E’ quanto emerge da una più attenta ricostruzione dell’iter che ha portato a commissionare ad Enel l’acquisto di autobus a metano, anziché normali ‘‘Euro6’’ a gasolio, magari con mezzi elttrici di dimensioni minori per i soli percorsi del centro storico.
Nonostante il capitolato tecnico di Argo (oggi Csp) fosse chiaro e prevedesse mezzi da 8 metri di lunghezzi, accanto a 3-4 autobus da 10 metri ed alle navette porto-stazione da 12  metri, la scelta del metano ha costretto ad acquistare obbligatoriamente 10 mezzi da 10,40  metri che sono inutilizzabili, con i percorsi attuali, su circa la metà delle linee.

Enel, che ha dovuto sostenere il costo nell’ambito delle prescrizioni VIA per la riconversione a carbone di Tvn, ha commissionato ad Iveco i 12 mezzi per un importo complessivo di circa 3 milioni di euro, dato che i mezzi a metano costano tra il 20% ed  il 30% in più dei normali bus a gasolio di cui con la stessa cifra se ne sarebbero potuti acquistare un paio in più. E, particolare di non poco conto, la misura minima dei mezzi a metano è di 10 metri e 40. 
Scartato l’elettrico per i costi di gestione delle batterie, perché – ci si chiederà – non ricorrere allora ad un mix di mezzi o alla normale alimentazione a gasolio, che avrebbe consentito di variare a piacimento le dimensioni degli autobus? 

Perché il verde Manuedda ha affermato che il gasolio, nonostante i nuovi dispositivi della classe ‘‘Euro6’’ per l’abbattimento delle emissioni, produce comunque particolato e polveri sottili. Poco importa che si sarebbe trattato di una decina di mezzi sulle migliaia che ogni giorno transitano in città.
Il risultato è che dalla linea A da domani sarà tolto il capolinea al Marangone (dopo l’episodio dell’altro giorno in cui un bus nuovo, che peraltro non era neppure stato messo su quella linea, è rimasto bloccato davanti al casale e l’autista ha dovuto chiedere aiuto a dei colleghi dell’autoparco per bloccare il traffico sul’Aurelia ed uscire in retromarcia). La linea B non sarà percorribile dai nuovi mezzi, almeno finché non saranno istituiti il senso unico su via Izzi ed alcuni divieti di sosta. Mentre per la D sarà obbligatorio mantenere i vecchi mezzi più corti, non essendo possibile manovrare con due metri e mezzo in più di lunghezza.

Quindi i problemi esistono per almeno 3 delle 7 linee di tpl, senza contare gli altri disagi gestionali legati al rifornimento dei mezzi a metano: mentre per il gasolio Csp è autonoma, avendo una cisterna all’autoparco, per il metano esiste un solo distributore in città. L’alternativa più vicina sarebbe a Tarquinia. E rifornire un mezzo a gas richiede circa 40 minuti, contro i 10 minuti per un pieno di gasolio.
Quindi la notizia dell’arrivo dei nuovi mezzi per il trasporto pubblico locale è senza dubbio una buona notizia, vista anche la ormai indecente situazione della flotta di Csp. Non altrettanto bene si può dire di come l’amministrazione Cozzolino, con i suoi vari D’Antò, Manuedda e Pantanelli, abbia dimostrato di fare e ponderare le proprie scelte.                          

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Csp: braccio di ferro tra Comune e sindacati

CIVITAVECCHIA – Bloccare gli oneri riflessi posti sulla giornata trattenuta, far recuperare ai lavoratori quanto tolto ingiustamente e restituire parte o tutta la giornata di solidarietà, trovando le risorse adatte. Sono questi i punti sui quali sindacati, amministrazione comunale e dirigenza di Civitavecchia Servizi Pubblici stanno discutendo in questi giorni. Oggi si terrà un nuovo incontro, nell’ambito delle procedure di raffreddamento avviate la scorsa settimana, anche alla luce del passaggio da amministratore unico a consiglio di amministrazione a tre membri disposto dal consiglio comunale. Una decisione che non è piaciuta ai lavoratori, ai quali si stanno chiedendo sacrifici per raggiungere un risparmio aziendale e tenere in piedi la società e che vedono invece aumentare le spese proprio con il ricorso a due nuove figure dirigenziali. La manovra ha comunque accelerato la richiesta da parte dei sindacati.

Lo ha confermato il neo segretario della Uil Giancarlo Turchetti, che ha spiegato come “le cose non vanno come dovrebbero”. Il rischio di creare una Hcs, con gli stessi problemi della precedente società e soltanto con una denominazione differente, si concretizza giorno dopo giorno. “Avevamo chiesto di non toccare Cda o livelli – ha spiegato – almeno finché non si era in grado di restituire quanto dovuto ai lavoratori, e invece si è proceduto in modo differente. C’è preoccupazione, anche perché in questi mesi non si è vista quell’evoluzione rispetto ad un piano industriale di sviluppo, come avevamo chiesto, anche attraverso la piattaforma presentata al Comune, nella quale come sindacati indicavamo anche possibili servizi aggiuntivi per incrementare le entrate. E invece niente di tutto questo. Anzi, si chiedono maggiori prestazioni a fronte però di contratti di servizio stipulati ad un costo minore rispetto al precedente”. Tanto che agli stessi sindacati, in modo più o meno velato, proprio nel corso di uno degli incontri, sarebbe stata prospettata la minaccia della privatizzazione dei servizi. Un punto sul quale la Uil non transige. “Quando abbiamo siglato l’accordo per il passaggio a Csp – ha ricordato – lo abbiamo fatto a due condizioni: il mantenimento dei servizi pubblici e di tutti i posti di lavoro. L’accordo inoltre prevedeva riunioni periodiche e decisioni concordate; questione questa disattesa”.

Anomalie, criticità ed allarmismi accompagnano questi primi mesi della NewCo, con i lavoratori pronti a mettere in atto azioni di protesta nel caso in cui non si riesca a trovare un accordo. Oggi si terrà un nuovo vertice tra Cgil, Cisl e Uil, amministrazione comunale e Csp, per verificare la possibilità di reperire le risorse per la restituzione della giornata ai dipendenti della società. “Altrimenti – ha concluso Turchetti – siamo pronti ad andare avanti con le diverse azioni possibili”.

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Csp: braccio di ferro tra Comune e sindacati

CIVITAVECCHIA – Bloccare gli oneri riflessi posti sulla giornata trattenuta, far recuperare ai lavoratori quanto tolto ingiustamente e restituire parte o tutta la giornata di solidarietà, trovando le risorse adatte. Sono questi i punti sui quali sindacati, amministrazione comunale e dirigenza di Civitavecchia Servizi Pubblici stanno discutendo in questi giorni. Oggi si terrà un nuovo incontro, nell’ambito delle procedure di raffreddamento avviate la scorsa settimana, anche alla luce del passaggio da amministratore unico a consiglio di amministrazione a tre membri disposto dal consiglio comunale. Una decisione che non è piaciuta ai lavoratori, ai quali si stanno chiedendo sacrifici per raggiungere un risparmio aziendale e tenere in piedi la società e che vedono invece aumentare le spese proprio con il ricorso a due nuove figure dirigenziali. La manovra ha comunque accelerato la richiesta da parte dei sindacati.

Lo ha confermato il neo segretario della Uil Giancarlo Turchetti, che ha spiegato come “le cose non vanno come dovrebbero”. Il rischio di creare una Hcs, con gli stessi problemi della precedente società e soltanto con una denominazione differente, si concretizza giorno dopo giorno. “Avevamo chiesto di non toccare Cda o livelli – ha spiegato – almeno finché non si era in grado di restituire quanto dovuto ai lavoratori, e invece si è proceduto in modo differente. C’è preoccupazione, anche perché in questi mesi non si è vista quell’evoluzione rispetto ad un piano industriale di sviluppo, come avevamo chiesto, anche attraverso la piattaforma presentata al Comune, nella quale come sindacati indicavamo anche possibili servizi aggiuntivi per incrementare le entrate. E invece niente di tutto questo. Anzi, si chiedono maggiori prestazioni a fronte però di contratti di servizio stipulati ad un costo minore rispetto al precedente”. Tanto che agli stessi sindacati, in modo più o meno velato, proprio nel corso di uno degli incontri, sarebbe stata prospettata la minaccia della privatizzazione dei servizi. Un punto sul quale la Uil non transige. “Quando abbiamo siglato l’accordo per il passaggio a Csp – ha ricordato – lo abbiamo fatto a due condizioni: il mantenimento dei servizi pubblici e di tutti i posti di lavoro. L’accordo inoltre prevedeva riunioni periodiche e decisioni concordate; questione questa disattesa”.

Anomalie, criticità ed allarmismi accompagnano questi primi mesi della NewCo, con i lavoratori pronti a mettere in atto azioni di protesta nel caso in cui non si riesca a trovare un accordo. Oggi si terrà un nuovo vertice tra Cgil, Cisl e Uil, amministrazione comunale e Csp, per verificare la possibilità di reperire le risorse per la restituzione della giornata ai dipendenti della società. “Altrimenti – ha concluso Turchetti – siamo pronti ad andare avanti con le diverse azioni possibili”.

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Santa Marinella, tagliati i contributi ai bisognosi: è  polemica

<p class="rtejustify">S. MARINELLA &ndash; Le 17 famiglie indigenti, alle quali i servizi sociali del Comune hanno tolto i contributi per pagare l&rsquo;affitto di casa o per comperare la spesa giornaliera, hanno deciso di passare a vie di fatto e minacciano di rivolgersi all&rsquo;autorit&agrave; giudiziaria. A parlare a nome di tutti coloro che si son visti privare, da un giorno all&rsquo;altro, dell&rsquo;unica risorsa di sostentamento, &egrave; la signora Stefania Abbatiello, invalida all&rsquo;80 % con una pensione mensile di 289 euro. &laquo;Non poter pi&ugrave; contare su questi soldi &ndash; spiega la donna &ndash; significa per me rischiare, entro un mese, di essere sfrattata da casa. Quei contributi, infatti, mi servono per saldare mensilmente la pigione e se il Comune non me li da pi&ugrave;, verr&ograve; sbattuta in mezzo alla strada&raquo;. La signora, comunque, spende una parola anche a favore di tutti gli altri 16 indigenti che dal mese attuale non saranno pi&ugrave; in lista per avere i fondi. &laquo;Sono otto anni che i Servizi sociali hanno stanziato circa settemila euro mensili per venire incontro alle nostre esigenze &ndash; continua la signora – una goccia in un lago, visto ci&ograve; che &egrave; accaduto in questi ultimi anni con il debito di bilancio che ammonta a diversi milioni di euro. Il commissario prefettizio ha chiesto otto milioni come anticipo di cassa e non ci sono sette mila euro per versarci i contributi? Noi ne abbiamo urgente bisogno, perch&eacute; sono soldi per il sostentamento alimentare e per l&rsquo;affitto. Possibile che in questo Comune siano tutti cos&igrave; insensibili? Possibile che non capiscono che siamo gi&agrave; penalizzati nella vita per essere invalidi e per non avere nulla?&raquo;. Ma chi ha deciso di bloccare questi fondi? &laquo;Siamo stati ricevuti dalla segretaria comunale e dal dirigente della ragioneria &ndash; risponde la Abbatiello &ndash; e ci &egrave; stato detto che il bilancio non &egrave; stato approvato e quindi non avremo pi&ugrave; soldi fino a quando non verr&agrave; eletto il nuovo sindaco. Ci ha anche detto che loro non sono obbligati a sostenere gli indigenti. Come al solito, ad essere colpiti, sono sempre i pi&ugrave; bisognosi&raquo;. &nbsp;</p>

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''Le divisioni nel centrodestra segno del fallimento nella gestione della città''

S. MARINELLA – Sulle disquisizioni che si fanno in questi giorni sui giornali telematici in merito alle elezioni comunali, si cerca di capire come si stanno evolvendo le cose nei vari schieramenti politici, in modo da supporre quali potrebbero essere i vari candidati sindaco. In un commento registrato sul blog ‘‘La nostra Perla’’, si parla della confusionaria situazione che regna nel centrodestra, con i vari personaggi che stanno creando enormi problemi a chi cerca di portare i conservatori uniti alle elezioni. Tra i tanti, si parla anche dell’ex sindaco Roberto Bacheca e dell’ex delegato Emanuele Minghella, a cui è stato tolto il titolo di responsabile locale di Forza Italia per consegnarlo all’ex presidente della Provincia Achille Ricci. Sulla questione, interviene il candidato sindaco del M5S Francesco Settanni. «Leggo – dice il grillino – che Bacheca paga il conto di non essere stato eletto in Regione, per non aver condiviso il suo potere con gli altri del centrodestra e di non aver preparato per tempo il suo successore, leggo di un centrodestra diviso che non riesce ad esprimere un leader fra i tanti nomi richiamati. Non leggo invece che, il conto che paga Bacheca, é direttamente proporzionale al pessimo livello qualitativo del mandato elettorale svolto. Non sembra, che al di là di queste apparenze, bisogna andare alla sostanza? Le divisioni, la frammentazione del centrodestra è l’apparenza di ciò che in realtà nella sostanza é un fallimento nella gestione della città sia sul piano politico, che su quello amministrativo e gestionale. La limitata prospettiva, le dinamiche utilitaristiche, la scarsa capacità con cui il centro destra ha gestito la città, ha determinato il crollo inarrestabile in ogni settore della vita cittadina. Non é certo ricompattando le forze che si cambiano gli intenti di una visione politica già compromessa, né tanto meno diventa facile rifarsi la verginità agli occhi dei cittadini presentandosi con nomi che in un modo o nell’altro fanno parte del passato ed hanno condiviso quella esperienza, essendo stati con vari ruoli artefici del fallimento». «È la vision che va cambiata – conclude Settanni – ovvero lo scenario di una alternativa politica che pensi alla città ed ai suoi problemi in modo nettamente diverso da come era solito fare la compagine di cui hai trattato e che anteponga il bene collettivo agli interessi di pochi, che abbia a cuore il voler risolvere per davvero i problemi della gente e della città e non che usi la politica o il ruolo politico come strumento per raggiungere altri fini».

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