Manager in fuga dal porto

CIVITAVECCHIA – Manager e grand commis di Stato in fuga dal porto di Civitavecchia. A Molo Vespucci, infatti, in pochi giorni sono arrivate già due lettere di dimissioni da parte di nomi altisonanti del sistema portuale. 
Il primo a lasciare l’incarico di componente dell’Organismo Indipendente di Valutazione dell’Adsp è stato Claudio Gorelli, che secondo i bene informati aveva già annunciato la propria intenzione di chiamarsi fuori ad inizio estate. 

Il vero e proprio fulmine a ciel sereno è invece arrivato ieri sulla testa del comunque imperturbabile Francesco Maria Di Majo: a salutare, dopo appena 3 mesi dalla nomina ad amministratore unico della PAS (incarico accettato comunque dopo una lunga riflessione) è stato Andrea Rigoni. Il motivo che abbia spinto Rigoni a mollare tutto non è chiaro, ma secondo i bene informati la situazione economico finanziaria della società partecipata al 100% dall’Authority, che ha chiuso i bilanci in perdita per due anni di fila e – a settembre inoltrato – potrebbe apprestarsi ad avere in rosso anche il 2018 (fatto che per legge comporterebbe lo scioglimento della società), potrebbe aver indotto Rigoni a fare dietrofront prima di doversi assumere responsabilità di carattere amministrativo e contabile. Evidentemente il manager avrà valutato di non avere sufficienti margini di manovra per raddrizzare il timone, aumentando i ricavi (viste le note difficoltà di bilancio del socio unico Adsp) o riducendo i costi: il solo direttore tecnico Vincenzo Conte pesa oltre 200mila euro sui conti dell’azienda, molto più dello stesso amministratore unico da cui dipende. 

Altrettanto blindati, al momento, i motivi che hanno indotto Gorelli ad andarsene. Il potentissimo capo della segreteria tecnica di Gianni Letta a Palazzo Chigi, consigliere della Corte dei Conti, era stato il relatore del rapporto che contribuì a ‘‘silurare’’ Pasqualino Monti. 
Proprio l’aver controllato l’ente nei 3 anni precedenti fece nascere dei dubbi su una presunta incompatibilità di Gorelli ad assumere l’incarico dall’ente stesso. 
Gorelli, da sempre in eccellenti rapporti con l’ex presidente di Molo Vespucci Gianni Moscherini, arrivò a Molo Vespucci accompagnato dal grande tessitore di trame in nome e per conto di Di Maio, Ivan Magrì, che ora dovrà mettersi nuovamente al lavoro per rimpiazzare i due dimissionari eccellenti, che potrebbero presto essere seguiti da altri.

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Sergio Presutti resta il presidente della Cpc2005

Sergio Presutti resta al timone della Cpc2005 nonostante i recenti fatti di cronaca che lo hanno visto protagonista. «L’Asd Cpc2005 calcio – si legge sul sito della società portuale – comunica che a seguito del Cda tenutosi dopo le dimissioni di Sergio Presutti dal ruolo di presidente, ha deciso all’unanimità di respingere tale dismissione. Comunicato al presidente della Compagnia Portuale Civitavecchia Enrico Luciani tale decisione, lo stesso ha avallato e condiviso, riponendo, di fatto, Sergio Presutti alla guida della Cpc2005 Calcio».

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Rsa Santa Marinella ‘‘Nonni in musica’’ protagonisti

SANTA MARINELLA – «Rose rosse per te, ho comprato stasera”, intona Cecilia, 81 anni, mentre Giuseppe, alla soglia delle 88 primavere gli risponde con “un amore così grande, un amore così”. Sono alcuni fra gli 87 ospiti della Rsa Santa Marinella, che ieri sono stati protagonisti dell’ennesima iniziativa vincente del direttore generale Elio Pochesci, denominata “Nonni in musica”, che si svolge tutti i martedì pomeriggio presso la struttura di via Aurelia. Al timone, Gianmarco Barone, responsabile del personale, che ha messo e metterà a disposizione, per l’occasione, le sue doti canore per intrattenere gli ospiti della struttura. «La musica – afferma Maria Francesca Siotto, terapista occupazionale della Rsa – è utilizzata come ponte tra presente e passato, per risvegliare i ricordi e gli affetti, facendo leva sulle tracce che essa ha lasciato nella memoria a lungo termine». «Il canto può essere di grande aiuto all’espressione e la regolazione delle emozioni – aggiunge Natasha Carrocci, educatrice professionale alla socializzazione – quindi promotore del benessere psicofisico della persona». Loro, insieme ad altro personale qualificato della struttura, seguiranno questo percorso che va ad arricchire il già ampio ventaglio di iniziative che la Rsa Santa Marinella mette a disposizione per i suoi ospiti, per migliorarne la qualità di vita. Non ci resta che augurare buona musica a tutti. 
 

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Sir Biss domina la Garmin Marine Riva per Tutti

Alle 8:12:09 di ieri mattina Giuliano Perego, al timone del suo Sydney 39 Sir Biss, ha tagliato per primo la linea d’arrivo della Garmin Marine Riva per Tutti 2018. Alla faccia del Principe Giovanni e dei suoi insulti (parliamo del cartoon della Disney ovviamente) Sir Biss si è riscattato prendendo in pieno il ruolo di protagonista riservato a Robin Hood e vincendo con un distacco abissale. A bordo con lui Vitaliano Tore, Costantino Brachini, Francesco Gozzini e Marco Morosi. (Agg. 11/4 ore 17.31 SEGUE)

I NUNMERI DELLA REGATA DI SIR BISS – Sir Biss ha impiegato un giorno, 13 ore, 27 minuti e 9 secondi per percorrere le 218 miglia del percorso Riva di Traiano/Ventotene/Riva di Traiano, navigando complessivamente per 235 miglia effettive. (Agg. 11/4 ore 17.53 SEGUE)

LE ALTRE IMBARCAZIONI CHE LOTTANO PER IL PODIO – Dietro di lui un abisso di tempo e mare separa gli altri concorrenti. Al secondo posto si trova Lolifast, il pur velocissimo Sun Fast 3600 di Davide Paioletti, ancora in acqua a 25 miglia dall’arrivo, seguito a 4.2 miglia da Guardamago, il Sun Odyssey 42i Performance di Massimo Piparo e Luca Gialdroni, che sta lottando per conservare la prima posizione in IRC 2. (Agg. 11/4 ore 18.21)

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Addio Mondo, calcio in lutto

È morto Emiliano Mondonico. L'allenatore lombardo si è spento all'età di 71 anni dopo una lunga battaglia contro un tumore. A darne la notizia la famiglia su Facebook. "Ciao Papo…. sei stato il nostro esempio e la nostra forza… ora cercheremo di continuare come ci hai insegnato tu… eternamente tua". Qualche mese fa in un'intervista al 'Corriere dello sport', il 'Mondo' aveva parlato della sua malattia: "Ci sono trenta probabilità su cento che la Bestia ritorni – aveva spiegato -. Ma dopo quattro operazioni, l'asportazione di una massa tumorale di sei chili, di un rene, di un pezzo di colon e di intestino, sei pronto a tutto. E, ogni giorno di più, apprezzi il tempo che ti è dato".

"Quando ti viene il cancro, devi fidarti di chi ti cura e, chi mi cura è davvero eccezionale" aveva detto ancora o l'allenatore. Il cancro gli era stato diagnosticato 7 anni fa. Allora, l'uomo che rese grandi l'Atalanta e il Torino, decise di rendere pubblica la malattia, "perché non puoi nasconderti e perché sai che molte altre persone vivono la tua stessa situazione – aveva raccontato al 'Corriere dello Sport' – e hanno bisogno di sentirsi dire: coraggio, non mollare. Sapessi quanta gente mi scrive e me lo fa capire… Il cancro non è invincibile, il calcio mi dà la forza per continuare a sfidarlo".

Mondonico inizia la carriera da allenatore nel 1979 come tecnico delle giovanili della Cremonese, quando gli viene affidata la prima squadra grigiorossa nel corso del campionato di Serie B 1981-1982. Rimane al timone della squadra fino al 1986, e nella stagione 1983-84 riesce a compiere un miracolo: fare tornare in A i lombardi dopo 54 stagioni. Dopo l'immediata retrocessione in B del 1984-1985, passa al Como, con il quale ottiene un nono posto in A.

Nella stagione 1987-1988 viene ingaggiato dall'Atalanta, in B, ottenendo subito la promozione in massima categoria. Nelle due stagioni successive ottiene un sesto e un settimo piazzamento in A, con la qualificazione alla Coppa Uefa. Gli anni '90 sono quelli del Torino. Tra il 1990-1991 e il 1993-1994 siede sulla panchina dei granata, in Serie A, ottenendo i migliori risultati della sua carriera. Indimenticabile, durante gli anni del Toro, la protesta ad Amsterdam nella finale di Coppa Uefa 1991-1992, quando, in segno di protesta verso l'arbirtaggio agitò una sedia in aria.

ATALANTA – "In momenti come questo si fa sempre tanta fatica a trovare le parole, forse perché non ce ne sono. Se n'è andato un pezzo importante di storia atalantina, ma mai potrà essere dimenticato. Ciao mister, ciao Mondo". Con queste parole l'Atalanta ricorda Mondonico, che ha indossato la maglia nerazzurra sia da giocatore sia da allenatore. "Il Presidente Antonio Percassi e tutta la famiglia Atalanta con grande commozione sono vicini alla moglie Carla, alle figlie Francesca e Clara, ai familiari tutti, e partecipano al loro profondo dolore", aggiunge il club bergamasco in una nota sul suo sito ufficiale.

TORINO – "Ciao Mondo, ci mancherai". Così il Torino, su Twitter, piange la scomparso di Mondonico, allenatore granata tra il 1990 e il 1994. (Adnkronos)

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Invernale: bis di Tevere Remo Mon Ile

Tanto vento, tanta onda e tutti gli imprevisti tipici di una regata tirata al massimo, con vele (anche nuovissime) scoppiate e outsider che hanno conosciuto la loro giornata di gloria. Finisce così l’Invernale di Riva di Traiano – Trofeo Paolo Venanzangeli, con una giornata, quella di sabato, finalmente all’altezza della fama di questo campo di regata, dove vince chi ama il gioco duro. Innanzitutto onore ai vincitori assoluti, a cominciare dalla classe regina, quella dei Regata, dove, sia in IRC sia in ORC, ha trionfato Tevere Remo Mon Ile, First 40 di Gianrocco Catalano, che ha conquistato per la seconda volta consecutiva l’Invernale. In IRC ha preceduto Vulcano 2, First 34.7 di Giuseppe Morani e Vahiné 7, First 45 di Francesco Raponi; in ORC, Aeronautica Militare Duende, Vismara 46 di Raffaele Giannetti e Aphrodite, Swan 45 di Pierfranco Di Giuseppe. Tevere Remo Mon Ile si è anche aggiudicato il 1° Trofeo Challenge Roma d’Inverno, quale 1° classificato overall in IRC. Nei Per2, in IRC c’è stata una cavalcata trionfale di Lolifast, Sun Fast 3600 di Davide Paioletti, che ha lasciato il secondo posto a Don Pedro, Bavaria 34 di Francesco Pelaia, ed il terzo a Gygas, Grand Soleil 43.2 di Alberto Tamantini. In ORC la cavalcata di Libertine, Comet 45S condotto da Marco Paolucci e Lorenzo Zichichi, è stata ancor più travolgente, con Davide Paioletti e il suo Lolifast quasi sempre secondi. L’ultimo gradino del podio è andato a Jox-Avs Group, X41 di Pietro Paolo Placidi. Tra i Crociera, lo splendido campionato di Malandrina, che ha dovuto scartare un secondo posto quale peggior risultato, ha condotto sul gradino più alto del podio l’equipaggio del First 36.7 condotto da Roberto Padua, seguito dal sorprendente Sun Odyssey 49 Mylan di Anna Paolini, che si è avvalso al timone dell’esperienza dell’Ammiraglio Franco Lo Sardo, e Fata Ignorante, Dufour 34 di Stefano Sorgente. In Gran Crociera, vittoria di First Wave, First 405 di Guido Mancini, su Blues, Duck 31 di Dario Conte.
L’ultima regata sabato scorso. Si è iniziato con circa 15 nodi di vento e con tanta onda, ma poi le condizioni si sono fatte decisamente più cattive, con raffiche che hanno superato i 20 nodi. I Regata hanno faticato di più, sobbarcandosi ben 15 miglia, 10 i Crociera e 5 i Gran Crociera. I Per2, che godono di un percorso ad hoc, hanno regatato per circa 12 miglia, con un lungo lato di bolina. Alla fine la soddisfazione tra i regatanti era grande almeno quanto la stanchezza. Le condizioni, durissime, hanno provato il fisico dei velisti e la resistenza delle imbarcazioni.
C’è stato un soccorso in mare, per un malore verificatosi a bordo di Coda di Volpe, e una serie di incidenti, con tante rotture di vele, che hanno costretto al ritiro Soul Seeker, X362 Sport di Federico Galdi, Rosmarine 2, Grand Soleil 46B di Riccardo Acernese, e Vahiné 7, First 45 di Francesco Raponi, che è stato il più penalizzato, perché i punti persi lo hanno fatto uscire dal podio della Classifica Generale in ORC e perdere il secondo posto in IRC. In Regata IRC, Paolo Morville ha finalmente condotto alla vittoria il suo First 45S “Er Cavaliere Nero”, riscattando un campionato avaro di soddisfazioni, mentre in ORC Biscarini/Rocchi con il loro Mylius 15e25 Ars Una hanno imposto per la prima volta la loro legge sia in reale sia in compensato. Anche nei Per2 c’è stata un’importante “prima volta”: in IRC, infatti ha vinto Oscar Campagnola, che ha portato alla sua prima vittoria il Comfortina 42 Fair Lady Blue. Al contrario, nella Per2 ORC, c’è stata la conferma della schiacciante supremazia di Libertine, il Comet 45 S di Marco Paolucci e Lorenzo Zichichi che è riuscito a vincere ben 6 delle 8 regate disputate. In Crociera ennesima grande prova di Malandrina, che non ha avuto rivali in questo campionato, mentre in Gran Crociera la vittoria è andata a First Wave, che ha vinto 4 delle 5 prove disputate. (Agg. 13/03 ore 18.03 SEGUE)

I COMMENTI DEL PRESIDENTE DEL CNRT ALESSANDRO FARASSINO – «È stata una giornata decisamente emozionante – ha commentato il Presidente del CNRT Alessandro Farassino – con tanto vento e tanti imprevisti occorsi non solo ai regatanti, ma anche alle barche dell’organizzazione. Il Tevere ci ha regalato il suo lato peggiore, visto che con lo Scirocco sul nostro specchio d’acqua è arrivato di tutto. Dobbiamo ringraziare la motovedetta della Polizia di Stato che ha tolto dalla linea di partenza una vera e propria isola galleggiante di rifiuti, ma niente ha potuto contro un’altra massa di rifiuti che ha investito il gommone dei posaboe, imprigionandone l’elica in una matassa inestricabile prima, che potesse posare la boa di disimpegno».
La motovedetta della Polizia di Stato ha inoltre supportato il gommone della Direzione di Corsa nel soccorso di un velista, svenuto per un malore nel corso della regata, scortando a riva l’imbarcazione coinvolta. I soccorsi sono stati tempestivi e il velista è stato sbarcato e affidato all’ambulanza accorsa prontamente in Torre di Controllo. (Agg. 13/03 ore 18.22 SEGUE)

LE DICHIARAZIONI DEL DIRETTORE DI CORSA FABIO BARRASSO – «Portare a compimento 8 regate sulle 9 programmate in una stagione invernale atipica come quella appena trascorsa – ha commentato il Direttore di Corsa Fabio Barrasso – è stata la giusta ricompensa a un grande lavoro svolto da tutto il team. Abbiamo vissuto le ultime due giornate di regata giocando sempre d’anticipo.  Il 25 febbraio sfruttando le prime avvisaglie di Burian e portando a termine due prove. Questo sabato cavalcando l’anticipo della perturbazione, che è poi arrivata nelle ore successive, e dando finalmente pieno sfogo alla voglia di regatare al massimo che sembra essere quasi nel dna dei regatanti di Riva di Traiano. Tirando le somme, è’ stato un campionato divertente, molto combattuto e molto tecnico». Nel corso dell premiazione c’è stato un esilarante fuori programma, con il solitario Oscar Campagnola che ha improvvisato un elogio del Comitato di Regata leggendo una lettera proveniente dalla Nuova Zelanda, dove sono stati avvertiti i ‘‘rumori di guerra’’ provenienti da Riva di Traiano. (Agg. 13/03 ore 18.54)

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Lungomare: forse è solo un sogno

di TONI MORETTI

CERVETERI – Non c’è dubbio. Immaginando di rivedere al rallentatore quanto è successo nel consiglio comunale del primo febbraio, attardandosi ad analizzare i personaggi che ne sono protagonisti in ciò che hanno espresso non solo con le parole ma con la mimica a supporto, le espressioni del corpo, le pause, le occhiate che si scambiavano, esce fuori un universo completo di una fase sottile che porta all’intuizione, è vero non certa e un po’ surreale, ma non per questo meno vera. Si è sempre pensato che,  in termini molto prosaici,  il problema dell’immobilità delle amministrazioni che si sono succedute negli ultimi quarant’anni, fosse conseguenza della lotta, addirittura personale in atto tra i patron di due grandi e forti gruppi di interessi: il Principe Sforza Ruspoli, storico latifondista impegnato a riconvertire e valorizzare i terreni del suo immenso latifondo e chi nel tempo ogni volta  era succeduto al timone della società Ostilia, che proprio dal Principe Ruspoli, in illo tempore, sotto diversi timonieri rispetto ad oggi, aveva comprato i terreni a mare, Campo di Mare, appunto, creando un insediamento urbanistico che ha premiato solo i vantaggi di una speculazione edilizia, con mezzi audaci che hanno superato il legale come più volte è stato sentenziato dagli organismi competenti. C’è voluto un libro, quello stilato dal Principe Ruspoli per documentare le malefatte dell’Ostilia e delle classi dirigenti che le hanno tenuto bordone per tanti anni e che, alla luce degli ultimi fatti, sembra continuino, con grande stupore dei più. Perché stupore? Semplice. Con una campagna elettorale a dir poco roboante, la gente prendeva atto dai proclami, dalle promesse, dalle richieste di collaborazione e di consenso che Cerveteri avrebbe iniziato un nuovo corso, un corso aperto alla trasparenza, alla legalità, che non avrebbe previsto concessioni a chicchessia e si credeva che tanto avrebbe interrotto la spirale infinita Ostilia Ruspoli che teneva fermo il paese. Il primo febbraio scorso, in quel consiglio, c’è poco da fare, quel sogno si è infranto. Palese è stata la scelta di parte dell’amministrazione nei confronti dell’Ostilia. 
Si potrebbe obiettare: “Ma era l’unica e necessaria. Immaginate, avremo un lungomare agognato da anni, non era mai stato fatto prima. Ciò comporterà uno sviluppo turistico nella zona mai avuto prima, con degli stabilimenti balneari finalmente a norma, mai successo prima. Ma vi pare niente? E che importa se per arrivare a questo abbiamo dovuto ”salvarla”  dando nuova cubatura su terreni che in bilancio, il suo, faranno più figura e gli eviteranno qualche guaio? E se facciamo finta che ciò che spendiamo per lui non ci garantiamo? Ma insomma, al vicino di casa che ti chiede un giorno uno spicchio d’aglio, un giorno un bicchiere d’olio, un giorno un bicchiere di sale, te lo fai restituire? Ma dai. Per quanto riguarda il progetto del lungomare poi, sono gli invidiosi che lo sabotano. Immaginate un po’, fanno ricorsi proprio il giorno dopo in cui la Regione chiede se documenti essenziali, per esempio il comodato d’uso necessario sono stati anticipati da una delibera di Giunta per poterlo fare e da una delibera di Giunta che lo abbia ratificato. Ma non hanno altro da fare? E se si contava sulla distrazione di qualcuno? Tanto siamo tutti un po’ distratti dalle campagne elettorali continue. Continuando così non si vuole il bene di Cerveteri. Comunque che sia ben chiaro che se qualcosa va storto è colpa loro perché hanno la fissa che le cose bisogna farle come dicono loro se no non si fanno’’. 
La consigliera Anna Lisa Belardinelli precisa: «Chiariamo subito che il contratto di comodato d’uso stipulato dal Comune di Cerveteri con la società Ostilia ha per oggetto le aree costituenti sedime stradale (strada, marciapiedi e spartitraffico) di Lungomare dei Navigatori Etruschi e che il Comune potrà servizi di questi beni fino alla definitiva cessione in proprietà degli stessi al medesimo, come da Convenzione del 14 dicembre del 1991. L’oggetto, quindi, è semplicemente una strada che avrebbe dovuto essere già di proprietà del Comune se la società Ostilia avesse mantenuto gli impegni assunti con la Convinzione del 1991. Al di là dell’inconsistenza di questo contratto di comodato d’uso, va inoltre sottolineato che non è stato preceduto da una Delibera di Giunta Comunale di approvazione dello schema di contratto di comodato e che manca inoltre la Delibera di Giunta Comunale di ratifica dello stesso, documenti oggi richiesti dalla Regione. Resta dunque difficile credere che ci siano tutti documenti per ottenere il famoso finanziamento regionale di 790mila euro, sbandierato dal Sindaco in campagna elettorale come già ottenuto e che, invece, è  ancora ‘‘in alto mare’’».
Il sogno si è infranto. Crollano i miti e nascono i sospetti. Chi dice che non possa succedere che chi chiede il sale, l’olio l’aglio non si senta obbligato a Natale di regalare gentilmente un panettone a chi ha aperto la porta di quella cambusa che custodiva soltanto pro tempore, visto che la roba non era sua? Mamma mia quanto è cattiva la gente. E sospettare anche che chi ostacola lo fa perché di quel panettone non sente manco l’odore? E con tali sospetti che prendono piega la politica ne esce rovinata. Comunque tutte ipotesi, tutte congetture. Rimaner il fatto che se qualche mancanza c’è stata è colpa degli uffici. Che le mozioni sono state bocciate perché impostate male e che è in atto da sempre il gioco al massacro contro un sindaco virtuoso e sognatore. Meno male che non è il solo.

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