Porto: esodo di Ferragosto da bollino nero

CIVITAVECCHIA – Un lungo weekend da bollino nero quello che interesserà il porto, fino a domani. L’esodo di Ferragosto segnerà lunghe file, gran lavoro ed un alto livello di sicurezza all’interno dello scalo. Tra la giornata di ieri e quella di domani si registreranno circa 70mila passeggeri in transito, tra partenze ed arrivi. Le Autostrade del Mare sono prese d’assalto in questi giorni per la settimana di vacanza per eccellenza, quella appunto a cavallo del 15 agosto. Migliaia le persone dirette a Cagliari, Porto Torres, Olbia, Barcellona, Palermo e Tunisi. 

Per quanto riguarda la compagnia Grimaldi saranno 5500 i passeggeri in partenza, con 2400 auto al seguito. Sono 3500 invece quelli che si imbarcheranno su Gnv con 1220 auto. Tirrenia conterà la presenza, in partenza, di 21mila passeggeri e 6400 auto al seguito. A questi dovranno aggiungersi i passeggeri senza prenotazione e quelli che invece faranno scalo al porto cittadino. 
Per quanto riguarda le crociere, saranno 11 le navi presenti a Civitavecchia in questi tre giorni, per un totale di 36mila passeggeri.

Un boom di passeggeri che si traduce in un intenso lavoro per tutti gli operatori portuali, impegnati nelle diverse attività a supporto. Così come per forze dell’ordine e di Polizia che devono garantire la massima sicurezza. Il livello è alto, come si vede anche dalle file che si allungano proprio per i controlli da parte della Polizia di frontiera così come della Capitaneria di porto, Gdf, carabinieri e singole compagnie.    

Fino a qualche anno fa era più semplice partire: bastava avere biglietto e documento e si poteva raggiungere il porto anche con poco anticipo, a differenza di oggi, con controlli più intensi e verifiche per contrastare illegalità e terrorismo.
E poi, se non si hanno i documenti, il rischio concreto è di restare a terra, perdendo anche il biglietto, perché anche le compagnie di navigazione sono molto rigide su questo punto. Soprattutto i minori, anche se accompagnati dai genitori, devono avere un documento di riconoscimento: non valgono, in questo senso, codici fiscali e tessere sanitarie. 

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DIRETTIVA 30 maggio 2018, n. 843

Direttiva (UE) 2018/843 del Parlamento europeo e del Consiglio, del
30 maggio 2018, che modifica la direttiva (UE) 2015/849 relativa alla
prevenzione dell'uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o
finanziamento del terrorismo e che modifica le direttive 2009/138/CE
e 2013/36/UE. – Pubblicata nel n. L 156 del 19 giugno 2018
(18CE1518)

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Terrorismo, arrestato macedone che viveva a Tolfa

TOLFA –  I Carabinieri dei Ros hanno arrestato un macedone di 29 anni in provincia di Potenza accusato di addestramento ad attività con finalità di terrorismo internazionale. Durante le perquisizioni sono state trovate nella sua casa dei droni, abbigliamento militare e un cellulare, nel quale sono state trovatI oltre a numerosi video di propaganda jihadista, ricerche su tecniche di autoaddestramento, in particolare con l'uso di droni commerciali armati e realizzazione fai da te di pistole taser.

"La gravità ed attualità dei fatti fa ritenere imminente e concreto il pericolo che dalle condotte dell'indagato scaturissero reati ancora più gravi quale quello di porre in essere un attentato attesa l'azione di auto addestramento compiuto". E' quanto scrive il gip Anna Maria Gavoni nell'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Agim Miftarov.  "Risultano granitici elementi che dimostrano l'adesione dello stesso alla ideologia di organizzazione terroristiche estremistiche islamiste". Per il gip esistono "corposi elementi specifici che attestano la sussistenza di esigenze cautelari da imporre l'adozione della misura detentiva".

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Miftarov svolgeva l'attività di boscaiolo e viveva in un appartamento a Tolfa. L'uomo non aveva vita sociale ed aveva paura per possibili perquisizioni da parte dei carabinieri al punto da evitare di presentarsi al pronto soccorso dopo essersi procurato una ferita con un'ascia.

Gli inquirenti hanno, inoltre, accertato che il 29enne ha cercato di acquistare armi via internet e ha pubblicato sul web una serie di foto con la bandiera dell'Isis. Sui social network aveva circa 4 mila contatti tutti legati in qualche modo al mondo dell'estremismo islamico. 

Aveva visto circa 900 video attraverso i quali si istruiva per modificare armi o acquisire tecniche di addestramento, oltre a stabilire contatti con soggetti radicalizzati in Siria. E' quanto emerso dalle indagini sul 29enne macedone Agim Miftarov, arrestato oggi dai Ros. 

Il 29enne si trovava ospite del Centro di Permanenza per il Rimpatrio nel Potentino, dove era stato condotto il 27 aprile scorso a seguito delle perquisizioni dei carabinieri nella sua abitazione. (ansa)

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Terrorista macedone arrestato a Potenza, viveva Tolfa

 I Carabinieri dei Ros hanno arrestato in provincia di Potenza Agim Miftarov, un macedone di 29 anni, accusato di addestramento ad attività con finalità di terrorismo internazionale. Durante le perquisizioni sono state trovate nella sua casa dei droni, abbigliamento militare e un cellulare, nel quale sono state trovate, oltre a numerosi video di propaganda jihadista, ricerche su tecniche di autoaddestramento, in particolare con l'uso di droni commerciali armati e realizzazione fai da te di pistole taser. Il 29enne viveva come un eremita ed aveva sviluppato una sorta di terrore nei confronti delle forze dell'ordine. Secondo quanto ricostruito, svolgeva l'attività di boscaiolo e viveva in un appartamento a Tolfa, in provincia di Roma. "La gravità ed attualità dei fatti fa ritenere imminente e concreto" il pericolo di "porre in essere un attentato attesa l'azione di auto addestramento compiuto", scrive il gip Anna Maria Gavoni nell' ordinanza di custodia cautelare. (Ansa)

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Scarico del carbone, il centrodestra scende in campo

CIVITAVECCHIA – "Siamo dalla parte dei lavoratori e di chi fa impresa vera. Se a qualcuno non sta bene, basta che lo dica. Pubblicamente". Il centrodestra unito entra nel dibattito scaturito dalla vertenza per lo scarico del carbone a Tvn. Forza Italia, Fratelli d'Italia, La Svolta, Forza Civitavecchia  e le liste civiche del centrodestra esprimono solidarietà ai lavoratori, "vere vittime della vertenza Enel esplosa in queste ore in città. Vedere vacillare una stabilità lavorativa, seppur garantita dal patto sociale stabilito dalla stessa azienda elettrica, di questi tempi è quanto di più nefasto possa accadere all’interno di una famiglia. C’è da dire però – hanno aggiunto – che la levata di scudi da parte di certe sigle sindacali ha più il sapore della difesa datoriale che di quella occupazionale. È chiaro che oggi le norme sulla distorta liberalizzazione del mercato, tanto care alla sinistra, debbano essere applicate su tutti, ma a partire da certi manager che contavano di operare in un regime di monopolio, facendosi scudo di lavoratori assunti con contratti “atipici”: che tradotto in termini brutali nient’altro è diventato che consenso in cambio di posti di lavoro. Davanti all’evidenza dei fatti non possiamo tradire i nostri valori liberali e abbandonare quanti lavorano all’interno di questo sistema malato, per noi, fin dall’inizio".

Secondo il centrodestra non ci possono essere più "monopoli né tanto meno posizioni di rendita da difendere. Le aziende che fino ad ora hanno lavorato in Italia in regime di monopolio, devono iniziare a fare i conti con la competitività e la professionalità del mercato moderno. Questa è l’unica garanzia – hanno aggiunto – per la crescita e di conseguenza per i loro lavoratori: vietato perciò strumentalizzarli con il terrorismo psicologico, senza dire loro la verità del perché siamo arrivati a questo punto, che il mercato non può essere condizionato per interessi personali e politici. Invece, salvaguardarli davvero. D’altronde stiamo parlando di una  una società che da anni gestisce la movimentazione del carbone di Tvn: senza aver fatto alcuna gara, solo tra il 2011 e il 2016 con Enel ha contato commesse per quasi 40 milioni di euro. A preoccuparsi, ora, siano perciò i vertici aziendali: sarà dura, per loro mantenere il privilegio quasi scontato sul terreno dei consensi, tema tanto caro ad un certa politica di sinistra. Torniamo a dirlo: noi del centrodestra restiamo e resteremo invece vicino ai lavoratori, vere vittime della situazione proprio alla luce di quanto abbiamo detto. Strumentalizzare il rischio occupazione, con lavoratori che guadagnano forse 1200 euro – hanno aggiunto – è il più meschino dei comportamenti. Crediamo invece nella validità del modello sociale europeo, nei valori sociali e liberali, che si basa sui principi inscindibili di efficienza economica, di giustizia sociale, di concorrenza e solidarietà, di responsabilità personale e di protezione sociale. Questi principi diventano più che mai pregnanti nella realtà locale. Siamo fortemente convinti che una sana e trasparente competizione sia sinonimo di occupazione, sviluppo e soprattutto benessere sociale. Ora la scelta da quale parte stare spetta ai due colossi industriali. Porto e Enel – hanno concluso – scegliere se cedere al ricatto camuffato da vertenza occupazionale, perpetrato da chi in questi anni ha sapientemente coltivato un potere fatto di  privilegi e prebende, oppure intraprendere la strada della trasparenza e della sana competizione, salvaguardando la professionalità degli occupati senza interessarsi di quella dei manager e dei voti da garantire loro".

 

 

 

 

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Gdf: il bilancio di un anno e mezzo di attività

ROMA – In occasione dei 244 anni del Corpo, tutti i numeri dell'ultimo anno e mezzo di attiività del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma: confiscati oltre 468 milioni di euro a grandi evasori fiscali: evitavano il Fisco con fatture false e soldi all’estero, 1.556 denunciati. Caccia ai corrotti e corruttori: 246 denunciati e 35 in arresto. Appalti “truccati” per 217 milioni di euro e segnalati alla corte dei conti danni erariali per 1,65 miliardi di euro. Sequestrati o confiscati alle organizzazioni di tipo mafioso disponibilità per oltre 1 miliardo di euro. Sequestrate 6,76 tonnellate di droghe “leggere” e “pesanti”. Arrestati 250 narcotrafficanti. Accertato riciclaggio per oltre 34 milioni di euro e monitorata movimentazione transfrontaliera di valuta per oltre 20 milioni di euro. 

Nel contrasto alla grande evasione fiscale, sono stati scovati 58 soggetti fiscalmente pericolosi, i cui patrimoni sono espressione diretta dei gravi reati tributari o economico-finanziari commessi. Nella provincia di Roma, questi evasori hanno sottratto allo Stato 830,5 milioni di euro. E non si fa riferimento a valori ancora da accertare o da incassare, ma, per 468,5 milioni di euro, a beni mobili e immobili dapprima “congelati” e poi acquisiti in via definitiva (con la confisca) al patrimonio dello Stato e, per 362 milioni di euro, a disponibilità sottoposte a sequestro. Questo positivo risultato è stato possibile grazie a uno dei nuovi percorsi intrapresi dalla Guardia di Finanza, che mira a “stanare” gli evasori qualificando e quantificando la sproporzione esistente tra i redditi dichiarati e il patrimonio della persona interessata da procedimenti di prevenzione patrimoniale. Un percorso vincente perché non ancorato alla ricerca degli indizi di evasione – non sempre agevoli da riscontrare – ma fondato sul rilevamento della contraddizione emergente tra le manifestate disponibilità finanziarie e lo spesso esiguo reddito dichiarato. Molti di essi si sono avvalsi di una rete di connivenze per realizzare circuiti viziosi fatti di fatture false, emesse o utilizzate in contabilità, oltre a veri e propri sodalizi criminali che, affidandosi in qualche caso all’esperta consulenza di studi tributari, sono in grado di minare la concorrenza tra le imprese sane del Paese. L’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti si accompagna alle frodi più strutturate cc.dd. “carosello” e alla costituzione di crediti IVA fittizi da utilizzare per indebite compensazioni di imposte e contributi.

LOTTA ALL’EVASIONE, ALL’ELUSIONE E ALLE FRODI FISCALI 2 COMBATTERE LE INSIDIOSE FRODI FISCALI ANCHE INTERNAZIONALI – Interventi sempre più mirati per contrastare le frodi fiscali: denunciati all’Autorità Giudiziaria 1.556 soggetti, di cui 24 tratti in arresto, in relazione all’emissione e all’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, oltre che per condotte di dichiarazione fraudolenta, omessa presentazione della dichiarazione, occultamento delle scritture contabili e di indebita compensazione di imposte, nonché sequestrate disponibilità patrimoniali e finanziarie per oltre 102 milioni di euro, mentre sono state formulate proposte di misure ablative per ulteriori 945 milioni di euro. Ammontano, invece, a 33 le attività ispettive e le indagini delegate dalla Magistratura ordinaria per contesti di fiscalità internazionale, che spaziano dalla scoperta di stabili organizzazioni occulte sul territorio nazionale alle pratiche elusive sui prezzi di trasferimento infragruppo e ai fittizi trasferimenti in Paesi a fiscalità privilegiata.

L’ECONOMIA “INVISIBILE”, LE ACCISE, I GIOCHI E LE SCOMMESSE CLANDESTINE Sono 880 gli evasori totali, imprenditori e lavoratori autonomi inottemperanti all’obbligo di dichiarazione ai fini delle imposte sui redditi, dell’IVA e dell’IRAP, responsabili di aver evaso, in un anno e mezzo, 2,5 miliardi di euro di IVA. Nello stesso periodo, sono stati sanzionati 350 datori di lavoro per aver impiegato irregolarmente 1627 lavoratori, di cui ben 772 completamente “in nero”. Nel settore dell’imposizione sulla produzione e sui consumi (accise), sono stati eseguiti 321 interventi, con il sequestro di oltre 360 tonnellate di proditti energetici, con un consumo in frode accertato per circa 80.000 tonnellate. Nel comparto del giochi illegali e scommesse clandestine, invece, sono stati eseguiti 317 operazioni, di cui 101 con la constatazione di irregolarità.

LOTTA ALLA CORRUZIONE E AGLI SPRECHI – Su questo fronte, il cui presidio assume una valenza sempre più strategica per l’importanza di destinare correttamente le risorse pubbliche, sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria 331 persone, di cui 46 arrestate. Nello specifico: a. 85 (11 in arresto) per reati legati alle illecite aggiudicazioni di appalti pubblici, pari a circa 217 milioni di euro, a fronte di gare ad evidenza pubblica controllate per circa 393 milioni di euro; b. 246 (35 in arresto) per reati contro la Pubblica Amministrazione (peculato, concussione, corruzione, ecc.), per importi delle condotte corruttive per oltre 7 milioni di euro e circa 90 milioni di per comportamenti di peculato. Ma la corruzione è solo la punta dell’iceberg di inefficienze e sprechi di risorse di cui si rendono colpevoli persone – tra funzionari pubblici e soggetti privati – che procurano danni all’Erario: nell’ultimo anno e mezzo le Fiamme Gialle romane ne hanno segnalate 411 alla Procura Regionale per il Lazio della Corte dei Conti, per danni erariali pari a 1,65 miliardi di euro.

LE FRODI AL BILANCIO NAZIONALE E COMUNITARIO, DEL “TICKET SANITARIO” E DELLE PRESTAZIONI SOCIALI AGEVOLATE Le frodi scoperte in danno del bilancio nazionale e comunitario sono state pari a circa 10 milioni di euro, comportando la denuncia di 248 persone per truffe ai danni del bilancio dello Stato.

CONTRASTO AGLI ILLECITI NEL SETTORE DELLA TUTELA DELLA SPESA PUBBLICA relativamente a incentivi alle imprese indebitamente percepiti per circa 8,5 milioni di euro. Ammontano, invece, a 50 i soggetti denunciati all’A.G. per frodi ai danni della spesa previdenziale e sanitaria, per un totale di oltre 4 milioni di euro. Proseguendo in ambito sanitario, sono stati, inoltre, scoperti 222 c.d. “furbetti” del ticket, settore nel quale i controlli mirati, avviati a seguito di accurata attività di analisi, hanno consentito di individuare “sacche” di irregolarità nel 97% dei casi: in pratica, ogni 10 persone controllate, oltre 9 si sarebbero fatte curare gratis, in ospedali pubblici o in altre strutture private convenzionate senza averne diritto. Altro settore particolarmente a rischio è quello delle assistenze domiciliari, dei pasti a domicilio, degli assegni per il nucleo familiare e di quelli di maternità, degli assegni per le mense scolastiche, delle borse di studio, ecc.; insomma di tutti quegli aiuti economici e servizi sociali di assistenza spettanti ai cittadini che versano in particolari e delicate condizioni economiche e sociali, dove, a fronte di 549 controlli eseguiti, sono state scovate 493 persone indebitamente beneficiari di “prestazioni sociali agevolate”, che hanno così sottratto risorse a coloro che ne sono realmente bisognosi.

CONTRASTO PATRIMONIALE ALLE MAFIE, LOTTA AL RICICLAGGIO E AL FINANZIAMENTO DEL TERRORISMO Le indagini patrimoniali contro le mafie, volte a privare i sodalizi criminali delle risorse finanziarie e patrimoniali accumulate con le attività illecite, hanno consentito la restituzione alla collettività di cespisti e valori per circa 656 milioni, definitivamente confiscati. In tale contesto, ammonta a oltre 653 milioni di euro il valore delle proposte di sequestro, a seguito dei 173 accertamenti svolti dai Reparti dipendenti dal Comando Provinciale, mentre sono pari a oltre 479 milioni di euro i beni immobili e mobili sequestrati in applicazione della normativa antimafia (art. 12 sexies della Legge 356/1992 e art 19 del D.Lgs. 159/2011), frutto anche di indagini particolarmente lunghe e laboriose. Il denaro illecitamente accumulato dalle “mafie”, dagli evasori seriali, dai corrotti e corruttori e dagli altri criminali, per poter essere “lavato” della sua provenienza “sporca”, deve essere riciclato in attività o in investimenti apparentemente “puliti”. Un fiume di soldi quello intercettato che ha fatto scattare denunce per riciclaggio e autoriciclaggio nei confronti di 107 persone. Il valore del riciclaggio accertato dalla Guardia di Finanza di Roma nell’ultimo anno e mezzo si è attestato sui 34,4 milioni di euro, con sequestri per euro 24,22 milioni di euro. Particolarmente rilevante il lavoro svolto nel contrasto dei reati fallimentari che ha consentito di accertare distrazioni in danno di creditori e dell’Erario per oltre 1,2 miliardi di euro e di denunciare complessivamente 445 persone, di cui 26 in stato di arresto. Nel periodo considerato, inoltre, il controvalore totale della valuta monitorata presso gli scali aeroportuali di Fiumicino e Ciampino e portuale di Civitavecchia, ammonta a oltre 20 milioni di euro, nel cui contesto si è pervenuti alla verbalizzazione 1123 persone e al sequestro di denaro contante per 4,5 milioni di euro.

IL MERCATO DEL “FALSO” Anche la contraffazione contribuisce a inquinare l’economia sana del Paese, danneggiando il made in Italy, simbolo in tutto il mondo di originalità, eleganza e qualità. Rientrano nei circa 16 milioni di articoli sequestrati dalle Fiamme Gialle nell’ultimo anno e mezzo quelli propriamente contraffatti o con falsa indicazione del made in Italy e quelli non sicuri recanti marchi industriali falsificati

LOTTA ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA ED ECONOMICO-FINANZIARIA indicazioni non veritiere circa l’origine e la qualità. Sono stati effettuati oltre 900 interventi, nel corso dei quali sono stati denunciati 862 soggetti. Il fenomeno è stato aggredito sia con lo sviluppo di attività di indagine di polizia giudiziaria finalizzate soprattutto alla ricostruzione della filiera del falso, che hanno consentito anche di colpire opifici clandestini ubicati in altre regioni italiane, che attraverso il controllo del territorio, puntando a contrastare la minuta vendita nelle zone più frequentate della Capitale ovvero del litorale romano.

CACCIA AI TRAFFICI ILLECITI Non conosce soste anche l’azione a contrasto dei traffici di droga, come dimostrano le 2.061 operazioni, condotte sia sul territorio che presso gli scali aereoportuali e portuali, che hanno portato al sequestro di 6,765 tonnellate, tra droghe “leggere” (hashish e marijuana) e “pesanti”, con la denuncia all’Autorità Giudiziaria di 849 persone, di cui 250 tratte in arresto. Sono state 1.466 le persone segnalate, in via amministrativa, alle competenti Prefetture per consumo di droghe. Mentre, anche grazie all’introduzione del Dispositivo permanente di contrasto ai traffici illeciti adottato dal Comando Generale del Corpo, nella provincia di Roma sono stati intercettate e sequestrate oltre 10 tonnellate di tabacchi lavorati esteri di contrabbando. Nel corso dell’ultimo anno e mezzo, sono state circa 4500 le giornate/uomo assicurate dai militari del Comando Provinciale di Roma nelle aree del centro Italia colpite dagli eventi sismici del 2016 e 2017 nonché dall’eccezionale ondata di maltempo dell’inverno 2017, per garantire il soccorso e il sostegno alle popolazioni colpite, nonché i servizi di sicurezza sul territorio duramente provato. Significativo, inoltre, il contributo delle Fiamme Gialle capitoline nel concorso al mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica sulla città di Roma, in piena sinergia con la Questura e il Comando Provinciale dei Carabinieri, sotto l’efficace direzione della Prefettura, in un contesto eccezionalmente delicato in relazione all’attuale e costante situazione di emergenza terrorismo.

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COMMISSIONE NAZIONALE PER LE SOCIETA' E LA BORSA – DELIBERA 31 maggio 2018

Adozione del regolamento recante disposizioni di attuazione del
decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231 e successive modifiche
ed integrazioni, in materia di organizzazione, procedure e controlli
interni dei revisori legali e delle societa' di revisione con
incarichi di revisione su enti di interesse pubblico o su enti
sottoposti a regime intermedio, a fini di prevenzione e contrasto
dell'uso del sistema economico e finanziario a scopo di riciclaggio e
finanziamento del terrorismo. (Delibera n. 20465). (18A04065)

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RETTIFICA 15 marzo 2017, n. 541

Rettifica della direttiva (UE) 2017/541 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 15 marzo 2017, sulla lotta contro il terrorismo e che
sostituisce la decisione quadro 2002/475/GAI del Consiglio e che
modifica la decisione 2005/671/GAI del Consiglio (Gazzetta Ufficiale
L 88 del 31 marzo 2017) – Pubblicato nel n. L 91 del 9 aprile 2018
(18CE1188)

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Vandali in azione sul Ponte della Scorta

LADISPOLI – Ancora una volta nel mirino dei vandali le opere pubbliche di Ladispoli, persino quelle appena inaugurate. E’ il caso ad esempio del “Ponte della scorta” di Ladispoli (il taglio del nastro è avvenuto esattamente un mese fa con la Giunta al gran completo) già insudiciato da scritte con la bomboletta a spray. La struttura è stata intitolata alle vittime del terrorismo dal Comune che ha promesso interventi mirati anche per eliminare il degrado che attanaglia la zona, sia per le sterpaglie intorno al ponte ciclopedonale che collega i due quartieri residenziali Messico e Faro, sia per le canne alte quasi fino al ponte che non sono state ancora rimosse dal Consorzio di Bonifica Agro Romano. Sulle sponde del fiume Sanguinara si sono anche create delle mini discariche che dovranno essere rimosse quanto prima. Il ponte della scorta non è l’unico ad essere stato presto di mira da chi non ha nulla da fare che imbrattare muri e pareti dei simboli della città. Anche il centro giovanile di viale Mediterraneo, costato alla collettività centinaia e centinaia di migliaia di euro, viene costantemente verniciato nelle sue pareti esterne. Uno sfregio sicuramente, reso possibile anche dal fatto che gli impianti di videosorveglianza ormai sono fuori uso da oltre un anno, come confermato tempo fa dal comandante della Polizia municipale di Ladispoli, Sergio Blasi. “Un fulmine le ha messe ko e ora si deve cambiare il sistema operativo”.

 

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Alfredo De Antoniis: "Michele Cucuzza è la nostra proposta alla Cultura di Santa Marinella"

SANTA MRINELLA – “Sono fiero di avere la disponibilità di una persona come Michele Cucuzza per un incarico fondamentale per la mia città”, esordisce Alfredo De Antoniis, candidato sindaco per Fratelli d’Italia e Cuori Santa Marinellesi, “Santa Marinella si merita di avere una vera promozione territoriale e una figura terza, con grande esperienza, sia come giornalista che come autore, e un volto noto e amato della televisione pubblica, darà il lustro necessario per far nuovamente circolare il nome della città, condizione necessaria per iniziare a risollevare la situazione comunicativa, fin’ora affidata solo alla buona volontà del volontariato e al prestigio ottenuto individualmente da alcuni concittadini, ma senza un vero supporto da parte dall'Amministrazione se non a livello marginale. Egli ha fortemente acconsentito a voler partecipare al progetto amministrativo quale delegato esterno agli eventi culturali, non remunerato, dopo che la nostra coalizione avrà ottenuto la fiducia della cittadinanza, prestando tutte le sue capacità ed esperienza”.

Michele Cucuzza: "Ho accettato con immenso piacere la proposta di Alfredo De Antoniis, non per orientamento politico, in quanto rimango un giornalista indipendente, ma esclusivamente per contribuire ad esaltare  al meglio le bellezze artistiche e paesaggistiche di Santa Marinella".

Michele Cucuzza ha visionato personalmente, approvandolo, il  programma elettorale della coalizione e la sezione inerente i nostri piani del turismo e della cultura, focalizzati su eventi e spettacoli di spessore che coinvolgano le associazioni locali con lo scopo di farle sviluppare e crescere in un’ottica extra-territoriale.

La coalizione sottolinea come la nostra visione del turismo e della cultura sia integrata nell’ottica della promozione con lo scopo di incrementare le occasioni di lavoro per la cittadinanza, aumentando il prestigio di Santa Marinella e Santa Severa, sviluppando la conservazione e la divulgazione delle eccellenze territoriali e della storia locale, nonché alla realizzazione di eventi multiculturali che possano avere una valenza non solo cittadina, ovviamente incrementando e implementando le misure pubbliche atte ad incentivare le strutture recettive, migliorando la logistica permettendo un miglior afflusso e circolazione delle persone sul territorio comunale.

“Siamo sicuri – conclude Alfredo De Antoniis – che il nome di Michele Cucuzza possa essere da tutti considerato come garanzia di una visione ponderata di quelle che possono essere le reali strategie vincenti per il territorio. Dal mio canto, non vedo l’ora di poter avviare questa collaborazione che reputo eccezionale e innovativa per Santa Marinella, soprattutto perché quella della promozione territoriale è una tematica che da sempre mi è stata a cuore. Avere Michele Cucuzza nella nostra squadra di governo è qualcosa di fortemente desiderato”.

Michele Cucuzza, inizia la sua carriera come giornalista in Sicilia e trasferitosi a Milano, collabora con il quotidiano Il Giorno e con l'ufficio stampa del sindacato UIL. È tra i fondatori di Radio Popolare con Piero Scaramucci, Nini Briglia, Gad Lerner e altri.

Inizia la sua collaborazione con la Rai nel 1983, per la quale realizza servizi e collegamenti per le varie testate del servizio pubblico, radiofoniche e televisive. Segue le principali vicende di cronaca di quegli anni, dal terrorismo, al caso Tortora, dalle vicende del Banco Ambrosiano, alla morte di Michele Sindona, all'alluvione in Valtellina.

Dal 1988 al 1998 conduce il Tg2, per cui è anche inviato all'estero, realizzando servizi, collegamenti e speciali . Dal settembre 1998 al giugno 2008 è conduttore de La vita in diretta, su Rai 2 prima e su Rai 1 poi. Dal settembre del 2008 al maggio 2011 conduce con Eleonora Daniele Uno Mattina, su Rai 1.

Conduttore radiofonico in RAI, ha avuto esperienze anche come attore di fiction e doppiatore.Testimonial dell'Istituto Oncologico Romagnolo di Rimini. È anche testimone dell'Onlus 'Attive come prima'. Nel 2011 a Reggio Calabria è direttore di Legalitàlia, incontro antimafia promosso dalla Fondazione Scopelliti e dal movimento giovanile ‘Ammazzateci Tutti'. Dal 2011 al 2015 coordina e presenta il Premio America della Fondazione Italia USA presso la Camera dei Deputati. È stato cooperante per INTERSOS nel 2012.

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