Santa Marinella, ora si pensa al bilanci

SANTA MARINELLA –  Il “day after” il dissesto, per il sindaco Pietro Tidei, è stato un giorno di lavoro. Nel suo ufficio il primo cittadino ha incontrato diversi operatori economici e i suoi consiglieri, per discutere le strategie da attuare in vista dell’importante impegno previsto tra qualche settimana, quello della presentazione del bilancio preventivo 2018. Un atto che andava portato in consiglio comunale nel maggio scorso ma, considerati gli eventi è stato rinviato ad agosto. «Il provvedimento di dissesto – spiega Tidei ritornando sull’argomento – non è stato proposto ed approvato a cuor leggero dalla maggioranza. Sono i numeri a parlare, quelli venuti fuori soltanto grazie all’attività di due diligence che in questo ultimo mese abbiamo subito messo in campo. Finora si è fatto ricorso massimo alla facoltà di ricevere anticipazioni di tesoreria per circa dieci milioni di euro, con l’impossibilità di soddisfare i creditori. E’ impossibile adottare gli accorgimenti ordinari previsti dal testo unico in materia di riequilibrio del bilancio e riconoscimento dei debiti extra contabili. Impossibilità dichiarata dal commissario straordinario di approvare il bilancio di previsione con circa tre milioni di deficit. Incapacità di assolvimento delle funzioni e dei servizi indispensabili. La decisione circa il dissesto non è una scelta discrezionale del Comune, ma un obbligo vincolane ed ineludibile in presenza dei presupposti fissati dalla legge. C’è un disavanzo di 14 milioni e 700mila euro dovuto alla radiazione di residui attivi inesistenti. E’ stato grave il mancato ricorso da parte della precedente amministrazione al riaccertamento straordinario dei debiti emersi al 2015 e ripianabili in trenta anni. Nell’ufficio ragioneria ci sono fatture giacenti per 8,5 milioni di euro, oltre a quelle in lavorazione ammontanti a circa tre milioni. La discarica di Viterbo deve ricevere oltre un milione di euro o tra pochi giorni chiuderà i cancelli. La Gesam deve avere 2,5milioni di euro e minaccia di sospendere il servizio come la discarica che deve ricevere l’umido ed uno dei fornitori dei farmaci che chiede 600mila euro di pagamenti su fatture già scadute. Anche la società del trasporto urbano minaccia di sospendere il servizio, è in emergenza come il cimitero dove non c’è più un loculo disponibil»”. «Arrivano in Comune decine di decreti ingiuntivi – conclude Tidei – paghiamo due volte la gestione del sito internet comunale per gli stessi servizi senza assistenza informatica e anche gli istituti religiosi presto non accetteranno più pazienti da ricoverare per carenze nella continuità dei pagamenti. Entro trenta giorni delibereremo l’incremento dei tributi e delle tariffe e assisteremo all’insediamento di una commissione che provvederà a redigere una situazione ricognitiva dei debiti e ad approvare il bilancio del Comune in quanto la situazione sarà cristallizzata al 31 dicembre scorso. Con questa situazione era impensabile qualsiasi altra avventura».

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Smaltimento rifiuti, Tidei tratta con gli impianti di  Tarquinia e Viterbo

di GIAMPIERO BALDI

SANTA MARINELLA – Come diceva il vecchio saggio «un problema al giorno leva il medico di torno». 
Oggi è il turno delle discariche, ovvero dei cantieri nei quali vengono depositati i rifiuti differenziati per le attività di riciclo connesse alla loro trasformazione. 
Tutti gli impianti hanno serrato i cancelli a causa della elevata esposizione creditoria nei confronti della città, fatta di fatture non pagate per mesi ed ormai ammucchiate sui loro tavoli. 
«Comprendo perfettamente le loro ragioni – dice il sindaco – ma i nostri fornitori devono maturare la consapevolezza che lo smaltimento dei rifiuti è un’esigenza di igiene per tutta la città. Per questo ho avviato una trattativa con gli impianti di Viterbo e Tarquinia, per consentirci di continuare a scaricare, a fronte di una soluzione di questa situazione incresciosa e che non può essere portata più avanti. Contemporaneamente ho incontrato insieme al vice sindaco Andrea Bianchi, i rappresentanti della società Gesam, l’appaltatrice del servizio di igiene cittadina. Il contratto dovrà essere firmato prossimamente anche a fronte di alcune aggiustature che nel tempo si sono rivelate fondamentali. Esiste un problema sul verde urbano, costituito dai residui naturali della pulizia dei giardini. Questi residui, non potranno più essere lasciati fuori dai portoni nei sacchi neri, ma andranno conferiti alla discarica cittadina. In questa maniera potrà essere vagliata la qualità del prodotto consegnato all’impianto e si attuerà un sostanzioso risparmio nei costi, risparmio che andrà a beneficio di tutti i contribuenti attraverso la tariffazione del servizio stesso. In maniera diversa, nei sacchi neri, sarebbe continuato ad essere conferito di tutto, costringendo il nostro appaltatore a scaricare non negli impianti di compostaggio ma nelle discariche che applicano tariffe ben maggiori per ogni tonnellata portata lì». 
«Abbiamo coinvolto anche le Ferrovie dello Stato e la Regione – conclude Tidei – affinché provvedano a pulire e mantenere le alberature e le aree verdi cittadine di loro proprietà. Sono in corso gli interventi in via IV Novembre e partiranno a breve quelli a via Valdambrini e via Cartagine a Santa Severa».

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“Il dissesto sembra proprio inevitabile”

SANTA MARINELLA – Si svolta ieri la seconda seduta della Commissione chiamata dal Sindaco Pietro Tidei a trovare soluzioni alternative alla dichiarazione di dissesto.

Dall’analisi dei documenti reperiti nel frattempo è emersa la sensazione che l’eliminazione dei residui attivi di bilancio, attività che ha squilibrato i conti del Comune per quasi 15 milioni di euro, sia stata fatta senza particolare cura.

 Da qui la necessità di accertare in tempi rapidissimi la ragione con la quale siano state apportate queste modifiche ai conti. All’interno del dibattito è emerso anche il dato relativo alle conseguenze della dichiarazione di dissesto.

Nulla, si è sottolineato, che potrebbe colpire la società multiservizi comunale che oltre a non essere toccata dall’eventuale dichiarazione di dissesto dovrebbe, nei piani della nuova amministrazione, veder ampliate le proprie competenze con l’attribuzione di nuovi incarichi allo scopo di massimizzare i risparmi per il Comune.

 “La maggior parte dei discorsi fatti oggi – dice il sindaco Tidei – ci fa propendere per il dissesto quale unica soluzione possibile e praticabile. Dissesto che oltre a qualche conseguenza di carattere tributario come l’innalzamento dell’aliquota dell’addizionale Irpef comunale comporterebbe il fatto che per i servizi a domanda individuale come scuolabus e mense scolastiche dovremmo coprire la totalità del costo attraverso la contribuzione delle famiglie, un aumento di circa quattro volte le tariffe già pagate. Un vero disastro del quale i cittadini dovranno ringraziare l’amministrazione che ci ha preceduto”.

“Giovedì assieme ad alcuni collaboratori mi recherò al Ministero dell’Interno per cercare di trovare, con gli specialisti di finanza locale che lì operano, una soluzione ai nostri problemi di bilancio. Nei giorni scorsi ho sollecitato, invece, il Mef affinché possa attivare un’ispezione contabile alla luce delle numerose irregolarità finora riscontrate. E’ parso subito evidente che i residui attivi potati per anni in bilancio fossero fasulli. Bisognerà con tutta la prudenza del caso, accertare anche le eventuali responsabilità dei revisori che hanno sempre certificato la regolarità dei conti pubblici. Se siamo a questo punto evidentemente qualcosa non quadra, qualcuno non ha fatto il suo dovere e detto il vero”.

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Tidei: ''Il dissesto sembra inevitabile''

SANTA MARINELLA – «Nessuna novità all’orizzonte, la nostra amministrazione comunale si troverà davanti la difficilissima situazione finanziaria nella quale l’amministrazione che mi ha preceduto ha lasciato al città».  A dirlo è il neo sindaco Pietro Tidei che ieri mattina ha incontrato il commissario prefettizio. «Dopo mesi di giravolte – continua Tidei – il commissario straordinario Enza Caporale mi ha consegnato la relazione dei funzionari, ai quali aveva affidato l’incarico di trovare una strada percorribile e sana per evitare scelte drammatiche alla nuova amministrazione comunale, e ricadute generali sulla società cittadina. La relazione è chiarissima, la via della dichiarazione di pre dissesto è impercorribile». Nella relazione infatti si legge che «lo squilibrio è di portata tale che sembrano precluse le possibilità di portare in equilibrio il bilancio di previsione, anche laddove, l’Ente, aumentasse le aliquote e le tariffe dei tributi, pur accedendo al fondo di rotazione, questo ripianerebbe solo le passività del bilancio senza procurare le risorse necessarie alle normali attività». La relazione si conclude con una frase lapidaria, dove si legge che «gli scriventi ritengono che debbano essere valutate dall’organo di revisione le eventuali residue possibilità di ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale a fronte delle più evidenti considerazioni a sostegno della dichiarazione di dissesto finanziario». 
«Quindi – spiega Tidei – il giorno della sua uscita di scena, la dottoressa Caporale cala l’asso sul tavolo e si lava le mani lasciando la città ai suoi problemi. La nostra amministrazione sarà costretta quindi, con ogni probabilità, a partire dal prossimo mese a dichiarare il dissesto finanziario, una bancarotta della quale dovremo ringraziare sentitamente il sindaco Roberto Bacheca e la sua congrega. Una pesantissima eredità che ci viene lasciata e che, di fatto, condizionerà l’azione di risanamento che abbiamo programmato, legandoci le mani. Domani (oggi per chi legge), ci sarà l’insediamento ufficiale dell’amministrazione comunale e dovremo iniziare a lavorare proprio sull’enorme voragine di debiti ed incuria lasciataci in eredità».

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Firmato il contratto di servizio tra Regione e Trenitalia

ROMA – Sottoscritto oggi dal Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti e dall’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Trenitalia, Orazio Iacono il nuovo contratto di servizio della durata di quindici anni (2018-2032), in coerenza con il Regolamento Europeo 1370/2007, che prevede investimenti per 1,382 miliardi di euro. Presenti alla firma il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli, l’Assessore ai Lavori Pubblici e Tutela del Territorio della Regione Lazio, Mauro Alessandri, l’Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, Renato Mazzoncini e il Presidente di Trenitalia, Tiziano Onesti. 

Il Piano degli investimenti a carico di Trenitalia, per complessivi 1,233 miliardi circa di euro, unitamente alle risorse regionali pari a 149,1 milioni di euro, comprensivi di 76,6 milioni di euro del Contratto precedente, consentirà il ringiovanimento totale della flotta che passerà già nel 2023 ad un’età di 6 anni rispetto ai 14 anni attuali, con manutenzione in impianti moderni ed efficienti. Previsti interventi di manutenzione ciclica e di “revamping”  (sui treni TAF per un importo complessivo di 110 milioni) e investimenti in impianti con lo sviluppo di un nuovo polo di manutenzione  – nel quale confluiranno parte delle attività attualmente svolte nell’impianto di Roma Smistamento, che rimarrà attivo – l’adeguamento infrastrutturale per l’immissione in esercizio di nuovo materiale rotabile, oltre a interventi straordinari per l’efficientamento dell’armamento negli impianti per complessivi 106 mln di euro e 10 mln in tecnologia e informatica. L’arrivo dei nuovi treni consentirà standard di qualità in progressivo miglioramento sui principali indicatori di performance come puntualità, regolarità, composizione e garantirà alla clientela le più innovative tecnologie di bordo, quali people counter, videosorveglianza live e wi-fi. Dal 2014 al 17 giugno 2018 si è registrato sulle linee regionali del Lazio un incremento di 11,4 punti percentuali della puntualità, una diminuzione del 33% dei guasti e del 63% delle cancellazioni. A maggio 2018 la customer satisfaction del viaggio nel complesso è del 73,5% dei viaggiatori soddisfatti. Inoltre, con il nuovo Contratto sarà migliorato il monitoraggio del servizio, la pulizia a bordo dei treni secondo un piano di intervento in 4 fasi a garanzia di maggior comfort e sicurezza dei passeggeri.

Nel dettaglio per gli utenti del trasporto regionale su ferro del Lazio saranno investiti 1,382 miliardi di cui:

907 milioni in nuovi treni, con co-finanziamento della Regione Lazio per 149,1 milioni di euro;

65 nuovi treni Rock, con maggiore capienza (700 posti a sedere per i treni a 6 casse e 500 posti in piedi), 18 porta bici per i viaggi intermodali bici/treno, 50 telecamere di videosorveglianza, diminuzione del 30% dei consumi energetici. I 65 nuovi treni Rock saranno divisi in 12 convogli a 5 casse e 53 a 6 casse che saranno utilizzati sulle linee metropolitane;

3 treni diesel bimodali;

4 treni regionali veloci (200 km/h).

110 milioni per “revamping” di treni già in esercizio;

106 milioni in impianti;

249 in manutenzione ciclica;

10 milioni in informatica e tecnologia.

Il nuovo contratto prevede ulteriori misure per l’incremento del servizio (inteso come treni/chilometri) nell’arco di validità del piano del 2,9 e l’ampliamento della rete di vendita del Lazio.

Già dal 2019, in attesa della consegna dei nuovi treni, sarà garantita una maggiore offerta negli orari di punta e su alcune delle linee più frequentate, ad esempio quelle da Frosinone, Cassino, Colleferro e per Fiumicino, di 9.418 posti seduti, nei giorni feriali.

Per quanto concerne le tariffe è bene sottolineare come gli abbonamenti regionali annuali sono fermi dal 1994 e quelli mensili insieme al BIT dal 2012. L’amministrazione regionale ha deciso di tenere ferme ancora le tariffe fino al 2022 pur in presenza di significativi investimenti per l’acquisto ed il rinnovo dei treni, in tecnologie e manutenzione. Inoltre, è prevista una clausola di salvaguardia per protrarre oltre, eventualmente, il blocco delle tariffe.

Grande attenzione verso la clientela più giovane del trasporto su ferro: per i giovani e gli studenti fino a 26 anni di età sono previsti alcuni sconti sugli abbonamenti annuali. In particolare, per la fascia urbana della Capitale, una riduzione di circa 10 euro (considerando gli abbonamenti in base all’Isee) e per tutti coloro che provengono dalle altre provincie del Lazio, a seconda delle zone di abbonamento, la riduzione del costo oscilla tra gli 11 euro e i 66 euro in meno rispetto alle tariffe attuali.

La strategia unitaria di governo regionale delle politiche sulla mobilità consentirà di destinare – per il finanziamento del Contratto di servizio con Trenitalia – parte degli utili (1,65 milioni di euro) realizzati dalla società regionale di trasporto su gomma Cotral Spa, realtà del trasporto pubblico laziale ormai completamente risanata e oggi capace di garantire efficienza gestionale e rilancio del servizio con l’assunzione di nuovi autisti e la sostituzione di oltre 400 vecchi autobus con nuovi mezzi ecologici. Tali risorse andranno a beneficio appunto dei costi del servizio contribuendo al blocco delle tariffe.

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Tariffe forensi: giudice non deve motivare se liquida i parametri medi

La determinazione del dovuto costituisce esercizio di un potere discrezionale del giudice che, qualora sia contenuto tra il…

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MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI – DECRETO 3 aprile 2018

Determinazione delle tariffe per i servizi resi dal personale del
Corpo delle capitanerie di porto per le attivita' di ispezione e di
certificazione sul lavoro marittimo. (18A03971)

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TARI: prima scadenza prorogata al 30 giugno

CERVETERI – La Giunta comunale di Cerveteri nelle prossime ore delibererà la proroga della scadenza della prima rata della TARI al 30 giugno 2018. In questi giorni infatti sono arrivate diverse segnalazioni da parte dei cittadini relativi al mancato recapito degli avvisi di pagamento della TARI. Da una verifica effettuata è emerso che vi è stato un problema tecnico nella stampa dei bollettini, la cui prima scadenza è fissata per oggi.  «Appena venuti a conoscenza del problema – chiarisce il vicesindaco Giuseppe Zito – abbiamo provveduto a predisporre una proroga della scadenza della prima rata e alla ristampa degli avvisi di pagamento non consegnati aggiornando la scadenza alla data al 30 giugno. Ovviamente tutti i cittadini potranno beneficiare della proroga della scadenza della prima rata dal 31 maggio al 30 giugno. A tal fine è utile ricordare che negli avvisi di pagamento i cittadini troveranno sia il bollettino per effettuare il pagamento in un’unica soluzione che i bollettini prestampati con le tre rate». 
«Nel 2018 – spiega l’assessora all’Ambiente Elena Gubetti – il costo del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti è diminuito grazie al minor conferimento in discarica dell’indifferenziato scendendo da 6.646.448 euro del 2017 a 6.163.087,05 euro del 2018. Tuttavia non sarà possibile un confronto tra gli avvisi del 2018 e quelli del 2017 in quanto lo scorso anno le tariffe hanno beneficiato del contributo della Città Metropolitana di 1 milione di euro quale incentivo per l’avvio della raccolta differenziata Porta a Porta su tutto il territorio, contributo che abbiamo riversato interamente sotto forma di sconto per tutti gli utenti con un risparmio di circa il 20% per tutti. I cittadini devono invece fare il confronto con le bollette del 2016  – prosegue l’assessora Gubetti –  la città di Cerveteri produceva circa 22mila tonnellate di rifiuti di cui oltre 21mila venivano conferite in discarica. Infatti la percentuale di raccolta era ferma al 14%. Nel 2017, anno in cui la raccolta differenziata è partita sull’intero territorio, abbiamo prodotto 17.648.230 tonnellate di cui solo 5.500 tonnellate sono state conferite in discarica raggiungendo una percentuale che supera il 65%. Dunque gli utenti potranno verificare che grazie all’impegno di tutti è stato possibile passare da una raccolta stradale ad una raccolta porta a porta, che per come è concepita è molto più costosa, e da una percentuale del 14% ad una del 65% dunque con un grande guadagno per l’ambiente mantenendo i costi del 2016.»
Ogni informazione relativa agli avvisi di pagamento si può richiedere presso l’Ufficio Tributi sito al Parco della Legnara oppure chiamando il numero 0699552722

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Tassa sui crocieristi: le compagnie non ci stanno

CIVITAVECCHIA – Aumentano le tariffe sui crocieristi e le compagnie armatoriali ricorrono al Tar. È quanto sta accadendo a Civitavecchia, con il tribunale amministrativo che il 20 febbraio prossimo deciderà sulla richiesta avanzata da MSC Crociere, Costa Crociere, Royal Carribean, dal terminalista Roma Cruise Terminal (che raggruppa le tre grandi compagnie armatoriali) e dall’associazione di categoria CLIA di annullare, previa sospensione, l’atto con cui l’Authority ha introdotto a partire dal prossimo primo giugno alcune modifiche ai diritti d’uso che le compagnie devono versare per ogni passeggero imbarcato, sbarcato o in transito nel porto.

Le novità introdotte dal presidente dell'Adsp Francesco Maria di Majo prevedono un incremento per quanto riguarda i crocieristi. Al momento è previsto una tassa di 4,35 euro per ogni crocierista in transito ed una di 3,35 per crocierista in imbarco o sbarco. Da venerdì, invece, si registra un aumento di 80 centesimi se la banchina è in concessione e 70 se non lo è. Dal primo gennaio 2019 per ogni crocierista (in transito o in imbarco/sbarco) le compagnie dovranno versare 1,69 euro se la banchina utilizzata è soggetta a concessione, mentre se la banchina non è in concessione la compagnia dovrà pagare 6,04 euro in caso di crocierista in transito e 5,04 in caso di crocierista in imbarco/sbarco. Allo stesso modo si verificherà un ribasso per le tariffe relative, questa volta, ai passeggeri in imbarco/sbarco dai traghetti e per i mezzi al seguito, mentre non saranno più riconosciuti dal 1° gennaio 2019 per l’attivazione di nuove linee ro-ro o per l’utilizzo di imprese locali nelle operazioni di imbarco/sbarco dei mezzi. Prevista invece la possibilità di attivare particolari promozioni in caso di accordi con le compagnie armatoriali in materia di efficienza ambientale ed energetica.            

In attesa della decisione del Tar, comunque, saranno in vigore le modifiche disposte dall'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno centro settentrionale. Rimane il fatto che l'aria in porto si fa sempre più tesa e i nodi da sciogliere, per i vertici di Molo Vespucci, si moltiplicano di giorno in giorno.

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Marini: «Annullate in autotutela la gara»

di TONI MORETTI

CERVETERI – Naturalmente c’è grande attesa per il consiglio comunale del 31 maggio, visto come una specie di resa dei conti tra un sindaco visto tanto disinvoltamente impegnato nella promozione sul territorio nazionale della sua ultima fatica politica, l’Italia in comune, quanto altrettanto disinvoltamente distaccato dalla sorte di quanto in due mandati ha prodotto e verso la dirittura d’arrivo, lasciato in mano, a parere non certo sussurrata dalle opposizioni, ad un gruppo  di persone armati di tanta buona volontà ma di certo non dotati dei guizzi creativi e della capacità di coinvolgimento e di raccoglitore di consenso del capo.  Abbiamo visto che il consigliere Juri Marini, incurante della provvisorietà del suo stesso partito, quello democratico, che si è distinto per la sua presa di posizione degna del miglior Ponzio Pilato per quanto riguarda la sistemazione delle sue questioni interne che certamente hanno influito in negativo sulla deblache dei consensi raccolti alle ultime amministrative, forte comunque di essere stato eletto e trovandosi gioco forza come unico rappresentante del PD in consiglio comunale, esercita il suo ruolo di oppositore senza condizioni o condizionamenti dalle forze del centro destra anch’esse all’opposizione ed incalza sindaco e amministrazione con un’arma lecita quanto democratica, che non trascende in esposti e o denunce ma semplicemente interrogando e chiedendo risposte, orali, immediate che possono produrre un certo imbarazzo, quando sono su temi controversi o dirette a manovre o atti  che inducono ad insinuare dei dubbi che spaziano dalla incapacità amministrativa alla troppa capacità di saper interpretare copioni in uso nella vecchia politica, e il dubbio, si sa, penetra lentamente come una lama che conduce ad una lenta agonia.  Il 31 prossimo, Juri Marini, terra impegnato l’intero consiglio ad ascoltare e riflettere su sei interrogazioni e quattro interpellanze e la giunta ed il sindaco, se non troveranno, come altre volte hanno fatto il modo di sviarle, a rispondere nella maniera più convincente per il consiglio, ma ciò che conta, per gli elettori, il popolo. Uno degli argomenti sui quali si basa una delle  interrogazioni, è sul bando per la costruzione del nuovo cimitero comunale da realizzarsi in project financing con l’intervento di una società privata.
Apre così il documento: «Vista la documentazione relativa al bando per la costruzione del quinto cimitero comunale, da cui sembrano emergere incongruenze e aspetti poco chiari; Considerato che i termini di scadenza del bando non sono ancora scaduti e che in ogni caso l’Amministrazione mantiene il diritto di revoca in autotutela; Si interroga il Sindaco per sapere:   – Chi, e secondo quali criteri, abbia giudicato ottimale la localizzazione dell’intervento, che si sviluppa su un’area di forma non omogenea, stranamente allungata, la cui parte più ampia e quindi presumibilmente più comoda per l’eventuale edificazione, confina con un fosso, risultando con ciò non interamente sfruttabile;
– Se sia possibile avere copia della nota del Comune del 4/11/2015, indirizzata alla Sara 94 Srl, in cui si chiedeva alla società di abbassare le tariffe dei loculi da porre a base di gara, in cambio del rinnovo delle concessioni trentennali per 3.004 utenze negli altri cimiteri comunali;
– Per quale motivo il valore dei 3.004 rinnovi di concessioni, quantificato dalla Sara 94 Srl in 2.228.968 euro risulti calcolato sulla base del costo di costruzione dei loculi (ossia 742 euro, come da progetto preliminare) e non del valore delle concessioni stesse (ossia 1.674 euro), dal momento che, trattandosi di rinnovi, si presume che i loculi siano già esistenti e non debbano essere costruiti ex-novo;
– Per quale motivo tale cifra non sia inclusa nel piano economico e finanziario asseverato dalla Società Arcadia 888;
– Se, nello specifico dei 3.004 rinnovi delle concessioni in scadenza negli altri cimiteri comunali affidati alla Sara 94 Srl, siano inclusi, a vantaggio della stessa ditta, anche i servizi di esumazione e/o estumulazione e in caso affermativo, perché tali valori non siano stati calcolati né nel disciplinare redatto dall’Amministrazione né nel piano economico e finanziario della ditta promotrice. Più in generale, si chiede di sapere se i prezzi posti a base di gara varranno solo per i servizi svolti dalla ditta aggiudicatrice nel nuovo cimitero(facendo emergere in questo modo una discriminazione fra cittadini), oppure saranno estesi a tutti i cimiteri e affidati alla stessa ditta, con ciò producendo un danno economico alla Società partecipata del Comune e quindi indirettamente per le casse comunali, che si chiede di quantificare;
– Se non ritenga che il presunto errore nel calcolo del valore dei 3.004 rinnovi di concessioni, l’assenza di informazioni circa il relativo servizio di esumazione/estumulazione, nonché il mancato riscontro di detti valori nel piano economico e finanziario asseverato, possano rappresentare dei vizi del bando in grado di fuorviare potenzialmente i concorrenti alla gara;
– Se sia consapevole che il costo per i servizi di esumazione ed estumulazione, come da disciplinare di gara, ha subito un incremento esorbitante negli ultimi anni, passando dai 20 euro del 2013, ai 350 euro del 2016, fino all’ulteriore aumento previsto dal bando in oggetto, che propone un costo a base di gara di circa 1600 euro (ossia quasi il 500% in più);
– Se non ritenga opportuno, a tutela degli interessi del Comune e dei cittadini, annullare la gara al fine di approfondire meglio le questioni sopra evidenziate».
Come si vede, interrogazione basata su fatti concreti dalla quale emergerebbe che il cimitero sarà costruito su un pezzo di terreno non tutto sfruttabile vista la vicinanza al fosso e non si parla della mancanza di collegamenti coi mezzi pubblici, tutti da inventare e degli incrementi repentini di valore che il terreno ha avuto con i ripetuti cambi di mano, mano mano che gli atti concretizzavano la certezza del suo utilizzo.  Quanto e da chi voluti i presunti errori di valutazione di calcolo finalizzati ad accrescere l’utile finale del privato che potrebbe portare ad un annullamento della gara in autotutela. E se ciò si fosse costretti a fare? Un’altra figuraccia come le strisce blu? Sarà ancora colpa degli uffici in fase di ristrutturazione e di adeguamento? E il dubbio continua a svilupparsi, a prender forma e ad irrobustirsi.

 

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