Incendio Bertini, l'Arpa rassicura

CIVITAVECCHIA – Sono arrivate le prime risposte di Arpa Lazio alle richieste di indagini ambientali formulate dal Comune e dalla Asl in relazione all’incendio che la scorsa settimana ha interessato l’Autodemolizioni Bertini in zona industriale. L’analisi dei dati degli inquinanti rilevati nelle stazioni della rete regionale di monitoraggio «localizzate in prossimità dell’incendio (stazione Fiumaretta) e ubicata nel quadrante interessato dalla direzione prevalente dei venti nella fascia orario 9-13 (stazione Aurelia) – scrivono da Arpa – non ha evidenziato superamenti dei limiti. Anche l’analisi dei dati di concentrazione oraria non ha evidenziato superamenti dei limiti».

Per quanto riguarda le “aree di potenziale massima ricaduta delle emissioni generate dall’incendio” Arpa ha trasmesso, inoltre, una mappa che “descrive graficamente, in termini percentuali, le aree di massima potenziale ricaduta degli inquinanti al suolo senza alcuna informazione legata alla concentrazione”, localizzate a nord-est del territorio comunale. Arpa ha evidenziato tuttavia che “l’esecuzione di un modello di dispersione degli inquinanti in atmosfera assume significatività e utilità nei casi in cui l’incendio interessi una significativa quantità di materiale ed abbia una durata prolungata nel tempo (in generale maggiore di 24 ore). In tali condizioni (lunga durata temporale e significativa quantità di materiale combusto), infatti la quantità di materiale disperso in atmosfera è tale per cui può essere utile verificare l’eventuale ricaduta al suolo di inquinanti e l’estensione delle aree che hanno avuto probabilità di essere coinvolte”. Arpa ha precisato che l’incendio in questione “non presenta le caratteristiche sopra richiamate”.

Ma al Comune non basta. Il sindaco Cozzolino e l’assessore Manuedda vogliono escludere con il massimo grado di certezza, anche con analisi chimico-fisiche, la ricaduta di sostanze pericolose per la salute e per l’ambiente. Per questo, una volta ottenuti anche i risultati della centralina mobile posizionata da Arpa il giorno dell’incendio e che ha analizzato le polveri presenti in aria nei cinque giorni successivi, torneranno a chiedere «di analizzare anche campioni di terreno e di acque nelle aree di potenziale massima ricaduta di inquinanti. Prendiamo atto delle precisazioni di Arpa sulla durata relativamente contenuta dell’incendio e sui limiti che questo comporta per la significatività della simulazione dell’area di eventuale ricaduta al suolo degli inquinanti, ma riteniamo – hanno sottolineato – che, data la tipologia di materiali interessati dall’incendio, sia necessario procedere con ulteriori analisi”.

Nel frattempo vanno avanti le indagini. È stata rigettata l’istanza di dissequestro dell’area presentata dall’avvocato Lorenzo Mereu proprio perché non sarebbero ancora conclusi gli accertamenti. Presentata quindi una nuova richiesta per poter accedere e procedere almeno con le operazioni di bonifica. «Ci interessa – ha spiegato il legale – riprendere l’attività; il vero danno oggi è rappresentato dalla chiusura del centro. Non siamo ancora potuti entrare nell’area, ma ad oggi il danno si aggira a più di 100mila euro». 

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Reggia di Caserta, licenziati sei «furbetti del cartellino»

Il ministero dei Beni Culturali ha applicato la legge Madia, che prevede il licenziamento quando un dipendente incappa in tali vicende, senza attendere l’esito del processo

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''No all’isola pedonale''

SANTA MARINELLA – Hanno deciso di rivolgersi persino al Prefetto, i commercianti del centro storico cittadino, contrari all’ordinanza fatta dal sindaco di ritenere isola pedonale l’intera zona racchiusa tra piazza Civitavecchia e la chiesa di S.Giuseppe. “I commercianti di Piazza Trieste – dice Francesco Fiorucci, portavoce dei commercianti del centro storico – si sono trovati, senza preavviso, un’ordinanza che impone la chiusura del centro storico per tutti i week end dalle 20 alle 2 per il mese in corso,senza ascoltare le proprie richieste persistenti, i quali negli anni più bui hanno fatto rinascere Piazza Trieste, senza confrontarsi con gli stessi per prevenire una chiusura non organizzata e che comporterà solo caos per quelle attività che hanno fatto la fortuna del centro storico. Ciò non significa che i commercianti siano contrari alla chiusura, ma che la stessa debba essere necessariamente programmata ed organizzata in sinergia come era stato promesso. E’ bene precisare che, senza le attività che ruotano intorno a Piazza Trieste e che si sono assunte il rischio di impresa, la piazza stessa non avrebbe avuto questo interesse turistico e, permettetemi, politico. Immaginate l’isola pedonale con tutte le attività chiuse. Inoltre, la stessa ordinanza, recita che devono essere gli esercenti delle attività commerciali a valutare il massimo affollamento sostenibile ponendo ai varchi di ingresso personale dello staff che regoli le entrate e le interdica a capienza raggiunta, ed ancora, che gli esercenti delle attività commerciali del centro storico devono dotarsi di adeguato numero di personale dello staff per informare il pubblico sulle vie di fuga”. “Questo significa – conclude Fiorucci – che le attività di cui sopra, dovranno anche aumentare il proprio personale per destinarlo alla viabilità pubblica e sostituire i vigili urbani della città di Santa Marinella”. Dopo tali proteste, l’amministrazione comunale ha deciso di soprassedere all’ordinanza rinviando la chiusura a partire da questo fine settimana.

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Fosso S. Maria Morgana, è allerta

SANTA MARINELLA – Si fanno sempre più precarie, le condizioni della copertura del fosso S.Maria Morgana, che rischia di esplodere nel momento in cui il livello dell’acqua dovesse aumentare improvvisamente in caso di forti piogge. Dopo tre anni dall’alluvione del 2015, ancora non sono stati riparati i guasti prodotti dalla furia dell’acqua nelle strutture adiacenti ai fossi. Lo scorso anno, uno dei residenti delle abitazioni che confinano con il fosso in questione, situato vicino al ponte romano nei pressi del porto turistico, presentò un esposto al Comune. «Ho voluto sollecitare l’amministrazione comunale – dice Mariano Precetti ex consigliere comunale – alla risoluzione del problema causato dall’alluvione del 2015, la quale ha provocato danni ingenti alla copertura del fosso Santa Maria Morgana. Dopo tale evento, il Comune, ha badato soltanto a transennare l’intera area, che è ancora abbandonata e nell’incuria totale. Le catastrofi naturali, alluvioni o dissesti  idrogeologici, che hanno colpito Santa Marinella negli ultimi 35 anni, dimostrano quanto sia indispensabile l’attività di prevenzione da parte degli enti locali per evitare il verificarsi di tali eventi disastrosi per l’ambiente e l’incolumità pubblica. In base all’articolo 196 del Codice Civile, gli interventi di consolidamento e la messa in sicurezza del citato fosso, rientrano negli obblighi di prevenzione da parte del Comune. E’ ancora vivo in noi il ricordo di quel tragico 2 ottobre del 1981 quando la copertura tra la ferrovia e l’Aurelia è letteralmente saltata in aria e nella sua ricaduta ha provocato centinaia di miglia di euro di danni e tanti disagi a tutte le famiglie e alle abitazioni presenti nella zona». «Quindi – conclude Precetti – l’amministrazione comunale deve provvedere con urgenza e sollecitudine, nonché sotto la sua responsabilità per ragioni di sicurezza, a rimuovere il materiale accumulatosi nell’alveo dopo il crollo e sistemare il muro di contenimento affinchè non succeda un danno maggiore o addirittura il crollo della soletta di copertura in quanto, i muri di contenimento in pietra, non reggeranno ad un’altra violenta alluvione”»

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Alla Marina assegnati i titoli regionali di fondo e mezzofondo

Weekend di gare di alto livello alla Marina di Civitavecchia, nello specchio acqueo prospicente la sede storica della Snc Civitavecchia, società organizzatrice unitamente al Comitato Regionale Lazio della Fin, si sono svolti i campionati regionali del Lazio di nuoto in acque libere, sia agonisti che master, di fondo e mezzofondo sulla distanza rispettivamente di 5km e di 2,8km. Più di 450 atleti si sono dati battaglia. Nella gara di sabato scorso, la 5km, atleti di spicco hanno conquistato la classifica assoluta: per gli agonisti Alessio Occhipinti sale sul gradino più alto del podio mentre per i master vince Giovanni Brazzale M35, seguito da Marco Pucci M35 e il tritone locale Maurizio Valiserra M45, mentre in campo femminile Sara Alfonsi M35, ed a pari merito sul secondo gradino Laura Palasciano M45 e l’inossidabile ondina civitavecchiese Michela D’Amico. Il giorno successivo il podio assoluto agonisti si compone con Alessandro Righini, Giorgio Chialastro entrambi categoria ragazzi e Alessandro Addis, categoria junior, per le agoniste invece Matilde Cassinis, Federica Di Stefano e Marta Calisti tutte categoria cadetti. Per il settore master sul podio maschile Marco Pucci M35, seguito dall’intramontabile Maurizio Valiserra M45 e da Raffaello Clavari M40. In ambito femminile Lucrezia Casu M25 che precede di neanche un decimo la nostrana Michela D’Amico M45 seguita da Sara Alfonsi M35. In casa Snc ancora risultati d’eccellenza per Maurizio Valiserra e Michela D’Amico che reduci del titolo italiano in vasca ed in acque libere, conquistano entrambi anche il titolo regionale sia di fondo che di mezzofondo piazzandosi non solo 1° di categoria in entrambe le gare ma anche secondi in classifica assoluta in tutte e due le competizioni. Bene anche gli altri atleti rossocelesti Stefano Iacomelli 4° nella 5km e 5° nella 2,8km e Massimo Donnini rispettivamente 13° e 23° entrambi nella categoria M50. «La sicurezza in mare è stata la nostra preoccupazione principale – afferma il vice presidente Simone Feoli, organizzatore dell’evento e barcaiolo d’eccellenza nell’assistenza agli atleti – per questo devo ringraziare l’opera svolta dalla protezione civile di Civitavecchia nonché dagli amici fraterni del nucleo sommozzatori di Santa Marinella,  ma non solo, i medici e il personale della Croce rossa  Civitavecchia preposti ai primi accertamenti e cure mediche e per la quale ringrazio loro ed il presidente Roberto Pettiruti. Non da meno i maestri del mare, rappresentati della Lega Navale di Civitavecchia, che come la scorsa edizione hanno permesso lo svolgimento della gara con le loro imbarcazioni e barcaioli quali il professor Marco Corti, Vincenzo Pisano e Francesco Rossi, coadiuvati dai volontari e appassionati di sport Augusto Jacopucci e Roberto Ruina. Un ringraziamento di cuore al tecnico dei nostri atleti Marcello Jacopucci che con la collaborazione di Alessio Pisarri e Nicola Di Fatta hanno svolto tutte le operazioni di montaggio campo gara e portale di arrivo. Un saluto a Luca Triolo, per la Cosepo, che ha messo gentilmente  a disposizione materiali ed un gommone. Inoltre, devo ringraziare la Capitaneria di Porto per la concessione delle autorizzazioni e soprattutto la Guardi di Finanza di Civitavecchia per quanto hanno fatto sul campo gara. Superba tutta l’organizzazione, pre e post gara, che ha operato all’interno della piscina di largo Caprera, dove 12 bagnini dello staff della piscina stessa e della H2O si sono alternati tra piscina e spiaggia, Federica Feoli e Michela D’Amico che hanno gestito l’accoglienza e l’organizzazione generale coadiuvate da Giulia Giannini e Martina Mellini oltre allo staff della Snc con Alice, Filippo, Tommaso, Fabrizio and ‘‘teacher’’ Chris. Un ringraziamento agli amici “umbri” Luca Leccamuffi e Luca ed Antonella Saffioti, nonché a tutto il personale dell’Abbazia Umbra, che hanno intrattenuto gli atleti con vivande e pasta party. E per ultimi, ma non tali, voglio ringraziare il Comune di Civitavecchia, gli assessori  Daniela Lucernoni e Vincenzo D’Antò per il patrocinio e l’assistenza logistica, Giulio Santoni, la dottoressa Elena Amalfitano, la Luciani Controsoffitti e Pavimenti srl che da anni sono vicini a questa manifestazione, il Forno a legna “La Bianca” per la fornitura della Crostata casareccia da distribuire agli atleti, ma soprattutto alle signore del Dragon Boat per il sostegno ed il contributo».

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Total Erg: la sovrattassa va restituita

CIVITAVECCHIA – Altri guai per Molo Vespucci, alle prese oggi non solo con vertenze occupazionali. Una nuova tegola si è abbattuta infatti sull’ente, che dovrà restituire nei prossimi due mesi, 4,7 milioni di euro  alla Total Erg a seguito della sentenza della scorsa settimana della Quinta Sezione del Consiglio di Stato. Nodo del contendere la sovrattassa applicata da qualche anno, con il Consiglio di stato che l’ha bocciato, definendo la ‘‘sovrattassa qualificabile come tributo aggiuntivo, consentito dalla normativa, solo per finanziare opere ed investimenti particolari’’.

La questione è stata anche al centro di una interrogazione al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti da parte del senatore di Forza Italia Gaetano Quagliariello – in discussione probabilmente subito dopo l’estate – nella quale, tra l’altro, veniva sottolineata l’inerzia degli attuali vertici dell’Adsp ‘‘perché per tutto l’anno 2017, pur essendo a conoscenza della grave e preoccupante situazione creatasi per l’equilibrio dei conti dell’ente a seguito delle diverse sentenze, non ha ritenuto, né di addivenire ad un accordo transattivo con TotalErg o suoi aventi causa, né tanto meno di approvare un nuovo decreto di revisione delle aliquote, motivandolo adeguatamente in considerazione della realizzazione della darsena traghetti e servizi del porto di Civitavecchia, opera infrastrutturale rientrante tra quelle per le quali la legge n. 84 del 1994 ha attribuito alle autorità portuali la potestà impositiva della sovrattassa”. La transazione, che avrebbe potuto evitare questo esito, non ha probabilmente imboccato la strada giusta, anche se dall’Adsp nessuno commenta al momento. 

Negli anni 2012 e 2013 l’Autorità portuale aumentò l’aliquota della tassa portuale relativa ai traffici di oli minerali e carbone, con Totalerg che presentò ricorso al Tar del Lazio contro tali aumenti. Nel 2015, il Tar del Lazio accolse il ricorso di Totalerg e annullò i decreti dell’Autorità portuale, perché non motivati da esigenze di investimenti infrastrutturali, né valevoli per ogni tipologia di merce. L’ente fece appello al Consiglio di Stato che, nel febbraio 2016, lo accolse e riformò le sentenze del Tar di un anno prima, rimettendo la materia alla magistratura tributaria. Nel novembre 2016, però, il Consiglio di Stato denunciò l’insussistenza delle motivazioni che avevano portato l’Autorità portuale ad aumentare la sovrattassa; successivamente, il Presidente della Repubblica accolse il ricorso straordinario presentato dalla società Total Erg SpA e dalla sua partecipata Raffineria di Roma SpA al Consiglio di Stato. Oggi Molo Vespucci si trova nelle condizioni di dover restituire i 4,7 milioni – accantonati ad aprile con una variazione di bilancio – dall’altro attende il pronunciamento sempre del Consiglio di Stato, e previsto per novembre, sulla tassa: in questo caso si parla di 9 milioni di euro.  

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Ladispoli, Grando: ''Il nostro depuratore funziona perfettamente''

LADISPOLI – "Il depuratore di Ladispoli funziona benissimo". A dirlo è il sindaco Alessandro Grando al margine del sopralluogo di qualche giorno fa effettuato dalla Capitaneria di Porto e da Arpa Lazio nel tentativo di capire a che cosa siano dovute le chiazze a mare riscontrate da alcuni bagnanti.

“Le ultime analisi, che ne certificano la buona qualità – ha detto Grando – ci sono state ufficialmente inviate il 27 luglio scorso e dicono che: “I risultati delle analisi chimiche evidenziano il rispetto dei valori limite fissati nella tab. 3 all. 5, parte III del D.lgs 152/06. I risultati delle analisi batteriologiche evidenziano il rispetto dei valori limite prescritti nell'autorizzazione provinciale allo scarico. I risultati del campione medio ponderato nell'arco di 24 ore, prelevato all'uscita dell'impianto di trattamento, evidenziano il rispetto dei valori limite previsti.”  Il sopralluogo di due giorni fa, effettuato dalla Guardia Costiera di Ladispoli che ha portato con se i tecnici ARPA, sembra sia dovuto alla necessità di comprendere se le chiazze di sostanze organiche che occasionalmente si sono viste in mare possano essere causate dal nostro depuratore. Siamo certi che così non possa essere, sia per il monitoraggio chimico e biologico che i tecnici comunali preposti effettuano di continuo sulle acque in uscita dal nostro impianto, sia sullo sbocco a mare della condotta. Analisi che sono state eseguite anche nello stesso giorno in cui l'ARPA ha effettuato i campionamenti. Ebbene, tali analisi hanno evidenziato, per l'ennesima volta, che il nostro depuratore funziona perfettamente. La presenza occasionale di scie o chiazze presenti sulla costa, come già accertato dall'Arpa Lazio lo scorso anno con specifiche analisi richieste dall'attuale amministrazione, è da attribuirsi a sostanze  organiche di origine marina, e non possono in alcun modo essere causate da una attività di presunto sversamento da parte del nostro impianto di depurazione". 

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Ladispoli, nasce il comitato ''No Piazza Almirante''

LADISPOLI – Non si placano le polemiche dopo l'approvazione in consiglio comunale per l'intitolazione di una Piazza ad Almirante. Dopo la presa di posizione delle diverse realtà politiche cittadine e del parroco del Sacro Cuore (la piazza si troverà proprio davanti la Chiesa) ora nasce il comitato "No Piazza Almirante".

«Siamo cittadine e cittadini liberi, associati, appartenenti a partiti politici ed istituzioni – si legge nella nota del Comitato – e abbiamo scelto di riunirci in un comitato per dire: “No a Piazza Almirante a Ladispoli” dichiarano  i promotori che aggiungono: Nella vita si può scegliere di raccontare e vivere molte storie ma quella di Piazza Almirante a Ladispoli si sta rivelando decisamente #unastoriasbagliata.” Sbagliata pensando anche alle dichiarazioni del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella contro le leggi razziali accanto a quelle della Presidente del Senato unitamente alla comunità ebraica. Ci sono città che hanno delle caratteristiche naturali, quelle peculiarità che nessuno gli ha mai attribuito ma che crescono in maniera innata con lo sviluppo della città stessa. La nostra comunità ha avuto – storicamente – il dono dell’accoglienza. Sin dalle origini, quando famiglie intere si trasferirono dalle colline di Cerveteri così come da Pozzuoli, Mantova, Macerata, dalla Sicilia, dalla Sardegna ecc. sulla costa di Ladispoli. Lo stesso è avvenuto anche negli ultimi decenni, con il transito dei russi e dei cileni – ad esempio – e con l’arrivo di cittadini comunitari, immigrati e innumerevoli romani espulsi dalla Capitale a causa della crisi. Tutto ciò ci ha reso una comunità importante ed eterogenea, quasi una piccola metropoli, e la conferma di questa evoluzione è arrivata direttamente dal riconoscimento del titoli di “città”. Ora ci troviamo di fronte a chi, attraverso continue provocazioni, sta cercando di snaturare l’essenza della nostra Ladispoli. Non siamo disposti ad accettare l’immagine odierna che, tra odio sociale ed abbrutimento, si vuol far ricadere sulla città. Tali aspetti non rientrano nel patrimonio genetico di questo territorio, non hanno nulla a che vedere con lo sviluppo e con l’immagine futura che abbiamo del luogo in cui viviamo sin dalla nascita o in cui siamo approdati nel corso della nostra esistenza».

«Spesso, nell’ultimo anno – proseguono dal Comitato – abbiamo cercato di andare oltre, di non soffermarci sull’arroganza, sull’euforia post-elettorale che i nuovi amministratori hanno dispensato dopo aver assunto la guida della città, grazie al consenso ottenuto con la promessa di rimettere al centro l’attenzione verso il bene comune, verso il sociale, a favore della coesione e dell’inclusione, verso temi che – dopo un lungo corso – chi amministrava precedentemente Ladispoli sembrava aver accantonato. Beh, ad oggi, siamo costretti a parlare di proclami e sogni. Poco o nulla si è visto sul fronte delle proposte, mentre le provocazioni hanno toccato punti di non ritorno: a partire dagli insulti sui social, passando per alcune agghiaccianti dichiarazioni sul 25 aprile (Festa della Liberazione) e arrivando perfino a sfogliare pagine di una storia triste e dolorosa per tutti gli italiani, con una spinta revisionista che proprio non riusciamo ad accettare.Avere la pretesa di intitolare una piazza ad un personaggio come Giorgio Almirante, condannato per aver attentato la Costituzione italiana, tra i firmatari del manifesto sulla razza, autore di articoli xenofobi e razzisti non è possibile, non possiamo più attendere in silenzio. Ladispoli non può dare spazio al ricordo di un uomo simile, tutt’altro che favorevole ai quei principi che hanno reso la nostra città bella e in qualche modo unica. Ladispoli non può concentrare il dibattito su una questione legata a mere dinamiche d’equilibrio della maggioranza quando la vivibilità è ridotta all’osso, la manutenzione di strade ed illuminazione è prossima allo zero e nulla è stato fatto per migliorare o implementare i servizi alla persona. La città ha bisogno di altro e ne ha bisogno ora».

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Sfalci d'erba: tensione tra maggioranza e opposizione

S. MARINELLA – L’ordinanza emessa dal sindaco Tidei che costringe i cittadini a riversare i rifiuti da giardino all’isola ecologica o agli scarrabili presenti in città e a Santa Severa, continua a creare tensione tra la maggioranza e le opposizioni. Dopo l’intervento del primo cittadino che accusava il consigliere del M5S Settanni a fare il gioco della società che ha in gestione la raccolta differenziata, arriva la risposta del grillino. «Sulla battaglia del verde – dice Settanni – il Sindaco Tidei sposta gli argomenti e fa attacchi ad personam con commenti denigratori che solo persone di basso profilo possono prendere come credibili. Probabilmente, sarebbe meglio che tali sforzi siano indirizzati verso il risanamento delle casse, dando effettiva contezza del suo slogan elettorale, salvo propinare ai cittadini una più rassicurante per lui richiesta di dissesto. Se lo smaltimento del verde costa 165 euro a tonnellata, tale spesa resta inalterata, sia che la raccolta venga fatta da Gesam, sia che il verde venga portato dal cittadino nei centri di raccolta. Qui, l’unica che risparmia è solo la Gesam, che non effettua un servizio previsto dal regolamento sui rifiuti approvato e vigente sul territorio comunale, l’unico che ci rimette è il cittadino che deve sostituirsi ad essa senza alcun risparmio tariffario. Mi pare ora che tutti possono trarre le giuste conclusioni su chi sia amico e di chi. A me sembra chiaro quindi che si preferisca dire bugie ai cittadini per fare sconti alla Gesam sui debiti accumulati dal Comune. Caro Sindaco – conclude il consigliere – lei può anche dire ai cittadini di prendere i loro sacconi di verde e fare l’andirivieni ogni giorno per andare a Perazzeta o agli scarrabili, ma abbia almeno la compiacenza di dire che ciò è necessario per ridurre il debito del Comune e non con quelle banali motivazioni dell’ordinanza che non hanno ragione di essere». «Mi dispiace – risponde Tidei – che Francesco Settanni continui a comportarsi come Grillo, ispiratore di tutte le vicende del suo non partito facendo finta di aver capito le cose, cambiando argomento quando è palese che le cose non le sa, dicendo di voler collaborare e poi mettendo in pratica, da buon militare, un’azione di contrasto dinamico. Cerchiamo di chiarire, se vogliamo parlare di dissesto o di rifiuti verdi. Se trattiamo il primo argomento la posizione comoda, in caso di dissesto, non è la mia ma la sua, come anche nel caso di pre dissesto. Comoda perché potrà parlare all’infinito senza dover provare nulla, senza doversi assumere la responsabilità di nulla. Il dissesto non mi rassicura per niente, è una scelta dolorosa che in tanti anni di politica non mi è mai capitata, ma se è un modo per far rinascere questa città è un passaggio che dobbiamo tutti attraversare. Quello che non mi rassicura é la sicumera che proprio Settanni sta dimostrando quando parla del niente. Sul verde, per esempio, commette grossolani errori quando parla di costi. Quelli da lui copiati sono riferiti allo smaltimento dell’indifferenziato. Per questo la mia ordinanza ha lo scopo di convincere i cittadini a non conferire il verde assieme all’indifferenziato. In questo modo potremo cominciare da subito a risparmiare circa 600mila euro all’anno, anche se Settanni non vuole”. “Questi sono soldi che il Comune non paga alla Gesam – conclude il sindaco – ma versa direttamente come costo alle varie discariche. Per risparmiare abbiamo necessità che il conferito sia vagliato e controllato subito, all’impianto comunale o sugli scarrabili”.

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Santa Marinella, Casella: ''Assurdo Minghella assessore''

SANTA MARINELLA – Continua l’attacco del consigliere comunale di minoranza della lista Il Paese che Vorrei, verso l’assessore alle attività produttive Emanuele Minghella. Nel corso dell’ultimo consiglio comunale, Casella, si era scagliato contro l’ex delegato al bilancio della giunta Bacheca, accusandolo di essere il principale autore del dissesto finanziario del Comune. Oggi, lo stesso Casella rincara la dose. “Al primo consiglio comunale – dice Casella – dopo una accalorata denuncia del drammatico bilancio ereditato dalla passata amministrazione, il nuovo sindaco ha annunciato, nello sgomento generale, la nomina ad assessore proprio di uno dei responsabili di questo disastro. Le motivazioni addotte appaiono quantomeno deboli, ossia l’idea che solo se ripagato con un assessorato l’ex delegato potesse mettere la propria esperienza al servizio del risanamento. Pensiamo infatti che Santa Marinella di esperienze come quella debba fare a meno, visti i drammatici risultati prodotti. Inoltre, non c’è stata alcuna offerta di scuse alla cittadinanza né da parte di Minghella né da parte dei consiglieri eletti che hanno fatto parte della precedente maggioranza”. “Al contrario – continua il consigliere – c’è una sorta di negazionismo rispetto alla tragicità della situazione. Se non altro, si sarebbe potuto pretendere un’assunzione di responsabilità prima di premiarli con cariche, assessorati e deleghe. La nomina della giunta è responsabilità del primo cittadino ma le figure scelte rappresentano la maggioranza tutta. Ci domandiamo, se i consiglieri di maggioranza condividano tali scelte o se si siano limitati a ratificare passivamente questa decisione. In entrambi i casi, si tratta di un segnale preoccupante. Siamo altrettanto preoccupati per ladinamica messa in atto per la scelta della Presidenza del Consiglio. Questa carica dovrebbegarantire la correttezza istituzionale e avremmo apprezzato la decisione di affidarla a un esponente della minoranza se questa non fosse stata, di fatto, una imposizione mascherata da apertura. Posto che un Presidente del Consiglio espresso dalla minoranza possa garantire maggior equilibrionella gestione del Consiglio, sembra strano che questo debba essere deciso dal sindaco in funzione di un precedente accordo, termine usato dallo stesso Pietro Tidei.Vengono meno le premesse secondo le quali la scelta di Marongiu possa considerarsi un scelta di garanzia. Inoltre, anche in questo caso, si è puntato su un esponente dell’amministrazione Bacheca, dal cui operato non si è mai dissociato”. “Ma soprattutto – conclude Casella- ci preme rilevare come, dopo una campagna elettorale improntata sulle capacità operative e sull’autorevolezza del Sindaco Tidei, l’aver optato per la continuità con la vecchia amministrazione, che Minghella e Marongiu testimoniano, tradisca invece o la debolezza politica del primo cittadino o accordi di cui non conosciamo termini e finalità”.

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