Icpl e Cfft: Grasso si appella al ruolo di garanzia del Sindaco

CIVITAVECCHIA – "Sono giorni decisivi per tanti posti di lavoro e per lo sviluppo del porto, della città e del territorio. Mi rivolgo al Sindaco, affinché assuma e svolga senza perdere altro tempo, come sta cercando di fare nella vicenda Enel/carbone, quel ruolo di garanzia istituzionale che finora è mancato per Icpl e Cfft". L'appello arriva dal capogruppo de La Svolta Massimiliano Grasso. Per quanto riguarda Icpl, infatti, il 23 luglio scadrà il termine per l’ennesima asta "e si rischia che anche quei gruppi internazionali seriamente interessati a rilevare la struttura – ha spiegato – si allontanino definitivamente perché nessuno gli dà le garanzie che chiedono, soprattutto circa i contratti in essere per attività ora svolte presso la struttura, ma che nulla hanno a che vedere con quello che dovrebbe essere e l’interporto. Mi auguro che il Sindaco, al quale due anni fa più volte chiesi invano di attivare la decadenza della concessione al concessionario fallito, oggi decida finalmente di svolgere il suo ruolo, per ottenere dal Tribunale una dilazione dei termini che consenta tutti i chiarimenti necessari affinché i soggetti interessati presentino la loro offerta e non si perda l’ultimo treno per la rinascita di Icpl". .

Il capogruppo de La Svolta si dice preoccupato anche di quanto sta avvenendo per Cfft. "Per conquistare un traffico servono mesi, spesso anni di lavoro, in cui le imprese, gli operatori, tutto il porto – ha aggiunto – devono conquistare la fiducia di chi porta il traffico. Per distruggere questo patrimonio di credibilità basta pochissimo. E quando questo avviene, le conseguenze sono devastanti non solo per l’azienda che le subisce, ma per tutto il porto, con danni di immagine e di perdita di credibilità enormi. Non si doveva arrivare a questo punto, trattandosi peraltro di uno dei rari casi in cui negli ultimi tempi si erano portati numeri positivi, sotto ogni aspetto. Inoltre, si profila uno scenario a breve in cui il porto rischia di diventare un far west, senza più alcuna certezza delle regole. È necessario intervenire subito per evitare che tutto ciò accada. Nel porto il garante è e deve essere il presidente dell’Adsp, ma visto il rilevante impatto sull’economia e l’occupazione cittadina, il Comune non può rinunciare al suo ruolo politico e istituzionale. Il tavolo già convocato per la vicenda Enel intervenga subito anche per Cfft e la questione, insieme a quella dell’interporto, venga portata in discussione anche in Consiglio Comunale".

Sulla vicenda legata al terminal agroalimentare è intervenuto anche Vittorio Petrelli, di "Ripartiamo dai cittadini", il quale riferendosi all'ordinanza del presidente dell'Adsp sullo scarico dei container, parla di una vicenda anacronistica ed assurda, perché "dopo anni di attività della Cfft presso le banchine pubbliche, dopo investimenti milionari per adeguare la logistica all’esigenze sempre più competitive del trasporto moderno – ha sottolineato – si decide di revocare l’autorizzazione per una mera impostazione burocratica e comunque per mancanza di adeguamenti dello strumento di concessione che sono imputabili al proprietario della banchina ossia alla stessa Autorità Portuale di sistema. In una politica di federalismo portuale ormai raggiunto dai porti più efficienti quali quelli  europei ma anche da alcune realtà più brillanti italiane, dove si sostiene e si promuove l’evoluzione della logistica, si favoriscono la dinamicità dei traffici e la polivalenza operativa, a Molo Vespucci si decida di fatto di interrompere un rapporto di quelle dimensioni, perché questo determinerà l’attuazione di quell’ordinanza. Per non pensare a quale immagine burocratica si propaganderebbe a futuri e potenziali investitori la nostra Autorità di Sistema Portuale. Viene da domandarsi se sia lecito – si è chiesto Petrelli – essere ostaggio della Rtc, e soprattutto se la sua concessione sia ancora legittima dopo la mancata attuazione degli impegni di movimentazione che era stato elemento fondante di quella concessione, questione che si era anche sollevata ma sulla quale non si è mai voluto andare fino in fondo. Per questi motivi invitiamo il Presidente ed i suoi stretti collaboratori  ad un atto di coraggio e di responsabilità perché Civitavecchia non può permettersi un clamoroso autogol, perché di questo si tratterebbe, senza parlare delle conseguenze in termini di perdita di posti di lavoro".

Perchè, come ricorda il coordinatore di Forza Italia Roberto D'Ottavio, "c’è un aspetto delle politiche di gestione pubblica delle attività produttive sul territorio di competenza che non dovrebbe mai essere dimenticato: il lavoro va salvaguardato, in ogni forma. Per questo, apprendere della piega che ha preso la vicenda della movimentazione dei prodotti ortofrutticoli nel porto di Civitavecchia – ha evidenziato – è per noi sorprendente. Revocare l’autorizzazione alla Cfft mette a repentaglio lo stipendio dei lavoratori e, peraltro, pare rispondere più all’esigenza di monopolio di un operatore che non a reali esigenze di sviluppo, nel libero mercato, delle attività di quel settore merci che resta un potenziale purtroppo inespresso del nostro scalo. Perciò il tema sarà, nell’esclusivo interesse dei lavoratori, oggetto di un appuntamento al presidente dell’Adsp Francesco Maria di Majo per verificare se sono state attuate in questa fase tutte le forme di tutela del lavoro. Ci riserviamo di far intervenire la rappresentanza parlamentare di Forza Italia sulla questione, attraverso un'interrogazione parlamentare al ministro competente".

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''Guanto d’Oro'': Anna Lisa Brozzi esce ai quarti di finale

Il pugile elite prima serie Anna Lisa Brozzi della scuderia Santa Marinella Ring esce di scena ai quarti di finale del prestigioso ‘‘Guanto d’Oro’’ andato in scena di Rivisondoli: ad estrometterla dal torneo l’altra laziale Maria Cecchi. 
La Brozzi, accompagnata dai maestri Sebatiani e Mazzalupi, ha dato il massimo delle sue energie residue, tenendo conto che la grande attività svolta nella prima fase dell’anno della ragazza ha ridotto al lumicino la sua concentrazione, elemento  fondamentale per affrontare competizioni di alto livello come quella del ‘‘Guanto d’Oro’’. 
La Brozzi, da gennaio 2018 ad oggi, ha disputato sei combattimenti, vincendone cinque e pareggiandone uno; è inoltre diventata campionessa italiana ai campionati universitari svolti nel mese di maggio a Termoli. 
L’uscita dal ‘‘Guanto d’Oro’’ da parte della pupilla del team santamarinellese non mette in discussione neanche minimamente le sue qualità, ma dà la consapevolezza che nella categoria dei 54 kg la Brozzi è in buona compagnia: una classe ricca di giovani talenti dove per emergere bisogna dare sempre il massimo. Ora per la Brozzi un meritato riposo estivo, per poi riprendere a settembre con lo sguardo indirizzato verso l’ultimo e più importante torneo dell’anno: gli Assoluti femminili.

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Anche per la Cassazione il capo scout è innocente

CIVITAVECCHIA – È stata confermata anche in Cassazione la sentenza di assoluzione per Mauro Marani, l’ex capo scout arrestato a giugno di quattro anni fa con la pesante accusa di pedofilia. Nei giorni scorsi, infatti, si è svolta l’udienza dopo che il Procuratore generale presso la Corte di Appello di Roma, insieme ad una delle due parti civili, aveva presentato ricorso per annullare la sentenza della Corte d’Appello di settembre 2017. E invece, ascoltato anche l’avvocato difensore dell’uomo, il legale Antonio Maria Carlevaro (nella foto), il giudice ha deciso di rigettare i ricorsi e confermare invece l’assoluzione.

Si chiude così l’iter giudiziario nei confronti del civitavecchiese – incensurato – che, in primo grado, era stato condannato dal tribunale di Civitavecchia a 9 anni e 8 mesi di reclusione (contro i 9 anni e 7 mesi chiesti dal pubblico ministero). Sentenza riformata in Appello, con la conferma dell’assoluzione anche in Cassazione.

«Un iter piuttosto veloce rispetto a quelli che sono i tempi della giustizia – ha commentato l’avvocato Carlevaro – ma comunque lungo per il mio assistito, che si è sempre proclamato innocente e che ha già trascorso 2 anni e mezzo di detenzione, tra carcere ed arresti domiciliari. Una tragedia per lui, tra ansie e paure; anni difficili, di sofferenza. Quello di oggi è un risultato sofferto, è vero, ma sono molto soddisfatto sia dal punto di vista professionale ma soprattutto moralmente, perché sono sempre stato convinto della sua innocenza. I tanti testimoni pronti a presentarsi al processo per difenderlo stanno a significare proprio questo». Mauro Marani era stato arrestato il 4 giugno 2014 a seguito di un’indagine portata avanti dal sostituto procuratore Alessandra D’Amore dopo una denuncia raccolta dalla Polizia di Frontiera e presentata da una ragazza ventenne per fatti accaduti diversi anni prima. Al centro delle indagini anche dei filmati contestati però dalle perizie difensive. Con la sentenza della Cassazione si chiude quindi questa pagina giudiziaria, con il caso che aveva scosso la città.

 

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Amministrative 2019: lanciata la candidatura di Grasso

CIVITAVECCHIA – "Nessuna fuga in avanti, ma una tappa di un percorso che prosegue fino ad arrivare alle amministrative di maggio prossimo". Il capogruppo de La Svolta Massimiliano Grasso lancia la sua candidatura per la guida di Palazzo del Pincio ed assicura: "Non un uomo solo al comando, ma una squadra dove ognuno ha pari dignità, nelle proposte, nell'impegno, nel progetto da portare avanti con caparbietà". E la squadra, che lo sostiene, era presente oggi nella sede de La Svolta: Forza Italia, Fratelli d'Italia e liste civiche. (SEGUE)

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Amministrative 2019: Grasso lancia la sua candidatura

CIVITAVECCHIA – "Nessuna fuga in avanti, ma una tappa di un percorso che prosegue fino ad arrivare alle amministrative di maggio prossimo". Il capogruppo de La Svolta Massimiliano Grasso lancia la sua candidatura per la guida di Palazzo del Pincio ed assicura: "Non un uomo solo al comando, ma una squadra dove ognuno ha pari dignità, nelle proposte, nell'impegno, nel progetto da portare avanti con caparbietà". E la squadra, che lo sostiene, era presente oggi nella sede de La Svolta: Forza Italia, Fratelli d'Italia e liste civiche. (SEGUE)

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Il San Pio X si rifà il look

Si è svolta mercoledì sera presso l’Hotel San Giorgio di Civitavecchia la presentazione dei nuovi assetti societari e tecnici del San Pio X Calcio in vista della stagione 2018/2019. Al centro del nuovo progetto societario c’è la volontà di rilanciare la società civitavecchiese, che con la prossima stagione arriverà alla 55° anno di attività agonistica di fila, partendo dalla propria storia ma con lo sguardo rivolto verso il futuro. Si lavorerà quindi per allargare il settore giovanile della scuola calcio, mentre per la prima squadra la volontà è quella di fare il campionato di Seconda Categoria per cercare l’immediata promozione in Prima. Il San Pio X oltre al lato sportivo avrà anche un forte impegno sociale grazie al legame con la comunità “Mondo Nuovo”. A spiegare il progetto è infatti il presidente di “Mondo Nuovo”, Alessandro Diottasi: «Voglio ringraziare il San Pio X che ci permetterà di poterci allenare e giocare gratuitamente nel campionato CSI regionale amatoriale». Dopo ha preso la parola il presidente del San Pio X, Vincenzo La Rosa: «È con piacere che ripartiamo per questa nuova avventura. Abbiamo deciso di voler dare nuovo slancio alla società grazie anche all’ingresso di Alberto ed Enrico Leopardo e Antonio Farini. Tutto questo lavoro è fatto per far tornare grande il San Pio X». A spiegare i progetti è stato poi il nuovo direttore generale della società, Enrico Leopardo: «Il nostro obiettivo è creare piccoli uomini che poi possano diventare dei grandi calciatori. Vogliamo che per prima cosa sia insegnata l’educazione ai più piccoli». Per ultimo ha preso la parola Antonio Farini, che avrà il ruolo di osservatore generale: «Mi fa piacere tornare ad aiutare il San Pio X. Potrò ritenermi soddisfatto se a fine del prossimo anno ci saranno dei bambini che si divertano e che sappiano dare due calci ad un pallone. I nostri allenatori seguiranno i bambini tutti allo stesso modo, senza che ci siano preferenze in base alla bravuta perchè si tratta sempre di bambini».
Questo l’assetto societario: presidente Vincenzo La Rosa, vice presidente Marco La Rosa, consiglieri Umberto La Rosa, Duilio La Rosa, Roberto La Rosa, Simona La Rosa, direttore generale Enrico Leopardo, presidente onorario Alberto Leopardo, direttore sportivo Roberto Matteo, osservatore generale Antonio Farini, allenatori Mario Castagnola (prima squadra), Erasmo Sabatini, Fabrizio Biferali.

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Scarico del carbone, Grasso: "Finora da altri troppo silenzio, spero che da ieri si cambi per tutti"

CIVITAVECCHIA -"La sospensione della gara dell'Enel per lo scarico del carbone e dello sciopero dei portuali, per migliorare le clausole sociali di salvaguardia dell'occupazione costituiscono un buon risultato raggiunto dal tavolo istituzionale per il lavoro, che era poi quanto auspicato alla vigilia da liste civiche, Forza Italia e Fratelli d'Italia". Lo ha dichiarato il capogruppo della Svolta Massimiliano Grasso. 

"Ora però mi aspetto che la mobilitazione di ieri per la preoccupazione per il futuro dei camalli, che in realtà comunque avrebbero il loro lavoro assicurato e tutelato dalla legge, e per i dipendenti di Minosse, impresa che per il 70% è di proprietà di imprenditori non certo locali – ha aggiunto – si registri per tutte quelle situazioni in cui il lavoro delle imprese locali è a rischio. Ciò purtroppo non è finora avvenuto per l'Ater e per altre stazioni appaltanti del territorio e per ultimo, recentemente, per la stessa Enel, quando un importante appalto di servizi in precedenza aggiudicato ad una impresa locale è stato vinto da una azienda pugliese. Il reddito prodotto da Enel e dagli altri soggetti pubblici e privati che operano e fanno utili a Civitavecchia deve rimanere ed essere speso sul territorio. Vale, giustamente, per la Compagnia Portuale e le imprese portuali, così come deve valere per tutta l'imprenditoria locale, che deve sentirsi altrettanto garantita dalle istituzioni, anche se non scende in piazza con le proprie maestranze. Purtroppo, non mi pare di ricordare che nel recente passato qualcuno, oltre al sottoscritto e pochissimi altri, sia intervenuto, da destra a sinistra, con la stessa veemenza dimostrata ieri da chi si è schierato con forza a difesa degli interessi in campo. Noi, quella stessa forza la mettiamo – sempre – a sostegno del lavoro e dell'impresa civitavecchiesi. E la metteremo – ha concluso – quando saremo al governo della città, per impedire ad Enel e a chiunque altro di continuare nel suo "divide et impera" al massimo ribasso, a danno della comunità locale".

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Acqua: nasce il comitato dei cittadini

CIVITAVECCHIA – L'assenza dell'acqua durante gli ultimi quattro anni ha portato molti cittadini a vivere situazioni insostenibili. Le segnalazioni che arrivano dalle diverse parti della città, tra le quali San Gordiano, via Adige, via Buonarroti, piazzale Torraca, via Cialdi, via Lepanto e viale Baccelli, non hanno avuto i giusti riscontri e le iniziative intraprese non hanno portato ad alcun miglioramento. E così, come promesso, ieri sera si è svolta la prima riunione spontanea – con l'iniziativa partita dal gruppo facebook che raccoglie lamentele e segnalazioni, per la costituzione di un comitato cittadino. "Vogliamo risposte concrete – hanno spiegato i cittadini – sia da parte del Sindaco che di Acea". (SEGUE)

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Scarico del carbone, il centrodestra scende in campo

CIVITAVECCHIA – "Siamo dalla parte dei lavoratori e di chi fa impresa vera. Se a qualcuno non sta bene, basta che lo dica. Pubblicamente". Il centrodestra unito entra nel dibattito scaturito dalla vertenza per lo scarico del carbone a Tvn. Forza Italia, Fratelli d'Italia, La Svolta, Forza Civitavecchia  e le liste civiche del centrodestra esprimono solidarietà ai lavoratori, "vere vittime della vertenza Enel esplosa in queste ore in città. Vedere vacillare una stabilità lavorativa, seppur garantita dal patto sociale stabilito dalla stessa azienda elettrica, di questi tempi è quanto di più nefasto possa accadere all’interno di una famiglia. C’è da dire però – hanno aggiunto – che la levata di scudi da parte di certe sigle sindacali ha più il sapore della difesa datoriale che di quella occupazionale. È chiaro che oggi le norme sulla distorta liberalizzazione del mercato, tanto care alla sinistra, debbano essere applicate su tutti, ma a partire da certi manager che contavano di operare in un regime di monopolio, facendosi scudo di lavoratori assunti con contratti “atipici”: che tradotto in termini brutali nient’altro è diventato che consenso in cambio di posti di lavoro. Davanti all’evidenza dei fatti non possiamo tradire i nostri valori liberali e abbandonare quanti lavorano all’interno di questo sistema malato, per noi, fin dall’inizio".

Secondo il centrodestra non ci possono essere più "monopoli né tanto meno posizioni di rendita da difendere. Le aziende che fino ad ora hanno lavorato in Italia in regime di monopolio, devono iniziare a fare i conti con la competitività e la professionalità del mercato moderno. Questa è l’unica garanzia – hanno aggiunto – per la crescita e di conseguenza per i loro lavoratori: vietato perciò strumentalizzarli con il terrorismo psicologico, senza dire loro la verità del perché siamo arrivati a questo punto, che il mercato non può essere condizionato per interessi personali e politici. Invece, salvaguardarli davvero. D’altronde stiamo parlando di una  una società che da anni gestisce la movimentazione del carbone di Tvn: senza aver fatto alcuna gara, solo tra il 2011 e il 2016 con Enel ha contato commesse per quasi 40 milioni di euro. A preoccuparsi, ora, siano perciò i vertici aziendali: sarà dura, per loro mantenere il privilegio quasi scontato sul terreno dei consensi, tema tanto caro ad un certa politica di sinistra. Torniamo a dirlo: noi del centrodestra restiamo e resteremo invece vicino ai lavoratori, vere vittime della situazione proprio alla luce di quanto abbiamo detto. Strumentalizzare il rischio occupazione, con lavoratori che guadagnano forse 1200 euro – hanno aggiunto – è il più meschino dei comportamenti. Crediamo invece nella validità del modello sociale europeo, nei valori sociali e liberali, che si basa sui principi inscindibili di efficienza economica, di giustizia sociale, di concorrenza e solidarietà, di responsabilità personale e di protezione sociale. Questi principi diventano più che mai pregnanti nella realtà locale. Siamo fortemente convinti che una sana e trasparente competizione sia sinonimo di occupazione, sviluppo e soprattutto benessere sociale. Ora la scelta da quale parte stare spetta ai due colossi industriali. Porto e Enel – hanno concluso – scegliere se cedere al ricatto camuffato da vertenza occupazionale, perpetrato da chi in questi anni ha sapientemente coltivato un potere fatto di  privilegi e prebende, oppure intraprendere la strada della trasparenza e della sana competizione, salvaguardando la professionalità degli occupati senza interessarsi di quella dei manager e dei voti da garantire loro".

 

 

 

 

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Rissa tra clochard, arrestati per tentato omicidio due dei cinque indagati

LADISPOLI – Svolta nelle indagini riguardanti l’aggressione al clochard polacco avvenuta a Ladispoli sotto al cavalcavia di via Firenze, sabato scorso, quando l’uomo è stato aggredito da 5 suoi connazionali riportando lesioni gravissime alla testa e al torace, tanto da essere trasportato la sera stessa in eliambulanza da Civitavecchia all’ospedale Gemelli di Roma, dove è ancora ricoverato in prognosi riservata. Il personale del Commissariato di P.S. coadiuvato da quello dei Carabinieri della Compagnia di Civitavecchia ha sottoposto a fermo di indiziato di delitto G.V., 42enne moldavo, e F.L., 35enne polacco, gravemente indiziati del delitto di tentato omicidio.

Le indagini sono iniziate proprio dall’ospedale di Civitavecchia quando gli Agenti del Commissariato hanno ricevuto il referto medico dell’uomo. Individuato il luogo dell’evento e raccolti quanti più elementi utili alla ricostruzione dei fatti, sono stati identificati subito 5 soggetti che a vario titolo avevano partecipato ovvero assistito all’aggressione e pertanto le attenzioni si sono concentrate su di loro. Proprio in questa fase le investigazioni sono continuate in sinergia con i Carabinieri della Stazione di Ladispoli e grazie alla preziosa collaborazione tra le due Forze di Polizia, sono emersi a carico di 2 dei 5 soggetti gravi indizi di colpevolezza nonché il pericolo di fuga degli stessi. Per questo motivo il moldavo G.M. ed il polacco F.L., sono stati sottoposti al fermo per il reato di tentato omicidio e trattenuti al carcere di Civitavecchia, in attesa dell’udienza di convalida.

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