Sopralluoghi per quantificare i danni alle aziende

TARQUINIA – Sopralluoghi immediati per quantificare i danni alle aziende e ai territori. È quanto disposto dal consigliere regionale Sergio Pirozzi che ottiene il plauso del consigliere dell’Università Agraria di Tarquinia Alessandro Sacripanti. “Il maltempo dei giorni scorsi che ha colpito la nostra regione ed in particolare la zona del sud laziale, ha lasciato una scia di danni materiali e creato numerosi disagi alla comunità in generale, ma in particolare alle attività agricole del territorio – afferma Sacripanti –  Per questo ringraziamo il consigliere regionale Sergio Pirozzi, che come presidente della XII Commissione sulla Tutela del territorio ha immediatamente intrapreso un’iniziativa affinché la Regione Lazio invii i tecnici dell’area decentrata della Direzione agricoltura ad effettuare le stime dei danni delle aziende colpite, garantendo che i risarcimenti vengano erogati nel più breve tempo possibile”. 
“La priorità per i territori del litorale sud del Lazio – ha dichiarato Pirozzi – flagellati dal maltempo sono due: tutelare gli edifici danneggiati dalla tromba d’aria e velocizzare le procedure per i risarcimenti alle aziende agricole colpite». «Dalla nostra – aggiunge Alessandro Sacripanti – abbiamo tenuto al corrente il presidente Pirozzi su quanto è avvenuto nel litorale a causa del maltempo, e anche dell’annoso problema della zona costiera che ha visto arrivare l’acqua fino alla strada mettendo in forte crisi molte attività balneari. L’interesse di Pirozzi ai territori è la dimostrazione che c’è un forte collegamento con le istituzioni regionali e gli enti locali». 

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Passate 24 ore ma l'acqua ancora non torna

CIVITAVECCHIA – La situazione sul fronte idrico continua ad essere difficile per i civitavecchiesi con i disagi che si sono allungati perché l'acqua si ostina a non tornare. Nella serata di ieri l’annuncio della riparazione effettuata presso l’acquedotto del Nuovo Mignone, terminata verso le 15,50 e la promessa: acqua nelle case entro la tarda mattinata. Alle 18,15 – lo annuncia l’assessore ai Lavori pubblici Alessandro Ceccarelli – l’acqua arriva a Poggio Capriolo, evviva. Niente da fare, ancora ore su ore di disagi tra taniche e bottiglie di plastica. Parliamo di San Liborio, quartiere Faro e zona del Casaletto rosso alta. Numerosi i commenti di protesta dei cittadini, specialmente sulle pagine social ufficiali dell’amministrazione pentastellata. Come al solito dopo la riparazione devono passare più di 24 ore perché l’acqua torni nelle case dei civitavecchiesi.

Una situazione al limite del tollerabile. Come ricordato nei giorni scorsi dal vice coordinatore locale di Forza Italia Giancarlo Frascarelli è ridicolo vedere litri e litri d’acqua andare sprecati in strada per perdite come quella di via Nuova di San Liborio (che continua a sversare nonostante nelle case i rubinetti restino a secco), all’altezza della scuola Don Milani, in un quartiere che soffre criticità idriche come quello di San Liborio.

Giovedì la rottura di un tubo, ad inizio novembre le torbide del Mignone (evento che si ripete ciclicamente ad ogni pioggia più o meno insistente) e il consigliere comunale di Polo Democratico Mirko Mecozzi punta il dito contro l’amministrazione: quel bacino di calma del Mignone – acquedotto gestito da Csp – va assolutamente svuotato. D’estate la siccità, d’inverno la pioggia, pare che il destino dei civitavecchiesi sia quello di rimanere con i rubinetti a secco a zone alterne nell’arco dell’anno e con una ciclicità allarmante. Quasi la metà dei primi giorni di novembre i cittadini delle zone a monte li hanno passati a secco.  

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L’acqua torna ma dopo 24 ore

CIVITAVECCHIA – La situazione sul fronte idrico continua ad essere difficile per i civitavecchiesi con i disagi che si sono allungati fino al tardo pomeriggio di ieri. Nella serata di ieri l’annuncio della riparazione effettuata presso l’acquedotto del Nuovo Mignone, terminata verso le 15,50 e la promessa: acqua nelle case entro la tarda mattinata. Alle 18,15 – lo annuncia l’assessore ai Lavori pubblici Alessandro Ceccarelli – l’acqua arriva a Poggio Capriolo, evviva. Niente da fare, ancora ore su ore di disagi tra taniche e bottiglie di plastica. Parliamo di San Liborio, quartiere Faro e zona del Casaletto rosso alta. Numerosi i commenti di protesta dei cittadini, specialmente sulle pagine social ufficiali dell’amministrazione pentastellata. Come al solito dopo la riparazione devono passare più di 24 ore perché l’acqua torni nelle case dei civitavecchiesi.

Una situazione al limite del tollerabile. Come ricordato nei giorni scorsi dal vice coordinatore locale di Forza Italia Giancarlo Frascarelli è ridicolo vedere litri e litri d’acqua andare sprecati in strada per perdite come quella di via Nuova di San Liborio, all’altezza della scuola Don Milani, in un quartiere che soffre criticità idriche come quello di San Liborio.

Giovedì la rottura di un tubo, ad inizio novembre le torbide del Mignone (evento che si ripete ciclicamente ad ogni pioggia più o meno insistente) e il consigliere comunale di Polo Democratico Mirko Mecozzi punta il dito contro l’amministrazione: quel bacino di calma del Mignone – acquedotto gestito da Csp – va assolutamente svuotato. D’estate la siccità, d’inverno la pioggia, pare che il destino dei civitavecchiesi sia quello di rimanere con i rubinetti a secco a zone alterne nell’arco dell’anno e con una ciclicità allarmante. Quasi la metà dei primi giorni di novembre i cittadini delle zone a monte li hanno passati a secco.  

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Di Majo: “Inaspettato lo spostamento della nave”

CIVITAVECCHIA – “E’ giunta inaspettata la notizia dello spostamento della nave Maersk (che avrebbe dovuto portare alcuni container destinati al magazzino della frutta) dal porto di Civitavecchia a quello di Livorno”. Il presidente Dell’Adsp Francesco Maria di Majo rompe il silenzio sulla questione e lo fa all’indomani dell’audizione in Regione, confermando la bontà della strada seguita finora nella delicata vicenda e sottolineando il fatto che non si sarebbe aspettato una decisione del genere. Questo nonostante le diverse lettere che Chiquita avrebbe inviato all’ente per annunciare che, nel caso in cui non fosse stato più possibile attraccare alla banchina 24 di Cfft, avrebbe cambiato porto.

“Era stato già autorizzato, mercoledì 7 novembre, l’attracco della nave presso la banchina 25. Il repentino “cambio di rotta” – ha aggiunto Di Majo – non è comunque dipeso, è opportuno precisarlo, da ragioni tecniche ma probabilmente da ragioni commerciali rispetto alle quali questa AdSP farà un approfondimento con gli operatori coinvolti, invitandoli, ancora una volta, a raggiungere un’intesa basata sul rispetto del principio di leale concorrenza e ciò al fine, come precisato nell’ordinanza 28/2018, di ottimizzare l’utilizzo dell’intera infrastruttura portuale facente parte dell’area commerciale del porto a beneficio di un corretto ed armonioso sviluppo delle attività commerciali nel porto di Civitavecchia”. E ha ripercorso poi cosa accadute nelle ultime settimane, a partire da quando il Tar del Lazio non ha accolto la richiesta di sospensiva della società Cfft contro l’ordinanza n.28 emessa dall’AdSP il 13 luglio “con la quale è stato precisato che l’imbarco e lo sbarco di contenitori da parte di navi che effettuano servizi regolari ovvero di linea dovrà avvenire (fino a quando non verrà realizzata una banchina nell’area di cui alla Darsena Energetica Grandi Masse) unicamente presso la banchina 25 del Porto di Civitavecchia, la cui area è destinata, da piano regolatore portuale – ha aggiunto – per le operazioni portuali relative alla movimentazione e stoccaggio di contenitori (e data in concessione ad un terminalista). La predetta ordinanza è stata adottata a valle di un parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici dello scorso marzo (pubblicato a maggio 2018) e di un parere consultivo di una Commissione Interistituzionale (composta da rappresentanti di tre AdSP, Autorità Marittima e Dogane) che ne ha declinato i contenuti in relazione al caso specifico della banchina 24, e dai quali è emerso, in particolare, che lo sbarco e l’ imbarco di container può avvenire su tale banchina purchè sia occasionale, mentre laddove dovesse avvenire in forma regolare (come il traffico settimanale che il vettore Maersk effettua per CFFT sulla banchina 24) dovrà essere svolto sulla banchina 25. Al fine di non pregiudicare un traffico così interessante ed in crescita come quello dei prodotti ortofrutticoli (che genera importanti ricadute occupazionali), questa AdSP – ha sottolineato il Presidente di Majo – ha ritenuto opportuno favorire un accordo tra il terminalista e l’operatore del magazzino della frutta. I due operatori – ha continuato il Presidente dell’AdSP – hanno, così, raggiunto delle intese preliminari volte a creare forme di collaborazione che sono state, poi, ufficialmente comunicate a questa AdSP il 3 ottobre u.s. A seguito di tali comunicazioni l’Ente ha presentato in Comitato di Gestione una delibera (poi approvata) di accordo sostitutivo con la quale è stato individuato un percorso amministrativo volto, in particolare, a consentire la concreta ed efficace attuazione di una sinergica e positiva collaborazione tra due importanti operatori del porto”.

Ancora ieri, infatti, c’è stato un gran via vai a Molo Vespucci, con rappresentanti di Cfft che sono stati all’interno dell’ente. Bocche cucite su quanto avvenuto e su quanto detto, ma a quanto pare il Presidente, dopo aver cercato più volte chiarimenti da Maersk – che però ha sempre dichiarato che non è lui l’interlocutore, non decidendo dove andare, ma è il cliente che decide tutto, rotta compresa – ha contattato i vertici di Chiquita, azienda leader nel settore. I bene informati parlano di un colloquio telefonico che non ha portato chiarimenti, tutt’altro. A quanto pare, ormai, il cliente – ed un cliente come Chiquita pesa per i traffici dello scalo – non si sente più tutelato. E siccome nel mercato “governa” la merce, per ora l’intenzione rimane quella di non attraccare più a Civitavecchia. 

 

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Riaperto il cavalcavia della Braccianese

CIVITAVECCHIA – È stato da poco riaperto al traffico il tratto del cavalcavia sulla Braccianese Claudia, quello che sovrasta via Pecorelli – nel nuovo tratto della Mediana – chiuso nel tardo pomeriggio di ieri a causa del cedimento, seppur di lieve entità, del manto stradale.  

Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco, per verificare il dissesto statico segnalato. La strada è stata così interdetta al transito in via cautelare, proprio per il cedimento riscontrato ai lati del viadotto. E così questa mattina si è svolto un sopralluogo congiunto da parte dell'ingegner Giulio Iorio del Comune, del sindaco Antonio Cozzolino, dei Vigili del fuoco e della Polizia locale, all'esito del quale è stato deciso di riaprire la strada. 

"Voglio tranquillizzare la cittadinanza – ha spiegato il primo cittadino – non abbiamo riscontrato alcun problema strutturale. C'è da sistemare un giunto superficiale, ma un lavoro piuttosto semplice che non prevede quindi la chiusura del tratto interessato. D'altronde anche questa struttura a settembre rientrava nel monitoraggi effettuato dagli uffici tecnici del Pincio su ponti e viadotti cittadini, disposto all'indomani della tragedia di Genova". 

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Ladispoli, entro il 2020 la stabilizzazione della navetta per l'Aeroporto

LADISPOLI – Duecentosedici mila abitanti tra Tolfa e Allumiere, passando per la zona del lago, fino ad arrivare a Cerveteri e Ladispoli. Una stazione che con i suoi 8mila passeggeri al giorno si aggiudica il secondo posto, per ''popolosità'', nella Regione Lazio. Un trasporto pubblico che tenta di migliorare ogni giorno che passa con la sottoscrizione della convenzione tra Cerveteri e Ladispoli per il Tpl integrato, i treni nuovi messi a disposizione delle Ferrovie dello Stato, gli impianti Cotral e i suoi mezzi che circolano sul territorio, il restyling della stazione Ferroviaria. Ma ancora c'è tanto da fare per il miglioramento della viabilità e soprattutto dei collegamenti tra litorale e lago. A dirlo sono stati i partecipanti al Convegno sui trasporti organizzato dal Partito Democratico, moderato da Gerardo Bevilacqua del direttivo del Pd Ladispoli che ha aperto i lavori. 
A puntare i riflettori sui problemi da risolvere e imputabili all'inerzia di Città Metropolitana, è stato il consigliere metropolitano del Pd Federico Ascani. Si parla della Settevene Palo, strada provinciale che presenta criticità e obbliga al senso unico alternato già da diversi anni. «ERa il 2014 quando la strada è crollata», ha ricordato Ascani ripercorrendo un po' l'iter burocratico in Città Metropolitana. Prima col Commissario, poi nei pochi mesi di governo della sinistra dove la sistemazione della strada era rientrata nel Piano delle Opere Triennali; fino ad arrivare all'avvento del governo Raggi dove «sebbene abbiamo difeso il Consiglio l'inserimento della Settevene Palo nel Piano Triennale delle Opere – ha detto Ascani – la Giunta non ha dato seguito. Forse ora vedremo miracolosamente spostare i massi franati sulla strada qualche mese fa. Ma la situazione non è risolta». E fino a quando non sarà risolta Cotral sarà costretto a percorsi alternativi, con aumento degli orari di attesa per gli utenti e con l'utilizzo di strade secondarie che in questi giorni sono super affollati a causa della chiusura dell'arteria principale e che rischiano di franare anche loro come la Sasso – Manziana. 
E se da un lato, però, le criticità almeno per quanto riguarda il trasporto su gomma risulta problematico per le inadempienze denunciate anche dai consiglieri regionali del Pd Marietta Tidei ed Emiliano Minnucci, presenti anche loro al convegno di ieri all'aula consiliare di palazzo Falcone; si è puntato anche e soprattutto a quanto realizzato in campo di trasporti col sostegno della Regione Lazio. A cominciare dall'arrivo dei nuovi treni sulla tratta Roma – Civitavecchia, del parcheggio di scambio alla stazione di Ladispoli realizzato sotto l'amministrazione Paliotta, fino ad arrivare al restyling della stazione in atto proprio in questi mesi.  «Noi siamo presenti sui territori – ha detto Nicola Passanisi della segreteria dell'Assessorato Regionale ai Trasporti – Cercheremo di portare avanti una politica dei trasporti vicina ai cittadini, ma per farlo abbiamo bisogno della collaborazione di tutte le amministrazioni comunali del territorio. 
Sollevata dall'assessore alla Mobilità del Comune di Ladispoli Amelia Mollica Graziano la questione relativa alla tratta sperimentale con l'Aeroporto di Fiumicino. Tratta sospesa a causa della scadenza della convenzione siglata e che ad oggi, nonostante i solleciti inviati da ambo le amministrazioni comunali del territorio, non ha trovato un suo ripristino. «Si tratta di una navetta – ha detto – utilizzata moltissimo anche dai ragazzi che hanno voglia di fare una passeggiata al centro commerciale». L'Assessore ha puntato i riflettori anche sulla questione sicurezza: con l'introduzione della navetta infatti molti giovani anziché percorrere le strade del territorio in auto, con il rischio di incorrere in incidenti stradali che purtroppo in questo ultimo periodo sembrano notevolmente essere aumentati, possono invece spostarsi da un punto all'altro del litorale grazie ai servizi pubblici. Per non parlare poi dei lavoratori di Centri Commerciali e Aeroporto che utilizzavano la navetta per raggiungere il proprio posto di lavoro, con un notevole risparmio di carburante. 
Ma dalla Regione, a quanto pare, per il momento, non si starebbe valutando la possibilità di ripristino, anche in via sperimentale del collegamento. Il rappresentante della Pisana ha infatti sottolineato come al momento ci siano delle «deficienze economiche» ma che comunque la Regione conta di stabilizzare la navetta per l'Aeroporto entro il 2020. «Ci stiamo lavorando – ha detto Passanisi – dobbiamo solo come farla rientrare nella linea comunale».
Sicuramente una buona notizia anche se l'assessore alla Mobilità del Comune di Ladispoli, Amelia Mollica Graziano auspica che «la linea venga ripristinata anche prima del 2020».
Presente ieri anche Andrea Ricci presidente del Comitato pendolari Fl5 Roma – Civitaecchia e come rappresentante dell'Osservatorio Regionale dei Trasporti che si è detto soddisfatto per «l'efficace integrazione del Tpl tra i due comuni». Pendolari e Osservatorio Regionale dei Trasporti soddisfatti che, nonostante il cambio di ''bandiera politica'' all'interno del palazzetto comunale ladispolano, la nuova amministrazione abbia proseguito sulla strada tracciata dalla precedente amministrazione comunale sul settore dei trasporti. Servizio, quello ad oggi offerto agli utenti dei due comuni dei litorale che «auspichiamo – ha detto Ricci – possa in qualche modo estendersi a Fiumicino, almeno per l'efficace linea Cerveteri- Aeroporto». Un processo, questo, che «suppone una regia convinta e forte». Ricci è intervenuto anche sulle critiche mosse alla Città Metropolitana per la sua assenza dal territorio: «Si è parlato di assenza della Città Metropolitana, ma è già impossibile fare il Sindaco di Roma, anche per motivi di ampiezza, figuriamoci della Città Metropolitana con un livello amministrativo in meno». Per questo motivo, per il rappresentante dell'Osservatorio Regionale dei Trasporti quello che serve, a tutti i livelli, è un «investimento politico in governo dei trasporti, perché le imprese nazionali e internazionali di trasporti sono corazzate». Un investimento politico, per esempio, «che sappia riportare la ferrovia a Fiumicino o ottenere quello scambio in più a Ladispoli che consenta di utilizzare il binario 1 come capolinea». Scambio per Ricci «fondamentale per potenziare il servizio» e che già ora potrebbe ridurre i disagi vissuti dai pendolari a causa dei lavori di restyling in stazione.

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Università Agraria di Tarquinia, si è dimesso Roberto Corridoni

TARQUINIA – Roberto Corridoni si è dimesso dalla carica di consigliere dell’Università Agraria di Tarquinia. L’ente di via Garibaldi sotto la guida del presidente Sergio Borzacchi è alle prese con i cambiamenti. Ad annunciarlo è il vicepresidente Alberto Tosoni che ringrazia il consigliere dimissionario Corridoni e dà il benvenuto, augurando buon lavoro, al neo consigliere Andrea Serafini. 
“Ringrazio Roberto per l’impegno profuso in questo anno a favore dell’Ente – afferma Tosoni – e per l’ottimo lavoro svolto in particolare sull’allevamento delle lepri al Centro aziendale della Roccaccia. Una persona sempre presente e pronta a lavorare nell’interesse dei cittadini. L’occasione è anche quella di augurare buon lavoro ad Andrea Serafini già consigliere dell’Università Agraria prima del periodo commissariale”. “Continueremo a lavorare per tentare di risollevare le sorti dell’Ente – aggiunge il vicepresidente – convinti che la strada intrapresa sia quella giusta. Il lavoro da fare è molto e faticoso ma cerchiamo quotidianamente di adoperarci per essere vicini alle esigenze di tutti i cittadini”.
 

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Scarico container: ultimatum di Cfft

CIVITAVECCHIA – Scade questa mattina alle 10 l'ultimatum lanciato da Cfft all'Authority. Se entro quell'ora non verrà modificata la banchina di attracco per la nave ferma a Vado, in attesa di conoscere la propria rotta, la bananiera prenderà altri lidi, andando a scaricare la merce in altri scali, probabilmente a Salerno. Tanto che, a quanto pare, già da ieri il dipendente addetto al controllo della qualità delle banane di Chiquita è stato mandato proprio in questo porto.

La situazione relativa allo scarico e carico dei container nello scalo rischia di esplodere da un momento all'altro, con conseguenze devastanti sotto vari aspetti: occupazionale, economico, di immagine. 

L’Authority, almeno fino alla serata di ieri, aveva deciso di proseguire sulla strada dell’ordinanza del 13 luglio, quella che di fatto prevede che ogni operazione relativa allo sbarco ed imbarco container venga svolta al terminal gestito da Rtc alla 25. Più volte i clienti del terminal dell’ortofrutta, in particolare Maersk e Chiquita, che fino a ieri hanno scaricato alla 24, ad un passo dai magazzini frigo, hanno minacciato di lasciare il porto di Civitavecchia nel caso in cui fosse stata negata questa possibilità, che in termini di mercato significa abbattimento di tempi e costi. Ed oggi questa decisione sempre essere sempre più concreta. 
Civitavecchia Fruit Forest Terminal, attraverso il manager Steven Clerckx, ha lanciato un ultimatum, che scadrà questa mattina alle 10: se entro quell’ora non verrà modificata la banchina di attracco, destinando quindi la nave alla 24, questa cambierà rotta e virerà in altri porti. I legali della società italo belga hanno presentato una nuova diffida, la seconda in poche ore, ancora più incisiva e stanno valutando tutte le iniziative da intraprendere a tutela di Cfft e del porto tutto; tra queste anche l’ipotesi di presentare una denuncia in Procura, ipotizzando i reati di abuso d’ufficio ed omissione di atti d’ufficio. La perdita della nave, e quindi del traffico, rappresenta un danno notevole per la società e per il porto: si parla di un taglio almeno del 20% del personale di Cfft e di un danno da milioni e milioni di euro.

Tanto che i lavoratori di Cfft sono stati in presidio ieri a Molo Vespucci per tutto il giorno, in attesa di una risposta che potesse tranquillizzarli sul futuro. Sul posto anche il sindaco Antonio Cozzolino. «Trovo difficilmente accettabile una situazione del genere dopo gli incontri e le riunioni svoltesi anche in Regione – ha commentato – a questo punto ritengo opportuno che l’AdSP prenda la cosa di petto con Cfft e Rtc e arrivi ad una soluzione che eviti ulteriori problemi ad un porto che già ne ha tanti e non se ne può permettere altri. Forse seguire la vicenda con più attenzione e assiduità sarebbe stato opportuno per un ente responsabile dell’andamento di una delle infrastrutture più importanti della Regione e del Paese». In realtà nel primo pomeriggio di ieri, in extremis, era arrivata a Cfft una nozza di un probabile accordo da parte di Rtc, giudicata però irricevibile dai vertici della società italo belga. 
 

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Cocaina nel tappo del serbatoio della macchina: arrestato corriere della droga

MONTALTO – Aveva nascosto la cocaina in un luogo insospettabile, ma i Carabinieri sono riusciti lo stesso a smascherare il corriere della droga.
Il fatto è accaduto nella serata di martedì, quando i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Tuscania, durante un posto di controllo sulla strada Aurelia, hanno fermato una macchina di grossa cilindrata che poteva essere di interesse operativo. 
Visto l’atteggiamento del conducente,  un 54enne di origini romane, i militari hanno deciso di perquisire l’autovettura, nonostante la prima ispezione fosse risultata momentaneamente negativa. 
I carabinieri non sono infatti rimasti convinti dall’atteggiamento del soggetto, ed hanno pertanto approfondito minuziosamente  la perquisizione, rinvenendo un pacchetto con 2,65 grammi di cocaina, ben nascosto all’interno del tappo del serbatoio dell’autovettura.
Subito i carabinieri hanno esteso la perquisizione nella sua abitazione dove hanno trovato altri 75 grammi di cocaina e 30 grammi di hashish.
Tutta la droga è stata sequestrata e il soggetto è stato tratto in arresto e dopo il foto segnalamento è stato tradotto in regime di arresti domiciliari.

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Cocaina nascosta nel tappo del serbatoio della macchina: arrestato corriere della droga

MONTALTO – Aveva nascosto la cocaina in un luogo insospettabile, ma i Carabinieri sono riusciti lo stesso a smascherare il corriere della droga.
Il fatto è accaduto nella serata di martedì, quando i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Tuscania, durante un posto di controllo sulla strada Aurelia, hanno fermato una macchina di grossa cilindrata che poteva essere di interesse operativo. 
Visto l’atteggiamento del conducente,  un 54enne di origini romane, i militari hanno deciso di perquisire l’autovettura, nonostante la prima ispezione fosse risultata momentaneamente negativa. 
I carabinieri non sono infatti rimasti convinti dall’atteggiamento del soggetto, ed hanno pertanto approfondito minuziosamente  la perquisizione, rinvenendo un pacchetto con 2,65 grammi di cocaina, ben nascosto all’interno del tappo del serbatoio dell’autovettura.
Subito i carabinieri hanno esteso la perquisizione nella sua abitazione dove hanno trovato altri 75 grammi di cocaina e 30 grammi di hashish.
Tutta la droga è stata sequestrata e il soggetto è stato tratto in arresto e dopo il foto segnalamento è stato tradotto in regime di arresti domiciliari.

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