Il volontariato: l'importanza di fare rete e guardare al futuro

CIVITAVECCHIA – "La partecipazione, il fare rete, una nuova legge regionale per il volontariato sono gli argomenti che ci interessano. Le associazioni ancora una volta hanno fatto sentire la propria presenza e di questo non possiamo che esserne soddisfatti, grazie al lavoro di squadra che svolgono sul territorio le portavoce".

Soddisfatti gli organizzatori e le persone presenti ieri pomeriggio presso la biblioteca del centro storico culturale del Corpo delle Capitanerie di Porto, al Forte Michelangelo, in occasione dell'incontro territoriale, relativo all'area Asl Rm4 distretti 1 e 2, della conferenza regionale del volontariato presieduta da Maria Lorena Micheli, che ha espresso grande soddisfazione per l'incontro. Le portavoce territoriali Anna Battaglini e Rossella De Paolis hanno apprezzato la grande partecipazione, dando quindi appuntamento a tutti al 27 novembre alla conferenza in Regione Lazio. 

"Molte le associazioni presenti da tutto il territorio, di ogni settore. Numerosi i saluti ricevuti dagli Amministratori locali – hanno spiegato – il Sindaco Landi di Tolfa, il Sindaco Pasquini di Allumiere, il Sindaco Tidei di S.Marinella hanno inviato messaggi di stima, assenti per motivi istituzionali, anche l'Assessore Cordeschi alle Politiche Sociali del Comune di Ladispoli ha inviato il suo messaggio di saluto. Presenti alla conferenza l'onorevole Alessandro Battilocchio, sempre vicino ad ogni iniziativa del volontariato e che in ogni occasione esprime il suo apprezzamento, come pure hanno espresso apprezzamento la consigliera regionale Marietta Tidei, e la presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia Gabriella Sarracco, entrambe hanno apprezzato molto l'intervento tecnico del dottor Mario German De Luca, relatore dei centri dei Servizi. Il dottor. Albè ha portato i saluti del dott.Quintavalle della Asl Rm4. Alessandro Poleggi ha presentato i suoi programmi in qualità di delegato alla Disabilità del Comune di S.Marinella. La presidente Elena De Paolis, apprezzando l'ottima iniziativa, ha portato i saluti del Tavolo Tecnico Cultura Agibilità".

 

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La gestione Di Majo nel mirino di Perello

CIVITAVECCHIA – "La vertenza Cfft apre un altro spaccato sociale pesantissimo in città. Il rischio di perdere un gruppo come Chiquita, storico nel porto di Civitavecchia, apre un confronto ed una riflessione da farsi su ciò che è stato fatto ed abbiamo fatto in porto sia logisticamente che politicamente da quel piano regolatore del 2003 approvato in consiglio comunale, fino ad oggi". 

Un intervento fiume, quello del consigliere della Svolta Daniele Perello, pronto a trasformarsi in un atto di indirizzo concreto. "L'assenza della politica comunale da parte del sindaco Cozzolino e la reazione sorpresa e incredula dell'attuale presidente di Majo – ha aggiunto – devono aprire una discussione sul suo mandato e sui mandati di una certa parte politica appartenente al Pd su questo terrirorio". 

Ed elenca dodici criticità che hanno caratterizzato, finora, la gestione Di Majo sull'ente portuale. Si parte dal "mancato intervento su Enel", consentendo alla Spa elettrica "in contrasto con quanto disposto dalla Legge 84/94, di bandire una gara pubblica per l’individuazione dell’impresa portuale da adibire alle operazioni di scarico del carbone, consentendo ad Enel – ha aggiunto – di trarne un risparmio dal ribasso di asta, a danno delle imprese e dell’occupazione locale. Poi la nomina irregolare ed illegittima dell’amministratore unico della Pas srl, società inhouse dell’Adsp, per la quale il presidente Di Majo ha ritenuto di nominare come amministratore unico con pieni poteri una figura già assunta, con altro bando a sua volta oggetto di esposti e contestazioni, come direttore tecnico della società, con il compenso di circa 230.000 euro lordi all’anno. L’ulteriore nomina pone la figura del direttore tecnico dipendente della Pas srl, al tempo stesso amministratore unico e legale rappresentante della stessa società, in evidente situazione di incompatibilità, coincidendo il ruolo ed i poteri del controllato con quelli del datore di lavoro e del controllore. Peraltro, qualora venisse accertata l’irregolarità della nomina, il Presidente dell’Adsp andrebbe sanzionato con l’inibizione temporanea dal potere di nomina, ai sensi della Legge Severino. Sempre sulla medesima società partecipata dall'Adsp apprendiamo dalla stampa che è in corso una indagine della Procura della Repubblica di Civitavecchia che mira ad accertare ipotesi di abusi da parte degli amministratori della Pas ed omissioni di controlli da parte di dirigenti e in ultima analisi dello stesso presidente dell'Adsp". A ciò si aggiunte, ancora, la perdita di traffici e, probabilmente, di posti di lavoro, come sta avvenendo per il caso della Cfft: le prime due navi sono state dirottate su Livorno, "con gravi danni economici e di immagine per il porto – ha spiegato Perello – e le aziende coinvolte. Peraltro, come affermato dallo stesso Di Majo, il presidente dell'Adsp si è avvalso per definire l'ordinanza di una commissione consultiva di cui ha chiamato a far parte i rappresentanti di altri tre porti concorrenti, tra cui un dirigente livornese. E forse non è un caso se le 140mila tonnellate annue di banane Chiquita sono finite a Livorno". E ancora il rischio concreto di esporre l’ente a numerosi contenziosi derivanti da cause del lavoro già annunciate da numerosi dipendenti dell’Adsp a causa delle successive riorganizzazioni interne dell’ente, condotte in diversi casi senza il preventivo accordo con le organizzazioni sindacali, il calo complessivo dei traffici del porto di Civitavecchia registrato nel 2017, quando il tonnellaggio complessivo, rispetto al 2016, è diminuito dello 0,4%, con la perdita, a beneficio del porto di Gioia Tauro, dell’importantissimo traffico delle autovetture Fca prodotte a Melfi e destinate negli Usa e in altri paesi esteri. E poi il ritiro di importanti investitori sul porto di Civitavecchia, "come ad esempio il gruppo Gavio, concessionario della Darsena Energetico Grandi Masse, la cui concessione – ha aggiunto – è stata dichiarata decaduta. Lo stesso Gruppo Gavio ha aperto un contenzioso con l'ente chiedendo la restituzione di circa 30 milioni di euro. Il blocco di iniziative di crescita e di sviluppo degli altri due porti del Network, Fiumicino e Gaeta, il rischio concreto ed attuale di default a causa della cosiddetta vicenda TotalErg, per la quale il giudice amministrativo ha nominato un commissario ad acta. Considerato che, come risulta dalle statistiche dei traffici dell’ADSP pubblicate da Assoporti nell’anno 2017 il network dei porti di Civitavecchia-Fiumicino-Gaeta ha movimentato circa 10 milioni di tonnellate di rinfuse liquide (oli minerali) e carbone e ritenuto che sarebbe stato necessario riproporre l’aumento dell’aliquota della tassa, con la sopra descritta adeguata motivazione, per circa 1 euro a tonnellata, risulta del tutto evidente come la immotivata mancanza di iniziativa da parte del Presidente dell’ADSP abbia causato all’ente un mancato introito di circa 10 milioni di euro, nel solo anno 2017". Perello ha poi parlato di un'amministrazione dell'ente "politicizzata", citando la partecipazione del presidente Di Majo "alla campagna elettorale del governatore del Pd Nicola Zingaretti e della consigliera regionale Marietta Tidei. Attualmente Di Majo secondo quanto si apprende dalla stampa si sta adoperando per sostenere politicamente il candidato Bruno Astorre nelle elezioni per il congresso del Partito Democratico, consentendo anche l'inserimento in lista della propria addetta stampa – ha aggiunto – con la quale, sebbene sia priva dei necessari titoli professionali e della necessaria esperienza, ha sostituito il precedente capo dell'ufficio stampa, dipendente dell'ente, perché consigliere comunale non della stessa parte politica di Di Majo. Il presidente Di Majo – ha poi aggiunto – nonostante l'ente abbia in cassa accantonati, come risulta dal bilancio, oltre 40 milioni di euro, si è rifiutato per motivi politici, di pagare all'amministrazione M5S del Comune di Civitavecchia i 2 milioni annui previsti dal protocollo d'intesa sottoscritto dal precedente Presidente". E infine "la presunta mancanza di parte dei requisiti dichiarati al momento della nomina a presidente dall’avv. Di Majo, visto il curriculum vitae presentato dall'avv. Francesco Maria di Majo per la selezione dei candidati alla presidenza delle Autorità di Sistema Portuale istiuite con il D.Lgs. 169/2016, in cui si fa riferimento, per la “comprovata esperienza e qualificazione professionale nei settori dell'economia dei trasporti e portuale” quali requisiti soggettivi richiesti dall'art 10. del predetto D.Lgs. 169/2016 per essere nominati Presidente di Adsp, ad una collaborazione a progetto con la Presidenza del Consiglio dei Ministri “per la finalizzazione di uno studio sulla riforma del settore portuale” richiesto dal Dipe (Dipartimento Programmazione e Coordinamento Politica Economica della PdCM)". Per questo il consigliere della Svolta chiede che vengano valutate le dichiarazioni dell'Avv. Di Majo contenute nel suo curriculum vitae, e l'effettiva avvenuta collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e se comunque la semplice partecipazione, in qualità di consulente a progetto di un soggetto terzo, finalizzata allo studio sulla riforma portuale, "costituisca o meno requisito di “comprovata esperienza e qualificazione professionale nei settori dell'economia dei trasporti e portuale”, richiesto per la nomina a Presidente di Autorità di Sistema Portuale". 

Perello chiede quindi di verificare se "l’inerzia del Presidente e le azioni descritte possano costituire colpa grave da cui siano derivati o possano derivare danni all’ente. Qualora fosse confermata la mancanza del requisito di “comprovata esperienza” alla base della nomina a Presidente, già oggetto di una interrogazione parlamentare a cui ancora non è stata data risposta – ha sottolineato – se non ritenga, il Ministro Toninelli, di aprire un procedimento amministrativo per valutare in sede di istruttoria se si configurino elementi di mala gestio dell’ente tali da renderne necessario l'immediato commissariamento".

Il consigliere della Svolta si è detto quindi pronto a raccogliere tutto questo all'interno di una mozione – interrogazione in Consiglio Comunale, provvedendo a protocollarla poi nelle opportune sedi superiori. 

"Nell'interesse della comunità che rappresentiamo – ha concluso – va riconosciuta ciò che è la storia della città per capire cosa sarà. Questo non deve portare né a nostalgie nè a ritorni a passati già conosciuti, bensì alla possibilità di individuare chi meritocraticamente già conosce questo territorio e abbia la volontà di scommetterci per competenze e visioni. I porti nella storia d'Italia sono la ricchezza e lo sviluppo commerciale e sociale di una comunità  e Civitavecchia, negli ultimi anni, si sta spegnendo lentamente sotto ogni settore". 

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I 90 anni dei Salesiani a Civitavecchia in un libro

CIVITAVECCHIA – La storia di un oratorio, di una parrocchia, di un centro di formazione e di un luogo sicuro dove crescere e confrontarsi. Una sotria che si intreccia con un legame indissolubile alla città. Perché sono 90 anni che i Salesiani sono a Civitavecchia. E per festeggiare questo importante traguardo domani pomeriggio alle 17, presso il Cine-Teatro Buonarroti sarà presentato il libro “90 anni di storia – Salesiani a Civitavecchia", curato dall'Unione Exallievi di Civitavecchia e redatto da Carlo De Paolis.

"Una storia anche di testimonianze diverse, un'opera magna di un periodo storico d'oro per i salesiani a Civitavecchia dal loro arrivo 17 novembre 1928 ad oggi – hanno spiegato gli ex allievi – un libro nel quale Carlo de Paolis, che ha curato la redazione, e gli altri autori, ci mettono la faccia; alcuni di loro si esprimono spesso in prima persona perché sono stati protagonisti di molte storie accompagnando nei decenni il succedersi di tanti salesiani, dai mitici fondatori ai mitici di oggi (così vengono definiti), perché  sono stati piccoli "don Bosco'' che hanno parlato al cuore. E il cuore ricorda. Ricordare, che vuol dire riportare al cuore, ha a che fare con il cuore, perché solo il cuore può mantenere i ricordi e così mantenere il calore della vita. Ecco perché per Carlo, e per i collaboratori, in questo libro, tutti i salesiani sono mitici, anche se con caratteri e sensibilità diverse – hanno concluso – hanno lasciato un segno indelebile nella loro vita, quello di don Bosco".  

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‘‘Fare Rete’’ dice no all'abbattimento dei pini

S. MARINELLA – “Da quest’amministrazione comunale che non delibera ma emette comunicati stampa a profusione, veniamo a leggere della possibilità di abbattere i pini che decorano da oltre cento anni la piazzetta storica di Santa Marinella, cioè piazza Trieste”. Ad affermarlo è Giovanni Ghezzi portavoce di Fare Rete Santa Marinella. “La cosa – continua Ghezzi – viene mascherata come intervento sulla sicurezza e a questo non crediamo affatto. Se si fosse trattato di mettere in sicurezza la città si sarebbe intervenuto su tante altre situazioni, cominciando per esempio a recintare e perimetrare l’area ed a mettere in sicurezza le auto. Invece si preferisce tagliare, senza integrare le alberature con altre essenze e senza passare prima per un importante potatura che potrebbe restituire alle piante l’equilibrio statico perso assieme al passare degli anni. Piuttosto riteniamo che l’operazione intera possa mascherare una speculazione ai danni delle attività commerciali che insistono sulla piazza e su tutto il centro storico. Per questa ragione e nell’ottica di massima trasparenza che con piacere notiamo adottata dall’amministrazione comunale guidata dal Sindaco Pietro Tidei, proponiamo la sospensione di ogni licenza o autorizzazione di occupazione del suolo pubblico della piazza e degli imbocchi stradali affluenti per ventiquattro mesi dall’abbattimento delle piante secolari”. “In questa maniera – conclude il portavoce di Fare Rete – nessuno potrà approfittare degli spazi di rispetto che si potranno venire a creare a discapito dell’effige di una città che oggi non può essere più raffigurata in uno o due castelli di proprietà privata”.

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L’Ultimo etrusco continuerà a vivere

TARQUINIA – Il mito continuerà a vivere: nella memoria dei tarquiniesi, ma anche e soprattutto attraverso le sue imponenti opere e presto anche nell’attività della Fondazione che la figlia Daniela si sta apprestando a creare.  Quello di oggi, nella gremita chiesa del Duomo di Tarquinia, è stato quindi  solo un arrivederci ad Omero Bordo. L’’’Ultimo degli Etruschi’’ – come convintamente lo ha voluto definire il critico d’arte Vittorio Sgarbi che con tanto di fascia tricolore da sindaco di Sutri, non ha voluto mancare all’appuntamento, improvviso, per rivolgere un pensiero ad “un grande amico” e ad un “grande artista” – continuerà infatti a far parlare di sé. Anche e forse più di prima, grazie pure alla penna nobile di Sgarbi che si è detto pronto a ripubblicare il libro di tanti anni fa che racconta la sua vita di Omero Bordo.
Morto nella sua casa di Tarquinia, nel cuore del centro storico, Omero Bordo è stato fino all’ultimo contornato dall’affetto della sua famiglia: la moglie Anna Lucia e le figlie Daniela e Katia. Da qualche tempo combatteva contro una malattia che lo affaticava nel fisico ma non nel spirito, sempre pronto attento e pieno di idee. A salutarlo ieri tanti tarquiniesi, rappresentanti di più o meno recenti cariche istituzionali. Persone che lo hanno amato e aiutato, anche nei momenti difficili che non sono mancati nella sua vita. La cerimonia, officiata da Don Rinaldo Copponi e da Don Roberto Fiorucci, ha lasciato spazio al termine del rito religioso, a tre interventi illustri: quello del giornalista Osvaldo Bevilacqua, del politico del territorio Gianni Moscherini e del critico d’arte Vittorio Sgarbi.
“Dovevo essere a Venezia per la presentazione di un libro. – ha raccontato Sgarbi –  Ma ho telefonato che non sarei andato. Mi sembrava più giusto essere qui per dire il mio pensiero su una persona che mi era cara sul piano istintivo e umano. Sono arrivato in tarda serata a Tarquinia e ho alloggiato in albergo. Un portiere gentilissimo mi ha dato il libro “Omero, l’ultimo degli Etruschi – La mia biografia”. Un’opera bella, che ho subito letto, nella quale Omero attraverso lo scritto del giornalista Cecchelin non nasconde nulla della sua vita. Sarà mio impegno – ha annunciato Sgarbi – come amico e uomo delle istituzioni, di ripubblicare questo libro per farlo conoscere al mondo, come merita”. Sgarbi ha letto alcuni passaggi del libro sottolineando, tra le altre cose, la dolcezza dell’uomo: l’amore e il legame profondo che Omero nutriva ad esempio per la figlia Daniela; e gli incontri nei suoi tanti viaggi-studio sulle tracce degli Etruschi.
Cariche di pathos le parole del giornalista Osvaldo Bevilacqua che, con la sua trasmissione Tv Sereno Variabile,  ha raccontato tante volte Omero Bordo e la sua arte di realizzare vasi etruschi con tecniche arcaiche che non ha mai completamente svelato. Bevilacqua ha voluto ricordare come grazie ad Omero abbia conosciuto la moglie Sandra (nipote dell’artista) con la quale ha costruito una famiglia. “Caro Omero, ti aspettavi così tanta gente? Una così grande partecipazione? – ha esclamato alla platea Bevilacqua – Omero è stato un grande artista, un genio nella sua semplicità. Il fatto che un critico, uno scrittore, un ricercatore così importante come Sgarbi sia qui, dimostra e testimonia che il valore di Omero è grande. Era un uomo molto semplice, ma un grande genio che ci ha avvicinato al mondo degli Etruschi. Io personalmente devo molto ad Omero, è stato fondamentale per la mia vita. E’ stato uno dei primi personaggi che ho voluto intervistare e conoscere per quello che ha rappresentato. Dal punto di vista umano e familiare lo debbo ringraziare perché attraverso di lui ho conosciuto mia moglie e costruito una famiglia, i miei figli, che lui adorava”. “Forse – ha aggiunto Bevilacqua – Omero Bordo è stato anche sottovalutato; forse qualcuno avrebbe potuto dargli ancora più risalto. Ma poi la vita gli ha dato grandi soddisfazione. Tante opere che si trovano al Louvre o altrove e che portano il suo nome ne sono la dimostrazione. Vi garantisco che Omero ci capiva tanto di Etruschi, ma veramente tanto; più di quanto si possa immaginare. Ci ho tenuto a far capire che in questo territorio ha vissuto un grandissimo artista”. 
Gianni Moscherini, che di Omero era pure grande amico, ha voluto ricordare due  incarichi importanti che gli affidò nel corso della sua carriera politico-amministrativa: prima da presidente dell’Autorità portuale di Civitavecchia, quando gli diede l’incarico di realizzare la maestosa statua in bronzo di Traiano all’ingresso del porto, di oltre due metri; poi da sindaco di Civitavecchia, quando chiese ad Omero di dedicare una statua al vescovo Carlo Chenis, che potesse stare in mezzo alla gente. “Omero – ha ricordato Moscherini – scelse di collocarla sul primo gradino della scalinata della cattedrale di Civitavecchia”. Moscherini ha ricordato anche il grande successo che ebbero i vasi etruschi di Omero che portò più volte alla fiera di Miami. 
 “Il negozio di Omero – ha anche detto Moscherini – non è un negozio normale. A me richiamava la bottega dell’arte di Firenze, del Rinascimento. Un luogo aperto al pubblico dove poter vivere e parlare della cultura etrusca”. Moscherini ha ricordato Omero anche per il grande amore per la sua famiglia, un amore fortemente ricambiato.

Il mito di Omero oggi continua a vivere oltre i 75 anni nei quali l’artista ha costruito  un personaggio che si è presentato al mondo – attraverso interviste rilasciate a televisioni e giornali – in tutta la sua semplicità ma anche nella sua grande competenza e conoscenza, formatasi più che sui libri, proprio ‘’sul campo’’ in senso stretto, quando già 15enne si sentì travolto dalla passione per gli Etruschi e divenne un ineguagliabile scavatore clandestino. Un ‘’errore di gioventù’’ disse più tardi, quando a 20 anni passò dalla parte della legge, divenendo invece collaboratore della Soprintendenza  dalla quale ottenne il permesso di scavo grazie al sovrintendente  Mario Moretti. Fu così  che scoprì la Tomba delle Pantere, tra le più importanti della necropoli di Tarquinia, e poi molte altre persistenze di notevole importanza, come pure diversi frammenti dell’Ara della Regina.  Da lì in poi una escalation di attività, viaggi ed incontri che lo vedono ormai consacrato come l’indiscusso “ultimo Etrusco’’. Erano gli inizi degli anni 70 quando Omero Bordo iniziava la ricerca dell’impasto arcaico, la produzione di ceramica e poco dopo la produzione di opere in bronzo e più tardi la lavorazione dei preziosi etruschi, in particolare dell’oro. Prolifico il  decennio di lavoro al fianco del grande amico e pittore cileno Sebastian Matta, dando vita alla scuola Etrusculudens, ricca di produzioni ceramiche di altissimo valore. Nel 1995 inizia a coronare  il sogno della sua vita con la costruzione di Etruscopolis, un vero  viaggio nel tempo. Numerose sue opere si trovano esposte nei più importanti musei del mondo. Innumerevoli i premi e le onorificenze: il San Valentino d’oro, la laurea honoris causa a Boston per la facoltà di Etruscologia, il premio Europa con il regista Zeffirelli. Le sue opere sono esposte nei musei di tutto il mondo.
 

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� morto Omero Bordo: addio all'Ultimo Etrusco

TARQUINIA – Addio all'Ultimo etrusco. È morto all'età di 75 anni nella sua casa al centro storico di Tarquinia Omero Bordo, l'etrusco doc, l'artista che ha vissuto la sua vita convinto che la discendenza dei suoi antichi conterranei fosse stata un suo diritto esclusivo. Con alle spalle un passato di tombarolo, quando da ragazzino scavava coccetti, vasi e bronzi, Omero Bordo abbandonó quegli "errori di gioventù", per diventare un vero e proprio imprenditore dell'archeologia, riproducendo oggetti che gli Etruschi realizzavano migliaia di anni fa.  

Dipinse tombe etrusche come fossero originali, dimostrando al mondo intero la sua abile arte che gli ha regalato grande fama nazionale ed internazionale per la riproduzione fedele di metodi e tecniche sconosciute e mai completamente rivelate.

 Ospite di trasmissioni in tv e autore di libri, Omero Bordo è colui che scoprì la tomba delle Pantere, risalente al settimo secolo avanti cristo, forse la prima tomba mai realizzata a Tarquinia; e alcuni frammenti del frontone dell'Ara della Regina.

"Non sapevo che quel gioco da bambino, diventato mestiere e passione, fosse reato", ha sempre raccontato Omero durante le sue interviste ormai da artista famoso.

Fondatore del noto Etruscoludens, laboratorio ceramico di Tarquinia dove tanti ragazzi hanno imparato e sperimentato la lavorazione della creta con tanto di tornio e forno di cottura, Omero Bordo lascia a Tarquinia una delle sue ultime maestose fatiche: Etruscopolis, il suo grande sogno, un museo privato che riproduce i manufatti artistici dell'antico popolo italico.

"Andavo a visitare le tombe già scoperte e mi accorgevo che nessuno sapeva spiegare realmente la loro storia -raccontó Omero -. Da qui decisi di realizzare un luogo dove si potesse comprendere visivamente come veniva deposto un morto etrusco nella tomba, come venivano sistemati gli oggetti, i vasi, gli ori". Ben 15mila metri quadri scavati sotto terra, nella pietra in macco,  per rappresentare l'intera civiltà di un popolo che ha ispirato tutta la vita di Omero Bordo , regalandogli gioie e dolori.

 Etruscopolis sorge in una cava originale a 50 metri di profondità nell'area alta di Tarquinia, a poca distanza dalla Necropoli. Qui sono state fedelmente ricostruite sette tombe dipinte complete di corpi e corredo funebre, il plastico dell'antica città di Tarquinia, l'abitazione italica, una rappresentazione del lavoro di estrazione, la preparazione del corpo del defunto prima di essere deposto nella tomba. Un'ampia area è stata adibita a museo, con vasi e bronzi di varie epoche. Ad Etruscopolis tra i tanti che vi hanno fatto visita spicca anche il nome di Arafat.

Omero ha rappresentato un'icona in tutto il mondo: di lui si ricordano l'invito di una prestigiosa Università di Los Angeles, nel 2003 a Roma fu insignito con il registra Zeffirelli del Premio Europa. Ha anche proposto al prestigioso Metropolitan Museum di New York di acquistare i suoi vasi perché lui stesso diceva: "Sono un'autentica opera d'arte etrusca contemporanea".

Nella sua terra ottenne, tra le altre cose, anche il riconoscimento ufficiale di un importante organismo culturale che suggellò definitivamente la riconciliazione di fatto con la sua Tarquinia. Con la scrittura del libro "Omero: la mia vita con gli Etruschi", finalmente la figura inquieta e chiacchierata del tombarolo lasciò il posto all'artista con un percorso coraggioso, comune a tutta l'arte, fatto di riproduzioni, falsificazioni e passione che hanno avuto il potere dirompente di tramandare la storia di un popolo altrimenti troppo sconosciuto.

 Prima la sua opera e poi la sua fama hanno fatto presto il giro del mondo dove Omero ha esposto vasi e bronzi e raccontato l'arte etrusca, conquistando pagine e pagine di giornali, tra i quali anche il New York Times. Omero Bordo è stato anche l'autore di Traiano, maestosa opera in bronzo realizzata per il porto di Civitavecchia. Tanti i riconoscimenti e le benemerenze, compresa quella dell'Università Agraria di Tarquinia che in tempi più recenti gli ha riconosciuto i meriti archeologici e artistici conseguiti in Italia e all'estero.

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Maltempo, bisogna prevenire

S. MARINELLA – Il maltempo di questi giorni, le forti raffiche di vento e le piogge, sembrano aver modificato l’assetto dei pini di piazza Trieste. Questa piazza è, di fatto, inserita in pieno centro cittadino, punto di ritrovo e della movida, nonché location di tante manifestazioni come quella dei giorni scorsi che ha radunato centinaia di bambini per la festa di Halloween. La delegata al centro storico Maura Chegia ricorda che “i recenti accadimenti di Terracina – dice la consigliera – devono essere un monito per tutti gli amministratori, noi compresi. Dobbiamo prevenire certi eventi in un sito che, di fatto, è luogo di ritrovo e di manifestazioni”. “Piazza Trieste – dice il vice sindaco Andrea Bianchi – è anche luogo di attività produttive che, nel corso del tempo, grazie anche alla presenza dei dehors, hanno incrementato il flusso di gente e di eventi pubblici. Insieme all’assessore Minghella, al consigliere Iachini delegato al verde pubblico e a Maura Chegia, abbiamo fatto un primo sopralluogo sul posto per verificare le preoccupazioni espresse dagli abitanti della zona e da molti cittadini”. “Abbiamo costituito una commissione di esperti – conclude Iachini – con il nostro agronomo comunale, per valutare eventuali interventi da realizzare immediatamente. Vogliamo sicuramente tutelare il verde pubblico ma prima di tutto assicurare l’incolumità e la sicurezza dei nostri cittadini”.

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Un compleanno importante

L’associazione Mare Nostrum 2000, nell’ambito dei festeggiamenti dedicati alla Santa Patrona, nei giorni 13 e 14 aprile 2019 metterà in scena il 40° Palio Marinaro di Santa Fermina tra i Nuovi Rioni Storici di Civitavecchia per le categorie Junior (per gli Istituti Scolastici) e Senior maschile e femminile, nonché l’11° Palio Marinaro dei Tre Porti tra le marinerie di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta open agli approdi del litorale Toscano, Campano e Laziale.
L’associazione Mare Nostrum 2000, intanto, informa che sono aperte le iscrizioni nella categoria Senior per la partecipazione al Palio Marinaro di Santa Fermina edizione 2019, sia ad equipaggi femminili che maschili composti da quattro rematori ed il timoniere in rappresentanza del proprio Rione di appartenenza. 
L’invito è rivolto in particolare ai Comitati di Quartiere, alle Palestre, alle Società ed Associazioni Sportive, ai Gruppi Scout nonchè alle Parrocchie della Diocesi di Civitavecchia, al fine di dare corso ad una reale rappresentanza di atleti appartenenti ai Nuovi Rioni Storici di Civitavecchia (San Gordiano, Campo dell’Oro, Cisterna Faro, San Liborio, Centro Storico, Pirgo, Aurelia e Pantano).
Le domande di iscrizione dovranno essere presentate all’associazione su apposito modulo predisposto allegando, inderogabilmente prima di iniziare ogni attività, la prevista certificazione medica di tipo sportivo-agonistico, mentre ai fini assicurativi è previsto il tesseramento dell’atleta al CSI Ente di Promozione Sportiva al quale questa Associazione è affiliata. 
Per ulteriori informazioni sulle modalità di iscrizione e partecipazione si potranno contattare i signori Enrico Grieco (3395857480) o Sandro Calderai (3358444497), ovvero tramite e-mail marenostrum2000@hotmail.it, o ancora sulla pagina facebook “Palio Marinaro Civitavecchia”. 
Gli equipaggi regolarmente iscritti, per prepararsi alla gara, potranno fare richiesta dell’uso delle imbarcazioni che verranno rese disponibili dalla Asd Mare Nostrum 2000 secondo quanto stabilito dal Regolamento Tecnico-Sportivo. A tale scopo l’associazione, acquisite le necessarie autorizzazioni da parte delle autorità competenti, disporrà di due imbarcazioni presso i Pontili Galleggianti della banchina Principe Tommaso (n. 3) del Porto Storico o altro idoneo ormeggio; tecnici-operativi dell’associazione che cureranno il percorso didattico per la cat. Junior e assisteranno, nelle prime fasi, il percorso formativo per coloro che si approcciano a vogare su imbarcazioni a remi e sedile fisso. 
L’associazione informa, infine, che dopo le felici esperienze degli anni passati, anche per quest’anno, per la categoria Junior, ha dato corso al progetto di “Promozione della Attività Polisportiva” per le Scuole Secondarie di secondo grado di Civitavecchia denominato: “Il canottaggio contro l’abbandono sportivo precoce”.
Indirizzato alle seguenti scuole superiori cittadine: Iis Stendhal Con Collegato Itcg “G. Baccelli”, Iis “G. Marconi”, Liceo Scientifico «Galileo Galilei» Civitavecchia E S. Marinella, Iis Luigi Calamatta E Iis Via Dell’immacolata P.A. Guglielmotti.

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Capitaneria: percorso condiviso per la nuova sede

CIVITAVECCHIA – Ieri mattina, presso la Biblioteca del Centro Storico Culturale del Corpo delle Capitanerie di Porto, all’interno del Forte Michelangelo, si è tenuto un incontro istituzionale volto a prospettare l’ipotesi di un adeguamento infrastrutturale della sede della Direzione Marittima/Capitaneria di Porto di Civitavecchia. 

La riunione, indetta e presieduta dal Direttore Marittimo del Lazio Capitano di Vascello Vincenzo Leone, ha visto la partecipazione ai massimi livelli del Provveditorato interregionale per il Lazio, l’Abruzzo e la Sardegna, l’Agenzia del Demanio – Direzione Regionale Lazio, la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per l’Area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale, il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Reparto V, Amministrazione e Logistica, il Presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mar Tirreno Centro-settentrionale, la Regione Lazio – Assessorato Politiche abitative e urbanistica e del Sindaco del Comune di Civitavecchia. L’ipotesi discussa prevede la valorizzazione storica dell’attuale sede, attraverso interventi di modifica strutturale che consentano la “rigenerazione” della Terrazza Marconi, distrutta dai bombardamenti del 1943. L’adeguamento dell’attuale sede, basato su progetti che consentano la valorizzazione delle strutture del contesto architettonico esistente, consentirà la piena fruizione del Forte Michelangelo, liberato dalle esigenze logistiche dell’Autorità Marittima, permettendo in tal modo l’auspicata restituzione alla comunità di un bene culturale di altissimo valore storico ed artistico.  

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Il Presepe vivente di Tarquinia cerca figuranti

TARQUINIA  – “Sono aperte le iscrizioni per partecipare come figuranti alla rappresentazione”. Lo comunica l’associazione Presepe vivente di Tarquinia, che ha distribuito in questi giorni nelle attività commerciali i moduli per prendere parte alle tre date della rievocazione: il 26 e 30 dicembre e il 6 gennaio 2018. “La macchina organizzativa è a pieno regime. – continua – Come sempre, le comparse avranno un ruolo fondamentale per la buona riuscita del presepe che, in quest’edizione, vedrà rinnovate le scenografie del mercato e una maggiore cura dei dettagli negli allestimenti lungo il percorso”. A fare da scenario il convento di San Francesco, il gioiello architettonico che domina la parte più alta del centro storico con vista sull’entroterra della Tuscia. “I moduli, una volta compilati, andranno riconsegnati entro il 30 novembre all’ufficio informazioni turistiche della barriera San Giusto. – conclude l’associazione Presepe vivente di Tarquinia – Ci si può iscrivere direttamente anche attraverso la nostra pagina facebook “. Per informazioni è possibile scrivere a presepeviventetarquinia@gmail.com o chiamare al 328 3396866 o 329 6351828.

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