Chiesta una ispezione su Di Majo

CIVITAVECCHIA – «La città e chi di dovere, istituzioni in primis, devono intervenire perché si sta consumando un serio danno per il porto e per la comunità tutta. Questa situazione non è più tollerabile». Per il vice presidente di Civitavecchia Fruit and Forest Terminal Sergio Serpente  la misura è ormai colma, il limite è stato superato. Non solo Civitavecchia, al momento ha perso una nave bananiera e probabilmente sarà così anche le prossime settimane, ma Cfft si sente oggi presa in giro dalle dichiarazioni del presidente Di Majo che ha definito ‘‘inaspettato’’ il fatto di veder  dirottata la nave a Livorno.

«Come può essere insapettata – si sono chiesti Serpente e Gianluca Rossi, manager Operations Cfft – una decisione annunciata, di fatto, da quattro avvertimenti nel corso degli ultimi mesi, ossia le due lettere di Chiquita e le due nostre diffide?». Ed anche la stessa Chiquita non si sente più gradita a Civitavecchia. Lo avrebbe confermato l’amministratore delegato del settore logistico di tutto il gruppo che, nel mondo, movimenta 3 milioni di tonnellate all’anno, dopo il contatto telefonico avuto con il vertice di Molo Vespucci. «A Civitavecchia forse non sono stati recepiti i ruoli che ogni soggetto ricopre nella logistica – ha spiegato – per quanto ci riguarda, siccome decidiamo noi dove inviare la nostra merce e non vogliamo né dare insegnamenti né essere di peso a nessuno, pur dispiaciuti per la serietà mostrata da Cfft in questi anni e la professionalità acquisita dai lavoratori, valuteremo le tante richieste che abbiamo per scegliere dove siamo maggiormente graditi». Parole che pesano, soprattutto perché riferite da un’azienda che ha scelto Civitavecchia nel 2007 «per la professionalità – hanno ricordato Serpente e Rossi – e per la presenza di un terminal a ciglio banchina». Se fino al 2014 l’azienda ha effettuato il servizio con navi proprie e convenzionali, si è poi dovuta adattare al mercato, utilizzando i contenitori e scegliendo il proprio vettore, che da un anno è Maersk.

«Nel 2017 – hanno ricordato da Cfft – Chiquita ha chiesto all’ente di poter scaricare i container direttamente alla banchina 24 e noi, nonostante avessimo già le autorizzazioni, ne abbiamo chiesta di aggiuntive per questioni di sicurezza. Lo stesso cliente ha sollevato il problema delle gru di Gtc, chiedendo a noi più efficienza ed una organizzazione più completa». È sorta così l’esigenza di propri mezzi meccanici, acquistati a maggio con un investimento di oltre 5 milioni di euro, «con il presidente che a febbraio – hanno ricordato – ci aveva anche proposto di acquisire quelle della Gtc». Poi le ultime tappe, dal parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici alle lettere e diffide, fino all’ordinanza e all’udienza al Tar. Ed il tentativo di accordo commerciale con Rtc, società che fa capo al gruppo Msc di Gianluigi Aponte. «Non ci sono mai state bozze d’accordo – ha precisato Serpente – ma bozze di proposte commerciali unilaterali  per noi irricevibili. Il 3 ottobre abbiamo riferito di incontri in corso, non certo di accordo alla firma. Più volte abbiamo inviato modifiche, mai accolte. Così si prendono in giro un traffico importante,  i lavoratori ed il territorio». Intanto della vertenza si discuterà anche domani, in una riunione di Uniport, l’unione nazionale imprese portuali, pronta anche a chiedere un’ispezione al Ministero, alla luce di questa situazione. 

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Chiesta una ispezione su Di Majo

CIVITAVECCHIA – «La città e chi di dovere, istituzioni in primis, devono intervenire perché si sta consumando un serio danno per il porto e per la comunità tutta. Questa situazione non è più tollerabile». Per il vice presidente di Civitavecchia Fruit and Forest Terminal Sergio Serpente  la misura è ormai colma, il limite è stato superato. Non solo Civitavecchia, al momento ha perso una nave bananiera e probabilmente sarà così anche le prossime settimane, ma Cfft si sente oggi presa in giro dalle dichiarazioni del presidente Di Majo che ha definito ‘‘inaspettato’’ il fatto di veder  dirottata la nave a Livorno.

«Come può essere insapettata – si sono chiesti Serpente e Gianluca Rossi, manager Operations Cfft – una decisione annunciata, di fatto, da quattro avvertimenti nel corso degli ultimi mesi, ossia le due lettere di Chiquita e le due nostre diffide?». Ed anche la stessa Chiquita non si sente più gradita a Civitavecchia. Lo avrebbe confermato l’amministratore delegato del settore logistico di tutto il gruppo che, nel mondo, movimenta 3 milioni di tonnellate all’anno, dopo il contatto telefonico avuto con il vertice di Molo Vespucci. «A Civitavecchia forse non sono stati recepiti i ruoli che ogni soggetto ricopre nella logistica – ha spiegato – per quanto ci riguarda, siccome decidiamo noi dove inviare la nostra merce e non vogliamo né dare insegnamenti né essere di peso a nessuno, pur dispiaciuti per la serietà mostrata da Cfft in questi anni e la professionalità acquisita dai lavoratori, valuteremo le tante richieste che abbiamo per scegliere dove siamo maggiormente graditi». Parole che pesano, soprattutto perché riferite da un’azienda che ha scelto Civitavecchia nel 2007 «per la professionalità – hanno ricordato Serpente e Rossi – e per la presenza di un terminal a ciglio banchina». Se fino al 2014 l’azienda ha effettuato il servizio con navi proprie e convenzionali, si è poi dovuta adattare al mercato, utilizzando i contenitori e scegliendo il proprio vettore, che da un anno è Maersk.

«Nel 2017 – hanno ricordato da Cfft – Chiquita ha chiesto all’ente di poter scaricare i container direttamente alla banchina 24 e noi, nonostante avessimo già le autorizzazioni, ne abbiamo chiesta di aggiuntive per questioni di sicurezza. Lo stesso cliente ha sollevato il problema delle gru di Gtc, chiedendo a noi più efficienza ed una organizzazione più completa». È sorta così l’esigenza di propri mezzi meccanici, acquistati a maggio con un investimento di oltre 5 milioni di euro, «con il presidente che a febbraio – hanno ricordato – ci aveva anche proposto di acquisire quelle della Gtc». Poi le ultime tappe, dal parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici alle lettere e diffide, fino all’ordinanza e all’udienza al Tar. Ed il tentativo di accordo commerciale con Rtc, società che fa capo al gruppo Msc di Gianluigi Aponte. «Non ci sono mai state bozze d’accordo – ha precisato Serpente – ma bozze di proposte commerciali unilaterali  per noi irricevibili. Il 3 ottobre abbiamo riferito di incontri in corso, non certo di accordo alla firma. Più volte abbiamo inviato modifiche, mai accolte. Così si prendono in giro un traffico importante,  i lavoratori ed il territorio». Intanto della vertenza si discuterà anche domani, in una riunione di Uniport, l’unione nazionale imprese portuali, pronta anche a chiedere un’ispezione al Ministero, alla luce di questa situazione. 

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Presidenti dei porti convocati il 16 al Mit. L’ordinanza Di Majo nasce da un parere di commissione con un dirigente livornese

CIVITAVECCHIA – Il ministro Danilo Toninelli ed il suo vice con delega ai porti Edoardo Rixi hanno convocato per il 16 novembre tutti i presidenti delle Adsp per fare il punto sullo stato dell’arte della portualità italiana e delle criticità riscontrate in questi primi mesi di governo nei vari scali. 
In attesa di capire se e in che misura a Porta Pia si parlerà anche del quadro locale di ciascun porto, e quindi anche della situazione di Civitavecchia, intanto emerge un altro particolare che, con il senno di poi, non può che fare riflettere sulle scelte effettuate a proposito del traffico delle banane Chiquita. Ad esprimere un parere consultivo sulla vicenda  Cfft (parere che poi ha portato all’ordinanza di Di Majo) come si legge nel comunicato di Molo Vespucci è stata composta anche una commissione interistituzionale, nella quale figuravano i rappresentanti di 3 Adsp. Ora, già in un quadro di concorrenza tra i vari scali, è singolare che siano chiamati idirigenti o i vertici di porti concorrenti ad esprimersi su una questione così importante per uno dei traffici principali che Civitavecchia aveva ‘‘strappato’’ alla concorrenza. Se poi si scopre che uno dei commissari è sì l’attuale segretario generale del porto di Ancona, ma che in realtà si tratta di un competente  livornese dirigente proprio dell’Adsp toscana, dove guarda caso è poi finito il traffico perso da Civitavecchia, è inevitabile non porsi qualche interrogativo sulle scelte e le decisioni di Molo Vespucci che hanno portato a questa situazione in cui lo scalo ci rimette in termini di immagine, affidabilità, economici , erariali (si parla di un valore complessivo di circa 150 milioni di gettito di imposta perso dalla Regione Lazio a beneficio della Toscana) e occupazionali.
Anziché trovare una soluzione, si è preferito demandare ad una commissione di altri porti ed altre amministrazioni di «declinare i contenuti dell’ordinanza in relazione al caso specifico della banchina 24», (in pratica delegando a Livorno esprimersi sul futuro del traffico) come dichiarato dallo stesso Di Majo in un comunicato stampa.

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Diabete, oltre 350 nuovi casi l’anno

CIVITAVECCHIA – Circa il 7% della popolazione del nostro distretto ha il diabete. Parliamo di circa 80mila abitanti. Dati allarmanti per una patologia killer, come l’ha più volte definita il direttore generale della Asl Roma 4 Giuseppe Quintavalle. Sono proprio questi dati a sottolineare il bisogno di puntare sulla prevenzione, come l’azienda sanitaria locale sta facendo da anni grazie al lavoro del responsabile della diabetologia Graziano Santantonio e delle associazioni. Una collaborazione che si conferma anche quest’anno in occasione della Giornata mondiale del diabete.

Per domani, infatti, è stata organizzata una giornata dedicata, appunto, alla prevenzione del diabete con il patrocinio della Asl Roma 4 che si terrà presso l’Unicoop Tirreno di Boccelle con informative sulla malattia e screening della retinopatia diabetica. In campo scenderanno Adiciv, Cri-comitato di Civitavecchia, Leo club Civitavecchia, Lions club Civitavecchia Porto di Traiano,  Lions club Civitavecchia – Santa Marinella host,  Lions club Roma Appia antica, volontari Protezione civile di Civitavecchia, Uic sezione di Civitavecchia e Ordine delle professioni sanitarie di Roma. «Sia all’interno che all’esterno del centro commerciale – ha spiegato il presidente Adiciv Civitavecchia Sandro Luciani – i volontari delle associazioni effettueranno dei test per i cittadini con questionari, calcolo della massa corporea ed altro. Dopo il medico valuterà il fattore di rischio e a quel punto si potrà indirizzare il cittadino presso il proprio medico curante o presso il camper che si troverà all’esterno dove verrà effettuata la retinopatia dalla dottoressa Gloria Bastioli». Una collaborazione di molte associazioni «che affiancano il servizio sanitario pubblico – ha detto Santantonio – e che è un vantaggio per tutta la popolazione».

Dello stesso avviso Bastioli: «Quest’iniziativa prende sempre più piede di anno in anno e il mio compito sarà quello di effettuare lo screening della retina. Se si trovasse un sospetto o un danno sarebbe possibile inidirizzare il cittadino verso un percorso agevolato». Soddisfatto anche il direttore sanitario del polo ospedaliero Antonio Carbone: «Importante il lavoro che i volontari svolgono ogni giorno presso l’ospedale San Paolo». L’Adiciv infatti opera quotidianamente presso il nosocomio cittadino presso la diabetologia. «Dove c’è una rete – ha sottolineato il direttore sanitario Carmela Matera – si riescono a realizzare cose importanti». Quintavalle ha ricordato l’importanza della prevenzione per quanto riguarda la cura e la scoperta della malattia. «Il diabete è una cosa seria – ha detto – dobbiamo muoverci su un percorso di anticipazione, avviare procedure di medicina di iniziativa. Serve parlare, fare in modo che i giovani intraprendano percorsi virtuosi, alimentazione sana e attività fisica. Inoltre – ha concluso – è importante la continuità della cura». Sono circa 350 le nuove diagnosi di diabete all’anno, su 110-120 persone circa 7 o 8 hanno il diabete, inoltre su 3 persone con il diabete 1 non sa di averlo. 

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Vecchia, Rocchetti torna sui suoi passi

di MATTEO CECCACCI

Tutto come prima, l’allenatore del Civitavecchia Calcio 1920 rimane Andrea Rocchetti. L’ex tecnico degli Allievi Elite, dopo aver rassegnato le proprie dimissioni nella tarda serata di martedì, poi respinte poco dopo dai vertici societari, è tornato sui suoi passi. Giovedì, infatti, si è tenuta una stretta riunione privata tra il presidente Ivano Iacomelli, il dirigente responsabile Fabio Ceccacci e Rocchetti stesso. Una chiacchierata bella lunga che senza ombra di dubbio avrà fatto pensare molto a Rocchetti che alla fine ha deciso di rimanere il mister della prima squadra. Sicuramente non è stata una bella azione quella che ha fatto il tecnico mercoledì scorso, quando all’appuntamento con la squadra non si è presentato per affrontare la trasferta capitolina di Coppa Italia contro la Boreale Don Orione, poi persa 3-1 con Pasquale Oliviero in panchina, ma tutto questo ormai è passato e adesso è giusto pensare al presente e ai fatti che dovranno venire d’ora in poi. Domenica tra le mura amiche andrà in scena l’undicesima giornata di campionato contro il Campus Eur, una sfida da vincere a tutti i costi, perché gli eventuali tre punti saranno di fondamentale importanza, sia per l’intera rosa, che per il continuo di Andrea Rocchetti, anche se la società tiene a specificare che la partita non sarà determinante per il suo futuro. Ovviamente c’è da mettere in conto che una sconfitta potrebbe comunque far scaturire a Rocchetti il pensiero di dimettersi un’altra volta, con la speranza, però, che la società non gliele respinga nuovamente. Di certo, l’aria in casa nerazzurra non è delle migliori, si respira con fatica, con affanno, perché la crisi c’è e rimane, d’altronde i fatti parlano chiaro: la prima squadra della città è ultima in classifica e viene da sei ko consecutivi, considerando l’insuccesso in Coppa Italia.
Poi ci sarebbe da analizzare la questione Scorsini, con la Vecchia che cerca l’ex allenatore del Crecas mentre Rocchetti stava a un passo dall’addio, ma il club smentisce il tutto, con Scorsini, però, che mette tutte le carte in tavola mettendo in risalto con un comunicato la poca serietà della società che prima lo chiama fissandogli un appuntamento, ma poi fa un secondo squillo per annullare tutto.

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Scorsini: ''Mi avevano dato un  appuntamento per martedì sera, poi hanno annullato tutto''

di MATTEO CECCACCI

Sempre più confusione in casa Civitavecchia Calcio 1920.
Come se non siano bastate le dimissioni del tecnico Andrea Rocchetti, poi respinte dalla società, ci si è messa a peggiorare la situazione la questione Marco Scorsini. L’ex allenatore del Crecas Città di Palombara è stato nei giorni scorsi sotto i riflettori, peccato però che tutte le notizie riportate da alcune testate locali hanno fatto infuriare l’allenatore che ha voluto chiarire una volta per tutte la situazione.
QUI IL COMUNICATO DI MARCO SCORSINI: «In merito ad un articolo pubblicato nella giornata di ieri da una testata giornalistica locale, ho letto cose non vere che danneggiano pesantemente la mia immagine, soprattutto quando viene usato il mio nome in maniera priva di fondamento.
Non è assolutamente vero che nessuno del Civitavecchia Calcio mi ha mai contattato in questi giorni, perché martedì sera,  sono stato contattato dalla società per un appuntamento, ma poi lo stesso è stato disdetto con estrema confusione, poca chiarezza e giri di parole inutili, figli dell’attuale confusione che regna in società. In quanto alla mia presenza alla Cavaccia, dico che essendo libero per una crescita personale e professionale mi reco tutte le domeniche sui campi della regione, così come ho visto varie volte il Civitavecchia ho visto tante altre squadre e non capisco dove sia il problema. Auguro comunque al Civitavecchia Calcio le migliori fortune».

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Pincio: nel pomeriggio scatta il coprifuoco

CIVITAVECCHIA – Una situazione disarmante. Così il vice coordinatore di Forza Italia Emanuela Mari descrive quanto avviene quotidianamente al Pincio: dopo le 17 scatta il coprifuoco. Buio e nessuna possibilità di rimanere a giocare nel parco. 

"Lo stesso problema lo si ha su viale Lazio in zona Campo dell'Oro da oltre tre giorni – ha spiegato – abbiamo già provveduto a segnalare ad Enel da 3 giorni il guasto, ma a tutt'oggi non c'è stato alcun intervento. Il paradosso nasce quando da una parte si ospita sul proprio territorio la centrale a carbone più grande d'Europa e dall' altra parte non si riesce neanche a garantire il diritto allo svago dei nostri figli che alle 17 del pomeriggio non possono più giocare al parco di Palazzo del Pincio che dovrebbe essere la casa comunale. Speriamo di trovare soluzioni per evitare situazioni di pericolo che si vengono a trovare per il buio pesto in cui la città è finita".

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Vertenza Cfft: dalla Regione l'invito alla ragionevolezza

CIVITAVECCHIA – Non poteva non sbarcare anche alla commissione Trasporti ed infrastrutture in Regione, convocata ieri per discutere dei progetti di sviluppo del porto e della zona logistica semplificata, la vertenza legata allo scarico dei container. Vertenza esplosa ieri mattina, con la Maersk Northwood, la nave bananiera che sarebbe dovuta sbarcare a Civitavecchia, dirottata su decisione del cliente, Chiquita, a Livorno (nella foto), al Terminal Darsena Toscana, e con l'annullamento anche dell'attracco della prossima giornata. Finché non verrà sbrogliata la questione relativa al mancato accosto alla banchina 24, quella del Terminal Agroalimentare, i dirottamenti saranno certi. E Cfft dovrà provvedere sempre anche a pagare il trasporto via gomma della merce; in una giornata come ieri il costo è stato di 40mila euro, ma possono arrivare ad oltre 100mila euro quando sono a pieno carico. A quel punto non c'è nulla di guadagnato. Tutt'altro. Da qui la preoccupazione dei lavoratori della società italo belga per il proprio futuro: d'altronde Chiquita rappresenta da sola circa il 60% del lavoro. 

La preoccupazione è stata manifestata anche nel corso della commissione; in audizione il presidente dell'Adsp Francesco Maria Di Majo che, in apertura, ha affrontato per primo il problema dei container, alla luce di quanto accaduto in mattinata a Civitavecchia. Ha spiegato di aver esperito tutte le possibilità per far sì che venisse trovato un accordo commerciale tra Cfft e Rtc, la società che gestisce il terminal container alla banchina 25, dove da oggi devono necessariamente essere scaricati tutti i container che passano per il porto, compresi quelli delle banane. E sembrava che ad inizio ottobre le basi per raggiungere l'intesa ci fossero. Poi qualcosa è cambiato, in negativo. Ed ha anche sottolineato però come la proroga dell'ordinanza fino al pronunciamento nel merito del Tar del lazio, a giugno, non sia fattibile. Nonostante questo sia stato richiesto a gran voce da tutti, ieri, anche dai consiglieri presenti in commissione. "L'appello di tutti – ha spiegato Gino De Paolis, che aveva proprio richiesto l'audizione – è stato quello alla ragionevolezza e al buonsenso; perdendo traffici si rischia di vanificare quello che può essere poi lo sviluppo del porto e del territorio di cui abbiamo parlato in commissione".  

Il presidente di Unindustria Civitavecchia Stefano Cenci ha parlato di una situazione delicata e difficile da risolvere. "Da un lato ci sono pareri e regole – ha spiegato – dall'altro posti di lavoro da tutelare. La preoccupazione è tanta. Allo stesso tempo da un lato ci sono le emergenze contingenti, come questa vertenza, dall'altro delle opportunità che non bisogna perdere, come l'avvio della Zls: opportunità che, se fossero state realizzate uno o due anni fa, oggi avrebbero risolto tanti problemi. Oltre alla Zls c'è la Civitavecchia-Orte, il Marina Yachting, la darsena Grandi Masse, l'interporto giunto alla sua ottava asta, la ripartenza del cantiere ex Privilege Yard: se riuscissimo a far partire in fretta almeno uno di questi progetti, potrebbe fare da leva a tutti gli altri. Senza dimenticare le emergenze, che vanno però governate prima per non rischiare di venire governati da queste poi. Oggi occorre fare presto e non perdere tempo: Civitavecchia si trova tra Livorno e Napoli. Nel primo porto verrà realizzata la banchina Europa, con un investimento da oltre 1 miliardo di euro. A Napoli la zona economica speciale, che ha più vantaggi della Zls: se rimaniamo fermi a guardare rischiamo di essere inghiottiti". 

Intanto il segretario della Filt Cgil, alla luce di quanto emerso ieri in commissione, ha confermato che già oggi verranno aperte tutte le procedure per lo stato di agitazione, che porteranno a presidi – il primo già in concomitanza con il prossimo comitato di gestione portuale – e fino alla proclamazione dello sciopero. "Uno sciopero – ha spiegato Borgioni – per il quale cercheremo di coinvolgere tutto lo scalo, mettendo al centro il sistema porto".    

 

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Don Milani e Ranalli, Lecis: ''Chiusura dei plessi decisa senza confronto''

CIVITAVECCHIA – «La chiusura dei plessi scolastici ‘‘Don Milani’’ e ‘‘Ranalli’’ è stata decisa dalle istituzioni scolastiche, senza nessun confronto con gli uffi ci dell’edilizia scolastica e della Pubblica istruzione. Come referenti delle istituzioni, io e l’assessore Perrone, ma con noi tutti gli uffi ci, hanno saputo della chiusura solo una volta avvenuta». Sono le parole dell’assessore all’Istruzione Alessandra Lecis in merito ai disagi dei giorni scorsi alla materna della Don Milani, con tre classe chiuse a causa di allagamenti e problemi legati alla pioggia. Parole che lasciano qualche dubbio perché in un articolo uscito sul Messaggero di Civitavecchia mercoledì dichiarava «[…] gli alunni delle tre sezioni rimarranno a casa e da giovedì saranno accolti nelle sedi […]».

Comunque l’assessore Lecis prosegue: «Nonostante la decisione unilaterale presa all’ultimo momento – evidenzia – gli uffi ci si sono subito attivati per predisporre gli spostamenti e gli interventi di messa a norma, che comunque erano già partiti nei giorni precedenti la chiusura. Per la Don Milani – spiega la pentastellata – fi n da subito l’ufficio tecnico si è mosso per verificare le condizioni delle aule e per cercare di ripristinare la situazione. Purtroppo il maltempo non ci ha aiutato e fi no a quando la struttura non sarà completamente asciutta non si potrà procedere con il ripristino. Ricordiamo a tutta la cittadinanza che la scuola è stata da poco ristrutturata e le sezioni erano state tutte rinnovate».

E questo era proprio uno dei dubbi sollevati dai genitori, come si potessero presentare problemi del genere proprio vista la recente ristrutturazione, ma l’assessore Lecis rassicura: «Sarà quindi premura di questa amministrazione provvedere al ripristino nel più breve tempo possibile. Per quanto riguarda il plesso Ranalli, la modalità è stata la stessa: la decisione è stata presa autonomamente dal dirigente scolastico, nonostante i tecnici si siano recati il giorno stesso a verificare il danno ed a mettere in sicurezza il sito. Anche qui – conclude – contiamo di intervenire non appena la struttura di sarà asciugata».

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Il giovane allenatore Alessandro Crinò: ''Abbiamo ragazzi davvero promettenti''

Nuovo puntata della rubrica “A tu x tu con il Crc”, l’appuntamento fisso che mette in copertina i protagonisti dell’universo biancorosso. Mentre il Crc continua a correre spedito in serie B, anche le altre compagini giovanili stanno dando segnali di crescita importanti. Questa settimana il faccia a faccia è con Alessandro Crinò (nella foto di Rebecca Bartolini), coordinatore tecnico dell’Under 6-14 del Crc, allenatore dell’under 14, giocatore della serie B e infine responsabile regionale dell’under 14 Lazio.
Alessandro, oltre ad avere tutti questi incarichi legati al rugby, studia anche Agraria all’Università della Tuscia.
In che ordine mette le sue competenze e gli impegni che ha?
«La parte di allenatore è molto importante, sia da tecnico regionale che con il comitato, sia il ruolo a Civitavecchia. La parte universitaria, invece, mi può garantire un futuro quindi sta al primo posto, ma cerco di far conciliare tutto nel miglior modo possibile».
Dove e come inizia la sua formazione nel mondo del Rugby?
«Ho cominciato a 9 anni perché giocava anche mio cugino. Venivo dal volley e dal nuoto. Poi ho fatto le trafile, dalle giovanili alla prima squadra. Successivamente ho iniziato ad allenare, quest’ultimo è sempre stato un mio obiettivo».
Cosa insegna e cosa vuole dai ragazzi delle giovanili del Crc?
«Intanto il rugby è uno sport di squadra, uno dei valori fondamentali è quello del sostegno, in campo e fuori. Non si è solo compagni di squadra, si creano delle amicizie che durano nel tempo, una sorta di fratellanza. Lo stesso fatto che nel rugby bisogna avanzare passando palla all’indietro è un insegnamento grande per la vita, ti incita a non mollare e a continuare ad andare avanti nonostante le difficoltà».
Come vede i giovani del Crc? C’è una crescita oltre che dei numeri anche della qualità del gioco? Secondo te ci sono ragazzi che in prospettiva potranno giocare in serie B e magari, perchè no, anche in serie A?
«Si, il settore è cresciuto molto non solo dal punto di vista dei numeri. Abbiamo tanti ragazzi interessanti, a livello qualitativo è stato fatto un passo in avanti importante. La formazione che dobbiamo fare è per giocare in A, in Eccellenza, l’obiettivo deve essere sempre massimo. I traguardi devono essere ambiziosi, altrimenti i ragazzi non arriveranno molto lontano. Ci sono dei talenti che hanno la stoffa per diventare davvero bravi».
Una domanda da giocatore di serie B, c’è una percentuale che indichii per il Crc di passare nella serie superiore, con quali prospettive?
«Il gruppo è forte, ci sono innesti buoni. Abbiamo il 70% di possibilità di poter salire, ma dobbiamo sbrigarci a fare gruppo. La serie B è difficile, non bastano le individualità. È importante che riusciamo a creare un’identità solida. Le potenzialità per salire di categoria comunque ci sono tutte».

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