Depuratore Ostilia, Città Metropolitana: «Nessuna autorizzazione allo scarico»

di TONI MORETTI

CERVETERI – I consiglieri di opposizione Aldo De Angelis e Salvatore Orsomando, avendo dei dubbi circa la regolarità della procedura del riavvio del depuratore di Campo di Mare dopo l’avvenuto adeguamento manutentivo, operato dal comune in danno della società Ostilia che ne è proprietaria, producono  una richiesta avente per oggetto la  copia degli atti relativa alla autorizzazione allo scarico e/o certificazione similare rilasciata al Comune di Cerveteri per  l’avvenuto avvio del depuratore privato di Campo di  Mare. 
Il IV Dipartimento, Servizio 2  ‘‘Tutela Acque e Risorse Idriche’’  di Città Metropolitana, a firma del dirigente dottoressa Maria Zagari, così riscontra: «Si comunica che alla data odierna, lo scrivente servizio non ha rilasciato nessuna autorizzazione al comune di Cerveteri per lo scarico di acque reflue provenienti dal depuratore in oggetto, che è stato riavviato dal comune di Cerveteri con ordinanza contingibile e urgente per l’eliminazione dei rischi e la tutela della salute pubblica».
Il dirigente del Servizio sottolinea l’obbligo dell’unitarietà della gestione del servizio idrico integrato come stabilito dalla legge regionale, ed in questo caso il servizio dovrebbe essere affidato all’Acea Ato2. C’è da chiedersi allora, come mai questo corto circuito di competenze col depuratore di Campo di Mare?. All’Acea Ato2 spetta la gestione del servizio idrico integrato, e avrebbe dovuto prendere in carico tutto quanto esiste nel territorio di Cerveteri  relativo a reti idriche e fognarie, compresi i depuratori. 
Ma Acea, prende in carico dal comune, non certo da un privato, e l’anomalia è che a Campo di Mare, sia l’acquedotto che le reti fognarie, compreso il depuratore, sono di proprietà della società Ostilia che fino ad oggi non ha ottemperato alla manutenzione degli impianti, tanto che a Campo di Mare sta saltando tutto, e che non da segnali di voler provvedere. 
Il comune, a tutela della salute pubblica, interviene in danno, e bene fa, ma se non riesce a dare in carico all’Acea le reti e il depuratore perché non sono sue, perché non le acquisisce come ha fatto in forma solo temporanea per poter accedere al depuratore e ripararlo? 
A questo punto, si chiede sgomento De Angelis: «Sarà forse che così facendo si comprometterebbe il valore di una società già decotta che il comune e questa amministrazione di maggioranza sta tentando di salvare ad ogni costo con continue regalie che stanno sotto gli occhi di tutti? Forse se si provvedesse alle acquisizioni si aprirebbe un fronte che potrebbe prevedere anche l’acquisizione del lungomare, per esempio, e tanto altro ancora».

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Ubriaco a cavallo: sì al reato di guida in stato di ebbrezza

Già da tempo la Suprema Corte di cassazione aveva stabilito che la conduzione di una bicicletta da parte di un ciclista ubriaco costituisse…

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Camassa: «Commissione mista per verificare i carichi di lavoro»

di TONI MORETTI 

CERVETERI – Come stabilito, ieri mattina, intorno alle 10 circa, cominciano a radunarsi sotto il portone di quello che è stato l’ex palazzetto del consiglio comunale a Piazza Risorgimento, oggi sede dell’ufficio del sindaco e della sala Giunta, nonché di alti funzionari del comune, operatori ecologici della Camassa e della ASV, le due società che in ATI, gestiscono il servizio della raccolta dei rifiuti e provvedono al decoro urbano della città. Ben presto, circa una trentina,  si stringono intorno ai loro rappresentanti sindacali in attesa che una loro delegazione venisse chiamata per partecipare all’incontro convenuto con l’azienda e l’amministrazione comunale.  Quindi, nonostante il comunicato dell’ufficio stampa del comune avesse minimizzato quanto sarebbe avvenuto tralasciando di annunciare l’incontro con l’amministrazione e annunciando soltanto una assemblea sindacale, ieri mattina si scopre poi che la presenza copiosa degli operatori faceva da presidio e da supporto alla delegazione che avrebbe materialmente partecipato all’incontro, come nella migliore tradizione sindacale. Come era da immaginarsi, sul tavolo della discussione è stato subito lanciato il disagio delle maestranze per quanto riguarda  la carenza del personale in forza e di quelle persone che vengono utilizzate al bisogno, per periodi più o meno brevi utilizzando anche società interinali.  Quello che si è studiato oggi con l’amministrazione e l’azienda è un percorso di stabilizzazione lavorativo di queste persone che sono padri di famiglia, alle quali vengono chiesti sacrifici attraverso carichi di lavoro eccessivi e turnazioni pesanti. Si è parlato infatti anche della richiesta di turni notturni. Per tutto il carico di lavoro stabilito come necessario, il ruolo dell’amministrazione comunale come ha dichiarato al telefono il sindaco Pascucci: "Non può essere risolutivo ma di esercitare una forma di supporto, con tutte le maestranze, come d’altronde abbiamo sempre fatto, di quelle aziende che hanno vinto appalti con l’ente. Lo abbiamo fatto col trasporto pubblico, quando sono emerse delle criticità, lo facciamo da tempo con la Camassa e continueremo a farlo". Sta di fatto che se nell’arco della stagione estiva non si realizzerà, seguendo il percorso concordato con l’azienda, la stabilizzazione, ai primi di settembre si scenderà in sciopero.  Questo è quanto dichiarano i responsabili sindacali della  Cgil  Funzione Pubblica Nunzi, Fanelli e Meroldi  che sottolineano  anche quanto sia importante il ruolo della concordata commissione mista che esplorerà i percorsi delle attività e prenderà atto dei carichi di lavoro delle maestranze.  Pascucci dal canto suo: «Lo sciopero è un diritto dei lavoratori e se ritengono che siano stati lesi dei loro diritti, io sciopero con loro».  

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Cerveteri si iscrive all’anagrafe antifascista

di TONI MORETTI

CERVETERI – Quando durante il consiglio comunale di giovedì scorso si è arrivati al punto delle mozioni, ad un certo punto la maggioranza, nell’espressione del vice presidente del consiglio e consigliere comunale Anna Maria Costantini, porta a discussione la mozione, poi approvata, che impegni il comune ad iscriversi all’anagrafe antifascista adottando la Carta di Stazzema, condividendo così quanto enunciato e stabilito nel comune di Sant’Anna di Stazzema quando si costituì  il Parco Nazionale della Pace. 
Sinceramente occorre dire che si condivide e si apprezzano le motivazioni che hanno spinto i firmatari della mozione chiedendo che il comune intero, con la sua approvazione si definisse antifascista fino a certificarlo attraverso l’iscrizione ad un’anagrafe ad acta. Poi con laica razionalità, si riflette  su quanto timore riesce ancora ad incutere questa nostra parte scura se si avverte il bisogno di certificarne il contrario. 
Il fascismo, oggi ancor più che nel tempo in cui vigeva, è stato spacciato come movimento politico che vedeva strumentalmente le sue origini dalla rivolta degli agrari insidiati dai socialisti che volevano portar via loro le terre e si affidarono proprio ad un socialista, come si vede non è astrusa la teoria dei ricorsi storici, approfittando della sua personale sete di potere, per affermare l’estensione di quanto di più primordiale possa esserci in natura come istinto. Quello della forza, che permette la sopraffazione e quindi lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo attraverso un indiscriminato uso di un potere che andava a sostituire quello che Dio dava al Re. 
Ogni atto, fosse terrore, tortura, persecuzione, eliminazione fisica stessa, era giustificato per imporre quel sistema che garantiva un predominio che derivava semplicemente dal bisogno di un modo di pensare e di essere e quindi da una cultura. Trovare il modo di massificare questo pensiero, ha portato a guerre di protezione di confini e di razze, innaturali, in quanto occupiamo un globo composto da terra e da acqua, elementi indispensabili alla sopravvivenza di una sola specie, quella umana e,  in virtù di questo principio, quindi di tutti. Ha portato a discriminazioni, a delle mistificazioni che hanno cambiato il significato delle parole tanto da legittimare il furto derivato dallo sfruttamento,  come profitto e l’ammazzare per togliersi di torno chi ti è scomodo come atto di difesa  di un territorio, orinato agli angoli per segnarne i confini, come si usa nel mondo animale. 
Allora, chi così non è e fa parte della parte illuminata della mela, ha proprio bisogno di certificarlo? O al contrario ha bisogno di esprimerlo con azioni contrastanti, diverse, opposte ai loro metodi, imponendo la loro cultura, che vede nella tolleranza, nella solidarietà nell’inclusione, nell’equità, l’estensione del proprio modo d’essere? Non sarebbe meglio non cadere nella tentazione e di evitare, in posti di comando, di sposare autoritarismo e metodi irrispettosi verso quella democrazia tante volte citata nella mozione perché la linea di confine è quasi invisibile. 
Durante la discussione della mozione è il consigliere del PD Juri Marini che sottolinea  all’assemblea: «Questo atto sembra da parte della maggioranza voler esercitare in una forma illiberale quel ruolo di censori come espresso nei momenti altrettanto bui da coloro che oggi vengono definiti Sinistrati».

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Esame Dna: niente avviso al difensore se l’accertamento � ripetibile

Niente avviso del test del Dna sul mozzicone all'indagato e al difensore se l'analisi pu� essere reiterata. E' quanto ha stabilito la Seconda Sezione Penale…

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Anagrafe: problemi e disagi

CIVITAVECCHIA – Non saranno garantiti per la giornata di oggi i servizi al pubblico presso l’ufficio Anagrafe di Campo dell’Oro. Dalle 10 alle 12, infatti, è in programma un’assemblea sindacale dei dipendenti per affrontare una serie di criticità più volte lamentate e mettere, probabilmente, nero su bianco una serie di richieste da rivolgere all’amministrazione comunale. Richieste per il potenziamento dei servizi e del personale, considerati anche gli spostamenti di dipendenti effettuati e mai rimpiazzati, oltre ai pensionamenti. Considerato il clima che si è creato sulla vicenda ‘‘anagrafe’’, rsu e rls hanno richiesto per questa mattina anche la presenza della Polizia locale, onde evitare problemi. In questi giorni, in effetti, il clima è piuttosto caldo. Sono quotidiane le segnalazioni di cittadini che lamentano difficoltà soprattutto per il rinnovo o il rilascio di carte di identità: 30 persone di mattina e 20 nei pomeriggi di apertura, con lunghe file sotto il sole per riuscire a rientrare nel numero stabilito. «E pensare – spiega un cittadino – che il Ministero dell’Interno ha previsto anche un portale dove è possibile prenotare un appuntamento per fare la pratica di rinnovo senza file estenuanti. Ma la nostra Anagrafe cittadina non vi rientra. In più pagamento solo contanti perchè con il bancomat si incasina la quadratura di cassa giornaliera».

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Antincendio boschivo, nuova intesa

TARQUINIA – La campagna antincendio estiva nel litorale è ormai entrata nel vivo e l’Università Agraria di Tarquinia mantiene alta la guardia sul territorio. Novità di queste ore è l’importante intesa ‘’morale’’ siglata tra l’ente di via Garibaldi e l’associazione Volo Sportivo quale fondamentale supporto al monitoraggio dei boschi, grazie ad una già avviata collaborazione per l’avvistamento degli incendi dall’alto. “La campagna antincendio dell’Università Agraria di Tarquinia avrà un ‘occhio’ in più a supporto delle forze preposte alla lotta agli incendi boschivi, quali i Vigili del fuoco e la Protezione civile. – spiega Alessandro Sacripanti, consigliere delegato all’Antincendio –  Con il presidente Massimiliano Coppola dell’associazione ‘Volo sportivo’ abbiamo stabilito un’intesa importante a titolo volontario che avrà come obiettivo quello di segnalare alle autorità  competenti eventuali colonne di fumo o incendi avvistati dall’alto nel corso dei voli ordinari da loro effettuati per attività ambientale e di carattere scientifico”. 
“In questi giorni sul litorale – aggiunge Sacripanti – sono stati già svolti alcuni interventi per degli incendi di sterpaglie, fortunatamente subito domati grazie alla tempestività dei Vigili del fuoco e dei volontari dell’Aeopc e del gruppo comunale. Con il presidente Sergio Borzacchi e il vicepresidente Alberto Tosoni, molto attenti al tema, stiamo portando avanti una campagna di sensibilizzazione dell’Università Agraria sul territorio anche con dei manifesti, e questo programma operativo sarà un ulteriore importante tassello per la tutela ambientale del territorio boschivo dell’ente nel Comune di Tarquinia”. “Infatti, oltre alle forze già chiamate – continua Sacripanti –  anche le Guardie ittiche-venatorie dell’Anlc e Aipa dirette dal presidente Benedetto Natali, già impegnate per contrastare il bracconaggio e la pesca di frodo, saranno di supporto in caso di avvistamento di incendio o di colonne di fumo, e nel caso faranno immediata segnalazione alla Protezione civile o alle altre autorità competenti”. Dall’Università Agraria ricordano che per qualsiasi segnalazione si possono chiamare i seguenti numeri: 115 dei Vigili del fuoco e 803555 della Sala operativa di Protezione civile della Regione Lazio.

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Turismo, Serafini: ''Il Pd di Tarquinia cerca solo visibilità''

TARQUINIA – L’assessore al Turismo Pietro Serafini replica al consigliere d’opposizione Sandro Celli che nei giorni scorsi lo aveva criticato duramente sullo stato del settore in più fronti: dal sito Tarquinia turismo al box office dentro il porto di Civitavecchia, all’Infopoint. «Il Pd cerca visibilità – tuona il leader di Idea Sviluppo – travisando  fatti e circostanze frutto di errori del passato. In riferimento, quindi, alle affermazioni del consigliere Celli ed alle accuse prive di fondamento su eventuali inefficienze e carenze operative riguardo all’assistenza e all’informazione turistica, mi preme riferire che il sito internet Tarquiniaturismo subito dopo il nostro insediamento è stato oggetto di avvicendamento (programmato dalla precedente amministrazione),  da parte della ditta aggiudicataria del bando, per la gestione dell’Infopoint. Nell’avvio della nuova fase gestionale si è determinata una situazione paradossale, dovuta al fatto che il vecchio gestore ha rivendicato la paternità del sito ed altri titoli, lasciando al Comune un dominio vuoto. Di qui la necessità di impostare un nuovo ‘‘prodotto’’ di proprietà del Comune (presto online). Ovviamente la qualifica istituzionale del nuovo sito non permetterà di vendere pacchetti per i Comuni limitrofi come in passato, quando il centrosinistra avrebbe dovuto controllare». 
«La situazione interna al porto invece è assai più complessa – spiega Pietro Serafini – visto che il book office in concessione al Comune di Tarquinia è situato in una zona dove non c’è transito e quindi destinata a ricevere una disdetta dopo che sono state spese ingenti somme per l’arredamento e gli allestimenti. Le ore ovviamente saranno recuperate presso l’ufficio di Tarquinia. Durante questo primo anno di amministrazione, al porto abbiamo intensificato I trasporti e prodotto dei materiali nuovi per Port- mobility che fa front-office per i crocieristi. Questi mi hanno confermato che erano 5 anni che non vedevano nessuno da Tarquinia”.
“ In merito agli orari di apertura per l’Infopoint veramente siamo al ridicolo perché il bando (con durata triennale) lo ha prodotto proprio Celli che oggi pontifica ed addirittura propone di cambiare gli orari da lui stesso pensati. Comunque lo voglio rassicurare visto che dopo una settimana di studio attueremo dei nuovi criteri per le aperture dell’ufficio e forse proprio per questo ne avrebbe voluto rivendicare la paternità per avere un minimo di visibilità. Ecco quanto stabilito  da lunedì al venerdì sarà aperto dalle ore 9.00 alle 13.30 e dalle 15.30 alle 20.00 sabato orario continuato dalle 9.00 alle 20.00 domenica dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00. Ovviamente le ore di recupero verranno utilizzate in inverno dove le previsioni dello stesso Celli erano assai più riduttive”. 
Tra le critiche di Sandro Celli anche la troppa assenza dal Comune di Pietro Serafini che però replica: “In merito al mio impegno, posso assicurare che  da anni è totale per la mia città; certo, a differenza vostra, non mi piace occupare spesso le prime pagine del giornale. È finito il tempo di sbandierare che la politica deve essere un lavoro come insegnate nella sezione del PD. Il lavoro nobilita l’uomo è lo rende più vicino alle problematiche della gente. Infine comunico a  Celli e a tutti i cittadini che presso l’ufficio sono disponibili le statistiche degli accessi suddivisi per nazionalità sbandierate dallo stesso Celli ma mai realizzate. Queste, insieme a quelle del sito internet, consentiranno di studiare la strategia giusta per il futuro. Consiglio a Celli di fare una politica costruttiva e per qualsiasi cosa sono a disposizione solo così potremmo crescere insieme”.
 

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Scarico del carbone, il centrodestra scende in campo

CIVITAVECCHIA – "Siamo dalla parte dei lavoratori e di chi fa impresa vera. Se a qualcuno non sta bene, basta che lo dica. Pubblicamente". Il centrodestra unito entra nel dibattito scaturito dalla vertenza per lo scarico del carbone a Tvn. Forza Italia, Fratelli d'Italia, La Svolta, Forza Civitavecchia  e le liste civiche del centrodestra esprimono solidarietà ai lavoratori, "vere vittime della vertenza Enel esplosa in queste ore in città. Vedere vacillare una stabilità lavorativa, seppur garantita dal patto sociale stabilito dalla stessa azienda elettrica, di questi tempi è quanto di più nefasto possa accadere all’interno di una famiglia. C’è da dire però – hanno aggiunto – che la levata di scudi da parte di certe sigle sindacali ha più il sapore della difesa datoriale che di quella occupazionale. È chiaro che oggi le norme sulla distorta liberalizzazione del mercato, tanto care alla sinistra, debbano essere applicate su tutti, ma a partire da certi manager che contavano di operare in un regime di monopolio, facendosi scudo di lavoratori assunti con contratti “atipici”: che tradotto in termini brutali nient’altro è diventato che consenso in cambio di posti di lavoro. Davanti all’evidenza dei fatti non possiamo tradire i nostri valori liberali e abbandonare quanti lavorano all’interno di questo sistema malato, per noi, fin dall’inizio".

Secondo il centrodestra non ci possono essere più "monopoli né tanto meno posizioni di rendita da difendere. Le aziende che fino ad ora hanno lavorato in Italia in regime di monopolio, devono iniziare a fare i conti con la competitività e la professionalità del mercato moderno. Questa è l’unica garanzia – hanno aggiunto – per la crescita e di conseguenza per i loro lavoratori: vietato perciò strumentalizzarli con il terrorismo psicologico, senza dire loro la verità del perché siamo arrivati a questo punto, che il mercato non può essere condizionato per interessi personali e politici. Invece, salvaguardarli davvero. D’altronde stiamo parlando di una  una società che da anni gestisce la movimentazione del carbone di Tvn: senza aver fatto alcuna gara, solo tra il 2011 e il 2016 con Enel ha contato commesse per quasi 40 milioni di euro. A preoccuparsi, ora, siano perciò i vertici aziendali: sarà dura, per loro mantenere il privilegio quasi scontato sul terreno dei consensi, tema tanto caro ad un certa politica di sinistra. Torniamo a dirlo: noi del centrodestra restiamo e resteremo invece vicino ai lavoratori, vere vittime della situazione proprio alla luce di quanto abbiamo detto. Strumentalizzare il rischio occupazione, con lavoratori che guadagnano forse 1200 euro – hanno aggiunto – è il più meschino dei comportamenti. Crediamo invece nella validità del modello sociale europeo, nei valori sociali e liberali, che si basa sui principi inscindibili di efficienza economica, di giustizia sociale, di concorrenza e solidarietà, di responsabilità personale e di protezione sociale. Questi principi diventano più che mai pregnanti nella realtà locale. Siamo fortemente convinti che una sana e trasparente competizione sia sinonimo di occupazione, sviluppo e soprattutto benessere sociale. Ora la scelta da quale parte stare spetta ai due colossi industriali. Porto e Enel – hanno concluso – scegliere se cedere al ricatto camuffato da vertenza occupazionale, perpetrato da chi in questi anni ha sapientemente coltivato un potere fatto di  privilegi e prebende, oppure intraprendere la strada della trasparenza e della sana competizione, salvaguardando la professionalità degli occupati senza interessarsi di quella dei manager e dei voti da garantire loro".

 

 

 

 

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###