Icpl, il Comune farà parte del comitato dei creditori

CIVITAVECCHIA – Il giudice del Tribunale fallimentare oggi ha comunicato che il Comune farà parte del comitato dei creditori per quanto riguarda la vicenda Interporto (Icpl), insieme ad un rappresentante dei lavoratori, la signora Antonella Lucia, e Onif Finance srl in rappresentanza delle banche.

Il giudice ha dato anche il via libera all'esercizio provvisorio della struttura, nelle more dell'espletamento dell'ottava gara pubblica.

Il sindaco Antonio Cozzolino ha spiegato che l’obiettivo “che ormai perseguiamo da anni, è la tutela dei posti di lavoro ed il rilancio della struttura. Sono infatti convinto che la piattaforma logistica, una volta a regime, possa non solo garantire la continuità occupazionale alla forza lavoro attualmente impiegata, ma anzi aumentarne i numeri. Per questo auspico che la prossima evidenza pubblica trovi un positivo riscontro – prosegue il primo cittadino – in modo che il settore logistico della nostra città possa vivere un vero e concreto rilancio”.

Cozzolino ha aggiunto che verrà proposto un “nostro nome per la presidenza del comitato e saremo parte attiva nel comitato dei creditori – conclude – per fare quanto in nostra possibilità per la positiva conclusione della complicata vertenza da tutti i punti di vista".

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Di Majo rischia per la nomina di Conte

CIVITAVECCHIA – La nomina di Vincenzo Conte ad amministratore unico della Pas (Port Authority Security), la società che si occupa dei controlli ai varchi e delle banchine nell’ambito della sicurezza portuale, il cui socio unico è l’Autorityà di Sistema Portuale, è finita non solo in Procura della Repubblica, in seguito ad un esposto presentato nei giorni scorsi, ma anche all’Anac (l’Autorità Anticorruzione) e alla Direzione Porti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a cui è stato inviato il medesimo esposto già trasmesso a via Terme di Traiano.

Secondo quanto contenuto nell’esposto, infatti, la nomina sarebbe irregolare: Conte, infatti, è il direttore tecnico della società, di fatto un suo dipendente. Ed ai sensi del codice civile, come ribadito anche nel testo unico sulle società a partecipazione pubblica, la stessa persona non può essere contemporaneamente dipendente ed amministratore unico di una srl.

Si tratta di una causa di incompatibilità espressamente prevista dalla normativa vigente: l’amministratore/lavoratore, infatti, questa è la ratio della norma, deve risultare in concreto assoggetato ad un potere disciplinare direttivo esercitato da altri amministratori (come potrebbe essere nel caso di un consiglio di amministrazione in cui le deleghe relative al personale potrebbero essere conferite ad un componente diverso dal Presidente del Cda, qualora questi fosse anche dipendente dell’azienda). Pertanto, è pacifico che l’amministratore unico non possa essere anche lavoratore dipendente della società (come nel caso del direttore tecnico) non ravvisandosi in tal caso il vincolo di subordinazione e cumulandosi nella stessa persona il ruolo di controllore e controllato. Peraltro, a quanto pare, Conte non avrebbe dichiarato l’intenzione di dimettersi da direttore tecnico (ruolo per il quale percepisce oltre 200.000 euro annui), bensì la volontà di svolgere l’incarico di amministratore unico a titolo gratuito.

Una scelta, questa, che però non servirebbe a rimuovere l’oggettiva condizione di incompatibilità. Inoltre, qualora il vizio della nomina fosse riscontrato (e sarebbe interessante conoscere il parere del collegio dei revisori dei conti della società a questo proposito), sarebbe con ogni probabilità sanzionabile ai sensi della Legge Severino (trattandosi di una società inhouse di un ente pubblico) anche chi ha deciso e firmato la nomina in qualità di socio unico, ossia il presidente dell’Adsp Francesco Maria Di Majo, che in caso di applicazione della norma, potrebbe essere inibito ad effettuare altre nomine per almeno 3 mesi. 

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Mondo Convenienza, su Fb un post con i festeggiamenti di Viterbo. Lavoratori di  Tarquinia offesi: ''Di cattivo gusto''

TARQUINIA – Uno schiaffo a mano piena, l’ennesimo,  nei confronti dei 18 lavoratori che lo scorso 30 settembre hanno dovuto dire addio al punto vendita di Tarquinia targato Mondo Convenienza. A sollevarlo, il post, davvero poco felice, apparso sui social con il quale i lavoratori e l’azienda (Iris srl) esultano ad un anno dall’apertura del negozio di Viterbo, con tanto di foto di gruppo della festa, nella quale sono ritratti i dipendenti del punto vendita e il capo area manager sud, Giorgio Bonaventura, con quest’ultimo intento ad esibire con le dita il simbolo della vittoria.
Ancora una volta amareggiati i 18 lavoratori che erano impiegati a Tarquinia: “Mentre noi siamo ancora in trattativa con l’azienda e siamo tutti disperati per il nostro futuro – commentano i lavoratori – i nostri colleghi del negozio di Viterbo insieme al capo area festeggiano. Sono felici perché chiudendo Tarquinia le loro vendite sono inevitabilmente salite?!”. La foto è stata pubblicata anche sulla pagina Facebook di Mondo Convenienza, lasciando esterrefatti i 18 lavoratori in attesa di sapere gli esiti della trattativa con i sindacati. 
“Ad appena 9 giorni dalla chiusura di Tarquinia – aggiungono – la società festeggia il primo anno di apertura di Viterbo. Ora la domanda ci sorge spontanea: festeggiano per Viterbo o perché sono riusciti a far fuori 18 scomodi dipendenti di Tarquinia?”. Chiaro che le domande ironiche sono rivolte all’azienda: “I dipendenti non hanno alcuna colpa – dicono da Tarquinia – alcuni di loro li conosciamo e loro hanno tutto il diritto di essere felici e festeggiare, ma l’azienda  ci sorprende ancora per l’ennesima volta. L’area manager era da noi a comunicarci la chiusura, ed ha saputo della nostra disperazione. Noi ci abbiamo lasciato il cuore lì dentro quel negozio; oltre alla paura per il futuro la nostra disperazione è legata ad un sentimento personale. Quel segno di vittoria è di cattivo gusto. E inoltre, la Iris dice di non passarsela bene e poi partecipa ai festeggiamenti?”.

Intanto la gran parte dei lavoratori di Tarquinia attendono gli esiti del secondo incontro che Mondo Convenienza ha avuto ieri con il sindacato Ugl. Altri invece attendono la convocazione dell’ispettorato del lavoro per avviare un accordo in sede di conciliazione, dopo che i Cobas sono stati respinti dall’azienda. 
 

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Pas: un esposto sulla nomina dell'amministratore unico

CIVITAVECCHIA – Presunte illegittimità, vizi procedurali e criticità. Tutto messo nero su bianco in un esposto presentato nei giorni scorsi in Procura da parte di uno dei candidati a ricoprire l’incarico di amministratore unico della Port Authority Security srl. Professionista che aveva partecipato all’avviso di selezione pubblica per titoli sia nel 2017 che quest’anno. E già sotto questo aspetto è emersa la prima contraddizione: mentre nel 2018 il suo nome è stato escluso preliminarmente (a differenza di altri professionisti con un quadro simile), nel 2017 questo non era accaduto, seppur in presenza dello stesso curriculum, anzi forse con qualche esperienza professionale in più nell’ultimo anno. Diversi i punti che vengono contestati nel documento con il quale si chiede alla magistratura di disporre gli accertamenti per valutare eventuali profili di illeceità penale e, nel caso, individuare i possibili soggetti responsabili per procedere così nei loro confronti. Il nome del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Francesco Maria di Majo è ricorrente nell’esposto dove si evidenzia innanzitutto una possibile incompatibilità del numero uno di Molo Vespucci, autoproclamato presidente della commissione che ha provveduto a nominare l’amministratore di una società controllata dalla stessa Authority: e questo perché nel primo caso, tra i candidati, erano presenti un dipendente della Pas ed uno dell’Autorità di Sistema Portuale, mentre all’ultima selezione, quella del 2018, aveva partecipato un dipendente della stessa Pas. Motivi per il quale, secondo il professionista, il presidente Di Majo avrebbe dovuto astenersi obbligatoriamente dall’effettuare la selezione dell’amministratore unico. Criticata poi la decisione di scegliere, nel 2018, il dottor Andrea Rigoni per ricoprire l’incarico. Come sottolineato nell’esposto, infatti, il presidente Di Majo avrebbe posto in essere una condotta non conforme alle norme, lesiva di interessi pubblici e privati, favorendo la nomina di un soggetto che avrebbe avuto minori requisiti professionali rispetto al secondo candidato in ballo, per un compenso tra l’altro di circa 60mila euro per tre anni. Tra i due candidati in questione, infatti, ci sarebbe stata una differenza di oltre trenta anni in ambito professionale, surclassata da una dichiarata migliore conoscenza della lingua inglese, con Di Majo che avrebbe verbalizzato di aver preferito Rigoni per la sua esperienza nella gestione ed amministrazione societaria, aspetto non richiesto, però, tra i requisiti specifici. A questo si aggiungono una serie di problemi riscontrati al momento dell’accesso agli atti da parte del professionista che avrebbe riscontrato carenze e mancanza di documenti. Tutte questione, quindi, sottoposte all’attenzione della Procura affinché si possa far luce sulla vicenda.

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Mondo Convenienza, i lavoratori: ''Eravamo come una famiglia''

TARQUINIA – Importante incontro oggi pomeriggio a Civitavecchia presso la sede dell’Ugl, per discutere con la Iris srl di Mondo Convenienza, della chiusura del punto vendita di Tarquinia. Fari accesi sulla situazione dei 18 lavoratori, per lo più di Civitavecchia, che hanno ricevuto la comunicazione lo scorso 13 settembre come un fulmine a ciel sereno. Alcuni dipendenti sono stati raggiunti da una lettera di trasferimento in sedi al di fuori del Lazio, da Sassari alla Toscana, passando per l’Abruzzo e la Sicilia. Altri non hanno invece ricevuto alcuna comunicazione. Ad una sola dipendente è stato proposto il trasferimento nel Lazio, a Castel Romano, che però è costretta a rifiutare. 
La maggior parte dei lavoratori non è infatti nella condizione di poter accettare il trasferimento così lontano. «Mi sono fatta due conti e con una sede di lavoro a 150 chilometri di distanza non ci rientro, quindi non posso accettare», spiega la ex responsabile del negozio di Tarquinia. Accetterà un nuovo ricollocamento, invece, una coppia; entrambi sono dipendenti di Mondo Convenienz e si trasferiranno nella nuova sede in via di definizione, con i due figli.
Nell’attesa di più chiare notizie dall’azienda, che forse scaturiranno dall’incontro di oggi, resta l’amarezza dei lavoratori, espressa domenica sera dopo la chiusura del negozio. «Siamo nel caos più totale.
 – ha detto una dipendente – A me non è arrivata alcuna lettera. Ancora non si sa come questa storia andrà a finire. Questo è il nostro stato d’animo, perché non sappiamo nulla; siamo in balià delle onde. L’unica cosa che ci fa piacere è la solidarietà della gente. Ci hanno dato più loro che tutto il resto. Tante sono le domande e poche sono le risposte. Ci auguriamo che l’incontro con il sindacato possa aiutare a fare chiarezza. Non è soltanto un danno economico, ma anche morale, per noi questa era una seconda famiglia. Sono venti anni che sono a servizio con Mondo Convenienza; siamo entrati con dei valori e loro si sono persi per la strada». Difficile la situazione per una mamma di una bambina disabile. 
«Sono la mamma di una bimba disabile – ha spiegato – e sono stata trasferita a Sassari; ovviamente non posso accettare, perché la bambina è perfettamente inserita in un contesto che non posso modificare. Io sono separata e il papà della bambina mi aiuta a gestire la situazione il sabato e la domenica. Quindi io non ho la possibilità di lavorare a tempo pieno; ho le ore scandite dalla bambina, dai suoi impegni e dalle terapie. Il mio lavoro è stato costruito ad hoc. Erano 25 anni che lavoravo con Mondo Convenienza. Lavorando part time gestivo il mio tempo». Unanime il sentimento di amarezza nei confronti di un’azienda che ha comunicato la chiusura all’improvviso. «Ci hanno detto che non siamo più produttivi e non rientriamo nel loro badget. – dice la donna – L’unica proposta che ci hanno fatto è fuori dal Lazio. Io oltre i 50 chilometri di distanza non posso andare. Per me potrebbe andare bene Viterbo o le porte di Roma, ma pare che non ci sia questa possibilità. Come mamma di una figlia disabile non avrei mai potuto pensare di avere questo trattamento da un proprietario con il quale abbiamo condiviso le basi del primo negozio, di questa attività. Ha sempre avuto una grande umanità, quindi mi appello a questo. Noi siamo cresciute con lui, quello che è Mondo Convenienza oggi  lo abbiamo realizzato noi, noi lavoratori più anziani. Quindi non ci aspettavamo una tale fine. Il negozio, peraltro, ultimamente stava andando abbastanza bene; avevamo un nuovo direttore, stavamo riemergendo con le vendite, avevamo anche fatto dei lavori sul tetto. E quindi sembravamo in crescita. Il nuovo direttore ci aveva aiutato, eravamo i primi a livello di determinate vendite e performance. Siamo caduti dalle nuvole». 
Da Tarquinia la solidarietà ai lavoratori è stata espressa da diversi ex amministratori comunali e dai rappresentanti dell’Università Agraria, come il vicepresidente Alberto Tosoni che ha auspicato proprio maggiore chiarezza da parte dell’azienda:  «Esprimo solidarietà ai lavoratori e alle loro famiglie. Chiediamo a Mondo Convenienza di farci sapere cosa farà nella struttura di Tarquinia. Nessuno ancora sa nulla. Vogliamo capire se ci sarà il proseguimento di un’attività e se ci sarà la possibilità di reintegrare il personale in loco».

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Chiusura Mondo Convenienza, domani l’incontro con l’Ugl

TARQUINIA – Un incontro fissato per domani pomeriggio per comprendere quali misure intende mettere in atto l’azienda. È quanto annuncia la responsabile confederale dell’Ugl Civitavecchia, Fabiana Attig, delegata a trattare l’intera vicenda riguardante le lavoratrici di Iris srl, Mondo Convenienza.
«Ringrazio tutte le forze politiche che da subito hanno alzato il livello di attenzione su questa anomala vicenda – afferma Fabiana Attig – che vede protagonista ancora una volta il famoso marchio di Mondo Convenienza. È del tutto evidente che, come organizzazione sindacale, prima di ogni intervento pubblico abbiamo inteso acquisire tutte le dovute informazioni per dare i migliori consigli, tesi a tranquillizzare tutte le lavoratrici  lasciate in balia dei molteplici annunci aziendali. Il sit in spontaneo di domenica ne è la prova. Chiedere per le vie brevi a delle lavoratrici  madri e mogli, radicate nel territorio di trasferirsi a Verona piuttosto che a Sassari o in altre regioni del nord Italia, non è certo un bel  biglietto da visita. Argomenti questi che respingiamo tassativamente». «Non esistono al momento comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive, che possano avallare tale comportamento – prosegue la responsabile dell’Ugl – Non sussistono neppure le condizioni per applicare tali scelte. Ricordiamo che per tali drastiche procedure occorrono almeno 70 giorni di preavviso. Non  soltanto l’impresa è (obbligata) ad attivare la procedura, coinvolgendo le organizzazioni sindacali». «In particolare – spiega la Attig – deve specificare quali sono i motivi che hanno condotto alla decisione di dare corso ad eventuali licenziamenti e soprattutto per quali ragioni ritiene impossibile utilizzare strumenti diversi da quelli del licenziamento o trasferimento di azienda dei lavoratori fuori dalla provincia di Roma e di Viterbo, ovviamente includendo la regione Lazio». 
Non avendo ricevuto alcuna di queste comunicazioni, l’Ugl di Civitavecchia rappresentata da Fabiana Attig  e l’Ugl Terziario di Viterbo con Massimo Basile hanno convocato l’azienda per domani alle 16,30 presso la sede di Civitavecchia, al fine di «comprendere quali misure intende mettere in atto l’azienda per eliminare o ridurre l’impatto  sociale che deriva dalla ulteriore possibilità di perdita di posti di  lavoro, elemento fondamentale nelle ipotesi in cui si dovesse arrivare ad un licenziamento collettivo.  E l’outlet di Civitavecchia ne è la prova.  Ma questa è tutta un’altra partita e la Iris srl e il famoso marchio di  Mondo Convenienza dovranno dare delle più che valide e convincenti  argomentazioni». 
 

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Italcementi, Frascarelli: ''Un milione di euro di lavori a un ditta di Bergamo''

CIVITAVECCHIA – «Un milione di euro di lavori affidati ad un’azienda di Bergamo, la Longhi srl». A lanciare l’allarme è il vice coordinatore locale di Forza Italia Giancarlo Frascarelli che torna sulla vicenda ‘‘Italcementi’’e sui lavori dello smantellamento dell’area. «Avevamo cercato di sensibilizzare la politica tutta per cercare di spronarla a ragionare con quest’azienda tedesca – ha spiegato l’azzurro – perché il sentore era che stessero per iniziare i lavori di smantellamento e dai rumors e dalle aziende che si erano rivolte a noi l’azienda non aveva avuto alcuna intenzione a interpellare il mondo del lavoro del nostro comprensorio, le nostre aziende cittadine che hanno le carte in regola per poter effettuare lo stesso lavoro che oggi – ha incalzato Frascarelli – sta svolgendo, ha affisso qui il cartello che indica l’inizio dei lavori, una srl: un’azienda di Bergamo. Quest’azienda ha preso in carico un bellissimo appalto per l’importo complessivo di 1 milione di euro».

Frascarelli si rivolge al Sindaco che aveva rassicurato sul fatto che avesse sensibilizzato l’azienda a prendere in considerazione le imprese locali. L’azzurro chiede a Cozzolino se le aziende non dovessero essere tutelate «da lei che è il primo cittadino, da lei che è l’unico soggetto che ragione con la ex Italcementi, perché – prosegue il vice coordinatore – mi dicono che ci sono stati anche incontri addirittura in Germania allora chiediamo a lei, quale garanzia ha dato alle aziende locali se questo milione di euro lo incasserà, guadagnerà e porterà probabilmente nella propria città un’azienda di Bergamo, la Lombi srl? C’è crisi – ha tuonato Frascarelli – e quando si sa che inizia dopo tanti anni lo smantellamento dell’ex Italcementi io credo che la politica tutta si debba interrogare, impegnare e battere i pugni sul tavolo per portare lavoro nella nostra città e nel nostro comprensorio».

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Porto-Fs: si chiude un’epoca

CIVITAVECCHIA – Si sono conclusi nelle scorse settimane i lavori previsti per la rimozione dello storico ponte di imbarco 1 Civitavecchia – Golfo Aranci e per la riqualificazione della zona delle ex Ferrovie dello Stato, ad opera dell’impresa Segi S.p.A. che ha deciso di avvalersi sul posto della ditta civitavecchiese Sportiello srl. Il ponte venne fatto costruire attorno agli anni ‘50 dalla società a Messina e trasferito a Civitavecchia proprio a bordo delle navi traghetto Fs, montato tra il 1957 ed il 1960 dalla Sportiello, la stessa storica azienda che lo ha smantellato. 
«Ci tenevo a fare il punto della situazione e dare un aggiornamento – spiega il presidente Francesco Maria di Majo – sulla conclusione dei lavori di rimozione dell’invaso e sulla riqualificazione dell’intera area dell’ex ferrovie dello stato. La ditta incaricata da Rfi ha fatto un ottimo lavoro riconsegnando all’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, un’area pulita ed in ordine e, soprattutto, nel rispetto del cronoprogramma». 
I lavori hanno interessato anche la bonifica dei serbatoi interrati presenti che erano collegati direttamente con l’ex deposito costiero presente nell’area di “Largo della Pace”. «Questo intervento – spiegano da Molo Vespucci – si inserisce tra quelle operazioni programmate dall’AdSP per rendere l’ambito del porto storico e l’accesso di “Varco Vespucci”, sempre più orientato ad accogliere attività dedicate al diportismo e ai servizi ad esso collegati, con eliminazione di quelle servitù che risultavano ambientalmente impattanti per la loro vicinanza al centro cittadino». Si chiude quindi un’epoca, segnata dallo stretto rapporto tra lo scalo cittadino e le Ferrovie. 

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Tarquinia, torna a splendere la Tomba degli Scudi  

TARQUINIA – Rinasce la Tomba degli Scudi, gioiello artistico del IV secolo a. C. nella Necropoli etrusca dei Monterozzi di Tarquinia, sito nominato nel 2004 Patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco insieme alla necropoli di Cerveteri.

I dipinti murali e le rare epigrafi in lingua etrusca che decorano questo importante sepolcro gentilizio di età ellenistica sono tornati a splendere grazie a un complesso restauro durato due anni, che ha interessato la camera centrale della sepoltura e che ha permesso di renderla periodicamente fruibile al pubblico, dopo decenni di chiusura.

Nel 2014 la tomba che celebra le virtù e il rango dei Velcha, raffigurando il momento della partenza del defunto verso l’oltretomba e il banchetto funebre cui partecipano idealmente tutti i membri della famiglia, è stata votata da 5.681 persone in occasione della settima edizione de ‘‘I Luoghi del Cuore’’, il censimento dei luoghi italiani da non dimenticare promosso dal FAI – Fondo Ambiente Italiano in collaborazione con Intesa Sanpaolo. 
Un gesto d’amore collettivo che ha acceso i riflettori su questo luogo dal valore speciale per la comprensione della cultura e della lingua etrusche ma che versava da anni in precario stato di conservazione, tanto da essere inaccessibile. Grazie ai tanti voti ricevuti dal Fai a favore della Tomba degli Scudi, infatti, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, sotto la cui tutela ricade il bene, ha potuto partecipare al bando per la selezione degli interventi che la Fondazione promuove dopo ogni edizione del censimento e ricevere un contributo ‘‘I Luoghi del Cuore’’ di 24.500 euro per il restauro della camera centrale, bisognosa di cure. Le sue pareti riccamente dipinte presentavano numerose problematiche legate soprattutto all’alterazione del delicato equilibrio climatico: l’intonaco, molto friabile, tendeva a staccarsi dalla parete, su tutta la superficie erano presenti patine bianche di diversa natura e consistenza – in buona parte veli di carbonato di calcio prodotti da diversi tipi di batteri – oltre a chiazze di umidità e a diffuse macchie nere dovute ad alcune specie di funghi.

L’intervento di restauro.Il restauro – cominciato nell’estate 2016 e realizzato da Maria Cristina Tomassetti e Chiara Arrighi sotto la supervisione della Soprintendenza – ha permesso di salvare l’apparato pittorico ancora esistente della camera centrale della tomba e di riportare alla luce figure, iscrizioni e dettagli mai visti prima. L’intervento è stato realizzato con la modalità del “cantiere aperto”: la tomba è stata infatti resa fruibile al pubblico in corso d’opera grazie ad alcune visite guidate straordinarie a cura della Delegazione FAI di Viterbo per raccontare le fasi del recupero e le tecniche utilizzate. I lavori sono iniziati con un trattamento biocida a tomba sigillata, volto a eliminare le colonie di microrganismi presenti. Si è poi proceduto alla pulitura, al consolidamento dell’intonaco e al fissaggio della pellicola pittorica, a cui è seguita l’integrazione delle molte zone ormai prive di pittura, attraverso stuccature accurate e puntuali con cui è stato possibile perseguire una finalità conservativa e, allo stesso tempo, restituire leggibilità alle scene dipinte. Sono stati infine rimossi i vecchi componenti del primo impianto elettrico e, con essi, gli elementi in legno e i riempimenti in cemento messi in opera per fissarli. In corso di restauro particolare attenzione è stata inoltre riservata al mantenimento del delicato microclima della tomba, riducendo al minimo il numero di operatori presenti ogni giorno, tenendo chiusa la porta di ingresso e utilizzando tute impermeabili e corpi illuminanti a Led per non produrre un aumento della temperatura. 
L’intervento, che ha interessato le quattro pareti della camera centrale della Tomba – raccontato attraverso un video storytelling affidato dal FAI ai due documentaristi Gustav Hofer e Luca Ragazzi – è stato reso possibile grazie al contributo I Luoghi del Cuore e al cofinanziamento della Soprintendenza, a cui si sono aggiunti altri piccoli contributi ricevuti da partner locali: Isam srl, Ditech srl, Pottino & Pottino Avvocati Associati, Enza Zaden Italia srl, Lyons Club Tarquinia. Inoltre Skylab ha curato un progetto di comunicazione multimediale, ancora in fase di sviluppo.

Prossimi passi. Concluso il recupero della camera centrale – che è l’ambiente più importante della tomba – per completare il restauro della sepoltura rimangono da fare altri lavori sul soffitto, sulla camera di fondo – quella decorata con gli scudi da cui la tomba prende il nome – e sui due piccoli ambienti laterali, privi di decorazioni. L’auspicio è che l’intervento realizzato grazie al contributo I Luoghi del Cuore e reso possibile grazie alla collaborazione virtuosa tra pubblico e privato rappresenti un traino per il reperimento di altri fondi, anche tramite il portale Art Bonus. Nel frattempo, la collaborazione tra FAI e Soprintendenza continuerà nell’ottica di permettere periodicamente la fruizione pubblica di questo luogo eccezionale (le prossime aperture – a cura della Delegazione FAI di Viterbo – sono in programma per domenica 30 settembre e sabato 27 ottobre), ma situato al di fuori del perimetro di visita della Necropoli dei Monterozzi.  Inoltre, il Comune di Tarquinia ha stanziato un contributo destinato a una pubblicazione sulla Tomba degli Scudi e sui restauri, attualmente in fase di preparazione.  Il Comune di Tarquinia si è anche impegnato a garantire lo sfalcio della vegetazione intorno alla Tomba, contribuendo in tal modo a rendere possibili le future aperture del bene al pubblico.
 

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Appalto pulizie, Attig: ''Gravi irregolarità a danno dei lavoratori''

CIVITAVECCHIA – “I lavoratori messi a rischio epidemiologico, da parte di una sedicente referente di cantiere della Scala Enterprise. Assunta a 20 ore settimanali a Napoli come semplice addetta alle pulizie, ma stranamente timbra il cartellino presso il comune di Civitavecchia come ogni lavoratore, con la sola differenza che anziché fare 20 ore settimanali ne fa 40”.

Lo dichiara il responsabile confederale Ugl Civitavecchia – sede Utl di Roma – Fabiana Attig che torna ad intervenire sulla problematica vicenda legata all’appalto pulizie. Ennesimo grido dall’allarme del sindacato che spiega di non “aver mai ricevuto alcuna comunicazione da parte della Scala Enterprese di un trasferimento di cantiere di una dipendente dalla Regione Campania al comune di Civitavecchia. Né tanto meno – continua dura – ha fatto alcuna trattativa per l’incremento delle ore di questa lavoratrice, che tutto fa tranne che lavorare come addetta alle pulizie. Impartisce ordini di servizio – tuona – dispone del personale a suo uso e consumo violando tutte le regole e le norme contrattuali come quando ha obbligato alcuni lavoratori a svolgere compiti non rientranti nell’appalto”.

Grave quanto segnalato dal sindacato che spiega come tra i lavori svolti ci sarebbe “la rimozione di notevoli quantità di guano di piccione nei locali della Fiumaretta, sotto gli occhi anche del Rup che immaginiamo abbia ignorato anche il conseguente smaltimento, avvenuto senza le dovute attrezzature e la profilassi che si conviene, in quanto rifiuto speciale. Non soltanto – continua dura Attig – fatto ancor più grave è che la Scala Enterprise, sempre attraverso la sua referente di cantiere, molto in sintonia con gli uffici comunali, utilizza personale e ore dell’appalto del comune di Civitavecchia per altri lavori extra, come ad esempio per la pulizia e lo sgrosso di plessi Scolastici non appartenenti all’appalto stesso, nonostante il Sindaco, il Rup e il delegato al lavoro siano stati prontamente messi a conoscenza già da diversi mesi. Visto il silenzio assordante L’Ugl denuncia pubblicamente questo comportamento indecoroso e illegale. Lavoratori appartenenti all’appalto delle pulizie – aggiunge la sindacalista – del comune di Civitavecchia, vengono utilizzati, senza contratto, senza copertura assicurativa e senza retribuzione per lavori che il Comune affida alla Scala Enterprise al di fuori dell’appalto delle pulizie. Come ad esempio la scuola elementare Gianni Rodari, nei mesi passati oggetto di atti vandalici e tutte le scuole cittadine, che sono state Seggio per le recenti votazioni del 4 Marzo 2018, pulite dal personale della Scala Enterprise srl, già impiegate per l’appalto delle pulizie e portierato dello stesso Comune. Non solo gli stessi lavoratori durante il periodo elettorale – dichiara Attig – sono stati mandati a consegnare le schede elettorali presso la Prefettura di Roma con mezzi della protezione civile. Sebbene a più rate abbiamo denunciato tali comportamenti al sindaco Cozzolino non ha mai inteso dare spiegazioni alla scrivente, né chiederle alla Scala Enterprece”.

Per Attig quanto verificato fino ad ora, “con l’ennesimo sgrosso delle scuole per l’imminente apertura, è già oggetto di una denuncia. Così come sarà oggetto di denuncia a difesa di tutti i lavoratori coinvolti, la mancata ripartizione delle ore che non gli sono state attribuite, ma che al contrario sono state utilizzate dalla Sacla Enterprise per profitto diverso dal loro impiego. Un utilizzo – conclude Attig – questo potrebbe aver procurato un danno economico al Comune stesso in quanto ente, e un indebito vantaggio alla Scala Enterprise. Per questi e ad altri motivi l’Ugl ha già avviato tutto l’iter prontamente documentato al fine che chi si è reso complice di tale comportamento venga punito e allontanato”.

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