Csp cerca nuovi farmacisti

CIVITAVECCHIA – La Csp Srl ha indetto una selezione pubblica finalizzata alla formazione di una graduatoria da cui attingere per assunzioni con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato o a tempo determinato, a tempo pieno o part-time, per sostituzioni e/o supplenze di farmacisti collaboratori, da inquadrare nel livello 1 del vigente CCNL Assofarm da destinare alle farmacie comunali gestite dalla società Civitavecchia Servizi Pubblici Srl.

Per poter essere ammessi al presente concorso, gli aspiranti devono essere in possesso, alla data di scadenza del termine utile per la presentazione della domanda di ammissione, dei seguenti titoli: aver conseguito la laurea in Farmacia o Chimica e Tecnologia farmaceutica (per i titoli conseguiti all’estero è richiesta l’avvenuta emissione, nei termini di scadenza del presente bando, dell’apposito provvedimento di riconoscimento da parte delle autorità competenti), essere in possesso dell’abilitazione all’esercizio della professione e l'iscrizione all’Ordine Professionale dei farmacisti, con indicazione della posizione di iscrizione. La domanda per l’ammissione, redatta in carta semplice preferibilmente secondo lo schema allegato al presente bando e debitamente sottoscritta in forma non autenticata, dovrà pervenire in busta chiusa e sigillata all’Ufficio Protocollo sito in via Terme di Traiano, 42-Civitavecchia (orario di apertura lunedì-mercoledì-venerdì dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e martedì-giovedì dalle ore 15.00 alle ore 17.00, tel. 0766/23667, fax 0766/371987), a pena di non ammissione entro il termine perentorio delle ore 12 del giorno 20 dicembre 2018.

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Perello: ''Lavoratori utilizzati per siti che non rientrano nell’appalto''

CIVITAVECCHIA – “Qualche ora fa è stata fatta recapitare a tutti i gruppi politici una lettera “denuncia” da parte della capofila Ati Sgm, indirizzata anche all’Anac, che senza troppi raggiri, accusa il Comune e la sua consociata Scale Enterprise, che da settembre 2018 lo stesso Comune ha emesso un buono d’ordine 1623 a favore della Scale Enterprise, per lavori urgenti di pulizia nella scuola di Don Milani e che a tutt’oggi tali attività si siano estese per altre scuole della città, come ad esempio il nido di Campo dell’oro, il nido dell’Uliveto e forse anche altre”.

Lo dichiara il consigliere comunale de La Svolta Daniele Perello che lancia l’ennesimo grido di allarme per quanto riguarda l’appalto pulizie e portierato del comune di Civitavecchia. Lavori urgenti per cui “sono addirittura stati emessi degli ordini di servizio verso i lavoratori, i quali vengono spostati dal Comune verso queste scuole con una turnazione ben chiara: Tutti i giorni da lunedì a venerdì dalle 14 alle 17, qualche volta anche fino alle 18. Affidamento questo – continua duro Perello – che la capofila Ati denuncia come danno e abuso nei suoi confronti, in quanto di tutto quello avvenuto è stato fatto senza che la stessa ne fosse obbligatoriamente informata così come previsto dal decreto legislativo 50-2016 articolo 48 comma 15”.

Perello promette affidamenti da parte sua e del gruppo che “rappresento in consiglio comunale approfondire tale irregolarità amministrativa, che per come è stata dettagliatamente rappresentata la questione, potrebbe divenire una violazione di carattere illecito. Una questione che obbligatoriamente – tuona il consigliere d’opposizione – ci porta ad approfondire l’intera vicenda ascoltando anche i lavoratori per conoscere le condizioni a cui sono sottoposti. Non vi è dubbio che le continue denunce da parte di un sindacato, sul presunto danno arrecato ai lavoratori e alle lavoratrici dell’appalto di pulizie e portierato del Comune, non erano poi tanto infondate. E certamente non riconducibili a semplici schermaglie sindacali. In qualità di consigliere rimango basito dal silenzio dall’inerzia del Comune e degli uffici che di certo non potevano non sapere. Nessuno ha mai smentito quanto veniva denunciato, né il Sindaco, né il  delegato al lavoro Francesco Fortunato, che anzi, nei giorni scorsi dopo aver partecipato ad un incontro con la società Scala Enterprice srl – conclude duro – affermava  di aver risolto l’annoso problema delle ore da restituire ai lavoratori e che addirittura per la pulizia delle scuole venivano  erogate altre 200 ore in più. Quindi qualcuno sapeva ma non ha fatto nulla". 

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Appalto pulizie, Perello: ''Lavoratori utilizzati per siti che non rientrano nell’appalto''

CIVITAVECCHIA – “Qualche ora fa è stata fatta recapitare a tutti i gruppi politici una lettera “denuncia” da parte della capofila Ati Sgm, indirizzata anche all’Anac, che senza troppi raggiri, accusa il Comune e la sua consociata Scale Enterprise, che da settembre 2018 lo stesso Comune ha emesso un buono d’ordine 1623 a favore della Scale Enterprise, per lavori urgenti di pulizia nella scuola di Don Milani e che a tutt’oggi tali attività si siano estese per altre scuole della città, come ad esempio il nido di Campo dell’oro, il nido dell’Uliveto e forse anche altre”.

Lo dichiara il consigliere comunale de La Svolta Daniele Perello che lancia l’ennesimo grido di allarme per quanto riguarda l’appalto pulizie e portierato del comune di Civitavecchia. Lavori urgenti per cui “sono addirittura stati emessi degli ordini di servizio verso i lavoratori, i quali vengono spostati dal Comune verso queste scuole con una turnazione ben chiara: Tutti i giorni da lunedì a venerdì dalle 14 alle 17, qualche volta anche fino alle 18. Affidamento questo – continua duro Perello – che la capofila Ati denuncia come danno e abuso nei suoi confronti, in quanto di tutto quello avvenuto è stato fatto senza che la stessa ne fosse obbligatoriamente informata così come previsto dal decreto legislativo 50-2016 articolo 48 comma 15”.

Perello promette affidamenti da parte sua e del gruppo che “rappresento in consiglio comunale approfondire tale irregolarità amministrativa, che per come è stata dettagliatamente rappresentata la questione, potrebbe divenire una violazione di carattere illecito. Una questione che obbligatoriamente – tuona il consigliere d’opposizione – ci porta ad approfondire l’intera vicenda ascoltando anche i lavoratori per conoscere le condizioni a cui sono sottoposti. Non vi è dubbio che le continue denunce da parte di un sindacato, sul presunto danno arrecato ai lavoratori e alle lavoratrici dell’appalto di pulizie e portierato del Comune, non erano poi tanto infondate. E certamente non riconducibili a semplici schermaglie sindacali. In qualità di consigliere rimango basito dal silenzio dall’inerzia del Comune e degli uffici che di certo non potevano non sapere. Nessuno ha mai smentito quanto veniva denunciato, né il Sindaco, né il  delegato al lavoro Francesco Fortunato, che anzi, nei giorni scorsi dopo aver partecipato ad un incontro con la società Scala Enterprice srl – conclude duro – affermava  di aver risolto l’annoso problema delle ore da restituire ai lavoratori e che addirittura per la pulizia delle scuole venivano  erogate altre 200 ore in più. Quindi qualcuno sapeva ma non ha fatto nulla". 

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Porto: Rampelli interroga il Ministro

CIVITAVECCHIA – Dopo quella relativa al caso Cfft-Rtc, il parlamentare di Fratelli d’Italia Fabio Rampelli ha presentato una nuova interrogazione a risposta scritta indirizzata al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli. Questa volta al centro del documento c’è la gestione portuale targata Di Majo. Anzi, il vicepresidente della Camera chiede proprio al Ministro se non ritenga “necessario e urgente adottare le iniziative di competenza per provvedere alla revoca dell'incarico di presidente dell'Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centro-Settentrionale all'avvocato Francesco Maria Di Majo”. E si chiede quali siano i titoli che hanno motivato l’affidamento dell’incarico all’attuale numero uno dell’ente e se questi siano stati opportunamente valutati. Perché questa volta a finire nel mirino è direttamente il presidente Di Majo, dal momento che “dal suo insediamento, avvenuto nel novembre del 2016, il porto di Civitavecchia è precipitato in una crisi occupazionale e dei traffici senza precedenti”.

L’onorevole Rampelli ha elencato una serie di problemi e criticità, a partire proprio dalla vertenza legata allo scarico dei container, con richieste di risarcimento danni milionarie annunciate da entrambi i soggetti in causa. E poi la questione TotalErg, con il presidente Di Majo “che non è riuscito ad assolvere l'espresso mandato ricevuto dal proprio comitato di gestione per chiudere una trattativa con Totalerg spa e Raffineria di Roma Spa, e ha portato il bilancio dell'ente – si legge – al rischio di default tecnico, fatto che, ad avviso dell'interrogante, impedirà all'Autorità di sistema portuale di accedere al mutuo Bei di 195 milioni di euro destinato allo sviluppo del network”.

C’è poi il problema legato ai rapporti tesi tra Pincio ed Authority, con l’ente portuale che “ha interrotto ogni rapporto con il Comune di Civitavecchia, appellando la sentenza del Tar – scrive Rampelli – che dava ragione all'ente locale sulla validità dell'accordo stipulato dal presidente Monti. È in atto la distruzione progressiva della Port Authority Security srl (PAS): la nomina dell'attuale amministratore unico della Pas è al vaglio della procura della Repubblica di Civitavecchia perché sulla procedura di selezione è stato presentato un esposto che contesta la partecipazione del presidente Di Majo alla commissione di valutazione, nonostante la sua incompatibilità, da lui smentita, in quanto alle selezioni partecipavano un dipendente dell'Adsp e uno della Pas. Sul bilancio della società – si legge ancora – pesano consulenze ed incarichi assegnati sotto la presidenza di Di Majo per centinaia di migliaia di euro, nonché i costi del direttore tecnico, il dottor Conte, assunto nel febbraio 2018 con uno stipendio di oltre 200 mila euro annui, e sul cui curriculum sono state rilevate criticità, e ora nominato anche amministratore unico della Pas con quella che appare all'interrogante una palese ed inaccettabile duplicazione di ruoli. Sarebbero state inoltre rilevate criticità sotto la presidenza Di Majo in merito all'affidamento di consulenze ed incarichi legali. L'opacità che, a giudizio dell'interrogante, sta connotando la gestione amministrativa dell'Adsp durante il mandato del presidente Di Majo, il default tecnico dell'ente e l'incremento del contenzioso amministrativo, non possono – secondo l’onorevole Rampelli – non configurare elementi di valutazione in ordine alla idoneità dell'Avvocato Di Majo a ricoprire l'incarico di presidente dell'Adsp”.

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Il caso licenziamenti al museo sarà sottoposto all’attenzione del ministro

TARQUINIA – Il caso dei 18 licenziamenti per i dipendenti dei musei di Tarquinia e Cerveteri sarà sottoposto anche all’attenzione del ministro Gian Marco  Centinaio oggi a Tarquinia in occasione dell’incontro dibattito organizzato per le 19 dalla Lega Lazio presso la sala del consiglio comunale su Agricoltura e Turismo. A chiedere di interessare il ministro , che prenderà parte anche al taglio del nastro inaugurale per la sede locale della Lega, sono stati gli stessi lavoratori di Tarquinia fortemente preoccupati per il loro futuro.   «Faccio parte di un gruppo di  18 lavoratori addetti alle biglietterie del Polo Museale di Tarquinia e Cerveteri. – ha dichiarato uno dei lavoratori – Fino ad ora il servizio è stato appaltato alla Società Etruria Musei srl ma con l’arrivo della nuova sovraintendente del Polo museale, Edith Gabrielli, sono iniziati alcuni problemi culminati con la notizia prima ufficiosa e poi ufficiale che la signora Gabrielli, a causa di problemi con la società appaltatrice  Etruria Musei, non intende rinnovare l’appalto». Una notizia che desta forte preoccupazione tra i lavoratori delle due strutture. «La soluzione trovata dalla Gabrielli non è stata di dare l’appalto ad un’altra società e garantire il lavoro a 18 persone – denuncia un lavoratore – ma di non rinnovare l’appalto e far svolgere il servizio ai custodi dipendenti del Ministero e mettere in mezzo alla strada 18 persone, molte di queste monoreddito». A rischio sarebbero gli addetti alle biglietterie, bar e bookshop del Polo museale: 10 di Tarquinia e 8 di Cerveteri.

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Il caso licenziamenti al museo sarà sottoposto all’attenzione del ministro

TARQUINIA – Il caso dei 18 licenziamenti per i dipendenti dei musei di Tarquinia e Cerveteri sarà sottoposto anche all’attenzione del ministro Gian Marco  Centinaio oggi a Tarquinia in occasione dell’incontro dibattito organizzato per le 19 dalla Lega Lazio presso la sala del consiglio comunale su Agricoltura e Turismo. A chiedere di interessare il ministro , che prenderà parte anche al taglio del nastro inaugurale per la sede locale della Lega, sono stati gli stessi lavoratori di Tarquinia fortemente preoccupati per il loro futuro.   «Faccio parte di un gruppo di  18 lavoratori addetti alle biglietterie del Polo Museale di Tarquinia e Cerveteri. – ha dichiarato uno dei lavoratori – Fino ad ora il servizio è stato appaltato alla Società Etruria Musei srl ma con l’arrivo della nuova sovraintendente del Polo museale, Edith Gabrielli, sono iniziati alcuni problemi culminati con la notizia prima ufficiosa e poi ufficiale che la signora Gabrielli, a causa di problemi con la società appaltatrice  Etruria Musei, non intende rinnovare l’appalto». Una notizia che desta forte preoccupazione tra i lavoratori delle due strutture. «La soluzione trovata dalla Gabrielli non è stata di dare l’appalto ad un’altra società e garantire il lavoro a 18 persone – denuncia un lavoratore – ma di non rinnovare l’appalto e far svolgere il servizio ai custodi dipendenti del Ministero e mettere in mezzo alla strada 18 persone, molte di queste monoreddito». A rischio sarebbero gli addetti alle biglietterie, bar e bookshop del Polo museale: 10 di Tarquinia e 8 di Cerveteri.

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L'Ausiliaria approvata all’unanimità

di TONI MORETTI

CERVETERI – Continua senza tregua il lavoro di indagine e di denuncia  dei consiglieri per “passione”, questo è il termine co il quale da qualche tempo si identificano, Aldo De Angelis e Salvatore Orsomando.  Delle undici interrogazioni  con richiesta di risposta scritta, presentate a Sindaco e giunta con l’auspicio di ricevere la risposta richiesta in tempi ragionevoli, cosa sulla quale non contano, delle quali due,, sono particolarmente intriganti. La prima si riferisce ad una determina regionale del settembre 2018  con termine retroattivo  che una volta applicata genererà un aumento dal 2009, delle tariffe di conferimento dei rifiuti presso l’impianto Tmb Ecologia Viterbo Srl quello stesso impianto utilizzato dal Comune di Cerveteri sin dal 2014 per conferire parte dei suoi rifiuti. «Una determina che è una vera è propria bomba ad orologeria  – sostengono i due consiglieri – che sta passando, nel silenzio più assoluto di questa Amministrazione, sopra le teste dei cittadini e che probabilmente scoppierà dritta, dritta nelle tasche dei nostri concittadini che saranno costretti a pagare un presunto quanto sostanzioso aumento della TARI. Che dire poi se scopriamo che l’attore principale della suddetta determina è la Soc. Ecologia Viterbo srl, azienda del settore rifiuti che, a quanto ci risulta, è stata probabilmente coinvolta in una maxi inchiesta per milioni di euro, a seguito della quale circa 123 comuni, fruitori dei suoi servizi, sembra si siano costituiti parte civile in un procedimento a suo carico tra cui vi dovrebbe essere anche il Comune di Cerveteri ma di cui non si trova traccia in merito e, quindi, non si sa se il Comune ha fatto gli interessi dei cittadini costituendosi parte civile o no” Tanto nell’interrogazione si chiede a Sindaco e giunta. Il comune di Cerveteri ha tutelato i suoi interessi costituendosi parte civile insieme agli altri comuni contro le pretese della Ecologia Viterbo s.r.l.?»
Si erano proposti, i due di discuterne in consiglio comunale, ma questa non è stata ammessa. Sono state ammesse invece quella  sull’Ausiliaria, riguardante l’eventuale richiesta alla difesa di personale militare in riserva  a costo zero per eventualmente integrare il personale dell’ente, approvata all’unanimità con commenti lusinghieri per i suoi contenuti propositivi e quella riguardante l’ordinanza rifiuti, bocciata ma con una sorte di riserva tanto che già da subito, appena terminato il consiglio comunale, nella serata i due consiglieri, De Angelis e Orsomando, diffondono una nota nella quale esprimono soddisfazione per la loro mozione in questione in quanto un risultato lo ha ottenuto. L’amministrazione, infatti, ha convocato infatti per il 22 novembre un incontro con tutti i commercianti della città per approfondire il sistema di raccolta porta a porta dedicato alle utenze non domestiche. «Come dire – sostengono i due – vi bocciamo la vostra mozione con la quale avete richiesto di attivarci per trovare una soluzione alla problematica dell’indifferenziato nelle utenze non domestiche (supermercati, ristorazione, etc.), per gli orari di esposizione e ritiro dei contenitori, tenendo conto degli orari di chiusura delle medesime utenze, l’esposizione dei rifiuti in sacchetti trasparenti nel rispetto della protezione dei dati personali e la fornitura gratuita agli utenti di Cerveteri dei sacchi biocompostabili per la raccolta rifiuti “porta a porta”, etc.,  ma facciamo tesoro delle vostre osservazioni che ci avete rappresentato e “sfruttiamo” il vostro lavoro pur non riconoscendolo».
Una seconda interrogazione riguarda lo spazio ludico comunale a Valcanneto dove pur non essendoci traccia documentale di nessun affidamento, concessione o convenzione a privati, una certa persona, che sembra faccia parte del comitato di zona, incasserebbe danaro per l’organizzazione nell’area di feste per bambini. Anche qui, i consiglieri per passione, intendono vederci chiaro e giurano che non molleranno.

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Csp, Ugl: ''Restituisca la giornata e rispetti gli impegni''

CIVITAVECCHIA – “La Csp persevera nel comportamento antisindacale. Restituisca da subito la giornata trattenuta a Tutti i lavoratori e rispetti gli impegni assunti dal Sindaco per gli “ex Italcementi”. Categorica la responsabile confederale Ugl Civitavecchia sede Utl di Roma Fabiana Attig che torna ad incalzare la Civitavecchia servizi pubblici. Secondo la sindacalista, infatti le condizioni “sono radicalmente mutate nell’ultimo anno e mezzo in spregio alle esigenze che portarono alla firma dell’accordo del maggio 2017. La riduzione della retribuzione – tuona Attig – non può più trovare applicazione soprattutto perché la società ha provveduto arbitrariamente alla modifica di profili professionali, in totale assenze di logiche di confronto e di condivisione. Assistiamo a proclami politici da parte del Sindaco Cozzolino, di nuove assunzioni per il servizio di raccolta differenziata, senza alcuna smentita pubblica da parte della stessa Csp. L’azienda ha sempre sostenuto di avere esuberi e lo stesso De Leva supportato da uno stuolo di consulenti profumatamente pagati, ne ha fatto uno strumento di trattativa durante il passaggio tra la Holding Hcs e Csp. Oggi apprendiamo sempre fuori dalle relazioni industriali, che tali esuberi non ci sono più. Forse per giustificare in futuro molto prossimo, magari a ridosso delle elezioni, le tanto sbandierate assunzioni del porta a porta. Bene l’Ugl ne è felicissima anzi auspica che tutto ciò si possa realizzare, anche da subito. A patto che il Sindaco e i suoi vari delegati alle partecipate mantengano fede agli accordi. Come quello del 2015 che Cozzolino ha sottoscritto in Regione Lazio.  Un impegno – prosegue Attig – che vede l’assunzione dei 20 lavoratori della Italcementi all’interno della Csp. Sarebbe un atto dovuto da parte del Sindaco, dopo la presa in giro propinata agli stessi lavoratori della loro mancata ricollocazione, nella mascherata bonifica ambientale dell’ex cementificio, che ha visto l’impiego di una società di Trento che ha utilizzato tutto personale del nord”.

Altro problema è il fatto che attualmente sono al lavoro persone “che hanno raggiunto da tempo i requisiti per la pensione ed ai quali non viene risolto il contratto di lavoro, come previsto dalla Legge, parliamo di dipendenti nati nel 1952 e 1953, che dovrebbero essere già in quiescenza da mesi (se non anni). Nonostante – continua dura Attig – questo enorme risparmio a portata di mano, l’azienda continua nella sua azione arbitraria di sperequazione di trattamento tra i dipendenti. Aumento delle ore ma non tra tutti i dipendenti aventi diritto, trattenimento della giornata di retribuzioni in alcuni casi anche due non in maniera omogenea”.

Una situazione che non può continuare secondo la sindacalista. “L’Ugl diffida la Csp a risolvere unilateralmente i contratti di chi ha raggiunto il trattamento pensionistico (sui 67enni e sui 65enni con 41 anni di contributi non ci sono dubbi) e a ripristinare, a seguito dei risparmi, la normale retribuzione a tutti gli altri dipendenti esclusi dalle decisioni arbitrarie della società a partire dalla prossima mensilità di (novembre 2018).

I lavoratori, ormai, hanno fatto ampiamente la loro parte di sacrificio negli ultimi 18 mesi, così come previsto dall’accordo del maggio 2017. Cosa che – conclude Attig – francamente non si può dire da parte della Csp SRL, che ha totalmente disatteso quanto previsto dall’accordo stesso”.

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La gestione Di Majo nel mirino di Perello

CIVITAVECCHIA – "La vertenza Cfft apre un altro spaccato sociale pesantissimo in città. Il rischio di perdere un gruppo come Chiquita, storico nel porto di Civitavecchia, apre un confronto ed una riflessione da farsi su ciò che è stato fatto ed abbiamo fatto in porto sia logisticamente che politicamente da quel piano regolatore del 2003 approvato in consiglio comunale, fino ad oggi". 

Un intervento fiume, quello del consigliere della Svolta Daniele Perello, pronto a trasformarsi in un atto di indirizzo concreto. "L'assenza della politica comunale da parte del sindaco Cozzolino e la reazione sorpresa e incredula dell'attuale presidente di Majo – ha aggiunto – devono aprire una discussione sul suo mandato e sui mandati di una certa parte politica appartenente al Pd su questo terrirorio". 

Ed elenca dodici criticità che hanno caratterizzato, finora, la gestione Di Majo sull'ente portuale. Si parte dal "mancato intervento su Enel", consentendo alla Spa elettrica "in contrasto con quanto disposto dalla Legge 84/94, di bandire una gara pubblica per l’individuazione dell’impresa portuale da adibire alle operazioni di scarico del carbone, consentendo ad Enel – ha aggiunto – di trarne un risparmio dal ribasso di asta, a danno delle imprese e dell’occupazione locale. Poi la nomina irregolare ed illegittima dell’amministratore unico della Pas srl, società inhouse dell’Adsp, per la quale il presidente Di Majo ha ritenuto di nominare come amministratore unico con pieni poteri una figura già assunta, con altro bando a sua volta oggetto di esposti e contestazioni, come direttore tecnico della società, con il compenso di circa 230.000 euro lordi all’anno. L’ulteriore nomina pone la figura del direttore tecnico dipendente della Pas srl, al tempo stesso amministratore unico e legale rappresentante della stessa società, in evidente situazione di incompatibilità, coincidendo il ruolo ed i poteri del controllato con quelli del datore di lavoro e del controllore. Peraltro, qualora venisse accertata l’irregolarità della nomina, il Presidente dell’Adsp andrebbe sanzionato con l’inibizione temporanea dal potere di nomina, ai sensi della Legge Severino. Sempre sulla medesima società partecipata dall'Adsp apprendiamo dalla stampa che è in corso una indagine della Procura della Repubblica di Civitavecchia che mira ad accertare ipotesi di abusi da parte degli amministratori della Pas ed omissioni di controlli da parte di dirigenti e in ultima analisi dello stesso presidente dell'Adsp". A ciò si aggiunte, ancora, la perdita di traffici e, probabilmente, di posti di lavoro, come sta avvenendo per il caso della Cfft: le prime due navi sono state dirottate su Livorno, "con gravi danni economici e di immagine per il porto – ha spiegato Perello – e le aziende coinvolte. Peraltro, come affermato dallo stesso Di Majo, il presidente dell'Adsp si è avvalso per definire l'ordinanza di una commissione consultiva di cui ha chiamato a far parte i rappresentanti di altri tre porti concorrenti, tra cui un dirigente livornese. E forse non è un caso se le 140mila tonnellate annue di banane Chiquita sono finite a Livorno". E ancora il rischio concreto di esporre l’ente a numerosi contenziosi derivanti da cause del lavoro già annunciate da numerosi dipendenti dell’Adsp a causa delle successive riorganizzazioni interne dell’ente, condotte in diversi casi senza il preventivo accordo con le organizzazioni sindacali, il calo complessivo dei traffici del porto di Civitavecchia registrato nel 2017, quando il tonnellaggio complessivo, rispetto al 2016, è diminuito dello 0,4%, con la perdita, a beneficio del porto di Gioia Tauro, dell’importantissimo traffico delle autovetture Fca prodotte a Melfi e destinate negli Usa e in altri paesi esteri. E poi il ritiro di importanti investitori sul porto di Civitavecchia, "come ad esempio il gruppo Gavio, concessionario della Darsena Energetico Grandi Masse, la cui concessione – ha aggiunto – è stata dichiarata decaduta. Lo stesso Gruppo Gavio ha aperto un contenzioso con l'ente chiedendo la restituzione di circa 30 milioni di euro. Il blocco di iniziative di crescita e di sviluppo degli altri due porti del Network, Fiumicino e Gaeta, il rischio concreto ed attuale di default a causa della cosiddetta vicenda TotalErg, per la quale il giudice amministrativo ha nominato un commissario ad acta. Considerato che, come risulta dalle statistiche dei traffici dell’ADSP pubblicate da Assoporti nell’anno 2017 il network dei porti di Civitavecchia-Fiumicino-Gaeta ha movimentato circa 10 milioni di tonnellate di rinfuse liquide (oli minerali) e carbone e ritenuto che sarebbe stato necessario riproporre l’aumento dell’aliquota della tassa, con la sopra descritta adeguata motivazione, per circa 1 euro a tonnellata, risulta del tutto evidente come la immotivata mancanza di iniziativa da parte del Presidente dell’ADSP abbia causato all’ente un mancato introito di circa 10 milioni di euro, nel solo anno 2017". Perello ha poi parlato di un'amministrazione dell'ente "politicizzata", citando la partecipazione del presidente Di Majo "alla campagna elettorale del governatore del Pd Nicola Zingaretti e della consigliera regionale Marietta Tidei. Attualmente Di Majo secondo quanto si apprende dalla stampa si sta adoperando per sostenere politicamente il candidato Bruno Astorre nelle elezioni per il congresso del Partito Democratico, consentendo anche l'inserimento in lista della propria addetta stampa – ha aggiunto – con la quale, sebbene sia priva dei necessari titoli professionali e della necessaria esperienza, ha sostituito il precedente capo dell'ufficio stampa, dipendente dell'ente, perché consigliere comunale non della stessa parte politica di Di Majo. Il presidente Di Majo – ha poi aggiunto – nonostante l'ente abbia in cassa accantonati, come risulta dal bilancio, oltre 40 milioni di euro, si è rifiutato per motivi politici, di pagare all'amministrazione M5S del Comune di Civitavecchia i 2 milioni annui previsti dal protocollo d'intesa sottoscritto dal precedente Presidente". E infine "la presunta mancanza di parte dei requisiti dichiarati al momento della nomina a presidente dall’avv. Di Majo, visto il curriculum vitae presentato dall'avv. Francesco Maria di Majo per la selezione dei candidati alla presidenza delle Autorità di Sistema Portuale istiuite con il D.Lgs. 169/2016, in cui si fa riferimento, per la “comprovata esperienza e qualificazione professionale nei settori dell'economia dei trasporti e portuale” quali requisiti soggettivi richiesti dall'art 10. del predetto D.Lgs. 169/2016 per essere nominati Presidente di Adsp, ad una collaborazione a progetto con la Presidenza del Consiglio dei Ministri “per la finalizzazione di uno studio sulla riforma del settore portuale” richiesto dal Dipe (Dipartimento Programmazione e Coordinamento Politica Economica della PdCM)". Per questo il consigliere della Svolta chiede che vengano valutate le dichiarazioni dell'Avv. Di Majo contenute nel suo curriculum vitae, e l'effettiva avvenuta collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e se comunque la semplice partecipazione, in qualità di consulente a progetto di un soggetto terzo, finalizzata allo studio sulla riforma portuale, "costituisca o meno requisito di “comprovata esperienza e qualificazione professionale nei settori dell'economia dei trasporti e portuale”, richiesto per la nomina a Presidente di Autorità di Sistema Portuale". 

Perello chiede quindi di verificare se "l’inerzia del Presidente e le azioni descritte possano costituire colpa grave da cui siano derivati o possano derivare danni all’ente. Qualora fosse confermata la mancanza del requisito di “comprovata esperienza” alla base della nomina a Presidente, già oggetto di una interrogazione parlamentare a cui ancora non è stata data risposta – ha sottolineato – se non ritenga, il Ministro Toninelli, di aprire un procedimento amministrativo per valutare in sede di istruttoria se si configurino elementi di mala gestio dell’ente tali da renderne necessario l'immediato commissariamento".

Il consigliere della Svolta si è detto quindi pronto a raccogliere tutto questo all'interno di una mozione – interrogazione in Consiglio Comunale, provvedendo a protocollarla poi nelle opportune sedi superiori. 

"Nell'interesse della comunità che rappresentiamo – ha concluso – va riconosciuta ciò che è la storia della città per capire cosa sarà. Questo non deve portare né a nostalgie nè a ritorni a passati già conosciuti, bensì alla possibilità di individuare chi meritocraticamente già conosce questo territorio e abbia la volontà di scommetterci per competenze e visioni. I porti nella storia d'Italia sono la ricchezza e lo sviluppo commerciale e sociale di una comunità  e Civitavecchia, negli ultimi anni, si sta spegnendo lentamente sotto ogni settore". 

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