S. Marinella a caccia della prima vittoria

Per la seconda giornata del campionato di serie B femminile, il Santa Marinella Basket sarà impegnato questa sera alle 18 al pallone tensostatico di via Respighi ad Aprilia. Il quintetto locale, dopo la sconfitta subita domenica scorsa contro il S.Raffaele per 51 a 63, punta a portare via i due punti alle tirreniche che a loro volta sono uscite battute nel confronto interno con lo Smit Roma per 46 a 52. Una sfida dunque tra le ultime in classifica che potrebbe trasformarsi in una sorta di gara di rilancio per chi dovesse incamerare l’intera posta in palio.

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Fondi Prusst: la "resa dei conti" domani a Capodimonte

CIVITAVECCHIA – Le Scuderie Farnesiane del comune di Capodimonte ospiteranno domani la decima giornata di studi sulle risorse e prospettive della Tuscia, promossa dall’ufficio consortile interregionale della Tuscia. Una sorta di “resa dei conti”, in vista del termine per l'utilizzo dei fondi residui messi a disposizione nel 2014 dal Ministero previsto per il 31 dicembre. Si andrà infatti a fare il punto sullo stato di avanzamento delle opere pubbliche finanziate attraverso il Prusst nei 14 comuni di Lazio, Toscana ed Umbria, valutando idee per il futuro e proposte.  “Una giornata importante – ha commentato il direttore generale dell’ufficio, l’architetto Francesco Correnti – si renderà conto dell’utilizzo dei 2,4 milioni messi a disposizione. Un momento prezioso, tanto più in questa situazione contingente, per uno scambio di idee e per la concertazione su nuovi programmi comuni e la sinergia nella costruzione di un cammino innovativo. Un'occasione piacevole per ritrovarsi tra colleghi ed amici con cui si sono progettate e realizzate iniziative entusiasmanti. Per quanto riguarda Civitavecchia abbiamo recuperato, insieme all’assessore all’Urbanistica Alessandro Ceccarelli, la questione relativa alla rotatoria di Porta Tarquinia, superando i problemi che erano sorti. C’è poi il progetto della Galleria Calamatta”.

E proprio Civitavecchia avrà un importante spazio nel corso della giornata. Innanzitutto con l’intervento della professoressa Francesca Romana Stasolla, sull'accordo di collaborazione per le indagini sul Campanile di San Giulio/Sant'Egidio (nella foto) propedeutiche alla soluzione del problema della sua tutela e valorizzazione, e sugli studi relativi alla città medievale di Leopoli Cencelle e quelli sui resti di Aquae Tauri. Sarà poi allestita la mostra “L’anima di Civitavecchia, tra la torre quadrata della Rocca ed il campanile di Santa Maria” curata dallo stesso architetto Correnti. E ancora l’interessante intervento dell’architetto Danilo Di Gennaro su “Il caso Italcementi: una buona occasione di rigenerazione urbana”. Infine l’intervento dell’assessore Ceccarelli che, insieme agli altri responsabili dei 14 comuni interessati dal Prusst, illustrerà l’utilizzo dei fondi che, per Civitavecchia, hanno riguardato e riguardano tre interventi su  beni di interesse storico-artistico e ricostituzione del Centro documentazione urbanistica.

“Un seminario molto utile – ha concluso Correnti – anche per la formazione e l'aggiornamento professionale sulle buone pratiche sperimentate in un comprensorio così vasto e con tanti enti pubblici e soggetti privati”.

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«Non sono potature ma capitozzature»

LADISPOLI – Finalmente gli alberi del viale si rifanno il look, riportando alla luce i pali dell'illuminazione pubblica oscurati dalle foglie, ma è subito polemica. La potatura così come realizzata dalla società incaricata va contro il regolamento comunale. Non si tratterebbe infatti di una ''normale'' potatura ma di una capitozzatura: vengono cioè tagliati rami e foglie riducendo l'albero a una sorta di palo informe. A puntare i riflettori su questa vicenda, nella speranza di ''salvare'' il resto degli alberi del viale e soprattutto quelli della città in generale, è il Movimento 5 Stelle. « ''Su tutte le alberature di proprietà pubblica è vietata l'operazione di capitozzatura'', questo recita il regolamento comunale per la tutela del verde e delle alberature (deliberazione del consiglio comunale n.35/1999 e n. 81/2001) in vigore a Ladispoli. Quella della capitozzatura – spiegano i grillini è è una pratica che ormai tutte le società ed enti che si occupano di gestione del verde di città considerano dannosa per le piante e pericolosa per la città, in quanto favoriscono una ricrescita di rami e branche dalla minore stabilità e a più facile schianto». Per il 5 Stelle, dunque, questa operazione è utile «solo all'amministrazione comunale» che così «non deve ripetere le potature tutti gli anni (viste le condizioni in cui vengono lasciati gli alberi, ci metteranno moltissimo tempo per creare una fronda fluente). Tutto questo a discapito della stabilità dell'albero – hanno aggiunto dal Movimento 5 Stelle – e, va detto, dell'estetica del viale, senza contare la notevole quantità di pulviscolo di legno che vola per la città. Credevamo che questa mala gestione delle alberature di città fosse terminata con l'amministrazione Paliotta, invece dobbiamo constatare che la Grando amministrazione continua a scimmiottare le cattive prassi dei suoi predecessori».

Per il 5 Stelle dunque l'operazione di potatura che si sta portando avanti in questi giorni deve essere bloccata subito. Anzi, il Sindaco e l'Assessore ai Lavori Pubblici dovrebbero prendere «provvedimenti nei confronti della ditta che ha fatto l'intervento e nei confronti del funzionario che ha autorizzato il taglio».

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Sinistra a Tarquinia, un’assemblea per capire se vivere o morire

TARQUINIA – Un punto di arrivo o un punto di partenza. O  la sinistra si ritrova e costruisce un progetto o altrimenti il risultato sarà quello già visto all’Università Agraria: il nulla. Così Piero Rosati e compagni hanno presentato ieri mattina l’appuntamento di giovedì prossimo 11 ottobre alle 17,30 quando tutti i cittadini che si sentono appartenere dal punto di vista politico e culturale al campo della sinistra potranno riunirsi e iniziare a dialogare per costruire un percorso che li condurrà fino alle elezioni di maggio. “L’assemblea – ha spiegato Piero Rosati – rappresenta un porto da cui partire o a cui arrivare. Se c’è partecipazione e se emerge la voglia forte si comincerà a costruire un percorso ‘per  arrivare alle prossime elezioni comunali con una lista e un candidato”. 
Di certo è un “contenitore e non il mezzo”:  “Noi organizzatori di questa assemblea non abbiamo intenzione di candidarci. – hanno ribadito all’unisono – Noi siamo solo lo strumento attraverso il quale vorremmo costruire il percorso di aggregazione della sinistra. Faremo tutti un passo indietro nel momento in cui questo campo prenderà gambe. Noi da parte nostra ci mettiamo a disposizione , non abbiamo altre ambizioni, ne personali ne di gruppo. Abbiamo già deciso che il gruppo storico di Areasx non si candiderà. Noi collaboriamo alla costruzione di un progetto”. 
Nessuna imposizione su candidature e programmi: “Quando si  inizia a costruire dal basso, e quindi chiedi la partecipazione della gente e del popolo alla costruzione di qualcosa – ha detto Rosati – non puoi presentarti con un pacchetto già preconfezionato e da scartare. Questo è buono e utile quando è il tuo compleanno. Quando invece devi costruire un percorso politico e un progetto non lo puoi fare preconfezionando tutto. Sarebbe l’errore più grossolano che un partito politico possa fare. Credo che sia opportuno ragionare insieme su che cosa fare, ma niente di più. Al momento cominciamo a camminare”.
“Le elezioni si vinceranno su un progetto credibile, vero e di prospettiva di lavoro”, il commento di Areasx. “Il paese langue da questo punto di vista – ha detto Rosati – anche il lavoro stagionale non garantisce nemmeno di potersi pagare gli studi per i giovani. Basta fare un sondaggio di quanti nostri ragazzi stanno lavorando all’estero. E’ evidente che la prossima amministrazione, al di là delle promesse della Miami beach, dovrà ragionare e costruire un progetto di sviluppo e di occupazione del paese credibile, fattibile, e che ridia speranza a questi nostri giovani. 
Niente polpettoni nel percorso della sinistra: “Quello che sto vedendo – ha detto Rosati –  è che c’è l’ennesimo tentativo di costruire polpettoni, di mettere insieme partiti politici e sigle. Da quello che sento e che vivo quotidianamente, la gente è stufa di questo. La gente vuole proposte concrete, su che cosa si può fare per il nostro paese. Sui progetti e sulle opportunità che i politici e i raggruppamenti riusciranno a portare agli elettori si determinerà la discriminante della vittoria o della sconfitta. Certo è che anche noi dobbiamo fare uno sforzo. Le ultime comunali ci hanno consegnato l’immagine di un paese terribile, con tante liste, dove la gente votava per appartenenza di famiglie, e per ragioni di parentela, ma ciò non costruisce una classe dirigente. La classe dirigente, deve essere costruita nell’interesse generale e non per far contento un nipote accalappiato dal politico di turno. E’ un meccanismo diventato infernale che dà la consapevolezza che questa cosa non può andare bene. Così si continuano a creare amministrazioni che continuano a produrre il nulla, come è stato adesso. Obblighiamo a chi si presenterà alle elezioni a fornirci prospettive di lavoro e di sviluppo per il paese e su questo  scegliamo. Tutti noi saremmo responsabilizzati nel proporre una classe dirigente all’altezza del compito che viene affidato. Così eviteremo di continuare a passare da un’amministrazione all’altra che dura il tempo del battito di una farfalla”. 
Il gruppo di Areasx ha già avviato un primo incontro interlocutorio con il Pd, toccando i temi strategici e fondamentali. «Le indicazioni date sulla scia del suggerimento di Martina sono quelle di cambiare le idee e le persone, e noi ripartiamo da qui”, ha detto Roberto Sacconi. “Di certo un partito come il Pd che non ha alleanze e le cerca – ha aggiunto Rosati – non può presentarsi con l’arroganza di avere già il candidato a sindaco, la classe dirigente, il programma. Su che cosa vai a basare gli accordi con gli altri. Non credo che il Pd sia nelle condizioni di poter dettare questo tipo di condizioni. Il Pd credo debba rimboccarsi le maniche e se vuole, se ci sono le condizioni interne , debba rimboccarsi le maniche e mettersi a disposizione di un progetto che va oltre il partito democratico’’. 
Su San Giorgio posizione netta: “Ripartire dalla legge” ma niente applicabilità della 28/80 che “sta per essere definitivamente chiusa”, ha detto Sacconi. “A noi da fastidio che si usa lo stesso meccanismo da sempre,- ha spiegato Rosati –  arrivano le elezioni, arriva il politico di turno che promette mari e monti ma che non può mantenere. Una sorta di voto di scambio, pur sapendo che lì la situazione è molto articolata. Si parte dall’applicazione delle leggi: lì c’è gente che ha fatto un condono. L’amministrazione poi, a fronte di chi nel tempo ha costruito il diritto di poter costruire, ha l’obbligo di dare delle direttrici e garantire che i servizi siano fatti a norma. Dove però ci sono i vincoli è chiaro che non si può costruire”. 
Sulla scesa in campo di Alessandro Giulivi con la Lega: «E’ un amico, e lo tratto con molto rispetto – ha detto Rosati – Sandro ci ha messo tanta buona volontà. Vorrei ricordare come è finita la sua esperienza politica. Ha provato sulla sua pelle quali sono la voracità e gli appetiti e l’aggressività del campo che ha scelto per candidarsi a sindaco, che è quello della destra. Che è poi lo stesso ‘’morso del somaro’’ che ha provato Mencarini. E’ evidente che in quel campo, purtroppo, l’affermazione e l’individualismo prevalgono sulla capacità di costruire e condividere e sugli interessi generali del paese. Nel centrodestra quello che conta di più è l’affermazione personale, la leadership. Non è un caso che sia Sandro che Pietro abbiano subito la stessa sorte e la stessa fine.Dal punto di vista personale faccio tutti gli auguri del mondo a Sandro, per l’amicizia che ci lega, ma dal punto di vista politico credo che sia l’ennesimo danno per il paese». 
 

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Vergati replica a Befani  e  Ferullo

SANTA MARINELLA – Continua la polemica a distanza tra Adalberto Vergati e i due consiglieri comunali di maggioranza Befani e Ferullo, in merito alla decisione presa dallo stesso Vergati di abbandonare la coalizione di centro sinistra perché non condivideva più le scelte fatte da Tidei. Sulle affermazioni rilasciate dal commerciante, erano successivamente intervenute le due esponenti dell’attuale amministrazione, che avevano esternato una sorta di critica nei confronti di Vergati affermando che non lo avevano mai visto negli ultimi tre mesi e che hanno saputo della sua presenza solo dalle affermazioni rilasciate al nostro giornale. Le due consigliere, concludevano il loro intervento auspicando “il contributo di Adalberto Vergati alla nuova politica che in questi mesi stiamo cercando di costruire, tutti assieme, con incarico o meno, per rilanciare nel minore tempo possibile questa città”. Parole che a Vergati non sono piaciute, tanto da ribattere alle considerazioni sia della Befani che della Ferullo. “Se le due esponenti di maggioranza non si sono accorte della mia presenza è perché è stata una mia scelta – dice Vergati – io invece ho avuto modo di notare la presenza della Befani, avendo realizzato in cinque anni la Notte Rosa costata diverse migliaia di euro e di aver fatto parte della giunta Bacheca, quella che ha creato milioni di euro di debiti. Quindi mi viene da augurargli un buon lavoro, sperando che non raggiunga gli stessi obiettivi che ha raggiunto nella precedente amministrazione di centro destra”. Vergati poi indirizza il suo intervento sulla Ferullo. “Io ho condiviso il progetto di Tidei un anno prima che questi si candidasse a sindaco – conclude Vergati – e quindi ero certo che si sarebbe potuto dare una svolta sostanziale a questa città. Mentre lei, si è aggiunta alla coalizione di centro sinistra che avevamo formato all’inizio, solo negli ultimi tempi, dopo aver vagato a destra e a manca presentandosi come candidata a sindaco, e sposando il progetto di Tidei solo dopo aver capito che non c’era spazio per lei negli altri schieramenti”. 

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Dpo è profilo eminentemente giuridico

Il TAR per il Friuli Venezia Giulia, sezione prima, con la sentenza 5 settembre 2018, n. 287 entra nel merito di una questione molto dibattuta sorta a…

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I Veterani: ''L’amministrazione non lasci morire lo sport''

A margine della ‘‘Festa dello Sport’’, organizzata dall’amministrazione comunale sabato scorso alla Marina di Civitavecchia, sono arrivate puntuali come sempre le parole dei Veterani dello Sport, che non perdono mai l’occasione per intervenire. 
«Ha pensato bene – si legge nella nota – la dinamica Lucernoni, pentastellata doc che sogna di succedere al primo cittadino Cozzolino e piazzarsi sulla poltrona più soffice e prestigiosa di Palazzo del Pincio, di organizzare la ‘‘Festa dello Sport’’ dopo che nei suoi lunghissimi quattro anni di gestione del settore (è infatti delegata) lo sport civitavecchiese non ne ha celebrate. Inutili i giri di parole, basta e avanza una sintesi stringatissima per capire il nulla che è stato riservato allo sport cittadino che – salvo rarissime eccezioni dovute alla favorevolissima congiunzione astrale che vuole la Lega Navale una sorta di eccezionale ‘‘centro di gravità permanente” che sforna campionissimi a getto continuo – brancola nel buio e ha ormai dimenticato di aver scritto pagine memorabili infarcite di successi in tantissime discipline. È altresì inutile ricordare al colto e all’inclita che da tempo ormai si parla di settori (calcio e pallanuoto soprattutto) sottovoce ovvero sottotono perché quelli che per tanti, tantissimi anni sono stati il profumatissimo fiore all’occhiello oltrechè l’orgoglio della nostra bella città d’incanto (era una volta!) oggigiorno rappresentano un invisibile puntino nel panorama sia nazionale che regionale e si perde malinconicamente nel vuoto e nell’indifferenza dei media e dei comuni mortali. È ancor più inutile rimarcare lo stato  di abbandono in cui si trova l’impiantistica che proprio in questo  fatidico periodo ha toccato il punto più basso della propria fatiscenza con la chiusura dello stadio Fattori ritenuto inagibile dalla speciale commissione tecnica che ha così sancito la “morte” dello stesso per manifesta inagibilità. Una “chicca” questa dolorosa decisione che di fatto ci permette di ricordare quanto superficiale (vede delegata Lucernoni quanto siamo magnanimi?) sia stata la visione dei nostri amministratori che, oltre al Fattori, han dovuto assistere al crollo della struttura di via Leopoli e continuato a chiudere colpevolmente gli occhi sulla poco salubre condizione in cui versa l’impianto di hochey di Fiumaretta. E ci fermiamo qui per non rovinare ulteriormente la giornata all’aitante Lucernoni che tuttavia merita un timidissimo consiglio: si occupi più attentamente delle discipline che pullulano nella nostra città, si faccia carico delle loro legittime esigenze e sottoponga ad una precisa, minuziosa radiografia gli impianti in modo che possa valutarne la effettiva efficienza. Ci raccomandiamo, Lucernoni: lo accetti questo consiglio altrimenti non sappiamo quando ma insomma la prossima volta anziché la festa sarà costretta  ad organizzare il funerale dello sport». 

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La Snc torna in vasca

di MARCO GRANDE

A due giorni esatti dall’inizio della preparazione, Daniele Simeoni, difensore che è ritornato in questa stagione alla Snc dopo l’ultimo triennio a Latina, ha fatto il punto della situazione e ha parlato degli obiettivi personali e di squadra da conseguire nel campionato che verrà. Il classe 1979, alla soglia dei 40 anni, non considera la sua età anagrafica come un problema: il nuovo rinforzo della squadra di coach Pagliarini, infatti, ritiene che non sia ancora arrivato il momento di smettere e, a tal proposito, afferma fermamente: «Ho la netta sensazione che posso dare ancora molto a questo sport». 
In una frase breve e concisa, dunque, il giocatore lascia presagire che non vorrà avere un ruolo da comparsa quest’anno e che nel suo ritorno al Pala Enel Marco Galli c’è ben altro che la volontà di chiudere la carriera qui: c’è il desiderio di abbracciare nuovamente quel pubblico che lo ha reso grande, ad esempio, così come è troppa la voglia di mettersi in luce in una formazione in cui per anni ha giocato ad alto rendimento. 
Riguardo i suoi obiettivi personali, senza sbilanciarsi più di tanto, Daniele Simeoni vuole trasmettere ai più giovani i concetti di sacrificio, determinazione e divertimento, soffermandosi in particolar modo sul fatto che prima di tutto la pallanuoto sia un gioco, e considerarla come tale può essere un aiuto per affrontare ogni partita in modo più positivo e lucido. 
Non manca neanche un pizzico di nostalgia nel discorso del trentanovenne civitavecchiese, che ricorda quando la Snc era una sorta di elemento di unione per il popolo cittadino. 
«Bisogna ricreare quella sintonia che portava ogni sabato almeno 500 persone alla Bombonera di Largo Caprera (attualmente Largo Marco Galli – ndr) – aggiunge- e occorre gettare le basi per risalire ai livelli in cui la società è abituata a stare”. Riguardo le possibilità di approdare ai playoff, invece, Simeoni non si sbilancia, affermando che l’obiettivo per cui lotterà la società di patron D’Ottavio si delineerà con il passare delle giornate. Solo allora, quindi, si saprà se si giocherà per l’accesso in serie A1 o per il mantenimento della categoria. “Considerando che la nostra ultima apparizione nel girone Nord risale ad una decina di anni fa circa – conclude – possiamo essere considerati come una mina vagante, ovvero un gruppo imprevedibile».
Ciò che è certo allo stato attuale, è la grande esperienza che l’arcigno difensore utilizzerà al meglio per dare benefici alla squadra, che ha ritrovato per la terza volta nella sua carriera. La sua avventura agonistica inizia proprio a Civitavecchia nella stagione 1997-1998, dove rimane nel giro della prima squadra per 7 lunghe stagioni. Poi nel mezzo le esperienze con il RN Bogliasco, RN Sori E Latina. 
Dal 2011 al 2015 ritorna nella sua città natale in cui raggiunge sempre la finale per salire in Serie A1; poi, come accennato in apertura, il triennio nuovamente nella società pontina prima di ristabilirsi laddove tutto iniziò.
Soprannominato nella sua esperienza in Liguria “lo specialista”, Daniele Simeoni è stato spesso negli anni garanzia di promozione nella massima serie nazionale, il gradino più alto che nella cittadina tirrenica manca ormai da 6 stagioni. 
Si tratta di una pedina fondamentale nello scacchiere della società del presidente Roberto D’Ottavio, non solo dal punto di vista tecnico, ma anche per il carisma esemplare che ha acquisito negli anni. La sensazione è che il club di Civitavecchia vorrà puntare proprio sul ruolo di leadership dell’esperto pallanuotista, utile sicuramente per contribuire anche allo sviluppo del settore giovanile e per progettare un sogno, quello della promozione. E proprio nell’ottica di valorizzare i giovani, la Snc ha chiuso per il classe 2001 Simone Carlucci, nativo di Ladispoli, cresciuto nel vivaio rossoceleste ed ex Vis Nova.

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Ciak si gira: Enrico Brignano a Tarquinia

TARQUINIA – Cinque set in pochi mesi: Tarquinia conferma la propria capacità di attrarre produzioni cinematografiche ed al suo curriculum di ospiti illustri aggiunge un nuovo nome. 
Nei giorni scorsi, infatti, è giunta in città – ed in particolare presso la spiaggia di Sant’Agostino, allo stabilimento ''Boca do Mar'' – la troupe di “Tutta un’altra vita”, pellicola diretta da Alessandro Pondi e prodotta da Rodeo Drive. E protagonisti della scena allestita in riva al mare tarquiniese sono stati stato Enrico Brignano e Paola Minaccioni, in un ciak con numerose comparse che ha approfittato degli ultimi giorni dell’estate tarquiniese.

Ad accogliere la troupe, il vicesindaco ed assessore allo Spettacolo di Tarquinia, Martina Tosoni, accompagnata dai responsabili di Tarquinia Film Office Aps, neonata realtà locale che ha curato i rapporti con la produzione e che sarà, d’ora in poi, strumento di attrazione di altre iniziative cinematografiche verso le location tarquiniesi.

L’associazione, infatti, sulla scorta dell’esperienza e delle attività vissute in occasione dei recenti set allestiti in città – da Gianni Zanasi a Andrej Konalovskij, passando per Alice Rohrwacher, peraltro ospite in città a presentare il “suo” Lazzaro Felice – ha intrapreso un percorso che mira a offrire servizi e collaborazione a produttori e registi che vogliano approfittare della variegata offerta di bellezza che Tarquinia offre, con le positive ricadute di immagine ed indotto per la città.Una fase di costruzione che sta per giungere a completamento, con contatti già avviati con le strutture ricettive cittadine, la programmazione di una serie di attività e strumenti per l’offerta di servizi quanto più ampia possibile e, soprattutto, alcuni primi contatti con la Lazio Roma Film Commission, punto di riferimento in quest’ambito a livello regionale.

Non solo: nelle prossime settimane Tarquinia Film Office si attiverà per coinvolgere quanto più attivamente possibile la comunità tarquiniese nel progetto, sia con una campagna di sostegno indirizzata sia ai privati che alle aziende, ma anche lanciando una sorta di censimento volontario delle location: chiunque abbia locali, abitazioni, giardini o strutture di pregio e voglia metterle a potenziale disposizione per un set potrà contattare lo staff. A breve, infine, partirà una sorta di casting diffuso per raccogliere la disponibilità – oltre che i dati e le fotografie – dei concittadini che desiderano provare l’esperienza da comparse: per farlo – come sarà annunciato a breve – TFO stringerà un accordo di collaborazione con un’azienda professionista del settore, così da garantire la massima tutela ai partecipanti ed il totale rispetto della normativa, ancor di più qualora si tratti di minori.

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