Moscherini: ''Certi dirigenti bloccano la macchina amministrativa''

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TARQUINIA – Un super manager che controlli il funzionamento della macchina amministrativa del Comune di Tarquinia, «perché ci sono tecnici e dirigenti che stanno creando disastri e che devono essere rimossi da quegli uffici».
Il consigliere del ‘’Cantiere della nuova politica’’, Gianni Moscherini, punta il dito contro l’operato di alcuni uffici comunali che «non riescono a produrre risultati e soluzioni ai tanti problemi». Moscherini  propone la loro rimozione dagli incarichi di responsabilità, di fronte all’evidenza dei fatti.
«Stiamo giocando con il fuoco – tuona Moscherini –  perché le cose che non vanno avanti sono tutte. E non per colpa del sindaco, ma perché bisognerebbe che la maggioranza facesse una riflessione seria sul funzionamento della macchina comunale e che decidesse in fretta sugli aggiustamenti che vanno attuati». 
Dopo un passaggio contro la politica fallimentare dell’ex sindaco Mazzola, Moscherini elenca tutte le maggiori questioni, da anni rimaste ingessate «anche per l’incompetenza degli uffici che avrebbero dovuto produrre soluzioni». 
Il caso San Giorgio. “L’amministrazione Mazzola – spiega Moscherini –  ha avuto 10 anni di tempo per risolvere e inquadrare bene la vicenda San Giorgio; e invece cosa ha fatto?  Nulla. Adesso che io, come ‘’Cantiere della nuova politica’’ provo a proporre un metodo tecnico-amministrativo che ci porti a risolvere definitivamente l’anomalia di San Giorgio, dandogli subito un nome accattivante come la ‘’Città giardino’’, Mazzola che fa? Subito mette il paletto sul no all’utilizzo della legge 28/80. I politici che non vogliono l’utilizzo della 28/80 devono spiegare il perché. Ma soprattutto ce lo devono spiegare meglio i tecnici. Perché i tecnici ci devono dire come mai gli ultimi dieci anni non hanno fatto nulla per affrontare il problema San Giorgio e chi è che non gli ha fatto fare nulla. Perché delle due l’una: se non hanno fatto niente perché i politici del momento li hanno obbligati a comportarsi in quel modo, devono dire chi sono stati e perché glielo hanno chiesto; se  invece non hanno eseguito ordini di politici, ma non hanno nemmeno  fatto nulla per risolvere i problemi, bisogna allora prenderne atto e se ne vadano, o perlomeno vengano spostati in altro settore. Perché nella vicenda San Giorgio questi dirigenti e questi tecnici hanno dimostrato di essere pericolosi e fallimentari”. 
L’inagibilità dell’ Avad. Sulla struttura per disabili al Lido siamo al paradosso. “Il comportamento negativo ed arbitrario degli uffici – commenta Moscherini –  contro una struttura che si cura e si occupa del mondo dei disabili è da vergogna. Si devono vergognare per quanto stanno facendo all’Avad. Noi come ‘’Cantiere della nuova politica’’ abbiamo proposto di sviluppare in quell’area delle spiagge idonee ai portatori di handicap. Abbiamo già una struttura sul mare e invece di studiare il modo giusto per svilupparla,  cosa si fa? Si inventano l’inagibilità. Questa inagibilità pare essere legata ad un ascensore. Ancora oggi, nonostante i gestori dell’Avad abbiano presentato carte e documenti, nessuna soluzione è stata prodotta. Ma la struttura è proprietà pubblica, è infatti della Provincia. Basta fare una telefonata tra burocrati per risolvere il problema. Invece fanno solo lettere che creano problemi a chi gestisce”. 
La variante di Brizi. “Sono andato alla riunione della commissione – spiega Moscherini – e il responsabile dell’urbanistica dice che c’è una richiesta di un ulteriore cambio di destinazione d’uso. Cosa viene fuori? Che il cambio era già stato chiesto  un anno fa dalla struttura che soffre della presenza dell’autostrada fatta in  questo modo per grave responsabilità dell’amministrazione Mazzola. Anche qui, i tecnici dell’urbanistica che genere di rapporti hanno avuto con quelli che facevano l’autostrada? L’albergo Brizi che aveva inserito tra suoi obiettivi quello di intercettare i crocieristi del vicino porto di Civitavecchia  si è  ritrovato con la quasi fine dell’attività. A questo aggiungiamo che anche il mondo dei camionisti è stato penalizzato dal mancato accesso immediato all’area. Ora Brizi chiede una variante per realizzare una struttura per gli anziani e per diminuire i posti letto ci viene detto che si deve rifare la pratica da capo perché la variante sostanziale. Assurdo gestire le cose in questo modo”.
Il caso Dezi. Il blocco dell’apertura di un ristorante un ennesimo caso portato sul tavolo da Moscherini. “I due ragazzi che hanno aperto il bar e dovevano aprire il ristorante sono stati bloccati dall’ufficio urbanistica che ha trovato il modo di non farli aprire. Sono andati avanti al punto da portarli in tribunale. Ora dopo un anno e mezzo di diatriba viene fuori che avevano ragione proprio questi ragazzi. Ora mi domando: ma si può continuare lavorare con un ufficio del genere?”. 
Il Pai. “Nei documenti programmatici di tutti i candidati,  in campagna elettorale, – ricorda il consigliere –  su due cose sembravano tutti d’accordo risolvere San Giorgio, e adesso invece siamo da capo a dodici, ed eliminare il Pai. Tutti dicevano di sopprimerlo. Sono già passati tredici mesi, ma ancora nessuno ha affrontato il tema”.
Le palestre. Sulla gestione e l’affidamento delle palestre comunali  Moscherini chiede a gran voce “un censimento del patrimonio comunale e dell’Agraria affinche si proceda con il controllo, non solo della proprietà in quanto tale ma di quanto pagano i concessionari”. «Perché – dice Moscherini – chi vuole fare un imprenditore dello sport lo deve fare con i soldi propri. Fare un controllo significa anche verificare se si sono fatte le gare quando si dovevano fare”.
Talete. Altro  esempio di gestione fallimentare di anni di Mazzola per Moscherini è l’affidamento della gestione dell’idrico a Talete. “Un cittadino pagava l’acqua per la sua struttura 700 euro l’anno, poi è arrivata Talete ed ora paga 600 euro ogni tre mesi. Ma questo è normale?” 
Rifiuti e il bando che non c’è. “Che fine ha fatto il bando per la gestione dell’immondizia? – domanda Moscherini – Perché non si riesce ancora ad elaboralo? L’ex assessore Celli, ad esempio, ci faccia il conto di quanti soldi ha fatto pagare in più ai cittadini. La verità è che ha aumentato i costi”.
Il capannone Bricofer. Sulle presunte irregolarità nel capannone della Bricofer recentemente aperto Moscherini chiede chiarezza. “Se è vero, e così è, che Bricofer ha avuto un’autorizzazione ad aprire, pur sapendo gli uffici che c’era una grossa irregolarità edilizia che non sarebbe di semplice importanza attestata anche dallo scambio di lettere tra uffici e da un sopralluogo dei vigili urbani che avrebbero poi consegnato la loro relazione del caso,  perché su questa storia non è stata ancora fatta chiarezza?”. “Già è stato fatto  l’errore di aver fatto aprire un’attività identica a quella esistente a poca distanza – rimarca il consigliere Moscherini –  poi si scopre che non si poteva nemmeno aprire?. Il funzionamento degli uffici è fondamentale per rispondere ai servizi che si danno ai cittadini. Se la macchina comunale funziona male bisogna cambiare. A qualcuno va cambiato il posto perché non si può stare in queste condizioni a continuare a fare danni. Non è una questione personale o di pregiudizio, ma bisogna lavorare e dare risposte concrete. Mazzola su tutto questo si stia zitto che è meglio. Se riflettesse sulle numerose malefatte per un mesetto non sarebbe male”.
Mazzola. L’affondo su Mazzola non è da poco: “Basta con i soloni del passato, bisogna voltare pagina. Il caro ex sindaco se pensa che possa condizionare quelli della maggioranza, vedi l’appello a Catini e Serafini, e a quelli dell’opposizione citati come dormienti, si sbaglia di grosso. Ha già ricevuto una pedata nel sedere dai cittadini di Tarquinia quando si è candidato a consigliere comunale. La seconda pedata nel sedere l’ha avuta come consigliere regionale quando i cittadini della sua provincia non lo hanno votato”.
Il pasticcio Duomo Gpa srl. Dulcis in fundo l’interrogazione di Moscherini, per il momento caduta nel vuoto, sulla società Duomo. Moscherini attende ancora di sapere “se il dichiarato stato di insolvenza della società concessionaria abbia comportato o meno la mancata corresponsione, all’erario comunale, di somme da questa riscosse a titolo di Tosap, imposta sulle partecipate e pubblicità ed altro, e nel caso affermativo il loro esatto ammontare”. Quindi domanda Moscherini “quali specifiche sollecite misure intende assumere il Comune a tutela dei diritti e degli interessi dell’ente”. “Domando se si ritiene necessario ed opportuno ristorare direttamente i cittadini danneggiati dagli eventi tenuto conto che costoro in perfetta buona fede e su perentorie indicazioni dei competenti uffici comunali hanno corrisposto alla ditta concessionaria importi non dovuti ma versati, nella migliore delle ipotesi o tuttora da versare nelle casse comunali”. Questa interrogazione, risalente al 28 giugno, ricorda Moscherini, non è stata portata in consiglio.  Nelle premesse dell’interrogazione si ricorda che la società è stata richiamata in un’inchiesta giornalistica di Panorama e si ricorda anche l’interrogazione dell’allora consigliere Alfio Meraviglia al sindaco Mazzola circa le ragioni e le esigenze alla base dell’affidamento dei servizi alla Duomo gpa srl “stante l’esistenza di un intero settore dell’ente che è quello dei tributi delle entrate extra tributarie e se era a conoscenza dei rilievi sollevati da Panorama”.

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Usi civici, FdI si schiera con i cittadini

CIVITAVECCHIA – Fratelli d’Italia si schiera con i civitavecchiesi danneggiati dalla questione usi civici con il circolo “Giorgio Almirante” che aderisce alla petizione del comitato.

“Riteniamo inaccettabile – dichiarano dal direttivo del circolo Almirante – che centinaia di immobili a Civitavecchia non possano essere né acquistati né venduti a causa della situazione di impasse venutasi a creare sulla questione usi civici, in seguito alla approvazione della determinazione regionale del Lazio AO7844 del 2013, durante l’amministrazione di centrosinistra di Nicola Zingaretti”.

Per il circolo si tratta di una situazione assurda che danneggia gravemente centinaia di civitavecchiesi “con moltissimi rogiti bloccati da una situazione di assoluta incertezza e tanti cittadini costretti a sborsare somme importanti, per pagare un  balzello, quello degli usi civici, che, a Civitavecchia in particolare, alla luce della situazione venutasi a creare dopo la sentenza del Commissario del 1990, vede danneggiate decine e decine di famiglie in perfetta buona fede. Abbiamo apprezzato – evidenziano da FdI – a tal riguardo, l’iniziativa, promossa da un comitato spontaneo di alcuni cittadini, mossi da senso civico o direttamente interessati da questo grave problema, di proporre una petizione popolare indirizzata al presidente della Regione Lazio ed al Commissariato regionale per gli Usi Civici”.

Il circolo territoriale “Giorgio Almirante” ha deciso di aderire all’iniziativa e di supportare il comitato nella raccolta delle firme. “I cittadini di Civitavecchia – spiegano dal direttivo del circolo – potranno sottoscrivere da domani la petizione anche presso la sede del circolo in via Carducci 30 a Civitavecchia (rione San Giovanni) o chiedere informazioni rivolgendosi al circolo anche tramite posta elettronica all’indirizzo fdi-giorgioalmirante@libero.it oppure tramite la pagina Facebook Fratelli d’Italia Civitavecchia circolo Giorgio Almirante”.

Ma dal direttivo c’è la promessa ulteriore di un coinvolgimento dei consiglieri regionali e dei parlamentari di Fratelli d’Italia. “Per una definitiva soluzione del problema – proseguono dal circolo ‘’Almirante’’ – anche alla luce delle recenti sentenze (da ultimo della Corte Costituzionale il 31 maggio 2018), riteniamo opportuno, anzi, necessario, oltre all’immediato ritiro della determinazione regionale del Lazio del 2013, anche un forte e chiaro intervento legislativo in materia. I nostri rappresentanti – assicurano da FdI – offriranno un contributo costruttivo e determinante anche su questa materia, pronti a collaborare ed a cercare sinergie anche con esponenti di altri partiti e movimenti, qualora le proposte siano finalizzate al raggiungimento dell’obiettivo di sanare una situazione divenuta insostenibile. Inoltre – concludono – insieme al nostro candidato sindaco Massimiliano Grasso ed agli amici dei partiti e delle liste civiche che compongono la nostra coalizione, già nelle prossime settimane organizzeremo iniziative che vedranno, sul tema degli usi civici, il coinvolgimento e la partecipazione, oltre che dei nostri parlamentari ed esponenti politici di livello nazionale, anche dei massimi esperti in materia, tecnici altamente qualificati (avvocati, architetti, docenti universitari, eccetera) che potranno offrire un contributo determinante per giungere alla soluzione definitiva e soddisfacente del problema, difendendo gli interessi ed i diritti di centinaia di Civitavecchiesi letteralmente intrappolati dalla problematica degli usi civici”.

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La penale e gli altri costi. Il conto da quasi 3 miliardi per lo stop alla Tav

Il diritto internazionale sancisce il diritto di Ue e Francia alla restituzione attualizzata delle somme sborsate

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L'Agraria di Tarquinia a rischio dissesto

TARQUINIA – L’Università Agraria di Tarquinia rischia il dissesto  finanziario. A lanciare l’allarme è il gruppo di idea Sviluppo che torna a parlare del bilancio. “Un bilancio consuntivo – dicono dal movimento che fa capo a Pietro Serafini – che per legge avrebbe dovuto essere approvato per aprile, ad oggi non è stato portato nemmeno all’attenzione della commissione. Somme accantonate e crediti di dubbia esigibilità renderanno il consuntivo in disavanzo, generando una situazione critica mai verificatasi negli ultimi venti anni”. «Ma la cosa ancor più gravosa, – dicono da Idea Sviluppo – sono i debiti fuori bilancio che non riescono ad essere onorati con una progettualità programmata. Il presidente ed il suo direttivo  dovrebbero portare al vaglio del consiglio delle soluzioni mirate al recupero delle insolvenze al fine di salvare l’Università Agraria di Tarquinia, ma di questo ancora nulla”.
“Ora, vediamo se per il bilancio  consuntivo i nostri colleghi saranno disposti ad approvare la documentazione senza opportuna discussione come per il bilancio tecnico – dicono da idea Sviluppo lanciando una provocazione -La situazione finanziaria dell’Università Agraria è precaria e continuando così si potrebbe rischiare un dissesto che metterebbe in seria difficoltà l’ente stesso». «Ad oggi  – concludono – sembra che l’unica soluzione per risanare la situazione debitoria, sia quella più dolorosa, ossia alienare parte del patrimonio. Discutibile la soluzione di acquisire un mutuo visto che, quasi sicuramente, provocherebbe un ulteriore  indebitamento e conseguente innalzamento della spesa corrente che oggi è già al limite. Tutto questo si poteva fare in sinergia, cercando di coinvolgere tecnici disposti a studiare la risoluzione del problema, ma il presidente vuole continuare a percorrere la strada a senso unico senza il minimo confronto. Aspettiamo il bilancio consuntivo per trarre ulteriori considerazioni».

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n. 152 SENTENZA 5 giugno – 11 luglio 2018

Giudizio di legittimita' costituzionale in via principale.

Tassa automobilistica regionale – Omesso, insufficiente o tardivo
versamento – Riscossione mediante iscrizione a ruolo delle somme
dovute – Riferimento al triennio 2017-2019.
– Legge della Regione Siciliana 5 dicembre 2016, n. 24 (Assestamento
del bilancio di previsione della Regione per l'esercizio
finanziario 2016 e per il triennio 2016-2018. Variazioni al
bilancio di previsione della Regione p………(T-180152)

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Pasquini:''Alfa non ha dichiarato la regolarità contributiva''

ALLUMIERE – Il sindaco Pasquini rispedisce al mittente ogni accusa per ciò che concerne la Cooperativa Alfa. In una nota il primo cittadino fa notare che «sulla qualificazione giuridica degli aspetti diffamatori ivi riversati sarà demandato all’autorità giudiziaria l’onere di pronunciarsi», mentre in merito agli aspetti tecnici precisa: «Il D.Lsvo 267 del 2000 detta i principi e le disposizioni in materia di ordinamento degli Enti Locali così come la normativa vigente disciplina le funzioni e le competenze dei dirigenti e funzionari nel loro campo di applicazione. Così come nello specifico, gli atti avviati, non sono di competenza politico amministrativa  bensì tecnica ed individuati dai funzionari comunali del settore finanziario-economico, tecnico e dal segretario comunale dei quali questa amministrazione ha massima fiducia e stima. Tenuto conto dell’art. 80 del nuovo codice dei contratti pubblici, un operatore economico viene escluso dalla procedura d’appalto se ha commesso violazioni gravi rispetto agli obblighi relativi al pagamento delle imposte, tasse o contributi previdenziali. La presentazione del Durc o della relativa dichiarazione sostitutiva è un requisito per la partecipazione alla gara d’appalto. Nel caso di specie Alfa ha omesso di dichiarare la regolarità contributiva ed una volta accertata l’insolvenza nei confronti dell’agenzia delle Entrate, il funzionario ha legittimamente proceduto alla rescissione contrattuale».

Il sindaco Pasquini poi sottolinea che: «Tutti, nessuno escluso, gli ex operai Alfa sono stati assunti dalle società aggiudicatarie degli appalti già gestiti dalla cooperativa Alfa».

Per quanto attiene l’applicabilità dell’art. 30 D.Lgs 50/2016: «le somme vantate da Alfa nei confronti del Comune di Allumiere – prosegue il sindaco di Allumiere – sono state oggetto di formale pignoramento da parte dell’Agenzia delle Entrate in data assai precedente a qualsiasi richiesta formulata ai sensi dell’art. 30 D.Lgs 50/2016 dai dipendenti Alfa. Tali somme sono sottratte alla libera disponibilità dell’amministrazione che ne sarebbe chiamata a rispondere in qualità di custode, con le responsabilità che ne conseguono, a far data dalla notifica dell’atto di pignoramento, che si ribadisce essere stato precedente alle richieste pervenute da parte degli operai Alfa. La notifica dell’atto di pignoramento da parte del’Agenzia delle Entrate impone l’immediato pagamento delle somme ivi indicate, da effettuarsi non oltre il 60° giorno dalla notifica dell’atto. Pertanto, un pagamento nei termini sopra indicati, non può che essere identificato come un mero atto dovuto da parte dell’amministrazione comunale».

«Per dovere di completezza – aggiunge Pasquini – si precisa che per quanto attiene i parametri orari interni alle società aggiudicatarie degli appalti, gli stessi non rientrano nelle competenze dell’amministrazione comunale. Per quanto concerne gli operai impegnati nell’igiene urbana che sono coinvolti in questa situazione, l’amministrazione comunale esprime solidarietà, stima e ringrazia per la collaborazione che stanno mettendo nell’espletamento del servizio nonostante le tante problematiche riscontrate e come già comunicato direttamente con gli stessi, stà mettendo in atto ogni forma di iniziativa a loro garanzia e tutela. Nessuna minaccia, alla luce di quanto sopra, potrà costringere l’amministrazione comunale ad operare al di fuori dei principi di legalità e trasparenza».

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Turismo, Serafini: ''Il Pd di Tarquinia cerca solo visibilità''

TARQUINIA – L’assessore al Turismo Pietro Serafini replica al consigliere d’opposizione Sandro Celli che nei giorni scorsi lo aveva criticato duramente sullo stato del settore in più fronti: dal sito Tarquinia turismo al box office dentro il porto di Civitavecchia, all’Infopoint. «Il Pd cerca visibilità – tuona il leader di Idea Sviluppo – travisando  fatti e circostanze frutto di errori del passato. In riferimento, quindi, alle affermazioni del consigliere Celli ed alle accuse prive di fondamento su eventuali inefficienze e carenze operative riguardo all’assistenza e all’informazione turistica, mi preme riferire che il sito internet Tarquiniaturismo subito dopo il nostro insediamento è stato oggetto di avvicendamento (programmato dalla precedente amministrazione),  da parte della ditta aggiudicataria del bando, per la gestione dell’Infopoint. Nell’avvio della nuova fase gestionale si è determinata una situazione paradossale, dovuta al fatto che il vecchio gestore ha rivendicato la paternità del sito ed altri titoli, lasciando al Comune un dominio vuoto. Di qui la necessità di impostare un nuovo ‘‘prodotto’’ di proprietà del Comune (presto online). Ovviamente la qualifica istituzionale del nuovo sito non permetterà di vendere pacchetti per i Comuni limitrofi come in passato, quando il centrosinistra avrebbe dovuto controllare». 
«La situazione interna al porto invece è assai più complessa – spiega Pietro Serafini – visto che il book office in concessione al Comune di Tarquinia è situato in una zona dove non c’è transito e quindi destinata a ricevere una disdetta dopo che sono state spese ingenti somme per l’arredamento e gli allestimenti. Le ore ovviamente saranno recuperate presso l’ufficio di Tarquinia. Durante questo primo anno di amministrazione, al porto abbiamo intensificato I trasporti e prodotto dei materiali nuovi per Port- mobility che fa front-office per i crocieristi. Questi mi hanno confermato che erano 5 anni che non vedevano nessuno da Tarquinia”.
“ In merito agli orari di apertura per l’Infopoint veramente siamo al ridicolo perché il bando (con durata triennale) lo ha prodotto proprio Celli che oggi pontifica ed addirittura propone di cambiare gli orari da lui stesso pensati. Comunque lo voglio rassicurare visto che dopo una settimana di studio attueremo dei nuovi criteri per le aperture dell’ufficio e forse proprio per questo ne avrebbe voluto rivendicare la paternità per avere un minimo di visibilità. Ecco quanto stabilito  da lunedì al venerdì sarà aperto dalle ore 9.00 alle 13.30 e dalle 15.30 alle 20.00 sabato orario continuato dalle 9.00 alle 20.00 domenica dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00. Ovviamente le ore di recupero verranno utilizzate in inverno dove le previsioni dello stesso Celli erano assai più riduttive”. 
Tra le critiche di Sandro Celli anche la troppa assenza dal Comune di Pietro Serafini che però replica: “In merito al mio impegno, posso assicurare che  da anni è totale per la mia città; certo, a differenza vostra, non mi piace occupare spesso le prime pagine del giornale. È finito il tempo di sbandierare che la politica deve essere un lavoro come insegnate nella sezione del PD. Il lavoro nobilita l’uomo è lo rende più vicino alle problematiche della gente. Infine comunico a  Celli e a tutti i cittadini che presso l’ufficio sono disponibili le statistiche degli accessi suddivisi per nazionalità sbandierate dallo stesso Celli ma mai realizzate. Queste, insieme a quelle del sito internet, consentiranno di studiare la strategia giusta per il futuro. Consiglio a Celli di fare una politica costruttiva e per qualsiasi cosa sono a disposizione solo così potremmo crescere insieme”.
 

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''La cooperativa  Alfa non si tocca'' 

ALLUMIERE – «Giù le mani dalla Cooperativa Afa: proclamato lo stato di agitazione». Comincia così la nota con cui il sindacato Ugl difende i lavoratori della Coop. Sociale Cristiana Alfa e attacca l’amministrazione comunale di Allumiere che «invece di aiutare Alfa l’affossa». «Dopo essere stata in tutto questo tempo in religioso silenzio per tutelare tutti i lavoratori della storica Cooperativa Alfa di Allumiere, oggi non ci sono più le ragioni di tanta premura – scrive la responsabile dell’Ugl, Fabiana Attig – l’attuale maggioranza del Comune di Allumiere per nome e per conto del sindaco Pasquini ha intrapreso una lunga demolizione di Alfa. Oggi siamo arrivati al punto che la stessa trovatasi in fortissima difficoltà finanziaria nei confronti dell’Agenzia delle Entrate, grazie soprattutto ad una gestione poco accorta, non certo dei soci lavoratori, anziché trovare una amministrazione solidale a tutela e salvaguardia dei posti di lavoro e delle categorie protette trova in essa il suo peggior nemico. Per questi ed altri motivi l’Ugl che rappresenta la maggioranza dei lavoratori della Cooperativa Alfa, ha proclamato lo stato di agitazione e la conseguente programmazione di sciopero». La Attig spiega: «Lo strappo si è consumato dopo il diniego del sindaco alla nostra richiesta di intervento di pagamento sostitutivo in base all’art.30 Dlgs 50/2016 direttamente ai lavoratori di Alfa delle retribuzioni arretrate» e che l’istanza dell’Ugl è scaturita «a seguito di un protratto inadempimento nel pagamento degli stipendi da parte della Cooperativa Alfa Arl verso tutti i lavoratori, relativamente alle mensilità dei mesi di dicembre 2017, gennaio, febbraio, marzo e aprile 2018. Insolvenza, questa, dovuta principalmente al debito che il Comune di Allumiere ha nei confronti della Cooperativa Alfa con ben 8 fatture scoperte per un ammontare di 7 mesi di mancato pagamento e di circa 28 mila euro di crediti da incassare. Somma largamente sufficiente nel ripianare tutti gli emolumenti dei soci lavoratori». La responsabile dell’Ugl Fabiana Attig sottolinea che: «La scelta del sindaco non è stata quella di tutelare i lavoratori tanto meno le categorie protette, ma quella di aggravare maggiormente la già precaria situazione della onlus. Infatti la grave situazione debitoria in cui versa la Alfa Cooperativa Sociale Cristiana A.R.L, verso l’Agenzia dell’Entrate e stata fatta recapitare al Comune, in quanto stazione appaltante, intimando al Sindaco in qualità di terzo, il termine di 60 giorni dalla ricevuta notifica di versare tutte le somme maturate dal debitore presso le casse della stessa Agenzia delle Entrate. Non è bastato al sindaco revocare l’appalto su due piedi alla Cooperativa, bisognava farla soccombere. In barba alla normativa vigente, alle istanze della scrivente organizzazione, presuntuosamente continua a tenere bloccate le numerose fatture emesse dalla Cooperativa, con la scusa del pignoramento e magari già versate nelle casse dell’Agenzia delle Entrate anticipando così di gran lunga i termini dei 60 giorni. Ci auguriamo che il consiglio comunale possa far luce su tale comportamento andando a verificare se l’azione del Sindaco ricada nelle piena legittimità. La richiesta fatta dall’Ugl di sostituirsi al pagamento non verrà ritirata perchè ciò è previsto dalla normativa vigente e soprattutto dall’art.30 comma 6 Dlgs 50/2016 che recita: «In caso di ritardo nel pagamento delle retribuzioni dovute al personale di cui al comma 5, il responsabile unico del procedimento invita per iscritto il soggetto inadempiente, ed in ogni caso l’affidatario, a provvedervi entro i successivi quindici giorni. Ove non sia stata contestata formalmente e motivatamente la fondatezza della richiesta entro il termine sopra assegnato, la stazione appaltante paga anche in corso d’opera direttamente ai lavoratori le retribuzioni arretrate, detraendo il relativo importo dalle somme dovute all’affidatario del contratto ovvero dalle somme dovute al subappaltatore inadempiente”. Contrariamente la scrivente organizzazione non intende più sottacere a tale invadenza di competenze e meschini comportamenti. Sono state infatti violate tutte le procedure sindacali previste dal CCNL di riferimento a cominciare dall’art.37. Ci sono stati diktac arbitrari su alcuni aumenti di parametri orari di alcuni lavoratori in palese conflitto di interessi con la pubblica amministrazione e senza che questo passasse per l’organizzazione sindacale. La recente aggressione nei confronti della RSA sindacale è la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Se il sindaco Pasquini intende proseguire su questa direttiva di discriminazione politica, sappia che l’UGL non arretrerà di un solo centimetro e che questo è solo l’inizio». (Rom. Mos.)

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Santa Marinella, fumata nera dai palazzi romani

SANTA MARINELLA – Il Sindaco Pietro Tidei si è recato insieme al funzionario Peretti ed al consulente Venanzi al Ministero dell’Interno ed alla Prefettura di Roma dove è stato anche ricevuto dal prefetto Paola Basilone. I colloqui sono stati cordiali ed è stata dimostrata la massima disponibilità.

“Ormai gli spazi sono ridotti, il dissesto è inevitabile – dice il Sindaco Tidei – Il Commissario Caporale ha lasciato alla successiva amministrazione comunale il compito di dichiarare il fallimento del Comune. Abbiamo preso atto della situazione, stiamo dolorosamente prendendo atto delle conseguenze. Abbiamo tentato la via alternativa del riequilibrio di bilancio, peraltro già tentata dall’amministrazione Bacheca col parere negativo dei revisori perché si basava su una serie di accertamenti di oltre 14 milioni di euro di attività che già lo scorso anno non avevano consistenza. In fase di revisione questi crediti sono stati certificati dal Commissario Caporale quali insussistenti, quindi fasulli e di fatto si è certificata l’impossibilità di proseguire la via amministrativa con i mezzi ordinari, pochi, a nostra disposizione”.

Oggi si è riunita ancora la commissione speciale incaricata dal sindaco di provvedere a verificare la qualità dei conti comunali e le conseguenze della situazione finanziaria. Nulla fa sperare che possa mutarsi la previsione di dissesto. La rotta dei prossimi giorni prevede un’ampia discussione di carattere politico su questa vicenda già nel primo consiglio comunale convocato per lunedì pomeriggio nella sala Odescalchi in centro Città, dove il Sindaco Tidei illustrerà a consiglieri e cittadini le risultanze dei lavori della commissione e le iniziative che la sua amministrazione intende portare avanti per salvaguardare gli interessi della Città anche in una situazione disastrata come quella nella quale è stata costretta.

Tra i primi atti ci sarà la richiesta di anticipazione di somme già stanziate e che il Comune doveva incassare tra oltre dodici mesi, questo per favorire almeno momentaneamente la gestione dei flussi di cassa e il migliore assolvimento delle obbligazioni dell’Ente

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Sprar: operativi a settembre

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – Slitta ancora l’inizio di attività del progetto Sprar per il triennio 2018/2020 denominato “Liberi di ricominciare a Cerveteri’’ che prevede l’erogazione di prestazioni socio-assistenziali, con personale specializzato e specifiche modalità operative. Già c’è stata una rettifica alla procedura di gara che ha spostato la data di inizio di attività dal 1 giugno al 1 luglio ma anche questa data è saltata visto che non è stato ancora completato il processo di selezione e di valutazione delle offerte dei soggetti giuridici interessati all’appalto del progetto. 
Motivo per cui il Comune ha già comunicato al ministero di posticipare l’avvio del progetto e di essere pronti e operativi al cento per cento per i primi di settembre.
Attualmente la commissione preposta ha aperto le buste tecniche e  sta valutando le proposte presentate da due raggruppamenti temporanei d’impresa (R.T.I. Associazione Arci Solidarietà Onlus e Cooperativa Sociale Integrata Civitabella onlus arl; R.T.I. Cooperativa Sociale Arcadia e Cooperativa Sociale Macchia Nera arl.) interessati all’’affidamento del progetto. 
Un fatto senz’altro importante nella valutazione delle offerte è l’indicazione di massima dei locali, degli immobili dove verranno alloggiati i rifuggiati. Secondo il bando i soggetti interessati devono infatti proporre la disponibilità di almeno cinque tipologie di appartamenti. Sembra che ci vorranno ancora una quindicina di giorni per definire l’aggiudicatario. Dopodichè si comunicherà al ministero di essere pronti ad ospitare i profughi e quindi lo stesso dovrà fornire l’entità e la numerosità dei nuclei familiari  e parentali per determinare la loro sistemazione.
Va detto che dal finanziamento ministeriale ottenuto di 452.371 euro annui e in considerazione della data di inizio del progetto, occorre scorporare le somme gestite in economia diretta dal Comune per un importo pari a 90.833 euro, e la rimanente quota pari a 361.538 euro è il valore stimato dell’appalto, sempre in ragione annua. 
Il Comune dovrà quindi gestire 40.458 euro per il personale, 27.375 euro di pocket money, 7mila euro per spese per incontri nazionali, convegni, corsi di formazione e trasporto pubblico a favore del personale, 3mila euro di spese di cancelleria e 13mila euro per spese generali di essenziale allestimento e gestione degli uffici di supporto alle attività del progetto.

 

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