Mamma Marina a ‘‘La vita in diretta Estate’’: «Nessuna condanna mi ridarà mio figlio»

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – «Una sentenza vergognosa. Non ho più parole. Nessuna condanna mi farà tornare indietro mio figlio ma ciò che sta logorando giorno dopo giorno me e tutta la mia famiglia è non conoscere la verità. Mi aspettavo una sentenza esemplare. Ci deve essere un messaggio importante in questa società da dare ai giovani». Questo è il commento di mamma Marina, ospite, dopo il deposito delle motivazioni della sentenza di primo grado, insieme all’avvocato Celestino Gnazi alla trasmissione ‘La vita in diretta Estate’ di lunedì scorso. 
Mamma Marina ripercorre quei momenti drammatici di quella terribile notte quando con una telefonata è stata avvertita dalla moglie di Antonio Ciontoli, Maria Pezzillo, «che Marco era caduto dalle scale» per poi scoprire solo al Pit la sconvolgente realtà. Cerca di trovare una spiegazione su quanto è accaduto quella notte: «Negli ultimi tempi mio figlio era stanco di questa famiglia perché lo opprimevano parecchio e tra l’altro non sono neanche convinta che abbia sparato il capofamiglia. Noi conosciamo solo il dopo, non il prima. Sappiamo solo che Marco era seduto e qualcuno gli ha sparato». 
Ed è a questo punto che Marina esterna una sua sensazione, una sua ipotesi: «Secondo me, c’è stata una discussione quella sera. Erano persone (i Ciontoli) che volevano sempre comandare, nel senso che lo volevano manovrare questo mio figlio. Lui, però, aveva la sua personalità e si era stancato anche se innamorato di Martina”. Marina conclude il suo intervento dicendo: “Sono stanca di stare zitta, di mandare giù tutto. A me hanno ammazzato un figlio. Sono tre anni che aspetto giustizia ma con questa sentenza hanno dato un altro schiaffo a me e alla mia famiglia. La giustizia deve prendere dei provvedimenti». 
Ospite della trasmissione anche il generale Luciano Garofano consulente della famiglia Vannini che punta il dito sull’articolata attività di depistaggio messa in atto dai Ciontoli dopo lo sparo:  «Il loro unico interesse era quello di depistare e far finta che le cose potessero andare in una direzione completamente diversa rispetto alla tragedia che poi è accaduta a Marco e fino all’ultimo hanno agito in quella direzione. Ed è pazzesco tutto questo, sapendo soprattutto che quello sparo non è partito per caso. E’ impossibile. Quello sparo  è partito perché il signor Ciontoli ha deciso deliberatamente di armare quella pistola e sparare. Quindi anche questo aspetto della sentenza ci coglie veramente molto molto tristi e davvero preoccupati». 
Tra gli ospiti l’avvocato Daniele Bocciolini: «La sentenza è sicuramente da alcuni punti di vista opinabile con riferimento alla ricostruzione. Cioè il padre di famiglia che esce, si sente un colpo di pistola, e lui dice che è partito un colpo per aria e dice al telefono che il ragazzo è stato ferito da un pettine a punta. Una ricostruzione assolutamente inverosimile anche per chi era secondo me a casa quel giorno. E’ impossibile parlare di colpa perché non c’è imprudenza, negligenza dal punto di vista della condotta, chi era  casa, a mio parere, sapeva o quantomeno poteva rendersi conto della situazione reale che si stava vivendo».
Il giornalista Andrea Biavardi: «Una vicenda così sconcertante non l’ho mai incontrata per una serie di motivi. Primo, perché questo ragazzo è a casa di persone che dovrebbero proteggerlo, a casa addirittura della famiglia di quella che potrebbe diventare sua moglie. Secondo, i magistrati che hanno emesso questa contestatissima sentenza di primo grado scrivono testuali parole: ‘’Antonio Ciontoli dopo aver sparato ha pensato a tutelare i propri interessi e non ha pensato alla salvezza del ferito’’. Credo che queste parole mettano fine a qualunque tipo di shock – qualora si sia voluto ipotizzare- Per tutelare i propri interessi ha fatto morire un ragazzo. Di fronte a questa cosa le chiacchere stanno in poco posto. A rendere ancora più sconcertante questa vicenda è, che dopo che è partito un colpo di arma da fuoco, non si chiamano i soccorsi. Quando vedo Marina, come adesso, non ho parole, perché prima di tutto ragiono da padre. Non ho parole di fronte a questa vicenda. Non sono stati attivati i soccorsi. Ma quale shock: si è pensato a tutelare i propri interessi. Non aggiungo altro». 

 

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Scarico del carbone a Tvn: Usb lancia l'allarme

CIVITAVECCHIA – "Enel non può pensare di stravolgere un servizio ormai consolidato, mettendolo a gara, aprendo ad un possibile cambio di impresa, perseguendo un taglio dei costi con minore occupazione, e lasciando inoltre che chi opera da anni su quelle grandi macchine possa essere messo alla porta per essere rimpiazzato con nuovo personale. Un po’ troppa roba con un colpo solo". L'Usb Lavoro Privato lancia l'allarme sulla decisione di Enel che, dopo anni di affidamenti diretti, ha deciso di mettere a gara il servizio di scarico del carbone presso la centrale di Torrevaldaliga Nord, riguardante nel suo complesso la conduzione dei grandi scaricatori a tazze e la pulizia stive delle navi carboniere.

"Come è evidente, considerando la rilevanza finanziaria del servizio – ha spiegato Luca Paolacci dell'esecutivo regionale – si tratta di una decisione che produce comprensibili interrogativi circa le conseguenze per il territorio, in ordine alle aziende coinvolte, alla prevedibile riduzione dell’impegno economico finale, e soprattutto, per quanto ci riguarda, ai negativi riflessi attesi sul piano occupazionale. Su quest’ultimo aspetto le notizie che vanno filtrando destano più di una preoccupazione. Da quanto è dato sapere, infatti, le condizioni di gara in tema di occupazione sembrerebbero lasciare un più che ampio margine di discrezionalità alle imprese partecipanti, prevedendo una “clausola sociale” che anziché garantire chi attualmente è impegnato nell’appalto ne renderebbe probabile, oltre che possibile, il futuro licenziamento. Magari da addolcire con fantasiose ipotesi di ricollocamento tutt’altro che tranquillizzanti. Se le informazioni che circolano sono esatte – ha aggiunto il rappresentante dell'Usb – le aziende che intendono partecipare alla gara potrebbero quindi prevedere non solo un numero minore di occupati, da selezionare mediante contrattazione collettiva o in base ai criteri usati per le procedure di mobilità, ma anche utilizzare altro personale al posto di quello attuale: una ipotesi inaccettabile, che oltre a scaricare gli inevitabili ribassi di gara sui lavoratori ne consentirebbe anche la sostituzione, producendo una allarmante situazione di tensione sociale".

L'attenzione è alta, come conferma l'Usb. Il sindacato, come già avvenuto per altri appalti in centrale, chiede quindi che sia assicurata la necessaria continuità occupazionale ai lavoratori attualmente impegnati nel servizio "i quali, è bene ricordarlo – ha concluso Paolacci – sono tutti altamente professionalizzati e con una solida esperienza alle spalle. Se così non sarà è chiaro che le attuali preoccupazioni finiranno per sfociare in una fase conflittuale, forse già messa in conto dalla committenza ma dagli esiti assai incerti".

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Punta di Palo, Grando: ''Dai 5 Stelle solo disinformazione''

LADISPOLI – “Sulla vicenda legata ai piani urbanistici nella cosiddetta zona di Punta di Palo il Movimento 5 stelle continua a disinformare i cittadini ed a descrivere scenari che non corrispondono alla realtà dei fatti”. Così il sindaco Alessandro Grando replica ai grillini su Punta di Palo. 

“Occorre ricordare – prosegue Grando – che al nostro arrivo alla guida del Comune di Ladispoli la situazione in quell'area era già completamente definita, con un piano di lottizzazione approvato nel 2002. Successivamente modificato attraverso la legge regionale sul “piano casa”, e un programma integrato solamente adottato. L'iter di approvazione del piano casa, che prevede 30.000 metri cubi di residenziale, è stato completato ed i permessi di costruire rilasciati prima delle ultime elezioni comunali. Il programma integrato, invece, di 120.000 metri cubi residenziali e commerciali, era rimasto inattuato. Le due procedure non sono dunque collegate tra loro, al contrario di quello che è stato scritto dagli esponenti del Movimento 5 stelle, e l'aver interrotto l'iter del programma integrato non ha nessun effetto sulla procedura del piano casa. Ricordiamo, inoltre, che l'Ufficio tecnico ha recentemente emesso un'ordinanza di sospensione dei lavori al fine di accertare se l'intero iter del piano casa fosse legittimo. È quindi l'Ufficio tecnico, non certo il sindaco e tantomeno il Movimento 5 stelle, l'unico deputato a stabilire se il progetto possa continuare o meno. Questo i rappresentanti del Movimento 5 stelle lo sanno bene, ma preferiscono continuare a condurre un'attività politica fatta di cattiva informazione, titoli ad effetto e slogan senza sostanza. Gli unici atti che fino ad ora hanno prodotto risultati concreti sono stati quelli dell'amministrazione comunale, attraverso i quali sono stati annullati ben sette programmi integrati ereditati dalla precedente Giunta”.

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Passaggio di consegne in maggioranza

CIVITAVECCHIA – Il Movimento Cinque Stelle perde un altro pezzo. Rolando La Rosa si è dimesso dal suo incarico di consigliere comunale. Le dinamiche che hanno portato alla scelta del consigliere di lasciare l’aula Pucci sono ormai note. Da tempo ormai il consigliere era in dissenso con il sindaco su diversi temi. Difficilmente riusciva inoltre a limitare il suo dissenso. La sua contrarietà al progetto dell’outlet a Fiumaretta, i suoi dubbi sul forno crematorio, sul project financing Engie e per ultimo il suo voto di astensione sul rendiconto sono stati visti dal sindaco, dalla giunta e soprattutto dal capogruppo Fortunato, come fumo negli occhi. 
I duri attacchi subiti soprattutto lunedì da parte di molti esponenti della maggioranza, più una condizione di salute non ottimale, hanno spinto il consigliere a gettare la spugna. I rituali sono quelli simili agli esoneri degli allenatori. Con i tecnici che si limitano alle parole di circostanza ed i presidenti (in questo caso rappresentati dal Sindaco) che ringraziano e voltano pagina.
«Ringrazio Rolando per quanto fatto in questi anni in maniera completamente disinteressata per il bene della collettività. Rolando è da sempre persona che ha a cuore i problemi dei più deboli ed in questo senso si è speso al massimo in questi 4 anni di consiliatura». Al posto di La Rosa entrerà tra i banchi della maggioranza Andrea Bertolini, fedelissimo del sindaco e super attivista Cinque Stelle che alle ultime parlamentarie tentò la strada del Senato fermandosi però a 14 preferenze. Le 46 raccolte nel 2014 gli basteranno invece per entrare in surroga a La Rosa nel prossimo consiglio utile. 
Le dimissioni di un membro della maggioranza stanno per diventare una sorta di consuetudine tra i pentastellati. All’inizio fu il consigliere Carlini a gettare la spugna, poi accompagnato dalla consigliera Raffaella Bagnano. Anche il presidente del consiglio Riccetti arrivò alle dimissioni dal suo incarico di presidente passando all’opposizione. Lo stesso dicasi del consigliere Girolami, approdato all’opposizione dopo pochi secondi dalla sua elezione. Le condizioni di salute della consigliera Lau (che nel 2015 si dimise dalla sua delega al mercato) portarono in consiglio, dopo la sua rinuncia, all’allora presidente della cooperativa Incitur Salvatore Cardinale per poi arrivare alle dimissioni di Rolando La Rosa. 
In giunta invece ad arrendersi furono da prima l’assessore Pantanelli, avvolto dalle critiche di parte della maggioranza ma difeso dal sindaco fino all’ultimo (ancora ricopre il ruolo di consigliere di fiducia) e dell’assessore Savignani (che ritenne concluso il suo lavoro alle partecipate, anche se l’ultimo dei concordati è stato presentato la scorsa settimana). 
Capitolo a parte poi per Fabrizia Trapanesi che dopo essere passata per la ribelle del consiglio, poi per la dimissionaria, sembra aver tirato i remi in barca in attesa di arrivare a fine legislatura. Insomma di stelle cadenti ce ne sono state molte e questo crea anche un problema di rappresentatività all’interno del consiglio. Sommando i consiglieri passati all’opposizione o usciti dall’aula si arriva infatti ad oltre 700 voti persi rispetto a quel 15% preso quattro anni fa. 
Un’emorragia dovuta principalmente ad una linea quasi autonoma del sindaco e della sua giunta. La stessa che ha portato La Rosa a gettare la spugna. Nota curiosa. Alla lista di 24 consiglieri presentata nel 2014 tra passaggi in giunta e dimissioni, mancano ormai solo due possibili consiglieri, dopodiché i posti in consiglio inizieranno a passare alla minoranza. A 11 mesi dalle elezioni potrebbero bastare.

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Presunto conflitto d’interesse: è scontro politico

S. MARINELLA – Si sta rivelando la più dura campagna elettorale della storia del Comune di Santa Marinella. I colpi bassi che giungono da ambo le sponde del Tirreno non risparmiano nessuno. Dopo i manifestini contro Tidei e Bacheca, oggi è Ricci ad essere preso di mira. A chiamare in causa il candidato sindaco del centro destra è la consigliera della lista Tidei Sindaco Patrizia Befani, che attacca Ricci per essere iscritto sul bord della Fondazione Cariciv, organo con funzioni di controllo ed indirizzo delle attività della Fondazione stessa. 
«A prescindere da importanti profili di incompatibilità tra la funzione di consigliere di amministrazione di una Fondazione bancaria territoriale e l’eventuale carica di Sindaco che andremo ad approfondire nelle opportune sedi – dice la Befani – è suggestivo l’approccio che il centrodestra vuol dare ai problemi di questa distrutta città. L’Ente, che sino a qualche tempo fa aveva una robusta dotazione finanziaria residuata dallo spinoff che ha separato il patrimonio della Fondazione stessa da quello della Cassa di Risparmio di Civitavecchia dalla quale ha avuto origine, aveva come scopo istituzionale quello di sollevare e aiutare le iniziative artigianali, di piccola imprenditoria del territorio ma soprattutto di sovvenzionare, senza ritorno alcuno, le iniziative culturali ed assistenziali di un territorio altrimenti arido e povero come il nostro. Questo consiglio di amministrazione, nel quale siede Ricci, ha avuto alcune idee geniali, tra le quali quella di andare ad investire il proprio intero patrimonio in Svizzera, dove ha subito un’ingente depauperamento, pare a seguito di una truffa. Senza necessità di andare tanto lontano però alcune operazioni imbevute di familismo quali la scuola di piazza Verdi, hanno lasciato il segno, generando perdite che hanno dissestato il patrimonio della Fondazione ma non hanno però intaccato le prebende di questi solerti ed avveduti amministratori, tra i quali lo stesso candidato sindaco di Santa Marinella, che percepisce sempre il medesimo compenso mentre le erogazioni della fondazione si sono ridotte al lumicino. Ecco che tipo di esperienza ha maturato Bruno Ricci, la coltivazione dei bilanci in perdita, esperienza che ora vuole trasferire anche nel Comune di Santa Marinella». 
«Premetto  che il sottoscritto non è nel board della Fondazione Cariciv – gli risponde Bruno Ricci – che è una istituzione molto amata dalla gente del nostro comprensorio. Oltre a fargli i complimenti per la compostezza del comunicato e la scarsa attinenza alla verità, consiglierei alla Befani di non attaccare indiscriminatamente  utilizzando argomenti  da cui possa emergere  la sua ignoranza, nel senso di mancanza di conoscenza della materia in cui si avventura. Attaccare la Fondazione, un ente che ha fatto del bene per decenni su tutto il territorio, dando moltissimo al sociale,  con il solo scopo  di infangare il sottoscritto  è  davvero un modo becero di fare politica e campagna elettorale. Per onor di cronaca ero membro dell’organo di indirizzo da cui mi sono dimesso, per la mia candidatura a sindaco. Valuterò formale  denuncia querela di fronte alle autorità competenti». 
«Mentre denunciavo alla stampa che il candidato sindaco del centrodestra Bruno Ricci doveva essere sospeso immediatamente dalla Cariciv – gli fa eco l’addetto stampa di Tidei – qualcuno ha provato a correre ai ripari. Solo ieri il nome di Ricci è scomparso dal sito della Fondazione. Per lo statuto della Fondazione, Ricci membro dell’organo di indirizzo, doveva dimettersi almeno un anno prima. Ma tutti hanno taciuto e così Cariciv ora si è lasciata strumentalizzare a fini elettorali. Sta di fatto che adesso compaiono misteriose dimissioni firmate un giorno prima della candidatura. Peccato che lo Statuto prevede che le dimissioni avvengano non un giorno, ma un anno prima e quindi queste dimissioni non cancellano il suo conflitto di interesse. Consiglio infine Ricci a togliere di mezzo i volantini in cui si presenta come membro dell’organismo di indirizzo della Cariciv sfoggiando 4mila contributi».

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Cpc2005, numeri record

Un’annata straordinaria per la Scuola Calcio “Manuele Blasi”. L’incremento dei bambini nell’ultimo triennio, con la punta di centodieci iscrizioni quest’anno, ha superato le più rosee aspettative. C’è solo tanto lavoro e dedizione dietro tutto questo, null’altro. Di quei voli pindarici letti  e portati alla ribalta altrove non ne abbiamo bisogno. Ovvero non servono per attirare bambini, con le selezioni delle squadre professionistiche che arrivano anche qui e danno l’opportunità a qualche ragazzo di emigrare  calcisticamente nel calcio dei sogni. (Agg. ore 17,04 SEGUE)

Quest’anno Roma e Lazio stanno scegliendo dalla nostra scuola Calcio alcuni talenti per insegnare loro il calcio, con delle strutture economicamente superiori alle nostre e che sono sintomo inconfutabile di crescita individuale per i bambini. Non se ne è fatto un vanto da mostrare, qui si insegna il gioco sottile tra lo sport e la vita sociale con il rispetto delle regole. Sappiamo bene di aver affidato i nostri bambini a degli istruttori preparati e riconosciuti dalla Figc, questo è il biglietto da visita di chi siamo e  di quello che facciamo. Il responsabile unico della scuola calcio Pino De Fazi ne disegna il quadro, senza smancerie ne predominanza tra una categoria e l’altra. «È stata un’annata splendida – dichiara Pino De Fazi -, e che ancora per alcune categorie non volge al termine. Il Pulcino d’ Oro sta mettendo in mostra i progressi calcistici di  alcune nostre compagini, e si spera di bissare, almeno in una categoria, la vittoria della passata stagione. Da noi però contano poco i risultati, sembrerà strano a vederla dal di fuori ma è cosi. (Agg. ore 18,06 SEGUE)

Quello che conta dopo un’infinità di tornei giocati in tutto il Lazio e di tante partite di campionato, è che i bambini fondamentalmente si divertano col sorriso sulle labbra. Poi di pari passo c’è la crescita calcistica. Per tutto questo devo fare un ringraziamento a tutti i nostri allenatori, senza di loro l’organizzazione societaria servirebbe a poco. Indistintamente tutte le categorie sono cresciute, ottenendo riconoscimenti sul loro avanzamento calcistico nei vari tornei. Una stagione intensa che ha avuto il culmine per i nostri bambini con la festa dello sport indetta dalla FIGC. Ci ha visto presenti allo stadio Olimpico come unica società della nostra città, li su quel manto erboso grandi e piccini hanno vissuto per un giorno la magia di uno stadio.  Non ci fermiamo e a giorni inizia la  programmazione della prossima stagione. La stagione 2018/2019  è già iniziata». (Agg. ore 20,06)

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''Il sindaco difenda il marchio ‘‘Vera Tolfa’’''

TOLFA – «Tutti uniti, artigiani e cittadini di Tolfa, reclamiamo la paternità del marchio ‘’Vera Tolfa»’. Ad esprimersi così l’artigiano del cuoio di Tolfa Davide Vannicola il quale denuncia che in alcuni punti vendita del comprensorio e alcuni ambulanti vendono borse e altri prodotti in cuoio marcate ‘’Vera Tolfa’’ ma che non sono prodotte nel comune collinare. «Ancora una volta denunciamo – scrive Vannicola in una lettera inviata al sindaco di Tolfa, Luigi Landi – che ciò che fa parte della nostra storia tolfetana viene violata ogni giorno da cialtroni e veri mistificatori che vendono un prodotto non vero ingannando non solo i compratori ma anche Tolfa stessa e noi produttori locali. I clienti che sempre hanno amato la nostra mitica borsa catana l’unica ed originale ora la trovano contraffatta. La nostra borsa che sta facendo il giro del mondo dal lontano 1968 è una borsa intramontabile ormai oggetto cult e quindi chiedo a lei sindaco di spenderci qualche minuto e agire. Continuamente molti clienti ci mandano foto dove si vendono queste borse e oggetti contraffatti per sapere se sono veramente borse originali ed io di continuo devo rispondere che sono fasulle». Vannicola poi spiega: «Chiedo al sindaco di prendere seri provvedimenti come istituzione comunale visto che esiste una delibera dove chiaramente recita che chiunque viola il nome Tolfa, originale borsa Tolfa, catana, ecc. sono perseguibili dalla legge e punibili. Questi prodotti che imitano i nostri manufatti, poi, non sono artigianali e non danno ai clienti garanzia di un prodotto genuino e indistruttibile. Chiedo al primo cittadino di ripristinare la vera paternità di ciò che ci appartiene ed è di nostra proprietà sia a livello culturale che storico: le nostre sono le uniche borse e gli unici manufatti in cuoio che ancora tengono in piedi le origini del nostro artigianato e del nostro paese». 

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Maturità, al via la prima prova

CIVITAVECCHIA – Suonerà questa mattina la campanella che vedrà 629 studenti affrontare la prima prova della maturità. L’esame, uguale per tutte le scuole, permetterà di scegliere tra l’analisi del testo, il saggio breve o l’articolo di giornale, il tema storico o di attualità.

La scuola con il maggior numero di maturandi risultati essere ancora una volta il Marconi con 166 studenti, segue il Galilei con 55 alunni dello Scientifico, 78 dell’indirizzo linguistico e 21 della sezione aggregata di S. Marinella. Saranno 120 gli studenti dell’iiss Calamatta e 68 quelli del Guglielmotti, infine 121 i maturandi dello Stendhal, suddivisi nei tre indirizzi Cappanari (58 di cui 6 privatisti), Baccelli (39) e B.Croce (24 di cui 4 privatisti).

Molti sono stati i pronostici riguardo le possibili tracce scelte dal Miur per questa prima prova; Tra ricorrenze, anniversari e regole non scritte dell’alternanza, i temi più quotati risultano essere Leopardi, Foscolo, D’Annunzio e Manzoni per quanto riguarda l’analisi del testo, l’immigrazione e il lavoro/disoccupazione per la parte do attualità e Aldo Moro, il ‘68 e i diritti civili per quella storica. Quest’anno i maturandi di tutta Italia, saranno gli ultimi ad affrontare le tre prove scritte; Dal 2019 infatti, con le novità introdotte dalla Buona Scuola, i ragazzi dovranno sostenere solo la prova di Italiano e quella riguardante il proprio indirizzo. Tutto questo permetterà loro di terminare la maturità in tempi più brevi e dedicare maggiore attenzione a test universitari o ricerche in ambito lavorativo.

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Guardia costiera: dopo cinque anni riapre  l’ufficio a Tarquinia

TARQUINIA – Dopo Montalto e soprattutto dopo ben cinque anni di totale assenza, torna anche a Tarquinia un presidio di Guardia costiera. L’ufficio è stato inaugurato nei giorni scorsi all’interno delle strutture che già ospitano gli uffici comunali, in viale Andrea Doria. Al taglio del nastro erano presenti i rappresentanti della Capitaneria di Porto e dell’amministrazione comunale, in particolare il Capitano di Vascello Vincenzo Leone, il comandante della Direzione Marittima del Lazio e Lamberto Alessandro, comandante della delegazione di spiaggia di Montalto di Castro, già al comando dell’ufficio di Porto Clementino a Tarquinia Lido. In rappresentanza dell’amministrazione comunale era presente il vicesindaco Martina Tosoni, l’assessore ai Lavori pubblici Laura Sposetti ed i consiglieri comunali Marco Bordi, Roberto Benedetti e Stefania Ziccardi. «Questa condivisione logistica con il Comune di Tarquinia è stata molto cercata – ha spiegato il capitano Leone – ed è stata facile da realizzare vista la condivisione totale di volontà. Siamo ad un passo dal mare, in un ufficio che condividiamo con la Polizia locale e l’amministrazione che ci consentirà di fornire un ulteriore servizio al cittadino. Chi ben inizia, si dice, è a metà dell’opera: e noi da oggi, contiamo di inaugurare una stagione estiva che possa essere la più serena possibile». Leone ha anche ricordato l’inaugurazione di oggi della stagione 2018 di Mare Sicuro.
«L’amministrazione è orgogliosa di aver intrapreso questo nuovo percorso con la Capitaneria di Porto e la Guardia Costiera. – ha detto la vicesindaca Martina Tosoni – Riteniamo sia importante rispondere ad un bisogno di sicurezza, e la presenza di persone specializzate sulle nostre spiagge è fondamentale: vedere le loro divise sulle nostre coste trasmette subito un segnale di sicurezza. Questo è solo un punto di partenza: da qui si può solo migliorare e speriamo di farlo assieme».
«Gli anni di assenza sono serviti – ha detto il comandante Leone – a capire quanto fosse importante tornare: ora lo facciamo grazie alla sensibilità di quest’amministrazione e senza progetti faraonici, con la consapevolezza che solo le soluzioni condivise possano portare a soluzioni realistiche. Sarà importante, perciò, la sinergia tra forze e istituzioni, facendo sistema sia lungo la costa, con i presidi di Civitavecchia a sud e Montalto di Castro a Nord, sia con le strutture già attive sul territorio, dalla Polizia locale alla Protezione civile: in un momento in cui le risorse non sono quelle che servirebbero, è solo lavorando assieme che si trovano le giuste alternative per dare risposte ai cittadini; e proprio coinvolgendo i cittadini stessi, ascoltandoli, che si riesce ad aggiustare il tiro ed a garantire sempre maggiore vicinanza ai loro bisogni».
Il presidio garantirà una maggiore presenza nei giorni di maggiore afflusso turistico: «Sotto la competenza del Dipartimento marittimo di Civitavecchia manderemo la pattuglia ‘’Mare sicuro’’ lungo questa zona di litorale con maggiore frequenza, proprio sfruttando e valorizzando questo ufficio” – e con la presenza di una o due persone al presidio per più giorni possibili per garantire uno sportello al pubblico, con una frequenza da valutare in base, comunque, alle risorse spendibili sul territorio. Ma ciò che più ci interessa è essere presenti sulla spiaggia e lungo le coste».

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Il monastero delle passioniste cornice d’eccezione per ‘‘Emozioni del passato’’

TARQUINIA – Grandi suggestioni per una serata all’insegna della moda. Lunedì 1 luglio, a partire dalle ore 21, il cortile del Monastero delle Passioniste apre le porte a “Emozioni del passato”, una serata di spettacolo e moda che sta già suscitando la curiosità di molti, a Tarquinia.
Al centro della serata, una sfilata di abiti – gentilmente concessi dalla collezione provata dello stilista Roberto Prili di Rado – che hanno fatto la storia del cinema e della musica: ad indossarli, sfilando sulla passerella ricreata all’interno del cortile, circa trenta ragazze tarquiniesi che, quindi, vestiranno letteralmente i panni di grandi star del passato, Audrey Hepburn su tutte.
Non solo, una parte della serata e della sfilata sarà dedicata all’ospite d’onore della serata, la cantautrice Grazia Di Michele, legata a Roberto Prili di Rado da un’amicizia ormai trentennale. Saranno ben dieci gli abiti della celebre cantante che sfileranno in passerella, con lei stessa pronta a svelarne storie ed aneddoti; prima, naturalmente, di esibirsi per il pubblico tarquiniese.
L’appuntamento è per lunedì 1 luglio, dalle 21, presso il Monastero delle Passioniste: l’ingresso è da via di Porta Tarquinia, 31. Il biglietto d’ingresso costa 10 euro a persona con una consumazione: la prevendita è già scattata in alcuni negozi cittadini. L’organizzazione è a cura dell’associazione ‘‘Viva Tarquinia’’, con la Pro Loco Tarquinia ed il Comune.

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