Chiara Bordi, la tarquiniese con la gamba amputata, finalista a Miss Italia

TARQUINIA – Chiara Bordi vola a Milano. La tarquiniese appena diciottenne è tra le trenta finaliste dell’edizione 2018 di Miss Italia. Con la fascia di Miss Etruria, ottenuta alle selezioni della scorsa settimana a Montalto di Castro, Chiara Bordi ha superato ieri, a Jesolo, le selezioni della commissione tecnica che le consentono il 16 e 17 settembre di prendere parte alle serate finali del concorso che si terranno Milano e saranno trasmesse in televisione su La7.

Capelli e occhi scuri, sorriso smagliante e misure da modella per un metro e 75 di altezza, Chiara Bordi va in canoa, fa windsurf, si arrampica sui muri di roccia, si dedica all’attività di sub e corre sui rollerblade. Studentessa al secondo anno di liceo classico, sulle passerelle di Miss Italia sfila con una protesi alla gamba sinistra.  Il 5 luglio di cinque anni fa, quando aveva appena tredici anni , ha subito un’amputazione fino a sotto il ginocchio, in conseguenza di un incidente stradale in motorino costatole un lungo ricovero al Gemelli a Roma e tre interventi per amputare la gamba.

Dopo un periodo di scoramento, Chiara peró ha deciso di reagire, ricominciando a vivere ancora più intensamente di prima, grazie anche al fondamentale sostegno di mamma Emanuela e papà Sebastiano e della sorella Francesca che la segue e la sostiene in ogni percorso. Al concorso di Miss Italia Chiara si è presentata bussando alla porta di Patrizia Mirigliani in pantaloncini e t shirt. La patronne della gara l’ha accolta subito con entusiasmo: «Questa ragazza è il simbolo della speranza è della rinascita. La nostra è una bellezza senza confini – ha detto Patrizia Mirigliani ai media – e la disabilità in questo caso è sinonimo di una femminilità ferita e riscattata. Chiara è il simbolo della forza di chi ama la vita e vuol rinascere dopo un periodo drammatico».

La ragazza sfila dall’età 15 anni, ma sulle passerelle di Miss Italia vuole portare il suo “messaggio di resilienza”, come già cerca di fare negli incontri con i ragazzi delle scuole, portando avanti il progetto SuperAbile insieme a Lorenzo Costantini, un giovane di 26 anni senza un arto inferiore per un incidente sul lavoro. L’aspirante miss ha scelto di raccontare il coraggio agli studenti  per dare un preciso messaggio ai giovani che è quello di difendere sempre la vita, “concedendole sempre un’opportunità”. “Nei primi mesi non riuscivo nemmeno a guardarmi allo specchio – racconta Chiara – non è facile avere quasi paura di una parte del proprio corpo». 

“Ho odiato la vita,- racconta Chiara sui social ricordando il giorno dell’incidente – ho maledetto il destino,quella sera,quel momento,ho sperato di tornare indietro o partire anche solo un secondo dopo,ho chiesto a Dio o chissà cos'altro perché fosse successo proprio a me,mi sono fatta centinaia di domande riguardo al futuro,ho visto il mio corpo quasi distrutto e preferivo voltare lo sguardo altrove piuttosto che guardarmi le gambe.Ho dovuto guardare sfumarsi nella mia testa i sogni e le certezze che avevo,ho visto persone soffrire per me e ho sofferto per loro,ho provato sensi di colpa e quasi il desiderio di morire…poi ho desiderato con tutta me stessa di tornare ad una vita normale,sono rinata ed insieme a me sono rinati tutti i sogni,le aspettative e la voglia di vivere,ho rivisto le mie gambe camminare,stavolta con una protesi ma a mio parere molto più belle di prima,ho visto le cicatrici chiudersi e il mio corpo si è arricchito di segni,pieni di ricordi e di orgoglio.Mi sono riempita di forza e ho affrontato la vita col mio nuovo corpo,e soprattutto con la mia nuova testa.Ho fatto scalate,ho preso il brevetto da sub,ho provato sport che prima neanche immaginavo,sfilo e faccio servizi fotografici in tutta Italia e a Londra,racconto la mia storia nelle scuole con SuperAbile,e vedo ogni volta centinaia di faccette incuriosite e interessate a quello che dico.Ma la cosa che mi rende più orgogliosa di me stessa è guardare come sono arrivata in quell'ospedale la notte del 5/07/2013,e confrontarla con la me del 5/07/2018,di nuovo in piedi e che guardo queste foto ora che quel tunnel che mi sembrava così infinito è ormai un capitolo chiuso nel migliore dei modi.Non nascondo che c'è un velo di tristezza in questo giorno,perché ricorda tante cose e i ricordi a volte sono così forti che sembra di rivivere certi momenti,ma è il giorno della mia rinascita, dell'inizio di una seconda vita.Ora,a distanza di 5 anni,mi rendo conto  che quel giorno mi ha aperto migliaia di strade,una più bella dell'altra.Certo ci sono difficoltà che altri non hanno,che a volte mi fanno salire il sangue al cervello.Ci vuole una buona dose di forza di volontà per affrontare la vita di tutti i giorni,ma,in fin dei conti,a me le sfide sono sempre piaciute”.

Non è la prima volta che sotto i riflettori di Miss Italia finiscono bellezze del territorio. La biondissima metalmeccanica Tamara Bendotti superó le selezioni approdando fino alla finale, tra l’esultanza dei tarquiniesi che nonostante la mancata fascia finale la accolsero in città come una regina. Tre anni fa invece toccó a Montalto di Castro che esultó dopo aver visto incoronata Miss Italia la statuaria Alice Sabatini. Stavolta però Tarquinia e il comprensorio hanno un motivo ancora più forte per tifare la bellezza di Chiara, una bellezza a 360 gradi che emana forza e speranza e che viene da dentro.

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Calvo: ''Le dichiarazioni della maggioranza deboli e contraddittorie'' 

SANTA MARINELLA – Il rappresentante in consiglio comunale della Lega, Massimiliano Calvo, lancia accuse alla giunta Tidei, tacciata di non saper gestire le attività amministrative se non aumentando le tasse. «Le assurde tariffe dello scuolabus revisionate solo qualche giorno fa – dice Calvo – sono state il primo segnale delle scelte della giunta Tidei, e sono certo ne seguiranno altre ancora più dolorose dal punto di vista economico. Le dichiarazioni della sua maggioranza, appaiono deboli e contraddittorie per giustificare la scelta politica di attuare il default, cosa che potevano evitare con un piano di riequilibrio, il quale avrebbe evitato misure economiche drastiche. I fatti sono fatti, le chiacchiere servono a giustificare l’incapacità di gestire il momento. Ora la colpa viene data al fondo di solidarietà, prima era l’incapacità della vecchia amministrazione. Il fondo di solidarietà esiste da sei anni grazie alla legge propinata dal governo Monti prima e dai governi Letta e Renzi poi. Singolare che in alcuni casi si propone la revoca dei contratti ed in altri si aumentano le tariffe ai cittadini. Se come affermano il servizio gestito dal Comune costa meno, revocassero l’appalto in essere o predispongano la gestione interna del servizio. Con un po’ di serio lavoro ci potrebbero riuscire, ma così non è perché, bilanci alla mano, il servizio gestito internamente aveva lo stesso identico costo dell’attuale, anzi con difficolta in più da parte del Comune. A partire dal parco autobus che era obsoleto e fatiscente. Ed il costo di investimento per l’acquisizione dei mezzi ben più importante dell’attuale. Solite scuse, di coloro che tre mesi fa annunciavano «noi lo sappiamo fare», oggi potremmo già dire «cosi lo sapevano fare tutti». Dove sono finiti i soldi della Regione tanto decantati in campagna elettorale? Evidente che il nuovo progetto è già minato dal pentimento dei cittadini, delusi di aver dato fiducia a chi li sta tradendo. In passato si è deciso di far soffrire le casse comunali per non far soffrire le tasche dei cittadini. Oggi la politica del Pd è l’esatto opposto, facendo pagare le fasce più deboli con Isee pari a zero e minando la dignità delle famiglie e dei loro figli. «Dopo due mesi – conclude Calvo – abbiamo solo atti contro i cittadini, il default, le imposte al massimo. Sarebbe opportuno che comincino a dimostrare se sono in grado di fare altro, oltre che incarnare le gesta dello sceriffo di Nottingham».

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Port Mobility, approvato il Piano dei servizi: allarme momentaneamente rientrato

CIVITAVECCHIA – Firmato il decreto relativo al ‘‘Piano dei Servizi 2018’’ presentato da Port Mobility e l’allarme rientra ma la situazione rimane tesa. Una tregua momentanea ma in porto la tensione è palpabile. Le vertenze si accumulano e  lo scalo continua a soffrire. Un problema simile a quello dello scorso aprile quando per la società non era stato ancora rilasciato il Cig, codice necessario per le operazioni di pagamento. Anche il quel caso l’allarme era rientrato dopo la minaccia di sciopero che aveva velocizzato le operazioni di Molo Vespucci.

Una firma seguita dalla promessa che la scadenza del 31 maggio sarebbe stata prorogata al 31 dicembre. Siamo al 10 agosto e non c’è il decreto. Il numero uno di Port Mobility Edgardo Azzopardi comunica ai sindacati le sue difficoltà nel pagare gli stipendi. Le sigle si allarmano, poi in tarda mattinata arriva la comunicazione: la firma c’è, è stata emessa nella tarda serata di giovedì.

«Serve una programmazione pluriennale – ha tuonato Alessandro Borgioni segretario generale della Filt Cgil – altrimenti avremo sempre delle fibrillazioni che prima o poi porteranno al rischio di scioperi». Dello stesso avviso Fabiana Attig, responsabile Ugl Civitavecchia, che aggiunge: «Sicuramente a settembre avvieremo tutte le procedure necessarie perché in questo modo è difficile andare avanti». Soluzioni tampone e tardive ma il problema resta: il porto al momento è una bomba ad orologeria.

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Idrico, rubinetti a secco e acqua non potabile: disagi continui

CIVITAVECCHIA – Non pare esserci fine ai disagi idrici in città. Sono molte le utenze che lamentano rubinetti a secco, o quasi, da più di una settimana. Dal centro alla periferia a soffrire di più sono quei cittadini privi di serbatoi di accumulo. Rabbia ed esasperazione che corrono sui social con utenti che chiedono un qualche tipo di intervento. Pare che Acea abbia rassicurato dicendo che non ci sono bacini idrici in sofferenza, quindi la causa sarebbe da cercare altrove. Sta di fatto che la situazione è disperata e si sta pericolosamente avvicinando a quella dello scorso anno.

Scartata anche l’ipotesi aumento di utenza nel week end. Un cittadino spiega che si tratterebbe di una sofferenza del serbatoio primario di via Achille Montanucci che non riesce a riempirsi oltre certi livelli a causa di una riduzione della portata estiva dagli acquedotti Acea, Csp e Oriolo. Un qualcosa che negli scorsi mesi era stato ovviato con manovre di rete da parte dei tecnici comunali per fornire un po’ d’acqua a tutta la città. Sta di fatto che la situazione è difficile e i rubinetti restano a secco.

Per il momento nessuna comunicazione ufficiale, se non l’ulteriore tegola sulla testa dei cittadini. L’ordinanza di non potabilità di venerdì che vieta l’utilizzo per scopi potabili dell’acqua per le zone di Campo dell’Oro, San Gordiano e Boccelle. L’ordinanza impone ad Acea Ato 2 di porre in atto tutte le procedure di disinfezione dell’acqua per riportare i valori dei parametri microbiologici nei limiti della norma, di predisporre idonea cartellonistica informativa di non potabilità dell’acqua sulle fontanine pubbliche delle zone interessate dall’ordinanza sindacale e di disporre un approvvigionamento alternativo di acqua potabile mediante autobotti alla popolazione ed agli esercizi pubblici della zona interessata.  Tutto è partito dalle analisi effettuate sulle fontanine pubbliche di viale Lazio, via del Tiro a Segno e via San Gordiano hanno evidenziato la presenza di parametri microbiologici che hanno evidenziato la presenza di parametri microbiologici non conformi alla normativa vigente. Nuove analisi verranno effettuate nei prossimi giorni.

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Idrico, non c’è pace: i disagi continuano

CIVITAVECCHIA – Sul fronte idrico i disagi non accennano a diminuire. Giorni di rubinetti a secco per molti civitavecchiesi che si trovano, dopo il dramma della scorsa estate, a fare nuovamente i conti con l’assenza o carenza d’acqua. Le zone sono sempre quelle servite dal serbatoio di via Galilei: Campo dell’Oro basso, quartiere Benci e Gatti, area Uliveto e quella compresa tra Mediana – via Adige e via Montanucci. Ma a soffrire sono anche San Gordiano e Boccelle. Inizialmente si pensava al ‘‘solito’’ fine settimana nero per gli utenti dell’idrico cittadino, ma i problemi stanno continuando e la preoccupazione sale, perché si pensa a qualcosa di diverso dai disagi dovuti all’aumento di utenza lungo il litorale. Come già detto più volte c’è chi punta il dito contro il porto e chi chiede spiegazioni ma al momento silenzio assoluto.  I cittadini esasperati hanno deciso di formare un comitato per cercare di combattere questa ciclica mancanza d’acqua che torna a ripetersi ogni estate. I moduli sono già pronti e i futuri membri sono al lavoro per la raccolta firme che, nei prossimi giorni, saranno verificate. Esasperazione e paura che si possa tornare a vivere un’estate come la scorsa con temperature torride e rubinetti a secco o quasi.

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Indagine Pellet, il centro Benedetti  non è coinvolto

TARQUINIA – Indagine pellet, l’imprenditore Enrico Bendetti chiarisce che non si tratta della sua azienda: «Alla luce di alcune notizie di stampa circa una pretesa, colossale frode fiscale sulla distribuzione di pellet, che vedrebbe, tra gli altri, coinvolto un notissimo imprenditore locale, il «Centro Benedetti» di Tarquinia, nella persona del suo titolare , Cav. Enrico Benedetti, tiene a precisare di non essere assolutamente coinvolto nella vicenda , e che le relative indagini di polizia tributaria e giudiziaria non hanno neppure sfiorato l’azienda rappresentata». «Quanto sopra –  prosegue Benedetti – tenuto conto che l’azienda stessa è stata la prima, in ordine di tempo, a diffondere in città e dintorni la perfetta conoscenza del nuovo  combustibile e relative stufe, ed ad assicurarne la diffusa commercializzazione, nelle sue varie qualità. Pertanto, la nostra affezionata clientela locale, viterbese, romana e grossetana, continui pure, senza preoccupazioni di sorta, ad avvalersi dei nostri prodotti, come pure dell’assistenza tecnica qualificata che siamo in grado di offrire tempestivamente in materia». «Vogliamo sperare – conclude Benedetti ­ che le implicazioni cittadine nell’inchiesta penale in corso, vengano escluse dalla indagini , considerando che, in caso contrario, ne avrebbe a soffrire ulteriormente un settore che, non da ora, è afflitto da una gravissima crisi».
 

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Allarme erosione a Ladispoli

LADISPOLI – L’allarme erosione continua ad allarmare i ladispolani. Non solo gli operatori balneari che in alcuni casi hanno dovuto rinunciare a file di ombrelloni e lettini, ma anche i residenti e turisti. Costa “rosicchiata” soprattutto nella zona alle spalle di via Roma, dove la spiaggia libera praticamente non esiste più.
“Una volta venivamo qui con gli amici e si stava davvero bene in questo fazzoletto di spiaggia, purtroppo quest’anno c’è il mare e si può stare soltanto sugli scogli”, è la triste constatazione di Loredana, romana ma da tanti anni pendolare a Ladispoli. 
Più a nord ancora a soffrire è la Palude di Torre Flavia, sito naturale protetto da Città Metropolitana. In queste ore però arrivano buone notizie da Palazzo Valentini. 
"Abbiamo lavorato sodo – annuncia il consigliere metropolitano, Federico Ascani – per ottenere dei fondi, decine di migliaia di euro, per le opere di salvaguardia ambientale e manutenzione straordinaria di adeguamento igienico-sanitario finalizzate alla gestione e fruizione del Monumento Naturale. Soldi inseriti nel bilancio targato 2019".
Naturalmente Ladispoli attende i milioni di euro della Regione Lazio che dovranno arrivare entro i prossimi anni, come promesso anche dal vicesindaco e assessore al Demanio, Pierpaolo Perretta.

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Emergenza acqua: ci risiamo

CIVITAVECCHIA – La città torna a soffrire la carenza d'acqua. Le segnalazioni arrivano da diversi quartieri centrali, in particolare dalla zona di via Buonarroti e dell'Uliveto, quest'ultima in sofferenza lo scorso anno, con i cittadini costretti a recarsi quotidianamente e per mesi alle fontanelle in strada per fare rifornimento, e dalle utenze servite dal serbatoio Acea di via Galilei. 

Si inizia con la carsa pressione, poi l'acqua che diminuisce fino ad avere i rubinetti completamente a secco: questa la situazione del weekend, anche se alcuni cittadini lamentano problemi costanti dall'inizio dell'estate. "Ogni weekend la stessa storia, niente acqua e durante la settimana la sera solo un filo – raccontano da via Tevere – l'acqua torna all'alba di lunedì". 

Il passaggio del servizio idrico ad Acea non sembra aver migliorato le cose. Si tratta, come spiegato più volte lo scorso anno, di utenti che non possiedono serbatoi di accumulo e ricevono direttamente l’acqua dalla rete idrica. Ovviamente, se l’acqua non arriva i rubinetti restano a secco. Nessuna comunicazione ufficiale da parte di Acea: certo che l’aumento dei residenti nel fine settimana lungo il litorale a nord di Roma e la conseguente maggiore richiesta di approvvigionamento, potrebbe ripercuotersi proprio su Civitavecchia, ultimo comune servito dalla società. 

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Csp, ancora niente compattatori

CIVITAVECCHIA – La situazione non migliora sul fronte dei rifiuti e si naviga a vista. L’amministratore di Csp Francesco De Leva però è ottimista. Proprio ieri, infatti, sono arrivati due costipatori «mentre entro 10, massimo 15 giorni, arriveranno i tre nuovi compattatori a noleggio». Con l’arrivo dei nuovi mezzi la situazione dovrebbe tornare alla normalità. Ma la Csp sta lavorando anche per far fronte ai disagi nella raccolta che sorgono quando a causa delle festività si vengono a creare dei ponti, soprattutto nelle periferie. Come ad esempio il caso dei giorni scorsi quando lunedì in gran parte di San Liborio i cassonetti erano sommersi di buste della spazzatura.

«Per ovviare a questo problema – ha spiegato De Leva – in accordo con i sindacati e con i lavoratori, quando ci sono due giorni festivi ne consideriamo uno come se non lo fosse. Per quanto riguarda la differenziata i mezzi rotti hanno aggravato la situazione. Una situazione emergenziale incrementata anche dall’inciviltà di alcuni cittadini civitavecchiesi e che vengono da fuori ad abbandonare rifiuti non consoni come materassi». Comunque si resta sempre sul bilico dell’emergenza e la maggior parte dei rifiuti sembrano ‘‘ordinaria amministrazione’’ piuttosto che rifiuti straordinari. «Una delle cose che stiamo modificando – ha continuato De Leva – è la raccolta di rifiuti nei festivi cercando di ampliarla alla prima e alla seconda circoscrizione nei festivi. Comunque la maggior parte dei problemi legati alla raccolta dovrebbero risolversi con l’arrivo dei nuovi compattatori». I problemi sono tanti ma De Leva si dice al lavoro per risolverli. Sicuramente il clima non è dei migliori.

«Questa – ha evidenziato l’amministratore Csp – è una fase d’assestamento che porta tanti problemi delle vecchie Sot e non ha ancora i benefici di una New. co. Csp – ha aggiunto De Leva – si porta dietro una valigia pesante ma in prospettiva siamo convinti di poterla svuotare». Nelle settimane scorse è scoppiato il caso Tfr, con l’allarme lanciato da vari esponenti politici e dall’Ugl. Il tutto proprio una comunicazione dell’amministratore De Leva. «Per legge – ha spiegato De Leva – il giudice ha assegnato attivo e passivo alla Csp, io non potevo che attenermi a questa disposizione. Questo non vuol dire che il Tfr non verrà erogato integralmente – ha rassicurato – ma nelle modalità previste dalla legge. Nel passaggio ci sono state delle implicazioni più complesse da attuare. Siamo ancora in una fase di affanno e ci sono alcuni contratti di servizio da rivedere». Una situazione non certo rosea, gli allarmi lanciati dai sindacati sono molti ma l’amministratore sembra fiducioso e si dice sicuro del fatto che nell’iter di passaggio non siano stati violati accordi sindacali. Una cosa è sicura: c’è molto da lavorare e Civitavecchia continua a soffrire sul fronte raccolta rifiuti.

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Dispersi a Monte Paradiso: salvati dalla Polizia

<p>CIVITAVECCHIA – Brutta disavventura, ieri sera, per una coppia&nbsp;appassionata di free camping che si era introdotta nella fitta boscaglia che, dall&rsquo;abitato di Civitavecchia arriva fino al lago di Bracciano&nbsp;ma, quando era ormai buio, la donna &egrave; inciampata su un arbusto rimanendo ferita tanto da non riuscire pi&ugrave; a camminare. Il compagno, disperato perch&eacute;, oltre a non riuscire a trasportare la donna si &egrave; reso conto di essersi perso, ha chiamato la Polizia di Stato. Immediatamente gli agenti del commissariato di Civitavecchia, diretto da Nicola Regna, hanno attivato le ricerche.</p>

<p>Il primo aiuto &egrave; arrivato dalla tecnologia; i poliziotti hanno chiesto all&#39;uomo di inviare la posizione usando l&rsquo;applicazione WhatsApp riuscendo cos&igrave; almeno ad individuare, seppur sommariamente, la zona, nei pressi di Monte Paradiso. Il successivo tentativo di far sentire alla coppia le sirene &egrave; invece stato vano, segno che la distanza tra i dispersi e le auto della polizia era notevole. A quel punto gli agenti, insieme al personale sanitario, non hanno potuto far altro che introdursi a piedi nel bosco trovando prima l&rsquo;uomo e dopo parecchi minuti, seguendo le grida di aiuto, la donna.&nbsp;&nbsp;</p>

<p>Non essendo possibile far arrivare in alcun modo un mezzo di soccorso, poliziotti ed infermieri si sono alternati a trasportare la donna su una tavola spinale. Durante il cammino si &egrave; reso necessario spezzare vari arbusti per rendere i passaggi pi&ugrave; agevoli e non far soffrire la donna per le asperit&agrave; del terreno.&nbsp;Solo a mezzanotte e mezza i soccorritori sono arrivati all&rsquo;ambulanza e di l&igrave; in ospedale.&nbsp;</p>

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