MULTISERVICE – CONSORZIO DI COOPERATIVE SOCIALI – SOC. COOP. SOCIALE A R.L.

Deposito bilancio finale di liquidazione

(TX18ABS12532 )

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CE.SE.D. CENTRO SERVIZI DIDATTICI SOC. COOP. SOCIALE

Deposito piano di riparto finale, bilancio finale di liquidazione e
conto di gestione

(TX18ABS12516 )

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Tarantino apre alla sua candidatura

CIVITAVECCHIA – Considerazioni che non lasciano spazio ad interpretazione quelle del dottor Carlo Tarantino, chiamato in causa nei giorni scorsi come possibile candidato sindaco del centrosinistra, persona in grado di poter aggregare le diverse anime della coalizione, inizialmente divise ed unire, come da lui stesso sottolineato, le forze progressiste della città in vista delle prossime elezioni amministrative.  

"L’idea di poter aver un ruolo significativo in una coalizione di centro-sinistra alla quale appartengo da sempre per origine, per formazione, per valori e per scelta rappresenta per me motivo di orgoglio e di stimolo – ha infatti commentato il medico – corroborato dai numerosi incoraggiamenti e dalle attestazioni di stima ricevuti in questi giorni da tanti cittadini, anche indipendentemente dal loro orientamento politico". 

Tarantino è convinto di un aspetto: e cioè "che in un contesto locale caratterizzato da un drammatico disagio economico, da una esasperata conflittualità e da un diffuso e mortificante buio culturale sia necessario un impegno fattivo da parte dei singoli – ha sottolineato – delle associazioni e delle forze politiche finalizzato a ricreare un clima di collaborazione, di solidarietà sociale e di fiducia nelle istituzioni, indispensabile per la realizzazione di qualsiasi progetto che possa riqualificare la nostra comunità". E di questo progetto lo stesso medico è disposto a fare parte, in maniera attiva e propositiva. 

"Consapevole che per la realizzazione di questo progetto è necessario il più ampio coinvolgimento delle forze politiche, delle associazioni, dei movimenti, delle organizzazioni civiche e delle personalità rappresentative della nostra collettività – ha concluso – ritengo di poter esprimere sin da subito la mia disponibilità a favorire un percorso di aggregazione". 

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Tarantino apre alla sua candidatura

CIVITAVECCHIA – Considerazioni che non lasciano spazio ad interpretazione quelle del dottor Carlo Tarantino, chiamato in causa nei giorni scorsi come possibile candidato sindaco del centrosinistra, persona in grado di poter aggregare le diverse anime della coalizione, inizialmente divise ed unire, come da lui stesso sottolineato, le forze progressiste della città in vista delle prossime elezioni amministrative.  

"L’idea di poter aver un ruolo significativo in una coalizione di centro-sinistra alla quale appartengo da sempre per origine, per formazione, per valori e per scelta rappresenta per me motivo di orgoglio e di stimolo – ha infatti commentato il medico – corroborato dai numerosi incoraggiamenti e dalle attestazioni di stima ricevuti in questi giorni da tanti cittadini, anche indipendentemente dal loro orientamento politico". 

Tarantino è convinto di un aspetto: e cioè "che in un contesto locale caratterizzato da un drammatico disagio economico, da una esasperata conflittualità e da un diffuso e mortificante buio culturale sia necessario un impegno fattivo da parte dei singoli – ha sottolineato – delle associazioni e delle forze politiche finalizzato a ricreare un clima di collaborazione, di solidarietà sociale e di fiducia nelle istituzioni, indispensabile per la realizzazione di qualsiasi progetto che possa riqualificare la nostra comunità". E di questo progetto lo stesso medico è disposto a fare parte, in maniera attiva e propositiva. 

"Consapevole che per la realizzazione di questo progetto è necessario il più ampio coinvolgimento delle forze politiche, delle associazioni, dei movimenti, delle organizzazioni civiche e delle personalità rappresentative della nostra collettività – ha concluso – ritengo di poter esprimere sin da subito la mia disponibilità a favorire un percorso di aggregazione". 

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Omicidio stradale, minimo della pena per l’incidente di un anno fa 

TARQUINIA – Nel posto sbagliato al momento sbagliato. È quanto emerso l’altro giorno in udienza preliminare sul caso che ha visto imputato un tarquiniese accusato di omicidio stradale. 
L’imputato, difeso dall’avvocato Paolo Pirani, ha ottenuto il minimo della pena (12 mesi), con pena sospesa e non menzione grazie ad una serie di attenuanti ampiamente emerse in fase di indagini.
Il tarquiniese un anno fa, per una tragica fatalità, si è trovato ad investire un’anziana signora che stava attraversando la strada nei pressi della scuola elementare. La donna, straniera, è poi deceduta. 
A seguito del drammatico episodio si è aperto il processo per omicidio stradale. L’uomo viaggiava a bordo di una jeep Toyota sprovvista di assicurazione. 
Il giudice ha però riconosciuto tutte le attenuanti del caso quali elementi prevalenti, come per esempio il sole che in quel momento impediva la vista all’uomo. 
È vero che l’uomo ha avuto una condotta colposa, poiché si sarebbe dovuto fermare in quanto c’era il sole che lo abbagliava, tuttavia è stato anche riconosciuto che la colpa andava attenuata al punto tale da meritare il minimo della pena. L’uomo, infatti, aveva avuto una condotta lineare, fermandosi e prestando soccorso alla donna. Tutto ciò ha portato, per questo, il giudice a ritenere giusta la concessione dell’attenuante prevalente. 
Soddisfatto l’avvocato Paolo Pirani, da “questo procedimento emerge che il dato sull’omicidio stradale va distinto: non tutti gli omicidi stradali hanno la stessa rilevanza d’impatto anche di carattere sociale. Un conto è una persona che viene sottoposta ad un controllo e risulta positiva, sia all’alcol test sia alla sostanza tossicologica e che magari assume una condotta contraria dal punto di vista umano e temporale, non prestando soccorso e non fermandosi; un conto è una persona che, pur non avendo avuto una condotta adeguata, che quindi risulta colposa, si ferma e rispetta quelli che sono i canoni del buon comportamento: cioè fermarsi e prestare soccorso.  Tutto ciò mette in evidenza  che, pur essendo la norma di un impatto grave, perché trattasi di uno dei reati più gravi del nostro codice, il tribunale riconosce la meritevolezza delle attenuanti, al punto da prevedere una riduzione sensibile di pena».

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MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 14 novembre 2018

Liquidazione coatta amministrativa della «Caterina Podesta' –
societa' cooperativa sociale a responsabilita' limitata», in Carro e
nomina del commissario liquidatore. (18A07982)

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«Si pensi a iniziative mirate per i negozi di viale Italia»

LADISPOLI – Mettere in campo una serie di iniziative e strategie che possano trasformare viale Italia in un vero e proprio centro commerciale all'aria aperta così da dare una ''marcia in più'' alle attività commerciali che vi si sono insediate. A puntare i riflettori sull'economia locale e sulla possibilità di crescita del settore, è l'imprenditore ed ex assessore al Commercio Patrizio Falasca. «I centri commerciali – spiega – costituiscono ormai un elemento rilevante della vita sociale ed economica italiana. Bisogna infatti tener conto che l'ultimo ventennio ne ha visto l'apertura di ben oltre 800 con la realizzazione di più di 13milioni di mq e la presenza giornaliera di circa 4milioni di utenti. Tuttavia dal 2008 ad oggi la crisi finanziaria ha però investito con forte impatto e a vari livelli il mondo dei centri commerciali generando un totale arresto delle compravendite di immobile commerciali, ma soprattutto la difficoltà di commercializzazione dei progetti in cantiere con una forte contrazione dei consumi, un calo dei valori locativi e conseguentemente dei valori immobiliari». Una «sofferenza» questa, che secondo quanto affermato da Falasca, «ha ridefinito le regole del gioco e anche all'interno dei centri commerciali già operanti si devono operare riduzioni dei canoni, contenimento delle spese di gestione. Altrimenti – dice Falasca – si muore». Una situazione, quella vissuta dai centri commerciali che potrebbe essere utilizzata a vantaggio di un'altra categoria di operatori commerciali, come ad esempio quelli di viale Italia. In un momento storico ed economico in cui il centro commericale ''all'aria aperta'' viene preferito sempre di più dal ''tradizionale'' centro commerciale, perché dunque non provare a mettere in campo qualche strategia per sfruttare la meglio le risorse di una zona della città dove il centro commerciale all'aria aperta esiste praticamente da sempre. «Viale Italia ha una marcia in più – sottolinea infatti Falasca – la sua naturalezza e la centralità ''storica'' lo connota in un ambiente piacevolmente sicuro e fruibile. Con alcune iniziative mirate e di livello si potrebbe tranquillamente conquistare una leadership di settore che difficilmente si potrà perdere. L’idea è quella di guardare l'anno che verrà – conclude l'ex Assessore – non nell'ottica dei 365 giorni ma nell'ottica di 365 chance».

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«Si pensi a iniziative mirate per i negozi di viale Italia»

LADISPOLI – Mettere in campo una serie di iniziative e strategie che possano trasformare viale Italia in un vero e proprio centro commerciale all'aria aperta così da dare una ''marcia in più'' alle attività commerciali che vi si sono insediate. A puntare i riflettori sull'economia locale e sulla possibilità di crescita del settore, è l'imprenditore ed ex assessore al Commercio Patrizio Falasca. «I centri commerciali – spiega – costituiscono ormai un elemento rilevante della vita sociale ed economica italiana. Bisogna infatti tener conto che l'ultimo ventennio ne ha visto l'apertura di ben oltre 800 con la realizzazione di più di 13milioni di mq e la presenza giornaliera di circa 4milioni di utenti. Tuttavia dal 2008 ad oggi la crisi finanziaria ha però investito con forte impatto e a vari livelli il mondo dei centri commerciali generando un totale arresto delle compravendite di immobile commerciali, ma soprattutto la difficoltà di commercializzazione dei progetti in cantiere con una forte contrazione dei consumi, un calo dei valori locativi e conseguentemente dei valori immobiliari». Una «sofferenza» questa, che secondo quanto affermato da Falasca, «ha ridefinito le regole del gioco e anche all'interno dei centri commerciali già operanti si devono operare riduzioni dei canoni, contenimento delle spese di gestione. Altrimenti – dice Falasca – si muore». Una situazione, quella vissuta dai centri commerciali che potrebbe essere utilizzata a vantaggio di un'altra categoria di operatori commerciali, come ad esempio quelli di viale Italia. In un momento storico ed economico in cui il centro commericale ''all'aria aperta'' viene preferito sempre di più dal ''tradizionale'' centro commerciale, perché dunque non provare a mettere in campo qualche strategia per sfruttare la meglio le risorse di una zona della città dove il centro commerciale all'aria aperta esiste praticamente da sempre. «Viale Italia ha una marcia in più – sottolinea infatti Falasca – la sua naturalezza e la centralità ''storica'' lo connota in un ambiente piacevolmente sicuro e fruibile. Con alcune iniziative mirate e di livello si potrebbe tranquillamente conquistare una leadership di settore che difficilmente si potrà perdere. L’idea è quella di guardare l'anno che verrà – conclude l'ex Assessore – non nell'ottica dei 365 giorni ma nell'ottica di 365 chance».

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MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 20 novembre 2018

Sostituzione del commissario liquidatore della «Ecop 2000 societa'
cooperativa sociale a r.l.», in Torralba. (18A07915)

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MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 14 novembre 2018

Liquidazione coatta amministrativa della «Impresa sociale cooperativa
sociale impianti civili industriali Arca organizzazione non lucrativa
di utilita' sociale – siglabile I.C.I. Arca cooperativa sociale
onlus», in Torino e nomina del commissario liquidatore. (18A07908)

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