Migranti, 172 sbarcati in Calabria e Sicilia su due barche a vela non viste

Le due unità sono riuscite ad arrivare in prossimità delle coste italiane senza essere viste. A quel punto sono scattati i soccorsi. E davanti alla Libia la Ong Aquarius salva 141 persone

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Malore in spiaggia: grave una donna

MONTALTO DI CASTRO – Allarme in spiaggia stamane a Pescia Romana. Una donna di circa 70 anni è stata colta da un malore mentre si trovava nei pressi dello stabilimento Caletta del Moro.

Immediato l’intervento dei soccorsi: oltre all’ambulanza del 118 è stato richiesto anche l’intervento dell’elicottero per il trasferimento della donna all’ospedale Belcolle di Viterbo. 

Secondo quanto appreso la donna si trovava sul bagnasciuga quando si è accasciata sulla riva.

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Moto contro auto su via Terme di Traiano

CIVITAVECCHIA – Grave incidente all'altezza dello svincolo per l'autostrada Civitavecchia Nord. Una moto stava scendendo via Terme di Traiano, verso la città, quando si è scontrata con un'auto proveniente dall'incrocio che porta all'autostrada. L'impatto è stato violentissimo e il centauro è volato per parecchi metri. Le dinamiche sono ancora poco chiare. Il giovane è stato trasportato a Roma in eliambulanza, pare fosse cosciente e muovesse un braccio. La donna alla guida dell'auto era in forte stato di shock. Sul posto soccorsi, Vigili del Fuoco, Polizia – che ha iniziato ad effettuare rilievi e cercare testimoni – e Carabinieri. (SEGUE)

 

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Installati cinque defibrillatori sul territorio comunale

MONTALTO DI CASTRO – Nella giornata di oggi l’amministrazione comunale ha terminato l’installazione di cinque defibrillatori sul territorio di Montalto di Castro e Pescia Romana. 
Uno strumento che contribuisce a salvare fino al 30% in più delle persone colpite da un arresto cardiocircolatorio prima dell’arrivo dei soccorsi, ed è efficace se praticato nei primi cinque minuti. 
I dispositivi sanitari, già presenti da tempo negli impianti sportivi, nelle scuole e negli autoveicoli della Polizia locale, sono stati posizionati nelle zone pubbliche aperte: due a Montalto capoluogo presso via Giulio Cesare (all’esterno del Bar Oasi), e a via Aurelia Tarquinia (all’esterno della pasticceria Il Tiglio); a Marina di Montalto fuori la farmacia comunale). 
Invece a Pescia Romana è presente presso il Punto informazione turistica a largo Consalvo Adorno, e a piazza delle Mimose adiacente la farmacia Mazzoni. 
«Questo importante strumento – dichiara il delegato alla Sanità Fabio Valentini – permette di intervenire nell’immediatezza nel caso di un arresto cardiocircolatorio, consentendo di salvare vite umane. Dopo l’estate, nonostante sia già presente sul territorio personale comunale addestrato all’uso di questi dispositivi, si terranno dei corsi destinati ai commercianti vicini alle postazioni indicate e a tutti quei cittadini intenzionati ad apprendere l’utilizzo di questi macchinari». Con questo intervento – conclude Valentini – andiamo nella direzione di una maggiore sensibilità alla tutela della salute di cittadini e turisti».

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«Soddisfatti della scelta del pm»

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – «Non avevo dubbi che il pm si sarebbe appellato anche perché allo stato dei fatti, è stata ridimensionata la sua richiesta di condanna. Ha lavorato molto su questo caso in modo scrupoloso ha motivato per ognuno degli imputati i presupposti che l’hanno condotta a quella richiesta. Non poteva certo tornare indietro. Mi sarebbe piaciuto che avesse chiesto di rivedere la posizione di Antonio Ciontoli circa la concessione delle attenuanti generiche, però purtroppo la legge questo lo impedisce. Sono soddisfatta lo stesso e vado avanti. Al contrario di prima che ritenevo scontato il fatto che tutti si facessero il carcere ora ci vado un po’ con i piedi di piombo.  Dopo le motivazioni della sentenza sarebbe stata una cosa vergognosa non appellarsi. Andiamo avanti». 
Queste le parole di Marina Conte, mamma di Marco Vannini alla notizia che il pm ha presentato ricorso in appello nei confronti dei familiari di Antonio Ciontoli e di Viola Giorgini. 
Papà Valerio: «Una bella notizia, veramente molto bella. Primo fra tutti perché hanno rimesso in campo Viola, la cui assoluzione è stata per noi la cosa più sconvolgente. Tirarla fuori, come se in quella casa non ci fosse stata la sera del delitto è inaccettabile. Anche se poco ma gli deve rimanere addosso la macchia di quello che ha fatto, anzi, di quello he non ha fatto perché se quella sera avesse alzato il telefono e chiamava i soccorsi Marco poteva essere vivo. Per cui ha piena responsabilità di quello che è successo. Circa la posizione dei familiari di Antonio Ciontoli, una cosa del genere non può fermarsi solo all’omicidio colposo. E’ la prima volta che succede almeno in Italia che venga condannata un’intera famiglia e molti si scandalizzano. Ma se loro insieme hanno commesso un delitto la legge è uguale per tutti. Se uno commette un omicidio deve andare in carcere. Sono tutti responsabili».
L’avvocato Celestino Gnazi, legale di mamma Marina:  «Il pm ha chiesto la conferma delle proprie richieste, e cioè l’omicidio volontario per i familiari di Antonio Ciontoli e l’omissione di soccorso per Viola Giorgini. Non ha chiesto l’appello nei confronti di Antonio Ciontoli. Ero convinto che il pubblico ministero avrebbe proposto appello perché la sentenza mentre nella parte in diritto è assolutamente, a nostro avviso perfetta, corrisponde alla nostra ricostruzione, assolutamente condivisibile, una vera e propria lezione sul dolo eventuale, nella parte in fatto, invece, è assolutamente contradditoria, nel momento in cui non riconosce il dolo in capo ai familiari di Ciontoli».
Per quanto riguarda il mancato appello nei confronti di Ciontoli? 
«Il pm non poteva proporre appello per la questione soltanto delle attenuanti generiche, perché le è vietato da una recente riforma del codice di procedura penale entrata in vigore da pochi mesi».
Che dice il codice? 
«Il pubblico ministero tra le altre cose non può fare appello quando riguarda soltanto la concessione delle attenuanti generiche. Per questo le è vietato. Altrimenti ero convinto che secondo me l’avrebbe certamente fatto perché Ciontoli, a nostro avviso, sicuramente non le meritava».

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Ingresso illegale di clandestini, quando sussiste la giurisdizione italiana

Lo stato di pericolo derivante dall'abbandono di migranti in acque internazionali, in seguito soccorsi dall'Italia con l'utilizzo di nave di soccorso battente…

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Ladispoli, per Matteo Caleffi 5 salvataggi in un giorno solo

LADISPOLI – Cinque salvataggi in un solo giorno per l'assistente bagnante della torretta n.20 di Marina di San Nicola, Matteo Caleffi. Grazie ai suoi interventi, nella giornata di sabato, Matteo ha tratto in salvo ben quattro persone. I primi a trovarsi in difficoltà, poco prima di pranzo, sono stati pradre e figlio finiti in una buca e finiti in difficoltà, riportati a riva da Matteo. L'aumento delle onde e della corrente, hanno messo in difficoltà nel tardo pomeriggio, altri due bagnanti, una ragazza e un ragazzo, tratti in salvo sempre da Matteo. L'assistente bagnanti ha detto "con grande umiltà di non volere elogi – hanno scritto da Assobalneari Ladispoli – San Nicola – per l'espletamento di quello che è il suo lavoro assieme alla compatta e affiata squadra degli operatori che, giorno dopo giorno, stanno presidiando le 28 postazioni del Piano Collettivo di Salvamento". 

Dall'attivazione del piano sono 60 i soccorsi refertati, dei quali 15 hanno visto gli assistenti bagnanti impegnati nel soccorso acquatico di 25 persone in difficoltà natatoria e a rischio di un possibile annegamento. "Gran parte di questi interventi – hanno proseguito da Assobalneari – sono avvenuti sugli arenili non in concessione, dimostrando l'importanza della presenza delle torrette sulle spiagge libere. Altrettanti interventi sono avvenuti vicino alle scogliere dove le correnti creano delle buche dove, i bambini in special modo, rimangono in balia della corrente senza riuscire a rientrare in zona sicura. Soprattutto negli interventi con pericolanti multipli si è dimostrato molto efficace il ponte radio tra tutte le postazioni. Questo link in tempo reale permette al primo life guard che interviene di essere supportato immediatamente dai colleghi delle postazioni limitrofe, nonché delle basi di coordinamento che rimangono informate in tempo reale dalle postazioni rimaste di vedetta". 

Durante queste settimane di attivazione del Piano Collettivo di Salvamento, inoltre, sono stati "ben 22 gli interventi per piccole e medie cure di primo soccorso". Non sono mancati gli interventi verso persone (soprattutto bambini dai 2 ai 10 anni) che si sono allontanati dalle famiglie. "Infatti – proseguono da Assobalneari – oltre all'importanza del ritrovamento delle persone disperse, è fondamentale sottolineare come il sistema di coordinamento radio tra le 26 torrette, le 2 basi operative e le forze dell'ordine permette di avere un tempo medio di ricongiungimento familiare inferiore ai 2 minuti, in molti casi inferiore ai 40 secondi".

"Davanti a tale gioco di squadra e senso del dovere, l'Assobalneari Ladispoli & S.Nicola, la Rete Ribomar e le partnership del progetto, Subsystem Sea, Noah e il Consorzio di S.Nicola tornano ancora a ringraziare tutta la squadra dei Lifeguards che stanno offrendo alla nostra città un servizio di eccellenza su scala nazionale".

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Tarquinia, cade dal balcone: una tragica fatalit�

TARQUINIA – Una tragica fatalità di una sera come tante trascorsa a lavorare e poi proseguita a mangiare con qualche amico. Due chiacchiere all’aperto, fuori dell’appartamento dell’ultimo piano dell’hotel di via degli Argonauti, al Lido di Tarquinia, di proprietà dei genitori, in compagnia della fidanzata; poi, in un attimo, il mondo di Marco Paglialunga si è fermato.
 Il 37enne, per cause in corso d’accertamento da parte dei Carabinieri, è precipitato dal balcone facendo un volo di circa quattro metri dopo il cedimento del marmo che sovrasta il parapetto. 
Il ragazzo era probabilmente appoggiato alla balconata di spalle, quando la pietra si è staccata. Inevitabile l’impatto con il pavimento in lastricati di cemento, dove il ragazzo ha battuto la testa.  La fidanzata era forse abbracciata a lui o forse ha tentato di tirarlo a sé nel momento in cui si è accorta che stava per cadere. Alla fine è precipitata anche lei riportando, fortunatamente, solo la frattura della clavicola. 
Marco Paglialunga invece non ce l’ha fatta. Nella tarda mattinata di ieri è stata dichiarata la morte cerebrale, tenuto in vita dalle macchine del reparto di rianimazione dell’ospedale Gemelli di Roma dove è stato trasferito nella notte in elicottero, in condizioni gravissime. 
Sul posto, oltre ai soccorsi, sono intervenuti i Carabinieri di Tarquinia e del Nucleo operativo e Radiomobile di Tuscania.
L’episodio avvenuto intorno alle quattro del mattino, secondo quanto appreso sarebbe ascrivibile al momento,  nell’ambito di un infortunio domestico. 
Il ragazzo, figlio di noti imprenditori turistici, era molto conosciuto in città anche per la sua attività nell’ambito della ristorazione all’interno della struttura ricettiva. La tragedia ha destato subito grande sconcerto in città. Tanti i messaggi di cordoglio e incredulità sui social network. Per il ragazzo infatti non ci sarebbero più speranze. Saranno i famigliari a decidere se  e quando staccare la macchina che lo tiene ancora in vita, o attendere che il cuore cessi di battere.

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Tarquinia, cade dal balcone: morte cerebrale per Marco Paglialunga

TARQUINIA – Marco Paglialunga non ce l’ha fatta. Il giovane tarquiniese  è stato dichiarato  poco fa al Policlinico Gemelli di Roma cerebralmente morto. Il 37enne è stato trasportato stanotte d’urgenza presso l'ospedale romano dopo una tragica caduta dal balcone presso la sua struttura ricettiva in via degli Argonauti, al Lido di Tarquinia.

Un volo di circa quattro metri causato probabilmente dal cedimento del marmo sovrastante il parapetto.

Il ragazzo era in compagnia della fidanzata, anche lei di Tarquinia, rimasta ferita ad una spalla a causa della caduta e curata dai medici dell’ospedale di Tarquinia.

Secondo una prima sommaria ricostruzione, il ragazzo era appoggiato al parapetto di spalle quando il marmo ha improvvisamente ceduto. La ragazza, forse abbracciata a lui o forse nel tentativo di tirarlo a se quando lo ha visto precipitare, avrebbe avuto una caduta attutita proprio dal corpo di Marco. Il giovane invece cadendo all'indietro avrebbe battuto la testa sul pavimento in cemento.

Sul posto, oltre ai soccorsi, sono intervenuti i Carabinieri di Tarquinia e del Norm di Tuscania.

Il decesso del giovane, figlio di noti imprenditori turistici, ha destato subito grande sconcerto in città. 

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Tarquinia, cade dal balcone: morte celebrale per Marco Paglialunga

TARQUINIA – Marco Paglialunga non ce l’ha fatta. Il giovane tarquiniese  èstato dichiarato  poco fa al Policlinico Gemelli di Roma celebralmente morto. Il 37enne è stato trasportato stanotte d’urgenza presso l'ospedale romano dopo una tragica caduta dal balcone presso la sua struttura ricettiva in via degli Argonauti, al Lido di Tarquinia.

Un volo di circa quattro metri causato probabilmente dal cedimento del marmo sovrastante il parapetto.

Il ragazzo era in compagnia della fidanzata, anche lei di Tarquinia, rimasta ferita ad una spalla a causa della caduta e curata dai medici dell’ospedale di Tarquinia.

Secondo una prima sommaria ricostruzione, il ragazzo era appoggiato al parapetto di spalle quando il marmo ha improvvisamente ceduto. La ragazza, forse abbracciata a lui o forse nel tentativo di tirarlo a se quando lo ha visto precipitare, avrebbe avuto una caduta attutita proprio dal corpo di Marco. Il giovane invece cadendo all'indietro avrebbe battuto la testa sul pavimento in cemento.

Sul posto, oltre ai soccorsi, sono intervenuti i Carabinieri di Tarquinia e del Norm di Tuscania.

Il decesso del giovane, figlio di noti imprenditori turistici, ha destato subito grande sconcerto in città. 

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