Usi civici, Italia in comune chiede un tavolo tra Agraria, comitati e Petrelli

CIVITAVECCHIA – «Invitiamo il presidente Daniele De Paolis a sedersi intorno ad un tavolo con il comitato costituitosi e Vittorio Petrelli per capire quale possa essere veramente la strada da intraprendere per concludere con successo una tormentata storia vissuta ancora una volta sulla pelle dei cittadini».

È quanto dichiara Italia in comune Civitavecchia in merito alla vicenda usi civici, dopo l’evento dei giorni scorsi organizzato dall’Università agraria. «Sicuramente – proseguono dal partito – è stato fatto un passo in avanti rispetto a ieri in quanto alcune zone oggi non risulterebbero più gravate da usi civici. Condizionale d’obbligo in quanto bisogna comunque aspettare l’iter burocratico di conferma della Regione Lazio». Italia in comune è dura e dice che, nel pratico, poco è cambiato. «Molti cittadini presenti all’evento – incalzano dal partito – denunciano principalmente una colpevole omissione da parte degli enti pubblici competenti, che avrebbero dovuto dichiarare e vantare illo tempore diritti o richieste di affrancazione, tutelando in tal modo il diritto all’informazione all’atto delle stipule di compravendita».

Un duro commento per l’evento di giovedì scorso che per Italia in comune è stata una semplice «passerella politica in prossimità delle elezioni – tuonano dal partito – dove qualcuno aveva bisogno di autoreferenziarsi omettendo di riconoscere che tale piccolo successo è stato dovuto alla costanza di un comitato di cittadini e, per onor del vero, di Vittorio Petrelli unico a rappresentarne da sempre ragioni e diritti. È da qui che Italia in Comune vuole partire, promuovendo una strada concreta e condivisa per la risoluzione del problema che vada a vantaggio – concludono da Italia in comune Civitavecchia – dello stato di diritto e delle ragioni dei cittadini evitando ulteriori decennali attese di leggi nazionali o sentenze di tribunali».

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Coser, iniziata la preparazione

Le ragazze della Cosernuoto hanno iniziato ad assaporare il cloro nella vasca dello Sport Garden, martedì si sono date appuntamento per il primo tuffo in acqua della stagione, la preparazione riprenderà gradualmente, presupponendo un inizio di campionato a gennaio inoltrato.
Ancora non si conoscono le squadre che andranno a formare il girone laziale, il campionato di serie B non offre mai certezze in merito, sia numeriche sia qualitative.
Formazione invariata rispetto a quella dello scorso anno, nessuna defezione, come sempre accaduto in questi ultimi anni.
Questa Coser, dopo aver sfiorato la promozione in A2, con un anno d’esperienza in più, si candida come una delle favorite al salto di categoria, il presidente Antonio Parisi sa di avere tra le mani una formazione di qualità con ottime prospettive per il futuro, che vorrebbe vedere al confronto con squadre di categoria superiore.
Ciliegina sulla torta, il rientro di Venere Tortora che, stanca di stare lontano dalle vasche, si è resa disponibile a dare una mano alla causa Coser, con l’esperienza e la bravura che le competono sarà sicuramente in grado di favorire la maturazione delle più giovani.
Coach Del Duca avrà a disposizione un roster ampio con la solita difficoltà nel gestire le rotazioni.

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

La Snc torna in vasca

di MARCO GRANDE

A due giorni esatti dall’inizio della preparazione, Daniele Simeoni, difensore che è ritornato in questa stagione alla Snc dopo l’ultimo triennio a Latina, ha fatto il punto della situazione e ha parlato degli obiettivi personali e di squadra da conseguire nel campionato che verrà. Il classe 1979, alla soglia dei 40 anni, non considera la sua età anagrafica come un problema: il nuovo rinforzo della squadra di coach Pagliarini, infatti, ritiene che non sia ancora arrivato il momento di smettere e, a tal proposito, afferma fermamente: «Ho la netta sensazione che posso dare ancora molto a questo sport». 
In una frase breve e concisa, dunque, il giocatore lascia presagire che non vorrà avere un ruolo da comparsa quest’anno e che nel suo ritorno al Pala Enel Marco Galli c’è ben altro che la volontà di chiudere la carriera qui: c’è il desiderio di abbracciare nuovamente quel pubblico che lo ha reso grande, ad esempio, così come è troppa la voglia di mettersi in luce in una formazione in cui per anni ha giocato ad alto rendimento. 
Riguardo i suoi obiettivi personali, senza sbilanciarsi più di tanto, Daniele Simeoni vuole trasmettere ai più giovani i concetti di sacrificio, determinazione e divertimento, soffermandosi in particolar modo sul fatto che prima di tutto la pallanuoto sia un gioco, e considerarla come tale può essere un aiuto per affrontare ogni partita in modo più positivo e lucido. 
Non manca neanche un pizzico di nostalgia nel discorso del trentanovenne civitavecchiese, che ricorda quando la Snc era una sorta di elemento di unione per il popolo cittadino. 
«Bisogna ricreare quella sintonia che portava ogni sabato almeno 500 persone alla Bombonera di Largo Caprera (attualmente Largo Marco Galli – ndr) – aggiunge- e occorre gettare le basi per risalire ai livelli in cui la società è abituata a stare”. Riguardo le possibilità di approdare ai playoff, invece, Simeoni non si sbilancia, affermando che l’obiettivo per cui lotterà la società di patron D’Ottavio si delineerà con il passare delle giornate. Solo allora, quindi, si saprà se si giocherà per l’accesso in serie A1 o per il mantenimento della categoria. “Considerando che la nostra ultima apparizione nel girone Nord risale ad una decina di anni fa circa – conclude – possiamo essere considerati come una mina vagante, ovvero un gruppo imprevedibile».
Ciò che è certo allo stato attuale, è la grande esperienza che l’arcigno difensore utilizzerà al meglio per dare benefici alla squadra, che ha ritrovato per la terza volta nella sua carriera. La sua avventura agonistica inizia proprio a Civitavecchia nella stagione 1997-1998, dove rimane nel giro della prima squadra per 7 lunghe stagioni. Poi nel mezzo le esperienze con il RN Bogliasco, RN Sori E Latina. 
Dal 2011 al 2015 ritorna nella sua città natale in cui raggiunge sempre la finale per salire in Serie A1; poi, come accennato in apertura, il triennio nuovamente nella società pontina prima di ristabilirsi laddove tutto iniziò.
Soprannominato nella sua esperienza in Liguria “lo specialista”, Daniele Simeoni è stato spesso negli anni garanzia di promozione nella massima serie nazionale, il gradino più alto che nella cittadina tirrenica manca ormai da 6 stagioni. 
Si tratta di una pedina fondamentale nello scacchiere della società del presidente Roberto D’Ottavio, non solo dal punto di vista tecnico, ma anche per il carisma esemplare che ha acquisito negli anni. La sensazione è che il club di Civitavecchia vorrà puntare proprio sul ruolo di leadership dell’esperto pallanuotista, utile sicuramente per contribuire anche allo sviluppo del settore giovanile e per progettare un sogno, quello della promozione. E proprio nell’ottica di valorizzare i giovani, la Snc ha chiuso per il classe 2001 Simone Carlucci, nativo di Ladispoli, cresciuto nel vivaio rossoceleste ed ex Vis Nova.

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Consorzio universitario da record

di FEDERICA CONGIU

CIVITAVECCHIA – Solita folla di studenti a piazza Verdi per l’Openday 2018/2019 del consorzio universitario Città di Civitavecchia del presidente Enrico Maria Mosconi. Moltissimi sono stati gli studenti accolti dalle varie istituzioni locali. «Vi do il benvenuto nella sede universitaria che da qualche anno è tornata a vivere – ha commentato il Vice Sindaco Daniela Lucernoni – non è cosa da poco avere una sede predisposta agli studenti e una città che seppur non immensa come Roma, può offrire altri aspetti che sicuramente saranno formativi, non solo dal punto di vista dell’istruzione ma anche dal punto di vista umano, perché si studia sia per sapere che per saper essere». Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente della Fondazione Cariciv Gabriella Sarracco: «Il corso di economica circolare è la perla di questo consorzio». La sinergia tra comune, Tuscia e Fondazione si è posto l’obiettivo di avviare corsi di laurea triennali e magistrale, attraverso convenzioni con altri atenei, ricerca e didattica di livello e strutture e laboratori composti da attrezzature avanzate.

La didattica offre corsi di laurea in Economia Aziendale, indirizzi di Economia del mare e del commercio internazionale e Management (dipartimento DEIM), Scienze Ambientali (dipartimento DEB), e corsi di laurea magistrale in Economia Circolare (DEIM) e in Biologia ed Ecologia Marina (DEB). «Ritengo che la nostra università sia molto vicina allo studente – ha dichiarato il Prof. Alessandro Ruggeri, Rettore dell’università degli studi della Tuscia, rivolgendosi agli alunni – non solo attraverso i servizi, ma anche attraverso la possibilità di offrire una serie di rapporti con il mondo del lavoro, per mettere voi giovani nella condizione di avere quell’esperienza fondamentale alla fine dei corsi di studio che vi consenta di camminare con le vostre gambe».

La novità di quest’anno è l’aumento della soglia di reddito che permetterà alle famiglie con redditi inferiori ai 15 mila euro di non pagare le tasse. Mantenute invece le agevolazioni per i più meritevoli. Presente ed applaudito il presidente di Unindustria Stefano Cenci che ha sottolineato le possibilità occupazionali dei corsi.

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Ladispoli, stadio off limits. Spettatori al sole cocente e scarsa sicurezza.

LADISPOLI – Dopo 13 anni la Us Ladispoli è tornata in serie D. Certo, non con il risultato che ci si attendeva (1-4 per gli avversari), ma l’Avellino è una squadra blasonata, di categoria superiore con una rosa formidabile e calciatori del calibro di Sforzini (tanti gol in serie B). Lo spettacolo comunque c’è stato. E questa è una nota molto positiva per l’ambiente calcio, per la Us Ladispoli dopo la cavalcata avvincente dello scorso anno in Eccellenza. Cosa invece non ha funzionato ieri, come del resto prevedibile alla vigilia, è la questione legata all’impiantistica dello stadio Angelo Sale. Una struttura realizzata neanche due anni fa e che presenta delle lacune evidenti. A cominciare dalla tribuna senza coperture. I tifosi sono stati costretti a vedere la partita di calcio sotto il sole cocente. Alcuni hanno abbandonato il match anzitempo. “Peccato davvero, un Ladispoli in serie D contro questo Avellino non me lo volevo perdere, ma l’afa non fa bene al mio cuore. Ho speso anche 10 euro per il biglietto”, è la lamentela di un anziano residente. Fosse solamente il caldo il problema (in caso di acquazzone la gente abbandonerà i posti e chi rimborserà i biglietti?). La capienza è in cima alla lista. Tribuna così piccola che è stata interamente occupata dai tifosi avellinesi, giunti in 500 dalla Campania, che si sono messi a sedere nella parte degli ultrà ladispolani, rimasti incredibilmente fuori dall’Angelo Sale. Se il clima non si è surriscaldato si deve proprio alla condotta dei tifosi rossoblu che non hanno creato ulteriori tensioni. Terzo nodo da risolvere: la sicurezza. Al triplice fischio finale gli spettatori ladispolani sono stati costretti dalle forze dell’ordine a rimanere dentro lo stadio attendendo l’uscita dei “lupi” di Avellino, ma ormai centinaia di tifosi si erano riversate nel piazzale davanti ai cancelli. Alla fine carabinieri e polizia hanno aperto il cancello per evitare disordini. Non meno importante l’aspetto della viabilità. Migliaia di persone nei parcheggi davanti allo stadio e nella via dell’Area artigianale, con bambini che hanno rischiato di finire sotto le auto. Uno scenario complessivo non da serie D sicuramente (ma neanche da Terza Categoria), aldilà di quello che è accaduto poi sul rettangolo verde dove l’Avellino ha battuto per 1-4 i padroni di casa di mister Bosco che comunque erano stati in grado di riaprire il match con una punizione magistrale di Cardella in chiusura di primo tempo. Nella ripresa i verde bianchi si sono portati sull’1-3 calando definitivamente il poker in contropiede a 15 minuti dalla fine.
 

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Mensa alla Melone, Agresti: ''Anche per la CIR locali non idonei''

LADISPOLI  – Torna alla carica il dirigente scolastico della Corrado Melone, Riccardo Agresti. Ancora al centro della polemica con l'assessore alla Pubblica istruzione Lucia Cordeschi, ci sono i locali mensa della scuola. Quelli realizzati dall'amministrazione per "liberare" il polifunzionale, attiguo all'istituto e che fino allo scorso anno veniva utilizzato come mensa (oltre che luogo per spettacoli) proprio dalla Melone. 

"A seguito dell’intervista rilasciata dall’assessore Cordeschi a “Centromareradio”, sabato mattina scorso, duole essere costretti a contestare e conseguentemente “sbugiardare” l’esimia assessora che a volte non sa nulla, mentre a volte sa cose che nessuno conosce. Quale delle due situazioni sia estremamente improbabile lo lascio al giudizio del lettore, ma proprio perché, come diceva Socrate, si sa solo di non sapere, riporterò solo i dati di fatto in riscontro alle stravaganti e spesso contraddittorie affermazioni dell’assessora, frasi che riporto citando a memoria.
Assessora: “La popolazione scolastica di Ladispoli è cresciuta”, se è vero, perché sta consentendo che in altre Scuole vi siano o vi saranno aule vuote (ad esempio le aule attualmente utilizzate per ospitare i bambini di via Rapallo i cui lavori di ristrutturazione finiranno entro Natale)?
Assessora: “Chi ci ha preceduto non ha pensato la mensa”, se è vero, come spiega la presenza della sala polifunzionale che è, appunto, multi funzione con priorità mensa scolastica?
Assessora: “La ASL ha fornito parere negativo alla polifunzionale come mensa”, se è vero, come spiega l’esistenza dei documenti diffusi a tutti i genitori dai quali si evince che la mensa può coesistere con attività serali ma, se non sanificata, debba essere usata solo come mensa scolastica?
Assessora: “Esiste il parere favorevole all’uso dei nuovi locali da parte dei VVFF”, se è vero, come mai invece di fare un sopralluogo lunedì mattina, i VVFF non hanno risposto che abbiamo già il loro parere?
Assessora: “Risulta rispettato il parametro di Legge per l’affollamento previsto per la mensa”, se è vero, come mai un tecnico (architetto), il Responsabile per la sicurezza, la prevenzione e la protezione di bambini e dei lavoratori afferma il contrario su un documento ufficiale?
Assessora: “La risposta visiva dei locali è diversa, non è un rettangolo ma i tavoli entrano tutti”, se è vero che tavoli e sedie sono entrati tutti nel nuovo locale, il problema è che devono entrarci fisicamente circa 100 persone alla volta e la disposizione dei tavoli non permette una rapida evacuazione del locale.
Assessora: “Non si deve sempre parlare de PTOF della Melone”, mi domando quale sia il problema della trasparenza del nostro Istituto: se le altre Scuole realizzano volantini pubblicitari per attirare iscrizioni, perché la Melone non può parlare semplicemente dei fatti e di ciò che realmente offre? D’altronde i genitori devono avere libertà di scelta e quindi è un loro diritto conoscere per avere l’opportunità di valutare e scegliere a ragion veduta.
Assessora: “I genitori devono avere libertà di iscrizione”, esattamente ciò che affermiamo e se le iscrizioni superano la capienza dell’edificio, è il Comune che deve recuperare i locali per garantire la soddisfazione delle richieste dei genitori, ad esempio pretendendo i locali inutilizzati dalle altre Scuole o effettuando un corretto dimensionamento degli Istituti.
Assessora: “Esiste un decreto legge che ho mostrato ad Agresti che limita il numero di iscrizioni”, probabilmente l’assessora mi ha sognato e nel sogno ha stilato un decreto legge che non esiste. In ogni caso questo fatto contraddirebbe ciò che ha appena affermato: se la “Melone” deve rinunciare alle iscrizioni che vi arrivano, come sarebbe garantita la libertà di scelta dei genitori che gradiscono la nostra offerta formativa?
Assessora: “Non si deve parlare solo della Melone e del suo PTOF, tutte le Scuola lo hanno uguale”, credo che questa sia la risposta alla mia domanda precedente: se i genitori non conoscono ciò che le Scuole di Ladispoli realmente offrono, allora possono essere dirottati verso Scuole che non offrono altrettanto e la stessa assessora mostra di non conoscere le grandi differenze presenti fra una Scuola e l’altra.
Assessora: “Il Comune collabora, però fino a un certo punto, non può esaudire tutte le richieste di Agresti”, forse l’assessora dimentica che le richieste sono per i bambini e non per il dirigente. Io non chiedo benzina per la mia auto, né un aumento dello stipendio (come hanno fatto gli assessori) né altro per me, ma solo ciò che possa garantire il bene dei bambini, cittadini di Ladispoli.
Assessora: “Ho risposto no alle richieste di arredo di Agresti, ma comunque le abbiamo esaudite”, francamente non credo che chiedere banchi e sedie per i bambini sia una richiesta da non esaudire, comunque quando ricevetti la risposta negativa dell’assessora non feci una piega, avevamo già programmato di mandare le classi senza arredi a fare lezione nella sala consiliare.
Assessora: “Le Scuole lasciano arredi nuovi alle intemperie, compresa la Melone”, ora se avessimo avuto gli arredi nuovi (negati a luglio, e ricevuti solo la scorsa settimana) non li avremmo richiesti, non ce ne avrebbero dati altri la scorsa settimana, non li avremmo lasciati alle intemperie, evidentemente l’assessora ci confonde con altre scuole, alla Melone non abbiamo “arredi nuovi” da lasciare alle intemperie. Non li abbiamo punto!
Assessora: “Le aule ci sono tutte per tutti”, certamente non grazie al suo lavoro che è solito svolgere senza chiedere né confrontarsi perché “io sono l’assessore e decido io” (sic!), ma grazie all’aiuto del Sindaco. Se non fosse intervenuto confrontandosi con la Scuola per conoscere le problematiche, le nostre tre classi che l’assessora ha fatto spostare dalla Livatino per lasciare vuote le aule (che saranno usate da chi?) sarebbero andate a fare lezione in sala consiliare.
Assessora: “I genitori hanno solo una parte delle informazioni che il Comune ha”, “Il Comune conosce altre verità”, “la sala polifunzionale ha problemi strutturali”, “La ASL ha vietato un uso promiscuo”, “La CIR avrebbe dovuto igienizzare la sala dopo l’uso serale”, “La sala polifunzionale sarà usata solo come teatro perché gli uffici appositi lo hanno stabilito”, effettivamente nessuna di queste frasi trova riscontro fra i documenti a disposizione della Scuola o comunque dei cittadini, non vorrei che si tratti di uno dei famosi sogni dell’assessora. Restiamo in attesa di poter vedere questi fantomatici documenti, che una seria amministrazione avrebbe dovuto mettere immediatamente a disposizione invece di permettere l’uso della sala polifunzionale. Se questi documenti su problemo strutturali esistono veramente, la cosa sarebbe gravissima perché significherebbe che il Sindaco ha messo a rischio la salute dei bambini e dei lavoratori della Melone!
Assessora: “La sala sarà disponibile per spettacoli e laboratori mattutini per tutte le scuole di Ladispoli”, ma allora i problemi strutturali ci sono o no? L’assessora dimentica però un piccolo particolare, la sala polifunzionale non è sua proprietà e la struttura è disponibile per il Comune (come lo è la palestra) solo dopo il termine delle lezioni dell’Istituto dove è ubicato, per cui nessuno può mettervi piede senza l’autorizzazione del dirigente scolastico. Ora è vero che personalmente non avrò alcun problema a cedere i locali per i bambini di altre Scuole (per me i bambini hanno tutti gli stessi diritti), ma è anche vero che non mi risulta che le altre Scuole (e non per le recite di fine anno) in questi anni abbiano mai avuto necessità di locali come la sala polifunzionale. Nemmeno quando la sala consiliare (concessaci senza problemi dal Sindaco Paliotta) ospitò personalità ragguardevoli, nessuna classe, eccetto che dalla Melone, ha mai partecipato (anche a causa delle distanze delle rispettive sedi). Nel ribadire che personalmente autorizzerò l’ingresso di qualsiasi classe entro il recinto della Melone, non vorrei che l’assessora stia pensando di sprecare altri soldi dei cittadini per bypassarmi e recintare la sala polifunzionale per metterla fuori dagli spazi di mia competenza e responsabilità.
Assessora: “Ho chiesto io alla CIR di dare i panini per il pic nic”, forse l’assessora non sa ciò di cui io sono perfettamente a conoscenza ovvero che la stessa CIR ritiene inidonei i locali da lei fatti realizzare con i soldi pubblici e che la CIR non avrebbe fornito alcun pasto lunedì se non avesse saputo che i docenti avevano deciso, a loro volta, di non far entrare alcun bambino nei locali adibiti a mensa portandoli a consumare un panino all’aperto; forse l’assessora non sa che da un accordo di venerdì pomeriggio la CIR ha concesso i pranzi al sacco che i nostri alunni consumeranno all’aperto sotto la sorveglianza dei docenti, altrimenti la Scuola avrebbe dovuto chiudere le lezioni alle ore 13.00 senza avere potuto avvisare alcuno.
Assessora: “Martedì i bambini mangeranno a mensa”, poiché non credo che l’assessora non abbia minima coscienza della realtà che dovrebbe gestire, posso ipotizzare che abbia la bacchetta magica e martedì sarò a mensa a mangiare con i bambini.
Assessora: “Faremo una pseudo protesta al MIUR”, probabilmente, anzi sicuramente, ho compreso male: l’assessora andrà al MIUR insieme ad altri a fingere una manifestazione?
Devo avere capito male!"

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Coppa del Mondo: Camboni sfiora la medaglia

Mattia Camboni sfiora il podio della Japan World Cup Series 2019. Ad Enoshima il portacolori del GS Fiamme Azzurre ha gareggiato ieri nella Medal Race della classe RS:X maschile chiudendo con un quarto posto finale.
Camboni, secondo sulla linea di partenza con i primi quattro windsurfisti tutti pericolosamente vicini, purtroppo chiude la prova a punteggio doppio in settima posizione, mentre Badloe (NED) vince l’oro con il secondo posto, Sanz Lanz (SUI) conquista l’argento con un quarto nella Medal, e Le Coq (FRA) è terzo con un quinto parziale. 
Mattia Camboni chiude così la sua miglior Coppa del Mondo di sempre e una grande stagione in cui è diventato anche il primo campione europeo di tavola a vela italiano. 
«È comunque il miglior risultato della mia vita – dichiara il windsurfista cresciuto nella Lni Civitavecchia – ma rimane un bel po’ di rammarico per una medaglia persa all’ultimo e a pari punti. È stata sicuramente la miglior stagione sportiva di sempre, piena di successi inaspettati e quest’ultima competizione è la prova che una medaglia è alla mia portata. Voglio fare un ringraziamento speciale alla Federazione Italiana Vela e al mio super coach Riccardo Belli dell’Isca senza il quale non sarei qui e al quale devo molto per questi miei risultati e non solo. Ringrazio inoltre il mio gruppo sportivo Fiamme Azzurre per il supporto che mi ha dato quest’anno e tutte le persone che mi sono state vicino fin da sempre. Ora un mese di stop completo dall’attività e ci vediamo il prossimo anno, ancora più forti».

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

La Vecchia ospita l'Atletico Vescovio nella nuova casa di Allumiere

di MATTEO CECCACCI

Ottenere i primi tre punti stagionali: questa è la missione principale del Civitavecchia Calcio 1920 che, nel match valevole per la terza giornata d’Eccellenza, sfida alle 15.30 alla Cavaccia di Allumiere l’Atletico Vescovio di mister Ermanno Pansa. Un match che dirà molto sul prosieguo della stagione, perché nelle prime due giornate entrambe le squadre non hanno fatto molto bene, in particolar modo i romani. I biancorossi, infatti, sono reduci da due sconfitte consecutive, prima con il Villalba 1-0 e poi la batosta del poker subito all’esordio in casa domenica scorsa con la quotata Valle del Tevere, mentre i nerazzurri hanno solamente raccolto due punti, frutto dei due segni ics (1-1) maturati con Ronciglione United e Casal Barriera, ma la penalità di un punto inflitta la settimana scorsa a causa delle vertenza Staffa mette i tirrenici al sestultimo posto. È effimero mettere in risalto l’attuale situazione negativa che grava sul club civitavecchiese, ma il continuo tormento delle notizie che si sono susseguite in poco meno di una settimana non stanno sicuramente dando pace alla Vecchia: basti pensare alla multa di 150 euro inflitta mercoledì 5 settembre dal giudice sportivo a causa delle troppe proteste dei tifosi nei confronti della terna arbitrale riguardo la gara d’esordio, poi due giorni dopo i 1000 euro di ammenda, il punto di penalizzazione e l’inibizione di sei mesi al presidente Stefano Biondi; insomma, tutto questo pesa, ma per fortuna c’è uno staff straordinario che non fa per niente preoccupare l’intero organico di Andrea Rocchetti. La rosa, infatti, è pronta e reattiva, gli allenamenti si sono svolti sul manto erboso della Cavaccia di Allumiere nel migliore dei modi. Tanti i giovani che hanno fatto bene e ottime le notizie su Befani che sembra essersi ripreso dall’infortunio, mentre il classe ‘00 Rasi dovrebbe rientrare entro metà novembre. L’Atletico Vescovio, invece, dovrà fare a meno del difensore Angelo Ciampini squalificato per due giornate, ma farà di tutto per trovare il primo sorriso stagionale. Si stimano sulle tribune collinari circa 100 supporter nerazzurri. «Sarà fondamentale – spiega il difensore Luca Iacomelli – fare bottino pieno. Purtroppo non abbiamo raccolto quanto seminato di buono in queste prime due giornate, ma la partita di oggi sarà l’occasione giusta per rifarci. Non dovremo farci ingannare dalla classifica, loro sono una squadra che può metterci in difficoltà, dovremo imporre il nostro gioco sin da subito pressandoli alti ed evitando le loro ripartenze. Dispiace a tutti non giocare a casa davanti alla nostra gente, il numero di spettatori contro il Ronciglione ci aveva impressionato, ma sono sicuro che molti dei nostri tifosi non sapranno stare senza la propria Vecchia e verranno a sostenerci anche alla Cavaccia». Infine il figlio del patron ha voluto concludere lasciando parole di conforto all’amico di una vita, attualmente infortunato, Samuele Cerroni: «Gioco insieme a Samuele da quando eravamo poco più che tredicenni e non vederlo in campo durante la settimana e la domenica è una brutta sensazione, perché so quanto lui tenga al Civitavecchia Calcio e quanto stia cercando di recuperare più in fretta possibile».
 

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Un successo il primo mercatino dei bambini

LADISPOLI – Combattere lo spreco e divertirsi allo stesso tempo si può. Lo ha dimostrato il primo mercatino per bambini promosso dal Comitato Cittadinanza Dinamica che si è svolto domenica mattina nei giardinetti di via Ancona. Tanti i bambini, dai 4 ai 15 anni (per un totale di 45 espositori e ben 62 bambini partecipanti) che hanno deciso di prendere parte all'appuntamento. E di giocattoli da vendere, ogni piccolo commerciante, ne aveva tantissimi. Dalle macchinine, alle figurine, per passare alle bambole e anche ad articoli per i più piccini. Nè sono mancati anche oggetti raffiguranti i protagonisti del manifesto dell'evento: Toy Story. Presenti anche tantissimi libri. Segno che dunque non solo i più piccoli ma anche e, forse, soprattutto i più grandi hanno ben compreso il senso dell'iniziativa: barattare o acquistare un articolo usato ma tenuto in buone condizioni per far felici i propri figli e allo stesso tempo combattere lo spreco. La lezione per i più piccoli c'è stata sicuramente: non dare nulla per scontato e imparare che anche un giocattolo, proprio come insegna il celebre cartone animato Toy Story, può rinascere a nuova vita se nelle mani di un nuovo piccolo padroncino. Un vero e proprio tuffo nel passato dove gli smartphone e la tecnologia hanno lasciato spazio alla condivisione e ai rapporti interpersonali di una volta, quando per interagire, commentare, scambiare commenti non veniva usato internet ma si faceva di persona, viso a viso.

Soddisfatti dell'evento gli organizzatori che già pensano al bis e perché no a trasformare l'evento in un appuntamento fisso. Sono già diversi i bambini, infatti, che saputo dell'iniziativa hanno chiesto lumi sulla nuova data dell'evento, pronti a rispolverare “vecchi” giocattoli, ma ovviamente in buone condizioni, così da mettere a punto il proprio piccolo business. «Il vero pilastro portante – ha spiegato il presidente del Comitato Cittadinanza Dinamica Ladispoli Romina Crifò – sono stati proprio loro, i bambini e le loro mamme. Si sono messi in gioco nel vero senso della parola». Risultato reso possibile anche grazie alla collaborazione, del tutto gratuita, di Pianeta Feste e Smiley Word che hanno “colorato” i giardinetti di via Ancona e dei Volontari per Ladispoli che hanno vigilato sulla sicurezza dei più piccini.

E successo ha ottenuto anche la piantumazione di fiori nei giardini della fontana. I bambini hanno risposto positivamente all'appello lanciato dagli organizzatori di portare con sé delle piantine così da colare i giardini. Ad aiutarli nella piantumazione dei fiori, trasformando anche questa attività in un vero e proprio gioco che ha appassionato i più piccini, il vivaio Flower Garden Mancini «che ha messo a disposizione la sua professionalità insegnando a tutti i bambini a piantare i fiori, facendoli giocare con la terra». Ora, terminata la festa, non resta che fissare la prossima data. Prossimo appuntamento, per il quale, il presidente del Comitato, Crifò, ha annunciato di organizzare «qualcosa di unico e magico». Per la felicità di grandi e piccini.

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

''Si scelga una spiaggia più accessibile''

SANTA MARINELLA – «Apprendiamo dalla stampa che il Sindaco Tidei propone di prendere accordi con la Regione Lazio per trasferire la gestione a scopo turistico di un tratto di spiaggia delle “Sabbie Nere” ad associazioni che si occupano di disabilità, con la realizzazione di tutte le infrastrutture necessarie a carico del Comune». A parlare sono i dirigenti del Comitato 2 Ottobre che non condividono la decisione del primo cittadino e propongono che l’iniziativa venga allestita in una spiaggia più accessibile.  “Facciamo presente al Sindaco – continuano i membri del Comitato – che la lodevole iniziativa potrebbe essere intrapresa senza bisogno di accordi con la Regione Lazio in quanto, il nostro Comune, dispone di una sua spiaggia comunale al centro della cittadina, facilmente raggiungibile ed anche molto estesa che è quella del Perla del Tirreno. L’idea potrebbe quindi concretizzarsi facilmente, in un luogo già ben servito dai mezzi pubblici, con spese infrastrutturali a carico del Comune, indubbiamente inferiori. Ciò darebbe sicuramente lustro alla nostra cittadina. Altra proposta plausibile sarebbe concedere parte dell’esteso litorale di Santa Severa dove non mancano spiagge libere e gestioni da rinnovare, alle associazioni di disabili, fermo restando che le barriere architettoniche andrebbero rimosse da tutti gli stabilimenti balneari. Il tratto di costa ad alta naturalità denominato “le sabbie nere” è stato dichiarato dalla stessa Regione Lazio area protetta e Monumento naturale regionale Pyrgi, con Decreto del Presidente, e non è certo tra i più facilmente raggiungibili. Da quando un’ordinanza dello stesso Sindaco Tidei aprì dieci anni fa l’area al traffico automobilistico, gli ambienti dunali e retrodunali del sito sono in costante degrado. Il nostro comitato si sta ancora battendo perché la fruizione balneare delle sabbie nere avvenga in modo regolato e compatibile con le caratteristiche del luogo”. “La loro salvaguardia – conclude il Comitato 2 Ottobre – garantisce un grande richiamo turistico anche per le future generazioni. Non vogliamo che strumentalizzando i disabili, si apra un varco per la commercializzazione e la speculazione sul nostro patrimonio naturale e paesaggistico, sempre più ridotto”.

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###