Vigili del fuoco: a Tarquinia mancano ancora 16 unità

TARQUINIA – Era il lontano 11 aprile 2017 quando dopo anni di battaglie veniva finalmente decretato dall’allora ministro dell’Interno onorevole Minniti, come ‘‘permanente’’, il distaccamento dei Vigili del fuoco di Tarquinia.
Per anni è stato aperto solo per il periodo estivo, come del resto negli ultimi due anni, sfruttando le convenzioni con la Regione per l’ antincendio boschivo, per essere poi chiuso gli altri mesi dell’anno. 
Ma tre mesi l’anno sono sufficienti a garantire il soccorso pubblico per gli abitanti del litorale? Sono sufficienti a garantire la Sicurezza lungo la SS1 Aurelia che da due anni è diventata un’autostrada?
A queste domande il Conapo, sindacato autonomo dei Vigili del fuoco, risponde seccamente ‘’no’’.
E a farlo è in particolare il segretario Conapo di Viterbo, Danilo Martoni che spiega: «Dopo la seconda inaugurazione ufficiale alla presenza di tutte le autorità, ci aspettavamo che il Ministero ci inviasse le risorse necessarie a un’apertura H24 di Tarquinia, ma a oggi mancano ancora 16 unità in organico. È terminato anche il presidio contro gli incendi boschivi, pagato in convenzione dalla Regione Lazio, presente solo di giorno, che comunque non garantiva la totale sicurezza degli abitanti del litorale, giacché per interventi tra le 20 e le 8, doveva partire una squadra da Viterbo, con ben 50 minuti da percorrere con un mezzo pesante».
«Da domani – incalza Luca Marini vice segretario Conapo – cosa risponderemo all’utente che chiama da Tarquinia, Montalto di Castro e da tutti gli altri comuni di competenza del distaccamento sul litorale, scusate ma ci vuole un’ora per arrivare? La popolazione, dopo tutti questi articoli e inaugurazioni, pensa ora che il distaccamento sia operativo».
«Abbiamo appreso inoltre – continua Danilo Martoni – dell’apertura del Polo di prevenzione incendi proprio a Tarquinia, ben vengano queste aperture, non dimentichiamo che vanno rispettati gli orari e visti i numeri, ma tra ispettori e funzionari, resto molto perplesso, e comunque per noi la priorità deve essere quella di aprire realmente il distaccamento di Tarquinia per poi mettere in piedi tutto il resto. Proprio perché parliamo di tempo necessario per intervenire e salvare vite umane».
«Non ci dimentichiamo della situazione in cui versa il distaccamento di Civita Castellana, stiamo aspettando da mesi che il Comune completi l’opera di consolidamento della struttura, nonché la sistemazione dell’impianto termico. In ultimo, ma non meno importante, la nuova sede centrale dei Vigili del fuoco di Viterbo – conclude Martoni- a tre mesi dall’apertura mancano ancora da sistemare tante cose dimenticate in fase di esecuzione dei lavori, per le quali mancano gli accreditamenti economici da parte dell’amministrazione, speriamo poi che il Tar del Lazio si pronunci presto e assegni definitivamente i lavori per la conclusione del secondo lotto». «All’ingegner Emanuele Pianese, nuovo comandante di Viterbo, – concludono i sindacalisti del Conapo – diamo il benvenuto con i nostri migliori auguri buon lavoro e chiediamo massima attenzione per queste problematiche».

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"Tutela degli animali, quattro anni di nulla"

CIVITAVECCHIA – "L'assessorato all'Ambiente ha brillato per un perfetto immobilismo". È questa l'amara considerazione del portavoce degli animalisti civitavecchiesi Giovanni Olimpieri che parla di quattro anni di nulla da parte dell'amministrazione comunale. 

"Non esiste Ufficio per la Tutela e Difesa degli Animali – ha spiegato – nessun divieto di accattonaggio con cuccioli di cani e gatti, non sono state delimitate le spiagge per turisti e cittadini con animali a seguito, si continua a macellare al di fuori di mattatoi autorizzati, non viene rispettato l’accordo tra Anci e la Federazione Italiana Diritti Animali e Ambiente del 27 giugno 2012, non esiste alcun programma per le scuole contro l’abbandono degli animali, la pulizia dei parchi pubblici è scarsa così come è scarsa l'attenzione per i bocconi avvelenati, le disinfestazioni sono pressoché inesistenti con conseguente rischio di leishmaniosi causata dalla puntura dei flebotomi (pappataci). Infine, nessuna iniziativa è stata messa in campo per vietare la vendita e l'uso uso dei botti di Capodanno i quali, oltre a essere incivili, inutili, pericolosi e inquinanti terrorizzano gli animali domestici e provocano la morte di numerosi volatili". 

Olimpieri ricorda come, per almeno due anni, siano state proposte all'assessore Manuedda delle soluzioni per risolvere i diversi problemi "ma a tutt’ora aspettiamo di essere ricevuti. Alcuni esempi: abbiamo proposto la realizzazione di un canile a costo quasi a zero per le casse del Comune grazie al contributo di alcuni cittadini amanti degli animali – ha sottolineato – abbiamo proposto la realizzazione dei dog park (sfruttando spazi attualmente non gestiti) in gestione gratuita grazie all'ausilio di volontari e di piccole aree nelle spiagge per i Bau Beach. Neanche così l'assessorato all'Ambiente è riuscito a fare qualcosa. Che voto dargli?". 

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Moscherini: ''Un progetto articolato per rilanciare Tarquinia'' 

TARQUINIA – Riportare l’attività di pesca a Porto Clementino, ridando vigore all’antico molo. Tutelare le vasche delle Saline e riaprire una piccola fabbrica del sale, proprio come a Cervia, sfruttando la presenza dell’Università della Tuscia quale laboratorio scientifico di ricerca e controllo e ambìto polo culturale attrattivo per scuole ed altri Atenei. Inserire la talassoterapia per la cura della pelle. Coniugare, poi,  la scienza alla storia, grazie al vicino porto di Gravisca. Ma non solo. Costruire anche un porticciolo turistico per piccole navi da crociera, con tanto di oceanario. Un porto che funzioni, al contempo, da barriera protettiva per l’area delle Saline e da veicolo economico di alta qualità per il territorio. Infine, integrare la riqualificazione urbanistica di San Giorgio dentro questo contenitore globale di sviluppo. 
È questo l’ambizioso progetto illustrato dal consigliere comunale Gianni Moscherini mercoledì mattina alla stampa e già presentato ai cittadini di Tarquinia nel convegno dello scorso 13 luglio. Un obiettivo importante per il territorio che coniuga l’ambiente  al turismo, alla cultura e alla riqualificazione urbana. 
Il ‘’Cantiere della nuova politica’’ è in piena attività per portare a termine l’o0biettivo definito «molto importante per il futuro turistico, occupazionale ed urbano della città e del territorio di Tarquinia». Un progetto che punta ad essere discusso – con il disegno preliminare -, in consiglio comunale già a settembre e che, se non incontrerà intoppi nella stesura definitiva,  potrà essere cantierato già entro l’anno 2019. «Il lavoro di preparazione sta per essere concluso – ha spiegato Gianni Moscherini –  e nell’arco di 20 giorni il progetto preliminare, con le relative ed eventuali osservazioni, potrà essere presentato al sindaco Mencarini e portato al vaglio del consiglio comunale».
TRE DIRETTRICI SU CUI LAVORARE. «Il progetto – ha spiegato il leader del ‘‘Cantiere della nuova politica’’ – è articolato, anche se è unico, perché investe tutte le aree comprese tra Porto Clementino e San Giorgio, comprese le Saline. Un lavoro lungo, fatto già prima delle elezioni e ripartito successivamente con lo studio di Porto Clementino. Dal Porto Clementino ci siamo poi allargati, perché l’obiettivo è uno. La difesa ambientale della costa delle Saline dalle continue mareggiate è infatti un problema che può essere arginato anche attraverso la riqualificazione dell’intera area, fino a San Giorgio,  che preveda anche delle protezioni a mare che abbiano una duplice  funzione,  quella ambientale e quella di sviluppo turistico e urbanistico». 
PORTO CLEMENTINO.  «Abbiamo fatto verificare la possibilità di riportare Porto Clementino a svolgere quelle funzioni che aveva ai tempi di Clemente XIII riorganizzando la pesca. I pescatori amatoriali potranno vendere direttamente sul molo il pesce da loro pescato. Un’attività che si legherebbe anche alla storia del vicino porto di Gravisca.
SALINE. Vicino al Porto Clementino ci sono poi le Saline che richiedono un intervento di tutela. «Il progetto è quello di difendere le vasche – ha ricordato Moscherini –  e di questo una grande  lezione ce l’ha data il professor Nascetti che ha studiato la materia. Tutte le opere che saranno realizzate, dovranno garantire l’intoccabilità del fondale marino a partire dalla Posidonia. Poi si tratta di sfruttare il sale, utilizzando le strutture lasciate abbandonate dal sindaco Mazzola. Lì, l’unica parte ancora sfruttata è quella dedicata ai carabinieri Forestali e quella dell’Università della Tuscia con il professor Nascetti, per il resto è tutto in stato di abbandono. Alle Saline vogliamo fare quello che è stato fatto a Cervia: rifare una piccola fabbrica del sale con un investitore, già potenzialmente presente. Ma non solo, l’area si presterebbe a quello che già Luigi Daga, come ha ricordato il professor Nascetti aveva pensato, e cioè la talassoterapia, apportando le opportune modifiche alle strutture già esistenti.
IL PORTICCIOLO. Tra le Saline e San Giorgio viene poi ripensato il porto turistico che era già stato presentato in campagna elettorale. La location è infatti diversa, spostandosi dalla foce del Marta, al confine con San Giorgio. «Le numerose problematiche dell’area – ha spiegato Moscherini –  hanno portato il gruppo di professionisti che sta lavorando sul progetto, a ritenere più idonea l’area a ridosso di San Giorgio, integrando così il porticciolo con l’idea della ‘’città giardino’’ studiata per la riqualificazione urbanistica della zona». «Inserendo il porticciolo lì in quella zona, si attua una riorganizzazione globale dell’area dal punto di vista turistico e sanitario. – ha detto Moscherini – La struttura del porticciolo a forma di coda è anche studiata per proteggere l’area dalle mareggiate. La realizzazione del porticciolo a forma di ‘’nove’’ seguirà, in ogni caso le esigenze ambientali, a seconda dei pescaggi. Qui è previsto anche un oceanario, nei primi trecento e quattrocento metri dalla sabbia, fino ad arrivare a dopo quattrocento metri che si va sul pescaggio delle barche. Poi l’ attracco per piccole navi da crociera: la scelte è legata anche al fatto che le navi più piccole, oltre ad essere meno impattanti dal punto di vista ambientale trasportano turisti più ricchi, che forniscono maggiori garanzie economiche per il territorio ai quali viene offerto un contesto turistico- ambientale e culturale di assoluto interesse». 
IL PROFESSOR GUARASCIO. Il professor Massimo Guarascio, docente universitario della Sapienza di Roma, in  Ingegneria della sicurezza, ha già contribuito alla realizzazione del porto di Civitavecchia ed è stato per parecchi anni presidente della Rete mediterranea della Facoltà di Ingegneria che ha sede a Civitavecchia.  Attualmente è membro del consiglio della stessa rete. «Vorrei dare un contributo dal punto di vista identitario culturale – ha detto – coniugando l’identità del territorio con questo tipo di progetto». Le ragioni storiche del territorio, uniche e preziose, per il professore costituiscono infatti le basi su cui elaborare anche il progetto ambientale e naturalistico. “Quest’area rappresenta una ricchezza unica: a fianco a Roma ma diversa da Roma e prima di Roma. Un fatto importante da poter comunicare all’esterno. Omero ce lo ha raccontato: c'è un inno omerico a Dionisio e Bacco che cita per la prima volta  i Tirreni che hanno rapito Bacco in una delle prime incursioni nell'est del Mediterraneo. Nell'anno mille e un po' prima. Narra il mito che i Tirreni si sono spaventati dai fenomeni strani di Bacco che ha fatto nascere uva sui pali della nave e si sono buttati in mare e sono diventati delfini. I delfini sono la trasformazione degli Etruschi. Basti pensare che sono disegnati all’interno delle tombe etrusche. Andrebbe creato un progetto culturale con le scuole e con le Università per diffondere la storia Etrusca e del territorio. La parte storica della cultura etrusca andrebbe poi integrata con la parte scientifica e ambientale. Il professor Nascetti ad esempio ha lanciato l'allarme dicendo che bisogna intervenire subito su quest’area perché sta diventando mar morto. Rischia cioè di estinguersi la vita marina se non si interviene adeguatamente. Il contributo di Nascetti e del laboratorio di biologia marina della Tuscia costituiscono un polo unico che ha già creato un progetto europeo di elevata importanza scientifica. Nell'ambito residenziale del borgo delle Saline si può creare un'area universitaria per gli studenti per approfondimenti sia storico e culturali del territorio sia scientifici e ambientali per un polo culturale unico nel suo genere. Questo investimento – ha aggiunto il professore – sarebbe un grande attrattore”.

I VINCOLI . “Il vincolo paesaggistico  deve essere messo all'inizio – ha sottolineato il professore -: le scelte vanno calibrate sulla base delle eventuali limitazioni ambientali e sulla necessita di proteggere la riserva; in questo contesto poi vanno inserite le altre opere di balneazione, navigazione e altro. Il laboratorio dell’Università della Tuscia, in questo senso rappresenta il riferimento di punta di come si protegge la vita marina. Il vantaggio sta infatti anche nell'avere la struttura universitaria di controllo fissa sull’area”.

I COSTI. L'equilibrio dei conti  relativi ai costi del progetto nel suo complesso sarà presentato nel progetto preliminare, sottolineano all’unisono Moscherini e il professore. “In approvazione in consiglio – ha spiegato Moscherini – andrà l'approvazione del progetto con gli eventuali investimenti pubblici, che saranno consistenti, e investimenti privati. Una volta approvato il progetto preliminare in consiglio si faranno i vari capitoli di intervento concreto per ogni parte del progetto”. 

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Scuola: Benedettine, proroga di due anni

SANTA MARINELLA – La trattativa con l’istituto delle Suore Benedettine ha portato un buon risultato. Il Sindaco Pietro Tidei ha confermato che, a seguito di incontri e serrate trattative, l’Istituto ha concesso al Comune una proroga di due anni sull’utilizzo della struttura come scuola materna e pertanto le aule di via Cicerone potranno essere utilizzate per l’anno scolastico in corso e per quello successivo. “Due anni scolastici sono esattamente il tempo occorrente per programmare ed eseguire i lavori di messa in sicurezza dell’edificio scolastico delle Vignacce – ha detto Pietro Tidei – che quindi potrà continuare a servire i piccoli studenti residenti nella zona sud di Santa Marinella”. Le Suore Benedettine hanno anche manifestato l’intenzione di procedere alla vendita dell’intero immobile di via Cicerone. Il Sindaco Tidei darà incarico all’agenzia del territorio di procedere alla valutazione dell’edificio e delle sue pertinenze che potrebbero essere sfruttate, considerata l’ubicazione, la possibilità di creare parcheggi nelle adiacenze, l’estensione e la conservazione delle superfici, per sopperire alla necessità di uffici dell’amministrazione comunale sfruttando i finanziamenti già stanziati per la costruzione del municipio e abbattendo i canoni passivi molto onerosi già pagati dal Comune. In ogni caso l’operazione dovrà attentamente essere valutata considerata anche la richiesta economica, ancora ignota, che sarà formulata dall’Istituto. Sembra infatti che il valore effettivo dell’immobile si aggiri sui quattro milioni di euro ma che la trattativa si può chiudere sui tre milioni e mezzo. In questo modo, il sindaco potrebbe risolvere in un solo colpo due problemi, quello relativo alla carenza di aule e quello della mancanza di una vera e propria sede comunale. Sarebbe l’occasione per rispettare il programma elettorale che prevedeva la sistemazione degli istituti scolastici e della realizzazione di un municipio.

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Gdf: scacco al clan Fasciani

FIUMICINO – I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno dato esecuzione a un decreto di confisca emesso dal locale Tribunale – Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia capitolina, nei confronti di due esponenti di spicco del noto clan mafioso FascianiI, per un valore complessivo pari a oltre 18 milioni di euro. Le indagini, condotte dagli specialisti del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia EconomicoFinanziaria di Roma, sono state avviate all’esito delle operazioni di polizia “Nuova alba” (eseguita dalla Polizia di Stato nel luglio 2013) e “Tramonto” (conclusa dalle Fiamme Gialle capitoline nel febbraio 2014), che avevano permesso di documentare l’esistenza e operatività dei Fasciani nel territorio lidense, identificare i “capi” del sodalizio – i fratelli Carmine e Terenzio, destinatari del provvedimento di confisca – nonché acquisire rilevanti fonti di prova in relazione alla commissione di plurime condotte delittuose, tra le quali il sistematico ricorso alla fittizia intestazione di beni, tutte poste in essere con la finalità di agevolare l’organizzazione mafiosa.

In proposito si è pronunciata la Corte di Cassazione che, con sentenze del 26.10.2017 (con riguardo all’operazione Nuova alba) e del 21.02.2018 (in relazione all’operazione Tramonto), ha sancito la matrice mafiosa del clan. Sulla base degli elementi emersi nel corso di quelle indagini, la D.D.A. ha delegato ai Finanzieri l’esecuzione di mirati approfondimenti economico-patrimoniali, volti alla ricostruzione del patrimonio posseduto dai germani Fasciani I e dai relativi familiari, nonché all’individuazione delle attività economiche da essi esercitate, allo scopo di intercettare – secondo la logica follow the money – i flussi finanziari agli stessi direttamente o indirettamente riconducibili. Il G.I.C.O. è riuscito ad accertare come i due fratelli avessero accumulato, nel tempo, un ingentissimo compendio mobiliare e immobiliare, in parte intestato ai loro familiari, in misura assolutamente sproporzionata rispetto ai redditi lecitamente percepiti. E’ venuto alla luce, in particolare, un tenore di vita del tutto incoerente rispetto alle capacità reddituali, costituendo le attività criminali del clan l’origine delle ingenti ricchezze possedute. Ne è derivato un vero e proprio “inquinamento” dell’economia legale del litorale, attuato sfruttando consapevoli “prestanome” che sono stati posti formalmente a capo di numerose società operanti nel settore della ristorazione, della panificazione, della gestione di stabilimenti balneari e del divertimento notturno (comparti che meglio si prestano al reimpiego dei proventi illeciti), utilizzate come “schermo” per celare il “centro di interessi occulto” facente capo ai FASCIANI.

Le indagini si sono giovate dell’apporto dichiarativo dei collaboratori di giustizia CARDONI Michael e IANNÌ Tamara, appartenenti alla famiglia criminale dei “Baficchio” di Ostia, parenti del defunto GALLEONI Giovanni (detto “Baficchio”), ucciso a Ostia il 22.11.2011 insieme al sodale ANTONINI Francesco (detto “Sorca Nera”). Accogliendo le prospettazioni investigative, in data 20.06.2016 e 5.07.2016, il Tribunale di Roma aveva disposto il sequestro dei seguenti beni, di cui ora ha decretato la confisca: – patrimonio aziendale e beni di 8 società e 1 ditta individuale, esercenti l’attività di “bar”, “ristorazione”, “panificazione”, “commercio al dettaglio di altri prodotti alimentari”, “gestione stabilimenti balneari” e “immobiliare”, tutte site a Roma/Ostia; – 12 unità immobiliari e 1 terreno ubicati a Roma e in provincia de L’Aquila; – rapporti bancari/postali/assicurativi/azioni; per un valore di circa 18,5 milioni di euro. Contestualmente, attesa la “spiccata ed allarmante pericolosità” dei due proposti, il Giudice della prevenzione li ha sottoposti alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per la durata di anni 4.

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Guardia costiera: dopo cinque anni riapre  l’ufficio a Tarquinia

TARQUINIA – Dopo Montalto e soprattutto dopo ben cinque anni di totale assenza, torna anche a Tarquinia un presidio di Guardia costiera. L’ufficio è stato inaugurato nei giorni scorsi all’interno delle strutture che già ospitano gli uffici comunali, in viale Andrea Doria. Al taglio del nastro erano presenti i rappresentanti della Capitaneria di Porto e dell’amministrazione comunale, in particolare il Capitano di Vascello Vincenzo Leone, il comandante della Direzione Marittima del Lazio e Lamberto Alessandro, comandante della delegazione di spiaggia di Montalto di Castro, già al comando dell’ufficio di Porto Clementino a Tarquinia Lido. In rappresentanza dell’amministrazione comunale era presente il vicesindaco Martina Tosoni, l’assessore ai Lavori pubblici Laura Sposetti ed i consiglieri comunali Marco Bordi, Roberto Benedetti e Stefania Ziccardi. «Questa condivisione logistica con il Comune di Tarquinia è stata molto cercata – ha spiegato il capitano Leone – ed è stata facile da realizzare vista la condivisione totale di volontà. Siamo ad un passo dal mare, in un ufficio che condividiamo con la Polizia locale e l’amministrazione che ci consentirà di fornire un ulteriore servizio al cittadino. Chi ben inizia, si dice, è a metà dell’opera: e noi da oggi, contiamo di inaugurare una stagione estiva che possa essere la più serena possibile». Leone ha anche ricordato l’inaugurazione di oggi della stagione 2018 di Mare Sicuro.
«L’amministrazione è orgogliosa di aver intrapreso questo nuovo percorso con la Capitaneria di Porto e la Guardia Costiera. – ha detto la vicesindaca Martina Tosoni – Riteniamo sia importante rispondere ad un bisogno di sicurezza, e la presenza di persone specializzate sulle nostre spiagge è fondamentale: vedere le loro divise sulle nostre coste trasmette subito un segnale di sicurezza. Questo è solo un punto di partenza: da qui si può solo migliorare e speriamo di farlo assieme».
«Gli anni di assenza sono serviti – ha detto il comandante Leone – a capire quanto fosse importante tornare: ora lo facciamo grazie alla sensibilità di quest’amministrazione e senza progetti faraonici, con la consapevolezza che solo le soluzioni condivise possano portare a soluzioni realistiche. Sarà importante, perciò, la sinergia tra forze e istituzioni, facendo sistema sia lungo la costa, con i presidi di Civitavecchia a sud e Montalto di Castro a Nord, sia con le strutture già attive sul territorio, dalla Polizia locale alla Protezione civile: in un momento in cui le risorse non sono quelle che servirebbero, è solo lavorando assieme che si trovano le giuste alternative per dare risposte ai cittadini; e proprio coinvolgendo i cittadini stessi, ascoltandoli, che si riesce ad aggiustare il tiro ed a garantire sempre maggiore vicinanza ai loro bisogni».
Il presidio garantirà una maggiore presenza nei giorni di maggiore afflusso turistico: «Sotto la competenza del Dipartimento marittimo di Civitavecchia manderemo la pattuglia ‘’Mare sicuro’’ lungo questa zona di litorale con maggiore frequenza, proprio sfruttando e valorizzando questo ufficio” – e con la presenza di una o due persone al presidio per più giorni possibili per garantire uno sportello al pubblico, con una frequenza da valutare in base, comunque, alle risorse spendibili sul territorio. Ma ciò che più ci interessa è essere presenti sulla spiaggia e lungo le coste».

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Ferri (Pd): ''Dobbiamo parlare seriamente di salute e ambiente''

CIVITAVECCHIA – “Dobbiamo cominciare a parlare seriamente di salute ed ambiente per bloccare la mattanza locale”. Parola del segretario del Pd di Civitavecchia Germano Ferri che interviene sul tema ambiente sottolineando il caro prezzo pagato dalla città.

“Civitavecchia è purtroppo una città malata – dichiara Ferri – in cui l'inquinamento ambientale negli ultimi anni è cresciuto a dismisura e, con esso, la mortalità per patologie ad esso correlate portando ad essere il tasso di mortalità locale per tumori al polmone ed alla pleura il 30% più alto rispetto al resto della regione Lazio.

Il dem non ha dubbi: è ora che la città pensi al suo futuro ‘’green’’. Per fare questo è necessario “lavorare per non aggiungere più alcuna fonte di combustione a livello locale, impegnandosi poi per diminuire progressivamente quelle già presenti. Le energie rinnovabili – sottolinea il dem – saranno il futuro ed oggi quindi risulta fondamentale, anche in virtù della chiusura prevista per i prossimi anni della centrale a carbone, capire come Civitavecchia potrà diventare una città a produzione energetica sostenibile, sfruttando le tante risorse naturali presenti nel territorio. Oppure discutere concretamente sull'inquinamento portuale. È dimostrato dall'Arpav – prosegue Ferri – che la maggior fonte di inquinamento da polveri sottili nelle città portuali sono le navi che ogni anno scaricano nell’aria sostanze inquinanti ed oltre 500 tonnellate di Pm10, causa tra l'altro di leucemie e tumori dell’apparato respiratorio. Oggi più che mai quindi risulta necessario un impegno da parte dell’amministrazione di tutelare la salute dei cittadini in primis richiedendo un’indagine epidemiologica che analizzi i tassi di incidenza specifici per neoplasie polmonari correlate all’inquinamento ambientale, poi con una presa di posizione importante implementando il monitoraggio dell’inquinamento ambientale con apposite centraline poste nelle zone limitrofe la struttura portuale, oltre che con misure relative all’alimentazione delle navi obbligando di base gli armatori ad utilizzare carburanti a basso tenore di zolfo, pena multe consistenti che renderebbero non più conveniente l’infrazione della regola ambientale trovando poi soluzioni migliori e concrete come, ad esempio, l’utilizzo del gas naturale liquefatto, un combustibile a bassissimo impatto ambientale”.

Per il segretario del Pd locale è necessario anche porre delle limitazioni al traffico di veicoli pesanti consentendo un “transito esclusivo alle fasce orarie notturne, mantenendo comunque – conclude Ferri – la possibilità di un transito cittadino diurno previo pagamento di una quota che, superato un certo peso del mezzo, aumenti di 1 euro al quintale”.

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Tidei: “Bacheca a caccia di uno stipendio da vicesindaco”

SANTA MARINELLA – “Leggo sulla stampa come finalmente la Lega abbia iniziato a mettere fuori la testa”. 

A parlare è il candidato sindaco Pietro Tidei. “Mi fa piacere perché mi da la possibilità di chiarire una volta per tutte chi sia la Lega in questa città. Non pensate a Salvini, non pensate a Giorgetti, pensate a Bacheca, quello che è rimasto nascosto anche durante la sua campagna elettorale per le elezioni regionali e che ha strappato la bandiera con Alberto da Giussano a chi l'aveva usata per farci politica,mentre a lui serve solo per coprire le nefandezze di dieci lunghi anni di pessima gestione del Comune. Roberto Bacheca è da sempre abituato a giocare su più tavoli ed anche in questa occasione, sfruttando senza vergogna la moda politica nazionale, proverà a fare il vicesindaco con il nipote di Achille Ricci pur di rimanere sempre in piedi e di assicurarsi uno stipendio senza curarsi del fatto che per effetto della sua spensierata gestione sono tantissimi i fornitori comunali che lo stipendio non lo potranno avere se non interviene qualcuno come il sottoscritto che, con la sua comprovata esperienza, sarà in grado di far ripartire una macchina ferma da troppo tempo per mancanza di tutta la liquidità finora sprecata”. 

“Non mi sorprende che Tidei continui a parlare di poltrone – risponde Bacheca – ma lo capisco è nelle sue logiche politiche. Altro che programmi di sviluppo, le solite promesse buttate la come se i cittadini avessero l'anello al naso e non conoscessero da quale personaggio vengono profferite”.

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Messaggio positivo dall'India: ''Questo territorio può attrarre grandi investimenti''

CIVITAVECCHIA – Conferenza stampa finale della tre giorni organizzata dalla Confimprese Tursimo Italia per un gruppo di imprenditori asiatici. Il gruppo Ramdas, che ha forti investimenti in Cina e a Dubai, è stato accompagnato infatti dall’associazione presieduta da Giuseppe Sarnella in un tour di tre giorni per la città metropolitana in cerca di possibili collaborazioni e investimenti.

“Tre sono i loro interessi. Lo sport e l’impiantistica sportiva, un polo culturale universitario e imprese da presentare al futuro Expo di Dubai 2020. Dopo un tour organizzato dallo stesso Sarnella, gli imprenditori sono stati accompagnati per una conferenza stampa presso l’hotel San Giorgio.

Accolti dalle relazioni di Malcom Morini dell’Autorità Portuale e dall’imprenditore Roberto D’Ottavio, gli imprenditori hanno espresso la loro volontà di cercare collaborazioni con artigiani e imprese italiane, sfruttando la logistica del porto e le bellezze naturali e archeologiche della zona. Molti gli interessi anche nel campo delle infrastrutture sportive, dichiarati dagli imprenditori.

In sintesi il gruppo asiatico si è dichiarato disposto a valutare eventuali collaborazioni che vedano imprese ed istituzioni locali presenti e partecipi.

“Gli italiani devono capire che non siamo portatori di soldi. Noi vogliamo innamorarci di un idea, di un progetto. Questo territorio ne deve creare molti perché molte sono le possibilità” ha dichiarato Rajesh Ramdas Pujari.

Alla conferenza ha partecipato anche il professor Marco Ferrero della Sapienza, che ha illustrato l’utilità di un grande polo universitario locale, plaudendo all’idea di Confimprese Italia. Sarnella ha spiegato durante la conferenza “ di credere fortemente nelle possibilità di crescita del territorio”.

Tra gli invitati alla conferenza incontro di questa mattina, moderata dal giornalista Luca Grossi, diversi imprenditori e associazioni di categoria e istituzioni tra cui Confcommercio, Codacons e Cna. Presenti all’incontro numerosi politici locali di diversi schieramenti. Alla conferenza erano presenti inoltre i consiglieri comunali Grasso, Riccetti, De Paolis, D’Ambrosio. Assente nonostante l’invito il sindaco Antonio Cozzolino.  

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