Taglio vitalizi, il rebus delle imposte da restituire pi� alte dei tagli stessi

Molti ricorsi degli ex parlamentari contro la sforbiciata degli assegni punta sulla questione fiscale. In passato si pagava di pi�. Sono soldi da risarcire?

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Sprar, Lucernoni: “I 900mila euro sono fondi del Ministero dell’Interno”

CIVITAVECCHIA – “I 900mila euro del progetto Sprar, che ricordo è stato votato a larga maggioranza in consiglio, sono fondi del Ministero dell'Interno, oggi a guida Lega, e quindi non fondi comunali”. È la replica dell’assessore ai Servizi sociali Daniela Lucernoni che interviene dopo le dichiarazioni del capogruppo della Lega Alessandra Riccetti e del coordinatore locale Alessandro D’Amico. Un botta e risposta sul tema migranti con la Riccetti che accusa la giunta pentastellata di mettere gli interessi dei richiedenti asilo davanti a quelli dei civitavecchiesi e la Lucernoni che fa chiarezza: “I progetti per i civitavecchiesi in difficoltà sono tanti, rivolti a tutte le categorie sociali, e gestiti dall'ufficio Servizi sociali. L'ex presidente del consiglio – tuona l’assessore ai Servizi sociali – ora consigliere di opposizione, d'altronde dovrebbe sapere cosa fanno tutti gli uffici del comune, invece evidentemente preferisce fare bassa demagogia”.

Riccetti e D’Amico si scagliano contro l’operato della giunta a Cinque stelle e ribadiscono la loro contrarietà all’accoglienza dei “194 stranieri con un importo a base d’asta pari a 45 euro ospite al giorno a dispetto di una media nazionale che viaggia sui 35. E soprattutto senza tener conto della sforbiciata al business dei migranti che il Governo (Lega – 5 Stelle) farà sull’accoglienza”. Insomma i due invitano Cozzolino ad adeguarsi alle politiche nazionali: “farebbe bene – incalzano Riccetti e D’Amico – a seguire la linea di Governo di cui fa parte”. La Lega rimprovera l’amministrazione ma per Lucernoni è tutto regolare visto che c’è l’approvazione del Ministero dell’Interno e conclude: “Ricordo infine che i servizi offerti ai richiedenti asilo non sono arbitrari ma sono stabiliti da leggi dello Stato. Qualora il Ministro – dichiara Lucernoni – decidesse di apportare cambiamenti al progetto SPRAR noi come amministrazione locale non potremo far altro che prenderne atto e agire di conseguenza”.

Ma sullo Sprar arriva anche il secco No del circolo territoriale di FdI Giorgio Almirante che lancia anche un appello all’unità del centrodestra su quella che è, ed è stata, una battaglia comune.

Il direttivo di “Almirante” punta il dito contro la giunta a Cinque stelle: “Quello che più indigna è che non un euro sia stato stanziato – nei quattro anni e mezzo precedenti – per i cittadini civitavecchiesi in difficoltà. Al contrario, negli ultimi anni, si è pensato solo a ridurre le risorse dei servizi sociali e quindi gli aiuti per gli italiani in difficoltà. Il circolo territoriale di Fratelli d’Italia “Giorgio Almirante” è da sempre contro la logica del sostegno fornito prima agli stranieri (nella stragrande maggioranza dei casi clandestini)”.

FdI ribadisce la sua “ferma opposizione a questa scellerata decisione dell’amministrazione comunale, contro la quale è stata promossa una petizione popolare che ha già raccolto oltre cinquecento firme, con la petizione promossa dal nostro circolo ed al quale hanno aderito tutte le altre forze politiche del centrodestra. Qualora i cittadini dessero fiducia a Fratelli d’Italia – promettono dal FdI – alle imminenti elezioni amministrative del prossimo maggio, l’impegno del circolo Almirante è categorico: tutte le delibere, adottate contro i civitavecchiesi, saranno revocate e le risorse verranno destinate, senza esitazione, agli Italiani in difficoltà. Nella prima giunta di centrodestra si revocherà immediatamente l’adesione allo scellerato progetto Sprar e le risorse saranno assegnate ai civitavecchiesi in difficoltà”.

Dopo la promessa l’appello: “Su questa battaglia – proseguono dal direttivo – sul quale abbiamo la certezza di contare su tutte le altre forze di centrodestra che si riconoscono, con noi, nella candidatura a sindaco di Massimiliano Grasso, auspichiamo di poter contare anche sulla collaborazione della Lega, alla quale lanciamo un appello. Abbandoni la Lega ogni tatticismo – dicono – che genera dubbi e lascia vociferare circa un suo avvicinamento ai 5 stelle. Il posto della Lega è qui, nel centrodestra, come è sempre stato, al fianco di Fratelli d’Italia e della maggioranza dei cittadini di Civitavecchia nella battaglia contro provvedimenti scellerati  come l’adesione al progetto Sprar, contro il quale – concludono dal circolo Almirante – proprio come avvenne un anno fa contro la minaccia di istituire un hotspot a Civitavecchia, quando in città vennero sia la nostra portavoce nazionale Giorgia Meloni sia il leader leghista Matteo Salvini, Lega e Fratelli d’Italia dovranno essere pronti a mobilitarsi con il coinvolgimento anche dei rispettivi leader nazionali”. 

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Sulle imprese cittadine pesa una tassazione pari al 62,8 per cento

CIVITAVECCHIA – «Nessuna inversione di tendenza. Anche nel 2018 le imprese di Civitavecchia suderanno fino al 16 agosto solo per pagare i tributi». Lo comunica la Cna dopo la presentazione del rapporto 2018 ‘‘Comune che vai fisco che trovi’’ presentato ieri mattina a Roma, a cura dell’osservatorio permanente Cna sulla tassazione delle piccole e medie imprese che analizza 137 comuni italiani.

«Su 365 giorni – proseguono dalla Cna – ben 229 si lavorerà dunque per la liberazione dal fisco e appena 136 per soddisfare i consumi personali e della famiglia. 62,8 per cento è il peso complessivo del fisco sul reddito d’impresa (total tax rate). Un dato che è superiore alla media nazionale, attestata al 61,4 per cento, con un aumento, seppure di poco (+ 0,2), sul 2017, e che fa scivolare Civitavecchia di due posti, dal 97° al 99°, nella graduatoria generale». A commentare è il presidente della Cna Civitavecchia Alessio Gismondi.

«Sono numeri da vertigine. Specialmente – evidenzia Gismondi – per le piccole imprese, una pressione fiscale così elevata costituisce il problema più grande. Senza un alleggerimento e una distribuzione del carico più equa, pensare al rilancio dei settori produttivi e alla creazione di occupazione è davvero impossibile». Nel dettaglio, l’incidenza dell’Irpef e dell’aliquota Ivs (Invalidità – vecchiaia – superstiti) è pari al 40 per cento, delle imposte regionali al 7,2 e di quelle comunali al 15,6. Interessante la variazione registrata dal 2011 al 2018: nel primo caso si rileva un incremento del 6,3 per cento, mentre nel secondo c’è stata una bella sforbiciata del 9,4 per cento.

«I tributi comunali, nello stesso periodo, sono saliti del 5 per cento. Un salasso insostenibile e che suscita indignazione, perché a cifre così elevate – conclude Gismondi – non corrispondono certo servizi efficienti. Anzi. I cittadini sono costretti a denunciare quotidianamente lo stato di abbandono in cui versano intere zone della città». 

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