Pyrgi Santa Severa: ancora una sconfitta di misura

Nel recupero della terza d’andata il Pyrgi Basket dsi arrende nella tana del Basket Cavese 93, che supera 63-61 i tirrenici. Non bastano agli uomini di coach Catinari le prime due frazioni concluse in vantaggio, 16-20 e 35-41, nella terza e quarta riescono fuori gli uomini di coach Bielli, 52-50 e 63-61, che portano a casa due punti importantissimi per la classifica, che li facendo balzare a ridosso delle battistrada del girone. Dopo cinque giornate il Pygi è settimo in graduatoria, due vinte e tre sconfitte finora, con l’incontro di sabato che la metterà di fronte a quel Montesacro capolista del girone A. Indubbiamente manca a questa squadra la proverbiale freddezza nei momenti clou, quella gestione della palla che forse poteva portare ad altri risultati nelle tre sconfitte subite. Il divario con le avversarie nelle tre sconfitte stagionali di -1 -2 e -4 ne è la prova.
«È stata una partita combattuta e maschia sul piano agonistico – dichiara coach Catinari – i risultati nei parziali  sono l’indubbia chiarezza su quello che è successo durante la gara. Sapevamo di affrontare una squadra forte e ci eravamo preparati a questa gara cercando di arginare le loro potenzialità. Sapevamo dei loro punti di riferimento in chiave marcature, ndr Leoni e Chialastri, e siamo riusciti a tenerli ampiamente a bada visti i loro parziali. Mi ero raccomandato di mantenere l’attenzione anche sugli altri, perchè abbassare la guardia avrebbe portato ad altri tipo di pericoli. Non ci siamo riusciti fino in fondo, vedi i 21 punti di Velluti. Paghiamo l’inesperienza di gestione nei momenti delicati che non affrontiamo con lucidità, questo è riferito sia alle gara in generale che ai momenti clou delle gare stesse. E’ chiaro che certe squadre non ti permettono queste titubanze, le paghi anche se in misura minima. C’è rammarico perchè giocandola alla pari potevamo portare i due punti in casa, soprattutto in prospettiva del prossimo incontro contro una della corazzate del girone, il Montesacro. Di certo non sarà facile, vista anche la loro rivalsa dopo la sconfitta casalinga subita nell’ultima in casa».
Parziali: 16-20, 35-41, 52-50.
Cavese: Bona 9, Marsili, Gatta ne, Leoni 13, Magistri 2, Paladini 6, Ruszczuk, Velluti 21, Baroni 4, Chialastri 2, Pasquazi 6. Coach: Bielli.
Pyrgi Santa Severa: Nanu 3, Mangiola 20, Antista 10, Kulovic, Cappelletti, Cimò 6, Galli 13, La Rocca 2, Britognolo, Treglia 7. Coach: Catinari.

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Pyrgi Santa Severa: ancora una sconfitta di misura

Nel recupero della terza d’andata il Pyrgi Basket dsi arrende nella tana del Basket Cavese 93, che supera 63-61 i tirrenici. Non bastano agli uomini di coach Catinari le prime due frazioni concluse in vantaggio, 16-20 e 35-41, nella terza e quarta riescono fuori gli uomini di coach Bielli, 52-50 e 63-61, che portano a casa due punti importantissimi per la classifica, che li facendo balzare a ridosso delle battistrada del girone. Dopo cinque giornate il Pygi è settimo in graduatoria, due vinte e tre sconfitte finora, con l’incontro di sabato che la metterà di fronte a quel Montesacro capolista del girone A. Indubbiamente manca a questa squadra la proverbiale freddezza nei momenti clou, quella gestione della palla che forse poteva portare ad altri risultati nelle tre sconfitte subite. Il divario con le avversarie nelle tre sconfitte stagionali di -1 -2 e -4 ne è la prova.
«È stata una partita combattuta e maschia sul piano agonistico – dichiara coach Catinari – i risultati nei parziali  sono l’indubbia chiarezza su quello che è successo durante la gara. Sapevamo di affrontare una squadra forte e ci eravamo preparati a questa gara cercando di arginare le loro potenzialità. Sapevamo dei loro punti di riferimento in chiave marcature, ndr Leoni e Chialastri, e siamo riusciti a tenerli ampiamente a bada visti i loro parziali. Mi ero raccomandato di mantenere l’attenzione anche sugli altri, perchè abbassare la guardia avrebbe portato ad altri tipo di pericoli. Non ci siamo riusciti fino in fondo, vedi i 21 punti di Velluti. Paghiamo l’inesperienza di gestione nei momenti delicati che non affrontiamo con lucidità, questo è riferito sia alle gara in generale che ai momenti clou delle gare stesse. E’ chiaro che certe squadre non ti permettono queste titubanze, le paghi anche se in misura minima. C’è rammarico perchè giocandola alla pari potevamo portare i due punti in casa, soprattutto in prospettiva del prossimo incontro contro una della corazzate del girone, il Montesacro. Di certo non sarà facile, vista anche la loro rivalsa dopo la sconfitta casalinga subita nell’ultima in casa».
Parziali: 16-20, 35-41, 52-50.
Cavese: Bona 9, Marsili, Gatta ne, Leoni 13, Magistri 2, Paladini 6, Ruszczuk, Velluti 21, Baroni 4, Chialastri 2, Pasquazi 6. Coach: Bielli.
Pyrgi Santa Severa: Nanu 3, Mangiola 20, Antista 10, Kulovic, Cappelletti, Cimò 6, Galli 13, La Rocca 2, Britognolo, Treglia 7. Coach: Catinari.

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Ottima prova del Team Bike Race Mountain a Soriano del Cimino

Cinque vittorie di categoria, il successo nella classifica a squadre e numerosi piazzamenti sono arrivati per il Team Bike Race Mountain Civitavecchia nella gara di ciclocross che si è svolta domenica a Soriano nel Cimino. 
La giornata di gare è stata caratterizzata dalla pioggia e dal tanto fango che i corridori hanno trovato lungo il percorso, ma queste caratteristiche del tracciato hanno esaltato i portacolori dori della formazione arancio-fluo. 
Il dominio del Team Bike Race Mountain Civitavecchia è stato totale nella categoria G6, con le vittorie di Giordano Gigli e Sara Tarallo. Insieme a queste due vittorie sono arrivati anche il quarto posto di Silvia Cerasa tra le ragazze, mentre tra i ragazzi spiccano il sesto posto di Filippo Salvatori, il 9° di Daniele Mazzei, il 10° di Fabrizio Feroce, l’11° di Diego Zevola e il 12° di Diego Navarro. 
Mentre continua il dominio di Daniele Peschi tra gli ID-2, negli Esordienti arriva il secondo posto di Aurora Pallagrosi alle spalle di Sofia Capagni, mentre tra i ragazzi il migliore è Manuel Rescia, settimo, con Filippo Cesarini proietti che chiude alle sue spalle. 
Tra gli Allievi, 8° posto per Mattia Pietroni, 12° per Edoardo Di Luigi e 16° per Luca Cerasa. 
Grandi soddisfazioni anche nelle gare riservate ai Master: nella fascia 2 Alessandro Rescia è 3° assoluto e primo tra gli M4. Centrano la top 10 assoluta anche Massimo Egidi (8° assoluto e 4° M4), Ivano Libriani (10° assoluto e 6° M5), Marco Deciano (18° assoluto e 11° M5). 
Ottima anche la vittoria tra gli M8 di Marco Crescentini e il quarto posto negli M7 di Tiziano Santini. Tra le ragazze ha corso anche Claudia Cantoni, seconda al traguardo. 
Nella fascia 1, Vladimiro Tarallo è 7° assoluto e secondo degli M3 dietro Domenico Ponzo. Alessandro Massai ottiene la 21^ posizione assoluta e l’8^ negli M3, mentre Simone Renzicchi si è ritirato. Hanno partecipato alle gare anche Fabio Ottavianelli e Luigi Trasarti. 
Attualmente, il Lazio Cross del Team Bike Race Mountain Civitavecchia sta procedendo a gonfie vele in quanto la squadra può vantare ben 5 leader del circuito: Daniele Peschi, Giordano Gigli, Sara Tarallo, Aurora Pallagrosi e Claudia Cantoni.
 

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� morto Omero Bordo: addio all'Ultimo Etrusco

TARQUINIA – Addio all'Ultimo etrusco. È morto all'età di 75 anni nella sua casa al centro storico di Tarquinia Omero Bordo, l'etrusco doc, l'artista che ha vissuto la sua vita convinto che la discendenza dei suoi antichi conterranei fosse stata un suo diritto esclusivo. Con alle spalle un passato di tombarolo, quando da ragazzino scavava coccetti, vasi e bronzi, Omero Bordo abbandonó quegli "errori di gioventù", per diventare un vero e proprio imprenditore dell'archeologia, riproducendo oggetti che gli Etruschi realizzavano migliaia di anni fa.  

Dipinse tombe etrusche come fossero originali, dimostrando al mondo intero la sua abile arte che gli ha regalato grande fama nazionale ed internazionale per la riproduzione fedele di metodi e tecniche sconosciute e mai completamente rivelate.

 Ospite di trasmissioni in tv e autore di libri, Omero Bordo è colui che scoprì la tomba delle Pantere, risalente al settimo secolo avanti cristo, forse la prima tomba mai realizzata a Tarquinia; e alcuni frammenti del frontone dell'Ara della Regina.

"Non sapevo che quel gioco da bambino, diventato mestiere e passione, fosse reato", ha sempre raccontato Omero durante le sue interviste ormai da artista famoso.

Fondatore del noto Etruscoludens, laboratorio ceramico di Tarquinia dove tanti ragazzi hanno imparato e sperimentato la lavorazione della creta con tanto di tornio e forno di cottura, Omero Bordo lascia a Tarquinia una delle sue ultime maestose fatiche: Etruscopolis, il suo grande sogno, un museo privato che riproduce i manufatti artistici dell'antico popolo italico.

"Andavo a visitare le tombe già scoperte e mi accorgevo che nessuno sapeva spiegare realmente la loro storia -raccontó Omero -. Da qui decisi di realizzare un luogo dove si potesse comprendere visivamente come veniva deposto un morto etrusco nella tomba, come venivano sistemati gli oggetti, i vasi, gli ori". Ben 15mila metri quadri scavati sotto terra, nella pietra in macco,  per rappresentare l'intera civiltà di un popolo che ha ispirato tutta la vita di Omero Bordo , regalandogli gioie e dolori.

 Etruscopolis sorge in una cava originale a 50 metri di profondità nell'area alta di Tarquinia, a poca distanza dalla Necropoli. Qui sono state fedelmente ricostruite sette tombe dipinte complete di corpi e corredo funebre, il plastico dell'antica città di Tarquinia, l'abitazione italica, una rappresentazione del lavoro di estrazione, la preparazione del corpo del defunto prima di essere deposto nella tomba. Un'ampia area è stata adibita a museo, con vasi e bronzi di varie epoche. Ad Etruscopolis tra i tanti che vi hanno fatto visita spicca anche il nome di Arafat.

Omero ha rappresentato un'icona in tutto il mondo: di lui si ricordano l'invito di una prestigiosa Università di Los Angeles, nel 2003 a Roma fu insignito con il registra Zeffirelli del Premio Europa. Ha anche proposto al prestigioso Metropolitan Museum di New York di acquistare i suoi vasi perché lui stesso diceva: "Sono un'autentica opera d'arte etrusca contemporanea".

Nella sua terra ottenne, tra le altre cose, anche il riconoscimento ufficiale di un importante organismo culturale che suggellò definitivamente la riconciliazione di fatto con la sua Tarquinia. Con la scrittura del libro "Omero: la mia vita con gli Etruschi", finalmente la figura inquieta e chiacchierata del tombarolo lasciò il posto all'artista con un percorso coraggioso, comune a tutta l'arte, fatto di riproduzioni, falsificazioni e passione che hanno avuto il potere dirompente di tramandare la storia di un popolo altrimenti troppo sconosciuto.

 Prima la sua opera e poi la sua fama hanno fatto presto il giro del mondo dove Omero ha esposto vasi e bronzi e raccontato l'arte etrusca, conquistando pagine e pagine di giornali, tra i quali anche il New York Times. Omero Bordo è stato anche l'autore di Traiano, maestosa opera in bronzo realizzata per il porto di Civitavecchia. Tanti i riconoscimenti e le benemerenze, compresa quella dell'Università Agraria di Tarquinia che in tempi più recenti gli ha riconosciuto i meriti archeologici e artistici conseguiti in Italia e all'estero.

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Marco Lodadio bronzo Mondiale

Marco Lodadio è bronzo ai Mondiali di Doha. Il ginnasta della cantera dell’As Gin e componente del team azzurro ha effettuato una prova eccezionale che gli è valsa il terzo posto in questa grande e importante competizione a cui hanno partecipato i mostri sacri della ginnastica artistica planetaria, quelli plurimedagliati alle Olimpiadi e ai Mondiali. Lodadio con impegno, grinta, sacrificio e determinazione ha mostrato a tutti il suo talento innato e la tecnica acquisita dopo anni di intenso allenamento. 
Pian piano ha sbaragliato tutti i concorrenti arrivando a conquistare il pass per la la finale degli anelli, dove si sono sfidati i migliori 8 atleti del mondo e qui Marco Lodadio ha dato il massimo conquistando un meritatissimo terzo posto, portando così in alto contemporaneamente l’Italia, l’As Gin e Civitavecchia. Davanti a Lodadio solo due campioni: il greco Petrunias e il brasiliano Zanetti, due mostri con alle spalle più Olimpiadi. Marco, pur essendo in assoluto l’atleta più giovane, con un esercizio ottimo ha ottenuto il punteggio di 14,9 che lo ha fatto salire sul terzo gradino del podio. 
Dai tempi di Jury Checchi l’atleta made in As Gin è il primo italiano a portare a casa un così prestigioso traguardo. Ieri prima della gara Lodadio su Facebook aveva scritto: «Oggi è quel giorno che sogno da sempre. Da bambino mentre guardavo le finali dei Mondiali pensavo “ma quanto sono forti questi?”.  Era un’ammirazione profonda e il pensiero di arrivare a questi livelli, che per anni ho addirittura tenuto nel cassetto, era lo stesso, di quello di un bambino che vuole fare l’astronauta, senza crederci veramente fino in fondo. Mi sembrava impossibile arrivarci, anche solo pensare di farlo a volte è stato un peso, quasi una frustrazione; essere in palestra con un sogno che non si stava realizzando mai! Oggi non mi sento il più forte, ma fortunato, perché realizzare un sogno è un mix di ingredienti, di “x” da risolvere in un equazione più grande di te! A chi guarderà la mia gara oggi pomeriggio dico una cosa “non state guardando una possibile medaglia o un possibile successo, state guardando un ragazzo normale che realizza un sogno”. Vada come vada, sognate con me». 
E così è stato: Lodadio ha fatto sognare tutti, è stato il bel finale di una favola in cui il protagonista da piccolo atleta con impegno, sacrificio e costanza è ora sul tetto del mondo, è il testimone che volere è potere e il bello deve ancora arrivare. 
Al settimo cielo mister Gigi Rocchini che al suo pargolo scrive: «È il momento di urlare, urlare ce l’ho fatta conservando però energie per l’ennesimo giro di ‘‘giostra’’. La testa bassa, a seguitare concentrato, la mente lucida a raccogliere una vita di esperienze fatte con l’obiettivo chiaro di  ‘‘prendersi la giusta ricompensa’’. Marco vai e goditela. Noi possiamo solo essere felici per la tua camminata fino qui, il resto verrà».
Emozioni, lacrime, gioia ai massimi livelli all’As Gin. Alle 16.30 nel geodetico di San Gordiano si è fermato tutto: gli atleti, i coach, i dirigenti tutti davanti ai maxischermi a sostenere il pupillo di casa e alla fine è stata un’apoteosi di festa ed emozioni. Il presidente dell’As Gin e consigliere nazionale della Federazione Ginnastica Pierluigi Miranda in lacrime ha commentato: «Marco è un grande e ho sempre saputo che aveva ed ha la stoffa del campione e ho sempre creduto in lui. È una vittoria meritata perché in questi anni ha sacrificato molto e dato tanto. Lo ringrazio per questa gioia immensa che ha regalato alla nostra società ma anche all’Italia intera. Ha compiuto un’impresa stratosferica e ora non è finita: puntiamo alle Olimpiadi di Tokyo e il Mondo è avvertito: c’è anche il nostro Marco Lodadio».

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Raffaele Giammaria protagonista a Barcellona

Un quinto posto finale nella classifica Pro-Am e la consapevolezza di aver contribuito in modo importante alla conquista del titolo team da parte di Imperiale Racing ha chiuso la stagione 2018 di Raffaele Giammaria nell’International GT Open, impegnato nel weekend appena trascorso sul circuito spagnolo di Barcellona.
Reduce dalla spettacolare vittoria di Monza, Giammaria ha disputato un weekend positivo anche sul tracciato del Montmelò al volante della Lamborghini Huracán GT3 #19 di Imperiale Racing in equipaggio con il giovane Jia Tong Liang (PRC). 
L’obiettivo di chiudere tra i primi cinque della classifica Pro-Am si è concretizzato al termine di un weekend meno facile rispetto alle aspettative, che ha però confermato un trend prestazionale positivo che soprattutto nella seconda metà della stagione ha visto il pilota italiano sempre protagonista.
L’ottimo feeling con la pista di Barcellona, celebre per gli ampi curvoni in appoggio del primo settore, si è confermato già dai test del giovedì con Giammaria capace di segnare tempi di grande rilievo. Il pilota italiano ha poi preso il volante per la Q2 in uno degli appuntamenti più combattuti della stagione con ben 30 vetture al via e ha chiuso la sua prestazione in 1:43.498, settimo tempo assoluto a meno di quattro decimi dalla pole, terzo di Pro-Am.
In gara uno il pilota italiano, Lamborghini Factory Driver, ha guidato il secondo stint dopo che il compagno di equipaggio Liang è scattato dalla venticinquesima posizione a seguito di una difficile Q1. 
Impegnato quindi in una rimonta senza alternative, Giammaria ha messo in pista tutta la sua esperienza e con alcuni bellissimi sorpassi ha chiuso al sedicesimo posto assoluto, sesto in Pro-Am, nonostante un handicap tempo di 15 secondi. Questo risultato ha permesso a Giammaria di assicurarsi i punti necessari per chiudere al quinto posto in Pro-Am, ad una sola lunghezza dalla quarta posizione.
In gara due la performance di Giammaria è stata ancora una volta impeccabile, con un’ottima partenza e un passo gara che gli hanno permesso di preservare le gomme e allungare il suo stint fino al diciassettesimo giro, quando ha consegnato la vettura a Liang al secondo posto in Pro-Am. Il giovane pilota cinese è rimasto coinvolto in alcune bagarre che gli hanno fatto perdere diverse posizioni e ha chiuso al ventitreesimo posto assoluto.
Raffaele Giammaria: «Si è chiusa una stagione davvero impegnativa nell’International GT Open 2018, ma sono soddisfatto perché la crescita prestazionale dopo Budapest mi ha permesso di realizzare due terzi posti e una vittoria con un ottimo feeling con la Lamborghini Huracán GT3 anche sulla pista spagnola, a dimostrazione che il lavoro svolto nel corso di tutta la stagione ha pagato sia sul giro singolo che in termini di passo gara. Analizzando nel dettaglio i risultati credo che il podio finale di Pro-Am era alla portata perché alcuni episodi specie all’inizio della stagione ci hanno un po’ rallentato, ma sono orgoglioso di aver contribuito alla conquista, da parte di Imperiale Racing, al secondo titolo team consecutivo in questo campionato, un risultato che conferma il grande valore di questa squadra».

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Gianfranco Mariuzzo sul podio del Giro d’Italia

Tanti bei risultati in rassegna nella seconda domenica di ottobre per la Mtb Santa Marinella-Cicli Montanini che si è divisa tra il ciclocross e la mountain bike.
L’impegno di maggior rilievo è stato il Giro d’Italia Ciclocross con la seconda prova che si è disputata in Friuli Venezia Giulia a Forni Avoltri (Piani di Luzza) all’ombra delle Dolomiti. 
Su un tracciato molto esigente e tecnico, Gianfranco Mariuzzo ha ottenuto il secondo posto assoluto nella fascia amatoriale 2 over 45 dietro Massimo Folcarelli nonché primo di categoria master 5. 
Presente al GIC anche Michele Feltre nono assoluto nella medesima fascia e primo di categoria tra i master 7. 
A ben figurare anche Libero Ruggiero che ha centrato l’ottavo posto nella fascia amatoriale 1 under 45 e terzo di categoria master 2.
Nella mountain bike da registrare la partecipazione del team altolaziale in Toscana alla Granfondo del Brunello con la brillante affermazione di Giacomo Ragonesi nella categoria juniores, oltre alle belle prove offerte da Lorenzo Borgi (settimo tra i master 6) e Andrea Somma (33°tra i master 3). 
Sempre nella mountain bike ottavo posto assoluto e primo di categoria master 2 nella granfondo Su e Zo per i Fossi ad Adria in Veneto per Manuel Piva. 
La gara laziale della Point to Point del Circeo si è conclusa con il quarto posto tra i master 3 di Daniele Tulin, il dodicesimo di Claudio Albanese tra i master 5 e il quinto di Mauro Gori tra i master 6, in luce anche Massimo Negossi (18° tra i master 5), Daniele Bagnoli (26° tra i master 4) e Luca Frenguellotti (27°tra i master 4).
Gran chiusura della stagione con il Circuito Mtb Maremma-Tosco Laziale con le premiazioni finali che hanno interessato i bikers santamarinellesi con il quinto posto di Diego Antimi tra i master 1, il secondo e il terzo posto di Lorenzo Borgi e Angelo Ciancarini tra i master 6.

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Vertenza Mondo Convenienza: nessuno spiraglio

CIVITAVECCHIA – Si è svolto ieri presso la sede dell'Ugl il secondo incontro della vertenza dei lavoratori di Mondo Convenienza. Incontro che ha visto la partecipazione di tutti i lavoratori coinvolti, proprio su richiesta del sindacato, e del consigliere comunale Massimiliano Grasso, capogruppo de La Svolta, che ha espresso la propria solidarietà ai dipendenti, affermando senza giri di parole che nei loro confronti “è stata posta in essere un’azione, da un gruppo che fattura mille volte la perdita operativa della società che gestisce i punti vendita di Tarquinia e Viterbo, che ha imbrattato indelebilmente la bella storia dell’imprenditore che era partito dal nulla da Civitavecchia – ha spiegato – proprio con molti di questi dipendenti messi in condizione di andarsene e che oggi, arrivato ad oltre un miliardo di euro di ricavi, mette in mezzo alla strada persone che avevano contribuito a costruire il suo successo, semplicemente perché dopo più di venti anni di anzianità lavorativa costano troppo rispetto ai più giovani”.

“Abbiamo assistito – afferma il responsabile confederale Ugl di Civitavecchia Fabiana Attig – ad una vera e propria condotta menefreghista e opportunista, con un atteggiamento che ha da subito indispettito i presenti. Nessuna apertura alle tante ipotesi prospettate di reinserimento lavorativo per i 19 dipendenti. Rispetto all’individuazione delle 15 posizioni a tempo determinato, già in scadenza a fine ottobre, di Fiumicino, Viterbo e Roma Aurelia, la società ha risposto che in quelle sedi a scadenza dei suddetti contratti, non sarà più assunto altro personale. Una chiusura totale ad una congrua soluzione e di facile applicazione, se solo ci fosse stato il minimo rispetto dei lavoratori e della loro storia in Mondo Convenienza da parte dell’azienda".

Ugl ha quindi sottolineato come le ragioni sulle perdite strutturali del punto vendita di Tarquinia addotte dalla società, non soltanto non convincono, ma non trovano riscontro nella realtà dei fatti. Motivo per il quale il sindaco promette battaglia. "Non staremo certo silenti nei confronti del “Magnate del Mobile” Gian Battista Carosi – ha aggiunto Attig – come è possibile dichiarare che dal 2011 al 2016 il punto vendita di Tarquinia era fortemente in perdita quando per lo stesso periodo si riscontra che il costo del personale è mediamente costante se non addirittura più basso circa 2 milioni, mentre i costi strutturali per lo stesso periodo da 13 milioni passano a circa 21 milioni? Non soltanto qual è stato il senso logico di aprire a Viterbo ad ottobre 2017 un altro punto vendita in netta concorrenza con Tarquinia, in perdita, ed inserire ben 38 unità lavorative quando già si sapeva della imminente chiusura di Tarquinia? Perché 19 posti dei 38 non sono stati riservati ai lavoratori di Tarquinia che a loro vantaggio avevano un’esperienza di settore ultra ventennale? Dubbi questi – prosegue Attig – che gettano una gigantesca ombra sul modo di operare del colosso del mobile. Nessun lavoratore in tutto il territorio nazionale di Mondo Convenienza è al sicuro. Nessuna programmazione, nessun piano industriale, solo una semplice comunicazione verbale di chiusura. Lo spietato quanto mai irriconoscente gruppo facente capo a Carosi sfrutta i territori facendo cassa con i lavoratori per poi gettarli via nella disperazione più assoluta. Come per le lavoratrici di Tarquinia, soprattutto verso quelle sole (monoreddito) con minori disabili. Nessuna pietà per loro, nonostante quanto disposto dall’art. 33 Legge 104/92. Una società “matrigna” che non vuole mostrare alcuna gratitudine verso chi, oltre 20 anni fa, ha contribuito al successo del Carosi. Parliamo dello stesso personale degli anni in cui iniziò con i magazzini la “Stalla”. Nessuna gratitudine, nessun rispetto. Soltanto una biasimevole quanto mai offensiva offerta economica a fronte di un trasferimento, leggasi licenziamento. Al massimo 13mila euro da riparametrare, ovviamente, in base alla percentuale di prestazione oraria. Questo è quanto è disposto a sborsare colui che ha festeggiato, poco tempo fa il miliardo di euro di fatturato”.

L’Ugl contesta quindi l’intera gestione della procedura da parte della società. "In particolare – ha concluso Attig  – l’irricevibile indicazione dei trasferimenti indicati alle lavoratrici, Verona, Cremona, Lissone, Trezzano, Moncalieri, Settimo Torinese, Pisa, Prato, Marcianise, Colonnella, Lecce, Rimini, Sassari, Cagliari, Catania, Pescara, Pompei (di prossima apertura). Per quanto ci riguarda possono attendere tranquillamente, nel frattempo sarà nostra premura allertare ed informare tutti i lavoratori di Mondo Sofferenza”.

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Trofeo delle Regioni: il Lazio presente grazie a Valentini  Cocino e Stefani

C’è tanta Civitavecchia nella selezione Lazio di hockey in line. Nel weekend 14-16 settembre, infatti, i tre civitavecchiesi Riccardo Valentini, Stefano Cocino e Marco Stefani sono stati impegnati al Trofeo delle Regioni senior. Stefano Cocino è stato il miglior marcatore della compagine laziale, il giovane Marco Stefani ha chiuso il torneo con ben 4 reti all’attivo. Di seguito il commento dell’allenatore Riccardo Valentini:
«È stata una bella esperienza e come Lazio abbiamo avuto l’occasione di far giocare molti giovani della nostra regione che mai avevano giocato competizioni di tale calibro. Il settimo posto finale non deve lasciar scoraggiare: in alcune partite abbiamo fatto davvero ottime prestazioni e tutti i nostri giovani hanno trovato ampio spazio. Sono molto ottimista per il futuro».
A vincere il Trofeo delle Regioni senior è stata la Toscana, 2-1 in finale contro il Veneto. Domenica scorsa invece, 23 settembre, si è svolto il primo raduno per comporre le formazioni giovanili Under 12, 14 e 16 che andranno a giocare i trofei delle regioni giovanili. Pioggia di convocati per la Cv Skating, in attesa che si definiscano le formazioni ufficiali.
Coach del Lazio under 14 sarà l’allenatore del Civitavecchia, Martina Gavazzi.

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