I 2004 fanno un passo verso la salvezza

Il weekend calcistico appena trascorso ha confermato il buon momento dei Giovanissimi 2004 e il periodo no dei Giovanissimi 2003 incapaci di ritrovare una vittoria che manca ormai da quaranta giorni. Ancora una sconfitta consumata nei minuti finali per gli Sperimentali 2005. Hanno riposato gli Allievi 2002.   
Ci sono sconfitte e sconfitte. Quella patita domenica in casa dai Giovanissimi Regionali 2003 contro la Petriana per 3 a 1 e l’ennesima in quest’ultimo mese, è qualcosa che può davvero compromettere un’intera stagione. Un harakiri per i dielleffini incapaci di vincere ormai da 40 giorni e, cosa ancora più grave, che vede tutte le dirette avversarie far punti e allontanarsi dalla zona retrocessione. Non poteva andare peggio ai biancoverdi nella venticinquesima giornata che li vedeva opposti alla Petriana. Stavolta la squadra di Midei non può davvero rammaricarsi di nulla: ha giocato una delle peggiori partite di quest’ultimo periodo, confusionaria e sbadata come mai prima, ha sbagliato anche un rigore sul 3-1, che poteva riaprire la partita. Una squadra involuta, impalpabile e messa male in campo, con la Petriana che ha prima controllato il gioco senza problemi per poi affondare le unghie e realizzare la rete del vantaggio con Bordi che in rovesciata mette la palla sotto l’incrocio.
Senza un regista di ruolo e un centrocampo sempre in inferiorità numerica, il gioco dei biancoverdi è scolastico e scontato, con la palla che inevitabilmente è sempre preda dei capitolini. L’unica reazione degna di nota è l’azione del momentaneo pari con Chessa che impatta al volo e centra l’angolino in alto alla destra del portiere. Ma è un fuoco di paglia. Appena tre minuti dopo la Petriana torna in vantaggio. La punizione calciata dal vertice sinistro è forte e a giro e si spegne imparabilmente sul palo opposto di Ferilli. La seconda parte della gara vede i biancoverdi più reattivi. L’occasione del pari arriva già al 2’ minuto: Napolitano si invola sulla destra e manda al centro una palla che deve essere solo spinta in rete, Bencini si libera della marcatura, ma in equilibrio precario colpisce con la coscia mandando la palla oltre il fondo scheggiando la traversa. La Petriana invece non spreca e trova la rete del doppio vantaggio al capovolgimento di fronte. Punizione dai venti metri, il tiro, non irresistibile che finisce in rete con la complicità dell’estremo difensore biancoverde. 
I dielleffini potrebbero riaprire la partita dopo appena due minuti, complice un atterramento in area di Chessa. Sul dischetto va Midei che calcia a lato confermando il momento no dei biancoverdi. La gara si trascina senza sussulti fino al termine dove affiora un evidente stato di inquietudine, che produce soltanto due rossi. Insomma, è ormai evidente che la situazione è veramente grave, solo un miracolo può ormai salvare la categoria. Non ci resta quindi che pregare. Dlf Civitavecchia: Ferrilli, Paniccia, Chessa, Di Giorgio, Gagliardi, Midei, Tamasi, Tersigni, Coppari, Bencini, Moretti, Napolitano, Di Stefano, Scirocchi. Allenatore: Andrea Midei. (Agg. 24/4 ore 17.49 SEGUE)

IL RISULTATO DEI GIOVANISSIMI 2004 – I primi caldi si fanno già sentire e le formazioni biancoverdi faticano a tenere il campo, e solo l’orgoglio e la voglia di raggiungere l’obiettivo danno quel passo in più che è determinante per l’esito del risultato finale. Così i Giovanissimi Regionali Fascia B 2004 possono esultare di un successo che nella prima mezz’ora sembrava improbabile. Poi la grinta, la voglia di non darsi mai per vinti hanno fornito quella marcia in più determinante ai fini del successo finale che dice 3 a 2 per i biancoverdi sul Città di Cerveteri. Già dalle prime battute si intuiva che i dielleffini non erano quelli delle ultime gare. Infatti i ragazzi di mister Secondino non riescono ad imbastire nessuna trama di gioco e subiscono l’iniziativa degli ospiti che sono pericolosi sulle fasce e aggressivi e compatti a centrocampo. 
Al primo vero affondo i Cervetrani vanno in gol con Ardel: il numero 9 trova su punizione l’angolino in alto dove Notari non può arrivare. I biancoverdi non riescono a reagire e dopo appena due minuti arriva la mazzata del raddoppio. 
Lancio sulla destra per Vergari che fugge via a Bergantini, il numero sette scorge in area Ardel e Salomone contrastati dal solo Velardo, lasciato colpevolmente da solo, Salomone tocca per Ardel che di prima intenzione tira in porta battendo per la seconda volta l’incolpevole Notari. 
Il raddoppio scuote i dielleffini che cominciano a tessere trame tattiche più offensive, portando al tiro Velardo e Elisei senza però impensierire il portiere avversario. Al 27’ è Elisei che ruba palla e innesca sulla destra Carannante. Il numero 10 supera due avversari e mette in mezzo per l’accorrente Chessa che di contro balzo batte Tortorelli. 
Con il risultato di 2 a 1 si va al riposo. Nella ripresa il Dlf è sceso in campo con un piglio diverso. Come spesso accade le gare si vincono anche negli spogliatoi. Mister Secondino rimanendo abbastanza tranquillo, ha incoraggiati i ragazzi, e soprattutto li ha sistemati tatticamente, e la partita è cambiata. I biancoverdi sembrano un’altra squadra, giocano con tranquillità, attaccano con forza e aggrediscono gli spazi, costringendo gli avversari a chiudersi nella propria metà campo. 
Al 5’ arriva il meritato pari: cross dalla destra e inspiegabilmente il portiere ospite blocca la sfera dopo che la stessa ha varcato la riga di porta, 2 a 2. 
I biancoverdi sono incontenibili e solo la mancanza di lucidità sotto porta impedisce ai dielleffini di portarsi in vantaggio. Vantaggio che arriverà al 28’ con l’ariete Forte, che dopo aver sbagliato di tutto, trova in Mura l’assist man ideale per compiere un prodigio che vale tre punti. 
Il Cerveteri non ha più la forza di reagire e i biancoverdi possono così condurre in porto la gara senza ulteriori patemi.
Provato ma felice mister Secondino: «Ho provato un deja-vu, mi sembrava di rivivere la gara dell’andata, inizialmente ho rivisto la squadra del girone di inizio campionato, lontana anni luce da quella che ora è. Nell’intervallo ci siamo ricompattati e abbiamo vinto meritatamente la partita».
Dlf Civitavecchia: Notari, Carannante, Bergantini, Giustiniani, Di Giorgio, Baroncini, Shabanaj, Elisei, Forte, Chessa, Velardo, Di Stefano, Del Rio, Baracco, Mura, Vargiolu, De Gianni. Allenatore:  Fabio Secondino. (Agg. 24/4 ore 18.16 SEGUE)

LA GARA DEI GIOVANISSIMI 2004/2005 – Un’altra gara persa dopo averla condotta in lungo e in largo. Ancora una volta i Giovanissimi Provinciali Fascia B 2004/05 guidati da mister Pino Grosselli escono sconfitti per 3-2 dal Darini da una Virtus Bracciano che per lunghi periodi l’ha condotta in modo autoritario. Anche in dieci uomini i biancoverdi hanno avuto la palla per vincerla, invece come insegna il calcio, da gol sbagliato nasce i gol subito.
Eppure come spesso accade, sono i biancoverdi a passare in vantaggio con Conte. Il vantaggio dura un intero tempo, solo al 35’ la Virtus agguanta il pareggio. Si va negli spogliatoi sul punteggio di 1 a 1. La ripresa vede ancora i biancoverdi protagonisti e con un eurogol Mura riporta nuovamente in vantaggio i biancoverdi. 
I pari della Virtus arriva al 10’ dagli sviluppi di una punizione. Al 20’ i biancoverdi rimangono in dieci per l’espulsione di Vargiolu. Anche in inferiorità numerica i biancoverdi continuano a spingere. 
Al 23’ l’occasionissima arriva sui piedi di Mura che però stavolta spreca malamente. Sul rovesciamento di fronte la Virtus trova ancora su punizione la rete che decreterà la vittoria finale.
Ancora una volta usciamo dal campo molto soddisfatti, consapevoli della nostra forza e della nostra tenacia, eppure sconfitti – dichiara mister Grosselli – ma ancora una volta a testa alta vista la grande prestazione di cuore e grinta che i nostri ragazzi hanno fornito oggi.
Dlf Civitavecchia: Orchi, De Gianni, Leone, Di Gennaro Baracco, Vargiolu, Del Rio, Conte, Mura,  Santacroce, Di Stefano, Locci, Carannante. Allenatore: Giuseppe Grosselli. (Agg. 24/4 ore 18.44)

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Outlet a Fiumaretta: Confcommercio contrariata

CIVITAVECCHIA – “Così come è stato concepito, il progetto avrà numerosi risvolti negativi sulla già precaria situazione commerciale cittadina”. Altro che condivisione. Non sembrano infatti positive le valutazioni della Confcommercio, così come espresse dal presidente Graziano Luciani, sul polo di convergenza turistica di Fiumaretta. Le rassicurazioni del sindaco Antonio Cozzolino e dell’assessore al Commercio Enzo D’Antò sul progetto, ribadite nel corso del consiglio comunale per l’approvazione della variante urbanistica, si scontrano con le parole di Luciani, che oggi torna a ribadire la contrarietà della categoria. I tempi non sono certo stretti, avendo votato ieri la nuova variante e considerata la fase di stallo degli ultimi tre anni. Ma se dovesse andare in porto, il progetto non riesce ancora a convincere del tutto politica e commercianti. Dall'opposizione sono stati diversi i dubbi sollevati sul progetto, così come quelli messi in evidenza anche dal consigliere di maggioranza Rolando La Rosa, che ha espresso perplessità sull'impatto che una simile struttura potrebbe avere sul futuro del territorio. A partire ovviamente dall'outlet che, stralciata ormai l'ipotesi della realizzazione del mega albergo, resta il punto centrale del progetto. E la Confcommercio, oggi, torna ad alzare diversi dubbi, come già fatto nei mesi passati.

“Durante un incontro organizzato il 22 febbraio scorso – ricorda Luciani – ci eravamo resi disponibili a partecipare attivamente al "progetto" per contribuire ad evidenziare e migliorare le criticità emerse. Da quella data, sebbene gli Assessori D'Antò e Ceccarelli avessero rassicurato sulla volontà dell'Amministrazione comunale di adottare anche in questa fase un metodo condiviso, è caduto il silenzio totale”. Non si può quindi far finta di non sentire le voci che arrivano dalla categoria. “Le istanze dei commercianti vanno ascoltate – ha aggiunto Luciani – ad oggi non abbiamo avuto risposte in merito alla chiusura del "circuito", alla gestione del punto informativo, alle scelte in tema di mobilità e alla seconda stazione ferroviaria. La città ha fortemente bisogno di una programmazione di lungo periodo basata su strategie precise, ed interventi funzionali a realizzare progetti condivisi di crescita sociale e commerciale”.

Si parla di una struttura commerciale da 70 negozi – prima erano 49 – disposti su un’area di 17mila metri quadrati, di un Welcome Center e di un ampio spazio dedicato a parcheggio (6185 mq di parcheggio pubblico per autobus e taxi, 20mila mq di parcheggio provato anche per lunga sosta).

IL PROGETTO – Come descritto nella relazione architettonica nei sei ettari di proprietà del Comune, dopo l'abbattimento dei manufatti esistenti, si andrà a realizzare un "Welcome centre" per l'accoglienza e l'assistenza dei turisti che transitano per il porto ed un parco commerciale denominato "Outlet Porto". Il Welcome centre si apre verso il porto sia funzionalmente che architettonicamente, e si struttura come un’ampia superficie vetrata pronta a mediare il passaggio tra la terra ed il mare. Ha lo scopo di filtrare il sistema di arrivo al porto dei croceristi. È collegato direttamente con l’outlet, seppur mantenendo una sua autonomia gestionale oltre che funzionale. Dal grande salone interno che fa da accesso all'outlet è inoltre prevista la futura realizzazione di un collegamento interrato che andrà a costituire il primo tratto di collegamento con la futura nuova stazione prevista lungo la linea ferroviaria al di la della via Aurelia. L’Outlet Porto si struttura come un area commerciale completamente chiusa e destinata all’uso dei croceresti che trovano qui la possibilità di effettuare acquisti di vario genere ed in gran parte non disponibili nel tessuto commerciale esistente a Civitavecchia . L’edificio si ispira formalmente alla tradizione dei magazzini portuali, da Genova a Triste ad i grandi porti del nord Europa, con una facciata esterna ritmata dalla funzione interna che ripete un modulo tipicamente industriale.

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Processo Vannini, le precisazioni degli avvocati Miroli e Messina

LADISPOLI – «In merito alla trasmissione di venerdì 20 aprile arriva una  puntualizzazione a firma degli avvocati  Andrea Miroli  e Pietro Messina.
«Premesso – scrivono – che appare evidente che tutti coloro, che hanno espresso valutazioni ed opinioni sull’andamento del processo a carico di Antonio Ciontoli e dei suoi familiari, non hanno preso visione ovvero non hanno tenuto conto di tutta la complessa e corposa mole degli atti di indagine e del materiale istruttorio acquisito dalla Corte d’Assise, è doveroso ribadire che:
1 – Antonio Ciontoli pur essendo in forza all’AISE non ha mai avuto compiti operativi e, di conseguenza, non aveva armi in dotazione personale e solo raramente partecipava ad esercitazioni di tiro;
2 – Nessun teste ha mai affermato che nell’abitazione dei Ciontoli vi sia stata una lite o soltanto una discussione tra alcuni dei presenti; gli stessi genitori hanno potuto far riferimento soltanto ad alcune presunte e marginali divergenze tra i fidanzati sui progetti lavorativi di Marco, per cui risulta sorprendente sentire esprimere dubbi sul possibile coinvolgimento di Federico, basati sulla inedita  affermazione che i due «litigavano spesso», cosa non riscontrata e, comunque, in evidente contrasto con la circostanza certa delle ripetute telefonate intercorse tra il giovane ed i genitori fino a pochi minuti prima del tragico evento; ancora si è ripetuto in trasmissione che una vicina di casa avrebbe sentito Martina esclamare «lo vedi papà», ma non si è specificato quale fosse il tono usato in quel momento e, soprattutto, a chi fosse rivolto il richiamo della ragazza (Federico o Marco?);
3 – Le indagini nella abitazione dei Ciontoli sono state sufficienti ed adeguate per stabilire in maniera certa la dinamica dei fatti; è, comunque, plausibile che eventuali approfondimenti avrebbero ulteriormente avvalorato la versione fornita dagli imputati. In ogni caso i consulenti del PM hanno accertato che : a) la ferita sul braccio si è richiusa subito dopo il passaggio del proiettile, e ciò spiega l’assoluta scarsità delle tracce ematiche; b) la quantità delle tracce di polvere da sparo ritrovate sugli imputati ha consentito di affermare che nel bagno al momento dello sparo era presente il solo Antonio Ciontoli; c) la scena del crimine non ha subito alcuna alterazione, consentendo anche per tale verso di confermare la ricostruzione fatta dagli imputati; d) nessuno dei testimoni ha riconosciuto nel «rumore» avvertito attraverso le pareti delle abitazioni confinanti un «colpo di pistola» (uno dei vicini è militare di professione!) e, ciò, nonostante l’ora e l’ambiente completamente silenziosi; e) che Martina non fosse presente al momento dello sparo è stato dimostrato anche dalla diretta visione del passaggio delle intercettazioni ambientali, laddove la stessa, volendo indicare il punto in cui si era fermato il proiettile, ha appoggiato la punta delle sue dita sullo stomaco all’altezza del diaframma e non nella zona mammaria (ciò che conferma che i particolari dell’evento le sono stati raccontati da altri). Tutto quanto sopra detto e puntualizzato, in aggiunta agli altri elementi emersi nel corso del processo, non giustificano affatto le affermazioni fatte in trasmissione di residui dubbi sulla dinamica dei fatti e sulle responsabilità individuali. 
Rimane soltanto la pervicace ricerca di scenari diversi – concludono gli avvocati – e ancor più inquietanti che, da una parte, vuole alimentare l’attenzione mediatica per meri fini speculativi, e, dall’altra, asseconda il giusto risentimento dei genitori del povero Marco, indirizzandolo verso una richiesta di giustizia distorta e fortemente connotata da valutazioni di natura esclusivamente moralistiche, che alimentano le spinte giustizialiste espresse da chi prescinde in ogni caso dalla verità dei fatti in ossequio alle istanze moralizzatrici, che non possono appartenere ad uno stato di diritto».

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Dopo la sentenza esplode la rabbia nel web

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – Dopo la sentenza di primo grado per l’omicidio di Marco Vannini la protesta esplode nel web. Tante, tantissime persone dal nord al sud dell’Italia si sono trovate unite nel manifestare la loro indignazione e a contestare una sentenza ritenuta assurda. Una vera e propria sollevazione popolare che ha reso incandescente da alcuni giorni siti ufficiali, pagine di cronaca nera, gruppi privati di migliaia di italiani che hanno seguito la vicenda  non risparmiando severe critiche ai giudici che l’hanno emessa. Migliaia e migliaia i commenti infuocati e rabbia, rabbia, tanta rabbia. La parola più usata in assoluto: “vergogna”. Solo in un post del gruppo ‘’Giustizia e verità per Marco Vannini’’ alla provocazione lanciata da una donna consistente nello scrivere ‘l’epiteto ‘’vergogna’’, hanno aderito in poche ore in quasi quattromila e cinquecento. Scandalizzati per quello che è successo a quel giovane sorridente, gioioso e di grande moralità, tutti aspettavano che la giustizia si rivelasse più severa con una sentenza che fosse un monito e un buon  esempio per tutti. Era richiesto un forte messaggio morale che non è arrivato. 
Tra i commenti di autorevoli personaggi spicca quello di Carmelo Abate di Quarto Grado che definendo la «sentenza vigliacca e codarda» sembra abbia interpretato al meglio  il sentimento comune. «Una sentenza – dice Carmelo Abate – che risolve la questione tra addetti ai lavori. Ne escono tutti vincitori. Esce vincitore la difesa di Ciontoli perché Viola Giorgini viene assolta, perché i tre in qualche modo vedono derubricata l’accusa da dolosa a colposa, meno grave, perché Ciontoli si becca le attenuanti. Esce vincitore la difesa dei Vannini perché l’avvocato Gnazi porta a casa un successo notevole. La questione partiva sul binario dell’omissione di soccorso e l’avvocato Gnazi l’ha spostata sul binario dell’omicidio, e quattro persone sono state condannate per omicidio. C’è un’unica grande sconfitta mamma Marina. Perché questa sentenza vigliacca e codarda se ne fotte letteralmente di mamma Marina».
E tanti si sono dissociati da questa sentenza scritta nel nome del popolo italiano lanciando l’hashtag ‘’non nel mio nome’’ che nel giro di qualche giorno è diventato virale. Un modo per far sentire al mondo intero che quel popolo non si identifica in quella sentenza e continua a chiedere ‘’Giustizia per Marco’’.  
Tra i  primi ad aderire il comitato commercianti di Ladispoli che ha tappezzato le vetrine dei loro negozi con il manifesto con scritto ‘’Io sono Marco, noninmionome’’. «Marco ha gridato e nessuno l’ha soccorso – scrivono in un comunicato – Marina ha gridato ma la giustizia l’ha ignorata. Quanto ancora dovrà gridare questa famiglia per essere ascoltata? Quando viene pronunciata una sentenza il giudice la declama in ‘’Nome del Popolo Italiano’’, la sentenza del caso Vannini non rappresenta buona parte del popolo italiano. Marina non si sente più cittadina di questo Stato, ma non è lei a doverne prendere le distanze, Ladispoli, i commercianti di Ladispoli hanno scelto di dar voce al grido disperato di questa famiglia. Perché: Io sono Marco, sono Marina, sono Valerio, sono una cittadina italiana, sono un cittadino italiano, sono un commerciante e nessuno rimarrà in silenzio. I commercianti di Ladispoli stanno affiggendo alle loro vetrine il loro No alla sentenza Vannini, perché Marco e la sua famiglia meritano rispetto, perché una sentenza del genere è pericolosissima, insegna ai giovani quanto poco valga una vita spezzata senza senso. La categoria rimane vicina e sostiene la battaglia della famiglia Vannini perché tutti siamo Marco».
L’iniziativa è stata immediatamente recepita e fatta propria anche dai commercianti di Cerveteri. Già nelle vetrine dei negozi del centro storico e di piazza Aldo Moro è affisso il manifesto con la foto di Marco sorridente e con l’hashtag noninmionome.

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Scuola dell’infanzia Ranalli, Frascarelli: ''Si facciano delle verifiche''

CIVITAVECCHIA – Degrado e incuria alla scuola dell’infanzia Elisabetta Ranalli. È la segnalazione del vice coordinatore locale di Forza Italia Giancarlo Frascarelli che ha raccolto l’appello di un gruppo di mamme dei piccoli alunni, preoccupate per lo stato dell’area verde e per alcune infiltrazioni all’interno.

“Un gruppo di mamme – spiega l’azzurro – ci ha chiamato per rappresentare le loro richieste al Sindaco, all’assessore Ceccarelli, all’ufficio ambiente, all’amministrazione comunale.  Una richiesta – incalza Frascarelli – di ripristino, rimessa a norma, di pulizia, sfalcio dell’area verde gioco per i ragazzi e una verifica di controllo interno perché ci sono delle infiltrazioni d’acqua”.

Il vice coordinatore azzurro si rivolge ai vertici di Palazzo del Pincio e tuona: “Le mamme vogliono avere delle garanzie, chiedono delle spiegazioni all’amministrazione che si faccia sentire, che venga a vedere”.

Frascarelli chiede anche che venga fatta una verifica riguardo fondi stanziati “circa 2 o 3 anni fa. Se sono stati fatti dei lavori – domanda l’azzurro – che cosa è avvenuto? Tutte queste risposte le deve dare l’amministrazione comunale. Noi come attivisti politici, rappresentanti dei cittadini, facciamo le richieste che ci sia quanto prima una risposta”.   

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Processo Vannini: attesa per oggi la sentenza di primo grado

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – «Mi sento molto nervosa ma anche tanto fiduciosa» sono le parole dette da Marina Conte in un modo che non nasconde una tensione latente di quelle che non controlli con la volontà ma che ti attanagliano e non lasciano scampo. E’ attesa per oggi la sentenza di primo grado per l’omicidio del figlio Marco Vannini, il 20enne di Cerveteri ferito la serata del 17 maggio 2015, a Ladispoli, da un colpo di arma da fuoco esploso dalla pistola di  Antonio Ciontoli, reo confesso,  padre della sua fidanzata Martina, deceduto alcune ore dopo a seguito di una lenta, dolorosa  e drammatica agonia. Il processo iniziato il 23 maggio 2016 presso la Corte di Assise di Roma, Collegio giudicante, presidente Anna Argento e giudice a latere, Sandro Di Lorenzo, e affidato al pm Alessandra d’Amore,  prevede per oggi una prima verità processuale e le eventuali condanne nel primo grado di giudizio. Nell’udienza del 21 marzo scorso il pubblico ministero ha chiesto pene particolarmente severe per la  famiglia Ciontoli. Un’intera famiglia composta da padre, madre, figlio e figlia potrebbe finire in carcere per omicidio volontario. Per l’accusa non ci sono dubbi: anche se in modo diverso, sono tutti colpevoli per quello che è successo quella notte nella loro villetta di Ladispoli. Per Antonio Ciontoli, il capofamiglia, la richiesta è stata di  21 anni di reclusione; per la moglie Maria Pezzillo e per i loro due figli, Federico e Martina, di 14 anni di reclusione con la concessione delle attenuanti; per Viola Giorgini, fidanzata di Federico, imputata per omissione di soccorso, la richiesta è stata di 2 anni con la sospensione della pena. 
A quasi tre anni dalla morte del giovane, una giornata importantissima per i genitori di Marco che sperano vengano accolte le richieste del pubblico ministero.  
Papà Valerio:  «Mi sento tranquillo al contrario di Marina. Come ho sempre detto ho fiducia nelle istituzioni, ho fiducia nella giustizia e mi auguro che vengano accolte le richieste del pm». Valerio è più razionale, più sereno e pacato e specifica: «Nella mia posizione devo essere forte e fare coraggio anche a mia moglie. E’ uno sforzo in più. Debbo dire che di indole sono un po’ più tranquillo. Finalmente siamo arrivati al primo traguardo. Non so più cosa dire. Sono fiducioso».  
Anche gli zii, Roberto Carlini e la moglie Anna, sorella di Marina, non nascondono la tensione: «Siamo in fibrillazione. Mancano poche ore e quando ci tieni alla cose c’è sempre un po’ di paura che non vadano come dovrebbero andare. Il nostro auspicio è che perlomeno venga  confermata la richiesta del pubblico ministero. Anche perché non confermando quella si stravolgerebbero tutti i capi d’accusa. Ad una ipotesi del genere non ci vogliamo neanche pensare. Sono tre anni che ci stiamo battendo».
Mamma Marina è tesa, sconvolta e agitata nonostante riconosca che il processo sia andato bene. Si aspetta anche lei che vengano accolte le richieste del pm.  Un tarlo la corrode e la dilania dentro. Il suo corpo si chiude in una morsa di dolore quando sconsolata dice: «Non sapere tutta la verità sulla morte di mio figlio è una cosa che mi logorerà per tutta la vita. Una condanna non mi ridarà certo mio figlio, però sapere quello che è successo è per me fondamentale. Dovrò accontentarmi di una verità processuale e andare avanti. Per me e mio marito sarà come essere condannati all’ergastolo a vita. Qualsiasi pena per noi è relativa».  
Il cugino, Alessandro Carlini con un post sul gruppo Facebook  ‘’Giustizia e verità per Marco Vannini, scrive: «Sappiamo che molti di voi saranno presenti in Corte D’Assise per manifestarci la propria vicinanza. Per questo motivo vi chiediamo di assumere un comportamento adeguato e civile nel rispetto della figura di Marco e della nostra famiglia. Vi ricordo, come già hanno detto svariate volte i nostri avvocati che noi non chiediamo vendetta ma giustizia».  Infine in un altro post, in qualità di amministratore del gruppo, Alessandro invita tutti gli iscritti, in vista della sentenza, alla moderazione: «Nessuno si aspettava un numero così alto di persone che avessero a cuore questa vicenda e per questo la nostra famiglia vi ringrazia uno per uno, perché rappresentate comunque un conforto in questi mesi davvero duri. Perché perdere un figlio è di per sé terribile, ma perderlo nelle circostanze che tutti conosciamo è veramente insopportabile.  Il gruppo, come sappiamo, nasce per esprimere pubblicamente un’unica esigenza: verità e giustizia per Marco. E quindi ben vengano pensieri su Marco, ricordi, appelli affinché venga fuori la verità. Vi chiedo soltanto di non alimentare alcun clima di odio. E questo perché l’odio, non solo non porta alla verità, ma fa il gioco di quelle persone che stanno solo cercando di nascondersi e sfuggire alle proprie responsabilità».
Intanto i sostenitori della famiglia Vannini e in particolare Marco de Rubeis, Tiberio Cancellier e Antonella Proietti Marengo che fin dall’inizio sono stati vicini e sempre presenti alle udienze,  hanno organizzato per oggi un sit-in pacifico a piazzale Clodio, con addosso la maglietta con la scritta ‘’Giustizia per Marco Vannini’’. «Facciamo sentire la nostra presenza – dice Antonella Proietti che ha chiesto l’autorizzazione al Questore di Roma – partecipando all’udienza, la Corte deve sapere che la famiglia Vannini non è sola e che tutti noi non molliamo, che tutti noi insieme a loro aspettiamo la condanna perché crediamo nella giustizia. Marco è uno di noi». «Non è neanche una manifestazione – precisa Marco de Rubeis –  ma un calore affettivo e una doverosa gratitudine ad una famiglia che è stata sempre composta, come lo siamo stati sempre noi. Rispetteremo tutte le regole di civiltà. Se poi il tutto è diventato mediatico certamente lo hanno voluto i fatti scandalosi accaduti a Marco». 

 

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Oggi la sentenza di primo grado

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – «Mi sento molto nervosa ma anche tanto fiduciosa» sono le parole dette da Marina Conte in un modo che non nasconde una tensione latente di quelle che non controlli con la volontà ma che ti attanagliano e non lasciano scampo. E’ attesa per oggi la sentenza di primo grado per l’omicidio del figlio Marco Vannini, il 20enne di Cerveteri ferito la serata del 17 maggio 2015, a Ladispoli, da un colpo di arma da fuoco esploso dalla pistola di  Antonio Ciontoli, reo confesso,  padre della sua fidanzata Martina, deceduto alcune ore dopo a seguito di una lenta, dolorosa  e drammatica agonia. Il processo iniziato il 23 maggio 2016 presso la Corte di Assise di Roma, Collegio giudicante, presidente Anna Argento e giudice a latere, Sandro Di Lorenzo, e affidato al pm Alessandra d’Amore,  prevede per oggi una prima verità processuale e le eventuali condanne nel primo grado di giudizio. Nell’udienza del 21 marzo scorso il pubblico ministero ha chiesto pene particolarmente severe per la  famiglia Ciontoli. Un’intera famiglia composta da padre, madre, figlio e figlia potrebbe finire in carcere per omicidio volontario. Per l’accusa non ci sono dubbi: anche se in modo diverso, sono tutti colpevoli per quello che è successo quella notte nella loro villetta di Ladispoli. Per Antonio Ciontoli, il capofamiglia, la richiesta è stata di  21 anni di reclusione; per la moglie Maria Pezzillo e per i loro due figli, Federico e Martina, di 14 anni di reclusione con la concessione delle attenuanti; per Viola Giorgini, fidanzata di Federico, imputata per omissione di soccorso, la richiesta è stata di 2 anni con la sospensione della pena. 
A quasi tre anni dalla morte del giovane, una giornata importantissima per i genitori di Marco che sperano vengano accolte le richieste del pubblico ministero.  
Papà Valerio:  «Mi sento tranquillo al contrario di Marina. Come ho sempre detto ho fiducia nelle istituzioni, ho fiducia nella giustizia e mi auguro che vengano accolte le richieste del pm». Valerio è più razionale, più sereno e pacato e specifica: «Nella mia posizione devo essere forte e fare coraggio anche a mia moglie. E’ uno sforzo in più. Debbo dire che di indole sono un po’ più tranquillo. Finalmente siamo arrivati al primo traguardo. Non so più cosa dire. Sono fiducioso».  
Anche gli zii, Roberto Carlini e la moglie Anna, sorella di Marina, non nascondono la tensione: «Siamo in fibrillazione. Mancano poche ore e quando ci tieni alla cose c’è sempre un po’ di paura che non vadano come dovrebbero andare. Il nostro auspicio è che perlomeno venga  confermata la richiesta del pubblico ministero. Anche perché non confermando quella si stravolgerebbero tutti i capi d’accusa. Ad una ipotesi del genere non ci vogliamo neanche pensare. Sono tre anni che ci stiamo battendo».
Mamma Marina è tesa, sconvolta e agitata nonostante riconosca che il processo sia andato bene. Si aspetta anche lei che vengano accolte le richieste del pm.  Un tarlo la corrode e la dilania dentro. Il suo corpo si chiude in una morsa di dolore quando sconsolata dice: «Non sapere tutta la verità sulla morte di mio figlio è una cosa che mi logorerà per tutta la vita. Una condanna non mi ridarà certo mio figlio, però sapere quello che è successo è per me fondamentale. Dovrò accontentarmi di una verità processuale e andare avanti. Per me e mio marito sarà come essere condannati all’ergastolo a vita. Qualsiasi pena per noi è relativa».  
Il cugino, Alessandro Carlini con un post sul gruppo Facebook  ‘’Giustizia e verità per Marco Vannini, scrive: «Sappiamo che molti di voi saranno presenti in Corte D’Assise per manifestarci la propria vicinanza. Per questo motivo vi chiediamo di assumere un comportamento adeguato e civile nel rispetto della figura di Marco e della nostra famiglia. Vi ricordo, come già hanno detto svariate volte i nostri avvocati che noi non chiediamo vendetta ma giustizia».  Infine in un altro post, in qualità di amministratore del gruppo, Alessandro invita tutti gli iscritti, in vista della sentenza, alla moderazione: «Nessuno si aspettava un numero così alto di persone che avessero a cuore questa vicenda e per questo la nostra famiglia vi ringrazia uno per uno, perché rappresentate comunque un conforto in questi mesi davvero duri. Perché perdere un figlio è di per sé terribile, ma perderlo nelle circostanze che tutti conosciamo è veramente insopportabile.  Il gruppo, come sappiamo, nasce per esprimere pubblicamente un’unica esigenza: verità e giustizia per Marco. E quindi ben vengano pensieri su Marco, ricordi, appelli affinché venga fuori la verità. Vi chiedo soltanto di non alimentare alcun clima di odio. E questo perché l’odio, non solo non porta alla verità, ma fa il gioco di quelle persone che stanno solo cercando di nascondersi e sfuggire alle proprie responsabilità».
Intanto i sostenitori della famiglia Vannini e in particolare Marco de Rubeis, Tiberio Cancellier e Antonella Proietti Marengo che fin dall’inizio sono stati vicini e sempre presenti alle udienze,  hanno organizzato per oggi un sit-in pacifico a piazzale Clodio, con addosso la maglietta con la scritta ‘’Giustizia per Marco Vannini’’. «Facciamo sentire la nostra presenza – dice Antonella Proietti che ha chiesto l’autorizzazione al Questore di Roma – partecipando all’udienza, la Corte deve sapere che la famiglia Vannini non è sola e che tutti noi non molliamo, che tutti noi insieme a loro aspettiamo la condanna perché crediamo nella giustizia. Marco è uno di noi». «Non è neanche una manifestazione – precisa Marco de Rubeis –  ma un calore affettivo e una doverosa gratitudine ad una famiglia che è stata sempre composta, come lo siamo stati sempre noi. Rispetteremo tutte le regole di civiltà. Se poi il tutto è diventato mediatico certamente lo hanno voluto i fatti scandalosi accaduti a Marco». 

 

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Il Crc conquista partita, bonus e settima posizione

Un Civitavecchia Rugby Centumcellae in un colpo solo si prende partita, bonus e settima posizione. Importantissimo il successo del Moretti sul Parma 1931 per 24-21, con i punti segnati tutti nel tempo e frutto di quattro mete con due trasformazioni di capitan Gabriele Gentile. Sugli scudi Alessandro Crinò (nella foto di Rebecca Bertolini): schierato da mediano di mischia, ha superato tre volte la linea bianca, mentre la quarta marcatura è stata opera di Emanuele Diottasi. (Agg. 9/4 ore 18.48 SEGUE)

LA CRONACA DELLA PARTITA DEL CRC – Nella sesta giornata di ritorno del girone 2 di serie B l’approccio alla sfida dei biancorossi è perfetto: mischia soverchiante e avanzamento costante. Al punto che si potrebbe segnare subito se non si peccasse di fretta eccessiva, che permette ai parmensi di tirare un sospiro di sollievo. Però vicino al raggruppamento gli ospiti sono distratti e ne approfitta Crinò al 9’ arrivando fino in fondo. Gentile porta i punti della trasformazione. Azione quasi identica dopo cinque minuti e punteggio di 14-0. Poi però Athos Onofri viene punito con 10’ di stop forzato per una scorrettezza e il Parma prova a farsi sotto. Il Crc rintuzza questi attacchi e, dopo una serie di ripartenze sotto i pali, Crinò fra tripletta. I civitavecchiesi giocano bene ma calano di concentrazione nel finale, quando Giovanni Caselli segna per i gialloblù e Davide Righi Riva trasforma. Nella ripresa, la partita cambia totalmente. Il vento soffia alle spalle degli ospiti, che ne approfittano, giocando costantemente nella metà campo di casa. Solo che dall’11’ l’inezia potrebbe cambiare definitivamente: Onofri prende il secondo giallo che lo manda definitivamente fuori, con la conseguenza che Civitavecchia è costretta a cambiare piano di gioco. Il Parma prende coraggio e segna: una volta con Luca Bondioli al 13’, poi bissa capitan Caselli al 22’ e in entrambe le occasioni Righi Riva trasforma per il 24-21 che non cambierà fino alla fine. Sebbene alle corde e con il caldo che si va sentire, i biancorossi sanno reagire provando ad attaccare. La difesa regge e alla fine arriva un successo voluto e ottenuto con la grinta necessaria. (Agg. 9/4 ore 19.23 SEGUE)

I COMMENTI DEI TECNICI PIPPO ESPOSITO E ALESSANDRO MAMELI – «Bella vittoria, nonostante qualche errore – dicono gli allenatori Pippo Esposito e Alessandro Mameli – che ci proietta in una posizione di classifica lusinghiera. A cinque giornate dalla fine del campionato, possiamo guardare avanti, sebbene l’Amatori Parma sia sei lunghezze avanti a noi. Intanto ci siamo messi dietro Rieti, Florentia e lo stesso Parma. È stata una bella affermazione».
Domenica trasferta ad Arezzo con il Vasari ultimo della classe. È l’occasione giusta per ottenere la prima vittoria esterna della stagione. (Agg. 9/4 ore 19.54)

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Cristo Risorto, sfila la processione

CIVITAVECCHIA – Si rinnova stasera alle 19 la tradizione della processione del Cristo Risorto promossa dalla Confraternita dell'Orazione e Morte in collaborazione con la parrocchia San Francesco Assisi  e la parrocchia Matrice di Santa Maria Assunta. 

Domenica scorsa i confrati dell'Orazione e Morte, dopo la messa solenne delle 11 hanno distribuito le tradizionali ''palombelle''. Oggi, domenica in Albis, uscirà dalla chiesa cattedrale, invece, la Processione del Cristo Risorto.

Alle 18 si svolgerà la solenne celebrazione eucaristica in cattedrale e alle 19 (circa) uscirà la processione cittadina con l’antica statua lignea del Cristo Risorto; processione che si snoderà lungo piazza Vittorio Emanuele, largo Cavour, largo Plebiscito, corso Centocelle, via Risorgimento, piazza Regina Margherita, cia della Cooperazione, via Granari, via Borghese, via Montegrappa, via Antonio da Sangallo, via Gabriele D’annunzio. 

"L’evento si svolge con il atrocinio del Comune di Civitavecchia – spiega il parroco Monsignor Cono Firringa – si invitano le associazioni e la cittadinanza a partecipare". 

Questa storica processione del Cristo Risorto di Civitavecchia anche quest'anno sfila oggi giornata della Divina Misericordia. Il corteo religioso farà tappa, come vuole la tradizione, davanti al civico 23 di via Granari: la leggenda, infatti, vuole che la statua lignea del Cristo Risorto sia stata ritrovata in una stanza della locanda Poli, che si trovava proprio in quello stabile. 

"Il nostro obiettivo – spiega il priore della Confraternita dell'Orazione e Morte, Giacomo Catenacci – è far sì che la città torni a riappropriarsi di questa tradizioni, torni a sentire propria questa processione, che affonda le sue radici nel passato, come suo patrimonio storico, culturale e di fede". (Rom. Mos.)

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''Invitiamo i partiti di centrodestra alla ragionevolezza''

SANTA MARINELLA – «Disoccupazione alta e poche prospettive di crescita, Santa Marinella non è mai stata in una situazione di crisi economica come quella attuale». A dirlo è il segretario della locale sezione della Lega Alfredo De Antoniis. «Non parliamo poi del bilancio comunale – continua il politico – e del tessuto economico cittadino, dove ormai da anni scarseggiano lavoro e prospettive. In questo contesto, siamo stanchi di sentire le solite prediche e i soliti schemi politici, vogliamo che la prossima  squadra di governo sia coesa e in grado di affrontare questi problemi con serietà, dobbiamo obbligatoriamente avere figure politiche che stiano tra la gente tutti i giorni, che prendano il ruolo di amministratore pubblico come un lavoro a tempo pieno, figure che inizino a pensare a degli obbiettivi decennali, cosi da avere linee programmatiche vere. In questo periodo, apriamo alle consultazioni con le altre forze politiche, sapendo però, con senso di responsabilità, di voler creare una coalizione che, dopo le amministrative, dia finalmente lo slancio giusto a Santa Marinella, creando provvedimenti giusti e facendoli rispettare a tutti. Su chi guiderà la futura amministrazione, ci sentiamo la responsabilità come primo partito del centrodestra, di invitare alla ragionevolezza le altre forze politiche di coalizione e di aprire il nostro mondo al civismo vero e propositivo e di renderlo parte integrante della coalizione e del futuro governo di Santa Marinella, come la Lega ha già fatto con Cuori Santamarinellesi”. “Sappiamo che oggi la città aspetta di sapere chi sarà il nostro candidato sindaco – conclude De Antoniis – e la dimostrazione ce l’ha data il risultato elettorale cittadino del 4 marzo. In seno a quanto detto prima, daremo ai cittadini la figura migliore in breve tempo. Ringraziamo ancora chi ha avuto fiducia nel progetto politico di Matteo Salvini e al nostro progetto politico cittadino”.

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