Idrico, Cozzolino ad Acea: "Disservizi inaccettabili"

CIVITAVECCHIA – Il sindaco Antonio Cozzolino ha scritto formalmente ad Acea facendosi portavoce dei notevoli disagi lamentati dai cittadini in molti quartieri. "Certi disservizi non sono accettabili, specie nel contesto attuale e vanno prese adeguate e risolutive contro misure – ha sottolineato il primo cittadino –  in questi giorni la città sta avendo evidenti problemi di distribuzione indrica. Pur essendo passato il servizio idrico ad Acea dal 3 aprile, in seguito alla diffida della Regione Lazio e la sentenza del Consiglio di Stato che ha dato torto al nostro ricorso, stiamo facendo la nostra parte come amministrazione comunale per collaborare con Acea e dare supporto sulla base della nostra esperienza. Ci sono però diverse criticità che vanno risolte e che vanno affrontate in maniera più incisiva. Dopo un periodo di iniziale positivo riscontro – ha aggiunto – siamo tornati in una situazione in cui la distribuzione dell’acqua in città è inadeguata in diversi quartieri nonostante l'apporto idrico alla città sia sostanzialmente il doppio di quanto era nelle disponibilità la scorsa estate, quando si registrò la siccità peggiore del secolo. Inoltre trovo per lo meno inopportuno che lo sportello al pubblico, ospitato presso il Pincio – ha concluso Cozzolino – resti chiuso quasi un mese nel periodo più problematico dell'anno. Questo è un fatto che non si deve assolutamente ripetere". 

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Francia, tribunale condanna Twitter: «Illegali 256 clausole di utilizzo»

La sentenza dopo la denuncia di un’associazione di consumatori: vietato l’uso commerciale di foto e tweet senza ulteriore consenso. «Difeso il diritto alla privacy»

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''Più tutele per i disabili sulle strisce blu''

LADISPOLI – "Le strisce blu a Ladispoli, nella stagione estiva per quanto riguarda la fruizione del nostro lungomare ma essenzialmente tutto l’anno, non sono disciplinate  con l’adeguata sensibilità per quanto riguarda le esigenze dei diversamente abili". A parlare è l'esponente dem Emanuele Perini. "Sebbene nel nostro paese  essi non  hanno diritto all’esenzione del ticket a meno che il Comune non preveda esplicitamente, con specifiche disposizioni in merito, l’esonero nei loro confronti (principio espresso in una sentenza della Suprema Corte n.13851 del 21.03.2017) nello specifico la disciplina del nostro Comune che li riguarda (oltre alle 2 ore di sosta tollerate per chi espone il contrassegno) non presenta misure atte a venire incontro alle esigenze dei più disagiati. Perché non inserire, come è stato fatto in altri comuni, in caso che il posto appositamente designato per i disabili sia occupato, la possibilità per i possessori del contrassegno di poter parcheggiare gratuitamente sulle strisce blu immediatamente limitrofe?  Dobbiamo immaginare di costruire una città sempre più accessibile e vicina a tutti, offrendo la possibilità di un sereno parcheggio per esempio vicino al mare a che non ha la possibilità di parcheggiare lontano dalla spiaggia, dove i posti sono gratuiti". 

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Total Erg: la sovrattassa va restituita

CIVITAVECCHIA – Altri guai per Molo Vespucci, alle prese oggi non solo con vertenze occupazionali. Una nuova tegola si è abbattuta infatti sull’ente, che dovrà restituire nei prossimi due mesi, 4,7 milioni di euro  alla Total Erg a seguito della sentenza della scorsa settimana della Quinta Sezione del Consiglio di Stato. Nodo del contendere la sovrattassa applicata da qualche anno, con il Consiglio di stato che l’ha bocciato, definendo la ‘‘sovrattassa qualificabile come tributo aggiuntivo, consentito dalla normativa, solo per finanziare opere ed investimenti particolari’’.

La questione è stata anche al centro di una interrogazione al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti da parte del senatore di Forza Italia Gaetano Quagliariello – in discussione probabilmente subito dopo l’estate – nella quale, tra l’altro, veniva sottolineata l’inerzia degli attuali vertici dell’Adsp ‘‘perché per tutto l’anno 2017, pur essendo a conoscenza della grave e preoccupante situazione creatasi per l’equilibrio dei conti dell’ente a seguito delle diverse sentenze, non ha ritenuto, né di addivenire ad un accordo transattivo con TotalErg o suoi aventi causa, né tanto meno di approvare un nuovo decreto di revisione delle aliquote, motivandolo adeguatamente in considerazione della realizzazione della darsena traghetti e servizi del porto di Civitavecchia, opera infrastrutturale rientrante tra quelle per le quali la legge n. 84 del 1994 ha attribuito alle autorità portuali la potestà impositiva della sovrattassa”. La transazione, che avrebbe potuto evitare questo esito, non ha probabilmente imboccato la strada giusta, anche se dall’Adsp nessuno commenta al momento. 

Negli anni 2012 e 2013 l’Autorità portuale aumentò l’aliquota della tassa portuale relativa ai traffici di oli minerali e carbone, con Totalerg che presentò ricorso al Tar del Lazio contro tali aumenti. Nel 2015, il Tar del Lazio accolse il ricorso di Totalerg e annullò i decreti dell’Autorità portuale, perché non motivati da esigenze di investimenti infrastrutturali, né valevoli per ogni tipologia di merce. L’ente fece appello al Consiglio di Stato che, nel febbraio 2016, lo accolse e riformò le sentenze del Tar di un anno prima, rimettendo la materia alla magistratura tributaria. Nel novembre 2016, però, il Consiglio di Stato denunciò l’insussistenza delle motivazioni che avevano portato l’Autorità portuale ad aumentare la sovrattassa; successivamente, il Presidente della Repubblica accolse il ricorso straordinario presentato dalla società Total Erg SpA e dalla sua partecipata Raffineria di Roma SpA al Consiglio di Stato. Oggi Molo Vespucci si trova nelle condizioni di dover restituire i 4,7 milioni – accantonati ad aprile con una variazione di bilancio – dall’altro attende il pronunciamento sempre del Consiglio di Stato, e previsto per novembre, sulla tassa: in questo caso si parla di 9 milioni di euro.  

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Immobili da costruire: operatività della fideiussione in caso di risoluzione del preliminare

La sentenza della Cassazione Civile n. 11761/2018 stabilisce come le condizioni disposte dall’art. 3, comma III, del d. lgs. n. 122/2005 “non valgano in nessun…

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Messa alla prova ammissibile anche se l’aggravante è contestata in dibattimento

Con la sentenza in esame la Corte Costituzionale ha accolto la questione di legittimità costituzionale dell'art. 517 c.p.p. sollevata dal Tribunale di Salerno,…

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Usi civici, FdI si schiera con i cittadini

CIVITAVECCHIA – Fratelli d’Italia si schiera con i civitavecchiesi danneggiati dalla questione usi civici con il circolo “Giorgio Almirante” che aderisce alla petizione del comitato.

“Riteniamo inaccettabile – dichiarano dal direttivo del circolo Almirante – che centinaia di immobili a Civitavecchia non possano essere né acquistati né venduti a causa della situazione di impasse venutasi a creare sulla questione usi civici, in seguito alla approvazione della determinazione regionale del Lazio AO7844 del 2013, durante l’amministrazione di centrosinistra di Nicola Zingaretti”.

Per il circolo si tratta di una situazione assurda che danneggia gravemente centinaia di civitavecchiesi “con moltissimi rogiti bloccati da una situazione di assoluta incertezza e tanti cittadini costretti a sborsare somme importanti, per pagare un  balzello, quello degli usi civici, che, a Civitavecchia in particolare, alla luce della situazione venutasi a creare dopo la sentenza del Commissario del 1990, vede danneggiate decine e decine di famiglie in perfetta buona fede. Abbiamo apprezzato – evidenziano da FdI – a tal riguardo, l’iniziativa, promossa da un comitato spontaneo di alcuni cittadini, mossi da senso civico o direttamente interessati da questo grave problema, di proporre una petizione popolare indirizzata al presidente della Regione Lazio ed al Commissariato regionale per gli Usi Civici”.

Il circolo territoriale “Giorgio Almirante” ha deciso di aderire all’iniziativa e di supportare il comitato nella raccolta delle firme. “I cittadini di Civitavecchia – spiegano dal direttivo del circolo – potranno sottoscrivere da domani la petizione anche presso la sede del circolo in via Carducci 30 a Civitavecchia (rione San Giovanni) o chiedere informazioni rivolgendosi al circolo anche tramite posta elettronica all’indirizzo fdi-giorgioalmirante@libero.it oppure tramite la pagina Facebook Fratelli d’Italia Civitavecchia circolo Giorgio Almirante”.

Ma dal direttivo c’è la promessa ulteriore di un coinvolgimento dei consiglieri regionali e dei parlamentari di Fratelli d’Italia. “Per una definitiva soluzione del problema – proseguono dal circolo ‘’Almirante’’ – anche alla luce delle recenti sentenze (da ultimo della Corte Costituzionale il 31 maggio 2018), riteniamo opportuno, anzi, necessario, oltre all’immediato ritiro della determinazione regionale del Lazio del 2013, anche un forte e chiaro intervento legislativo in materia. I nostri rappresentanti – assicurano da FdI – offriranno un contributo costruttivo e determinante anche su questa materia, pronti a collaborare ed a cercare sinergie anche con esponenti di altri partiti e movimenti, qualora le proposte siano finalizzate al raggiungimento dell’obiettivo di sanare una situazione divenuta insostenibile. Inoltre – concludono – insieme al nostro candidato sindaco Massimiliano Grasso ed agli amici dei partiti e delle liste civiche che compongono la nostra coalizione, già nelle prossime settimane organizzeremo iniziative che vedranno, sul tema degli usi civici, il coinvolgimento e la partecipazione, oltre che dei nostri parlamentari ed esponenti politici di livello nazionale, anche dei massimi esperti in materia, tecnici altamente qualificati (avvocati, architetti, docenti universitari, eccetera) che potranno offrire un contributo determinante per giungere alla soluzione definitiva e soddisfacente del problema, difendendo gli interessi ed i diritti di centinaia di Civitavecchiesi letteralmente intrappolati dalla problematica degli usi civici”.

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Consenso per l’invio di newsletter: il punto della Cassazione alla luce del GDPR

Con la sentenza n. 17278/2018 la Corte di Cassazione, sez. prima civile, nell’accogliere il ricorso dell’Autorità Garante contro una decisione del tribunale di…

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«Soddisfatti della scelta del pm»

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – «Non avevo dubbi che il pm si sarebbe appellato anche perché allo stato dei fatti, è stata ridimensionata la sua richiesta di condanna. Ha lavorato molto su questo caso in modo scrupoloso ha motivato per ognuno degli imputati i presupposti che l’hanno condotta a quella richiesta. Non poteva certo tornare indietro. Mi sarebbe piaciuto che avesse chiesto di rivedere la posizione di Antonio Ciontoli circa la concessione delle attenuanti generiche, però purtroppo la legge questo lo impedisce. Sono soddisfatta lo stesso e vado avanti. Al contrario di prima che ritenevo scontato il fatto che tutti si facessero il carcere ora ci vado un po’ con i piedi di piombo.  Dopo le motivazioni della sentenza sarebbe stata una cosa vergognosa non appellarsi. Andiamo avanti». 
Queste le parole di Marina Conte, mamma di Marco Vannini alla notizia che il pm ha presentato ricorso in appello nei confronti dei familiari di Antonio Ciontoli e di Viola Giorgini. 
Papà Valerio: «Una bella notizia, veramente molto bella. Primo fra tutti perché hanno rimesso in campo Viola, la cui assoluzione è stata per noi la cosa più sconvolgente. Tirarla fuori, come se in quella casa non ci fosse stata la sera del delitto è inaccettabile. Anche se poco ma gli deve rimanere addosso la macchia di quello che ha fatto, anzi, di quello he non ha fatto perché se quella sera avesse alzato il telefono e chiamava i soccorsi Marco poteva essere vivo. Per cui ha piena responsabilità di quello che è successo. Circa la posizione dei familiari di Antonio Ciontoli, una cosa del genere non può fermarsi solo all’omicidio colposo. E’ la prima volta che succede almeno in Italia che venga condannata un’intera famiglia e molti si scandalizzano. Ma se loro insieme hanno commesso un delitto la legge è uguale per tutti. Se uno commette un omicidio deve andare in carcere. Sono tutti responsabili».
L’avvocato Celestino Gnazi, legale di mamma Marina:  «Il pm ha chiesto la conferma delle proprie richieste, e cioè l’omicidio volontario per i familiari di Antonio Ciontoli e l’omissione di soccorso per Viola Giorgini. Non ha chiesto l’appello nei confronti di Antonio Ciontoli. Ero convinto che il pubblico ministero avrebbe proposto appello perché la sentenza mentre nella parte in diritto è assolutamente, a nostro avviso perfetta, corrisponde alla nostra ricostruzione, assolutamente condivisibile, una vera e propria lezione sul dolo eventuale, nella parte in fatto, invece, è assolutamente contradditoria, nel momento in cui non riconosce il dolo in capo ai familiari di Ciontoli».
Per quanto riguarda il mancato appello nei confronti di Ciontoli? 
«Il pm non poteva proporre appello per la questione soltanto delle attenuanti generiche, perché le è vietato da una recente riforma del codice di procedura penale entrata in vigore da pochi mesi».
Che dice il codice? 
«Il pubblico ministero tra le altre cose non può fare appello quando riguarda soltanto la concessione delle attenuanti generiche. Per questo le è vietato. Altrimenti ero convinto che secondo me l’avrebbe certamente fatto perché Ciontoli, a nostro avviso, sicuramente non le meritava».

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Molestie inflitte a scuola ai danni di un compagno sono stalking

La Cassazione penale, con la sentenza 11 giugno 2018 n. 26595, si è occupata, tra le varie questioni, della qualificabilità, come stalking “scolastico”, delle…

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