Passaggio di consegne in maggioranza

CIVITAVECCHIA – Il Movimento Cinque Stelle perde un altro pezzo. Rolando La Rosa si è dimesso dal suo incarico di consigliere comunale. Le dinamiche che hanno portato alla scelta del consigliere di lasciare l’aula Pucci sono ormai note. Da tempo ormai il consigliere era in dissenso con il sindaco su diversi temi. Difficilmente riusciva inoltre a limitare il suo dissenso. La sua contrarietà al progetto dell’outlet a Fiumaretta, i suoi dubbi sul forno crematorio, sul project financing Engie e per ultimo il suo voto di astensione sul rendiconto sono stati visti dal sindaco, dalla giunta e soprattutto dal capogruppo Fortunato, come fumo negli occhi. 
I duri attacchi subiti soprattutto lunedì da parte di molti esponenti della maggioranza, più una condizione di salute non ottimale, hanno spinto il consigliere a gettare la spugna. I rituali sono quelli simili agli esoneri degli allenatori. Con i tecnici che si limitano alle parole di circostanza ed i presidenti (in questo caso rappresentati dal Sindaco) che ringraziano e voltano pagina.
«Ringrazio Rolando per quanto fatto in questi anni in maniera completamente disinteressata per il bene della collettività. Rolando è da sempre persona che ha a cuore i problemi dei più deboli ed in questo senso si è speso al massimo in questi 4 anni di consiliatura». Al posto di La Rosa entrerà tra i banchi della maggioranza Andrea Bertolini, fedelissimo del sindaco e super attivista Cinque Stelle che alle ultime parlamentarie tentò la strada del Senato fermandosi però a 14 preferenze. Le 46 raccolte nel 2014 gli basteranno invece per entrare in surroga a La Rosa nel prossimo consiglio utile. 
Le dimissioni di un membro della maggioranza stanno per diventare una sorta di consuetudine tra i pentastellati. All’inizio fu il consigliere Carlini a gettare la spugna, poi accompagnato dalla consigliera Raffaella Bagnano. Anche il presidente del consiglio Riccetti arrivò alle dimissioni dal suo incarico di presidente passando all’opposizione. Lo stesso dicasi del consigliere Girolami, approdato all’opposizione dopo pochi secondi dalla sua elezione. Le condizioni di salute della consigliera Lau (che nel 2015 si dimise dalla sua delega al mercato) portarono in consiglio, dopo la sua rinuncia, all’allora presidente della cooperativa Incitur Salvatore Cardinale per poi arrivare alle dimissioni di Rolando La Rosa. 
In giunta invece ad arrendersi furono da prima l’assessore Pantanelli, avvolto dalle critiche di parte della maggioranza ma difeso dal sindaco fino all’ultimo (ancora ricopre il ruolo di consigliere di fiducia) e dell’assessore Savignani (che ritenne concluso il suo lavoro alle partecipate, anche se l’ultimo dei concordati è stato presentato la scorsa settimana). 
Capitolo a parte poi per Fabrizia Trapanesi che dopo essere passata per la ribelle del consiglio, poi per la dimissionaria, sembra aver tirato i remi in barca in attesa di arrivare a fine legislatura. Insomma di stelle cadenti ce ne sono state molte e questo crea anche un problema di rappresentatività all’interno del consiglio. Sommando i consiglieri passati all’opposizione o usciti dall’aula si arriva infatti ad oltre 700 voti persi rispetto a quel 15% preso quattro anni fa. 
Un’emorragia dovuta principalmente ad una linea quasi autonoma del sindaco e della sua giunta. La stessa che ha portato La Rosa a gettare la spugna. Nota curiosa. Alla lista di 24 consiglieri presentata nel 2014 tra passaggi in giunta e dimissioni, mancano ormai solo due possibili consiglieri, dopodiché i posti in consiglio inizieranno a passare alla minoranza. A 11 mesi dalle elezioni potrebbero bastare.

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Una busta con un proiettile per il presidente dell’Adsp del Mare di Sicilia Monti

Una busta con un proiettile recapitata al presidente dell’Adsp del Mare di Sicilia Occidentale Pasqualino Monti. Ancora minacce per l’ex numero uno dell’Authority di Civitavecchia. Un’intimidazione arrivata in concomitanza con la firma di un protocollo di legalità, sottoscritto ieri per stroncare sul nascere il rischio di infiltrazioni mafiose, in vista dell’arrivo di circa 340 milioni di Fondi europei per i porti di Palermo, Termini Imerese, Trapani e Porto Empedocle.

Si tratta di fondi in parte già stanziati nei mesi scorsi e che verranno gestiti dall’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia occidentale. Un investimento sostanzioso che il prefetto di Palermo, Antonella De Miro, e il presidente dell’Authority Monti hanno deciso di blindare per evitare il rischio di infiltrazioni mafiose. Si parla di 340 milioni di euro, un quantitativo sostanzioso di soldi che significa anche controlli serrati sulle varie imprese che opereranno.

Nella mattinata di ieri, poche ore dopo la firma, in Prefettura è arrivata una busta indirizzata al presidente Monti con, all’interno, un proiettile. Ma la minaccia non sembra aver cambiato il programma che va avanti a ritmo serrato. A Villa Whitaker seduti al tavolo del protocollo ci sono anche i vertici di Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza. Immediata la solidarietà a Monti da parte del segretario della Cgil Palermo Enzo Campo.

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Una petizione per chiedere un Commissariato di Polizia a Ladispoli

LADISPOLI – Sono stanchi i cittadini di Ladispoli. Troppo spesso si sono ritrovati a vivere situazioni di pericolo e degrado sociale che hanno portato a richiedere l'intervento delle Forze dell'ordine. Bivacco notturno, violenza gratuita. Una situazione che alla lunga ha portato gli animi ad esasperarsi. Sebbene il sindaco di Ladispoli Alessandro Grando ha provato a dare una sferzata alla situazione emanando nel giro di poche settimane due ordinanze, una contro la vendita di alcolici e una per la regolamentazione degli eventi musicali e annessa movida, la situazione sembra non essere cambiata. E così dopo i fatti di via Trieste (LEGGI QUI) e del viale Italia di ieri sera su Facebook arriva la proposta di petizione popolare dei cittadini di Ladispoli per chiedere un Commissariato di Polizia di Stato nella città di Ladispoli. "Abbiamo paura e il Comando dei Carabinieri – si legge nella petizione – da solo non ce la fa a sostenere la criminalità che si è andata formando in città. Contiamo oltre i 40 mila abitanti e la situazione sta diventando ingestibile, sia nelle ore notturne, ma ora anche diurne. Le attività commerciali, vengono prese di mira, come i parchi gioco dei bambini, le abitazioni e le attività di ristorazione. Firmiamo questa petizione, per aiutare il nostro Sindaco, a presentarsi agli organi competenti, con una volontà popolare univoca". 

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Sbanda con lo scooter e muore

OSTIA – Si chiamava Noemi Carrozza ed era una campionessa di nuoto sincronizzato, nazionale azzurra e promessa della specialità a livello mondiale. Aveva appena 21 anni e si è schiantata con lo scooter contro un pino della via Cristoforo Colombo dopo averne perso il controllo, forse a causa del fondo stradale sconnesso.
Noemi è morta venerdì 15 giugno, in seguito a un incidente stradale avvenuto alle 14.40 circa al km 26,600 della Cristoforo Colombo all’altezza di via della Villa di Plinio a Ostia. La ragazza ferita è stata trasportata in codice rosso all’ospedale Grassi dove è deceduta alle 16.20.
(AGG. ORE 18.10) – Secondo una prima ricostruzione, la ragazza era a bordo, forse alla guida, di uno scooter Derby quando per cause in corso d’accertamento il mezzo ha sbandato e Noemi ne ha perso il controllo. Al momento sembra che nessun altro veicolo sia coinvolto nell’incidente. 
In quel tratto via Cristoforo Colombo presenta irregolarità i nell’asfalto e questo lascia ipotizzare che lo scooter possa aver sbandato a causa del fondo sconnesso.
Sul posto per i rilievi è intervenuta la Polizia locale di Roma Capitale X Gruppo Mare.
Noemi Carrozza, Memi per gli amici, ex studentessa dell’istituto tecnico Faraday di Ostia, era una promessa del nuoto sincronizzato. Aveva partecipato con la nazionale azzurra al Mondiale di Baku 2015. La sua scomparsa ha suscitato grande commozione.
(AGG. ORE 19.45) –  “Non trovo le parole e non riesco a crederci – scrive sul suo profilo Laila Huric, ex nazionale azzurra – Sei stata la mia rivale più grande e cavolo atlete come te al giorno d’oggi non ci sono più. Siamo cresciute insieme… la nostra prima Coppa Comen, i Mondiali, la coppa del mondo, gli Europei, i Giochi Europei, e poi le nostre strade si sono divise ma alla fine il tifo l’ho sempre fatto per te… Avrei mille cose da dire ma non trovo le parole… Ricorderó i pianti e le risate che ci siamo fatte in collegiale e ricorderó per sempre gli abbracci prima del nostro “show”. Sarai sempre nel mio cuore Memi, Riposa In Pace… ti voglio bene”.

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Stage di gatti a Santa Marinella

SANTA MARINELLA – Arriva l’estate e ritornano i killer dei gatti. Da alcuni giorni sono aumentate le segnalazioni per la presenza di trappole per volpi che vengono collocate in diversi quartieri della città, per uccidere i felini. A denunciare sui social network questo orrendo crimine, sono alcune gattare e diversi residenti della zona, che hanno subito nei giorni scorsi l’effetto che fa una trappola micidiale, come quella che viene utilizzata per catturare le volpi, sugli amici a quattro zampe. I delinquenti che in questo momento girano anonimi nei vari rioni cittadini, piazzando questi micidiali attrezzi di morte, vanno fermati immediatamente dalle forze dell’ordine, utilizzando se possibile anche le telecamere di video sorveglianza presenti in città. Questi criminali, senza in minimo senso civico, mettono in pericolo la vita di tanti bambini, che potrebbero trovarsi di fronte ad un congegno del genere senza conoscerne le conseguenze. Uno dei vari casi, è accaduto in Via dei Fiori, dove una donna si è trovata di fronte la propria gattina con chiari segni di strangolamento, dovuti alle ganasce di queste micidiali trappole. “Stamani – racconta su facebook la signora A.T. – la mia gattina e’ uscita per la solita perlustrazione, ma dopo poco e’ rientrata in casa ed ha perduto i sensi. Al corpo, aveva un cappio fatto con nastro di acciaio e perdeva sangue e feci. Portata dalla veterinaria, e’ stata salvata ed ora e’ sotto osservazione. La dottoressa mi ha detto che non e’ il primo caso, pochi giorni fa aveva salvato un altro gatto dalle conseguenze della stessa trappola, che lo stava tagliando in due. Sono molto spaventata da tanta gratuita crudeltà, cosa posso fare? Vicino casa mia c’è una colonia felina che sarebbe facile bersaglio. Sono stata dai Vigili Urbani ma tutto mi sembra molto lento e burocratico. Chi si diverte ad uccidere animali in maniera così feroce non è sano di mente e potrebbe far male anche ai bambini».

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Multe salate a chi conferisce fuori orario

CIVITAVECCHIA – La questione rifiuti non sta in piedi. Tra compattatori rotti, mezzi poco adeguati messi su strada per rimpiazzarli e cassonetti di conseguenza tracimanti, la situazione si fa davvero difficile. Il civitavecchiese convinto che pagando una Tari altissima possano arrivare servizi di qualità è fuori pista: si continua a versare soldi a fronte del nulla o quasi. L’ambientalista Alessandro Manuedda in quattro anni non è stato capace di avviare la raccolta differenziata, con buon pace del sindaco Antonio Cozzolino che, entrato al Comune timidamente si è presto istituzionalizzato ed oggi, tra uno scaricabarile e l’altro, parla un politichese da prima Repubblica che mette i brividi. 
All’incapacità amministrativa del Movimento 5 Stelle i cui effetti dannosi in materia di rifiuti partono da Roma e arriva a Civitavecchia, si aggiungono le decisioni scellerate della Regione Lazio, che per uscire dalle corde del commissariamento autorizza il conferimento (a partire dal 1 luglio) dei ‘‘rifiuti speciali non pericolosi’’ di Aprilia presso la discarica Fosso Crepacuore di Civitavecchia. E i tre consiglieri di centrosinistra De Paolis, Tidei e Minnucci, anziché dire la loro a difesa del territorio, in perfetto stile grillino scaricano sulla Raggi che indubbiamente in questa storia ha notevoli responsabilità. Ma i rifiuti a Fosso Crepacuore arriveranno lo stesso. 
«Civitavecchia non può pagare le dispute romanocentriche tra Zingaretti e la Raggi – dichiara sulla questione il deputato Alessandro Battilocchio (FI) – mi sembra che sia ricominciato il balletto delle responsabilità. Il rischio che i rifiuti di Roma possano approdare a Civitavecchia – aggiunge il parlamentare – è reale, come dimostra la determina che autorizza a conferire una parte dei rifiuti della capitale nei comuni di Civitavecchia e Colleferro». 
Rincara la dose il grillino Devid Porrello: «L’atto della Tosini esegue la sentenza del Tar per scongiurare il commissariamento della Regione nella gestione dei rifiuti. Il provvedimento evidenzia non le colpe del Comune di Roma, ma le mancanze della Regione Lazio, come il non aver aggiornato il piano rifiuti fermo al 2012, lasciando tutto nel far west autorizzativo. È inaccettabile che l’ingegner Tosini (dirigente comunale durante la giunta guidata da Gino Saladini) – prosegue Porrello – abbia indicato la discarica di Civitavecchia, invaso non ancora attivo e autorizzato nel 2010 per il conferimento dei soli comuni di Civitavecchia, Tolfa e Allumiere, come discarica di servizio per l’Ato di Latina». Alza finalmente la voce anche il sindaco Cozzolino, che quando si stratta di attaccare la Regione non si lascia mai sfuggire l’occasione. «Insieme agli avvocati stiamo valutando la possibilità di fare ricorso – afferma da istituzionalizzato – perché dopo un intero mandato di assoluto nulla sul piano dei rifiuti, fra le tante una delle più grosse mancanze del Governo Zingaretti, la discarica di Civitavecchia non può essere indicata come un impianto strategico a livello regionale. Il sindaco ricorda la candidatura della Tosini con il Pd a sostengo di Tidei, ma non pensa minimamente a invitare alla mobilitazione i suoi cittadini. Anzi. Sempre in tema di rifiuti ai cittadini riserva la ciliegina sulla torta come ogni estate: un bel divieto di conferimento dei rifiuti dalle 6 del sabato alle 18 della domenica, pena una multa fino a 6000 euro. Il sacchetto della spazzatura può essere gettato dalle 18 alle 6 in cassonetti quasi sempre tracimanti. Benvenuti a Civitavecchia, terra di rifiuti e mala politica.

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Lazio rifiuti, Battilocchio (FI): ''La provincia non può pagare scelte romanocentriche''

CIVITAVECCHIA – “Urge tavolo istituzionale per scongiurare ipotesi discarica di Roma a Civitavecchia”. Lo dichiara il deputato del territorio Alessandro Battilocchio (FI) che interviene sul tema rifiuti.

“Mi sembra che sia ricominciato il balletto delle responsabilità tra la Regione Lazio del governatore Zingaretti ed il sindaco di Roma Raggi – prosegue il deputato di Forza Italia -. È bastata una sentenza del Tar per riaccendere il fantasma del commissariamento, la disputa politica e le polemiche. Il rischio che i rifiuti di Roma possano approdare a Civitavecchia – sottolinea Battilocchio – è reale come dimostra la determina che autorizza a conferire una parte dei rifiuti della capitale nei comuni di Civitavecchia e Colleferro”.

Il parlamentare invita dunque “tutti i rappresentanti istituzionali a mettere da parte le bandiere di partito per difendere il territorio da questo rischio sempre più probabile, aprendo un tavolo tematico degli eletti e dei sindaci del comprensorio del Lazio Nord. La provincia e Civitavecchia – conclude Battilocchio – non possono pagare le dispute romanocentriche tra Zingaretti e la Raggi”.

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Tidei: ''Un delegato alla legalità tra i consiglieri di minoranza''

S. MARINELLA – Chi ha vinto e chi ha perso in questa prima fase delle elezioni comunali? Per conoscere la realtà dei fatti bisogna tornare indietro di cinque anni e scartabellare i file che riportano i risultati ottenuti al primo turno dal candidati sindaci Roberto Bacheca di area di centrodestra e dal Massimiliano Fronti del centro sinistra. 
C’è da ricordare che al primo turno, la percentuale dei votanti fu molto alta, il 74%, mentre domenica sono andati al voto solo il 59,59% degli aventi diritto. Nel 2013, Roberto Bacheca ottenne un ottimo successo conquistando 4.630 voti, pari al 45,69% di coloro che votarono, mentre Massimiliano Fronti, della coalizione di centro sinistra, conquistò 3.335 voti e il 33,01% delle preferenze. Poi, al ballottaggio, Bacheca si impose sull’avversario. Rispetto a quelle amministrative, il centrodestra quest’anno si è presentato più frazionato, tanto che il candidato sindaco Bruno Ricci non è andato oltre il 24% dei consensi e 2.100 voti, mentre il suo contendente Pietro Tidei ha ottenuto 3.000 voti e il 34% delle preferenze. Dunque, l’ex parlamentare, parte da una situazione più favorevole rispetto all’avversario che in queste due settimane che restano prima del ballottaggio, dovrà cercare di colmare il gap. 
Sull’altra sponda, l’ex sindaco di Civitavecchia, si dice ottimista ed invece di basare la sua campagna elettorale contro il candidato di centro destra, preferisce parlare di quello che sarà la sua futura amministrazione. 
«E’ fondamentale ripristinare un rapporto privilegiato con i cittadini – spiega Tidei – che devono essere collocati al centro dell’azione amministrativa e diventare di nuovo protagonisti nella loro stessa città. I cittadini devono recuperare fiducia nei confronti di un’amministrazione comunale che li ha tenuti sempre distanti dalle cose che contano perché quanto meno distratta se non occupata a tutelare interessi che non erano quelli diffusi e legittimi. Il risultato, evidente, è l’assenza di servizi ed il dissesto finanziario di un Comune che potrebbe senza sforzo volare molto più in alto. Per questo assieme alla mia coalizione, avanziamo la proposta di nominare un delegato comunale alla legalità ed alla trasparenza, proprio per avere una figura di garanzia che possa indagare ed operare con i metodi della politica, più veloci e snelli rispetto ai mezzi di giustizia, e ricostruire il ponte dei rapporti con la nostra comunità. Abbiamo pensato di individuare questa figura, elevatissima ed istituzionale, proprio tra i consiglieri comunali eletti e segnatamente eletti nella minoranza, affinché abbia ad ampliare la sua condotta di garanzia e controllo già affidatagli dalla legge e dallo statuto comunale. Abbiamo pensato ad una persona con una importante storia personale, che conosca l’amministrazione ed i suoi sistemi e che abbia il carattere necessario a farsi valere. Questa è una proposta importante come importante è il nostro desiderio di cambiare le cose. Questo è il solo motivo per cui siamo scesi in campo». 
Sul fronte opposto si cerca di recuperare il divario cercando un accordo con la forze del centro e del centro destra cittadino che non sono arrivate al ballottaggio. Sembra, infatti, che Ricci abbia già contattato i candidati sindaco di Fratelli D’Italia De Antoniis, Roberto Marongiu e Carlo Pisacane. Solo riuscendo a portare al suo ovile questi personaggi, potrà competere alla pari con il suo avversario.
Gi.Ba.

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Punta di Palo, si va verso la revoca del Piano integrato

LADISPOLI – Il consiglio comunale pronto a revocare il Piano integrato Punta di Palo. Dopo la sospensione dei lavori in corso sull'area relativa al piano di lottizzazione, ordinata dal sindaco di Ladispoli Alessandro Grando, sembra dunque arrivare la svolta nella vicenda relativa al tanto discusso e contestato piano integrato a Punta di Palo. "Questo provvedimento – ha spiegato il sindaco Grando – giunge a conclusione di un percorso che ci aveva già visto, nelle scorse settimane, interrompere l'iter di sei progetti che avevamo ricevuto in eredità. Chiusa questa parentesi ci concentreremo sul piano di lottizzazione che è stato approvato nella stessa area e per il quale sono stati già rilasciati i permessi di costruire, recentemente sospesi con ordinanza fino a novembre". Per quanto riguarda infatti il Piano di lottizzazione, l'iter burocratico di approvazione, si "è completamente concluso prima del nostro arrivo alla guida della città", motivo per il quale il primo cittadino sottolinea come questo sia ancora vigente "con i suoi 30mila metri cubi circa di edifici residenziali". Dell'argomento sono stati già investiti i tecnici del comune a lavoro per passare al vaglio l'intera procedura "e se sarà possibile – ha concluso Grando – salvare quel territorio, non esiteremo a farlo".

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