Riorganizzazione del personale: bufera a Molo Vespucci

CIVITAVECCHIA – È stata contestata sotto molti aspetti la riorganizzazione del personale dell’Autorità di Sistema Portuale presentata nei giorni scorsi dal presidente Francesco Maria di Majo ai sindacati. Sindacati che, oggi, si rivolgono direttamente al vertice dell’ente, criticando modalità e contenuti del progetto illustrato. A partire dalla mancata informazione e condivisione della riorganizzazione con le rappresentanze sindacali, così come sottolineato dalla Filt Cgil con Alessandro Borgioni ed Angelo Manicone che chiedono di essere convocati per discutere dei diversi aspetti, non rendendo esecutiva la riorganizzazione. La terza, tra l’altro, in poco meno di un anno.

«La riorganizzazione aziendale – spiegano – è un’attività che implica il cambiamento delle strutture, dei ruoli e degli investimenti di un’azienda, che non può in alcun modo penalizzare le competenze acquisite negli anni dai dipendenti, come invece sembra fare questa riorganizzazione». Di difficile comprensione sono i problemi ‘‘strutturali ed organizzativi’’ alla base della decisione e «l’analisi che ha portato – hanno aggiunto – a questo ulteriore rimescolamento del personale». La Filt si dice scettica sull’azzeramento delle segreterie tecniche di area, lo smembramento di alcuni uffici, la riduzione delle unità operative in altri uffici di particolare rilievo, la soppressione ‘‘incomprensibile e senza motivazione’’ dell’ufficio stampa.

Sulla stessa linea anche la Uiltrasporti, che parla di un «comportamento antisindacale, danno erariale e mala gestio», ricordando come «la riorganizzazione deve contenere una clausola sul mantenimento del livello professionale, retributivo, contributivo e dei diritti acquisiti e non accogliendo la proposta di riorganizzazione che così come formulata rischia di essere interpretata come punitiva». 

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Marina di Carrara, Muore un giovane portuale investito da un fork lift

"Ennesimo grave  incidente sul lavoro che fa registrare ancora una volta una vittima". È il commento delle segreterie nazionali di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti dopo l'accaduto di ieri pomeriggio quando nel porto di Marina di Carrara un giovane lavoratore portuale è stato investito da un fork lift.

"Una nuova vittima sul lavoro – proseguono i sindacati – che si aggiunge, purtroppo, alle tante e troppe che da inizio anno hanno segnato il mondo del lavoro. Filt, Fit e Uilt manifestano cordoglio e vicinanza alla famiglia del lavoratore e nel contempo chiedono al governo ed a tutti gli enti preposti  "basta alle morti sul lavoro". Bisogna intervenire in fretta sulle parti normative ancora incomplete per impedire di continuare a morire di lavoro. Le indagini faranno luce sulla dinamica e le responsabilità  sull'accaduto ma – tuonano le sigle – gli incidenti sul lavoro  devono essere oggetto di prevenzione continua e mirata affinché la salute e la sicurezza dei lavoratori venga anteposta a qualsiasi altra esigenza, per cui – concludono Filt, Fit e Uilt – invochiamo ed auspichiamo che tutte le parti in causa, traendo spunto da questo nuovo grave evento, trovino ed adottino gli accorgimenti volti a migliorare le condizioni di sicurezza".

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COMMISSIONE DI GARANZIA DELL'ATTUAZIONE DELLA LEGGE SULLO SCIOPERO NEI SERVIZI PUBBLICI ESSENZIALI – DELIBERA 21 giugno 2018

Valutazione di idoneita' dell'Accordo sottoscritto in data 13
novembre 2017 dalla Societa' Liberty Lines e dalle Segreterie
regionali della Sicilia delle Organizzazioni Sindacali FILT CGIL, FIT
CISL, UILTRASPORTI, USLAC-UNCDIM-SMACD e dell'Accordo sottoscritto in
data 13 novembre 2017 dalla Societa' Liberty Lines e dalla Segreteria
regionale della Sicilia dell'Organizzazione Sindacale FEDERMAR CISAL,
aventi ad oggetto le modalita' di esercizio del diritto di sciopero
del personale dipendente della Societa' Liberty Lines, addetto al
servizio di trasporto marittimo da e per le isole minori della
Sicilia. (Delibera n. 18/206). (18A04593)

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Sedici istituti scolastici in rete per la legalità

TARQUINIA – Primo anniversario per la ‘‘Rete di scuole “Falcone”. Ben 16 scuole superiori dell’Alto Lazio che nel 2017 si sono unite nella Rete di scuole per la Legalità “Giovanni Falcone” lunedì hanno festeggiato il 1° anno di attività nel segno dell’educazione alla legalità e alla cittadinanza attiva. Capofila l’IIS Cardarelli di Tarquinia. Alla cerimonia erano presenti le autorità comunali e le forze dell’ordine. «Partendo da Civitavecchia e da molti comuni del viterbese, anche con l’ausilio di mezzi messi a disposizione dalla Rete, circa 200 studenti sono convenuti a Tarquinia, per un evento che è stato vissuto con gioia, con commozione e che ha mostrato una scuola in presa diretta sull’attualità, attiva e presente come risorsa di fronte ai grandi problemi del nostro paese», riferisce la coordinatrice del progetto professoressa Cinzia Brandi. A dare il benvenuto, la dirigente dell’IIS Cardarelli Laura Piroli: «Benvenuti alla prima festa della legalità della rete di Scuole “Giovanni Falcone”,  – ha detto la preside – siamo qui, perché il 23 maggio 1992 l’Italia si è fermata incredula, uno sgomento dovuto ad una crudeltà inammissibile. A Capaci  si uccise brutalmente, ma quel giorno fu anche il giorno della nascita della “consapevolezza’’. Ricordiamo oggi ciò che la Rete ha fatto e sta facendo: i campi di lavoro di Corleone, le conferenze con note personalità che contrastano il fenomeno mafioso, seminari con la presenza delle forze dell’ordine, incontri con i magistrati».  Al Cinema Etrusco, le rappresentanze di studenti e docenti si sono avvicendate sul palco, per condividere i progetti  e video e materiali prodotti. Tre eccezionali poi  testimonianze  di ospiti provenienti dalla Sicilia: Irene e Gioacchina Napoli, due delle tre sorelle imprenditrici agricole di Mezzojuso, che da 11 anni subiscono i soprusi e le vessazioni della cosiddetta Mafia dei Pascoli, che provoca la distruzione dei loro raccolti facendoli calpestare da cavalli o vacche, per indurre i proprietari a vendere il fondo agricolo. La vicenda di queste donne è apparsa sulle reti nazionali. La vicenda di queste donne, iniziata alla morte del loro padre, comincia a cambiare adesso che i mezzi di comunicazione, la stampa a livello nazionale ed internazionale e, soprattutto, la televisione (Le Iene, Non è l’arena di Massimo Giletti) si sono interessati del caso. Dal loro racconto, drammatico ma appassionato, emerge la dignità con cui si stanno opponendo al ricatto mafioso e la loro determinazione ad andare fino in fondo senza paure». L’altro ospite, Maurizio Pascucci, socio fondatore della “Coop. Lavoro e non solo” di Corleone che ha in gestione le terre confiscate ai mafiosi(meta dei campi di lavoro a cui partecipano da alcuni anni i ragazzi del Cardarelli e di altre scuole della zona); attuale Presidente dell’Ass. Fior di Corleone, consorzio di produttori che aderiscono ad un disciplinare molto rigoroso in termini di legalità del lavoro, della produzione, assistente parlamentare in commissione Antimafia e commissione Giustizia ha raccontato la dura lotta di chi ha trovato strade concrete e percorribili per sottrarre l’economia di un territorio, come il nostro a vocazione agricola e turistica, all’illegalità e all’acquiescenza al potere mafioso. La dirigente scolastica Laura Piroli ha poi voluto sottolineare: «Il 23 maggio 2016, all’Istituto “Vincenzo Cardarelli” di Tarquinia, la nostra scuola, è stato affidato il codice d’udienza di Giovanni Falcone, con l’intento di creare occasioni di riflessione sul tema della legalità e innescare azioni educative forti. Noi abbiamo voluto onorare la presenza del codice, proponendo ad altre scuole di realizzare qualcosa di concreto, che rimanesse nel tempo. È così che è nata, il 27 aprile del 2017 la ‘‘Rete di scuole per la legalità Giovanni Falcone” alla presenza di Attilio Bolzoni e Michele Prestipino. Un’idea semplice per un progetto ambizioso: lavorare insieme, per avere una maggiore incisività su tutti gli alunni del nostro territorio. Siamo diventati una realtà: siamo 16 istituti sia della provincia di Viterbo che di quella di Roma e ci siamo dati una struttura operativa snella ed efficace, coordinata magistralmente dalla proff.ssa Cinzia Brandi che con il suo entusiasmo da anni studia e propone nella nostra scuola e per la Rete attività di promozione della legalità, ricordiamo l’incontro con Tiberio Bentivoglio, tutte le volte che siamo andati a Roma, grazie anche all’Osservatorio per la Legalità della Regio Lazio, ricordiamo l’incontro con Tina Montinaro. Desidero sottolineare un altro aspetto, che ho desiderato inserire nel nostro statuto: ogni anno la direzione della rete passerà di scuola in scuola per garantire il pieno coinvolgimento di tutti e assicurarci la longevità dell’iniziativa. A settembre il Cardarelli passerà questo testimone ad un altro Istituto perché ogni scuola della Rete ha introdotto stabilmente l’educazione alla legalità nei Piani dell’Offerta Formativa, nella consapevolezza dell’importanza strategica che essa riveste per la formazione degli studenti». «Siamo stati onorati – continua Laura Piroli –  di avere con noi Maurizio Pascucci, socio fondatore della Coop. Lavoro e non solo di Corleone (dove facciamo i campi), che ha in gestione le terre confiscate ai mafiosi; ideatore del progetto Arci Toscana; attuale Presidente dell’Ass. Fior di Corleone, consorzio di produttori che aderiscono ad un disciplinare molto rigoroso in termini di legalità del lavoro, della produzione ,Assistente parlamentare in Commissione Antimafia e Commissione Giustizia”. La dirigente scolastica ha poi ringraziato: le autorità presenti, il consigliere regionale Silvia Blasi, il capitano della Finanza Antonio Petti, il vicequestore Zampaglione, il vicepresidente Comitato soci Coop “Etruria” Ivana Arcangeli, il consiglio di istituto del Cardarelli, il vicesindaco del Comune di Tarquinia Martina Tosoni «che ci testimoniano con la presenza la validità di questo ambizioso progetto». «Ringraziamo Gerome sia per la sua disponibilità che  per la sua partecipazione ad ogni iniziativa che la scuola gli propone – ha anche detto la preside –  Ringraziamo il comitato soci della coop di Tarquinia e il prof Gennaro Ambrosio che con la loro generosità hanno consentito l’allestimento del picnic. Un ringraziamento speciale a tutti gli studenti del Laboratorio della Legalità del Cardarelli, registi di questa manifestazione, loro, come tutti voi, sono dei portabandiera del “si può fare” e hanno lavorato tanto e a tutti i membri del CAG».  A conclusione, il picnic a cura del prof. Gennaro Ambrosio dell’ Ist. Alberghiero di Montalto con i prodotti dei soci “Etruria” di Unicoop Tirreno. Ringraziati tutti dirigenti scolastici, i DSGA, le segreterie e tutti i professori «che con il proprio lavoro: contatti, gestioni amministrative, rendicontazioni ed altro, rendono possibili simili manifestazioni».

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COMMISSIONE DI GARANZIA DELL'ATTUAZIONE DELLA LEGGE SULLO SCIOPERO NEI SERVIZI PUBBLICI ESSENZIALI – DELIBERA 23 aprile 2018

Trasporto pubblico locale – Valutazione di idoneita' dell'Accordo
nazionale concluso in data 28 febbraio 2018, dalle associazioni
datoriali di settore Asstra, Anav e Agens e le segreterie nazionali
delle organizzazioni sindacali Filt Cgil, Fit Cisl Reti, Uiltrasporti
e Ugl Autoferrotranvieri, sulle prestazioni indispensabili e sulle
altre misure di cui all'articolo 2, comma 2, della legge n. 146 del
1990, e successive modificazioni, nel settore del trasporto pubblico
locale e regolamentazione provvisoria ex articolo 13, lettera a),
della legge n. 146 del 1990, e successive modificazioni, da
considerarsi sostitutiva di quanto disposto dall'Accordo nazionale
del 28 febbraio 2018, in tema di informazione all'utenza (articolo 9)
e rarefazione (articolo 11) (pos. 477/18). (Delibera n. 18/138).
(18A03416)

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Porto, braccia incrociate per 24 ore

CIVITAVECCHIA – Anche il porto di Civitavecchia si ferma per lo sciopero indetto dalle segreterie nazionali di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti. Braccia incrociate per 24 ore da parte dei lavoratori dei porti dipendenti – soci delle imprese articoli 16, 17 e 18, e dipendenti delle Autorità di Sistema Portuale, nonché dei lavoratori marittimi dipendenti delle società e dei servizi tecnico nautici.

A partire dalle 10, e fino alle 13, i lavoratori si ritroveranno per un sit – in davanti gli uffici dell’AdSP di Molo Vespucci.

«È uno sciopero – ha spiegato il presidente della Cpc Enrico Luciani – che cercheremo di ‘‘dosare’’ evitando rotture di carico ma il segnale deve arrivare forte: noi non gradiamo l’autoproduzione. Gli armatori non devono fare da soli. La Compagnia portuale è pronta a stringere il pugno e a non far passare nemmeno un granello. Noi speriamo che il messaggio arrivi forte e chiaro».

Angelo Manicone (Filt Cgil) ha spiegato che alla base dello sciopero c’è una «forzatura fatta in più porti con iniziative prese in autonomia da alcuni armatori senza rispettare le leggi che tutela il lavoro. Ricordo – ha concluso – che le operazioni vanno fatte da personale formato».

Gennaro Gallo (Uiltrasporti): «Si tratta della prima volta in cui attiviamo uno sciopero nazionale in mancanza di Governo – ha sottolineato – si tratta di un comportamento molto grave. Due categorie, portuali e marittimi, si sono unite per dare un segnale maggiore. I marittimi sono al fianco dei portuali. Inoltre – ha aggiunto Gallo – la sicurezza va tutelata. Diciamo chiaramente alle AdSP che devono intervenire e non far finta di non vedere».

Nei giorni scorsi i sindacati hanno spiegato che si sta «assistendo a vari casi che minano seriamente le basi della norma che regola il mercato delle imprese e quello del lavoro nei porti. E sono riferiti – hanno evidenziato le parti sociali – all’autoproduzione delle operazioni portuali al di fuori delle regole che crea dumping nel lavoro portuale a grave rischio per la sicurezza, specialmente dei lavoratori adibiti a tali mansioni: in particolare ci riferiamo al fatto che vengono affidate al personale imbarcato le operazioni di rizzaggio (messa in sicurezza) e derizzaggio delle merci a bordo delle navi, che solitamente competono invece ai lavoratori portuali. E poi all’incertezza attuativa nella complessiva gestione degli organismi di rappresentanza previsti dalla legge e quindi – hanno concluso i sindacati – al loro ruolo consultivo su autorizzazioni e concessioni, dal depotenziamento delle competenze oggi presenti nelle AdSP fino ad arrivare ad atti che violano il diritto costituzionale».

Il messaggio è chiaro: i porti sono uniti e si schierano contro l’autoproduzione e invitano le istituzioni ad intervenire per garantire il rispetto delle normative vigenti.

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Autoproduzione e sicurezza: i porti si fermano

CIVITAVECCHIA – I porti si fermeranno domani per lo sciopero indetto dalle segreterie nazionali di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti. Braccia incrociate per 24 ore da parte dei lavoratori dei porti dipendenti/soci delle imprese articoli 16, 17 e 18, e dipendenti delle Autorità di Sistema Portuale, nonché dei lavoratori marittimi dipendenti delle società e dei servizi tecnico nautici. «Stiamo assistendo a vari casi – hanno spiegato i sindacati  – che minano seriamente le basi della norma che regola il mercato delle imprese e quello del lavoro nei porti. E sono riferiti all’autoproduzione delle operazioni portuali al di fuori delle regole che crea dumping nel lavoro portuale a grave rischio per la sicurezza, specialmente dei lavoratori adibiti a tali mansioni: in particolare ci riferiamo al fatto che vengono affidate al personale imbarcato le operazioni di rizzaggio (messa in sicurezza) e derizzaggio delle merci a bordo delle navi, che solitamente competono invece ai lavoratori portuali. E poi all’incertezza attuativa nella complessiva gestione degli organismi di rappresentanza previsti dalla legge e quindi al loro ruolo consultivo su autorizzazioni e concessioni, dal depotenziamento delle competenze oggi presenti nelle Adsp fino ad arrivare ad atti che violano il diritto costituzionale». Le previsioni di adesione anche a Civitavecchia, così come negli altri porti d’Italia, sono alte. «Registriamo una totale indifferenza da parte delle istituzioni sulle richieste di incontro in merito alle violazioni della normativa del settore portuale – hanno poi denunciato Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti – tra i motivi dello sciopero lo svilimento del ruolo di regolazione delle AdSP sul mercato del lavoro e delle imprese, oltre a un’interpretazione autoreferenziale del modello di rappresentanza sociale degli organismi previsti dalla legge. A ciò si aggiunge l’assenza pressoché totale in molti porti della vigilanza sulla sicurezza del lavoro, disapplicando anche previsioni contrattuali sui protocolli». Secondo Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti infine «è una situazione da cui è indispensabile uscire, altrimenti si corre il serio rischio di aggravare le relazioni sindacali con la conseguente intensificazione delle iniziative di protesta. Stiamo contrastando scenari che – concludono – vanno nella direzione opposta allo sviluppo economico ed occupazionale dei porti e dello shipping nazionale ed a quanto contemplato dalla normativa vigente».

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