Ladispoli, auto danneggiate su viale Europa

LADISPOLI – Amara scoperta questa mattina per alcuni residenti di viale Europa, a Ladispoli, pronti ad andare a lavoro. Le loro auto sono state trovate in gravissime condizioni. Finestrini completamente infranti, ruote squarciate e interni dei veicoli messi a soqquadro. Oltre a qualche auto, a essere stato danneggiato anche un furgoncino. Ancora da capire se sia trattato di un ladro che ha tentato di recuperare all'interno dei veicoli qualche oggetto di valore o di un atto vandalico. Della vicenda sono state già allertate le forze dell'ordine per cercare di individuare il vandalo/ladro. 

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Ladri, auto danneggiate su viale Europa

LADISPOLI – Amara scoperta questa mattina per alcuni residenti di viale Europa, a Ladispoli, pronti ad andare a lavoro. Le loro auto sono state trovate in gravissime condizioni. Finestrini completamente infranti, ruote squarciate e interni dei veicoli messi a soqquadro. Oltre a qualche auto, a essere stato danneggiato anche un furgoncino. Ancora da capire se sia trattato di un ladro che ha tentato di recuperare all'interno dei veicoli qualche oggetto di valore o di un atto vandalico. Della vicenda sono state già allertate le forze dell'ordine per cercare di individuare il vandalo/ladro. 

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Ladri, auto danneggiate su viale Europa

LADISPOLI – Amara scoperta questa mattina per alcuni residenti di viale Europa, a Ladispoli, pronti ad andare a lavoro. Le loro auto sono state trovate in gravissime condizioni. Finestrini completamente infranti, ruote squarciate e interni dei veicoli messi a soqquadro. Oltre a qualche auto, a essere stato danneggiato anche un furgoncino. Ancora da capire se sia trattato di un ladro che ha tentato di recuperare all'interno dei veicoli qualche oggetto di valore o di un atto vandalico. Della vicenda sono state già allertate le forze dell'ordine per cercare di individuare il vandalo/ladro. 

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Il Presepe vivente di Tarquinia tra i più belli d’Italia per il  Touring club

TARQUINIA – Il presepe vivente di Tarquinia tra i più belli d’Italia. A dirlo il Touring Club che ha inserito la rappresentazione della città etrusca tra le più suggestive della penisola, con altre famose rievocazioni. Un riconoscimento al grande lavoro dell’associazione Presepe vivente di Tarquinia e ai suoi volontari che ogni anno danno vita a una manifestazione che coinvolge un’intera comunità.
«Essere inseriti tra i presepi viventi più belli ci riempie di orgoglio – afferma l’associazione –. Siamo entrati nella fase cruciale dell’organizzazione, con la definizione di tutti gli aspetti logistici e il completamento delle scenografie»’. Appuntamento il 26 e 30 dicembre e il 6 gennaio per l’evento più atteso del Natale tarquiniese. Anche in questa edizione avranno un ruolo centrale i 300 figuranti, che saranno al centro di scene dialogate per rendere l’evento ancora più intenso e coinvolgente.
«Invitiamo i tarquiniesi e i turisti a visitarci – conclude l’associazione –. Basta lasciare l’auto fuori dalle mura, fare una breve passeggiata per le vie del centro storico arrivando all’alberata Dante Alighieri, di fronte alla chiesa della Trinità dove è posto l’ingresso, per poi entrare e vivere la magica atmosfera del presepe».
Il prezzo del biglietto è invariato rispetto allo scorso anno. L’ingresso costerà cinque euro, mentre sarà gratuito per i bambini sotto i dieci anni. Le casse saranno poste a piazza Giacomo Matteotti. L’apertura del percorso è alle ore 17. Il presepe vivente di Tarquinia è patrocinato dalla Regione Lazio (Lazio eterna scoperta), dalla Provincia di Viterbo, dal Comune di Tarquinia, dalla Diocesi di Civitavecchia e Tarquinia, ed è in collaborazione con la Pro Loco Tarquinia, il Comitato San Martino e l’Associazione Anziani con l’Hobby del Modellismo.

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Comune, polemica sul cambio del rappresentante legale

CERVETERI – Appare sulla scena politica di Cerveteri un nuovo mistero per il quale ad ora non si riesce a trovare una spiegazione e cioè che il rappresentante legale dell’ente Comune che fino a dicembre del 2017, come voleva il TUEL ed il regolamento e lo statuto comunale fosse il Sindaco Alessio Pascucci e che da quella data in poi risulta essere invece il dottor Saslvatore Galioto, dirigente di prima fascia nonché vice segretario comunale, come risulta ufficialmente alla Agenzia delle entrate. A fare tale scoperta e a cominciare a farsi delle domande sono stati i consiglieri di minoranza Aldo De Angelis capogruppo per la lista Legalità e Trasparenza e Salvatore Orsomando di Forza Italia. «Perché – si chiedono i due, – si è ritenuto necessario procedere in tal senso, trasferire cioè come per magia la rappresentanza legale dell’Ente dal Sindaco ad un dirigente comunale e vice Segretario? A chi è servito e soprattutto a cosa è servito? 
A bypassare qualche problema legale del sindaco o ad evitare eventuali problemi che avrebbero potuto nascere con il suo incarico nel nuovo partito Italia in Comune? E poi,  si è tenuto conto inoltre della sorte degli atti prodotti dal dottor Galioto da quando ha assunto la carica di rappresentante legale dell’Ente,  visto che è ipotizzabile una incompatibilità con quella di vice Segretario che continua a ricoprire? 
Non vorremmo, – concludono, che la fretta di portare ad approvazione sin dalla prossima sessione del Consiglio Comunale, la riforma del Regolamento e dello Statuto fosse finalizzata all’introduzione di clausole che consentissero e rendessero possibile quanto già fatto, dimenticando comunque che non potrebbero avere effetto retroattivo. 
Come al solito, per amore della trasparenza e della legalità profusa a favore dell’intera comunità con ogni mezzo a nostra disposizione che il nostro ruolo ci rende possibile, ci impegniamo di portare alla luce anche questa vicenda».

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Snc, è il giorno dell’esordio

Il conto alla rovescia, iniziato verso la metà di settembre, è giunto alla conclusione e per l’entusiasmo degli amanti dello sport cittadino ritorna il grande appuntamento con la pallanuoto, a distanza di quasi sei mesi dall’ultima volta. Dopo sessanta giorni abbondanti di preparazione e di intense bracciate, la Snc di Marco Pagliarini si presenta ai nastri di partenza del campionato di serie A2 con tante ambizioni e con un’incessante voglia di affermarsi. Anche in questo campionato l’allenatore del team e i vertici della dirigenza in generale hanno intenzione di dare molto spazio e soprattutto fiducia ai giovani, affiancandoli ai vari senatori quali Daniele Simeoni e il capitano Davide Romiti, leader indiscusso del gruppo di Viale Lazio.
La compagine rossoceleste inizierà oggi alle 16 il suo cammino in trasferta contro l’Ancona in un contesto del tutto inedito, visto i molteplici anni passati nel girone sud. Saranno assenti i giovani Midio e Carlucci, entrambi influenzati.
Della sfida odierna ha parlato mister Pagliarini, facendo il punto della situazione sulla trasferta marchigiana e le probabili relative insidie legate ad essa: «Temiamo l’Ancona anche se non si tratta affatto di un timore reverenziale, ma è semplicemente una paura legata all’alto rispetto che nutriamo non solo nei confronti dei nostri immediati avversari, ma di tutte le altre formazioni in generale contro cui dovremo competere. Affronteremo una squadra in un match pieno di insidie: lo scorso anno l’Ancona ha cercato di ottenere una salvezza tranquilla e ci è riuscita perfettamente, tra l’altro con quattro o cinque giornate di anticipo.Voglio anche ricordare che è riuscita ad imporsi contro formazioni più quotate come il Bologna, che alla fine è arrivata ai playoff».
Secondo il selezionatore e motivatore della Snc, un’ulteriore difficoltà nel match di oggi potrebbe essere rappresentata dalla vasca scoperta che ospiterà la compagine di patron D’Ottavio, ennesimo elemento, dunque, che potrebbe compromettere una partita dall’esito tutt’altro che scontato.
Nonostante sia comunque una gara d’esordio, il match marchigiano di oggi sarà comunque fondamentale per il morale dei ragazzi che prima della sosta natalizia dovranno affrontare altri tre esami impegnativi.
«Il fatto di giocare quattro partite per poi fermarsi un mese potrebbe costiuire un problema per noi e per le altre concorrenti in gioco – conclude coach Pagliarini – in quanto non giocando con continuità è come se questo filotto iniziale di gare sia una sorta di preparazione al campionato, comunque sarebbe fondamentale iniziare nel migliore dei modi la nostra avventura».
Giunto ormai alla diciottesima stagione alla guida tecnica della sua squadra, l’inesauribile Marco Pagliarini spera dunque in un successo che possa dare fiducia ad un gruppo attualmente costruito per il mantenimento della categoria e per la valorizzazione dei giovani, fiore all’occhiello di una rosa il cui obiettivo principale è indubbiamente quello di emergere. (Ma. Gra.)
 

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Sequestrati i beni della famiglia Torlonia: ''congelati'' anche gli affreschi della Tomba di Francois

MONTALTO – Anche i famosi affreschi della Tomba François, scoperti nel 1857 nella necropoli di Ponte Rotto a Vulci, sono finiti sotto sequestro nell’ambito del maxi provvedimento a scopo conservativo disposto dai giudici all’immenso patrimonio della famiglia Torlonia. Beni di enorme valore, contesi tra i fratelli eredi – Carlo, Paola, Francesca e Giulio -, nell’ambito di una miliardaria lite seguita alla morte del principe Alessandro, nel 2017. Un’eredità principesca, che vale miliardi di euro, e che comprende opere d’arte inestimabili.  Il giudice Fulvio Vallillo, dell’VIII sezione del Tribunale civile di Roma, ha deciso nei giorni scorsi per i sigilli anche ai i 623 marmi (la più ricca raccolta privata al mondo di originali romani e greci), insieme a Palazzo Torlonia, in via della Conciliazione, a due passi dal Vaticano, la monumentale Villa Albani – dove sono custoditi proprio i preziosi affreschi della Tomba di Francois -, e Villa Delizia Carolina, a Castel Gandolfo.  

Il  testamento del principe Alessandro (risalente a novembre 2016), è stato impugnato nel 2017 da Carlo Torlonia, primogenito del principe, assistito dall’avvocato Adriana Boscagli, subito dopo la morte del padre. Carlo ha denunciato collezioni a rischio, in procinto di essere vendute all’estero o cedute Paul Getty Museum. Secondo la denuncia di Carlo i fratelli sarebbero stati in procinto di ‘’depauperare il patrimonio’’. Ma non solo. Tramite una rete di società, stavano cercando anche di ottenere fondi da utilizzare per un’operazione di ‘’ricapitalizzazione della Banca del Fucino’’, partecipata dalla famiglia.  

Secondo quanto riportato nel ricorso presentato da Carlo, i fratelli lo avrebbero allontanato  dal padre negli ultimi anni di vita del principe Alessandro, deceduto il 28 dicembre 2017. Carlo avrebbe scoperto, solo dopo la morte del padre, le carte della sua malattia; “conti correnti chiusi poco prima della morte; scatoloni chiusi e pronti per essere spediti altrove”; assemblee convocate a sua insaputa dai fratelli; e ‘’donazioni’’ – tra cui Palazzo Torlonia – effettuate dal padre agli altri figli dopo l’aggravarsi della malattia. Carlo avrebbe dichiarato nel ricorso anche che, all’epoca del testamento, ‘’non riusciva a raggiungere il padre nemmeno con comunicazioni telefoniche, che venivano filtrate dalla secondogenita o dalla segretaria, le quali “riferivano uno stato di salute ottimo”. “Solo casualmente – ha dichiarato Carlo Torlonia –  sono poi venuto a conoscenza dalla stampa che era stata costituita una “Fondazione Torlonia”, in cui né io né i miei figli avevano alcun ruolo, e che aveva assunto in comodato la gestione di tutte le collezioni di opere’’. Dagli atti, sarebbe anche emerso ‘’il tentativo di vendere all’estero opere statuarie’’. Nel corso delle operazioni di inventario,  secondo Carlo Torlonia, sarebbe emerso pure che la famosissima collezione di marmi sarebbe stata stata oggetto di una trattativa di vendita, con un accordo tra la Fondazione, il Paul Getty Museum e il Ministero che poi non si sarebbe più concretizzata.  Per tutto questo il principe avrebbe quindi chiesto «l’accertamento dell’asse ereditario», tenendo conto di tutte le proprietà «oggetto di donazione». Per il giudice, «posto che i beni, comprese le opere d’arte e le statue, sono di valore storico e irrisarcibile e che è stata offerta la prova di una vendita effettuata di beni storici, la concessione del sequestro giudiziario è elemento idoneo ad assicurare la conservazione integra del patrimonio, fino alla decisione di merito».

Tutto il patrimonio congelato e inutilizzabile, quindi, fino alla definizione della causa civile o, almeno, finché lo sterminato patrimonio verrà inventariato, catalogato e, soprattutto, stimato, per essere poi equamente diviso tra gli eredi. Nella prossima udienza, fissata per  il 5 dicembre, il giudice dovrà anche decidere se disporre o meno il sequestro conservativo di ‘’almeno un miliardo e 800 milioni di euro’’ e, in caso di conferma del provvedimento, nominerà i custodi giudiziari.

Intanto Montalto di Castro e la Tomba di Francois dovranno dire addio ai tanto attesi affreschi, tornati ‘’ a casa’’ solo per un breve periodo. La Tomba di Francois è considerata uno dei più importanti monumenti etruschi.  Nel 1863, a pochi anni dalla scoperta, gli affreschi furono distaccati, per iniziativa del Principe Torlonia e, dopo un primo intervento di restauro, furono conservati a Roma, sempre in proprietà privata, prima nel Museo Torlonia di Via della Lungara e in seguito trasferiti a Villa Albani, dove si trovano ancora oggi, accessibili solo agli studiosi. Nel 2017 il presidente della Fondazione Vulci e del Parco Naturalistico Archeologico di Vulci, Carmelo Messina,  lanciò un appello ai Torlonia affinché  concedessero la fruizione degli affreschi, ferma restando la titolarità dell’opera senza la quale, però, “la tomba appariva violata e incompleta’’. Per riportare l’opera nel suo contesto originale, la Fondazione Vulci si era dichiarata disposta a riconoscere ai Torlonia sia il valore economico del prestito, versando loro i proventi delle visite o delle mostre, sia il prestigio di tale prestito intestando loro un museo", ma dalla famiglia giunse il rifiuto a della disputa ereditaria sulla proprietà degli affreschi della Tomba François, tra i Torlonia agli Sforza Cesarini.

Così, in attesa di una parola definitiva sulla ingarbugliata vicenda di principi, il ciclo pittorico che narra le gesta di Mastarna, il condottiero etrusco divenuto sesto re di Roma con il nome di Servio Tullio, resta invisibile ai cittadini. E a quanto pare lo rimarrà a lungo.

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Chiara Corbella Petrillo: il racconto dei genitori

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – Stasera alle 20.45 nella parrocchia di Borgo San Martino, Roberto Corbella e Maria Anselma Ruzziconi daranno una testimonianza della figlia Chiara Corbella Petrillo. Donna, sposa e madre innamorata della vita, Chiara muore nel 2012 a soli 28 anni a Pian della Carlotta, nelle colline cerveterane. Il 21 settembre scorso è stato avviato il processo di beatificazione nella diocesi di Roma. E così come scrivono in una nota sul sito della diocesi di Porto – Santa Rufina i genitori stasera «daranno ancora testimonianza del coraggio di questa giovane serva di Dio. Parleranno della santità del suo sorriso come risposta a prove dolorose, dove il senso dell’esistenza può smarrirsi oppure trovare una fiducia inattaccabile. La storia di Chiara è una conferma continua di questa fede». 
Chiara ha accettato assieme al marito Enrico Petrillo il dono di due figli morti appena nati per gravi malformazioni. Per tutelare Francesco, il terzo bambino nato sano, ha rimandato le cure per un tumore scoperto durante la gravidanza. Il “drago”, come Chiara chiama il suo male, però nel mentre si è esteso in troppi organi, e lei è consapevole di essere una malata terminale. Assieme alla sua famiglia si prepara così al passaggio nella casa di campagna di Cerveteri. 
«Da allora, ma già quando era in vita –  si scrive nella nota – Chiara ha attratto tanta gente: la sua storia, vissuta accanto a Enrico, interroga il cristiano sulla sua fede e pone domande a chi non la ha. Roberto e Maria Anselma hanno imparato cosa sia la santità dalla testimonianza quotidiana della figlia, l’hanno scoperta nella normalità delle sue parole, della sua ironia, della sua carità: quella di una ragazza innamorata della vita».  
L’invito della Diocesi è quello di poter  scoprire assieme ai loro genitori «questa “ordinarietà” piena di fede di chi saputo cercare, credere e scegliere. Quasi in risposta all’invito di san Giovanni Paolo II, che farà da filo conduttore all’incontro: ‘’Coraggio – scrive il Papa polacco – la santità è possibile, è possibile in qualunque situazione, nonostante i condizionamenti del male. Alla crisi del nostro tempo può dare una risposta adeguata solo una grande fioritura di santità’’».
Trascorsi i cinque anni dalla sua morte è nata l’associazione Chiara Corbella Petrillo con lo scopo di interloquire con la Chiesa perché fosse avviata la causa di beatificazione. 
«E il 21 settembre il cardinale Angelo De Donatis l’ha iniziata – si spiega nella nota – dopo il nulla osta del vescovo Reali per il trasferimento di competenza da Porto-Santa Rufina, diocesi in cui Chiara è morta, a Roma. Oltre a diffondere la testimonianza di Chiara, l’associazione si occupa ora di raccogliere le offerte per sostenere i costi del processo, che implica la produzione di documenti e la collaborazione di professionisti». 
Chi volesse fare una donazione può visitare il sito www.chiaracorbellapetrillo.it o utilizzare il codice IBAN IT67K0832703258000000001735 (SWIFT/BIC: ROMAITRR) intestato a Associazione Chiara Corbella Petrillo.
Per chi volesse approfondire la sua storia consultare il sito ww.chiaracorbellapetrillo.it

 

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Chiara Corbella Petrillo: il racconto dei genitori

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – Stasera alle 20.45 nella parrocchia di Borgo San Martino, Roberto Corbella e Maria Anselma Ruzziconi daranno una testimonianza della figlia Chiara Corbella Petrillo. Donna, sposa e madre innamorata della vita, Chiara muore nel 2012 a soli 28 anni a Pian della Carlotta, nelle colline cerveterane. Il 21 settembre scorso è stato avviato il processo di beatificazione nella diocesi di Roma. E così come scrivono in una nota sul sito della diocesi di Porto – Santa Rufina i genitori stasera «daranno ancora testimonianza del coraggio di questa giovane serva di Dio. Parleranno della santità del suo sorriso come risposta a prove dolorose, dove il senso dell’esistenza può smarrirsi oppure trovare una fiducia inattaccabile. La storia di Chiara è una conferma continua di questa fede». 
Chiara ha accettato assieme al marito Enrico Petrillo il dono di due figli morti appena nati per gravi malformazioni. Per tutelare Francesco, il terzo bambino nato sano, ha rimandato le cure per un tumore scoperto durante la gravidanza. Il “drago”, come Chiara chiama il suo male, però nel mentre si è esteso in troppi organi, e lei è consapevole di essere una malata terminale. Assieme alla sua famiglia si prepara così al passaggio nella casa di campagna di Cerveteri. 
«Da allora, ma già quando era in vita –  si scrive nella nota – Chiara ha attratto tanta gente: la sua storia, vissuta accanto a Enrico, interroga il cristiano sulla sua fede e pone domande a chi non la ha. Roberto e Maria Anselma hanno imparato cosa sia la santità dalla testimonianza quotidiana della figlia, l’hanno scoperta nella normalità delle sue parole, della sua ironia, della sua carità: quella di una ragazza innamorata della vita».  
L’invito della Diocesi è quello di poter  scoprire assieme ai loro genitori «questa “ordinarietà” piena di fede di chi saputo cercare, credere e scegliere. Quasi in risposta all’invito di san Giovanni Paolo II, che farà da filo conduttore all’incontro: ‘’Coraggio – scrive il Papa polacco – la santità è possibile, è possibile in qualunque situazione, nonostante i condizionamenti del male. Alla crisi del nostro tempo può dare una risposta adeguata solo una grande fioritura di santità’’».
Trascorsi i cinque anni dalla sua morte è nata l’associazione Chiara Corbella Petrillo con lo scopo di interloquire con la Chiesa perché fosse avviata la causa di beatificazione. 
«E il 21 settembre il cardinale Angelo De Donatis l’ha iniziata – si spiega nella nota – dopo il nulla osta del vescovo Reali per il trasferimento di competenza da Porto-Santa Rufina, diocesi in cui Chiara è morta, a Roma. Oltre a diffondere la testimonianza di Chiara, l’associazione si occupa ora di raccogliere le offerte per sostenere i costi del processo, che implica la produzione di documenti e la collaborazione di professionisti». 
Chi volesse fare una donazione può visitare il sito www.chiaracorbellapetrillo.it o utilizzare il codice IBAN IT67K0832703258000000001735 (SWIFT/BIC: ROMAITRR) intestato a Associazione Chiara Corbella Petrillo.
Per chi volesse approfondire la sua storia consultare il sito ww.chiaracorbellapetrillo.it

 

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Diabete, oltre 350 nuovi casi l’anno

CIVITAVECCHIA – Circa il 7% della popolazione del nostro distretto ha il diabete. Parliamo di circa 80mila abitanti. Dati allarmanti per una patologia killer, come l’ha più volte definita il direttore generale della Asl Roma 4 Giuseppe Quintavalle. Sono proprio questi dati a sottolineare il bisogno di puntare sulla prevenzione, come l’azienda sanitaria locale sta facendo da anni grazie al lavoro del responsabile della diabetologia Graziano Santantonio e delle associazioni. Una collaborazione che si conferma anche quest’anno in occasione della Giornata mondiale del diabete.

Per domani, infatti, è stata organizzata una giornata dedicata, appunto, alla prevenzione del diabete con il patrocinio della Asl Roma 4 che si terrà presso l’Unicoop Tirreno di Boccelle con informative sulla malattia e screening della retinopatia diabetica. In campo scenderanno Adiciv, Cri-comitato di Civitavecchia, Leo club Civitavecchia, Lions club Civitavecchia Porto di Traiano,  Lions club Civitavecchia – Santa Marinella host,  Lions club Roma Appia antica, volontari Protezione civile di Civitavecchia, Uic sezione di Civitavecchia e Ordine delle professioni sanitarie di Roma. «Sia all’interno che all’esterno del centro commerciale – ha spiegato il presidente Adiciv Civitavecchia Sandro Luciani – i volontari delle associazioni effettueranno dei test per i cittadini con questionari, calcolo della massa corporea ed altro. Dopo il medico valuterà il fattore di rischio e a quel punto si potrà indirizzare il cittadino presso il proprio medico curante o presso il camper che si troverà all’esterno dove verrà effettuata la retinopatia dalla dottoressa Gloria Bastioli». Una collaborazione di molte associazioni «che affiancano il servizio sanitario pubblico – ha detto Santantonio – e che è un vantaggio per tutta la popolazione».

Dello stesso avviso Bastioli: «Quest’iniziativa prende sempre più piede di anno in anno e il mio compito sarà quello di effettuare lo screening della retina. Se si trovasse un sospetto o un danno sarebbe possibile inidirizzare il cittadino verso un percorso agevolato». Soddisfatto anche il direttore sanitario del polo ospedaliero Antonio Carbone: «Importante il lavoro che i volontari svolgono ogni giorno presso l’ospedale San Paolo». L’Adiciv infatti opera quotidianamente presso il nosocomio cittadino presso la diabetologia. «Dove c’è una rete – ha sottolineato il direttore sanitario Carmela Matera – si riescono a realizzare cose importanti». Quintavalle ha ricordato l’importanza della prevenzione per quanto riguarda la cura e la scoperta della malattia. «Il diabete è una cosa seria – ha detto – dobbiamo muoverci su un percorso di anticipazione, avviare procedure di medicina di iniziativa. Serve parlare, fare in modo che i giovani intraprendano percorsi virtuosi, alimentazione sana e attività fisica. Inoltre – ha concluso – è importante la continuità della cura». Sono circa 350 le nuove diagnosi di diabete all’anno, su 110-120 persone circa 7 o 8 hanno il diabete, inoltre su 3 persone con il diabete 1 non sa di averlo. 

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