Registro tumori, Pap: ''Parlarne a ridosso della campagna elettorale è sconcertante''

CIVITAVECCHIA – “Parlare di registro tumori solo a ridosso della campagna elettorale è sconcertante e rivela lo spessore politico di chi evidentemente ama la propaganda spicciola e non ha alcuna intenzione di risolvere i problemi esistenti”.

Sulla mancata pubblicazione del Registro tumori interviene anche Potere al popolo Civitavecchia, dopo il botta e risposta dei giorni scorsi tra il sindaco Cozzolino, con il supporto del consigliere alla Pisana Porrello, e la Regione.

“Il registro dei tumori doveva essere online da tempo ed i suoi dati resi pubblici già da tre anni. Il presidente Zingaretti – continuano da Pap – lo annunciò molto tempo fa insieme al provvedimento di giunta che lo istituiva. Da quel momento però le dichiarazioni trionfalistiche e le promesse altisonanti hanno lasciato spazio al silenzio, all'omissione e all'omertà. Questo vero e proprio affronto alla popolazione civitavecchiese pare sia stato addirittura in grado di risvegliare nelle ultime ore – tuonano dal partito – il sindaco Cozzolino da quel letargo istituzionale che lo ha reso immobile e passivo di fronte a tutte le criticità ambientali del nostro territorio. Finalmente, ora che il suo mandato sta per concludersi, anche Cozzolino si è ricordato di questo importantissimo strumento di monitoraggio che doveva già essere a disposizione di medici, amministratori e cittadini. A questi due rappresentanti istituzionali vorremmo ricordare che il registro dei tumori è una cosa seria e la drammatica condizione ambientale che ormai da anni vivono i cittadini del territorio di Civitavecchia non consente a nessuna forza politica di poter parlare a sproposito, se non altro – incalzano – per una questione di rispetto nei confronti di chi sulla propria pelle ha vissuto e sta vivendo gli effetti nefasti che certi scandali ambientali – resi possibili da una politica da sempre debole, ingorda e asservita ai potenti di turno –  continuano a determinare”.

Duro Pap che punta il dito: “Non esiste oggi in campo alcuno schieramento politico in grado di poter affermare senza essere smentito di non avere sulla coscienza almeno una fonte inquinante. I cittadini di questo territorio – continuano dal partito – hanno il diritto di conoscere il loro stato di salute e da parte nostra non possiamo che rivolgere agli organi competenti l’invito a pubblicare il prima possibile i dati del registro tumori. Siamo pronti ad alzare il tiro, ad inchiodare i responsabili di ritardi ed omissioni alle loro responsabilità.  Allo stesso modo invitiamo quei politici “buoni per tutte le stagioni” e quelli che “improvvisamente hanno smesso di gridare” a scegliere un terreno diverso sul quale misurare la loro inconsistenza politica. La salute dei cittadini – concludono dal partito – va difesa con azioni politiche incisive, non certo utilizzata per inopportuni e offensivi teatrini di bassa lega".

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Acqua, settimana bollente

LADISPOLI – Settimana calda quella iniziata per la città ladispolana e l'amministrazione Grando. La Giunta non intende infatti arretrare di un millimetro nella sua posizione di difesa dell'acqua pubblica. Soprattutto ora che in Parlamento è stata avviata la discussione che porterà all'approvazione della nuova legge sull'acqua pubblica. Ed è proprio dal Parlamento che si parte. Questo pomeriggio l'amministrazione di centrodestra sarà accolta alla Commissione VIII (Ambiente, territorio e lavori pubblici) della Camera dei Deputati per esprimere la propria opinione su quello che dovrebbe essere il destino del servizio idrico. Occasione quella che si prospetta per l'amministrazione Grando di tornare a ribadire la contrarietà al passaggio ad Acea Ato2 che purtroppo, a causa dell'ultimatum dell'assessore regionale ai Lavori Pubblici Mauro Alessandri, si fa sempre più vicino (il 3 dicembre scade l'ultimatum). Già in passato il delegato al servizio idrico Filippo Moretti ha più volte ribadito la volontà della città di Ladispoli di continuare a gestire in house il servizio. Anzi, in una possibile rivisitazione dei bacini di ambito territoriali, con i Comuni chiamati a ''mettersi in proprio'' per la gestione ''acqua'', Ladispoli potrebbe essere il Comune capofila in questa missione, avendo, all'interno dei suoi confini territoriali, un sistema idrico ''finito'': dalla captazione, alla depurazione, fino ad arrivare alla distribuzione. Ovviamente quello di oggi è solo un colloquio informale in vista della discussione in Parlamento della nuova legge sull'acqua ma che potrebbe comunque giovare per la situazione in cui al momento si trovano il Comune di Ladispoli e altri Comuni che ad oggi hanno rifiutato di aderire all'Ato1 (come nel caso di Montalto di Castro) e all'Ato2.
Ma se quello di oggi è solo un colloquio informale non si può dire altrettanto per l'incontro di domani in Regione dove torneranno a riunirsi le Commissioni Tutela del territorio e Agricoltura e Ambiente chiamate ad approvare il documento redatto di concerto con le amministrazioni comunali interessate, per chiedere una moratoria al passaggio all'Ambito Territoriale di riferimento. Erano stati proprio i consiglieri regionali delle due commissioni, in un primo incontro a dirsi d'accordo nel poter presentare alla Giunta Zingaretti un documento unitario con la quale si chiedeva di sospendere fino all'approvazione della legge da parte del Governo, la richiesta di passaggio all'Ato. Una battaglia che aveva visto mettere da parte i colori politici per la tutela di un bene imprescindibile, come lo può essere quello dell'acqua. In primis si ricorderanno anche le parole di diversi esponenti, regionali e comunali del Partito democratico (dello stesso schieramento della Giunta Zingaretti) che avevano dato in più occasioni il loro sostegno all'amministrazione comunale per la tutela del servizio idrico cittadino. Gli stessi dem avevano già in passato, durante gli incontri precedenti dato il loro supporto all'iniziativa portata avanti dalle amministrazioni comunali. Ora bisognerà capire se anche domani, all'atto della votazione (come peraltro auspicano le amministrazioni comunali coinvolte) questa posizione di sostegno sarà mantenuta votando sì al documento presentato e che successivamente dovrà essere sottoposto all'attenzione della Giunta Zingaretti.

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Porto, Perello: ''Di Majo torni ai suoi amati convegni''

CIVITAVECCHIA – “Mi ha piacevolmente stupito che il presidente dell’Adsp Francesco Maria Di Majo, in questi giorni impegnassimo con numerosi e nevralgici dossier da cui potrebbe dipendere il futuro di numerosi lavoratori dello scalo e forse anche il suo permanere alla guida di Molo Vespucci, abbia voluto dedicare tempo ad una così articolata ed esaustiva replica al mio intervento da semplice consigliere comunale”.

Lo dichiara Daniele Perello in risposta alla replica del numero uno di Molo Vespucci dei giorni scorsi. Una lunga risposta “che non fa che confermare la mia convinzione – continua il consigliere comunale d’opposizione – per quanto si possa impegnare Di Majo è inadatto a ricoprire quell’incarico ed il governo Lega – M5S dovrebbe prendere una posizione in merito affinché non diventi responsabile insieme Pd, schieramento che ha nominato lo stesso presidente. Quello stesso Pd che oggi Di Majo vuole allontanare da sé nonostante sia la parte politica che lo ha nominato e nonostante il Presidente continui a partecipare ad iniziative elettorali dello stesso partito (ricordate Marietta Tidei e Zingaretti?) e a riunioni con esponenti politici (sempre dem) per organizzare liste e votanti in vista delle primarie”.

Perello spiega come si potrebbe rispondere che veniva fatto anche da alcuni dei predecessori di Di Majo ma sottolinea come comportamenti come questo siano stati nel tempo ampiamente criticati.

“Il sottoscritto – aggiunge il consigliere comunale –  come ben saprà, non ha mai partecipato a questi giochetti. Non ho nulla contro il presidente, sia chiaro. Anzi, penso sia anche un brav’uomo, ma non è caratteristica per amministrare uno scalo così importate. Sono enormi le falle dirigenziali – tuona Perello – dovute al fatto che il Presidente non sembrerebbe un  grande conoscitore del porto e della sua storia. Sull’accordo con il Comune – incalza – Di Majo rinvia tutto al Consiglio di Stato partendo dall’assunto che l’intesa non sia valida. Da consigliere comunale, peraltro di opposizione, non posso non rilevare come il Tar in primo grado abbia ritenuto sostanzialmente valido l’accordo e che Di Majo, anziché calarsi in un’ottica di leale collaborazione tra amministrazioni pubbliche, abbia presentato un ulteriore ricorso”.

Perello prosegue evidenziando come “sul dirottamento delle banane a Livorno l’operato di Di Majo, che ora si ritrova tra due fuochi, è sotto gli occhi di tutti. Io non insinuo nulla, ma ribadisco che un presidente debba compiere scelte importanti sulla base della sua ‘comprovata esperienza’’ nel settore della portualità. E a volte non credo che il presidente abbia fatto scelte nell’interesse del porto di Civitavecchia. Così come su Total Erg Di Majo sostiene che aumentare nuovamente la tassa, motivandola adeguatamente, avrebbe significato far perdere competitività al porto. Forse dimentica, o magari non sa, che sia Total Erg (oggi Italiana Petroli) che la stessa Enel anche volendo non potrebbero cambiare scalo di destinazione”.

Per quanto riguarda Enel secondo Perello la posizione di Di Majo è chiara: “Forse andrebbe illustrata con altrettanta chiarezza a Minosse e alla Compagnia Portuale poiché – dichiara il consigliere comunale – l'Autorità portuale si è comportata come Ponzio Pilato dinanzi alla vertenza del carbone. Anche qui, purtroppo, a rimetterci sono ancora una volta i lavoratori e le famiglie Civitavecchiesi”. 

Sulla Pas Perello dice di non aver mosso contestazioni ma di aver ripreso le notizie di stampa “su vari esposti che sono stati presentati: a decidere sulla validità delle risposte del Presidente non sarò certo io, ma a diverso titolo Anac e Procura della Repubblica e forse poi il Tribunale. Di certo, su Pas e Autorità Portuale e sul malcontento dei dipendenti  ho solo ripreso gli articoli stampa dei sindacati confederati  che hanno manifestato tutto il loro dissenso”. 

Per quanto riguarda le statistiche “credo che al Presidente non sarà sfuggito (magari faceva comodo ometterlo) che il segno positivo dei container era dovuto sostanzialmente al traffico della Cfft, ora fortemente a rischio, mentre per il traffico auto Fca – incalza Perello – la cancellazione e lo spostamento completo sono stati decisi dopo il suo arrivo a Civitavecchia per ovvie garanzie che sono venute meno. Prendo atto del fatto che il presidente consideri le mie critiche, così come quelle di tutte le altre parti politiche, immotivate ed infondate perché non considerano gli “innumerevoli risultati conseguiti” nei 2 anni della sua gestione. Forse sarò colpevole, insieme ad una intera città, di una grave forma di amnesia, ma non riesco proprio a ricordare quasi nulla di questi risultati conseguiti dal presidente Di Majo, se non quelli di aver vanificato gli sforzi compiuti dallo scalo negli anni e il sogno di qualche amministratore che ha sempre avuto un altra visione per questo porto. Su una cosa sono in sintonia con Di Majo – conclude Perello – su come “ci sia ora veramente bisogno di riportare serenità in questo porto il cui sviluppo deve essere da tutti sostenuto, da tutte le forze politiche locali e nazionali”. Per questo mi auguro che il presidente torni quanto prima ai suoi amati convegni ed alla sua attività precedente, auspicando che al suo posto venga nominata una figura nuova e non già vista, in grado di risolvere gli innumerevoli problemi creatisi o drammaticamente acuitisi in questi due anni”.

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Porto, Perello: ''Di Majo torni ai suoi amati convegni''

CIVITAVECCHIA – “Mi ha piacevolmente stupito che il presidente dell’Adsp Francesco Maria Di Majo, in questi giorni impegnassimo con numerosi e nevralgici dossier da cui potrebbe dipendere il futuro di numerosi lavoratori dello scalo e forse anche il suo permanere alla guida di Molo Vespucci, abbia voluto dedicare tempo ad una così articolata ed esaustiva replica al mio intervento da semplice consigliere comunale”.

Lo dichiara Daniele Perello in risposta alla replica del numero uno di Molo Vespucci dei giorni scorsi. Una lunga risposta “che non fa che confermare la mia convinzione – continua il consigliere comunale d’opposizione – per quanto si possa impegnare Di Majo è inadatto a ricoprire quell’incarico ed il governo Lega – M5S dovrebbe prendere una posizione in merito affinché non diventi responsabile insieme Pd, schieramento che ha nominato lo stesso presidente. Quello stesso Pd che oggi Di Majo vuole allontanare da sé nonostante sia la parte politica che lo ha nominato e nonostante il Presidente continui a partecipare ad iniziative elettorali dello stesso partito (ricordate Marietta Tidei e Zingaretti?) e a riunioni con esponenti politici (sempre dem) per organizzare liste e votanti in vista delle primarie”.

Perello spiega come si potrebbe rispondere che veniva fatto anche da alcuni dei predecessori di Di Majo ma sottolinea come comportamenti come questo siano stati nel tempo ampiamente criticati.

“Il sottoscritto – aggiunge il consigliere comunale –  come ben saprà, non ha mai partecipato a questi giochetti. Non ho nulla contro il presidente, sia chiaro. Anzi, penso sia anche un brav’uomo, ma non è caratteristica per amministrare uno scalo così importate. Sono enormi le falle dirigenziali – tuona Perello – dovute al fatto che il Presidente non sembrerebbe un  grande conoscitore del porto e della sua storia. Sull’accordo con il Comune – incalza – Di Majo rinvia tutto al Consiglio di Stato partendo dall’assunto che l’intesa non sia valida. Da consigliere comunale, peraltro di opposizione, non posso non rilevare come il Tar in primo grado abbia ritenuto sostanzialmente valido l’accordo e che Di Majo, anziché calarsi in un’ottica di leale collaborazione tra amministrazioni pubbliche, abbia presentato un ulteriore ricorso”.

Perello prosegue evidenziando come “sul dirottamento delle banane a Livorno l’operato di Di Majo, che ora si ritrova tra due fuochi, è sotto gli occhi di tutti. Io non insinuo nulla, ma ribadisco che un presidente debba compiere scelte importanti sulla base della sua ‘comprovata esperienza’’ nel settore della portualità. E a volte non credo che il presidente abbia fatto scelte nell’interesse del porto di Civitavecchia. Così come su Total Erg Di Majo sostiene che aumentare nuovamente la tassa, motivandola adeguatamente, avrebbe significato far perdere competitività al porto. Forse dimentica, o magari non sa, che sia Total Erg (oggi Italiana Petroli) che la stessa Enel anche volendo non potrebbero cambiare scalo di destinazione”.

Per quanto riguarda Enel secondo Perello la posizione di Di Majo è chiara: “Forse andrebbe illustrata con altrettanta chiarezza a Minosse e alla Compagnia Portuale poiché – dichiara il consigliere comunale – l'Autorità portuale si è comportata come Ponzio Pilato dinanzi alla vertenza del carbone. Anche qui, purtroppo, a rimetterci sono ancora una volta i lavoratori e le famiglie Civitavecchiesi”. 

Sulla Pas Perello dice di non aver mosso contestazioni ma di aver ripreso le notizie di stampa “su vari esposti che sono stati presentati: a decidere sulla validità delle risposte del Presidente non sarò certo io, ma a diverso titolo Anac e Procura della Repubblica e forse poi il Tribunale. Di certo, su Pas e Autorità Portuale e sul malcontento dei dipendenti  ho solo ripreso gli articoli stampa dei sindacati confederati  che hanno manifestato tutto il loro dissenso”. 

Per quanto riguarda le statistiche “credo che al Presidente non sarà sfuggito (magari faceva comodo ometterlo) che il segno positivo dei container era dovuto sostanzialmente al traffico della Cfft, ora fortemente a rischio, mentre per il traffico auto Fca – incalza Perello – la cancellazione e lo spostamento completo sono stati decisi dopo il suo arrivo a Civitavecchia per ovvie garanzie che sono venute meno. Prendo atto del fatto che il presidente consideri le mie critiche, così come quelle di tutte le altre parti politiche, immotivate ed infondate perché non considerano gli “innumerevoli risultati conseguiti” nei 2 anni della sua gestione. Forse sarò colpevole, insieme ad una intera città, di una grave forma di amnesia, ma non riesco proprio a ricordare quasi nulla di questi risultati conseguiti dal presidente Di Majo, se non quelli di aver vanificato gli sforzi compiuti dallo scalo negli anni e il sogno di qualche amministratore che ha sempre avuto un altra visione per questo porto. Su una cosa sono in sintonia con Di Majo – conclude Perello – su come “ci sia ora veramente bisogno di riportare serenità in questo porto il cui sviluppo deve essere da tutti sostenuto, da tutte le forze politiche locali e nazionali”. Per questo mi auguro che il presidente torni quanto prima ai suoi amati convegni ed alla sua attività precedente, auspicando che al suo posto venga nominata una figura nuova e non già vista, in grado di risolvere gli innumerevoli problemi creatisi o drammaticamente acuitisi in questi due anni”.

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Acqua ad Acea, anche la città pronta alla mobilitazione

LADISPOLI – Il nuovo ultimatum della Regione Lazio di passare ad Acea Ato2 non piace a nessuno. All'amministrazione comunale che negli ultimi mesi sta lavorando, insieme ad altre amministrazioni comunali per arrivare a una moratoria dell'ultimatum arrivato sempre dalla Pisana già ad aprile scorso; alle varie forze politiche (anche dello stesso colore della Giunta Zingaretti) che anche durante la precedente amministrazione, sotto la giuda del sindaco Paliotta, si erano detti contrari e pronti alle barricate; e ai cittadini che ben sanno i rischi di un eventuale passaggio del servizio idrico cittadino ad Acea Ato2. E così non è solo il Comune pronto a scendere in piazza per protestare con tutti i mezzi a sua disposizione. Al suo fianco sono pronti a scendere anche i "semplici" cittadini. A invitarli alla mobilitazione è peraltro anche l'ex consigliere comunale ladispolano Fabio Ciampa. "La gente è arrabbiata – ha detto – gente di ogni schieramento, politici e non solo". I "pericoli" della gestione Acea sono ben presenti a tutti: bollette più alte, tempi di intervento estremamente lunghi nel risolvere le problematiche che si potrebbero presentare, a cominciare da un semplice tubo rotto. Oggi, le bollette che arrivano dalla Flavia Servizi, grazie al mantenimento della gestione in house sono contenute. E gli interventi vengono risolti in breve tempo con gli operatori che, una volta ottenuta la segnalazione da parte dell'utente, si rimboccano le maniche per garantire la ripresa del servizio in tempi molto ristretti. Diversa la situazione qualora si dovesse cedere il servizio. Basti guardare ai comuni limitrofi a cominciare proprio da Cerveteri, dove a gestire la rete è proprio Acea Ato2. Bollette alte, problemi idrici in estate e non solo, tempi di intervento lunghi. E a volte, come nel caso di Civitavecchia, utenze lasciate a secco anche per settimane, con i cittadini costretti a fare la spola da casa all'autobotte per assicurarsi un po' d'acqua in casa. Una situazione certamente poco piacevole, come sottolineato proprio da Ciampa, allarmato dal nuovo ultimatum giunto proprio l'11 novembre dall'assessore regionale ai Lavori Pubblici Mauro Alessandri che ha dato al comune tempo fino al 3 dicembre per cedere il servizio idrico alla Spa. Situazione paradossale, visto il lavoro che proprio in queste settimane i comuni, Ladispoli in prima fila, stanno facendo insieme alle Commissioni regionali deputate in materia per stilare un documento da presentare alla Giunta per chiedere una moratoria sull'ultimatum dell'aprile scorso. Documento che sarà discusso e approvato proprio in Commissione il 20 novembre prossimo. Richiesta di sospensione degli effetti della richiesta imposta dalla Pisana che ha alla base la discussione in Parlamento della nuova legge sull'acqua pubblica che andrebbe a cancellare di fatto la distribuzione delle reti idriche attuale (addio dunque agli Ato), andando a sostenere la pubblicità del servizio. Sicuramente sarebbe molto più semplice per le amministrazioni comunali che ancora devono cedere le reti all'Ato continuare nella gestione pubblica del servizio erogato; piuttosto che entrare a far parte della rete per poi successivamente uscirne. Un percorso, quest'ultimo che potrebbe risultare alquanto complicato e che potrebbe non risolversi in breve tempo, con i cittadini, nel frattempo, che dovrebbero continuare a far riferimento al nuovo gestore del servizio e non più al Comune. 
E a pensarla come il Pd, l'ex consigliere Fabio Ciampa, l'amministrazione comunale e la società civile, ci sono anche il Movimento civico Ladispoli Città e l'associazione culturale Ladispoli Città. "Riteniamo gravissima la comunicazione dell’assessore regionale Alessandri relativa all’attuazione dei poteri sostitutivi della Regione sul passaggio del servizio idrico integrato al gestore unico ACEA. Con poche crude righe l’assessore del PD si assume la responsabilità di privatizzare l’acqua a Ladispoli con tutto ciò che comporterà per il servizio, per i cittadini, per i lavoratori. Nega, di fatto, quelli che sono stati i punti programmatici del Presidente Zingaretti: una nuova legge sugli ambiti di bacino per permettere la ripubblicizzazione dell’acqua. Promesse, inutili e vuote promesse.  Al contrario, anzi, nella comunicazione recapitata a Sindaco e amministratori di Ladispoli, l’assessore regionale si spinge ad affermare nero su bianco che – qualsiasi legge adotterà la Regione Lazio – “non avrà alcun effetto sospensivo della procedura avviata”, gettando Ladispoli nei meandri della privatizzazione, senza se e senza ma. Riteniamo tutto questo totalmente inaccettabile. Come cittadini singoli e organizzati, abbiamo condotto la battaglia per l’acqua pubblica nella nostra città sin dal 2003, conducendo via via i partiti tradizionali – molti dei quali inizialmente reticenti – sulle nostre posizioni. Per questo continueremo ad opporci, lottando contro questa decisione scellerata e lesiva per la storia della nostra comunità e per le tasche dei cittadini. Se questo è il programma di Zingaretti, siamo certi che lo porterà “lontano”: dai territori, dagli elettori e dalle sue stesse affermazioni sull’importanza della tutela dei servizi pubblici. D’altro canto, a livello comunale, abbiamo assistito ad un atteggiamento prudente, quasi remissivo che, unito alla spregiudicatezza della Regione, rischia di danneggiare l’intera collettività. I toni bassi sull’argomento, spesso criticati alla precedente amministrazione, hanno caratterizzato anche i primi anni del governo Grando. E rimanere appesi alla flebile speranza che il governo nazionale possa approvare la legge sulla ripubblicizzazione di servizi come quello idrico, ci sembra oggi troppo poco e troppo improbabile.  In questo quadro precario e molto negativo rientra anche il destino della partecipata Flavia Servizi s.r.l., sempre più indebolita, senza alcun piano futuro, che difficilmente saprà mantenere inalterati tutti i servizi che oggi gestisce dopo aver perso la liquidità fondamentale prodotta dall’idrico. Una partecipata allo sbando – dal punto di vista gestionale – con il caos sul Collegio dei Revisori, sulla disparità di trattamento degli ex componenti del CDA e, ultimo ma non ultimo, sulle ingenti multe che parrebbero interessare la depurazione delle acque". 

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Acqua pubblica, domani incontro in Regione

LADISPOLI – “L’amministrazione comunale di Ladispoli, capofila di 18 enti locali che gestiscono autonomamente il servizio idrico e non intendono passare sotto  Acea, domani sarà ricevuta in Regione Lazio per ribadire la propria posizione alla luce della nuova legge sull’acqua pubblica che il Governo si prepara ad approvare”.

Le parole sono del consigliere delegato alle Risorse Idriche e Ambientali, Filippo Moretti, che sarà ascoltato nella riunione congiunta delle Commissione regionali alla Tutela del territorio ed Agricoltura ed Ambiente, programmata per il 16 ottobre alla Pisana. L’audizione è stata accordata da una iniziativa nata di concerto con tutte le forze politiche rappresentate nel Consiglio comunale di Ladispoli ed è condivisa con le amministrazioni dei comuni interessati, anche esse appartenenti ad un ampio schieramento politico.

“Alla Regione Lazio – prosegue Moretti – che ringraziamo per aver accolto la nostra richiesta di audizione, confermeremo la nostra volontà di scongiurare che il servizio idrico delle nostre città venga forzosamente trasferito sotto la gestione d’ambito ATO1 ed ATO2. Siamo tra i pochi comuni compresi in questi ambiti che, autonomamente o attraverso società partecipate, ancora gestiscono in proprio il servizio idrico integrato, con buoni risultati in termini di prestazioni di servizi e di tariffe. La nostre carte dei servizi, infatti, sono estremamente concorrenziali e le tariffe sono notevolmente più basse rispetto a quelle dei nostri rispettivi gestori d’ambito. A Ladispoli da tempo siamo particolarmente attenti alla qualità dell’acqua e, seppure con grandi difficoltà, facciamo manutenzione sugli impianti e sulle reti, investendo per garantirci una disponibilità costante di acqua potabile anche in periodi nei quali moltissimi comuni del nostro comprensorio hanno conosciuto  il disagio del razionamento. Particolare attenzione prestiamo, inoltre, agli impianti di potabilizzazione e depurazione, per garantire la salute dei cittadini ed il rispetto dell’ambiente. Sono queste le argomentazioni che sottoporremo all’amministrazione regionale, ricordando come quello di Ladispoli sia un esempio virtuoso di gestione che abbiamo cercato di conservare ma che non è contemplato dalla legge vigente. Abbiamo richiesto la convocazione di questa audizione perchè appare paradossale che la Regione Lazio acceleri improvvisamente le procedure che ci obbligano a confluire negli ATO di competenza, proprio nel momento in cui nel documento programmatico del nuovo governo “Contratto per il governo del cambiamento”, al punto 2. Acqua Pubblica, si legge testualmente “È necessario investire sul servizio idrico integrato di natura pubblica applicando la volontà popolare espressa nel referendum del 2011, con particolare riferimento alla ristrutturazione della rete idrica, garantendo la qualità dell’acqua, le esigenze e la salute di ogni cittadino, anche attraverso la costituzione di società di servizi a livello locale per la gestione pubblica dell’acqua.” Una declaratoria che trova già piena rispondenza nei fatti in tutti quei comuni, come i nostri, che si oppongono al passaggio forzoso nei grandi ambiti di gestione. Lo scorso 23 marzo 2018 è stata presentata una nuova proposta di legge, la n. 52, “Disposizioni in materia di gestione pubblica e partecipativa del ciclo integrale delle acque” firmata da numerosissimi parlamentari, rappresentanti di pressoché tutte le forze politiche, nella quale viene profondamente rivisto il criterio di Ambito Territoriale Ottimale ed i criteri che stabiliscono la libera adesione dei comuni. E’ da sottolineare che tale legge ha subito proprio in questi giorni un forte impulso affinchè venga presto valutata dalla commissione competente ed approdi in tempi brevi alla discussione in aula. Alla Regione Lazio chiederemo una moratoria  nell’applicazione dell’incomprensibile obbligo previsto dalla legge vigente che ci porterebbe sotto la gestione degli attuali ambiti, in attesa dell’approvazione delle preannunciate nuove disposizioni legislative. Sarebbe, infatti, paradossale che i nostri Comuni venissero obbligati ad una scelta devastante in termini economici e di servizi, con criteri opposti alla gestione dell’acqua pubblica, solo per adempiere ad una norma che è in procinto di essere profondamente cambiata”.

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Giammaria: un quinto posto che vale oro

Un quinto posto che vale una vittoria ha coronato una delle gare più emozionanti della carriera di Raffaele Giammaria, impegnato nel weekend appena trascorso sul circuito di Barcellona per l’ultimo round della Blancpain GT Series Endurance Cup 2018.
Il pilota italiano è stato assoluto protagonista in pista ed ha concretizzato una prestazione esaltante al volante della Lamborghini Huracán GT3 #19 del Grasser Racing Team in equipaggio con Ezequiel Perez Companc (ARG) e Marco Mapelli (ITA), in una delle gare più imprevedibili ed emozionanti dell’intera stagione.
Il weekend non era partito sotto i migliori auspici per Giammaria, che dopo aver perfezionato il set-up della vettura nel corso delle sessioni del venerdì, ha dovuto fronteggiare una difficile qualifica. Dopo una positiva Q1, l’equipaggio non ha potuto sfruttare a dovere la Q2. 
In una sessione interrotta più volte con bandiera gialla e quindi con bandiera rossa, la Lamborghini Huracán GT3 #19 non è infatti riuscita a completare alcun giro lanciato. 
Il tempo finale delle qualifiche, ricavato dalla media delle tre prestazioni ottenute nelle tre sessioni, ha quindi visto Giammaria qualificarsi al cinquantesimo posto, in fondo allo schieramento.
Con queste premesse, la strategia di gara definita per l’ultimo appuntamento della stagione è stata votata all’attacco. Giammaria ha preso il volante nel primo stint ed ha subito messo in pista tutta la sua determinazione. Il grande feeling con la vettura di Sant’Agata Bolognese gli ha consentito nella prima mezz’ora di gara di recuperare ben ventidue posizioni grazie a spettacolari sorpassi che hanno sottolineato le sue doti di guida e hanno acceso l’entusiasmo degli spettatori in tribuna.
La rimonta è poi proseguita anche nei successivi due turni di guida, quando si sono alternati al volante i compagni di equipaggio Mapelli e Perez Companc, e al termine di una gara indimenticabile, Giammaria ha così chiuso con uno straordinario quinto posto, staccato di soli sette secondi dai vincitori come prima Lamborghini al traguardo, dopo aver recuperato ben quarantacinque posizioni in quella che resterà una prestazione indimeticabile.
Raffaele Giammaria: «È stata una gara emozionante, tutto è andato per il meglio e la vettura mi ha restituito un feeling incredibile. Il mio stint è stato esaltante, era chiaro che con quella posizione di partenza l’unica strategia possibile era la rimonta, ma per farlo in maniera efficace ho dovuto prendere anche alcuni rischi, cercando i sorpassi in ogni punto della pista. Ho guidato con determinazione, non mi sono mai risparmiato e ho dato sempre il 100%, un approccio che alla fine ha pagato. Ad essere realisti il podio era sicuramente a portata, ma non abbiamo potuto sfruttare le interruzioni con la safety car, entrata in pista quando oramai eravamo già ai box. Ciò non toglie che sia stato un weekend perfetto, uno dei più intensi della mia carriera sportiva, il modo migliore per chiudere una stagione che, soprattutto nella prima parte, è stata più complessa del previsto. Sono davvero orgoglioso di quello che abbiamo ottenuto a Barcellona, un risultato che restituisce una grande carica in vista dei prossimi impegni».

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Spazio al derby

Giornata al fulmicotone, quella di oggi, per le squadre impegnate nel girone A del campionato di Promozione. Derby ad alto tasso tecnico quello che affronteranno al Dopolavoro Ferroviario la Cpc2005 e la Csl Soccer. Stracittadina che metterà di fronte due tecnici protagonisti dell’ottimo inizio stagionale delle due. Da una parte il navigato Paolo Caputo e dall’altra l’emergente Daniele Fracassa. Sfida che promette scintille a suon di accorgimenti tattici. «Che squadra incontreremo? – si domanda Caputo – la Csl è indubbiamente un’ottima squadra. Tra individualità eccellenti e una guida tecnica di spessore, posso tranquillamente affermare che è tra le migliori del girone. Giocatori di livello che sapranno esprimersi al meglio, il tutto suffragato dal fatto che alcuni li conosco bene visto che ho avuto il piacere di allenarli. Che derby sarà? È una squadra che non dico mi preoccupi, ma verso la quale nutro massimo rispetto, con un bravissimo allenatore e con dietro un’ottima società. Dobbiamo essere bravi noi ad essere umili, entrare in campo con la giusta mentalità e continuare poi per la nostra strada. Mi auguro che sia una giornata di sport e che faccia divertire i tanti che accorreranno. Ovviamente non sarà la gara che deciderà i nostri campionati, né da una parte né dall’altra, ci sono altre e ventinove gare e limitare il campionato a questa sola gara sarebbe un errore». La Csl non ha voglia di scherzare, vuole fare sul serio e battere le maglie rosse della Cpc2005. I rossoblù di mister Fracassa dovranno fare a meno per due giornate della punta Gaeta, espulso domenica scorsa sul campo del Maccarese. I leoni hanno molta voglia di riscatto, la prima sconfitta stagionale brucia ancora e quindi daranno il tutto per tutto fino all’ultimo minuto di gioco per mettere in difficoltà i ragazzi di Paolo Caputo che stazionano solitari in classifica a punteggio pieno dopo quattro giornate. «Non sarà facile – spiega il vice allenatore della Csl Di Raimondo – affrontare una squadra come la Cpc2005 che sta dimostrando di essere una delle pretendenti alla vittoria finale. Noi dovremo imporre il nostro gioco sin da subito pressandoli altri anche se manca lo squalificato Gaeta. Sarà un derby emozionante che riserverà senza dubbi grandi gesti tecnici». 
Il Santa Marinella, dopo le inaspettate dimissioni dei due tecnici Di Martino e Stuccilli è corso ai ripari e dopo giorni di trattative, ieri ha presentato ufficialmente il nuovo tecnico Fabrizio Morelli. Il neo allenatore santamarinellese torna in veste di mister dopo aver vestito la maglia rossoblù da giocatore, sia nel campionato di Eccellenza che in quello di Promozione. Oggi farà il suo esordio in campo e probabilmente, sul sintetico di Aranova, presenterà uno schieramento tattico leggermente diverso da quello di Stuccilli. «Bisogna pensare solo a vincere – dice Morelli – perché la nostra situazione in classifica non è delle migliori. Voglio vedere bene il gruppo che ho a disposizione e poi provvederò alle varianti tattiche». 
Dopo la bella prova di domenica con il Bomarzo, il Tolfa affronta in trasferta il Canale Monterano in uno dei tanti derby del girone di promozione. Il team di patron Giorgio Franchi, anche oggi, scenderà in campo in formazione fortemente rimaneggiata e mister Riccardo Sperduti dovrà inventare un undici che dovrà fare a meno degli assenti Carlini, Sgamma e Capolonghi. Inoltre ci saranno Cascianelli che dovrà stringere i denti e Galli che riparte dalla panchina al rientro dall’infortunio. «Il cammino della nostra squadra – spiegano i vertici del Tolfa – è stato finora caratterizzato dalle tante assenze, ma ciò ha permesso di fare giocare tanti ragazzi e dunque il vero obiettivo stagionale della società biancorossa è quello di ricreare uno zoccolo duro che possa garantire un futuro ed in questo, il tecnico Sperduti, è un maestro». Fra l’altro il Tolfa si sta preparando anche per il derby del prossimo 3 ottobre contro il Santa Marinella valido per la Coppa Italia e quindi Sperduti quando sceglierà chi mandare oggi in campo lo farà pensando anche a mercoledì. 
Altro confronto interessante, quello di oggi tra il Corneto Tarquinia e il Cerveteri che si giocherà sul sintetico dei viterbesi. 
In casa anche l’Atletico Ladispoli che se la vedrà tra le mura amiche con l’Acquapendente.

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Ladispoli, oltre 70 veicoli e 100 persone controllate

LADISPOLI – Settanta veicoli e oltre 100 persone controllate. E' questo il bilancio (per quanto riguarda la Polizia locale) del maxi controllo di ieri a Ladispoli. Pattuglie della Polizia di Stato e della Polizia locale già dal primo pomeriggio hanno presidiato il territorio con diversi posti di blocco. Operazione che non è passata inosservata ai tanti cittadini che hanno notato un grande schieramento di forze dell'ordine nei punti nevralgici della città: dall'ingresso nord fino ad arrivare al centro cittadino. Sono stati fermati automobilisti, motociclisti e anche conducenti di furgoni. Controlli anche sei esercizi pubblici, 4 Compro Oro e diverse sale slot. E non è escluso che i posti di blocco possano ripetersi anche nei prossimi giorni. Intanto ad intervenire sul grande dispiegamento di forze sul territorio è stato il sindaco Alessandro Grando: «Molti cittadini hanno notato una massiccia presenza in strada della Polizia di Stato e della Polizia locale, attive con numerosi posti di blocco in tutta Ladispoli, in un'azione congiunta di pattugliamento. A nome di tutta la città – ha detto il primo cittadino – ringrazio il dirigente del Commissariato di Civitavecchia, il dottor Nicola Regna, e tutti i suoi agenti per aver dedicato, e non solo oggi, una particolare attenzione al nostro territorio. Rivolgo inoltre un sentito ringraziamento – ha proseguito Grando – a tutti gli agenti della Polizia locale guidata dal Comandante Blasi che, nonostante le croniche difficoltà di organico, stanno lavorando incessantemente per garantire il miglior servizio alla cittadinanza. Quello della sicurezza è un tema molto sentito in questo momento e l'amministrazione comunale continuerà a collaborare con tutte le forze dell'ordine per tutelare la sicurezza dei cittadini di Ladispoli».

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Bene l'Air Show, ma non basta

LADISPOLI –  A Ladispoli l’Air Show delle Frecce Tricolori. A Cerveteri il trio Luca Barbarossa, Stadio e Paola Turci. Successi annunciati per contrastare un’estate con luci ed ombre sul litorale a nord della Capitale. Una crisi ormai consolidata dal week “mordi e fuggi” dei romani. In netto calo gli abbonamenti mensili negli stabilimenti balneari: i vacanzieri hanno preferito godere della tintarella di più il sabato e la domenica piuttosto che strappare l’abbonamento mensile di ombrelloni e lettini. «Una riduzione rispetto allo scorso anno che oscilla tra il 15 e il 20%. Colpa magari anche dei temporali improvvisi e dell’erosione che non ci da tregua da anni», sostengono alcuni balneari nel centro di Ladispoli.

Una tendenza confermata dal mercato immobiliare. «La richiesta di immobili ad uso vacanze per giugno e settembre cala per i cambiamenti calendari scolastici, luglio es agosto mantengono alte le richieste, ma nonostante tutto molti appartamenti rimangono sfitti per colpa dei prezzi troppo elevati ed anche per la scarsissima qualità degli alloggi, pochi pochissimi raggiungono gli standard minimi di qualità, a volte si tratta di veri e propri appartamenti fatiscenti», è il commento di un agente immobiliare di Ladispoli.

Sulla costa ladispolana però un dato positivo c’è: il progetto “Estate Sicura” con lo schieramento di 26 torrette di avvistamento con bagnini in stile “Baywatch”, radiotrasmittenti e defibrillatori pronti per l’uso. Grazie a questo piano in accordo tra Comune, Capitaneria di porto, Assobalneari, Consorzio San Nicola, Ribomar, protezione civile Dolphin e Sub System Sea, sono stati effettuati in mare una trentina di operazioni di salvataggio, tra cui soprattutto bambini. «Quando si salvano vite umane c’è sempre una grande soddisfazione. Il progetto ha funzionato», ribadisce Enzo Freddi della protezione civile Dolphin. Una piaga invece l’erosione che continua a creare danni alla costa. Diversi stabilimenti hanno dovuto rinunciare a file di ombrelloni e lettini ma il mare che avanza ha danneggiato anche il tratto costiero della Palude di Torre Flavia mettendo a rischio l’avifauna migratoria. Si dovrà intervenire presto per evitare problemi ancor più maggiori durante le prossime mareggiate.

A Ladispoli il rilancio comunque è partito con la Fiera del Mare di fine giugno e l’evento delle frecce tricolori. Oltre centomila persone con il naso all’insù a fine luglio per l’esibizione dei “Top Gun” dell’Aeronautica militare che hanno colorato il cielo di verde, bianco e rosso. «Un boom senza precedenti per la nostra città, ne hanno usufruito anche i commercianti, i balneari e i ristoratori», aveva rivendicato Marco Milani, assessore a Cultura e Spettacolo.

 

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