Ladispoli, ancora polemiche su piazza Almirante

LADISPOLI – "Daremo vita ad un comitato per togliere le vie dedicate a tutti i comunisti nella zona artigianale di Ladispoli". Al momento sembra essere solo una provocazione quella lanciata dai social dal consigliere comunale di maggioranza di Fratelli d’Italia, Giovanni Ardita. Una polemica infinita insomma riguardo alla ormai celebre piazza Almirante di Ladispoli pronta a prendere a sorgere di fronte all’ex stadio Martini Marescotti e all’attuale piazza Grande, il progetto urbanistico finito più volte nel mirino di ambientalisti e soprattutto il Movimento Cinque Stelle. Ardita è scatenato: “se la sinistra continua a fare ostruzionismo, saremo obbligati a presentare una proposta per verificare nella commissione toponomastica se più o meno le vie dedicate al alcuni personaggi della sinistra locale o nazionale a Ladispoli se erano meritevoli di ricevere un’intitolazione di una via o di una piazza”, rilancia Giovanni Ardita.

Nettamente contro le posizioni di Ardita e company è il Comitato cittadino appena nato per dire “no” all’intitolazione a Giorgio Almirante, ex segretario del Msi.

“Siamo cittadine e cittadini liberi, associati, appartenenti a partiti politici ed istituzioni e abbiamo scelto di riunirci in un comitato per dire No a Piazza Almirante a Ladispoli. Nella vita si può scegliere di raccontare e vivere molte storie ma quella di piazza Almirante si sta rivelando decisamente una storia sbagliata. Almirante non si è mai pentito delle sue posizioni fasciste e sulle leggi razziali”, è un passaggio della nota del Comitato.

“La nostra comunità – sostiene il Comitato – ha avuto storicamente il dono dell’accoglienza. Sin dalle origini, quando famiglie intere si trasferirono dalle colline di Cerveteri così come da Pozzuoli, Mantova, Macerata, dalla Sicilia, dalla Sardegna ecc. sulla costa di Ladispoli. Lo stesso è avvenuto anche negli ultimi decenni, con il transito dei russi e dei cileni ad esempio e con l’arrivo di cittadini comunitari, immigrati e innumerevoli romani espulsi dalla Capitale a causa della crisi. Tutto ciò ci ha reso una comunità importante ed eterogenea, quasi una piccola metropoli. Ora ci troviamo di fronte a chi, attraverso continue provocazioni, sta cercando di snaturare l’essenza della nostra Ladispoli”.

 

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Ladispoli, ancora polemiche su piazza Almirante

LADISPOLI – "Daremo vita ad un comitato per togliere le vie dedicate a tutti i comunisti nella zona artigianale di Ladispoli". Al momento sembra essere solo una provocazione quella lanciata dai social dal consigliere comunale di maggioranza di Fratelli d’Italia, Giovanni Ardita. Una polemica infinita insomma riguardo alla ormai celebre piazza Almirante di Ladispoli pronta a prendere a sorgere di fronte all’ex stadio Martini Marescotti e all’attuale piazza Grande, il progetto urbanistico finito più volte nel mirino di ambientalisti e soprattutto il Movimento Cinque Stelle. Ardita è scatenato: “se la sinistra continua a fare ostruzionismo, saremo obbligati a presentare una proposta per verificare nella commissione toponomastica se più o meno le vie dedicate al alcuni personaggi della sinistra locale o nazionale a Ladispoli se erano meritevoli di ricevere un’intitolazione di una via o di una piazza”, rilancia Giovanni Ardita.

Nettamente contro le posizioni di Ardita e company è il Comitato cittadino appena nato per dire “no” all’intitolazione a Giorgio Almirante, ex segretario del Msi.

“Siamo cittadine e cittadini liberi, associati, appartenenti a partiti politici ed istituzioni e abbiamo scelto di riunirci in un comitato per dire No a Piazza Almirante a Ladispoli. Nella vita si può scegliere di raccontare e vivere molte storie ma quella di piazza Almirante si sta rivelando decisamente una storia sbagliata. Almirante non si è mai pentito delle sue posizioni fasciste e sulle leggi razziali”, è un passaggio della nota del Comitato.

“La nostra comunità – sostiene il Comitato – ha avuto storicamente il dono dell’accoglienza. Sin dalle origini, quando famiglie intere si trasferirono dalle colline di Cerveteri così come da Pozzuoli, Mantova, Macerata, dalla Sicilia, dalla Sardegna ecc. sulla costa di Ladispoli. Lo stesso è avvenuto anche negli ultimi decenni, con il transito dei russi e dei cileni ad esempio e con l’arrivo di cittadini comunitari, immigrati e innumerevoli romani espulsi dalla Capitale a causa della crisi. Tutto ciò ci ha reso una comunità importante ed eterogenea, quasi una piccola metropoli. Ora ci troviamo di fronte a chi, attraverso continue provocazioni, sta cercando di snaturare l’essenza della nostra Ladispoli”.

 

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Cerveteri scatenato: preso Alberto Roscioli

Ancora un colpo di mercato per uno scatenato Città di Cerveteri. Dopo l’arrivo di Bacchi, ex Fregene e Ladispoli, ha firmato anche Alberto Roscioli, giocatore prelevato dalla Ternana, società con la quale ha giocato due campionati Primavera; lo scorso anno è stato poi aggregato da Poschesci con la formazione umbra in serie B. Il forte difensore, di 21 anni, non ha potuto dire no alla chiamata del club etrusco e si è detto subito soddisfatto dell’accoglienza manifestata dai dirigenti verdazzurri. Il direttore generale Ciampa, in effetti, ci stava lavorando da qualche settimana e non è stato facile convincere il difensore di origine cerveterane. Cresciuto nelle giovanili del Ladispoli, era ritornato nella squadra che lo ha lanciato due anni fa ma senza esiti positivi. Ed ora cerca il riscatto personale in una piazza calda e passionale. Con la Ternana, nella Primavera allenata da mister Siviglia, nel 2016 ha giocato ben 26 partite, segnando tre gol. Adesso Alberto Roscioli spera di riprendere quota con una squadra di Promozione dalle grandi ambizioni.
R. S.

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Vince 2,5 milioni al Superenalotto Lo scopre dai giornali dopo mesi

Un uomo di Castelvetrano, nel Trapanese, spendendo 3 euro aveva vinto una fortuna, lo scorso 28 aprile, ma non aveva controllato l’estrazione. L’ha scoperto dai giornali che avevano scatenato una caccia all’uomo. Ieri anonimamente ha reclamato il premio

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@code_here@

Rissa tra clochard: due in manette

LADISPOLI – Sarebbero finiti in manette due dei senzafissa dimora fermati nella notte tra sabato e domenica dagli agenti del Commissariato di Viale della Vittoria. La Polizia era intervenuta su chiamata dei sanitari del San Paolo di Civitavecchia dopo che al pronto soccorso era arrivato un clochard, di stanza a Ladispoli, in condizioni gravi e privo di coscienza immediatamente trasportato in eliambulanza al Gemelli di Roma. Secondo una prima ricostruzione operata dagli agenti del Commissariato, il senzafissa dimora avrebbe avuto la peggio in una rissa con altri clochard, suoi connazionali e con un altro senzafissa dimora di origine moldava. All'interno del rifugio di fortuna, realizzato sotto a un ponte all'ingresso della città, infatti, i poliziotti avrebbero rinvenuto delle coperte sporche di sangue e tracce ematiche per tutto l'accampamento, con gli altri senzatetto, cinque in tutto, che presentavano anche loro ferite. Dopo l'interrogatorio nei locali del Commissariato a Civitavecchia, dove i clochard interessati avrebbero riferito di non sapere cosa fosse successo e di non ricordare nulla della sera prima, gli agenti del Commissariato avevano provveduto a denunciarli tutti e cinque a piede libero per rissa e lesioni gravi (il senzatetto si trova al Gemelli di Roma in prognosi riservata). A quanto pare, secondo alcune indiscrezioni, per due dei senzatetto interessati dal provvedimento iniziale sarebbero scattate le manette, mentre sugli altri tre penderebbe ancora la denuncia a piede libero. Intanto proseguono le indagini da parte degli uomini del Commissariato di viale della Vittoria per cercare di risalire ai motivi che hanno scatenato la rissa, presumibilmente mossa dalle condizioni di degrado in cui vivevano gli uomini e dall'abuso di sostanze alcoliche.

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Messina, due fratellini morti nel rogo di casa: �Francesco ucciso per provare a salvare Raniero�

Il 13enne stava scappando quando si � reso conto che il fratello di 10 anni era ancora nel letto. Sono morti entrambi. In casa erano presenti i genitori e altri due fratelli di 6 e 8 anni che sono stati portati in salvo. Forse un corto circuito in cucina ha scatenato le fiamme

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@code_here@

Il picnic degli incivili sulla spiaggia di Torre del Greco: l’indignazione degli utenti su Facebook

L’immagine postata sul gruppo «Segnaliamo cosa va e non va nel Comune di Torre del Greco» ha scatenato l’ira degli utenti: «Il problema, purtroppo è culturale»

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@code_here@

Giostra delle Contrade, Letizia Benedetti: "Le due espulsioni sono un'ingiustizia"

TARQUINIA – Due espulsioni ingiuste che non hanno motivo di esistere. La Contrada San Pancrazio contesta così,  a gran voce,  la decisione del Comitato Giostra delle Contrade in merito alla squalifica di due cavalieri.

"Quella che ci troviamo a subire non è altro che una grandissima ingiustizia. – afferma Letizia Benedetti in rappresentanza della Contrada San Pancrazio  – La contrada San Pancrazio è la contrada che ha vinto più palii in assoluto nella storia di questa manifestazione, pertanto la più temuta e naturalmente la più scomoda per le altre contrade, soprattutto per quelle che puntano a vincere per forza e ad ogni costo.  Un piano studiato a regola d’arte dalla Presidente del Comitato della Giostra delle Contrade, incapace di gestire la manifestazione in modo democratico e tutt’altro che imparziale rispetto alle contrade partecipanti alla manifestazione". 

Letizia Benedetti ricostruisce nel dettaglio quanto avvenuto domenica scorsa: "Domenica scorsa, 27 maggio, dalle ore 18:30 alle ore 19:30, come da programma pre-stabilito in una delle riunioni del Comitato e delle contrade, il campo gara doveva essere a disposizione della Contrada San Pancrazio per la Provaccia. Non appena i nostri cavalieri hanno fatto il loro ingresso in campo con i propri cavalli, la stessa Presidente, aiutata (guarda caso!) dalla delegata di un’altra contrada, si apprestava a nastrare un telo sull’asta corrimano che delimita il campo gara, cosa che disturba le prove, mette a rischio la sicurezza dei cavalli e dei cavalieri e potrebbe compromettere l’esito della gara di domenica. Il tutto sotto gli occhi testimoni di tante persone, tra cui (guarda caso!) esponenti di altre contrade".

"Alla richiesta cortese ed educata di sospendere quell’attività da parte di uno dei cavalieri, -racconta Letizia Benedetti –  la Presidente ha risposto in modo aggressivo e maleducato dicendo che non si sarebbe affatto tolta perché lì era lei a comandare, che avrebbe deciso lei stessa quando fermarsi e quando continuare. Tale risposta ha suscitato la reazione prima del Capitano della contrada, poi quella di uno dei cavalieri che, visto l’arrogante perseverare della presidente nell’attività di allestimento, con tono molto animato ha intimato la stessa ad allontanarsi, finalmente con successo. Non vi sono stati contatti fisici di alcun genere, tantomeno insulti".

"Ad un’azione di arroganza ed ignoranza – afferma la rappresentante della Contrada – è corrisposta una reazione che non poteva che essere come è stata, al fine di salvaguardare la sicurezza di tutti e proseguire con la provaccia. Un semplice diverbio verbale che però non è stato altro, per la Presidente, che un’occasione per penalizzare la contrada San  Pancrazio e favorire così quelle 2-3 contrade che le stanno tanto a cuore. 

Guarda caso dai giorni a seguire, proprio quelle 2-3 contrade andavano sbandierando in giro e nei bar la sentenza ancor prima che venisse ufficialmente comunicata, cosa che ha scatenato la “rissa” di cui tanto si parla".

"Una sentenza – dice Letizia Benedetti – proclamata come ULTIMO punto nell’ordine del giorno della riunione di giovedì 31 maggio, emessa sulla base di un “regolamento irregolare”, in mano ad un Comitato che si auto-costituisce, auto-elegge e contenente articoli relativi a sanzioni disciplinari scritte di proprio pugno. Regole dunque imposte alle contrade senza possibilità di intervento e ricorso e, ancora più grave, senza una terza parte incaricata del giudizio finale".

"Non esiste infatti in questo regolamento alcun accenno ad un organo giurisdizionale competente, incaricato di dare il giudizio finale ed eventualmente punire chi ha sbagliato. Vale a dire che la Presidente e ciascun membro del comitato sono immuni da qualsiasi punizione o sanzioni, mentre le contrade devono subire le sanzioni, anche ingiustamente come in questo caso.    E se il “regolamento irregolare” prevede tante possibili sanzioni da applicare, il comitato naturalmente ha scelto per noi le peggiori: 2 anni di squalifica per il cavaliere che ha intimato l’allontanamento dal campo gara della Presidente e 1 anno di squalifica per il capitano, con la sola motivazione che essendo il capitano è responsabile di tutto quello che avviene nella propria contrada.

Basti pensare che negli ultimi tempi, il Capitano di una delle contrade tanto amate dalla Presidente, al termine della gara dello scorso anno, ha sottratto e si è portato a casa una delle lance usate in gara. Cosa che, chi è nella manifestazione sa quanto importante e prezioso sia quest’oggetto, averlo a disposizione a casa per un anno di allenamenti! Ovviamente questo fatto non è stato punito, nemmeno oggetto di discussione.  Se questa non è ingiustizia, ditemi voi cos’è. La squalifica dei nostri cavalieri è una cosa che ci fa male e ci rattrista, proprio perché si è in questa manifestazione da sempre. Questa manifestazione dovrebbe essere vissuta come un momento di festa per tutti, soprattutto per chi tutto l’anno lavora e spende soldi per la sua buona riuscita. Sarà il tempo a darci ragione, è solo questione di tempo". 

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Bogdanovic affonda i Muri Antichi, ora testa ai playoff

di MATTEO CECCACCI

Si chiude con un successo il tragitto della Snc Civitavecchia che, nell’ultima di campionato, batte 11-10 i Muri Antichi. 
I primi 8’ hanno visto ben otto reti: ad aprire le marcature è stata la Snc che in meno di 1’ fa 0-2 con Romiti e Bogdanovic, ma i catanesi ristabiliscono gli equilibri con Scebba prima e Zovko dopo a cui risponde prontamente il mancino ex Lazio Andrea Castello per il 3-2. A -2 dal termine, però, i Muri Antichi vanno a +2 grazie ai due sigilli di Zovko. ma a far terminare la prima frazione sul 4-4 ci pensa ancora una volta Nikola Bogdanovic.
Il secondo periodo cala d’intensità e le reti sono soltanto tre. Il primo a mettere la firma è il difensore Marco Minisini in superiorità numerica appena dopo 40’’, ma il team di coach Puliafito non ci sta e ribalta la situazione in meno di 3’ trafiggendo la porta di Visciola con Paratore e il classe ‘00 Aiello che decreta il parziale di 2-1 per il momentaneo 6-5.
Al rientro dall’intervallo lungo è dominio rossoceleste  che sfonda ogni due per tre i pali dell’estremo difensore siciliano Ruggieri. Da segnalare, inoltre, l’eccelsa prestazione dell’attaccante serbo classe ’95 Bogdanovic che in meno di 2’ si è reso autore di una sensazionale tripletta. A chiudere il poker è lo spartano De Rosa per il momentaneo 6-9. Gli ultimi 480’’ vedono un continuo batti e ribatti tra i catanesi e i civitavecchiesi che subiscono dopo 2’ il gol di Castagna, a cui risponde Bogdanovic, ma a 4’ dal termine Leonardi risponde su rigore. Poco dopo è Aiello a mandare i suoi sul 3-1, ma lo scatenato Bogdanovic fa 3-2 che però viene subito raggiunto da capitan Scebba che chiude il parziale sul 4-2 per il definitivo 10-11. Grande soddisfazione, dunque, per i ragazzi di Marco Pagliarini che chiudono la regular season con un bel sorriso e un quarto posto ipotecato già la scorsa settimana con 37 punti all’attivo a -1 dal Latina. Ora il club di patron D’Ottavio è chiamato alla «mission impossible» playoff contro il Genova Quinto per contendersi l’accesso in serie A1.
«Abbiamo chiuso in bellezza – commenta capitan Romiti – il campionato e siamo felici per questo. Ora ci attende la post season contro una compagine favorita, ma noi daremo il massimo fin dal primo minuto di gioco».

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Emanuele La Rosa (M5S): "Presto un consiglio aperto sugli usi civici"

CIVITAVECCHIA – Il consigliere Emanuele La Rosa ha protocollato oggi la richiesta di Consiglio comunale aperto per ragionare insieme ai cittadini sulla questione degli Usi Civici. "Questo consiglio comunale sarà l’occasione per fare il punto della situazione e per entrare nei dettagli della vicenda che ha creato molti disagi ai cittadini e ritardi per l’Amministrazione Comunale in occasione della riqualificazione del Parco della Resistenza – afferma il consigliere Emanuele La Rosa – In tal senso, alcuni mesi fa ho già protocollato una mozione nella quale il Consiglio Comunale chiede all’Università Agraria di non far firmare la clausola del “nulla a che pretendere”, secondo la quale i cittadini che liquidano gli usi civici s’impegnano a non richiedere i soldi indietro qualora fosse successivamente verificata la loro insussistenza. Nella mozione, viene inoltre richiesto all’amministrazione comunale di non tenere conto di tale clausola nelle proprie determine dirigenziali. Quello che è certo è che la vicenda degli Usi Civici ha del grottesco, infatti la sentenza del Commissario agli Usi Civici che ha scatenato queste problematiche è stata ignorata per venticinque anni e quando tre anni fa è stata tirata fuori ha imbrigliato un settore immobiliare già in crisi in zone della città completamente edificate, dove non ci sono terreni al pascolo da preservare. Ciò è un peccato perché gli Usi Civici sono uno strumento legale fondamentale per preservare ambiente e territorio dalla speculazione edilizia, così come è successo lo scorso anno – ha concluso – per una porzione di circa 80 ettari all’interno della Riserva Naturale di Monterano.  Ma in questo caso si parlava di un parco naturale, non di un centro urbano".

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