Cpc, l’Under 17 vince e conquista la vetta

Finisce 4-3 per i romani del Tanas il big match della decima giornata contro i pari età dell’Under 19 regionale. Prima contro seconda che non ha deluso le aspettative. 
I portuali vanno avanti due volte nel giro di venti minuti, in entrambe le occasioni è Memmoli a capitalizzare la mole di gioco dei portuali. 
La prima con un pallonetto a scavalcare Migliorini,   e la seconda in tap-in sugli sviluppi di un corner. Riviene poi fuori il Tanas e prima dimezza con Fecchi, e quasi allo scadere con Forzia agguanta il pari. 
La Cpc2005 recrimina  in entrambe le occasioni per due presunti falli, il direttore Ventura però non ha dubbi e concede le reti. Si va a riposo sul due a due. Secondino deve cambiare China e Sansolini, per loro affaticamento muscolare, e non sarà più la stessa cosa da li in avanti. 
Pronti e via e Memmoli, scatenato quest’oggi, al terzo comunque riporta avanti i portuali. Lo fa direttamente da calcio di punizione, pennellando la sfera che risulta impossibile da respingere per Migliorini. 
La capolista Tanas non ci sta e al 10’ pareggia, Ricci sotto porta riprende un mezzo miracolo di Di Marco, abile sugli sviluppi di un calcio da fermo, e fa tre a tre tra le proteste dei portuali per un presunto fuorigioco. Memmoli ha la palla del 4 a 3 due minuti dopo, è abile Migliorini a respingere. Esce anche Fattori intorno al 20’, anche per lui un affaticamento muscolare. 
Il Tanas cerca la vittoria e al 37’ la Cpc2005 deve inchinarsi ancora, è  Forzia a beffare Di Marco. Finisce in pratica qui la gara.
Scontro tra i titani del girone, e non è un caso che a spunatrla è la squadra che è stata capace di vincerne nove su dieci fino ad oggi. La Cpc2005 recrimina per qualche decisione arbitrale, ci sta anche questo nel calcio, ma ne esce conscia delle sue possibilità in chiave playoff.
L’Under 17 regionale  di Di Pietro espugna Fiumicino, pareggia il Petriana in casa del Vescovio, e ritrova in concomitanza della squadra romana la vetta. Finisce 3-1 contro il Fiumicino1926, dopo aver portato a casa una partita dalle mille difficoltà. Domenica scontro diretto con il Petriana, li servirà la stessa Cpc2005 di domenica. 
Grande l’apporto dei 2003 in questa giornata, tra cui bomber Amato che apre le marcature. Finale di gara in inferiorità numerica che non frena, comunque, il cammino dei giovani portuali. Dimenticata in fretta la sconfitta di domenica con l’Etruria, e ora, si spera, che sarà un’altra storia.
La Cpc2005 dopo neanche cinque minuti è già avanti. 
Dalla Ragione mette nel mezzo un buon cross, il portiere avversario non trattiene, e  Amato è li a insaccare il gol che vale il vantaggio. Neanche il tempo di centrare la sfera che  Di Iorio serve il pareggio per la sua squadra. Gara vibrante, uno a uno. 
La CPC2005 non si demoralizza e continua a giocare cercando il gol che varrebbe il vantaggio, anche se è Formisano a togliere le castagne dal fuoco intorno al 25 ai suoi, andando ad opporsi a un tiro avversario. Al 30’ la spinta della CPC2005 è premiata,   tiro di Grossi in girata e CPC2005 in vantaggio.  Si va a riposo cosi, portuali avanti di una lunghezza. 
Ripresa sulla falsa riga della prima, entrambi cercano il gol giocando a viso aperto. La CPC2005 al decimo deve ancora ringraziare Formisano che si oppone, da far suo, al tiro scagliato da  Olivi. 
La CPC2005 rimane in dieci  al 15’,  espulsione di D’Angelo per proteste, ma è in partita come non mai. Il Fiumicino cerca di far la voce grossa in superiorità numerica  ma la CPC2005 non addietra, anzi  con Zerilli, che raccoglie l’assist superbo di Grossi,   triplica e chiude la gara. Il Fiumicino spinge nel finale alla ricerca del gol che riaprirebbe la gara, ma è tardi. Tre punti d’oro che valgono la testa della classifica, il resto domenica al Tamagnini quando di fronte avranno proprio il Petriana.
Finisce 8-1 la gara di sabato al Tamagnini degli Under16 provinciale di Colapietro sull’Eretum Monterotondo. Risultato per gli annali ma non per i tre punti, visto che l’Eretum gareggia in questo campionato fuori classifica. In rete con una doppietta ciascuno Saladini, Fusco e Galimberti, a chiudere il parziale Amato e Sammartini per i rosso portuali.
L’Under 15 provinciale di Midei sono corsari a Cerveteri, per loro 3-1 il punteggio finale sui pari età del Città di Cerveteri. Vince anche l’Astrea e la vetta rimane a tre punti. In rete Chessa, Spadone e Mura.

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Novara, vietato indossare abiti succinti e legare le bici ai pali

Il nuovo regolamento di polizia, approvato dal Consiglio comunale, è in vigore dal 1 novembre ma ha già scatenato critiche e polemiche

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@code_here@

Botte durante l'udienza: due arresti

CIVITAVECCHIA – Caos ieri mattina in tribunale. I carabinieri della Stazione porto, di servizio presso il Palazzo di Giustizia, sono dovuti intervenire all’interno di una delle aule di udienza dove si stava celebrano un processo, piuttosto delicato, per stalking, di fronte al giudice monocratico Lucia Fuccio Sanzà.

Da un lato l’imputato, dall’altro il padre della parte offesa. Evidentemente il trovarsi nella stessa aula, a pochi metri l’uno dall’altro, ha scatenato una reazione che è stato difficile controllare. Prima le parole, con il giudice che ha cercato di placare gli animi. Ma sono bastati pochi attimi ed è scattato il putiferio. Dalle parole alle urla per arrivare fino alle mani. L’udienza è stata sospesa.

I militari dell’Arma hanno cercato in tutti i modi di riportare l’ordine in aula e a fatica sono riusciti a bloccare i due uomini. Non è stato semplice neanche accompagnarli fuori. Tanto che si è reso necessario l’intervento di altri carabinieri, arrivati in ausilio dei colleghi. Dalle altre aule, dagli uffici e dai piani superiori sono scesi impiegati, avvocati e utenti richiamati proprio dal trambusto che si era creato. Alla fine i carabinieri hanno condotto i due in caserma per gli accertamenti di rito: i reati contestati. Per entrambi sono scattati i domiciliari. 

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Il Pyrgi si riscalda in vista del campionato

Primi passi anche per l’Under18 Gold Pyrgi diretta da coach David Polozzi, che al Palazzetto dello Sport martedì sera ha incontrato l’Under20 del Ladispoli. Match andato in atto sull’onda di cinque tempi da dieci minuti, gestiti dai due tecnici nella direzione e con i giocatori che si sono alternati sul rettangolo di gioco alla ricerca di forma fisica e intesa di squadra. Piacevole con rapidi capovolgimenti di fronte il match, sicuramente un buon banco di prova in vista del campionato di categoria Elite indetto dalla FIip a cui il team di Polozzi parteciperà. Da rodare schemi e tempestività nelle due fasi di gioco per le due formazioni, con il Pyrgi che ben ha retto la forza d’urto dei più grandi giocatori ladispolani, non mostrando la differenza d’età, ma quella determinazione che è di buon auspicio. Match sempre punto a punto che ha visto avanti il Pyrgi alla fine del quarto tempo di ben sei punti, per poi cedere nel quinto e finire la gara sotto di soli tre. Buone le individualità nel team Pyrgi, dove c’è da segnalare anche la presenza di alcuni 2003 tra la rosa, di gran lunga sotto età per la categoria indetta per i 2001 e 2002. Età degli atleti che ieri aveva generato uno scossone tra le partecipanti ai campionati Silver e Gold dell’Under18, una rivoluzione solo paventata fortunatamente. Una pazzia immettere tre 2000 tra i 2001 e 2002, classi d’età quest’ultime a regime della categoria, e che avrebbe scatenato una forte disparità tra le squadre. Un cambiamento che avrebbe favorito solo le società più forti, con un bacino d’utenza più ampio e magari con qualche categoria maggiore dove non tutti trovano spazio. Una cosiddetta pezza c’è l’ha messa in serata la Fip a livello nazionale, abrogando la delibera e riportando tutto alla normalità.

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Dà fuoco ai peluches della figlia e la chiude in casa: si stava separando

Un carabiniere di Passirano, non accettando la fine del matrimonio, ha scatenato la rabbia sui giocattoli della bimba, bloccandola nell’abitazione: poi ha chiamato i soccorsi

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@code_here@

Romeno a scuola, scontro tra Agresti e la Meloni

LADISPOLI – Continua a far discutere il corso obbligatorio di romeno nella scuola Corrado Melone di Ladispoli. Polemiche rinnovate ieri (il caos sui social era esploso anche alla vigilia del primo suono della campanella) quando in onda su Mattina Cinque, sulle reti Mediaset, è andato in onda il servizio sull’istituto comprensivo e sul corso della discordia, con tanto di intervista al dirigente scolastico Riccardo Agresti. Le parole del preside, che semplicemente ha preso la stessa posizione di sempre, e cioè rendendosi favorevole al corso di origini e cultura romena in forma obbligatoria alla materna e alla elementare, ha scatenato però la reazione della leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni. "In Italia praticamente nessuno parla bene l'inglese e bisognerebbe concentrarsi su lingue che ad oggi portano più sbocchi. È inimmaginabile che siano gli autoctoni a dover imparare la lingua degli stranieri e non il contrario". Durante il servizio molte famiglie si sono espresse. Chi ha criticato nuovamente il corso fuori dal cancello della scuola di piazza Falcone, chi invece lo ha apprezzato. A Ladispoli la comunità romena è numerosa e radicata ormai da molti anni in città.

Di certo la questione è ancora aperta e non sembra cali l’interesse verso le attività della Corrado Melone, anzi. “Se fosse per me inserirei anche il polacco, il bulgaro e altre lingue, ma ricordo che il corso di romeno è finanziato dal governo Romeno e quindi è a zero spese per la nostra scuola”, rilancia Agresti.

Di recente il preside è stato ricevuto anche dal presidente della Repubblica Iohannis proprio a Bucarest. Un prestigioso riconoscimento. “L’integrazione culturale è alla base di questa scuola. I bambini sono tutti uguali, che siano italiani, cinesi o arabi”, conclude il dirigente della Corrado Melone.

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Ladispoli, opere pubbliche della sinistra: ''Commissione d'inchiesta su teatro, castellaccio e stadio''

LADISPOLI – Stadio, Centro di Arte e cultura e Castellaccio Monteroni. Tre opere molto discusse a Ladispoli sulle quali ha riacceso i riflettori il consigliere di maggioranza di Fratelli d’Italia, Giovanni Ardita. Scatenato il “leone” della destra che attacca duramente la sinistra senza troppi giri di parole. “Come hanno speso i soldi dei cittadini? Su queste opere subito una commissione d’inchiesta”.
Una provocazione o una richiesta che presto si materializzerà? Si scoprirà nei prossimi giorni ma intanto sui social è Ardita show.
“Riguardo al Castellaccio dei Monteroni in 10 anni sono stati istituiti 3 milioni di euro con l'impegno di trasformarlo in un Museo. A luglio sono stato al castellaccio in occasione del memorial di Biagio Tabacchini ed ho riscontrato che la facciata dell'immobile è fatiscente, il pavimento la pareti ed il soffitto sono completamenti grezzi, il tutto sembrerebbe gestito da una fondazione di un ex onorevole Pd”.
Indice puntato anche sul Centro di Arte e cultura. “Secondo punto di cui si dovrebbe occupare la commissione d'inchiesta riguarda i soldi spesi su questa struttura, più di un milione e mezzo per vedere un edificio che non è idoneo nè per un teatro e nè per un cinema”. Infine lo stadio, un’accusa pesantissima a quasi 48 ore dal fischio di inizio della serie D dove la prima giornata di campionato ha messo davanti ai ladispolani l’Avellino. “Per il campo sportivo sono stati spesi più di 2 milioni di euro per un impianto non a norma per la sicurezza, incompleto di una tribuna per gli ospiti e senza una copertura della stessa tribuna, il sole cocente d'estate e le piogge d'inverno sono un vero disagio per i genitori che portano i bambini a giocare allo stadio e una carenza anche per tutti i tifosi che la domenica vanno a vedere la prima squadra”.
Parole, quelle di Ardita, che faranno senz’altro discutere.
 

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«Elisa sta malissimo». Il disperato grido d’aiuto del papà della bambina di 4 anni malata di leucemia

Sono improvvisamente peggiorate le condizioni della piccola operata a febbraio, che ha scatenato una gara di solidarietà sui social, anche tra i vip.

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Ladispoli, ancora polemiche su piazza Almirante

LADISPOLI – "Daremo vita ad un comitato per togliere le vie dedicate a tutti i comunisti nella zona artigianale di Ladispoli". Al momento sembra essere solo una provocazione quella lanciata dai social dal consigliere comunale di maggioranza di Fratelli d’Italia, Giovanni Ardita. Una polemica infinita insomma riguardo alla ormai celebre piazza Almirante di Ladispoli pronta a prendere a sorgere di fronte all’ex stadio Martini Marescotti e all’attuale piazza Grande, il progetto urbanistico finito più volte nel mirino di ambientalisti e soprattutto il Movimento Cinque Stelle. Ardita è scatenato: “se la sinistra continua a fare ostruzionismo, saremo obbligati a presentare una proposta per verificare nella commissione toponomastica se più o meno le vie dedicate al alcuni personaggi della sinistra locale o nazionale a Ladispoli se erano meritevoli di ricevere un’intitolazione di una via o di una piazza”, rilancia Giovanni Ardita.

Nettamente contro le posizioni di Ardita e company è il Comitato cittadino appena nato per dire “no” all’intitolazione a Giorgio Almirante, ex segretario del Msi.

“Siamo cittadine e cittadini liberi, associati, appartenenti a partiti politici ed istituzioni e abbiamo scelto di riunirci in un comitato per dire No a Piazza Almirante a Ladispoli. Nella vita si può scegliere di raccontare e vivere molte storie ma quella di piazza Almirante si sta rivelando decisamente una storia sbagliata. Almirante non si è mai pentito delle sue posizioni fasciste e sulle leggi razziali”, è un passaggio della nota del Comitato.

“La nostra comunità – sostiene il Comitato – ha avuto storicamente il dono dell’accoglienza. Sin dalle origini, quando famiglie intere si trasferirono dalle colline di Cerveteri così come da Pozzuoli, Mantova, Macerata, dalla Sicilia, dalla Sardegna ecc. sulla costa di Ladispoli. Lo stesso è avvenuto anche negli ultimi decenni, con il transito dei russi e dei cileni ad esempio e con l’arrivo di cittadini comunitari, immigrati e innumerevoli romani espulsi dalla Capitale a causa della crisi. Tutto ciò ci ha reso una comunità importante ed eterogenea, quasi una piccola metropoli. Ora ci troviamo di fronte a chi, attraverso continue provocazioni, sta cercando di snaturare l’essenza della nostra Ladispoli”.

 

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Ladispoli, ancora polemiche su piazza Almirante

LADISPOLI – "Daremo vita ad un comitato per togliere le vie dedicate a tutti i comunisti nella zona artigianale di Ladispoli". Al momento sembra essere solo una provocazione quella lanciata dai social dal consigliere comunale di maggioranza di Fratelli d’Italia, Giovanni Ardita. Una polemica infinita insomma riguardo alla ormai celebre piazza Almirante di Ladispoli pronta a prendere a sorgere di fronte all’ex stadio Martini Marescotti e all’attuale piazza Grande, il progetto urbanistico finito più volte nel mirino di ambientalisti e soprattutto il Movimento Cinque Stelle. Ardita è scatenato: “se la sinistra continua a fare ostruzionismo, saremo obbligati a presentare una proposta per verificare nella commissione toponomastica se più o meno le vie dedicate al alcuni personaggi della sinistra locale o nazionale a Ladispoli se erano meritevoli di ricevere un’intitolazione di una via o di una piazza”, rilancia Giovanni Ardita.

Nettamente contro le posizioni di Ardita e company è il Comitato cittadino appena nato per dire “no” all’intitolazione a Giorgio Almirante, ex segretario del Msi.

“Siamo cittadine e cittadini liberi, associati, appartenenti a partiti politici ed istituzioni e abbiamo scelto di riunirci in un comitato per dire No a Piazza Almirante a Ladispoli. Nella vita si può scegliere di raccontare e vivere molte storie ma quella di piazza Almirante si sta rivelando decisamente una storia sbagliata. Almirante non si è mai pentito delle sue posizioni fasciste e sulle leggi razziali”, è un passaggio della nota del Comitato.

“La nostra comunità – sostiene il Comitato – ha avuto storicamente il dono dell’accoglienza. Sin dalle origini, quando famiglie intere si trasferirono dalle colline di Cerveteri così come da Pozzuoli, Mantova, Macerata, dalla Sicilia, dalla Sardegna ecc. sulla costa di Ladispoli. Lo stesso è avvenuto anche negli ultimi decenni, con il transito dei russi e dei cileni ad esempio e con l’arrivo di cittadini comunitari, immigrati e innumerevoli romani espulsi dalla Capitale a causa della crisi. Tutto ciò ci ha reso una comunità importante ed eterogenea, quasi una piccola metropoli. Ora ci troviamo di fronte a chi, attraverso continue provocazioni, sta cercando di snaturare l’essenza della nostra Ladispoli”.

 

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