Mura, il deputato «velista» (espulso dai M5S) lascia la Camera

Il parlamentare sardo, cacciato dal movimento per le troppe assenze da Montecitorio, ha deciso di dimettersi. «Torno cittadino comune. Ora chiederò i danni»

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Il piano per il rapimento delle salme di Ferrari e Pavarotti: condannato capobanda sardo

Venti anni a un uomo di Orgosolo trapiantato in Emilia: il piano, già in fase avanzata di attuazione, era stato scoperto grazie a una serie di intercettazioni telefoniche

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Si chiude una pagina di storia: la famiglia Garcia lascia il mercato

CIVITAVECCHIA – Un punto di riferimento per il commercio, una delle colonne portanti del mercato, ma anche un luogo importante per la vita politica e culturale cittadina, quella fondata soprattutto sui valori dell'antifascismo.

Una pagina di storia si chiude. Perché da ieri Gino Lorenti Garcia e sua moglie Paola, dopo oltre 40 anni, lasciano il banco di formaggi che per anni è stato a piazza Regina Margherita, per trasferirsi poi a piazza XXIV Maggio con la riqualificazione del mercato.

Nel 1924 fu la nonna di Gino Garcia, Vincenzina Gargiullo a dare il via alla tradizione, vendendo alici e conserve; poi l'attività passò alla mamma Spartana Corvi e infine Gino e Paola. Un'attività che si è rimodernata, ha seguito il mercato ed i cambiamenti del settore alimentare. "Mia nonna mi raccontava che all'inizio vendeva il tonno, le aringhe, le conserve – ha spiegato – ed un po' di formaggio svizzero, di quello che arrivava in porto dal nord Italia, o quello sardo". Negli ultimi anni non è stato semplice andare avanti, con i problemi del settore, accentuati da una riqualificazione del mercato che ha rappresentato un grande ostacolo per molti operatori. 

Il banco comunque non chiude, ma l’attività sarà portata avanti da Daniela, da anni al fianco dei proprietari.   

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MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 29 maggio 2018

Conferma dell'incarico al Consorzio per la tutela del formaggio
Pecorino Sardo, a svolgere le funzioni di cui all'art. 14, comma 15,
della legge 21 dicembre 1999, n. 526, per la DOP «Pecorino Sardo».
(18A04278)

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Gdf, oltre due tonnellate di hashish in un capannone agricolo di Tarquinia

TARQUINIA  – Tarquinia base di smistamento della droga destinata al mercato dello spaccio del Lazio.

È quanto scoperto dalla Guardia di Finanza del Comando provinciale di Roma, in collaborazione con i finanzieri di Viterbo e il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia della Procura di Roma. I finanzieri nel corso di un maxi blitz hanno infatti sequestrato 2.645 kg di hashish.

La droga era stata nascosta all’interno di una mietitrebbia situata all’interno di  un isolato capannone   agricolo  di   Tarquinia.
Secondo i pochi particolari trapelati l’ingente carico di hashish era probabilmente destinato proprio ad alimentare il mercato illegale della droga del Lazio.
Due persone sono state arrestate: un romano di 41 anni, Q.D., residente a Roma ed un sardo di 47 anni, Z.R., residente a Viterbo. Entrambi sono stati associati alla casa Circondariale di Civitavecchia, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Tutto sarebbe scaturito da un blitz avvenuto sull’Aurelia.

Le indagini proseguono per comprendere l’esatta provenienza e destinazione del quantitativo record sottoposto a sequestro che, sulle piazze di spaccio, avrebbe fruttato ben oltre 13 milioni di euro.

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Gdf, oltre due tonnellate e mezzo di hashish in un capannone agricolo di Tarquinia

TARQUINIA  – Duro colpo al mercato dello spaccio nel Lazio. La Guardia di finanza del Comando provinciale di Roma, in collaborazione con i finanzieri di Viterbo e grazie al coordinamento della Direzione distrettuale antimafia della Procura di Roma, ha sequestrato 2.645 kg di hashish.

La droga era stata nascosta all'interno di una mietitrebbia situata all'interno di  un isolato capannone agricolo di Tarquinia.

L'ingente carico di hashish era probabilmente destinato proprio ad alimentare il mercato illegale della droga del Lazio.

Due persone sono state arrestate: un romano di 41 anni, Q.D., residente a Roma ed un sardo di 47 anni, Z.R., residente a Viterbo. Entrambi sono stati associati alla casa Circondariale di Civitavecchia, a disposizione dell'autorità giudiziaria.

Le indagini proseguono per comprendere l'esatta provenienza e destinazione del quantitativo record sottoposto a sequestro che, sulle piazze di spaccio, avrebbe fruttato ben oltre 13 milioni di euro. 

 

 

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Due tonnellate e mezzo di hashish nascoste in un capannone agricolo di Tarquinia

TARQUINIA  – La Guardia di finanza del Comando provinciale di Roma, in collaborazione con il Comando provinciale di Viterbo e grazie al coordinamento Direzione distrettuale antimafia della Procura di Roma, ha sequestrato 2.645 kg di hashish.

La droga era stata nascosta all'interno di una mietitrebbia in un isolato capannone agricolo di Tarquinia. L'ingente carico di hashish era probabilmente destinato ad alimentare il mercato illegale di droga del Lazio.

Due persone sono finite in manette: un romano di 41 anni residente nella capitale e un sardo di 47 anni residente a Viterbo.

I due sono stati arrestati e rinchiusi nel carcere di Civitavecchia a disposizione dell'autorità giudiziaria. 

Intanto proseguono le indagini per capire l'esatta provenienza e anche la destinazione finale del quantitativo record di stupefacente che, una volta immesso sulle piazze di spaccio, avrebbe fruttato oltre 13 milioni di euro.

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Doppio appuntamento al Traiano

CIVITAVECCHIA – Doppio appuntamento al Traiano con ‘‘Cirque du shatush’’ e ‘‘Macbettu’’. Questa sera alle 21 torna il Traiano Ridens. Metti insieme una coppia comica dal talento trascinante, un gruppo di circensi e l’apporto video delle più innovative tecnologie ed ecco “Cirque du shatush”. Gli Arteteca – al secolo Monica Silvia Lima e Enzo Iuppariello – fra i personaggi più amati del contenitore comico di Rai2 Made in Sud, reduci da una tournée internazionale e protagonisti del nuovo film di Natale 2016 “Natale a Londra”, sono mattatori per due ore di intrattenimento con la “ i “ maiuscola dal ritmo serratissimo. Lo spettacolo – scritto a quattro mani dagli stessi Arteteca con Nando Mormone e Ciro Ceruti che ne cura anche la regia – raccorda attraverso le musiche inedite del maestro Taviani ed i numeri di un gruppo di 8 circensi ed acrobati, sketch che hanno come protagonisti i più amati personaggi ai quali il duo comico ha dato vita negli anni. Un continuum che trascinerà gli spettatori a 360 gradi in un mondo fantastico; il pubblico avrà la sensazione di entrare in un circo, grazie all’allestimento che caratterizzerà tutti gli spazi di accesso oltre alla sala stessa, con artisti circensi che accoglieranno gli spettatori in sala ancor prima che lo spettacolo vero e proprio abbia inizio. Uno spettacolo per Tutta la famiglia fatto di immagini, musica, circo e soprattutto tante risate.

Ma domenica alle 17 è tempo di Teatro d’autore con Macbettu. Lo spettacolo di Alessandro Serra, regia Alessandro Serra, tratto da William Shakespeare e con Fulvio Accogli, Andrea Bartolomeo, Leonardo Capuano, Andrea Carroni, Giovanni Carroni, Maurizio Giordo, Stefano Mereu, Felice Montervino. Il Macbeth di Shakespeare recitato in sardo e, come nella più pura tradizione elisabettiana, interpretato da soli uomini. L’idea nasce nel corso di un reportage fotografico tra i carnevali della Barbagia. I suoni cupi prodotti da campanacci e antichi strumenti, le pelli di animali, le corna, il sughero. La potenza dei gesti e della voce, la confidenza con Dioniso e al contempo l’incredibile precisione formale nelle danze e nei canti. Le fosche maschere e poi il sangue, il vino rosso, le forze della natura domate dall’uomo. Ma soprattutto il buio inverno. Sorprendenti le analogie tra il capolavoro shakespeariano e i tipi e le maschere della Sardegna. La lingua sarda non limita la fruizione ma trasforma in canto ciò che in italiano rischierebbe di scadere in letteratura. Uno spazio scenico vuoto, attraversato dai corpi degli attori che disegnano luoghi ed evocano presenze. Pietre, terra, ferro, sangue, positure di guerriero, residui di antiche civiltà nuragiche. Materia che non veicola significati, ma forze primordiali che agiscono su chi le riceve.

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Invernale: bis di Tevere Remo Mon Ile

Tanto vento, tanta onda e tutti gli imprevisti tipici di una regata tirata al massimo, con vele (anche nuovissime) scoppiate e outsider che hanno conosciuto la loro giornata di gloria. Finisce così l’Invernale di Riva di Traiano – Trofeo Paolo Venanzangeli, con una giornata, quella di sabato, finalmente all’altezza della fama di questo campo di regata, dove vince chi ama il gioco duro. Innanzitutto onore ai vincitori assoluti, a cominciare dalla classe regina, quella dei Regata, dove, sia in IRC sia in ORC, ha trionfato Tevere Remo Mon Ile, First 40 di Gianrocco Catalano, che ha conquistato per la seconda volta consecutiva l’Invernale. In IRC ha preceduto Vulcano 2, First 34.7 di Giuseppe Morani e Vahiné 7, First 45 di Francesco Raponi; in ORC, Aeronautica Militare Duende, Vismara 46 di Raffaele Giannetti e Aphrodite, Swan 45 di Pierfranco Di Giuseppe. Tevere Remo Mon Ile si è anche aggiudicato il 1° Trofeo Challenge Roma d’Inverno, quale 1° classificato overall in IRC. Nei Per2, in IRC c’è stata una cavalcata trionfale di Lolifast, Sun Fast 3600 di Davide Paioletti, che ha lasciato il secondo posto a Don Pedro, Bavaria 34 di Francesco Pelaia, ed il terzo a Gygas, Grand Soleil 43.2 di Alberto Tamantini. In ORC la cavalcata di Libertine, Comet 45S condotto da Marco Paolucci e Lorenzo Zichichi, è stata ancor più travolgente, con Davide Paioletti e il suo Lolifast quasi sempre secondi. L’ultimo gradino del podio è andato a Jox-Avs Group, X41 di Pietro Paolo Placidi. Tra i Crociera, lo splendido campionato di Malandrina, che ha dovuto scartare un secondo posto quale peggior risultato, ha condotto sul gradino più alto del podio l’equipaggio del First 36.7 condotto da Roberto Padua, seguito dal sorprendente Sun Odyssey 49 Mylan di Anna Paolini, che si è avvalso al timone dell’esperienza dell’Ammiraglio Franco Lo Sardo, e Fata Ignorante, Dufour 34 di Stefano Sorgente. In Gran Crociera, vittoria di First Wave, First 405 di Guido Mancini, su Blues, Duck 31 di Dario Conte.
L’ultima regata sabato scorso. Si è iniziato con circa 15 nodi di vento e con tanta onda, ma poi le condizioni si sono fatte decisamente più cattive, con raffiche che hanno superato i 20 nodi. I Regata hanno faticato di più, sobbarcandosi ben 15 miglia, 10 i Crociera e 5 i Gran Crociera. I Per2, che godono di un percorso ad hoc, hanno regatato per circa 12 miglia, con un lungo lato di bolina. Alla fine la soddisfazione tra i regatanti era grande almeno quanto la stanchezza. Le condizioni, durissime, hanno provato il fisico dei velisti e la resistenza delle imbarcazioni.
C’è stato un soccorso in mare, per un malore verificatosi a bordo di Coda di Volpe, e una serie di incidenti, con tante rotture di vele, che hanno costretto al ritiro Soul Seeker, X362 Sport di Federico Galdi, Rosmarine 2, Grand Soleil 46B di Riccardo Acernese, e Vahiné 7, First 45 di Francesco Raponi, che è stato il più penalizzato, perché i punti persi lo hanno fatto uscire dal podio della Classifica Generale in ORC e perdere il secondo posto in IRC. In Regata IRC, Paolo Morville ha finalmente condotto alla vittoria il suo First 45S “Er Cavaliere Nero”, riscattando un campionato avaro di soddisfazioni, mentre in ORC Biscarini/Rocchi con il loro Mylius 15e25 Ars Una hanno imposto per la prima volta la loro legge sia in reale sia in compensato. Anche nei Per2 c’è stata un’importante “prima volta”: in IRC, infatti ha vinto Oscar Campagnola, che ha portato alla sua prima vittoria il Comfortina 42 Fair Lady Blue. Al contrario, nella Per2 ORC, c’è stata la conferma della schiacciante supremazia di Libertine, il Comet 45 S di Marco Paolucci e Lorenzo Zichichi che è riuscito a vincere ben 6 delle 8 regate disputate. In Crociera ennesima grande prova di Malandrina, che non ha avuto rivali in questo campionato, mentre in Gran Crociera la vittoria è andata a First Wave, che ha vinto 4 delle 5 prove disputate. (Agg. 13/03 ore 18.03 SEGUE)

I COMMENTI DEL PRESIDENTE DEL CNRT ALESSANDRO FARASSINO – «È stata una giornata decisamente emozionante – ha commentato il Presidente del CNRT Alessandro Farassino – con tanto vento e tanti imprevisti occorsi non solo ai regatanti, ma anche alle barche dell’organizzazione. Il Tevere ci ha regalato il suo lato peggiore, visto che con lo Scirocco sul nostro specchio d’acqua è arrivato di tutto. Dobbiamo ringraziare la motovedetta della Polizia di Stato che ha tolto dalla linea di partenza una vera e propria isola galleggiante di rifiuti, ma niente ha potuto contro un’altra massa di rifiuti che ha investito il gommone dei posaboe, imprigionandone l’elica in una matassa inestricabile prima, che potesse posare la boa di disimpegno».
La motovedetta della Polizia di Stato ha inoltre supportato il gommone della Direzione di Corsa nel soccorso di un velista, svenuto per un malore nel corso della regata, scortando a riva l’imbarcazione coinvolta. I soccorsi sono stati tempestivi e il velista è stato sbarcato e affidato all’ambulanza accorsa prontamente in Torre di Controllo. (Agg. 13/03 ore 18.22 SEGUE)

LE DICHIARAZIONI DEL DIRETTORE DI CORSA FABIO BARRASSO – «Portare a compimento 8 regate sulle 9 programmate in una stagione invernale atipica come quella appena trascorsa – ha commentato il Direttore di Corsa Fabio Barrasso – è stata la giusta ricompensa a un grande lavoro svolto da tutto il team. Abbiamo vissuto le ultime due giornate di regata giocando sempre d’anticipo.  Il 25 febbraio sfruttando le prime avvisaglie di Burian e portando a termine due prove. Questo sabato cavalcando l’anticipo della perturbazione, che è poi arrivata nelle ore successive, e dando finalmente pieno sfogo alla voglia di regatare al massimo che sembra essere quasi nel dna dei regatanti di Riva di Traiano. Tirando le somme, è’ stato un campionato divertente, molto combattuto e molto tecnico». Nel corso dell premiazione c’è stato un esilarante fuori programma, con il solitario Oscar Campagnola che ha improvvisato un elogio del Comitato di Regata leggendo una lettera proveniente dalla Nuova Zelanda, dove sono stati avvertiti i ‘‘rumori di guerra’’ provenienti da Riva di Traiano. (Agg. 13/03 ore 18.54)

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David, il sardo che conquista il livello più alto di Iyengar Yoga

Meloni, 41 anni, ha ricevuto il 4 gennaio dalla figlia del Maestro l’attestato mai dato a un occidentale. «Lezioni private? Non le faccio più, ma prendevo 50 euro l’ora»

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