''Guidaci dall’alto a me, mamma e papà''

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – Parole delicate che toccano nel profondo del cuore, una tenerezza complice si nasconde nello struggente messaggio che il giovanissimo Ludovico Ricci dedica al fratello Leonardo, a poche ore dalla sua scomparsa a seguito delle gravissime ferite riportate nel tragico e drammatico incidente stradale all’alba di venerdì scorso. Il baby giocatore acquistato per l’anno 2017-2018 dal Venezia che milita in serie B, ha voluto salutare a modo suo il fratello maggiore dedicandogli un messaggio commovente su Instagram accompagnato da una foto a colori che li ritrae felici e sorridenti.  
«Sai cosa penso di te. Sei il mio orgoglio. Sei il mio cuore. Sei il sangue del mio sangue. Ti ricorderò come il ragazzo d’oro che sei stato e sei, perché io lo so, sei con me anche mentre sto scrivendo. Ti ricorderò sorridente, sicuro, intelligente, furbo, bello. Oltre ad un fratello sei anche un amico, il mio migliore amico. Non sono triste perché te ne sei andato, anche perché lì ora sei felice. Sono triste perché non potrò più abbracciarti .. si , sono egoista e voglio esserlo .. vorrei starti aggrappato tutto il giorno addosso senza mai staccarmi». 
Parole cariche di energia, ma anche di vibrazioni commoventi. E continua: «Che dire, sai tutto. Noi due contro tutti: i fratelli cocciò. Mentre scrivo questo mi scappa un sorriso, un sorriso un po’ amaro ricco di emozioni belle e brutte. Non riesco a dormire. Mi dispiace per chi non ha avuto il piacere e l’onore di averti conosciuto. 20 anni ed eri il più bello di tutti. Una volta mi dicesti ‘’i ragazzi o so belli o so simpatici’’ ed io ti chiesi ‘’e noi chi siamo?’’. ‘’Noi siamo belli, infatti siamo scomodi’’.  Beh ti sbagliavi. L’esempio sei tu Lè, e chi ti conosce lo sa. Con te non esiste tristezza per averti lasciato andare così senza magari un abbraccio prima». 
Parole cariche di dolore ma anche di orgoglio. Parole struggenti, accorate ma fiere di un fratello travolto dalla tristezza. Un commovente addio da chi lo ha amato e lo ama ancora:  «Beh ma a saperlo non ti avrei più lasciato andare. Ora scrivo per sfogarmi, per far capire a chi non ti conosce cosa si è perso. Guidaci dall’alto: a me, mamma e papà. Stacci vicino in questo momento così difficile per noi. Buonanotte Lè. Fai bei sogni, ti voglio bene, sempre te ne ho voluto e sempre te ne vorrò. Quando ci incontreremo un giorno, sarò felice e ti stringerò forte a me. Ancora buonanotte castà, ancora buonanotte fratello, ancora buona notte amore mio. Sono fiero e orgoglioso di te». 
Così Ludovico saluta e ricorda il fratello perso da poco e per sempre. Nella maniera più in uso tra i giovanissimi, come per condividere con una platea immensa, l’immenso dolore che lo ha colpito. In qualche senso è come una richiesta di aiuto a sopportare un peso che percepisce molto più grande di lui. 
Il sindaco Pascucci  annuncia il lutto cittadino per i funerali: «La prematura scomparsa del giovane Leonardo ha lasciato una profonda ferita nella nostra comunità. Ai suoi familiari e a tutte le persone care va il nostro abbraccio più forte. In occasione dei funerali verrà proclamato il lutto cittadino». Il Gruppo Bandistico Cerite ha annullato  il concerto previsto per domani. Anche il rione Garbatella ha rimandato l’evento (previsto per il prossimo weekend) a data da definire mentre il rione Casaccia-Vignola lo ha annullato.

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Flavioni: il sogno salvezza si ripete

Gioia immensa per la Flavioni Handball Civitavecchia che sul rettangolo amico del Palasport, nel match valevole per l’ultima giornata del campionato di pallamano femminile di serie A1, batte col risultato di 31-22 le rivali del Dossobuono e, complice la sconfitta dell’Ariosto Ferrara, conquista la salvezza nel massimo campionato italiano. (Agg. 23/4 ore 18.34 SEGUE)

IL COMMENTO DEL CAPITANO DELLA FLAVIONI ERIKA MARUZZELLA – «Lo sport – scrive sul proprio profilo Facebook il capitano gialloblu Erika Maruzzella – è l’unico spettacolo che, per quante volte tu lo veda, non sai mai come andrà a finire e forse è in questo che si trova la forza di non mollare mai e di continuare anche quando sembra che tutto vada nella direzione sbagliata. La ruota gira se vogliamo farla girare noi e come in tutte le cose importanti, bisogna avere carattere, determinazione, passione e soprattutto una mano pronta a rialzarti; uno sguardo che ti capisce al volo, un abbraccio che vale più di mille parole e un sorriso che ti faccia capire che stai facendo la cosa giusta. Questa è la mia squadra, questo è il mio spettacolo e questo è di nuovo il finale che avrei scritto per questa società. Grazie a chi ne ha fatto parte». (Agg. 23/4 ore 18.59 SEGUE)

LE DICHIARAZIONI DELLA SENATRICE GIALLOBLU MARA BONAMANO – «È stata dura – commenta sul suo profilo Facebook anche la senatrice della Flavioni Handball Civitavecchia Mara Bonamano – sono accadute tante cose ma le abbiamo affrontate a viso aperto, senza mai perdere di vista l’obiettivo. Quando una di noi ha avuto un cedimento c’era sempre una compagna pronta ad aiutare. Sono troppo contenta perché noi meritiamo tutto questo per i sacrifici che facciamo ogni giorno. Grazie quindi alla dirigenza, che si fa in quattro per affrontare il campionato; grazie a coach Patrizio Pacifico, che ci prepara ogni settimana come se dovessimo affrontare sempre una finale e grazie a Fernando De Paolis, che è tornato a far parte della nostra famiglia. Non mi dimentico dei grandi cuori dei civitavecchiesi sempre pronti ad aiutarci acquistando tessera del tifoso e partecipando ai nostri eventi, nonché a riempire gli spalti incitandoci durante le nostre battaglie. Grazie a Pierluigi Gorla e tutto lo staff del ‘‘Tutto OK’’. Grazie a voi, le mie amiche e compagne di mille avventure: il campionato di serie A ci aspetta di nuovo». (Agg. 23/4 ore 19.25)

Gi. Mor.

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Addio Mondo, calcio in lutto

È morto Emiliano Mondonico. L'allenatore lombardo si è spento all'età di 71 anni dopo una lunga battaglia contro un tumore. A darne la notizia la famiglia su Facebook. "Ciao Papo…. sei stato il nostro esempio e la nostra forza… ora cercheremo di continuare come ci hai insegnato tu… eternamente tua". Qualche mese fa in un'intervista al 'Corriere dello sport', il 'Mondo' aveva parlato della sua malattia: "Ci sono trenta probabilità su cento che la Bestia ritorni – aveva spiegato -. Ma dopo quattro operazioni, l'asportazione di una massa tumorale di sei chili, di un rene, di un pezzo di colon e di intestino, sei pronto a tutto. E, ogni giorno di più, apprezzi il tempo che ti è dato".

"Quando ti viene il cancro, devi fidarti di chi ti cura e, chi mi cura è davvero eccezionale" aveva detto ancora o l'allenatore. Il cancro gli era stato diagnosticato 7 anni fa. Allora, l'uomo che rese grandi l'Atalanta e il Torino, decise di rendere pubblica la malattia, "perché non puoi nasconderti e perché sai che molte altre persone vivono la tua stessa situazione – aveva raccontato al 'Corriere dello Sport' – e hanno bisogno di sentirsi dire: coraggio, non mollare. Sapessi quanta gente mi scrive e me lo fa capire… Il cancro non è invincibile, il calcio mi dà la forza per continuare a sfidarlo".

Mondonico inizia la carriera da allenatore nel 1979 come tecnico delle giovanili della Cremonese, quando gli viene affidata la prima squadra grigiorossa nel corso del campionato di Serie B 1981-1982. Rimane al timone della squadra fino al 1986, e nella stagione 1983-84 riesce a compiere un miracolo: fare tornare in A i lombardi dopo 54 stagioni. Dopo l'immediata retrocessione in B del 1984-1985, passa al Como, con il quale ottiene un nono posto in A.

Nella stagione 1987-1988 viene ingaggiato dall'Atalanta, in B, ottenendo subito la promozione in massima categoria. Nelle due stagioni successive ottiene un sesto e un settimo piazzamento in A, con la qualificazione alla Coppa Uefa. Gli anni '90 sono quelli del Torino. Tra il 1990-1991 e il 1993-1994 siede sulla panchina dei granata, in Serie A, ottenendo i migliori risultati della sua carriera. Indimenticabile, durante gli anni del Toro, la protesta ad Amsterdam nella finale di Coppa Uefa 1991-1992, quando, in segno di protesta verso l'arbirtaggio agitò una sedia in aria.

ATALANTA – "In momenti come questo si fa sempre tanta fatica a trovare le parole, forse perché non ce ne sono. Se n'è andato un pezzo importante di storia atalantina, ma mai potrà essere dimenticato. Ciao mister, ciao Mondo". Con queste parole l'Atalanta ricorda Mondonico, che ha indossato la maglia nerazzurra sia da giocatore sia da allenatore. "Il Presidente Antonio Percassi e tutta la famiglia Atalanta con grande commozione sono vicini alla moglie Carla, alle figlie Francesca e Clara, ai familiari tutti, e partecipano al loro profondo dolore", aggiunge il club bergamasco in una nota sul suo sito ufficiale.

TORINO – "Ciao Mondo, ci mancherai". Così il Torino, su Twitter, piange la scomparso di Mondonico, allenatore granata tra il 1990 e il 1994. (Adnkronos)

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